mercoledì 15 luglio 2009

Tesseramento PD Laterza: fino al 20 luglio

Scade lunedì 20 luglio la possibilità di tesserarsi al Pd Laterza e partecipare così al percorso congressuale, che si concluderà il 25 ottobre con l'elezione del segretario e dell'assemblea nazionale attraverso le primarie.

Chiunque vuole tesserarsi deve recarsi nella sede di via Roma, n. 72 dalle ore 19 alle 21 di tutti giorni (compreso sabato 18 e domenica 19) e compilare il modulo di adesione.

Interessati e partecipa per rilanciare e rafforzare il Partito Democratico di Laterza.

lunedì 13 luglio 2009

Consiglio Comunale Venerdi 17 luglio 09 - 16,30

Il prossimo venerdì, 17 luglio 09 - 16,30, si svolgera il consiglio comunale, all'ordine del giorno, di seguito i punti più importanti:
Modifica Statuto Comunale; rendiconto bilancio consuntivo 2008, recesso consorzio universitario jonico di Taranto - Approvazione regolamento per l'adozione dei cani randagi - progetto per la realizzazione di n. 4 cabine di trasformazione elettrica al servizio di impianti fotovoltaici in deroga al PRG vigente.

Grillo: Mi candido alla segreteria del PD

L'annuncio del comico sul suo blog: «Colmerò il vuoto che c'è a sinistra».Incredulità dei fan: «Uno scherzo?».Fassino: non accetteremo l'iscrizione

TORINO Il Pd marcia spedito verso il congresso autunnale e le primarie, ma se fino a ieri si prospettava un confronto a tre tra Franceschini, Bersani e Marino, la sfida il 25 ottobre si arricchisce di un nuovo protagonista: Beppe Grillo.Il comico genovese ha annunciato sul suo blog l'intenzione di correre per la leadership del partito per «rifondare il partito, per offrire un’alternativa al Nulla». Una sfida che parte con un attacco al vetriolo al Pd e che prende in contropiede i candidati, già impegnati in una battaglia aspra. Non sembra una provocazione ma una «cosa serissima» quella del comico genovese, già sceso nell’arena politica con le sue liste civiche ma in realtà politicamente più legato a Di Pietro che al Pd. «Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Io mi candido», è l’annuncio che dal blog del comico è rimbalzato in poche ore su Facebook e sui blog.Grillo dice di voler parlare «ai giovani del Pd». E lo fa rilanciando le proposte di sempre, a partire dal limite di due legislature per i parlamentari «perchè se ne devono andare quelli che con lo psiconano hanno disintegrato l’Italia, cioè D’Alema, Rutelli, eccetera». L’annuncio spiazza i big del partito, ancora stordito dalla polemica durissima aperta da Ignazio Marino, il chirurgo sceso in campo per rompere gli schemi. Qualcuno evidenzia che per candidarsi bisogna essere iscritti e «in regola con i requisiti d’iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei Valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd». Non ne fa una questione di requisiti formali, invece, il coordinatore organizzativo della mozione Bersani, Gianni Pittella: «Se al Pd servisse un commissario liquidatore, Grillo sarebbe un ottimo candidato. Ma ci serve altro». In serata arriva l'altolà di Fassino. «Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un pò provocatoria e non c’è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare» è la posizione dell'ultimo segretario dei Ds. «Per correre per la segreteria - afferma Fassino - non basta l’iscrizione, perchè qualsiasi associazione al mondo non accetta chi aderisce in modo strumentale ma ritiene che ogni adesione debba essere vera e sincera ai valori e allo finalità del Partito. Per me la cosa finisce qua». L’ex leader dei Ds considera la candidatura di Grillo «come una delle sue tante provocazioni un pò goliardiche che però non credo possa essere presa per seria visti i suoi strali contro il Pd. Le primarie sono una cosa seria». Giorgio Merlo chiede ironicamente di sapere se «i suoi comizi saranno gratuiti o a pagamento». L’unico a dare il benvenuto al comico è il candidato blogger Mario Adinolfi che fa un appello «ai burocrati del Pd affinchè non ne impediscano la candidatura». Dal canto suo, Grillo sembra essersi già organizzato per superare la gimkana di regole congressuali: afferma di aver raccolto quasi tutte le 2000 firme necessarie per la candidatura e di essere pronto a iscriversi al Pd. E, liquidando tutti i candidati, vede un’alleata solo in Debora Serracchiani, l’eurodeputata salita alla ribalta nel Pd proprio grazie a blog e social network e ora impegnata a sostenere Dario Franceschini nella corsa congressuale. Ed è proprio Antonio Di Pietro a mettere in guardia Grillo: «La sua candidatura è una bella notizia, peccato che con una scusa o un’altra sarà respinta perchè non si deve disturbare il manovratore».Chi si aspettava uno scherzo estivo o una semplice provocazione è destinato a rimanere deluso. «La mia è un'iniziativa serissima - assicura Grillo - , facciamo il bad Pd e il good Pd, come le bad company e le good company, come l’Alitalia». «Mi sono deciso perchè ci sono tantissimi giovani che condividono le cose che faccio, le proposte e le idee che porto avanti» spiega ancora il comico. Con i candidati attuali non farebbe eventuali alleanze: «A parte la Debora Serracchiani non vedo altri - dice Grillo - Debora mi piace molto e rappresenta milioni di ragazzi iscritti a quel partito che hanno creduto a dei sogni che non si sono mai realizzati. Noi abbiamo bisogno che vadano avanti queste persone, trentenni, che abbiamo studiato e che facciano parte di questa cultura, dei social network». Tra provocazione e realtà, la sfida del comico è partita. Le reazioni dei "grillini" sul blog sono all'insegna dell'incredulità. «Dimmi che stai scherzando», scrive Monica. «Questa decisione sembra cozzare con tutto ciò che hai sostenuto fino adesso» accusa Francesco. Moreno si rivolge direttamente a Grillo e sbotta: «Tu non puoi candidarti, che cazzo fai?». «Non lo fare Beppe! Ti farebbero fuori in due secondi» è il consiglio di Giuliana. ma c'è anche chi la pensa diversamente. Sebastiano esulta: «Sono sobbalzato sulla sedia appena ho letto il post di Grillo; rompere le scatole dall'interno è una trovata geniale». Raffaele (come molti altri utenti del blog) pensa ad una provocazione simbolica e anche Alberto non nasconde i suoi dubbi: «Speriamo che non sia uno scherzo». E sul blog ci sono anche i fedelissmi, come l'utente che si firma "sante mastandrea": «Pd o Idv è uguale. L'importante è che ci sia Beppe alla guida. Il resto non conta».
Segnalazioni:

