venerdì 18 aprile 2008
DEDICATO AI RAGAZZI DEL PD
da www.partitodemocratico.it
EVENTO FORMATIVO PER L'IMPRENDITORIA LOCALE
“Oggi, come ha fatto rilevare il nostro concittadino, non sono né i mezzi, né le strutture, né il prodotto a distinguerci, saranno le persone che faranno la differenza”; infatti la Mind Consulting aiuta a sviluppare l’idea che solo motivando i propri collaboratori si potranno registrare aumenti di produzione e di vendite.
Proprio per aiutare l’imprenditoria locale a crescere e a migliorarsi, Matera Arredamenti organizza un evento formativo gratuito sul tema “La strategia dell’imprenditore moderno: come rendere produttivo e motivato il proprio personale” durante il quale si tratteranno argomenti quali:
· Il Capitale intangibile
· Le basi della leadership
· I Nuovi scenari nella gestione delle Risorse Umane
· Attirare e mantenere i talenti in azienda
· Rendere efficace e produttivo il proprio personale
· Cosa facciamo presso migliaia di aziende in Italia
Tutto con un relatore d’eccezione: Michele Ciccolella – Responsabile Mind Consulting Puglia e Basilicata.
L’evento si terrà il giorno:
21 Aprile 2008 ore 16:30
Casa Isabella
Palazzo Ducale, 74010
Per coloro i quali vorranno partecipare potranno contattare l’azienda Matera Arredamenti allo 099/8216774 oppure 333/7371894.
Per maggiori informazioni sulla Mind Consulting potrete visitare il sito www.mindconsulting.it oppure il sito internet www.materaarredamenti.it.
Più donne in Parlamento
L'incremento della presenza femminile in Parlamento è stato il leit motiv della campagna elettorale del 2008, nonché tema tra i più dibattuti di questi ultimi anni, dopo che i sondaggi ponevano l'Italia in fondo alla graduatoria mondiale per la rappresentanza femminile in Parlamento: i dati davano il nostro paese al 67mo posto. Quest'anno nella stesura delle liste da parte dei partiti sicuramente c'è stata in questo senso una maggiore attenzione, soprattutto da parte del PD che da subito si dava come obiettivo un 33% di rappresentanti donne. Dopo le elezioni, osservando la composizione delle camere, il quadro generale è sicuramente migliorato ma non così tanto da poter far esultare tutti quei cittadini, più probabilmente cittadine, che volevano assolutamente far ribaltare quel dato così pesante per una democrazia come l'Italia. A conti fatti le signore che occuperanno gli ambiti scranni si aggireranno intorno al 20%, in tutto 178 tra deputate e senatrici. Solo il PD, l'unico a mantenere il proposito, può vantare 61 deputate, su 211 eletti, e 39 senatrici su 116, in pratica il 30% degli eletti nelle liste democratiche è donna. Al Senato il PDL conta solo 11 donne su 141 eletti, mentre alla Camera 42 su 272, un 20% in tutto. Per quanto riguarda le altre liste, alla Camera l'Italia dei Valori su 28 eletti 3 sono donne, il 10%, nella Lega 10 donne su 60 deputati, nell'Udc una donna su 36 deputati. Il Partito Democratico, quindi, con la sua quota di elette contribuisce nettamente a far salire la percentuale femminile in Parlamento, complice una campagna elettorale che ha incluso come capilista molte giovani, alcune provenienti dalla società civile, come Marianna Madia, neo eletta alla Camera nel Lazio, e altrettante che hanno già una buona esperienza politica alle spalle, come Pina Picerno, neo eletta in Campania. Il PD è riuscito nell'intento perché ha compreso che un Parlamento formato da uomini e donne è più democratico perché si avvale di un dato strutturale della società. Rispetto alle elezioni del 2006, alla Camera le elette erano 109, pari al 17,3, e al Senato 45, pari al 14%. Da questi risultati, dunque, l'Italia dal 67mo posto sale al 50mo. Un dato ancora modesto, specie se si rapporta il dato alle equivalenti rappresentanze internazionali, in particolare a quelle dei paesi nordici e di Spagna, che solo alla Camera superano il 36% di presenza femminile, ma è pur sempre un passo avanti verso il raggiungimento delle cosiddette quote rosa.IL DAY AFTER

"Il Pd è andato molto bene nelle zone urbane e nei capoluoghi di provincia. A Torino siamo cresciuti del 6,6%, a Milano del 9,1%, a Venezia del 6,9, a Genova del 6,3%, a Bologna del 6,8%, nelle aree del Nord-Est siamo il primo partito. Anche al Sud a Napoli il Pd è cresciuto del 5,4%, a Palermo del 7%. Al contrario, abbiamo sofferto nelle aree più diffuse e periferiche, e qui pesano fattori sociali e politici".
