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lunedì 12 gennaio 2009

La Procura accende i riflettori su corruzione e reati contro la Pubblica Amministrazione

TARANTO - Riflettori puntati su corruziuone e reati nella pubblica amministrazione, ma anche su usura e racket delle estorsioni. I mali di Taranto si rispecchiano perfettamente nelle sezioni specializzate introdotte dal procuratore capo Franco Sebastio all’indomani del suo insediamento.
Il capo della Procura che ha rimpiazzato l’uscente Aldo Petrucci, ha rivisitato le sezioni, introducendone due nuove di zecca.
Di particolare interesse è proprio quella che si occuperà di delitti nella pubblica amministrazione. Un cancro per la nostra città che dal 2000 in poi è stata spazzata da scandali sia nella sanità sia nella gestione del Comune. Vicende che si sono concretizzate in autentici saccheggi di ingenti risorse pubbliche. Sarà lo stesso Sebastio a guidare la sezione nuova di zecca. Così come, il procuratore guiderà quella che affronterà lo spauracchio del racket delle estorsioni e dell’usura. Si tratta di aspetti della criminalità che nelle scorse settimane hanno fatto capolino a Taranto con una serie di attentati di stampo chiaramente intimidatorio. Spie di un qualcosa che certamente cova sotto la cenere e che la procura non intende minimamente sottovalutare.

Rispetto al passato, inoltre, il procuratore tarantino doc ha inteso rafforzare la sezione specializzata sui reati ambientali, altra evidentissima emergenza della città dei due mari.
Ed in quest’ottica si comprende anche la scelta di puntellare il pool che si occuperà di infortuni sul lavoro. Questa sezione sarà guidata dal nuovo procuratore aggiunto Pietro Argentino che coordinerà anche quella che porterà avanti le indagini sui casi di maltrattamenti in famiglia e reati a sfondo sessuale.

Taranto Sera

giovedì 23 ottobre 2008

LA CAMORRA NEL GOVERNO

di
Emiliano Fittipaldi e Gianluca Di Feo

"Era a disposizione dei casalesi".
Così un pentito accusa Nicola Cosentino. E' il quinto collaboratore di giustizia a puntare il dito contro il sottosegretario all'economia. Che continua a rimanere al suo posto. Di' la tuaIn edicola da venerdì


LEGGI: Cosentino è bene che si dimetta. Colloquio con Walter Veltroni

DALL'ARCHIVIO: Sistema Cosentino
GUARDA: Video Foto
SPECIALE: Casalesi, l'ultima mafia
DA REPUBBLICA.IT: Saviano, 'Grazie a chi resisteUNA FIRMA PER SAVIANO L'appello dei Nobel
ARCHIVIO: Casalesi, parla il pm Io Saviano, condannato a morte

domenica 5 ottobre 2008

Mafia e Politica, Omertà e Paura

Di seguito riportiamo una interrogazione parlamentare dell'On. Zazzera - Italia dei Valori - che denuncia quello che sta accadendo ad Ugento (Lecce) in seguito all'omicidio di Peppe Basile.

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: la notte tra il 14 ed il 15 giugno ad Ugento (Lecce) è stato assassinato il consigliere provinciale e comunale dell'Italia dei Valori Giuseppe Basile nei pressi della sua abitazione;
l'omicidio particolarmente efferato era stato preannunciato da diverse minacce dirette al consigliere, noto per la determinazione nel salvaguardare i diritti dei cittadini e dell'ambiente;
Basile si è distinto per la costante attività di opposizione all'abusivismo e in difesa del territorio, e poco prima della tragedia risulta «sia riuscito a bloccare il tentativo di sbancamento avviato in una zona ad alto interesse paesaggistico nei pressi del convento della Madonna del Casale» (Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 16 giugno 2008);
sempre dalla stampa appare chiaro che le continue denunce politiche di Basile possano aver «dato fastidio a qualcuno» e sebbene le cause del delitto non siano ancora state chiarite, il sospetto è che possa trattarsi di «un sofisticato assassinio mafioso mascherato da omicidio rurale» (Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 16 giugno 2008), del resto un «intricato affare politico-amministrativo» non sarebbe fatto nuovo nella provincia di Lecce;
il parroco di Ugento Don Stefano Rocca in più occasioni anche attraverso la stampa ha chiesto verità giustizia sull'omicidio Basile e ha denunciato una cappa di omertà nel paese;
ad agosto nel corso della manifestazione nota come «Notte della Taranta» a Melpignano veniva rimosso dalle forze di polizia uno striscione in ricordo di Basile, cosa che si ripeteva alcune settimane dopo presso il comune di Ugento in occasione della visita del Prefetto, dottor Mario Tafaro. Anche in questa occasione il parroco Don Stefano Rocca ha fatto sentire la sua voce per l'ingiustificata rimozione di striscioni in ricordo di Basile;
dopo questi episodi il 10 settembre 2008 la stampa riportava la notizia di due lettere anonime, di cui una a sfondo minatorio, recapitate al parroco di Ugento, Don Stefano Rocca, ed in un garage abbandonato diversi volantini contenenti messaggi analoghi;
nella lettera veniva scritto «smettila di fare il protagonista, smettila di fare il politico leader, smettila di fare il sindaco ombra, pensa a fare il parroco e alla formazione dei giovani», nel volantino raffigurante l'immagine della Madonna compariva la scritta «Don Stefano, conza mbrelli, ca è meiu» (Don Stefano, ripara gli ombrelli, che è meglio);
all'interrogante risulta che il 17 settembre, intorno alle ore 18.00, presso gli uffici della Questura di Lecce sarebbe giunta una telefonata al 113 contenente una espressa minaccia di morte, testualmente: «stasira ccitimu don stefano quidhu ca cunta mutu» (questa sera uccidiamo Don Stefano quello che parla troppo) -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei gravi fatti descritti in premessa e se sì, quali provvedimenti urgenti intenda assumere al fine di impedire il ripetersi di fenomeni criminosi in provincia di Lecce.
On. Pierfelice Zazzera - Idv