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domenica 8 febbraio 2009

La soglia del Pudore

Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell’elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello così basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli –come dire - fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura,mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati.

In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più dolorosi sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di “bell’aspetto”. Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L’illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta.

tratto da "La Repubblica" del 8 febbraio 2009 - L'amaca di Michele Serra 

lunedì 12 gennaio 2009

L'incoscienza della malattia

Di seguito riportiamo un commento approfondito, serio e di estrema attualità, ci dispiace solo che è anonimo.

Non intendo prendere alcuna posizione innocentista o colpevolista con riferimento agli imputati.
Ciò che, però, mi sembra si debba osservare e farne oggetto di riflessione è come la malattia della nostra società e della sua politica sia divenuta così tanto grave da non essere più neppure percepita come malattia.
Il malato ha perso la “coscienza di malattia”, che è il primo requisito per difendersi dalla malattia medesima.

Stabilisce precettivamente l’art. 97 della Costituzione che «i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge».

E tante leggi amministrative e penali dovrebbero presidiare questi principi.

E’ vero che una osservazione di comune esperienza è che tutti gli uffici pubblici di un qualche rilievo sono effettivamente lottizzati dai partiti politici, sicché spesso anche i primari degli ospedali sono scelti secondo l’appartenenza partitica e, dunque, non secondo i criteri di cui all’art. 97 della Costituzione. Ma questo non sta bene ed è criminale. In molti casi integra specifiche fattispecie di reato.

E’ come la raccomandazione.

Si sa che l’Italia è un Paese dove la raccomandazione è molto praticata.

Ma il fatto che sia molto praticata non toglie che sia reato. Se il componente di una commissione di esami – qualunque sia: un concorso universitario, un concorso per l’abilitazione professionale, un concorso per un posto pubblico, ecc. – promuove una persona non perché se lo merita, ma perché gli è stata “segnalata”, questo è puramente e semplicemente un reato. Peraltro, e tanti sembrano non riuscire a capire questa cosa elementare, quando assumi quello che ti è stato “segnalato” e non quello che “se lo merita”, non soltanto favorisci un delinquente; contemporaneamente danneggi una persona capace e – peggio ancora – l’intero Paese, che sprofonda, infatti, nell’incompetenza diffusa e nell’inadeguatezza della sua classe dirigente.

Quindi, mi ha fatto una certa impressione sentire oggi tante persone che ricoprono cariche politiche importanti dire che non ci sarebbe nulla di illegale nel fatto che persone potenti in un partito facciano “carte false” per piazzare primari, dirigenti di aziende pubbliche e simili a questo o a quel posto. E’ molto grave che di questi reati nel nostro Paese se ne commettano a quintalate, ma ancora più grave mi sembra che ormai si sia arrivati a un punto nel quale non ci si rende neppure più conto che sono reati. Mi sconvolge davvero l’apparente “buona fede” (a mio parere solo apparente) di tanti aggressori dei giudici di questi giorni.
A me pare, anzi, che proprio questa sia la malattia della quale stiamo morendo. Una incapacità ormai cronica di distinguere i fatti leciti dagli illeciti e, soprattutto, di percepire che una società complessa per sopravvivere ha bisogno di rispettare certi “schemi” formali.
Questo, a mio modesto parere, è il problema.
Finora, la stragrande maggioranza della classe dirigente di questo Paese (e nella “classe dirigente” comprendo oltre ai politici anche tutti coloro che, in ruoli molto diversi, hanno la responsabilità delle strutture pubbliche) ha seguito due linee guida: da un lato sopravvivere e fare strada nel sistema, dandogli, dunque, alimento e vita e, per altro verso, nascondere a sé e agli altri le conseguenze che queste condotte avevano sulla “tenuta” dell’intero “sistema”.

Oggi il “sistema Paese” (come si usa dire) è alle corde.

Appare evidente che non sopravviverà a questo andazzo.

