mercoledì 14 maggio 2008

FURTI PERPETUATI ALLE FUTURE GENERAZIONI

Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni 

È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi. E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio. Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi. Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni. Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra. Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003. Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione. Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no. Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra. E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi. Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli. Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più. L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa. Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla.




di Roberto Saviano

Non è del cinema che questa Italia deve vergognarsi



Un silenzio impressionato ha accolto, alla prima proiezione destinata alla stampa, Gomorra, il film che Matteo Garrone ha tratto dal libro sulla camorra di Roberto Saviano (venduto in Italia da Mondadori in un milione e 200 mila copie, tradotto in 33 lingue, un successo straordinario). Il film, parlato in napoletano con sottotitoli, esce in 400 sale italiane venerdì e passa in concorso al Festival di Cannes il 18: è magnifico e terribile. All’inizio, un giovane sta nella luce azzurra d’una cabina abbronzante, un altro seduto porge la sinistra alla manicurer, esempi dell’aspirazione all’estetica pubblicitaria dell’ultima generazione camorrista. Dopo un attimo, sono cadaveri; gli spari secchi li colpiscono spietati in fronte, in testa, in faccia. Alla fine, due ragazzini ammazzati sulla spiaggia perché volevano essere indipendenti vengono portati via, piano piano, sotto il cielo plumbeo, da una macchina edile. Toni Servillo, perfetto delinquente in giacca e cravatta, discute con un industriale una commessa di rifiuti tossici: «La nostra azienda è in grado di smaltirne 800 tonnellate». Un ragazzino che si depila le sopracciglia chiama una donna e, quando quella s’affaccia alla porta di casa, viene ammazzata in un baleno. Il paesaggio urbano è angusto, ferroso, in abbandono; nelle piccole stanze delle case il nervosismo sembra condensato dalla mancanza di spazio e d’aria. Il gran film sulla camorra, ambientato senza nomi nelle province di Napoli e di Caserta, recitato da interpreti molto bravi, pare un formicaio attivissimo e furente, sempre in movimento per il potere, i soldi, il sangue, l’affiliazione. Il regista ha girato con «estrema semplicità» e piena efficacia, distribuendo la materia del libro in cinque storie di personaggi: specialmente apprezzabili le storie che illustrano l’uso criminale dei bambini e dei ragazzi, la storia che illustra l’uso criminale del talento (un abile sarto e bravo attore, Salvatore Cantalupo, che lavora grazie agli appalti dell’alta moda, si lascia sedurre dalla concorrenza cinese). Si era detto che Gomorra fosse somigliante ai film di Rosi, di Inarritu, di Sergio Leone, ma non somiglia a nessuno: perché è la prima volta che i personaggi sono così privi di moralità e di aspirazioni. Arricchiscono il film cifre impressionanti: il giro d’affari delle mafie italiane ammonta a 150 miliardi di euro l’anno; la camorra ha ucciso in trent’anni 4 mila persone; gli affiliati delle mafie sono 25 mila, più 200 mila fiancheggiatori. Ogni elemento di Gomorra deriva da fatti realmente accaduti: non è per il film, nel caso, che occorre vergognarsi.