Libera Informazione

giovedì 17 aprile 2008
Risultati Epocali!
In vista dell'analisi del voto che sarà effettuata dal Pd Laterza, inseriamo questo approfondito commento lasciato da un nostro blogger (akerfeldt). Ci complimentiamo per l'analisi che sarà sicuramente un utile supporto al nostro confronto e invitiamo chiunque è interessato a partecipare.Epocali! Queste elezioni possono essere definite così. Alcuni analisti hanno parlato della nascita di una terza repubblica; altri hanno, invece, sostenuto che, solo ora, nasca la seconda repubblica.
Si è, infatti, passati da un bipolarismo imperfetto e forzato a un bipolarismo più compiuto. In parlamento siederanno cinque – sei gruppi. Le due coalizioni hanno preso insieme oltre l’85% dei voti. Il cataclisma, inoltre, è avvenuto con una legge elettorale, dei cui limiti si è parlato fin troppo, attagliata al vecchio bipolarismo che prediligeva carrozzoni coalizionistici penalizzando i soggetti politici che rimanevano fuori dai due grossi e compositi schieramenti. E così è stato.
La semplificazione del sistema politico è avvenuta nello spazio di pochi mesi. Ed è stata decisa dagli elettori che alle urne domenica e lunedì hanno premiato le due minicoalizioni a scapito degli altri soggetti politici solitari. Primo fra tutti la Sinistra Arcobaleno che ha subito una sconfitta andata oltre ogni più fosca previsione. La mancanza parlamentare di una sinistra che si richiami alla tradizione italiana comunista e socialista (prevedibile l’ irrisorietà del risultato raggiunto dal Ps) è un altro elemento, come presto si è sottolineato, che contribuisce a rendere epocali queste elezioni.
Il crollo della sinistra, a quanto pare di capire, ha diverse cause. Difficile individuare la principale. Se ne possono identificare almeno tre: l’astensionismo, il richiamo al voto utile, la scarsa attrazione esercitata sull’elettorato. L’astensione, che è stata comunque contenuta rispetto alle attese, infatti, ha fatto breccia soprattutto tra gli elettori della sinistra estrema (dal punto di vista della sorpassata, ormai, geografia parlamentare). Astensione che può essere spiegata dalla delusione dell’elettorato di sinistra, specie dei cosiddetti movimenti, dopo la cattiva prova politica offerta dai partiti di riferimento in questi due anni.
Durante il governo Prodi, Bertinotti e compagni hanno dovuto ingoiare bocconi amari: rifinanziamenti per le missioni di guerra (altro non è quella ancora in corso in Afghanistan), leggi finanziare pesanti e impopolari, accantonamento del dl sui diritti ai conviventi, per citarne alcuni. Tutto per salvare il governo, per non “riconsegnare il Paese a Berlusconi”. Il governo è poi caduto lo stesso; al centro però. Il Pd ha sempre rinfacciato alla sinistra arcobaleno durante questa campagna elettorale, di essere stata la vera causa della disfatta prodiana minando la capacità di tenuta governativa con le manifestazioni di piazza dei suoi ministri. A questo punto viene da pensare che, se la sinistra avesse fatto concretamente (sfiduciandolo) cadere Prodi, avrebbe potuto mantenere, grazie a un comportamento più coerente, parte del proprio elettorato astenutosi. Tanto più che quasi un punto percentuale è stato preso dai neonati, puri e duri partitini di sinistra, Pdcl di Ferrando e Sinistra Critica di Turigliatto.
