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sabato 17 novembre 2012

Infrastrutture, OK al rondò in contrada Madonna del Carmine. Ma i Sindaci fanno fronte comune: necessari altri interventi per il versante occidentale



La nuova rotatoria in contrada Madonna del Carmine è il primo intervento di un piano infrastrutturale che vedrà coinvolti i comuni del versante occidentale della provincia di Taranto.
Se ne è parlato in una conferenza stampa che si è tenuta venerdì 16 novembre 2012 presso l'aula consigliare del Comune di Castellaneta.
Sono intervenuti il sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, il sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, il sindaco di Mottola Luigi Pinto. Inoltre, erano presenti i consiglieri provinciali Carmine Montemurro e Vito Cassano. I sindaci fanno fronte comune per rilanciare il progetto della Bradanico-Salentina, l'arteria stradale che collegherebbe la Basilicata alla dorsale adriatica e all'aeroporto di Grottaglie. Di questo ambizioso progetto infrastrutturale, alcune opere sono state portate a termine, o sono finanziate o in procinto di essere completate. La maggior parte di queste si trova nel versante orientale della provincia di Taranto. Ora, con
il bando per la realizzazione del rondò alle porte di Castellaneta, si deve partire per un piano di opere che porti alla realizzazione di opere viarie necessarie in termini di sicurezza e sviluppo economico.
Per quanto riguarda il Comune di Laterza confermati gli stanziamenti provinciali per il Ponte Selva San Vito e il rondò sulla stradaper Ginosa.
ViviCastellaneta

venerdì 27 aprile 2012

Lettera aperta ai vertici del PD:"Fuori dal fortino per fronteggiare l'antipolitica"

Le ultime vicende non proprio edificanti che hanno toccato da vicino la scena politica nazionale, in particolare la questione dei rimborsi elettorali (Lusi e Belsito), hanno amplificato ed acuito in maniera pesante la sfiducia e l’avversione da parte dei cittadini nei confronti della politica e dei politici. I furiosi venti dell’antipolitica si abbattono implacabili e inesorabili sul sistema organizzato del consenso elettorale.

A tutt’oggi il Partito Democratico, nelle sue diverse articolazioni, non è giunto, a parere degli scriventi , ad una posizione univoca e netta. Vi sono sfumature che sottendono idee diverse, le quali però non si condensano attorno a una sintesi e non si traducono in una presa di distanza dalle tesi addotte dalle sirene della fiammeggiante antipolitica. Questa infatti non perde occasione per gettare discredito sul mondo politico, generalizzando tutto e tutti ed attingendo a piene mani al mare del becero qualunquismo che tutti fa uguali.

Il difficile momento storico, economico e sociale, che attraversa l’Italia e l’Europa, generato dalla crisi finanziaria nazionale e internazionale, favorisce il senso di scoramento da parte del’opinione pubblica verso le istituzioni e mina in profondità il tessuto democratico della Nazione.

Rispetto a tutto ciò avvertiamo la necessità di procedere ad una improcrastinabile e decisa inversione di marcia, con un Partito Democratico che finalmente declini percorsi condivisi e partecipati di denuncia di tutte quelle procedure, forme e processi che non appartengono alla nostra identità ed hanno tradito in qualche caso il mandato degli elettori.

L’essere associati a cattivi modelli ci indigna e ci abbatte. Noi non ci sentiamo migliori degli altri, ma semplicemente diversi. La diversità che qui s’intende è caratterizzata da un impegno politico ed amministrativo quotidiano all’insegna della passione genuina, dello studio costante ed accurato e della massima dedizione al bene comune. Vorremmo continuare a portare avanti l’idea di una politica sincera e pulita, che ha come ragione d’essere il servire la comunità e null’altro. Siamo convinti che questi principi siano il miglior biglietto da visita di tanti uomini e donne che con caparbietà e intelligenza stanno scrivendo pagine nuove della storia del nostro partito, piene di partecipazione democratica (primarie) e svuotate di elementi ispirati all’autoreferenzialità e leaderismo.