Lietta Tornabuoni 13 May 2008


martedì 13 maggio 2008

LIBERTA' DI INFORMAZIONE



Articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

lunedì 12 maggio 2008


Considerazioni e documenti sul Presidente Schifani e i suoi amici.di Uguale per TuttiIn qualunque paese anche non particolarmente civile, ma solo banalmente democratico l’unico dovere che hanno i giornalisti è raccontare i fatti.L’unica cosa che conta è che ciò che scrivono sia vero.L’unico “processo” che dovrebbero subire è quello sulla verità o no di quello che raccontano.In qualunque paese anche non particolarmente civile, ma solo banalmente democratico chiunque ricopra una carica pubblica sa di non potere censurare l’informazione e sa di dovere spiegare ai cittadini i fatti che lo riguardano.In qualunque paese anche non particolarmente civile, ma solo banalmente democratico il concetto di “servizio pubblico” riferito alla televisione di Stato significa “servizio ai cittadini” e non “servizio ai padroni”, servaggio del potere.L’Italia evidentemente non è un paese democratico e neppure civile.In Italia, in teoria, l’art. 21 della Costituzione prescrive che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” e che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.Ma in pratica i mezzi di comunicazione sono divisi in due categorie. Quelli con pochi lettori/ascoltatori: i blog, i libri, i giornali di provincia, ecc.. E quelli con molti lettori/ascoltatori: le televisioni nazionali e i giornali a grande tiratura nazionale.I mezzi di comunicazione con molti lettori/ascoltatori sono “in mano” a pochi potenti, che ne fanno l’uso che conviene a loro e ai loro amici.La televisione pubblica interpreta il concetto di “servizio pubblico” nel senso di “servire chi è al potere”, raccontando in continuazione frottole e tacendo i fatti che i potenti non gradiscono.Tutto ciò posto, l’altro ieri sera, nel corso della trasmissione di Ratitre “Che tempo che fa”, il conduttore Fabio Fazio, intervistando il giornalista Marco Travaglio, gli ha chiesto a un certo punto chi, secondo lui, decide cosa si pubblica sui giornali e cosa no.Marco Travaglio ha risposto che lo decidono i politici e ha fatto l’esempio del nuovo Presidente del Senato Renato Schifani, mettendo in evidenza come nessuno, dopo la sua elezione, abbia ricordato i rapporti che lui ha avuto in passato con dei mafiosi.Il video dell’intervista si può vedere in questo blog a questo link.Subito dopo si è scatenato un putiferio, pieno zeppo di menzogne incredibili, che è servito a nascondere la realtà delle cose.Le menzogne sono che sarebbe vietato parlare di qualcuno senza contraddittorio.La cosa, ovviamente, è del tutto falsa, perché in televisione e sui giornali si parla in continuazione di un sacco di gente senza contraddittorio. Sia nel bene che nel male.Non è che ogni volta che si parla di Totò Riina si chiede a Totò Riina di partecipare alla trasmissione per dare la sua versione dei fatti. Né ogni volta che si racconta che l’attrice Tizia o il cantante Caio hanno una storia d’amore, li si invita a commentare la cosa.Dunque, è del tutto ovvio che è falso che per raccontare dei fatti relativi a qualcuno si debba per forza aspettare che il qualcuno sia disposto a venire in trasmissione e commentare la cosa.Ciò che è vero, invece, è che la televisione e soprattutto quella pubblica non è intesa come un luogo di servizio e in particolare di servizio alla verità, ma come un luogo “al servizio” e in particolare al servizio dei potenti.Perfettamente emblematica è sul punto la telefonata fra Bruno Vespa e Salvatore Sottile (che si può sentire – recitata – a questo link), nella quale Bruno Vespa si accorda con il portavoce di Gianfranco Fini in modo da organizzare la puntata di Porta a Porta in un modo gradito a Fini. La puntata “gliela confezioniamo addosso” secondo il suo gradimento, promette Vespa.Questa è l’idea di “servizio pubblico” che c’è oggi in Italia.Ciò posto, noi sogniamo un paese nel quale i giornalisti raccontano i fatti e i potenti ce li spiegano. Marco Travaglio ha raccontato delle amicizie preoccupanti del Presidente del Senato.L’unica cosa che si dovrebbe fare in un paese anche solo appena appena democratico è che il Presidente del Senato dica se ciò che ha raccontato Travaglio è vero o no e, se è vero, come si spiega.Punto e basta.Il Presidente Schifani non si dovrebbe indignare, ma dovrebbe solo dire “Non è vero”, oppure “E’ vero, ma ero in buona fede”, oppure “E’ vero, ma non c’era niente di male”, oppure “E’vero, ma prometto di non farlo più”.E l’unica cosa che dovrebbero fare tutti i cittadini, dal più potente al più umile, è chiedere al Presidente Schifani di commentare il fatto. Il fatto ovviamente sono le sue amicizie. Non l’intervista di Marco Travaglio.Invece, il Presidente Schifani e tutti i suoi amici, di destra e di sinistra (perché in questi casi si vede più che mai come quelli finti “di destra” e quelli “finti di sinistra” sono molto molto amici), si mettono a fare una gran caciara e cercano di fare in modo che nessuno parli dei fatti.Il nostro modesto contributo alla democrazia in questo paese sarà oggi il riportare qui il capito 3 del libro di Lirio Abbate e Peter Gomez “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”, Fazi editore, 2007, e tre pagine del libro di Peter Gomez e Marco Travaglio “Se li conosci li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento”, Chiarelettere 2008.Così ognuno potrà leggere e attendere serenamente che qualcuno dia una risposta ai fatti oppure rassegnarsi a che i fatti in Italia non interessano più a nessuno.In ogni caso, ci permettiamo di dire che ciò che sta andando in onda in questi giorni è l’affermazione unanime, da parte della cosiddetta “destra” e della cosiddetta “sinistra” che l’unica “informazione” possibile deve restare quella che fa comodo ai potenti, mentre le “brutte notizie” vanno assolutamente vietate.Dunque, se un rumeno ruba una borsetta bisognerà dirlo in tutti i telegiornali per dieci giorni di seguito. Se viene nominato Presidente del Senato una persona che aveva rapporti di affari con dei mafiosi, non bisogna dirlo a nessuno.Alcune notizie su Lirio Abbate si trovano su Wikipedia.Sulle minacce a Lirio Abbate e la solidarietà del Presidente Napolitano, si può leggere un articolo a questo link e un altro a questo link.