Usiamo i partiti per i nostri valori di Paolo Flores d'Arcais
MARINO Pd, vinco io
FLORES D'ARCAIS A casa la nomenklatura

sabato 11 luglio 2009

IL PARCO DELLE GRAVINE VA AVANTI

MINEO- COSTANTINO (PD) 1 MILIONE DI EURO PER DUE PARCHI DELLA PUGLIA

Al via il progetto GRASTEPP per la conservazione della biodiversità

BARI – La riduzione delle specie vegetali e animali esistenti è un affare serio. Per questo la Regione Puglia con la Delibera del 26 Maggio 2009 n° 893 ha stanziato 1.049.000€ per il progetto “GRASTEPP tra gravine e steppe”. Il progetto farà aumentare numero e specie delle piante ed animali esistenti nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia istituito nel 2004 e nel Parco Regionale della Terra delle Gravine istituito nel 2005.
L'azione di bio-conservazione sarà curata oltre che dall'Ufficio Parchi e Riserve Naturali della Regione dal Museo Orto Botanico dell'Università degli Studi di Bari e dal Comune di Gravina. GRASTEPP ideato nel 2006 e finanziato dal Ministero dell'Ambiente nell'Ottobre del 2008 è fondato su tre azioni. La prima è la conservazione e la reintroduzione delle specie vegetali normalmente esistenti nei due Parchi, attuata come si dice in situ ed ex situ ovvero sia nei Parchi che fuori da essi. Cioè in un luogo protetto che è la Banca del Germoplasma presso l'Orto Botanico. Il Germoplasma è l'insieme dei diversi corredi genetici disponibili per una specie consistente in semi, tessuti o cellule in gradi di ripristinare un organismo intero.
La seconda riguarderà la costruzione e la gestione di voliere presso l'Osservatorio Faunistico per la riproduzione del Falco Lanario e del Capovaccaio, una delle 4 specie di avvoltoio presente in Europa.
La terza riguarderà l'individuazione delle aree pubbliche all'interno dei Parchi dell'Alta Murgia e della Terra delle Gravine dove reintrodurre la flora studiata e riprodotta e i rapaci allevati. A queste azioni sarà affiancata naturalmente una attività di sensibilizzazione e divulgazione a cura dell'Ufficio Parchi della Regione. Le risorse finanziarie distribuite a seconda delle azioni da realizzare andranno al Museo Orto Botanico, al Comune di Gravina, all'Ufficio Parchi della Regione, al Parco Nazionale dell'Alta Murgia ed alla Provincia di Taranto in qualità di Ente Gestore del Parco delle Gravine.
Il progetto GRASTEPP fa parte di un accordo di programma multiregionale ed è una azione diretta per la conservazione della biodiversità in due aree protette contigue e molto sensibili ai cambiamenti climatici e naturalmente all'azione dell'uomo. Lungi dal rappresentare un esercizio accademico sono la diretta applicazione della tutela dell'Ambiente necessaria a questi ecosistemi. La necessità della tutela della biodiversità - e quindi anche delle specie rare ed in via di estinzione- si comprende meglio ed è accettata se si considerano gli aspetti economici e le ricadute scientifiche derivanti dallo studio delle varie specie.
Bari, 10 Luglio 2009