Inoltre riteniamo che per riportare la politica al centro della Cittadinanza non occorra una straordinaria palingenesi, ma solamente restare fedeli al dettato costituzionale. L’orizzonte dove ha origine la buona politica è la nostra Carta costituzionale. L’articolo 49 della Costituzione italiana infatti stabilisce che “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Da ciò scaturisce lo spirito di una politica intesa come corresponsabile costruzione della città dell’uomo, in cui ognuno deve portare il contributo in vista dell’attuazione di quel bene comune che rappresenta di essa il fine ultimo, dimensione valoriale da cui non si può prescindere nel parlare di etica della politica. Ethos è vocabolo greco che può significare costume e abitudine. È parola viva e concreta e non voce astratta. Essa rappresenta il corollario di riferimenti ideali sulla base dei quali possono essere generati progetti e concretizzate compiute realizzazioni. Il sapere fare s’intreccia indissolubilmente con il sapere essere guida in questa fase difficile della storia nazionale che stiamo attraversando, recuperando una funzione non secondaria nella politica che è quella pedagogia dei segni materiali e immateriali, fatta di opere tangibili e di linearità di condotta, di onestà e responsabilità.

Un corpo collettivo, ricco di tradizioni e di sensibilità diverse, tenuto insieme da così saldo collante valoriale è la migliore garanzia di rinnovamento, per continuare ad essere insieme forza di governo in grado di fornire risposte mature e responsabili alle questioni ancora aperte che attanagliano la società italiana. Il sostegno al Governo Monti ne è una riprova, perché sarebbe stato fin troppo facile dissentire anziché portare avanti responsabilmente e consapevolmente il fardello di scelte talora impopolari ma opportune, che ridessero quella dignità e autorevolezza, smarrite negli ultimi anni sotto il Governo Berlusconi, del Sistema-Italia al cospetto dell’Europa e del mondo.

Abbiamo inteso dare forma scritta a queste nostre considerazioni perché, essendo più a stretto contatto con il territorio, viviamo il disagio e a volte l’imbarazzo di fronte alle mille domande che ci vengono rivolte in modo pressante dalla gente che lavora e fa fatica a tenere in vita i bilanci familiari; che perde il lavoro a motivo della contingenza finanziaria ed economica; che vede andare in malora i raccolti dei campi per colpa di un mercato che non fa giustizia dei sacrifici prodotti; e poi dai giovani che si chiedono che senso ha oggi investire sullo studio se poi mancano gli sbocchi di lavoro e che assistono inermi al realizzarsi di forme clientelari e nepotistiche a discapito del merito. A queste categorie si aggiunge la nutrita schiera di soggetti socialmente più deboli che vedono a rischio i servizi per l’integrazione e per una qualità di vita migliore.

Dietro ogni interrogativo vi sono storie di ordinaria difficoltà e sofferenza cui la politica è obbligata a dare risposte fuori da qualsivoglia ambiguità. Tutto ciò sarà possibile realizzarlo attraverso il coinvolgimento di tutti i livelli del Partito, dai vertici alla base.

Il nostro auspicio è che i soggetti in indirizzo diano risposte adeguate, senza restare rinchiusi nel fortino. Dobbiamo imprimere uno scatto d’orgoglio affinché si affermi “LA BUONA POLITICA”.
I Consiglieri Provinciali                  Vito Cassano
Luigi Pinto,
Carmine Montemurro

