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domenica 19 maggio 2013

A Laterza la Piazza diventa wi-fi con l'iniziativa ComuNetwork. Flash-mob per presentare l'evento a giovani e curiosi

Due piazze in una: da sabato sera, tra l’ottocentesco Municipio e la Rotonda separati dal lungo corso centrale, è possibile “navigare”. Internet  a  portata di smartphone, notebook, tablet, iphone, ipad e quant’altro sia predisposto per la comunicazione web, insomma: si chiama ComuNetwork, è il primo hotspot gratuito di Laterza e consente l’accesso alla rete con connessione adsl Telecom Italia. L’iniziativa è stata presentata in Piazza, tra la curiosità di molti e lo “smanettare” in diretta dei più giovani, dal Sindaco Gianfranco Lopane e dall’assessore alla Programmazione economica Mimma Stano. Doppia motivazione: stare al passo con le nuove tecnologie e con il tempo che si vive;  ridare vita, colore e pulsione sociale alla piazza “reale”. “Abbiamo pensato alle nuove generazioni, ma  la comunicazione è un bene collettivo”, ha detto l’assessore Stano. “La piazza wi-fi punto del nostro programma elettorale e tappa del processo di informatizzazione che sta fortemente caratterizzando l’azione amministrativa comunale” ha aggiunto il Sindaco Lopane. Recuperare il “senso” della piazza cominciando con il ripopolarla, dunque. Consentire a turisti e visitatori servizi internet per la ricerca di percorsi tematici, punti di ristoro ed altre informazioni utili, anche. Le modalità per l’accesso al wi-fi cittadino sono state illustrate da Vincenzo Venezia, tecnico che ha curato l’installazione dell’hotspot. In pratica è sufficiente connettersi a ComuNetwork e registrarsi: da quel momento si hanno 120 minuti di navigazione da gestire nel corso della giornata. “Servizio sperimentalmente a tempo per poterne testare efficacia, efficienza, copertura, velocità di banda”, ha spiegato Lopane. L’intento è quello di migliorarlo e di ampliarlo. Nel frattempo, un primo indizio: si anima  lo “struscio digitale”.
Francesco Romano (Gazzetta del Mezzogiorno)
 

domenica 23 dicembre 2012

Al Palazzo Marchesale l'on. De Castro e tutti i sindaci del GAL. Si è parlato di sviluppo rurale


L’obiettivo è stato quello di promuovere, tra i diversi attori dello sviluppo rurale, la conoscenza delle buone pratiche e delle competenze, funzionali all’attuazione delle strategie e delle misure, previste dall’Asse 3 del Piano di Sviluppo Rurale. Se n’è discusso alla presenza dell’on. Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo”.
“Quanto alla Pac, siamo alla vigilia di un importante negoziato – ha detto l’on. De Castro - perché il Parlamento Europeo è riuscito a sintetizzare quasi 8mila emendamenti, presentati dagli 85 deputati, che compongono la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, che presiedo. E sono stati sintetizzati in meno di 100 emendamenti di compromesso, nei quali è contenuta quella che è la visione futura del Parlamento Europeo in merito alla Pac. I cambiamenti previsti sono davvero importanti ed andranno nella direzione di quanto richiesto dagli agricoltori europei e, soprattutto, da quelli italiani: meno burocrazia, più semplicità di applicazione e, quindi, meno costi di produzione, più aiuti per gestire le crisi ovvero le condizioni di difficoltà delle imprese, più flessibilità agli stati membri nell’applicare la Pac. Abbiamo evitato i danni, che avrebbe potuto generare una proposta di riforma della Pac troppo burocratica”. Questi, in sintesi, i punti salienti della riforma: giustificazione dei pagamenti diretti come sostegno al reddito e mirati alla produzione di beni pubblici; orientamento delle politiche di mercato verso la competitività delle imprese ed il rafforzamento della componente agricola delle filiere; rafforzamento della capacità di risposta della Pac alle sfide ambientali, compreso il cambiamento climatico; un maggior coordinamento delle PSR con le altre politiche strutturali e territoriali dell’UE; difesa e valorizzazione delle diversità delle agricolture negli Stati membri.
“E’ necessario – è stato il commento di Paolo Nigro, presidente del Gal promotore dell’iniziativa - che il nostro Paese affronti al meglio la sfida della prossima programmazione della PAC, quale strumento per proporre nuovi modelli per lo sviluppo e la crescita del territorio. Modelli, questi, di indispensabile ed insostituibile utilità per la conservazione del suolo, nell’ottica di una multifunzionalità, a fronte di un sempre più costante abbandono dell’attività agricola da parte dei suoi attori e protagonisti”.
Ad aprire i lavori del seminario sono stati il sindaco di Laterza Gianfranco Lopane ed il vicepresidente del Gal “Luoghi del Mito”, nonché sindaco del comune di Mottola, Luigi Pinto. Entrambi hanno evidenziato l’esperienza positiva maturata dal Gal, in questi anni, a favore dello sviluppo del territorio, in un’ottica di cooperazione e di collaborazione, che va oltre l’idea campanilistica. Molte le presenze istituzionali intervenute: il sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti; Vito De Palma, sindaco di Ginosa; Michele Labalestra, sindaco del Comune di Palagianello; Cosimo Giannotta per il Comune di Massafra; Vincenzo Nardelli per il Comune di Palagiano.