Quanto costa ?

Un' altra nota casta del nostro Paese è sicuramente rappresentata dalla Chiesa cattolica.Ho cercato di riordinare e semplificare la lista delle spese statali riguardanti la Chiesa, le quali ammontano a circa 9 miliardi di euro all'anno.-8 per mille: un miliardo di euroDal contributo più noto, l’8 per mille sul gettito totale dell'Irpef, il Vaticano intasca circa un miliardo di euro. La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha dichiarato, però, che solo il 34% di questa somma viene utilizzata per opere caritatevoli.L’8 per mille fu introdotto con la revisione del Concordato del 1983 da parte di Craxi ed ha uno strano funzionamento: se i contribuenti lasciano in bianco la sezione relativa all’8 per mille, la sua destinazione va in proporzione alle scelte espresse. E poiché circa l’85% dei pochi contribuenti che riempiono questa casella sceglie di destinare l’8 per mille in favore della Chiesa cattolica questa ottiene dunque circa l'85% dell'intero gettito.
-650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti di religione.
-Circa 260 milioni per i finanziamenti delle scuole e dell'università cattoliche.
-25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano.Dal 1929 al 2004 è l'Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d'acqua consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio. Con la Finanziaria del 2004 il Governo stanzia 25 milioni subito e quattro dal 2005 per dotare il Vaticano di un sistema di acque proprio.

-18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche.
-9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari.
-8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari.
-7 milioni per il fondo di previdenza del clero.
-2 milioni per la costruzione di edifici di culto e 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi.

A queste spese bisogna aggiungere il lungo elenco di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, valutati in circa 6 miliardi di euro.
Gli immobili della Chiesa sono esenti dall’ Ici, dall’Iva, dall’Irpeg, dalle imposte sui fabbricati e sui terreni. Se pensiamo che circa il 22% degli immobili in Italia è proprietà della chiesa, possiamo intuire la gravità della situazione.Case, conventi, ospizi, ma anche alberghi di lusso e negozi. Già, perché la Chiesa ha agito in due modi: ha aumentare il profitto riconvertendo il patrimonio immobiliare (conventi, ospizi) in strutture alberghiere; ha messo a reddito l’immenso patrimonio immobiliare che è destinato ad abitazioni. Questo avvenne soprattutto negli anni ’80 nei centri storici, abitati da famiglie umili. Verso la fine degli anni ’80, però, queste zone si sono rivalutate e la Chiesa ha sfrattato queste famiglie vendendo negli ultimi due anni beni immobiliari per quasi 50 milioni di euro (ricordando che il Vaticano paga la metà delle tasse su quello che guadagnano per gli affitti).
Per quanto riguarda l’Ici, questa non viene pagata perché gli enti ecclesiastici si autocertificano come "non commerciali", e non viene pagata neanche sulle proprietà fuori dal Vaticano.