lunedì 13 febbraio 2012

Palestra Liceo G.B.Vico: avviati ieri i lavori di ristrutturazione

LATERZA – Il preside del Liceo “Vico” guarda il tetto della palestra e tira un sospiro: «Almeno non dovrò più consultare le previsioni meteorologiche per sapere se piove…».Previsione azzeccata o danza della non-pioggia che sia, per Franco Cristella ieri è stata una giornata di sereno dopo tre anni di nuvoloni e scongiuri per non vedere l’acqua sgocciolare da una copertura ridotta a un colabrodo ed essere costretto a dire ai suoi studenti che “la palestra è momentaneamente allagata…”.Alla fine, dopo tante telefonate, ritardi, burocratici intoppi, preghiere e garbate insistenze gli agognati lavori per riparare quel tetto maledettamente “idrofilo” sono partiti per davvero. Con sollievo reciproco della dirigenza scolastica e degli amministratori comunali, sindaco Lopane e assessore Caldaralo in testa, costretti a incollarsi (metaforicamente) alle calcagna della Provincia e (fisicamente) ai polpacci di Vito Cassano, consigliere provinciale ieri sul posto a controllare il cantiere, per ottenere un po’ di dovuta attenzione e il pacco d’euro necessario per rimettere in sesto una struttura che mostra tutti gli acciacchi dei suoi quasi trent’anni.Lavori che saranno ultimati in «tempi abbastanza rapidi» dice l’assessore Caldaralo mentre snocciola le cifre: «60mila euro per la copertura e altri 40mila per i lavori all’interno». Il nuovo “involucro”, in alluminio leggerissimo e garantito per 30 anni, ricoprirà interamente il vecchio tetto ormai marcio da cui sarà separato attraverso una camera d’aria. All’interno della palestra, poi, la ditta sistemerà l’intonaco (ridotto a pezzi) e riparerà i danni subiti dall’impianto elettrico e dal tappeto in gomma che ricopre il pavimento. «Finalmente smetterò di pregare perché non piova – ammette il dirigente scolastico – e non dovrò più pagare gli straordinari ai collaboratori per far raccogliere l’acqua piovana. Abbiamo atteso e avuto pazienza…».E ora quegli operai al lavoro ripagano i ritardi sopportati per via del patto di stabilità (regionale prima e provinciale poi) che ha fatto slittare l’apertura del cantiere di un paio di mesi. Cassano, allora, può prendersi la rivincita delle stoccate ricevute dal collega Cristella, consigliere ed ex sindaco come lui: «Per qualcuno questo cantiere è persino un fatto negativo. Invece dimostra l’attenzione che la Provincia sta avendo per Laterza: altro che terra dimenticata». E Lopane rincara la dose: «Chi parla di nostri sprechi dovrebbe guardare la tensostruttura “esemplare” che c’è qui a fianco: 149mila euro e un mutuo da pagare sino al 2024 per un’opera praticamente inutilizzabile».A due passi il preside ragiona già del futuro prossimo: «Il Liceo, con i suoi 833 ragazzi e i nuovi indirizzi di studio come Scienze applicate o l’Artistico, ha bisogno di 4-5 nuove classi per rispondere alla domanda crescente che arriva da un territorio ampio che va da Marina di Ginosa a Castellaneta». Cassano, via telefono, strappa un impegno formale all’assessore provinciale Galeota: «Le aule arriveranno». Il costo è già nei pensieri del preside: «Siamo al terzo aggiornamento del progetto, quasi 500mila euro». Ci vorranno molti “santi in Provincia” e un’idea-guida, che il sindaco mette giù: «Abbiamo un’eccellenza dal punto di vista formativo e dobbiamo programmare l’edilizia scolastica in modo coerente: tagliare nastri non serve a nulla».
Massimo D'Onofrio (Corriere del Giorno)

giovedì 8 dicembre 2011

I sindaci pugliesi invadono Roma: "Ridateci i treni"

Roma – TAGLI ferroviari: Trenitalia apre alla “riorganizzazione dei collegamenti dalle regioni meridionali in direzione della capitale e delle principali stazioni dell’Italia settentrionale anche se l’orario invernale entrerà in vigore a partire dal 12 dicembre”. Una rivisitazione che dovrà essere concordata nei prossimi giorni così come concordato tra l’amministratore delegato della società, Vincenzo Soprano, e i sindaci e gli amministratori che questa mattina hanno partecipato alla mobilitazione istituzionale a tutela del diritto alla mobilità delle comunità meridionali dinanzi alla sede del Gruppo Ferrovie dello Stato. Michele Emiliano, primo cittadino di Bari, era stato chiaro: “Mai mettersi contro i sindaci meridionali”, il suo tuono con tanto di fulmine.