sabato 17 novembre 2012

Infrastrutture, OK al rondò in contrada Madonna del Carmine. Ma i Sindaci fanno fronte comune: necessari altri interventi per il versante occidentale



La nuova rotatoria in contrada Madonna del Carmine è il primo intervento di un piano infrastrutturale che vedrà coinvolti i comuni del versante occidentale della provincia di Taranto.
Se ne è parlato in una conferenza stampa che si è tenuta venerdì 16 novembre 2012 presso l'aula consigliare del Comune di Castellaneta.
Sono intervenuti il sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, il sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, il sindaco di Mottola Luigi Pinto. Inoltre, erano presenti i consiglieri provinciali Carmine Montemurro e Vito Cassano. I sindaci fanno fronte comune per rilanciare il progetto della Bradanico-Salentina, l'arteria stradale che collegherebbe la Basilicata alla dorsale adriatica e all'aeroporto di Grottaglie. Di questo ambizioso progetto infrastrutturale, alcune opere sono state portate a termine, o sono finanziate o in procinto di essere completate. La maggior parte di queste si trova nel versante orientale della provincia di Taranto. Ora, con
il bando per la realizzazione del rondò alle porte di Castellaneta, si deve partire per un piano di opere che porti alla realizzazione di opere viarie necessarie in termini di sicurezza e sviluppo economico.
Per quanto riguarda il Comune di Laterza confermati gli stanziamenti provinciali per il Ponte Selva San Vito e il rondò sulla stradaper Ginosa.
ViviCastellaneta

mercoledì 13 giugno 2012

Il Sindaco Lopane: «Inserire nel decreto Sviluppo i 40 milioni per l'Accordo di programma»