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale

Luciano Mineo
Il Consigliere Regionale del PD

Paolo Costantino

venerdì 10 luglio 2009

Col "Ddl sviluppo"torna il nucleare

Il "no" apulo-lucano
L'Italia torna al nucleare. Lo prevede il disegno di legge sullo sviluppo definitivamente approvato dal Senato

«Le centrali nucleari sono impianti a rischio rilevante. La Puglia vuole continuare a essere la terra delle rinnovabili, il parco delle energie rinnovabili più interessante d’Europa». Così il governatore pugliese, Nichi Vendola, commenta il via libera al ddl sviluppo che contiene le norme per il riavvio del nucleare e detta i tempi per individuare dei siti in cui ubicare gli impianti. Secondo Vendola «finora i discorsi energetici del governo sono stati un cumulo di banalità e un annuncio di scelte autoritarie. Io immagino – commenta – che la militarizzazione del territorio per fare una centrale sia una scelta suicida per chi ce l’ha in testa».«Le centrali nucleari – ha proseguito – sono impianti a rischio di incidente rilevante e il nucleare sicuro esiste solo nelle esternazioni salottiere del presidente del Consiglio. Il tema dello smaltimento delle scorie è drammatico. Allora, siamo seri. Ho proposto già al ministro Scajola il tema vero: l’ottimizzazione della rete di trasmissione. Il paese perde il 12% dell’energia che produce a causa dell’obsolescenza della rete». Sul nucleare «in campagna elettorale il presidente del Consiglio ha allargato il suo sguardo dalla Puglia ai Balcani. Non commento. Ma il premier ha rassicurato i pugliesi che non esisteva quella eventualità», ha aggiunto Vendola. «Chiunque voglia occuparsi di energia in Puglia – ha sottolineato – debba farlo offrendoci il ristoro di quello che noi facciamo per la nazione. Penso che della Puglia si possa parlare solo in termini di abbattimento della bolletta energetica per le imprese e per i cittadini, visto che diamo all’Italia l’88% dell’energia che produciamo. Che in Puglia si debba pensare a un’implemetazione delle risorse per il servizio sanitario, che oggi è il peggio pagato d’Italia, visto che a causa di Cerano e della centrale dell’Enel, sopportiamo un costo di patologie oncologiche e malattie della vie respiratorie che fa di quel territorio nel brindisino un dei più martoriati d’Europa. Quindi – ha concluso – avremmo diritto a una compensazione». Per Vasco Errani, che guida l’Emilia Romagna ed è anche presidente della conferenza delle Regioni. «Il governo – dice – ha imboccato una strada sbagliata, procede in modo unilaterale» e il nucleare rischia di essere «un pericoloso passo indietro». Posizione che si inserisce in un confronto al momento piuttosto duro tra esecutivo e conferenza delle Regioni, e il nucleare si avvia a diventare un ulteriore tema da mettere sul tavolo. Dura anche Mercedes Bresso, presidente del Piemonte: «La scelta è sbagliata dal punto di vista strategico, economico e della sicurezza», ha ribadito. Costi e rischi, ha aggiunto, ricadranno sulle generazioni future».

giovedì 9 luglio 2009

Auto rubate, 2 arresti

CASTELLANETA - Sono stati traditi dalle impronte digitali i due giovani arrestati per un giro di auto rubate. Ieri pomeriggio a Cassano delle Murge i carabinieri del Nucleo operativo di Castellaneta hanno notificato ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Martino Rosati, su richiesta del pm Daniela Putignano, al 27enne Marjan Ndrekai e al 31enne Paulin Puke Ndrekaj. I due cugini albanesi nella notte del 12 luglio dello scorso anno a Laterza si resero responsabili del furto di un’autovettura e di un grosso quantitativo di carburante, asportato da mezzi parcheggiati per strada. Quella notte fu intercettata da una pattuglia di militari dell’Arma l’autovettura Fiat Stilo rubata poco prima. Durante un inseguimento i ladri abbandonarono la macchina e fecero perdere le proprie tracce. All’interno della vettura sono state rinvenute diverse taniche piene di carburante. Grazie alle impronte digitali lasciate dai malfattori gli investigatori del Nucleo operativo di Castellaneta, diretti dal luogotenente Vittorio Quero, sono riusciti a incastrare i due cugini. Nel corso della perquisizione effettuata nella casa di Marjan Ndrekaj è stata rinvenuta e sequestrata documentazione contraffatta riguardante alcune autovetture. Nell’aprile scorso Paulin Ndrekaj era stato raggiunto da un provvedimento restrittivo per essersi reso responsabile di un furto di auto nel centro di Castellaneta. Ora i carabinieri del locale Nucleo operativo stanno proseguendo nelle indagini per far piena luce sul giro di auto rubate destinato al Paese delle Aquile.

http://www.tarantosera.com/

mercoledì 8 luglio 2009

Spunta il filone dell'eolico, nel mirino le concessioni

La Guardia di finanza sequestra documenti negli assessorati all´Ecologia e alle Attività produttive

Dopo la sanità, è arrivato il momento del vento. La Guardia di Finanza ha aperto un fascicolo d´indagine, considerato dagli investigatori molto delicato, sull´iter autorizzativo che ha portato al via libera a una quindicina di parchi eolici in tutta la regione. Le zona rosse sono la Capitanata e la Murgia: ad accumulare le situazioni ci sarebbe l´opportunità avuta da alcune aziende di accedere a una sorta di sanatoria, su alcune autorizzazioni, prevista a un certo punto dalla legge. Per questo motivo nelle scorse settimane i finanzieri sono stati sia nell´assessorato all´Ecologia sia in quello alle Attività produttive, che materialmente rilascia le autorizzazioni, ad acquisire una serie di carte.