Mio buon curato, dicevi che la chiesa è la casa dei poveri, della povera gente;però hai rivestito la tua chiesadi tende d'oro e marmi colorati; come può adesso un povero che entra sentirsi come fosse a casa sua?...(Luigi Tenco - Cara Maestra)





da http://ilpopolosovrano.splinder.com/

lunedì 12 maggio 2008

I GIOVANI DEMOCRATICI ANCHE A LATERZA

Come in tutta Italia anche a Laterza stanno nascendo i Giovani Democratici. Gruppo giovanile del Partito Democratico che entra a pieno diritto nel partito stesso pur restando indipendente.
I Giovani Democratici, chiamati Fermenti Democratici a livello nazionale, sono aperti a tutti i giovani dai 16 ai 29 anni che hanno voglia di partecipare alla vita politica e soprattutto sociale della propria comunità. Possono entrarne a far parte tutti, anche coloro che prima d'ora non hanno mai aderito a nessun partito o movimento e che vogliono partecipare in "punta di piedi". Un gruppo giovanile all'interno di un partito, soprattutto se Democratico, serve per far sentire a tutti la voce dei ragazzi che non sono ciechi e muti ma hanno voglia di gridare e sentirsi partecipi ad un progetto nuovo.
Non dimentichiamo poi che il futuro è nostro e domani non potremo dare la colpa a nessuno se la società non gira secondo i nostri canoni e valori, ecco perché tanti giovani in Italia credono in questo progetto che ci dà la possibilità di sentirci partecipi, limando le scelte della società grazie alla nostra voce.
Coordinatore provvisorio dei Giovani Democratici di Laterza è Massimo Castria di 19 anni eletto del direttivo locale del Partito Democratico.
Per tutti coloro che hanno voglia di partecipare potranno inoltrare una mail all'indirizzo pdlaterza@gmail.com oppure all'indirizzo maxcastria@hotmail.it.
Basta con l'attesa che qualcuno ci dica cosa fare....facciamolo....

MOLTO RUMORE PER NULLA, L’AUTOMEDICA E’ ASSEGNATA A LATERZA

LATERZA – Un dovere essere presenti a Laterza domenica 11 Maggio, per il presunto sit-in causa mancanza di medico sull’ambulanza del 118. Il problema è serio, come tutto ciò che concerne la Sanità, per questo era meglio evitare una protesta artificiosa. A scanso di equivoci va detto che il problema sarà presto e sul serio risolto con la reintroduzione del servizio 118 con medico. Con un avviso pubblico si assumeranno i medici da assegnare alla postazione laertina. E questo è quanto, non ci sarebbe altro da aggiungere se non che le coperte per i servizi pubblici sono sempre troppo corte. Il direttore generale Colasanto, cui competono queste decisioni ha chiesto esplicita autorizzazione al Presidente Vendola per inserire nel Piano Sanitario Regionale l’auto “medicalizzata”. Proprio per essere sicuri dell’avallo politico, non perché la procedura lo impone. La legge non dispone obbligatoriamente questo servizio in relazione al numero di cittadini interessati. Per quanto assurdo questa casistica non fa parte dei LEA, i livelli essenziali di assistenza. Va detto una cosa però chiara a tutta la popolazione laertina: l’auto medica fu spostata a Ginosa, di punto in bianco, dopo che una bozza del Piano Sanitario targato Fitto la prevedeva anche per coprire il buco della S.S.106. Nel 2006 in seguito al mio interessamento, con i cittadini e le associazioni, abbiamo ottenuto la postazione a Laterza, seppure nei soli mesi invernali. In effetti il problema S.S.106 è di minore entità in questi mesi. Ora si giunge alla definitiva soluzione con il riconoscimento della postazione fissa e con il bando di concorso, sperando che ulteriori problemi non si frappongano.
Evito di andare oltre per non cadere nella solita polemica che ha sicuramente stancato chi si aspetta servizi e serietà e non presunte manifestazioni politiche. Persone sedute a manifestare, questo significa la parola “sit-in” non se ne sono viste, erano presenti la Giunta Cristella e giustamente gli operatori del servizio. Sostanzialmente si deprecava la mancanza di informazioni da parte della ASL di Taranto, informazioni a quanto pare date puntualmente alla stampa, che solitamente un amministratore legge. Ma capisco l’esigenza di notizie certe ed ufficiali, che saranno puntualmente date dalla ASL nei modi opportuni. Ricordo tra l’altro che la ASL sta provando a risollevarsi dopo il sacco operato dai “solerti” amministratori che la fece finire ai dis-onori del Tg1 e per i quali i processi sono ancora in corso. A prescindere dai risultati il buco finanziario non sarà certo risanato dagli autori passati e presenti delle gestione ASL ma dai cittadini che meritano meno clamore e più serietà. Sono loro che infatti pagano questi servizi, inclusa la politica.
Il consigliere regionale del PD - Paolo Costantino