Il bivio dinanzi al quale siamo impone di scegliere fra riconoscere la malattia e disporsi a pagare i prezzi inevitabili per una “marcia indietro” e il lento ma concreto recupero di una parvenza di legalità oppure la definitiva distruzione degli ultimi modesti e inefficaci strumenti di controllo della legalità. La seconda delle due opzioni equivarrebbe alla scelta di un malato che, sentendosi diagnosticare dai medici la malattia, li butti tutti fuori di casa e distrugga tutti i termometri. Quindi, quando nulla e nessuno certifica più la sua malattia, sentenzi sorridente: “Vedete, non sono malato”.
In questa direzione vanno con evidenza le richieste di quei molti deputati che ieri hanno invocato addirittura un decreto legge che vieti le intercettazioni telefoniche. Il loro schema logico è: le intercettazioni fanno scoprire i reati, eliminiamo le intercettazioni.
Nessuno ipotizza che la soluzione possa essere smettere di commettere i reati, piuttosto che impedirne l’accertamento. Spiace doverlo dire, ma l’intera vita pubblica del nostro Paese si svolge dentro una enorme colossale e costante menzogna. Tutto è falso. I discorsi dei politici, le motivazioni degli atti amministrativi, i voti nelle assemblee e nei concorsi, i rapporti fra le persone, le alleanze, tutto.
Si finge di affermare dei valori, si promulgano delle leggi, ma ciò che davvero si fa è del tutto diverso da ciò che si dice.
Ma una società non può vivere costantemente nella menzogna.
Qualcuno ha detto: “si può mentire a qualcuno per sempre, a tutti per un certo tempo, ma non a tutti per sempre”.
Dicevo che è in discussione la stessa sopravvivenza degli ultimi presìdi di legalità.
Ma non si deve dimenticare che in una società “sana” i presìdi di legalità sono molti e diffusi.In Italia, invece, è rimasto un solo presidio di legalità: la magistratura. E questo è un male grande, perché è grandemente patologico che una società sia prevalentemente illegale e impegni nella difesa della legalità solo i giudici. Le leggi prevedono molti tipi di controllo di legalità e molti altri li esigono la cultura, la sociologia, la storia. Noi li abbiamo azzerati tutti. Ormai i certificati medici per assentarsi dal lavoro si chiedono per telefono e si ritirano in portineria; i bilanci societari sono falsi con il permesso esplicito della legge; le dichiarazioni dei redditi anche; i collaudi delle opere pubbliche sono "pro forma"; le approvazioni delle note spese scontate; gli straordinari al lavoro "autocertificati".
Poi abbiamo azzerato anche la giustizia, che non funziona più per niente e non funziona più non per caso, ma per una precisa scelta dei centri di potere – politico ed economico – del Paese, che hanno reso via via sempre più inefficiente la giustizia per non essere soggetti al suo controllo. Ogni volta che un potente è finito nelle maglie della giustizia, "la casta" ha fatto una legge che rendesse impossibile che una cosa simile accadesse di nuovo. Oggi tocca alle intercettazioni di dovere essere eliminare dal codice.
Ma se questa linea non viene fermata e non si ritorna indietro, avremo un Paese nel quale la classe dirigente è profondamente corrotta e la corruzione prospera e dilaga ovunque, e i soggetti più deboli, quelli che, non avendo potere, non possono difendere da se i propri diritti, non hanno nessun giudice dinanzi al quale ottenerne tutela, restando così emarginati, mentre le carceri si riempono di emarginati vecchi e nuovi.
Insomma, una situazione ben nota alla storia, che un tempo si sarebbe definita come “sudamericana”. In ogni caso lontanissima dal sogno falso di un Paese moderno usato dai potenti per comprare voti e ottenere consenso.
Oggi anche Laterza partecipa a questo triste teatrino.
Anonimo commentatore

giovedì 30 ottobre 2008

Legge Gelmini conferma tagli a sostegno per disabili gravi

Presidenza Osservatorio sulla legalità e sui diritti

Petizione al Capo dello Stato per affermare i principi costituzionaliCon l'approvazione del Senato, il ddl Gelmini è legge. Purtroppo essa non rimedia alla piena attuazione, già decisa da questo governo, della disciplina relativa alla determinazione dei posti di sostegno per gli alunni disabili di cui alla legge finanziaria 2008, cioè alla finanziaria varata dal precedente governo, che prevedeva il rapporto 1:2 fra docente di sostegno e alunni disabili a prescindere dalla gravità.Con il ridimensionamento del sostegno, l'Italia si muove in controtendenza non solo rispetto alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, secondo cui "Gli Stati garantiranno la parità di accesso all'istruzione primaria e secondaria, alla formazione professionale, la formazione degli adulti e la formazione continua... Agli allievi che lo richiedono deve essere fornito un sostegno educativo", ma anche rispetto ad altri Paesi UE, dove ci si sta concretamente adoperando per la piena integrazione scolastica dei ragazzi con handicap.L'approvazione della legge rende dunque ancora più importante e urgente sottoscrivere la petizione dell'Osservatorio sulla legalità e sui diritti per il ripristino del rapporto 1:1 per il sostegno agli allievi con certificazione di gravità, al fine di sottoporre al presidente della Repubblica - che deve firmare la legge ed è garante della Costituzione - la conseguente violazione dei diritti costituzionali allo studio e allo sviluppo della personalità nonchè al diritto all'integrazione sancito dalla legge 104.La petizione - già sottoscritta da giuristi, medici, psicologi e da centinaia di cittadini - può essere firmata su



Firmare non è una scelta di contrapposizione ideologica, ma di civiltà.