L’astensione nell’elettorato di “estrema” sinistra è, inoltre, frutto della campagna al non voto di matrice grillina nata dopo l’ondata antipolitica. Sono questi elettori, dallo spiccato senso critico, infatti, che sono risultati più sensibili ad un richiamo comunque motivato. Un fattore che può aver contribuito a questo tipo d’astensione può, tra l’altro, essere stato il caso Pecoraro Scanio.
Un secondo motivo è rintracciabile nell’invito al voto utile. In verità Veltroni, finito sul banco degli imputati, non ha richiamato espressamente e con veemenza il tema nei suoi interventi (al contrario del suo omologo), ma, preconizzando una grandissima rimonta, la possibilità del colpaccio, può aver indotto gli elettori meno ideologizzati e più pragmatici della Sinistra Arcobaleno a votare Pd o quanto meno Idv. Si può, infatti, spiegare in questo modo il grande risultato ottenuto dal partito di Di Pietro, che ha raddoppiato i consensi. L’Italia dei Valori è stata percepita tendenzialmente come una forza più affidabile e più a sinistra del Pd da parte di questa fetta di elettorato.
La terza causa può essere la scarsa capacità di attrazione esercitata dal cartello elettorale di sinistra. La campagna elettorale è stata incentrata su temi evidentemente valutati di secondo piano da parte dell’elettorato. E’ molto probabile inoltre che nelle regioni dove la Lega ha fatto man bassa di voti, parte del bacino elettorale di sinistra sia confluito nel Carroccio. La Lega è nata come una forza popolare, attecchendo presso gli strati sociali più bassi e meno acculturati del Nord-est, facendo leva sui temi della sicurezza, della difesa contro lo straniero, della tutela della Padania dagli interessi della sanguisuga romana, del federalismo come metodo con cui conservare in loco la ricchezza prodotta. In tempi di crisi economica e di nuova antipolitica, la Lega ha ripreso vigore riconquistando l’elettorato perso negli ultimi anni. E lo ha fatto contando sui vecchi metodi di propaganda politica diretta fondati sul radicamento territoriale (i comizi, l’azione di opinion leader locali presenti nelle piazze e nelle piccole fabbriche del Nord-est). Radicamento territoriale di cui è stata deficitaria la compagine arcobaleno anche nelle zone rosse. Una compagine che non ha potuto contare neanche sull’effetto di notiziabilità presso i grandi mass-media, fagocitata dalle grida provenienti dai due schieramenti principali (o meglio dai due leader) e risucchiata dal vortice di parole, di frasi brevi, dichiarazioni ad effetto, di ben 14 candidati premier. Da un lato la forte eco dei contendenti maggiori, dall’altro il vociare babelico degli outsider e delle comparse. Di queste voci alcune sono riuscite ad arrivare distinte e abbastanza forti (Udc e Destra), altre, come la voce della sinistra arcobaleno, evidentemente no.
Pd Laterza: analisi del voto
Stasera, 17 aprile 2008, alle ore 20 presso la sede del Pd Laterza in Via Porta Pia 12 riunione del coordinamento cittadino del Partito Democratico.Punti all'odg:
1) analisi del voto;
2)
3) si ricomincia da (1, 2, o da 3)
Per il momento ringraziamo tutti i laertini che con il loro voto hanno creduto nel nuovo processo politico avviato dal Partito Democratico. Grazie ai 3.088 cittadini che hanno votato alla Camera e Grazie ai 2.836 cittadini che hanno votato al Senato.
