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venerdì 19 dicembre 2008

I giovani sono ad alto rischio povertà

Nuclei monoreddito, con un alto numero di componenti a carico, in cui nemmeno la laurea e il lavoro dipendente danno sufficienti garanzie per una vita dignitosa e in cui gli autonomi sono più a rischio dei pensionati. È la fotografia che emerge dall’indagine sui redditi e le condizioni di vita delle famiglie meridionali pubblicata sull'ultimo numero della pubblicazione trimestrale della Svimez. Lo studio, condotto su dati Eurostat e Istat relativi al 2005 e al 2006, evidenzia come più di un meridionale su tre è stato esposto al rischio povertà contro l’11% del centro-nord. Sicilia e Puglia sono risultate le regioni con il più alto rischio di povertà (40% e 37%). Nel 2005, al sud, una famiglia su tre ha guadagnato tra 500 e 1500 euro al mese, contro il 18,4% del centro-nord. Tra i fattori che incidono sulla diseguaglianza dei redditi c'è l’incidenza di famiglie monoreddito, più alta al sud (47% contro il 41% del centro-nord. Il rischio di povertà è inoltre determinato dalla condizione lavorativa: il 51% dei disoccupati meridionali è infatti a rischio, percentuale che si dimezza al centro-nord (26%). Ma non si salva nemmeno chi lavora: quasi il 35% degli autonomi nel sud e quasi il 20% dei dipendenti è a rischio. Nel resto dell’Italia le percentuali sono riducono dalle 3 alle 5 volte.

Quanto all’età, nelle due aree la situazione è diametralmente opposta: se al centro-nord sono in pericolo gli anziani over 65, al sud sono i giovani con meno di 24 anni a essere penalizzati. In generale, inoltre, studiare di meno mette più a rischio, ma si trova in condizioni svantaggiate anche il 9% dei laureati meridionali. I meno abbienti hanno una percentuale di esclusione sociale molto più alta degli altri: nel 2005 al sud più di un povero su tre non è mai andato a teatro, al cinema, a visitare una mostra o ad assistere a un evento sportivo.

Lo studio mette anche in evidenza come il 15% e il 21% delle famiglie meridionali ha avuto difficoltà a pagare bollette e affitti, quasi il doppio rispetto al centro-nord. Quasi il 78% delle famiglie meridionali, infine, non è riuscito a mettere da parte risparmi e il 41% ha dichiarato di non poter sostenere una spesa imprevista di 600 euro.