
martedì 16 giugno 2009
NON TURIAMOCI IL NASO IL 21 E 22 GIUGNO

martedì 22 aprile 2008
Tre sfide per la nuova maggioranza
L’Mpa chiede, invece, di «trattenere» le accise sulla benzina raffinata (non venduta) in Sicilia. Equivale a un trasferimento aggiuntivo di quasi un miliardo alla sola Sicilia. Difficile conciliare queste richieste. Lo stesso programma del Pdl prevede di far adottare dal Parlamento una proposta di legge della Lombardia che trattiene alle Regioni l’80 per cento del gettito Iva, il 15 per cento del gettito Irpef e, nella loro interezza, l’accisa sulla benzina e l’imposta sui tabacchi e sui giochi.
Paradossalmente un esecutivo che ha promesso di affrontare il nodo del federalismo fiscale inaugurerà le proprie attività con l’abolizione totale dell’Ici, l’unica vera tassa locale oggi esistente. Auguriamoci che non si continui con il federalismo all’italiana, decentramento di capacità di spesa e accentramento di prelievo, quello che ci porta oggi a destinare un quarto del bilancio dello Stato ai trasferimenti a Regioni ed enti locali.
La seconda sfida riguarda la legge elettorale. Fra un anno ci sarà il referendum. I sostenitori, sin qui nascosti, del Porcellum escono finalmente allo scoperto. La legge sta funzionando molto bene per la Lega (lo sbarramento regionale all’8 per cento sembra fatto apposta per lei) e già fin dalle prime dichiarazioni del dopo voto, rappresentanti del Carroccio hanno chiesto di «rivalutare l’eredità di Calderoli» (manco fosse don Sturzo). Lo stesso Berlusconi, forse sotto la pressione della Lega, si è detto pronto ad andare al referendum difendendo questa legge elettorale.
Eppure il significato del referendum non si è perso col voto. È una legge che non permette la selezione e il rinnovamento della classe politica: dal voto emergerà un Parlamento con un quinto di donne e solo 42 deputati con meno di 35 anni. I nuovi entranti non hanno un titolo di studio più elevato di chi era già in Parlamento. Sono 6 i condannati in via definitiva che entrano alla Camera. Vedremo, a fine legislatura, se si è davvero ridotto il numero dei gruppi parlamentari. Prima del Porcellum erano otto ed è questa, dunque, la soglia con cui confrontarsi.
Il voto ci dice anche che gli italiani vogliono partecipare. La partecipazione al voto è tornata ai livelli del 2001: non c’è stata nessuna fuga dalla politica. Ma gli italiani vogliono anche tornare a esprimere preferenze, non intendono più firmare assegni in bianco ai segretari dei partiti. I sondaggi condotti dopo il voto dicono che due terzi degli italiani vogliono cambiare la legge elettorale.
Il nuovo governo non può permettersi di buttare al vento i risultati ottenuti dall’esecutivo di Prodi nel recupero di evasione fiscale.
È la terza sfida decisiva che attende questo governo. Non sarà facile dare agli italiani un segnale diverso dal lassismo fiscale con Giulio Tremonti al dicastero dell’Economia (bene che abbia escluso nuovi condoni in risposta a un nostro invito!) e sfatare la tradizione che vede le entrate calare, anche a parità di aliquote, durante i governi Berlusconi.
I temi economici sono, dunque, destinati a essere decisivi nel cammino del nuovo esecutivo. Speriamo che anche la nuova opposizione li segua da vicino dopo averli colpevolmente trascurati in campagna elettorale. Incomprensibile il suo silenzio sul federalismo (su cui aveva compito facile nell’illustrare come il programma elettorale del «principale esponente dello schieramento avverso» tagliasse pesantemente i trasferimenti alle Regioni più povere) e sull’immigrazione.
Paradossale che il centrodestra sia riuscito a dare un segnale di svolta nelle politiche sugli immigrati quando i flussi vengono ancora gestiti con la legge Bossi-Fini. Certo la passata legislatura ci ha messo di suo con l’indulto, che ha incoraggiato l’immigrazione dei criminali.
mercoledì 26 marzo 2008
La Lega determinante?
Secondo alcuni osservatori ci sono quattro regioni in bilico nelle quali si giocherà la partita elettorale. Sono Lazio, Liguria, Abruzzo e Calabria. In Campania, invece, i sondaggi non lasciano molte speranze e la vittoria del Popolo della Libertà sembra sicura. Così come nel resto del Nord (Piemonte compreso), in Sicilia, Puglia e Sardegna. Mentre il Pd dovrebbe conquistare il premio di maggioranza nelle storiche zone rosse (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) e anche in Basilicata. Tutto dipende quindi dalle regioni considerate ancora incerte. Nel caso in cui Veltroni dovesse vincere in tutte quattro, il risultato sarebbe un clamoroso pareggio a Palazzo Madama. Si potrebbe addirittura arrivare a 157 senatori per entrambi i poli. Ingovernabilità sicura. L’ipotesi intermedia prevede la sconfitta del Partito Democratico in due delle regioni in bilico, con la conseguenza di un margine a favore di Berlusconi di 3-4 seggi. Comunque non sufficiente per governare, considerando anche la posizione della maggioranza dei senatori a vita.
Al contrario, nel caso in cui l’ex sindaco di Roma dovesse perdere tanto nel Lazio quanto in Liguria, Abruzzo e Calabria il vantaggio a favore del Centrodestra si attesterebbe tra 6 e 8 senatori. Margine certamente risicato ma comunque in grado di far sopravvivere l’esecutivo. Nel quale, però, non solo la Lega Nord ma addirittura l’Mpa di Lombardo (che in Sicilia prenderà probabilmente due o tre seggi) sarebbe determinante.
giovedì 13 marzo 2008
1 voto e 21 modi di calcolarlo
Dopo la presentazione delle liste il quadro di riferimento è un po’ più chiaro. La legge 270/2005 è comunque un rebus indecifrabile per i cittadini comuni (che già non possono votare il loro parlamentari) in difficoltà a capire come il loro voto conta o meno. In sintesi il porcellum è un sistema proporzionale, che ha abolito i collegi territoriali, con i seggi attribuiti in due differenti modi tra Camera e Senato.Franco Catapano
giovedì 7 febbraio 2008
Pd, perché da soli di Stefano Ceccanti
Sin dallo scorso ottobre il Partito democratico ha affermato, parlando di «vocazione maggioritaria», una logica fortemente contraddittoria rispetto a quella del Porcellum, che incentiva invece l’aggregazione di tutte le sigle possibili, trattando il programma di governo come una variabile dipendente. Il termine «vocazione maggioritaria» si riallaccia alla strategia del Labour Party che decise di cercare in proprio di convincere gli elettori, con una grande svolta politico-culturale, senza perseguire la scorciatoia di accordi di desistenza a scacchiera coi Liberali in funzione anti-conservatrice. Non si deve sommare ciò che non è omogeneo perché si può vincere, ma poi non si governa e quindi la vittoria è fatalmente effimera, condannata ad essere smentita al turno seguente, quando i propri elettori si saranno spazientiti e gli altri mobilitati.La "porcata"
se noi del PD siamo veramente convinti che la legge elettorale sia una "porcata", come mai non cerchiamo il modo di sollevare davanti ad un qualunque giudice la questione di illegittimità costituzionale, così come ha evidenziato Bassanini negli ultimi giorni?!? Una volta tanto potremmo supportare un progetto comune, magari seguendo l'iniziativa di qualche politico che si mostri coerente con quanto più volte affermato precedentemente. Il risultato sarebbe sicuramente restituire un minimo di credibilità alla politica.