Grazie di cuore a tutti i rappresentanti di lista e simpatizzanti che hanno donato il loro tempo in modo appassionato e serio, un contributo prezioso per la riuscita della nostra bella campagna elettorale.
Tangenti in ospedale, Sirchia condattano a 3 anni di reclusione
MILANO - L'ex ministro della Salute del precedente governo Berlusconi è stato giudicato colpevole per reati commessi quando era primario a Milano: mazzette in cambio di appalti.L'ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia è stato condannato a 3 anni di reclusione, nell'ambito del processo milanese in cui è imputato insieme ad altre sette persone, per un giro presunte tangenti nel mondo della sanità.
La sentenza è stata emessa questa mattina dalla quarta sezione penale del tribunale, presieduta dal giudice di Oscar Magi, al termine della camera di consiglio. Riunitasi dopo che i pubblici ministeri Eugenio Fusco e Maurizio Romanelli, avevano dichiarato di non essere intenzionati a replicare alle arringhe difensive. Quanto al verdetto, la condanna è di poco superiore a quella chiesta dai pm, pari a 2 anni e 9 mesi di reclusione.
In particolare, l'ex componente del governo Berlusconi è stato giudicato colpevole di corruzione e appropriazione indebita, per reati che sarebbero stati commessi quando era primario del Servizio di Immunoematologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore Policlinico. Secondo i magistrati, Sirchia avrebbe incassato tangenti da multinazionali specializzate in prodotti sanitari, per favorirle nelle forniture di appalti.
E subito dopo la sentenza, è giunto il commento del diretto interessato: "Sono molto dispiaciuto - ha dichiarato Sirchia - non siamo riusciti a convincere il collegio delle nostre ragioni, nonostante avessimo portato al processo numerosissime prove e testimonianze. E' stato recepito il teorema dell'accusa. Mi riservo di impugnare in secondo grado la decisione perché è assolutamente non condivisibile. Mi sembra un dovere rispettare cosa un tribunale decide, ma è un diritto e dovere leggere le motivazioni e impugnare".
Eletti del Pd in Puglia
In Puglia il Partito Democratico ha ottenuto il 31,5 % dei voti al Senato e conquistato otto seggi, mentre alla Camera dei Deputati il risultato è stato del 31% per quattordici seggi. Questi gli eletti al Senato:
De Castro Paolo
Latorre Nicola
Carofiglio Giovanni detto Gianrico
Mongiello Colomba
Procacci Giovanni
Poretti Donatella
Maritati Alberto
Tomaselli Salvatore
Questi gli eletti alla Camera dei Deputati:
D’Alema Massimo
Mastromauro Margherita Angela
Grassi Gerolamo detto Gero
Bordo Michele
Bellanova Teresa
Capano Cinzia
Losacco Alberto
Boccia Francesco
Vico Ludovico
Concia Anna Paola
Gaglione Antonio
Ria Lorenzo Emilio
Servodio Giuseppina
Ginefra Dario
A questo punto decido tutto io.