«Non conosco l´indagine nello specifico - spiega l´ormai ex assessore all´Ambiente, Michele Losappio, da ieri con la delega alla Formazione professionale - È da tempo che i funzionari sono abituati ad aprire i faldoni e a consegnare tutte le carte agli investigatori, com´è nostra abitudine fare nel massimo della collaborazione con le forze della magistratura». Come spiega lo stesso Losappio, il problema sull´eolico arriva dal cortocircuito autorizzativo che spesso si crea tra Regione e Comuni. Cortocircuito nel quale provano a insinuarsi gli speculatori. E non solo. Non c´è soltanto la procura di Bari a indagare sull´eolico. A Lecce, per esempio, indagando sul clan Bruno, il procuratore aggiunto Cataldo Motta e il pm antimafia Leone De Castris si sono resi conto che la cosca aveva diversificato gli affari: recentemente infatti aveva acquistato alcuni terreni nella zona di Torre Santa Susanna.

Su una società napoletana che fa affari nella zona di Castellaneta indaga invece il sostituto Giorgio Lino Bruno.

A Foggia invece la Finanza vuole capire qualcosa di più sull´impianto di Deliceto mentre ad Ascoli Satriano il sindaco fu arrestato proprio per vicende che riguardavano il parco eolico. Nella Murgia era invece scattato qualche mese fa - ribadito anche da un´interrogazione parlamentare dell´onorevole Pierfelice Zazzera dell´Italia dei Valori - una sollevazione delle associazioni ambientaliste contro tre società coinvolte in un´indagine della procura di Palermo per mafia.

(g.d.m. e g.fosch. - Repubblica Bari - 08 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009

FIRMA L'APPELLO "NO ALLE LEGGI RAZZIALI"

Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio, Wu Ming: "No alle leggi razziali" - 28 mila adesioni
FIRMA L'APPELLO


Segnalazioni:
Global Ratzinger
Ecco il testo completo della nuova enciclica: un'analisi economica e sociale sul XXI secolo e un richiamo etico per rendere meno ingiusto il futuro

Si intitola Caritas in veritate la nuova enciclica di papa Ratzinger, presentata proprio alla vigilia del G8 e tutta incentrata sui grandi temi posti dalla globalizzazione dell'economia e dei suoi effetti sulla vita delle persone. "L'espresso" ne pubblica qui il testo integraleLEGGI TUTTA L'ENCICLICA
(07 luglio 2009)