Sfogo civile, un commento contro l'evasione

"Scusate ma non ce la faccio devo sfogarmi.
Faccio l'agente di Polizia Locale (Vigile Urbano) a Milano e lavoro 365 giorni l'anno, con turni su tutto l'arco delle 24 ore. Sono uno che si accontenta, non vivo nel lusso sfrenato, anzi..., e pensavo di stare abbastanza bene fino a quando non ho sbirciato i redditi 2005 online prima dell'oscuramento.
I pubblici dipendenti hanno la nomea di non fare niente, ma non prendono come stipendio neanche niente, ma nessuno lo dice. Infatti con tutte le qualifiche che ho, tipo agente di pubblica sicurezza, pubblico ufficiale, agente di polizia giudiziaria ecc., mi sono accorto che a zero ore straordinarie sono l'ultimo in classifica, come reddito imponibile in confronto a tutte le persone attorno a me. Se lo Stato continua ad affamare i suoi collaboratori, servitori, chiamateli come volete, finanzieri,carabinieri...come può pensare che ci sia un buon andamento delle attività da svolgere?
E' vergognoso che gli accertamenti che la GdF svolge, una percentuale dei proventi della lotta alla evasione venga data al personale amministrativo dei vari ministeri e alla Guardia di Finanza niente, vero braccio esecutivo. Fare il lavoro di accertatore, faccia a faccia, sul campo è faticoso, le persone visto l'andazzo che c'è, si sentono sempre più in diritto di aggredire la divisa e le istituzioni. Come si può pensare che che un finanziere che accerta milioni di euro, viva con stipendi da fame e possa continuare a svolgere il proprio lavoro? E' molto più semplice licenziarsi e lavorare per il privato al quale si stava facendo l'accertamento.
Con il "prestigio sociale" non si paga al supermercato. Meglio non avere titoli e qualifiche ma avere uno stipendio adeguato al costo della vita. Ho visti gioiellieri dichiarare meno di me, gente anonima, semplici impiegati senza alcuna qualifica, dichiarare molto più di me.
I politici lamentano che il costo della Pubblica Amministrazione è elevato, ma evidentemente foraggiano i vertici della P.A., chi non è in prima linea, non lo è stato e mai lo sarà, chi non conosce la gavetta, la filiera di certi meccanismi. Si buttano via i soldi in manager e consulenti esterni, amici di amici, avulsi dai problemi reali delle istituzioni. La mia opinione è che il tutto viene fatto scientificamente per far si che non ci siano strumenti operativi e legislativi e risorse (soldi) per la truppa. In tal modo gli ultimi, i "soldati" saranno delegittimati e demotivati, distratti dai loro problemi economici,bollette, mutui...ecc. Altro che Rialzati Italia!!!
Io sarei ben contento di pagare il 70% di Iperf e dichiarare il reddito di Berlusconi, Montezemolo & C.
Saluti." Carmine

Le previsioni del cancro

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli.Il partito degli inceneritori è trasversale, ma quello di Casini che ne vuole piazzare quattro nel suo feudo siciliano, è anche ultraterreno, vuole avvicinare all’aldilà tutti i siciliani.La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L’eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell’aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante.Più inceneritori, più tumori per tutti.La mappa permette di fare le "Previsioni del cancro". In Val Padana sono molto alte, diffuse come la nebbia.In Calabria e nella Sicilia orientale hanno una diffusione intensa, ma cumuliforme. Contenute, invece, al pari di una riduzione del PM 2,5, in Sicilia orientale.Bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta. Su quest’ultima regione è previsto però un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca.La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.Un tornado elettorale potrebbe spazzare via le cause della bassa attesa di vita se riuscisse a interessasse le formazioni politiche più esposte sul fronte degli inceneritori. Seguiranno dettagli.