Ed oggi, alle parole hanno fatto seguito i fatti. In piazza della Croce Rossa si sono ritrovati i sindaci e gli amministratori dei Comuni di: Foggia, Bari, Lecce, Napoli, Potenza, Taranto, Apricena (FG), Ariano Irpino (AV), Cisternino (BR), Fasano (BR), Fregole (AV), Laterza (TA), Monopoli (BA), Mottola (TA), Ostuni (BR), Palagiano (TA), San Severo (FG), Statte (TA); i rappresentanti delle province di Bari e Brindisi e delle ANCI di Basilicata, Campania e Puglia. Presenti, oltre al sindaco Gianfranco Lopane, anche il consigliere provinciale Vito Cassano in rappresentanza della Provincia di Taranto e il segretario del PD Tony Gallitelli.

I sindaci sono stati ricevuti, per la prima volta tutti in gruppo, attorno a metà giornata. Il gruppo, forte ed unito, ha rigettato l’offerta del numero uno di Trenitalia, Moretti, di accogliere ad udienza una delegazione di soli quattro sindaci. Una prova di coesione. Ma, soprattutto, un atto di forza inedito che accredita il meridione come un soggetto di discussione unico. Alle fine, come detto, Trenitalia si è detta disponibile a rivedere la riorganizzazione dei collegamenti ferroviari dalle regioni meridionali in direzione della capitale e delle principali stazioni dell’Italia settentrionale anche se l’orario invernale entrerà in vigore a partire dal 12 dicembre. I Sindaci fanno sapere che quattro sono stati i temi posti dalla folta delegazione all’a.d. di Trenitalia: “isolamento del Sud, in particolare per i collegamenti notturni; riequilibrio degli investimenti destinati alle linee più appetibili per il mercato e quelle a più elevato contenuto sociale; concertazione del contratto di servizio; tutela dei livelli occupazionali”.

Duro il commento dell'Assessore ai Trasporti Minervini sulla decisione di Trenitalia: “non può permettersi di raggirare i pugliesi come ha fatto oggi sulla stampa. Mentre il governo taglia oltre 900 milioni di euro alle regioni sul trasporto pubblico locale, chiedere ai pugliesi di cofinanziare anche i treni notturni verso Milano suona per quello che è: una provocazione. Piuttosto, faccia il manager e qualifichi l’offerta anche dal mezzogiorno dimostrando di saper intercettare una domanda di mobilità potenzialmente enorme”. “Abbiamo bisogno – conclude l’assessore – che il governo e le aziende pubbliche nazionali comincino a credere che il sud costituisca un’indispensabile risorsa per salvare il paese, in questi giorni così drammatici e difficili".

giovedì 24 novembre 2011

Celebrato il congresso cittadino del PD

Lunedi 24/10/2011 si è celebrato il congresso cittadino del PD di Laterza. Di seguito la lista degli eletti negli organismi del partito:

Segretario: Tony Gallitelli

Coordinamento:
Lucrezia Laforgia, Antonio Chisena, Leonardo Matera,
Rosaria Loforese, Francesco Azzarano, Sebastiano Stano,
Cristina Surico, Felice Casarola, Antonio Fanelli,
Cristina Pavone, Lorenzo Cardinale, Gianfranco Lopane,
Irene Bruno, Vito Massaro, Vito Cassano,
Rosalinda Pischetola, Giuseppe Tamborrino,
Antonia Malizia, Giovanni Serafini,
Rosaria Perrone, Leonardo Mastrodomenico

Segreteria:
Francesco Cantore, Armando D'Aprile,
Antonio Clemente, Lucrezia Laforgia,
Francesco Vasto, Chiara Falcone,
Giuseppe Lopane, Luca Virgilio

Probiviri:
Nicola Bellini, Venturini, Maddalena, Bozza, L.Perrone

domenica 26 aprile 2009

Elezioni provinciali, Cassano in campo «Tento di arginare il centrodestra»