CONTINUA IL DIBATTITO SUL PD

Sta diventando molto interessante la discussione che si sta svolgendo sul blog sul futuro del Pd di “Lo voglio bene al mio paese”.
Dibattito molto vivo, vero, acceso, sanguigno a dimostrazione di una voglia di cambiamento e di rinnovamento della politica.
C’è anche chi, in questo dibattito, si sta intrufolando non per migliorare la qualità della discussione, ma per tessere le lodi di un’amministrazione unidimensionale, quella dei poteri forti, la lobby che controlla e indirizza un nutrito numero di voti in cambio del silenzio e del lassair-faire e soprattutto per esacerbare ancora di più gli animi al fine di condizionare le scelte che il PD deve fare.
Cacciare i “meschin”, i “fraccasc”, come diceva qualcuno, non è la risoluzione del problema.
Il rinnovamento del Partito non deve essere solo un problema generazionale o di sostituire il Tizio con il Caio, ma è sopratutto un problema politico.
Negli ultimi anni il centrosinistra ha perso la capacità e la disponibilità di ascolto.
Si sono parlati tra di loro.
Si sono sempre trovati d’accordo su tutto, sugli scioperi, sulle manifestazioni, ma hanno solo e sempre parlato tra di loro e a loro.
Bisognava invece aprire un confronto vero con gli altri, con la società civile, con i giovani, i lavoratori, i pensionati.
Solo così è possibile capire perché al Nord i lavoratori votano Lega, anche se militanti del sindacato Fiom e al Sud il centrosinistra è stato bastonato dal partito dei lanzichenecchi.
Solo così si spiegherebbero i risultati delle ultime elezioni europee e amministrative.
A “Lo Voglio bene il mio paese” i pensionati, i lavoratori, i precari e i disoccupati rappresentano la maggioranza assoluta degli elettori.
La domanda che bisogna porsi allora è:
i pensionati sono davvero tutti indignati perché costretti a vivere con pensioni da fame, che per giunta si svalutano anno dopo anno?
ai precari, ai disoccupati va bene il loro “status”?
i lavoratori sono tutti scontenti dei provvedimenti governativi che li riguardano?
i cittadini di “Lo Voglio bene il mio paese” si fregano di pagare le tasse più alte della provincia?
Dare risposta a queste domande, altrimenti non si spiegherebbe come mai questo Governo, questa amministrazione, questa destra che ha vinto 25 a 1 (ce lo ricorda un colorato manifesto, omettendo però un’autorete che ha fatto perdere un SICURO assessore a GISELLA KRISTALLIN e dal quale ancora non si è ripreso), continua ad ottenere consensi.
Evidentemente qualcosa non funziona, oppure è il centrosinistra che non riesce più a comprendere la realtà che lo circonda, a dialogare con le persone, a capire le loro esigenze, a spiegare le proprie proposte.
Io non ho verità, una volta ce l’aveva l”Unità”, ora non più, ma sono certo che serve la riscoperta dei valori tradizionale della Politica.
Bisogna uscire da quella “posizione di autosufficienza e di settarismo” propria che diceva Togliatti nel 1946 alla vigilia della svolta di Salerno.
Spiegavo sopra dello scollamento, in questi ultimi anni, dalla realtà quotidiana, dai veri valori della politica del centrosinistra, tanto che il politico oggi appare manager intraprendente, inarrivabile, addirittura inaffidabile e non punto di riferimento, esempio da imitare, amico di fiducia cui rivolgersi in caso di bisogno.
La nuova leva di quadri deve venire fuori da un taglio netto con quel modo di fare politica.
Sicuramente bisogna spazzare dalla dirigenza del partito i gruppi che hanno fatto della politica il loro affare, i trasformisti, i politici da salotto, i fini parlatori di astrattismo, i mestieranti della politica per creare un gruppo dirigente compatto e omogeneo di giovani e meno giovani, di professionisti, di competenti e di onesti che lavorano insieme per costruire un nuovo modi di fare politica che pone al centro la persona, non il personalismo, il mercato, l’impresa, che è espressione del cittadino e la cui leadership sarà designata non dalle primarie ma dall’autorevolezza che ogni dirigente deve dimostrare nell’affrontare e risolvere i problemi.

… E SE PROVASSIMO A GUARDARCI DENTRO?

Abbondano ogni giorno tavole rotonde, seminari, comizi e iniziative d’ogni genere organizzati da partiti, associazioni di categoria ecc…
I protagonisti in campo ci raccontano cose che, per la verità, sappiamo già da un po’ dai giornali e dalle tv. La crisi economica, i cinesi, gli indiani, la situazione finanziaria americana che si riflette sull’Europa; e ancora, le grandi aziende del nord che si sono insediate per qualche anno al sud, giusto il tempo di rapinare il bottino dei finanziamenti pubblici e scappare nei paesi dell’est o dall’altra parte del mondo, determinando così un inevitabile e duro incremento della disoccupazione e del precariato. Insomma, tutto sembra precipitare irrimediabilmente nel baratro e noi, comuni mortali, siamo rassegnati all’idea di non poterci fare nulla!
Ma sarà proprio così? Siamo davvero certi che non possiamo fare niente? Che ci tocca continuare a subire passivamente un destino che altri hanno scritto per noi?
E se provassimo a guardarci dentro? Se cominciassimo a porgerci una semplice domanda: “Ma io, cosa posso fare?”
Con ciò non dico nulla di nuovo, prima è meglio di me, l’ha già affermato il grande e compianto presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, allorquando un suo concittadino gli chiese cosa avrebbe fatto per lui, e il presidente rispose: “Non pensare a cosa la tua nazione può fare per te, pensa a cosa tu puoi fare per la tua nazione”.
Ognuno di noi, nel suo piccolo, è un imprenditore, qualunque sia il suo ruolo nella società: padre, madre, nonno/a o figlio/a di famiglia, professionista, dipendente, precario/a o disoccupato/a. Ognuno di noi è titolare dell’impresa di se stesso e, come tale, unico attore del proprio destino, che non può ridursi a spettatore della propria esistenza.
Per similitudine, prendiamo in esame le nostre Piccole e Medie Imprese, in questo particolare momento storico di congiuntura economica, e vediamo che: alcune soffrono talmente tanto la crisi, che hanno dato inizio al ridimensionamento sia delle loro strutture sia dei loro dipendenti; altre continuano, invece, a crescere e a espandersi.
Come mai? Quali sono i motivi di questa grande differenza?
Bene. Dopo una lunga ricerca di studi condotti nella mia azienda, in giro per l’Italia e con il prezioso aiuto di grandi professionisti del settore (nazionali ed esteri), ho capito che la differenza sta tutta in questa semplice ma fondamentale domanda: “Ma io, cosa posso fare?”.
Allora ce la siamo posta sul serio, e in maniera profonda, questa benedetta domanda; e subito, davanti a noi, si è spalancato un inaspettato quanto sorprendente e chiaro orizzonte, che abbiamo ampiamente interpretato e tradotto in 6 punti primari:

1. Invece di usare i momenti sfavorevoli di mercato come una giustificazione, bisogna occuparsi delle cause interne. Quali sono le aree di inefficienza della tua azienda?
I cali di fatturato o del giro d’affari avvengono quando congiunture esterne sfavorevoli si vengono a incontrare con una scena interna all’azienda, che è già da un po’ di tempo in deperimento.