da

http://www.beppegrillo.it/iniziative/previsioni_del_cancro/

La raggiunta "maturità" di AN



LA REPUBBLICA DELLE BANANE

Il Governo regionale ha finalemte approvato la medicalizzazione permanente della postazione SET 118 di Laterza, ma purtroppo la notizia e' un' altra e riguarda la strumentalizzazione politica che si e' voluta fare della vicenda da parte della attuale Amministrazione Comunale , che ha allarmato la gente con un velenoso populismo.
Cosi', invece, di sottolineare la necessita' di garantire e potenziare il servizio sanitario locale per i cittadini di Laterza si e' inscenata la solita caccia alle streghe contro il governo regionale del centrosinitra, rifiutando il dibattito politico e preferendo i toni dell'agressione verbale.
Inoltre, bisogna ricordare che il problema della salute dei cittadini non e' una prerogativa del "nuovo" governo del centro-destra come dimostra l'abolizione del Ministero della Salute.
Ignazio Marino ha detto che l'eliminazione del ministero è "una spallata alla costituzione materiale del Paese", prevedendo che questa decisione avrà gravi conseguenze per il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, dei cittadini delle regioni più povere d'Italia.


Davide Bellini

LE GRANDI PERSONALITA' DELLA POLITICA


Pubblico il profilo di Schifani tratto da Se li conosci li eviti.



Schifani Renato Giuseppe (FI)Anagrafe Nato a Palermo l’11 maggio 1950.Curriculum Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).Soprannome Fronte del Riporto.Segni particolari Porta il suo nome, e quello del senatore dell’Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le «cinque alte cariche dello Stato» (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L’ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani «il principe del Foro del recupero crediti», anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con La Loggia...


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domenica 11 maggio 2008

Sciopero Natuzzi adesione al 100%

LATERZA - Cento per cento di adesioni allo sciopero dello stabilimento Natuzzi. Secondo quanto riferisce Luigi Lamusta (Fillea-Cgil) lo sciopero ha centrato l’obiettivo, coinvolgendo tutti i 640 dipendenti che ieri hanno incrociato le braccia sui tre turni di produzione dello stabilimento laertino. «Siamo soddisfatti – spiega Lamusta - perchè finalmente i lavoratori hanno capito che la situazione è grave, anche perché l’azienda continua a temporeggiare sul piano industriale che, sinora, non abbiamo mai visto».

Lo scontro è scoppiato per via della cassa integrazione ordinaria, che partirà il 12 maggio, e che i sindacati hanno chiesto di sospendere in vista del vertice con l’azienda, previsto per il 13. «Ma l’azienda – spiega Lamusta - non ha voluto saperne. Noi comunque chiederemo a Natuzzi di adottare il principio della rotazione tra i dipendenti che andranno in cassa integrazione». In stato di agitazione anche lo stabilimento di Ginosa, dove lavorano 540 dipendenti. «Ciò che temiano - dice Lamusta - è che alla fine del periodo di cassa integrazione, straordinaria e ordinaria, ci sia una forte riduzione della capacità produttiva».

La replica dell’azienda non s’è fatta attendere. Il Gruppo Natuzzi precisa che “la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per un periodo di 13 settimane è già partita il 21 aprile 2008 per gestire i fermi produttivi dei giorni 24-30 aprile e 2 maggio 2008.

Tale decisione - spiega dall’azienda - è stata, come di consueto, preventivamente comunicata alle rappresentanze di stabilimento”. “Del resto, azienda e rappresentanze sindacali - prosegue la nota del gruppo - si sono successivamente incontrate il giorno 7 maggio 2008 per discutere l’avvio della Cigo il successivo 19 maggio. Per esigenze di carattere produttivo è necessario che le sospensioni del reparto taglio di Laterza partano in anticipo di una settimana rispetto all’avvio del turno unico in tutti i siti produttivi previsto per il 19 maggio e che sarà oggetto di discussione, come concordato, il 13 maggio prossimo”. Infine, l’azienda precisa che “la richiesta di Cigo derivante dalla contrazione del flusso ordini non ha nulla a che vedere con la presentazione del Piano Industriale 2008-2010, che non è oggetto della riunione del 13 maggio”.