• L AT E R Z A . «Si vince contando i voti, noi li conteremo a Taranto e ad occidente, dove il centrodestra è più forte e autorefenziale»: alla presentazione della candidatura laertina Pd di Vito Cassano a consigliere provinciale, il candidato presidente Gianni Florido ha liberato ottimismo.
«Vedo lo stesso entusiasmo di cinque anni fa» ha detto, prendendo slancio dall’affollata convention del Pacinotti: «Ma è qui, a Laterza, a Ginosa, a Castellaneta, a Massafra, a Mottola che, barra ferma, dobbiamo reggere il colpo» ha indicato il presidente in carica. L’assedio alle roccheforti avversarie presuppone convergenza e compattezza, Florido lo sa. E insiste: «Tornare pesantemente in campo» è necessario, «restare uniti» di più.
All’appuntamento Pd mancano però il segretario cittadino Davide Bellini e, con Giuseppe Stano (capogruppo) e Franco Catapano, i due terzi della rappresentanza consiliare: la Cittadella, pure piena, non maschera il “buco”. Anzi, quando l’ex sindaco Cassano ringrazia Giuseppe Russi (anche lui assente), ingegnere battuto alle primarie dei «mille votanti: un evento», inevitabilmente lo scontorna.
Partito diviso, Cassano, «orgoglioso di esserci», smorza: «Ripartire è possibile, il centrosinistra a Laterza può riprendere la strada interrotta otto anni fa: 66miliardi di lire impegnati, nessun avviso di garanzia».

Tre le direttrici: la scuola (il liceo Vico da ridisegnare), la viabilità (le «provinciali», degradate, da rendere funzionali allo sviluppo), le gravine (il parco da accelerare, valore aggiunto per tutti). «Strabismo politico, nota dolente»: Cassano solleva, Florido incassa. Poi ribatte: «In debito verso Laterza, ma non si guardi solo al campanile».

Punto di forza, la «discontinuità». Morale: «Duecento milioni di euro spesi, la Provincia fra i primi dieci in Italia enti per la tenuta dei conti, lo ha detto la Corte»; operativa: l’edilizia scolastica rivoluzionata, da Massafra a Palagiano passando per Mottola, la marginalità affrontata nei fatti (trecento posti di lavoro stabilizzati), poi la Taranto-Talsano-Avetrana, progetto-sistema che sottende «benefici per l’intera provincia». Per l’ambiente, non solo Parco.
L’assessore provinciale Michele Conserva aveva aggiornato sull'impianto Progeva (progetto per 1 milione di euro presentato dall’azienda, a breve conferenza di servizi), Florido torna sulla legge antidiossina: «Coniugare lavoro, ambiente e salute si può». E sull'Arpa messa nelle condizioni di operare: «Ora Davide ha la fionda per sfidare il gigante».

FRANCESCO ROMANO

Gazzetta del Mezzogiorno
26/04/2009

Evocata l’unità del Centrosinistra

LATERZA – Un appello, anzi un’evocazione: l’unità del centrosinistra.

Giovedì sera Gianni Florido ha voluto partecipare alla “co nvention” di Vito Cassano per la candidatura del Pd alle elezioni provinciali. In un qualsiasi altro giorno non vi avrebbe partecipato, perché proveniva dalla lontana L’Aquila, da una riunione d e ll ’Upi, (Unione Province italiane) la quale ha deciso che ogni Provincia restaurerà qualcosa dell’Aquila distrutta o rovinata dal terremoto. Un bel gesto di solidarietà fra connazionali, ha spiegato Florido, una testimonianza di unità nazionale. Della sfortunata città abruzzese, poi, Florido ha dato gli ultimi dati: inagibile tutto il Centro storico e il 56% degli stabili, 68 mila sfollati, 40 mila dei quali in tende e 28 mila negli alberghi della costa.

