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martedì 27 gennaio 2009

ALZA LA TESTA!

«Forse non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno, andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!»
Dalla prefazione di Marco Travaglio

Nella primavera del 2007 Piero, Franz, Diego ed Elia hanno creato l’associazione Qui Milano Libera, nel cui statuto si presentano così: “Siamo un gruppo di amici uniti da onesta passione civile. Prendiamo sul serio la Costituzione del nostro Paese. Difendiamo i valori della legalità e dell’etica pubblica. Ci opponiamo alla manipolazione e alla censura dell’informazione, dedicandoci alla diffusione di verità scomode. Coltiviamo il vizio della memoria. Siamo cittadini, non sudditi”.
Guarda il trailer

Vincere la passività, non assuefarsi allo scandalo.Nel segno di questa esigenza morale vivo da anni una mia originale forma di impegno civile, la cui sostanza è questa: interpellare in pubblico il prepotente e l’ipocrita di turno, senza inibizioni e senza sconti beneducati. Mi definiscono un “contestatore”, un “provocatore” - sono soltanto unapersona normale in un Paese anormale, uno che non si rassegna alla vergogna di doverci vivere, nell’Italia delle leggi su misura e del giornalismo addomesticato. Nel Paese in cui la politica ostacola la giustizia anzichè combattere la corruzione, dove la mafia è “un’entità con la quale bisogna convivere” e del conflitto di interessi “non gliene importa niente a nessuno”. Il Paese in cui trionfano i furbi, i servi e i senza vergogna. La patria di Salvatore Cuffaro, di Nicolò Pollari, il mausoleo dell’Eroe Mangano - e il giardino dei balocchi di Silvio Berlusconi.
Dall’introduzione di Piero Ricca


Approfondimenti:
La religione civile che manca all'Italia di Vito Mancuso
Leggi:
mancusorepubblica1042 - (Documento PDF)

mercoledì 5 novembre 2008

Obama iè fatt!

Una notte indimenticabile, la notte di Obama, il Presidente degli Stati Uniti che entrerà nei libri di storia come il simbolo dell'orgoglio, della tenacia e della capacità di rinnovamento del popolo americano.
Il sogno che Martin Luther King ha raccontato al mondo in uno dei discorsi più famosi della storia è stato più che esaudito.

Celebrare Obama oggi è fin troppo facile.

Vogliamo quindi riportare alcune frasi che McCain ha pronunciato davanti ai suoi sostenitori quando ormai i risultati parlavano chiaro:

«Ho avuto l'onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti»

«l'uomo che era il mio avversario e che ora sarà il mio presidente ha raggiunto un grandioso risultato», per se stesso e per il Paese.

McCain ha infine invitato i suoi sostenitori a «mettere da parte le divergenze e a lavorare insieme per rimettere in carreggiata il Paese»-

McCain, al pari di Obama, ha dimostrato di essere una grande persona. Peccato che in Italia uomini politici così sono merce rara.

In memoria ed in onore di Martin Luther King riportiamo una sua bella citazione

Cittadinanza Attiva
“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano. E se è invaso dalla paura non può farlo. La mia preghiera più grande è sempre che Dio mi preservi dal terrore che paralizza, perchè quando una persona vive accompagnata dalla paura per le conseguenze dei propri atti sulla sua vita personale, non potrà mai fare niente per contribuire a sollevare l’umanità intera e a risolvere i molti problemi sociali che ci troviamo di fronte in tutte le epoche e a ogni nuova generazione”.

Martin Luther King

lunedì 10 marzo 2008

Se puede hacer

Il PSOE ha vinto le decime elezioni politiche della democrazia spagnola e il suo leader, José Luis Rodriguez è stato promosso con lode nell’esame più difficile. Mariano Rajoy, candidato del Partito Popular, non è riuscito nel suo secondo tentativo di ottenere la presidenza del Governo, ma ha comunque migliorato i risultati delle ultime politiche di quattro anni fa.

Con il 99,8% dei voti scrutinati e una partecipazione del 75,33%, i socialisti raggiungono 169 seggi (cinque in più rispetto alla presente legislatura) con il 43,72% dei voti (un punto in più).

I Popolari hanno guadagnato cinque seggi (da 148 a 153) e due punti in più (40,13%) rispetto al 2004. Si consolida dunque un bipartitismo che occuperà un totale di 350 seggi (contro i precedenti 323) nella camera bassa del Parlamento, per la prima nella storia della democrazia spagnola

"Grazie ai cittadini, che con il loro voto hanno dato una chiara vittoria al Psoe". Ha detto Zapatero, davanti alla folla dei sostenitori che gli ha riservato un'ovazione nella sede del Partito socialista a Madrid.
Il neorieletto premier ha ricordato l'esponente socialista Isaias Carrasco, ucciso in un attentato a Mondragon per mano dell'ETA alla vigilia del voto: "Isaias dovrebbe vivere oggi questo momento insieme alla sua famiglia e tutte le vittime del terrorismo. Ho appena ricevuto le congratulazioni di Mariano Rajoy (leader del Pp) - voglio ringraziarlo pubblicamente ed esprimergli il mio riconoscimento, a lui e a tutti gli altri candidati".

"Governerò per tutti, ma in primo luogo per chi non ha tutto. Non risparmierò nessuno sforzo" per ottenere il massimo consenso con tutte le forze politiche. Zapatero, in difficoltà per il chiassoso entusiasmo dei socialisti, ha ricordato l'aneddoto che caraterizzò la notte della vittoria elettorale del 2004, quando un giovane gli grido' tra la folla: "adesso non ci deludere!". E il leader socialista ha affermato che ha "fatto di tutto per non tradire le aspettative".

Immediatamente dopo la riconferma del popolo spagnolo Zapatero ha voluto esporre il suo manifesto programmatico: "Governerò approfondendo ciò che abbiamo fatto e correggendo gli errori - ha dichiarato il premier socialista - e governerò per tutti, ma in primo luogo per chi non ha tutto".

"Governerò per le aspirazioni delle donne- ha continuato Zapatero tra le grida delle numerose donne presenti - per le speranze dei giovani, perché gli anziani abbiano l'appoggio guadagnatosi durante la vita, perché la Spagna sostenga la cooperazione.". Quindi, ha assicurato che guiderà il governo "con mano ferma, ma protesa" e ha concluso affermando che "insieme, tutti gli spagnoli, possiamo raggiungere un futuro alto come la nostra ambizione".

Veltroni: gli elettori premiano un governo responsabile e innovativo. "Mettendo insieme il voto spagnolo e quello amministrativo francese si può dire, anche con uno sguardo agli Usa, che comincia a spirare un vento nuovo". Walter Veltroni commenta così su SkyTg24 i primi exit poll sulle elezioni politiche in Spagna che danno Zapatero in netto vantaggio sul Partito popolare. Il candidato premier del Pd ricorda che lo stesso clima si registrò "anche negli anni '90. Ci sono dei cicli politici, come questo, in cui i cittadini guardano con più fiducia a chi può tenere insieme crescita ed equità". Parlando del governo spagnolo Veltroni osserva che si tratta di un risultato "importante perchè Zapatero potrà governare con una maggioranza certa, di un partito, il Psoe, se si pensa che in Italia da 15 anni un governo non è mai stato confermato alle elezioni successivo questo dice della differenza dell'Europa da noi". In Spagna gli elettori invece "premiano un governo responsabile e innovativo".