Corriere del Giorno - sabato 10 maggio 2008

Bastava telefonare..... a Colasanto senza allarmare il 118

LATERZA - Il medico torna alla base, stavolta per sempre. A volte può bastare un giorno per risolvere un problema: nel caso del 118 di Laterza è successo. Soltanto giovedì il sindaco Cristella ha chiamato “tutto il mondo” - come dice lui - per gridare il suo disappunto per l’ennesima “scomparsa” del medico dalla postazione del 118. A maggio otto giorni di vuoto totale e un mese, aprile, con turni bucherellati come una groviera. Sembrava l’anticamera dell’addio, sguarnendo un servizio di vitale importanza che i 26 operatori volontari, comunque, portano avanti. E ieri, invece, l’Asl ha risposto, offrendo una soluzione definitiva. «Il Governo regionale - fanno sapere dalla direzione generale - ha approvato la medicalizzazione permanente della postazione SET 118 di Laterza, convalidando quanto sostenuto dall’attuale direzione aziendale della Asl Ta 1, diretta dal dott. Domenico Colasanto, intendendo tale percorso inserirsi in un ambito gestionale di miglioramento continuo della qualità, sostenendo, quindi, e potenziando il sistema 118. La decisione dell’attuale Governo regionale, a seguito di quanto proposto operativamente dal dott. Colasanto, giunge a perfezionare il Sistema 118 nella zona di Laterza, in quanto stabilizza la fase medicalizzata per tutto l’anno, mentre in precedenza tale formula era riservata alla stagione invernale e primaverile: per il resto dell’anno, il medico andava a sopperire le esigenze maggiori nella zona della statale 106 a bordo dell’auto medica».

Dunque, il medico ritorna per restare, definitivamente, a Laterza e senza peregrinazioni estive. L’Asl, sul punto, ha la memoria lunga: «Il governo regionale precedente aveva escluso la postazione set 118 di Laterza dalle postazioni individuate quali medicalizzate, ma la rinnovata necessità di assicurare in modo capillare a tutti i cittadini utenti della provincia una risposta sanitaria di eccellenza nel momento più delicato, quello del pericolo di vita, ha portato alla stabilizzazione del medico».

Il sindaco, alla notizia, quasi stenta a crederci. «Se è vero - dice senza nascondere la sua incredulità - posso tirare un sospiro di sollievo e con me tutta la comunità. Abbiamo vinto una “guerra”, ma adesso aspetto una nota ufficiale in cui vengano spiegati passaggi, tempi e scadenze del provvedimento dell’Asl». Non è un segreto, infatti, che la stabilizzazione del 118 è un atto che andrà riempito di contenuti: cioè di medici che coprano i tre turni quotidiani. «Perchè - sottolinea il sindaco - non vorrei ritrovarmi tra qualche mese a parlare di nuovo del medico

del 118. Ora vorrei parlare di Castellaneta, un ospedale che sta molto a cuore a noi laertini. Certo non posso nascondere che, ancora una volta, mi sento mortificato perchè per ottenere un diritto e non un privilegio per la mia comunità, ho dovuto far rumore. Anzi, ho dovuto quasi mendicare un atto che, con una programmazione più ampia e rigorosa, poteva essere stato realizzato già nel 2004, quando il dott. Balzanelli aveva inizialmente inserito la postazione di Laterza tra quelle medicalizzate.

Stavolta l’Asl ha risposto e gliene sono grato, soprattutto perchè il mese di maggio per noi laertini è un periodo particolare per via della Mater Domini». Poi, gli scappa quasi una “preghiera”. «Scrivetelo - scandisce piano piano - che io non ci credo finchè il medico non lo vedo lì sul posto, al servizio 118». Devoto, il sindaco, alla Madonna e a San Tommaso.

Articolo di Massimo D'Onofrio - Corriere del Giorno, sabato 10 maggio

sabato 10 maggio 2008

A Laterza il 118 avrà il medico per sempre!

L'annosa vicenda del 118 medicalizzato a Laterza finalmente è stata risolta.
La Giunta Regionale di centro-sinistra ha accolto le richieste del Pd Laterza e del consigliere Paolo Costantino ed ha definitivamente inserito, nella riorganizzazione sanitaria, la postazione 118 con medico a Laterza.