2. Imprenditori al comando di aziende vincenti escono dalla propria zona di confort, abbracciando progetti che fanno paura o creano eccitazione .
Quando rimani nella zona di confort, vivi al centro di numerosi compromessi: tamponi le situazioni e la tua azienda, di conseguenza, non fa passi in avanti.
Quali sono le cose della tua azienda che non stai affrontando?
Quali sono i progetti che continui a rimandare?
Esci dalla zona di confort. Quando l’hai fatto, in passato, hai sempre ottenuto buoni risultati.

3. Le aziende che crescono, anche in tempi di crisi, fanno davvero il Marketing, che non è fatto solo di fiere, brochure e manifesti.
Qual è la vision per la tua impresa?
Dove sono “i soldi veri” nel tuo settore?
Quali sono le reali necessità della tua clientela e come la tua impresa si sta organizzando per soddisfarle?
Le aziende vincenti fanno ricerca e formazione. Quando smettono di farlo, sono pronte per il fallimento.

4. Le aziende di successo misurano gli utili su base mensile.
Ricordiamoci: non si può ottenere ciò che non si misura.

5. Gli imprenditori delle aziende che crescono, dedicano buona parte del loro tempo alle attività che faranno una grande differenza per il successo della loro azienda, domani.

6. Chi guida tali aziende ha ben chiaro che il primo punto, di qualsiasi progetto d’impresa, consiste nell’intraprendere un programma per migliorare se stessi.
Per le performance individuali non è tanto importante quanto bravo già sei; quello che è veramente conta è quanto più aspiri a diventarlo.

Tom Peters, un signore che di economia ne sa veramente tanto, in un seminario a Bologna gli fu chiesto: “Quanto tempo occorre per avere successo nel lavoro e nella vita?”. “UN MINUTO!” Rispose deciso il signor Peters; e subito dopo aggiunse: “Un minuto è il tempo che ci vuole per decidere”. Nello stesso tempo, però, avvertiva che quasi nessuno lo avrebbe mai applicato, poiché era troppo semplice.
Voi che pensate di fare? Vi regalerete quel minuto?

Giovanni Matera

venerdì 3 luglio 2009

Ora l'Italia è più cattiva

Variando Pietro Nenni ("Da oggi siamo tutti più liberi") il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.
Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.

Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.

La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c'è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita - l'essere straniero - invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica. Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno. Quando gli stranieri temano, come avviene già, mi racconta una benemerita visitatrice di carceri, Rita Bernardini, di andare al colloquio con un famigliare detenuto, per paura di essere denunciato? Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere. È anche una legge razzista?

Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l'unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be', dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.

Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.

Tutto questo è successo. Ogni dettaglio di questo furore repressivo è stato sconfessato e accantonato nei mesi scorsi, spesso per impulso di gruppi e personalità della stessa maggioranza, e gli articoli di legge sono stati ripetutamente battuti nello stesso attuale Parlamento introvabile. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia - una sequela frenetica di voti di fiducia - e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l'aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato. (Perché non è vero che il berlusconismo si sia andato fascistizzando: è vero che il fascismo si è andato berlusconizzando). La morale politica è chiara. Il governo Berlusconi era già messo sotto dalla Lega ("doganato": si può dire così? Doganato dalla Lega). Ora un presidente del Consiglio provato da notti bianche e cene domestiche è un mero ratificatore del programma leghista. Ma la Chiesa cattolica, si obietterà, ha ripetuto ancora ieri il suo ripudio scandalizzato del reato di clandestinità e la sua diffidenza per le ronde e in genere lo spirito brutale che anima una tal idea della sicurezza. Appunto. Berlusconi è politicamente ricattabile, ma non da tutti allo stesso modo. Dalla Lega sì, dalle commissioni pontificie no, perlomeno non da quelle che si ricordano che il cristiano è uno straniero.

Un ultimo dettaglio: le carceri. Mai nella storia del nostro Stato si era sfiorato il numero attuale di detenuti: 64 mila. Dormono per terra, da svegli stanno ammucchiati. La legge riempirà a dismisura i loro cubicoli. Gli esperti hanno levato invano la loro voce: "Le carceri scoppiano, c'è da temere il ritorno della violenza, un'estate di rivolte". Può darsi. Ma non dovrebbe essere lo spauracchio delle rivolte, che non vengono, perché nemmeno di rivolte l'umanità schiacciata delle galere è oggi capace, a far allarmare e vergognare: bensì la domanda su quel loro giacere gli uni sugli altri, stranieri gli uni agli altri. La domanda se questi siano uomini.