ROMA - "A questo punto decido tutto io. Mi hanno dato la delega e ora i ministri li scelgo io da solo". Il primo vertice di maggioranza non è servito solo a festeggiare. Non è stato convocato solo per brindare e per studiare le prossime mosse della coalizione. Certo, il centrodestra si appresta ad affrontare una legislatura "costituente", con un'agenda piena di riforme. Tanto che ieri è circolata la voce di un incontro riservato tra Silvio Berlusconi e il segretario del Pd, Walter Veltroni, che si sarebbe svolto martedì sera, subito dopo le conferenze stampa in cui i due leader esaminavano il voto, proprio per avviare un primo confronto. Un faccia a faccia a casa di Gianni Letta cui avrebbe preso parte pure Goffredo Bettini, il braccio destro dell'ex sindaco di Roma. Una voce, però, che è stata smentita dai diretti interessati e in particolare dal portavoce del Pdl, Paolo Bonaiuti: "Non si è svolto assolutamente nessun incontro. E poi per quale motivo avremmo fatto una cosa del genere? Non avrebbe avuto alcun senso". Ieri intanto il Cavaliere ha voluto richiamare gli alleati. Ha chiuso la riunione di coalizione ponendo fine alle tensioni sulla squadra di governo e assumendo tutte le scelte relative ai ministri. Pur riconoscendo le istanze leghiste, ha chiesto di consegnargli un "mandato pieno" per selezionare in autonomia le personalità più adatte per ogni singolo incarico. "Non mi va di litigare su queste cose - ha avvertito i partner - non ho voglia di combattere per queste beghe". E già, perché il Cavaliere, Fini, Bossi e Lombardo si sono riuniti a Palazzo Grazioli e immediatamente sono entrati nella carne viva della prossima legislatura: ossia i dicasteri da assegnare nelle prossime quattro settimane.La struttura dell'esecutivo è in larga parte pronta, ma non mancano incomprensioni e diktat. Ieri è stato Umberto Bossi a farsi sentire. A reclamare quel che "spetta" al Carroccio. Il Senatur non ha usato mezzi termini con il "premier in pectore". Lo schema predisposto a Via del Plebiscito, infatti, non gli è piaciuto affatto: "Così non va". E lo ha detto apertamente, tanto che dopo l'incontro ha risposto con un "magari" carico di significato a chi gli chiedeva se Roberto Maroni farà il ministro dell'Interno. Agli alleati, poi, ha ricordato quanti voti hanno conquistato i Lumbard e quali sono le loro aspettative. Perché quella principale è la presidenza della Regione Lombardia da riservare a Roberto Castelli. Una carica al momento occupata da Roberto Formigoni. L'impasse sui ministeri in questa fase dipende tutto da quella casella. Il Governatore, infatti, è disposto a lasciare il Pirellone solo in cambio della presidenza del Senato o di un dicastero di peso (Interni o Esteri): "Altrimenti resto là". E il leader del Pdl non ha dubbi: "E meglio se resta là". Non vuole che l'ex capo del Movimento popolare si trasferisca a Roma. Un'indicazione che, appunto, ha fatto infuriare Bossi. "Se non si libera la Lombardia, allora a noi spettano quattro ministri". Una tensione che anche Fini ha provato a stemperare ricordando a tutti che "la competenza di scegliere i ministri è del premier". Il Cavaliere ad ogni modo ha tranquillizzato "l'amico Umberto" assicurando che i lumbard non verranno mortificati. L'orientamento di Berlusconi potrebbe portare ad una delegazione leghista composta da Bossi come vicepremier, Calderoli alla Riforme, e poi Maroni e Roberto Castelli. Pure su questi ultimi due non manca una certa tensione. Il Senatur vorrebbe gli Interni per Maroni, ma il leader del Pdl ha già fatto sapere di voler riservare il Viminale a Forza Italia: a Claudio Scajola oppure a Gianni Letta (in pole position pure per la seconda vicepresidenza). L'esponente leghista deve contendere a Gianni Alemanno le Attività produttive o il Welfare. Lo stesso Cavaliere, poi, vorrebbe far tornare Castelli alla Giustizia. E anche su questo tassello si è creato un attrito, ma con Fini che punta tutto su Giulia Bongiorno. Persino contro il parere dei suoi "colonnelli". Confermati Giulio Tremonti all'Economia e Franco Frattini agli Esteri, Ignazio La Russa potrebbe essere dirottato alla Difesa con Altero Matteoli alle Infrastrutture. Un piccolo derby è incorso pure per le Politiche Agricole: il nome più gettonato è quello di Adriana Poli Bortone ma la delega è messa da tempo sotto osservazione dal Carroccio. Ai Beni culturali ci punta Paolo Bonaiuti. Sandro Bondi potrebbe ottenere la Pubblica istruzione. Maurizio Lupi la Sanità e Elio Vito i Rapporti con il Parlamento. Altre due le donne della "squadra": Stefania Prestigiacomo (Politiche Ue) e Mara Carfagna (Famiglia). Infine il nodo del sottosegretario alla presidenza del consiglio. Se Letta davvero assumerà un incarico ministeriale, il Cavaliere è orientato a far cadere la sua scelta su un "tecnico". Più definite le cariche parlamentari. Gianfranco Fini è al momento il candidato unico per la presidenza della Camera. Per il Senato è in corsa Renato Schifani e, con qualche probabilità in meno, Beppe Pisanu.