Rita Guma,presidente


Osservatorio sulla legalità e sui diritti ONLUS http://www.italiopoli.it/www.aaalegalitadiritti.it
SEGNALAZIONI:

venerdì 10 ottobre 2008

Per una nuova etica politica

Un’iniziativa di alcuni utenti del Network del Partito Democratico per un contatto più forte e diretto fra chi ha desiderio di partecipare attivamente e gli organi ufficiali del Partito, facendo giungere ai vertici voce, aspirazioni e speranze degli elettori. Vogliamo raccogliere il maggior numero di adesioni e firme per consegnarle direttamente nelle mani del Segretario del PD Walter Veltroni, durante la grande manifestazione del 25 ottobre 2008.
Per una nuova etica politica
Crediamo che per ottenere un REALE CAMBIAMENTO del modo di FARE POLITICA si
debbano stabilire e seguire regole di carattere ETICO che si basino sulla difesa della
SOVRANITA’ POPOLARE, sulla TRASPARENZA delle amministrazioni pubbliche,
sull’ELIMINAZIONE dei PRIVILEGI eccessivi di cui gode l’attuale classe politica, sulla
CONDANNA della CORRUZIONE e di ogni forma di favoritismo e nepotismo,
sull’ALTERNANZA ed il RICAMBIO delle cariche politiche, sulla necessità di stabilire un
corretto rapporto fra politica e MAGISTRATURA.
proponiamo quindi:


Azioni disciplinari per chi utilizza il potere politico per proprio vantaggio, contro gli interessi della collettività, tradendo fiducia e aspettative degli elettori.

 L’interdizione da pubblico ufficio per ogni individuo condannato in via definitiva per reati gravi contro la pubblica amministrazione.

 Una maggiore responsabilizzazione del potere giudiziario in caso di comprovate colpe gravi da parte del magistrato

 Una forte determinazione nella difesa del principio di uguaglianza davanti alla legge in materia istituzionale

 Creazione di un sistema elettorale che restituisca al cittadino la possibilità di esprimere direttamente la scelta dei propri rappresentanti

 Introduzione di un limite massimo di legislature oltre il quale non ci si possa continuare a candidare.

 Regole per garantire e favorire il ricambio generazionale nei partiti politici.

 Disincentivo del trasformismo da parte di deputati e senatori vincolando il mandato all’appartenenza allo schieramento scelto dagli elettori.

 Adeguamento dello stipendio di deputati, senatori e tutti gli amministratori alla media dei loro colleghi europei e in modo non sproporzionato ai livelli retributivi del nostro paese.

 Eliminazione dei privilegi immotivati goduti dai parlamentari.

 Adesione ad un “patto etico” contro ogni nuova forma di immunità parlamentare
in materia organizzativa e di partecipazione democratica


Sostegno e diffusione del sistema delle Primarie per tutti i candidati, in modo che i cittadini
possano scegliere direttamente i candidati a qualunque carica elettiva, condividendo quanto
espresso dai promotori del sito http://www.primariesempre.org/.



Valorizzazione della base e dialogo diretto tra elettori ed eletti che incoraggi la partecipazione e
faccia continuamente arrivare ai vertici del partito le richieste, le idee e le esigenze della base
per un maggiore approfondmento consultate il sito www.tuttopuocambiare.it
aderite all’iniziativa leggendo, approvando e firmando la dichiarazione completa – trovate tutto sul sito www.tuttopuocambiare.it

martedì 19 febbraio 2008

Approvati Statuto, Manifesto dei Valori e Codice Etico del PD

Sabato 16 febbraio 2008, a Roma, si è riunita per la seconda volta l'Assemblea Costituente Nazionale, per aprire la campagna elettorale in vista delle elezioni di domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008.
Il Segretario Nazionale Walter Veltroni è il candidato premier del PD.

Nell'occasione sono stati anche approvati lo Statuto,


il Codice Etico ed il Manifesto dei Valori del partito.