Adriano Sofri
(Repubblica - 3 luglio 2009)

giovedì 2 luglio 2009

Giovani e Belli

Un viaggio lungo un anno attraverso l'Italia, durante il definitivo trionfo di Silvio Berlusconi.
Da Verona a Milano, da Roma a Catania, Concetto Vecchio percorre il Paese sfiduciato delle nuove leve che non diventeranno mai classe dirigente.
I praticanti avvocati sfruttati negli studi legali, le donne single per sempre, i "maniaci" delle chat, la grande bolla della comunicazione, il Sud dei concorsi pubblici "monstre", il talento fatto a pezzi, le fughe all'estero.
Solo in Italia a trent'anni si torna a vivere con i genitori.
Perché i giovani non riescono a compiere il ricambio generazionale indispensabile per uscire dalla crisi? Da dove nasce questa incapacità? Vecchio mette piede a Montecitorio e scopre gli altri trentenni, quelli che ce la fanno: le nuove stelle del berlusconismo come Elvira Savino, deputata del Pdl, trentuno anni, che in poche settimane passa da illustre sconosciuta a miss Montecitorio, complice il Presidente del consiglio che le farà da testimone di nozze. Un reportage amaro, vivido, pieno di voci e storie, che fotografa il Paese reale. Volete sapere perché è stato scelto Gianni Chiodi come candidato leader alla Regione Abruzzo? Risposta del premier: "Perché è giovane e bello".

La Provincia: «Pronti alla mobilitazione»

TARANTO - Pronti alla mobilitazione generale. L’annuncio è del presidente della Provincia Gianni Florido a proposito della decisione di Trenitalia di tagliare alcuni collegamenti tra il capoluogo ionico e la capitale. A partire da oggi è prevista la soppressione degli Eurostar Taranto -Roma (in partenza alle ore 6.16) e Roma -Taranto (in arrivo alle 21,53), nonché degli intercity plus Taranto -Roma (in partenza alle ore 14) e il corrispondente Roma-Taranto (in arrivo alle ore 12.52). Ieri, alla vigilia dei tagli e dei disagi, Florido ha annunciato un incontro per l’8 luglio, a palazzo del Governo. Mentre l’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, ha scritto una lettera all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, sulla soppressione di treni. «Taranto e la Terra Ionica ancora una volta penalizzati da scelte sbagliate. La decisione di sopprimere alcuni treni è inaccettabile». Così il presidente Florido che preannuncia iniziative di lotta. «Bene hanno fatto quanti sono già intervenuti per difendere i diritti dei viaggiatori e le ambizioni di una provincia che non può certo permettersi di essere tagliata fuori dagli assi di collegamento più importanti del Paese. Mercoledì incontrerò i sindacati e i rappresentanti istituzionali del territorio per definire congiuntamente le iniziative da assumere per tutelare i nostri interessi. Penso in particolare ad una mobilitazione generale per costringere Trenitalia a fare un passo indietro. La nostra provincia merita rispetto». Loizzo, dal canto suo, nella lettera a Moretti scrive: «Vanno chiarite le ragioni che hanno indotto Trenitalia a sopprimere l’Eurostar delle ore 6,16 e l’Intercity Plus che collegano Taranto a Roma, decisione alquanto improvvida che sta suscitando le comprensibili proteste delle istituzioni e dei cittadini di quel territorio. Le stesse obiezioni, noi le avanzeremo al Ministro dei trasporti». Loizzo chiede «un intervento urgente, coerente e determinato, per risparmiare ulteriori ingiustificabili penalizzazioni». Nei giorni scorsi ad intervenire sulla questione, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio regionale Luciano Mineo con una interrogazione al presidente Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che, nel chiedere la sospensione dei provvedimenti, ha evidenziato: «Questa ennesima soppressione, imposta da Trenitalia - ha aggiunto il sindaco - rischia di lasciare isolata l’intera area ionica alla vigilia della stagione estiva, e proprio ora che si stava registrando un leggero, ma significativo aumento, circa il 2%, delle presenze turistiche».
http://www.tarantosera.com/

martedì 30 giugno 2009

Trasparenza e legalità siano i veri fattori di cambiamento


Domenico Savino mi segnala questa intervista a tutto campo, pubblicata dalla Gazzetta, all'assessore regionale
Guglielmo Minervini (qui il suo sito), da sempre impegnato nel sociale, che ho conosciuto ed apprezzato personalmente nel periodo di servizio civile e di cui è già stato riportato su questo blog un altro interessante articolo qualche giorno fa.


Mena fendenti l’assessore regionale alla Trasparenza, il cattolico Guglielmo Minervini. Le quattro inchieste in corso sulla sanità, il collegato sex-gate e il decadimento morale che emerge lo indignano. Invoca «intransigenza e radicalismo etico», contesta il tentativo «vischioso della giunta regionale di aver cercato una mediazione col potere sanitario», respinge la lettura di chi distingue il ruolo politico e i comportamenti privati («un uomo pubblico esercita una funzione pedagogica»), attacca il silenzio della Chiesa («un tacere che offende»).