Il dopo sconfitta
Bettini: “Vera novità panorama politico”"La destra governa ma la novità del panorama politico è il Pd". Lo dice Goffredo Bettini, arrivando nella sede del partito e sottolineando che, nonostante il risultato elettorale, "l'atmosfera è combattiva e serena". Secondo il coordinatore del Pd "siamo la forza politica con cui tutti dovranno fare i conti". Secondo Bettini, infatti, il risultato elettorale è positivo perché c'è stato un avanzamento di 5-6 punti in ogni regione e si profila "un bel risultato a Roma".Bettini: "PD ben oltre somma Ds e Margherita. Ora serve radicamento""Serenità e combattività". Goffredo Bettini, arrivando al loft di piazza Santa Anastasia, descrive così lo stato d'animo all'interno del Partito Democratico. "E' evidente la vittoria della destra- continua- ma e' anche evidente la grande novità del PD nella scena politica". Il partito guidato da Veltroni, secondo Bettini, "e' andato ben oltre la somma dei Ds e della Margherita e ha incrementato del 5-6 per cento il suo risultato in tutte le Regioni". Il coordinatore del PD sottolinea poi "il grande successo ottenuto a Roma. Il cammino- conclude- sarà lungo ma importante". “Il processo che abbiamo avviato - spiega - e' stato ritenuto utile dagli italiani. Ora si inizia un cammino ed una battaglia di radicamento nella società italiana”.Bettini: “Ripartire da riforme con spirito di dialogo”Da dove ripartire dopo la sconfitta elettorale? "Dalla discussione sulle riforme istituzionali, su un percorso di cambiamento dei regolamenti parlamentari, delle istituzioni e della legge elettorale. Temi da affrontare con spirito di dialogo". Risponde così Goffredo Bettini, arrivando al loft questa mattina. "Per tutto il resto faremo una opposizione seria - assicura il coordinatore del PD - tenendo fede al programma di modernizzazione dell'Italia indicato in campagna elettorale".Bettini: “Il successo della Lega è un’ipoteca molto forte”"Il successo della Lega è un'ipoteca molto forte, vedremo come andrà, ma suggerisce qualche preoccupazione". Lo dice Goffredo Bettini, coordinatore del Pd, arrivando al loft e commentando i risultati delle elezioni.
Bettini: "Preoccupa l'assenza della sinistra radicale in Parlamento" L'assenza della sinistra radicale in Parlamento "è un fatto preoccupante e non positivo per la dialettica democratica", ha detto ancora Bettini. "Un pezzo importante e significativo d'Italia - sottolinea il coordinatore nazionale del Pd - non è rappresentato e questo è un problema".Bettini: "Nessun problema di leadership per Veltroni" "Veltroni ha fatto una campagna elettorale straordinaria, generosa e intelligente. Ha fatto ampiamente la sua parte. Siamo partiti con 20, 22 punti di distacco e li abbiamo recuperati. Veltroni -sottolinea Bettini- si è affermato come un leader che va guardato con grande fiducia per il cammino che ci aspetta".Bettini: “Con 33% obiettivo ampiamente raggiunto”Il fatto che il Pd non abbia raggiunto il 35% dei consensi, soglia indicata come l'obiettivo da raggiungere per Goffredo Bettini è un falso problema: "E' un'invenzione. Io avevo detto che dovevamo costruire un grande partito - spiega il coordinatore del Pd arrivando al loft -. Abbiamo superato il 33 e quindi l'obiettivo politico è stato ampiamente raggiunto".Follini: “Grati a Veltroni per aver aperto strada nuova”l PD ha perso ma occorre comunque ringraziare Walter Veltroni per l'impegno profuso. Lo sottolinea Marco Follini, confermato a Palazzo Madama con l'elezione in Campania, responsabile Informazione PD. "Ieri -osserva Follini - ha vinto Berlusconi. Noi dunque siamo stati sconfitti e la difficoltà va riconosciuta senza giri di parole. Detto questo, credo che tutto il PD debba essere grato a Veltroni per aver aperto una strada nuova.