Decine di auto in marcia verso Bari per salvare il mobile imbottito. Natuzzi innanzitutto, ma non solo lui, perché nell’area murgiana esistono altre realtà produttive, medie, piccole e minuscole che alimentano il vasto e variegato “arcipelago del salotto”. Sino a qualche anno fa c’erano 500 aziende tra Matera, Bari e Taranto con 14mila addetti e oltre 2 miliardi di fatturato, oggi ne sono rimaste un 150 con più o meno 6mila addetti (spesso sostenuti da ammortizzatori sociali strutturali) e un giro d’affari intorno ai 700 milioni, di cui il 70% realizzato da Natuzzi (486,4 milioni il fatturato 2011).
Numeri che ieri mattina si sono materializzati sui volti e nelle storie dei lavoratori che da Ginosa e Laterza – oltre mille dipendenti nei due stabilimenti del Gruppo di Santeramo, un terzo del totale – si sono accodati all’autocolonna organizzata dai sindacati di categoria (Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil) per manifestare il disagio di un intero territorio e richiedere segnali concreti dal Governo, segnatamente dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Nei cassetti del suo dicastero, infatti, è rimasto chiuso da oltre un anno l’Accordo di programma che doveva rappresentare la base per rilanciare un settore in forte difficoltà, asfissiato dalla crisi del mercato e spiazzato dalla concorrenza dei laboratori cinesi. Un aspetto, questo, non nuovo in generale ma assolutamente sconosciuto a queste latitudini, visto che nasce e prolifica non in Cina ma direttamente in Italia, in particolare nel Materano. Il “nemico” in casa, insomma, con cui fare i conti e senza poter competere.
Stavolta, però, la protesta della carovana del salotto non è contro qualcuno ma per “qualcosa”. Non contro Natuzzi, cioè, ma anche “per” Natuzzi. Obiettivo: smuovere le acque di un’economia stagnante, peraltro utilizzando strumenti già a disposizione.
Un viaggio dalla Murgia a Bari, accolti nella sede della Prefettura, dove lavoratori, sindacati e sindaci del territorio (Ginosa, Laterza, Santeramo, Cassano delle Murge, Altamura, Gravina e Gioia del Colle), i parlamentari del Pd Vico e Ginefra nonché il sindaco di Bari Emiliano hanno consegnato il loro cahier de doléances, scritto a quattro mani con Confindustria, per chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di fare la sua parte, apponendo la tanto agognata firma in calce all’Accordo di programma a sostegno del distretto murgiano del mobile imbottito rimasto “congelato” per troppo tempo.
«Stiamo parlando di finanziamenti per oltre 80 milioni – ha ricordato il sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane – di cui 40 del Governo e la restante parte già messa disposizione dalle regioni Puglia e Basilicata. Questa manifestazione ha tre parole d’ordine: lavoro, con la vicinanza alle migliaia di lavoratori in difficoltà; sviluppo, perché il settore va avviato sulla strada della ricerca e dell’eccellenza; e infine territorio, perché con tre province, due regioni e diversi comuni coinvolti non si può non ragionare in un’ottica di coesione territoriale». E la presenza dei sindaci, parte in causa, testimonia la volontà di far confluire questi temi in un unico filone: la ripresa dell’economia.
Con un modello di lotta inedito: «Oggi non scioperiamo – ha spiegato Luigi Lamusta, segretario Fillea-Cgil di Taranto – ma in corteo ci sono sindacalisti, amministratori e lavoratori cassintegrati per chiedere che il Governo rispetti gli impegni presi per aiutare questo sistema industriale». E a Bari, ricevuti dal viceprefetto, hanno trovato anche gli uomini di Natuzzi, una volta tanto alleati per una buona causa, la salvezza di un sistema economico: «La convocazione del tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico – ha sottolineato Lopane – deve portare alla firma dell’accordo. La nostra speranza è riposta nel decreto Sviluppo di prossima approvazione dove ci aspettiamo di trovare i fondi promessi dal Governo per la reindustrializzazione del settore oppure per il suo rilancio. Si tratta di cifre considerevoli che porterebbero una boccata d’ossigeno a tutta l’area murgiana che da anni vive la crisi del settore. Quando parliamo di mobile imbottito si pensa alla Brianza e alla Murgia e si tratta di un settore che rappresenta un punto e mezzo del Pil italiano. Per il nostro territorio è fondamentale e per questo dobbiamo pensare alle sue ricadute future, anche in termini di indotto che è costituito da un tessuto di piccoli artigiani e contoterzisti». Detto in un solo concetto: senza Natuzzi e il mobile imbottito, qui si va a fondo.
Massimo D'Onofrio(Corriere del giorno)