Unità nazionale che ha ispirato altri pensieri a Florido, un po’ nostalgici, un po’ autocritici, un po’ speranzosi: l’unità delle forze politiche affini. Racconta: nel 2004 sentivo a pelle che avremmo vinto, recuperammo 33 mila voti al Centrodestra, l’11% su base provinciale, la gente mi salutava con calore; poi quando ci fu la divisione di quelle stesse forze per il comune di Taranto, sentii la disapprovazione di molti; adesso riconosco il clima del 2004: abbiamo governato 5 anni, mai un voto contrario, abbiamo speso molti milioni senza un avviso di garanzia e le sette liste di allora ci ripresentiamo oggi al giudizio elettorale. Non ne fa parola, Florido, ma, siccome si invoca, o si evoca, ciò che si vorrebbe, tutti alla parola “unità” avvertono un appello a coloro, stefanisti e dipietristi, che stanno nella strada parallela e tutti si domandano: perché unirsi dopo se lo si può fare prima? La qual cosa è ancora possibile?
Misteri della politica italiana, anzi del Centrosinistra che, da Roma in giù, par avere il suo punto di consistenza nel “cupio dissolvi”.
Nella sua lunga carriera politica a Laterza, Cassano ha avuto serate caldissime, quella di giovedì sera era un piuttosto tiepida. Il motivo? L’immancabile divisione a sinistra, mancavano gli ex margheritiani, per aver perso le primarie. Nel dibattito, moderato da Antonio Losito, il rappresentante delle sezioni castellane tane che votano per i candidati di Laterza, Angelo Loreto, capogruppo consiliare Pd, ha esaltato le virtù benefiche del “gioco di squadra” per affrontare le competizioni e governare un territorio complesso.
L’assessore all’Ambiente Michele Conserva ha riepilogato il caso Progeva, un’azienda che trasforma in compost i rifiuti organici e che nell’estate scorsa sparse a lungo i cattivi odori sul paese.
Successe che gli amministratori in carica addebitavano i cattivi odori a chi aveva dato l’ok all’insediamento della fabbrica, cioè a Cassano, invece che a disfunzioni o incompletezze della lavorazione.
Ora, dice Conserva, l’azienda spenderà un milione di euro per i filtri e per coprire tutti i rifiuti e sarà pronta a lavorare i rifiuti umidi per un compost migliore, ma dell’Ato 1, non dell’Ato 3, in cui la differenziata è ancora di là da venire.
E, a proposito di rifiuti, Conserva ha menato vanto che la Provincia a maggioranza, ha approvato il Piano provinciale dei rifiuti, regole sul settore.
C a s s a n o, under 60, già sindaco, già consigliere provinciale, già candidato alla Regione quand ’era socialista lombardiano, ha rivendicato il suo diritto-dovere di essere utile alla sua città, in prima linea, come in questa circostanza, nella semplice militanza, da qualche anno. Della sua esperienza di sindaco dice: ho badato più a ll ’amministrazione, spedendo 66 miliardi di lire, senz’alcun avviso di garanzia, ho portato Prg, Pip, Pis 13; ora il paese sta patendo da otto anni un periodo oscurantista. Come suo programma per la Provincia ha elencato: la sistemazione del liceo, delle strade provinciali, il Parco delle gravine, delle quali è stato un antesignano, quando il parco fu fermato dai quotisti, oggi dalle lobby, ed invece il suo marchio sarebbe benefici per tutti.
Florido, infine, ha chiesto il voto perché la sua coalizione ha costituito una discontinuità morale e una operativa. Anch’egli ha speso 400 miliardi di vecchie lire senza alcun avviso, ha vinto la precarietà stabilizzando 300 famiglie, ha avuto 105 scuole molte in pessimo stato e molte da cominciare, e per esse ha speso 60 milioni di euro e quanto alle strade con la Taranto-Talsano- Avetrana che mette Manduria e Taranto a venti minuti, invece che a un’ora, non solo ha reso un importante servigio al territorio che quella strada attraversa, ma a tutta la Provincia, perché, dice Florido, è ancora valido lo slogan del 2004: 29 comuni insieme per una grande Provincia. E ricorda, Florido, il centrodestra non ha dissestato solo il Comune, ma è stato necessario commissariare Asl, Iacp, Apt, Cuj e Autorità portuale. Altro intervento decisivo, dice Florido è la legge sulla diossina fatta insieme con la Regione: l’Ilva spenderà 480 milioni per rendere compatibili lavoro e ambiente.


Michele Cristella
Corriere del Giorno
25/04/2009