Latorre: “Congresso PD è previsto entro 2009"Le elezioni non sono andate come qualche sondaggio degli ultimi giorni aveva fatto sperare, ma la leadership di Walter Veltroni non è in discussione e sui tempi del congresso sarà proprio il segretario a decidere. Lo dice Nicola Latorre, conversando con i giornalisti nella sala stampa del PD. A chi gli chiede se sia prevedibile un congresso in tempi rapidi, Latorre replica subito: "Il congresso è previsto dallo statuto entro il 2009, sarà Veltroni a decidere tempi e modi. Il segretario è lui, la sua leadership non si discute".
Le promesse prima e dopo la vittoria
ROMA - "Ci saranno misure impopolari". Silvio Berlusconi, al termine del vertice con i leader di Pdl, Lega e Mpa a Palazzo Grazioli parla così nell'esperienza di governo che attende la coalizione di centrodestra. Forte di una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato, Berlusconi guarda avanti, mettendo nel cassetto, come già aveva fatto in campagna elettorale, la promessa di "nuovi miracoli". Quel che si vede all'orizzonte, invece, sono "momenti difficili" legati a "riforme necessarie che avranno anche contenuti di impopolarità". Sacrifici e tagli. A partire "dai privilegi e dalle spese nella pubblica amministrazione". Poi la replica a chi considera il futuro esecutivo prigioniero delle scelte della Lega: "Con Umberto Bossi ci sarà identità di vedute su tutti i provvedimenti governativi - assicura Berlusconi - Non ci sarà nessuna regione ad essere penalizzata, ci sarà un federalismo solidale".La squadra di governo. Dopo aver ampiamente parlato della squadra di governo, oggi Berlusconi si fa cauto: "Attendo la nomina del capo dello Stato". Confermando, però, la presenza di 4 donne nell'esecutivo. Ed è a questo punto che Fini lancia l'idea di mettere Giulia Bongiorno, noto legale di molti personaggi noti (Andreotti su tutti), alla Giustizia. E si fa sentire pure l'Mpa di Raffaele Lombardo che rivendica, con successo, un ministero. E chissà che il Cavaliere non decida di seguire il modello Sarkozy. Ovvero di inserire nel governo personalità dello schieramento avverso. "E' un modello che abbiamo inaugurato noi" dice Berlusconi, riferendosi a particolari "competenze tecniche" di personalità del centrosinistra di cui potrebbe usufruire il prossimo esecutivo. Esplicito riferimento alla nomina di Giuliano Amato alla Convenzione europea che fu confermata dal suo governo. Per adesso, comunque, la lista sembra ancora da fare. Tanto che alla fine, Bossi sbotta: "Non abbiamo combinato niente. Finchè non si fanno i nomi prima di fare l'elenco completo passano i secoli. Comunque noi avremo 4 ministri".
mercoledì 16 aprile 2008
LATERZA: Il Pd vince al Senato e tiene alla Camera.
E' un dato suddiviso per fasce d'età quello che emerge dalle urne laertine. A scrutinio terminato, la coalizione di Veltroni al Senato sfiora il 42 per cento (41,86%), con un totale di 3334 voti: 2836 per il Pd (35,61%), 498 per l'Italia dei valori (6,25%). Berlusconi arriva al 41,05%, per un totale di 3269 voti: 3233 del Partito della libertà (40,60%) e i 36 del Movimento per le autonomie (0,45%).