Nei prossimi giorni il direttore dell'Asl Ta1, Colasanto, pubblicherà il bando per l'assunzione del medico a Laterza. In tal modo sarà possibile coprire entrambe le postazioni: Castellaneta Marina e Laterza, evitando inutile guerre di campanili. Lo spostamento del medico, oggetto delle pretestuose proteste, non è altro che il primo atto per risolvere ed eliminare l'odiosa lotta che si è scatenata la scorsa estate.
Ricordiamo ai cittadini che durante il Governo Fitto (dal 2000 al 2005), invece, l'ex assessore Pietro Lospinuso scippò vergognosamente a Laterza il servizio 118 per portarlo a Ginosa. Invece ricordiamo al centro-destra laertino, smemorato e disattento, che i problemi di oggi derivano dalle gestioni vergognose del passato. Ricordiamo che ben tre direttori generali, nominati dal Governo Fitto furono addirittura arrestati sull'onda di gravissime inchieste della magistratura che hanno dato luogo a processi tuttora in corso. Ricordiamo che la drammatica situazione finanziaria dell'azienda sanitaria di Taranto risale a quelle gestioni. Ricordiamo ancora che le gravi carenze di personale derivano da leggi "balorde" approvate dal centrodestra regionale, con le quali furono bloccate tutte le assunzioni dal 2000 al 2005, mentre il centro sinistra finalmente ha riaperto le assunzioni e stabilizzato centinaia di lavoratori precari.
Il sindaco Cristella e la sua lista, animati da uno sterile desiderio di propaganda, sono DISINFORMATI o in MALAFEDE?
Perchè tanto chiasso per nulla?
Perchè Cristella e la sua Giunta non si sono impegnati per la vertenza dei 49 autisti dell'Osmairm?
Anche questo problema, senza nessuna strumentalizzazione politica, è stato risolto grazie all'impegno del Pd di Laterza e dell'assessore regionale Alberto Tedesco.
PD LATERZA

I giochi di prestigio della sanità jonica

La sanità jonica più che un sistema sanitario pubblico è un teatro che mette in scena drammi, commedie, illusioni, delusioni ...... che ci hanno reso famosi in Puglia e in tutta Italia. Non ci sorprende più niente perchè siamo passati dalla "sanitopoli" del centrodestra al "muro di gomma" del centrosinistra.
E' evidente, dopo il ruba-ruba e i morti di Castellaneta, che il tumore della sanità jonica si chiama: classe politica!
La sanità a Taranto e provincia è un sistema di potere che serve ad acquistare e mantenere il consenso dei politici che fino ad ora sono rimasti impuniti per i gravi danni che ci hanno arrecato. D'altronde basta leggere i due articoli di Leonardo Rubino (pubbicati sul nostro blog) per capire come alla "delinquenza politica" si è sostituita l'improvvisazione e l'insensibilità politica.
La querelle sulla postazione medicalizzata del 118 di Laterza è la diretta conseguenza dell'incapacità di pianificare e gestire il servizio sanitario. Non è una questione di risorse economiche e umane, è soprattutto un problema di professionalità e competenza. L'ingerenza della politica sulla sanità ha provocato la morte della meritocrazia ed ha premiato il "lecchinaggio". Naturalmente chi ha studiato e lavora seriamente perchè dovrebbe sottoporsi all'umiliazione dell'appartenenza poltica per far carriera? Ed è cosi che la carriera sanitaria, vista l'ingerenza e la spartizione politica, la fanno quelli meno bravi o più scaltri.
Questo sistema sanitario, diretta conseguenza di quello politico, premia i prestigiatori capaci di illudere gli ingenui cittadini e penalizza chi lavora seriamente senza proclami.
Tornando al 118 di Laterza e al medico ad intermittenza esso non può che rientrare nella casistica della "malasanità" e della cattiva pianificazione della direzione sanitaria e della conferenza dei sindaci. La loro incapacità di ragionare su analisi scientifiche e sulla corretta programmazione e gestione del 118 ha causato questa interminabile e periodica tragico-commedia. Si tratta semplicemente di gestire le risorse e il territorio attraverso scelte razionali, non dettate dal campanilismo e dal consenso politico, per disegnare e assegnare le diverse postazioni su parametri obbiettivi e non soggettivi.
Perchè tutto questo da noi è impossibile?
Franco Catapano