Assessore, la giunta regionale è sfiorata dalle inchieste in corso. Qual è la sua riflessione?
«Il governo regionale è nato con una missione di cambiamento. La sfida che i pugliesi le hanno chiesto di accettare era di modificare la meccanica del potere: liberare il potere e restituirlo ad un territorio fertile e dinamico. In questo senso, trasparenza e legalità non dovevano essere solo pilastri dell’etica pubblica, ma fattori di cambiamento».

Cosa ne è stato di quel proposito?
«Abbiamo fatto molte cose e buone, anche in sanità. E tuttavia, aggiungo, le inchieste della magistratura interrogano con forza la politica. La domanda che risuona è se siamo riusciti a toccare gli ingranaggi del potere sanitario, sistema corposo di interessi e lobby, oppure quest’ultimo ha finito per risucchiare pezzi della politica».

La risposta qual è?
«Va costruita, tutti assieme, in un dibattito pubblico che faccia crescere la regione. Però una lezione la apprendiamo. La spinta riformatrice o ha la matrice dell’intransigenza morale e del radicalismo etico, oppure è destinata a sprofondare. A precipitare nelle sabbie mobili di una società, come quella pugliese, in cui il successo facile e l’assenza del senso delle regole sono il valore che misura tutto».

Sta dicendo che è fallita la missione del governo Vendola?
«La scelta iniziale di mediare con il sistema vischioso del potere sanitario sta mostrando la corda. Proprio quel che accade ci dimostra che occorreva adoperare il massimo del radicalismo, dell’intransigenza e di spinta riformatrice. Cioè quello che siamo stati capaci di fare in altri ambiti».

Avete sbagliato le nomine nelle Asl?
«Le nomine sono conseguenza dell’impostazione politica. La consapevolezza che il sistema possa essere riformato solo con un approccio radicale ed intransigente sta prendendo piede solo in questi mesi. Solo ora abbiamo la percezione di un governo più concentrato sui processi di cambiamento e meno sulla gestione».

Detta così, sembra una valutazione sull’ex assessore alla sanità Alberto Tedesco.
«E’ nelle cose. Ma di quella impostazione politica tutti siamo corresponsabili».

Risposta laconica. Torniamo all’oggi: i manager indagati vanno sostituiti?
«Vendola non può che proseguire la linea del rigore. E’ l’unica scelta che abbiamo per salvare l’enorme patrimonio politico di questo governo. Vale per la giunta, per il centrosinistra e anche per il mio Partito democratico».

A proposito di Pd. Michele Emiliano, sul sex gate, cita il Vangelo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, di una persona non si valuti il profilo privato ma il ruolo pubblico. Che ne dice?
«Non si tratta di esprimere un giudizio morale sui singoli comportamenti. Qui si discute di fatti che attengono alla sfera morale pubblica, di una condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche. In questo ambito, quello che viene chiesto è che ciascuno di noi sia ciò che dice di essere. Sarà una richiesta dura e impietosa, ma il recupero della credibilità della politica passa da queste scelte».

La condotta morale deve entrare nel giudizio politico?
«Ciascuno di noi deve essere consapevole che, nel ruolo politico, esercita anche una funzione pedagogica; comunica con i gesti, prima ancora che con le parole. Chiediamoci allora quale idea della politica stiamo comunicando all'opinione pubblica».

Si discute, tuttavia, della sfera privata, nascosta agli occhi del pubblico.
«La sfera privata attiene alla coscienza morale, non v'è dubbio. Ma quando essa interseca quello che ciascuno di noi riveste nella sua funzione pubblica, allora smette di essere privata. Ciascuno allora ha il dovere di dare conto dei propri comportamenti».

La Chiesa di Puglia finora è apparsa silente sul tema. Come se lo spiega?
«La Chiesa è un insostituibile presidio della coscienza morale. E la coscienza morale non vive solo nella sfera privata, ma si alimenta della dimensione sociale e pubblica. Pertanto il silenzio della Chiesa, almeno nel suo volto gerarchico, sullo scivolamento morale di questo Paese, non inquieta soltanto. Ma offende il servizio alla verità».

Francesco Strippoli

Di cosa ha bisogno Laterza?

A tutti i lettori del blog rivolgiamo l'invito di scriverci a pdlaterza@gmail.com o commentare sul su questo post su "Cosa ha bisogno Laterza" e di "Cosa i Laertini hanno bisogno per vivere meglio".

  • Un progetto di edilizia popolare che abbassi i prezzi delle case?
  • Piu' prospettive occupazionali?
  • Maggiore cura delle periferie urbane?
  • Meno tasse?
  • Creazione di spazi per le nuove generazione, tipo Wi-Fi nelle Cittadella della Cultura?
  • Maggiore manutenzione degli edifici scolastici?


Ai lettori piu' interessati chiediamo anche cosa si aspettano dal Centro-Sinistra?
Cosa chiedere al centrosinistra?
Cosa il centrosinistra può fare?