
LATERZA - «Ma il vespasiano no»: al consiglio del Primo circolo didattico, aperto anche alla stampa, con all'ordine del giorno la ristrutturazione del cortile dell'edificio scolastico "Diaz", si è alzata unanime, l'altra sera, la protesta degli insegnanti e dei genitori presenti. L'antefatto, ricostruito per l'occasione dal dirigente scolastico Francesco Lopane, è "lungo" due anni: parte dal progetto originario, ritenuto «massiccio e invasivo, portatore di forti criticità», proposto dall'Amministrazione comunale e modificato in corso d'opera sulla scorta di incontri e valutazioni intercorsi successivamente fra il Comune e la scuola, e culmina, appunto, nella "querelle" del mini bagno pubblico la cui realizzazione, prima prevista e poi esclusa, sarebbe adesso ritornata probabile. Di più: l'intervento sarebbe stato confermato al presidente dell'organo collegiale della scuola, Francesco Giannico, con il suo vice Donato Conte investito dal consiglio di «mandato esplorativo» per gli approfondimenti del caso, e ancor più perentoriamente l'avrebbe ribadito l'assessore alla Pubblica istruzione Antonio Laterza allo stesso dirigente scolastico. L'assenza all'incontro di rappresentanti dell'Amministrazione comunale, pure invitata, non ha reso possibile il chiarimento in "diretta". E allora: «Luogo assolutamente incompatibile e pericoloso, situazione incontrollabile e rischiosa, in una scuola che accoglie bambini dai due anni e mezzo ai dieci anni» ha spiegato da parte sua, in consiglio, il prof. Lopane. Che ha poi stigmatizzato anche l'atto che l'ente locale avrebbe "consumato" a fine estate, a scuola chiusa, con il cancello "aperto" nella recinzione in muratura dell'edificio, a nord del prospetto che s'affaccia su via Roma: «Non siamo stati neanche avvisati» ha sottolineato Lopane. L'apertura di cui si parla consentirà di accedere anche dall'esterno allo spazio-giochi già allestito, come da progetto, nell'ala nord del cortile del Diaz . Dove dovrebbe trovar posto, con accesso anche dallo spiazzo antistante l'edificio (frequentato soprattutto da anziani e pensionati la mattina, letteralmente invaso dai più giovani la sera) il contestato "vespasiano". Da qui, dopo approfondito e partecipato dibattito, la decisione, approvata all'unanimità dall'assemblea, di elaborare un documento da sottoporre all'attenzione dell'amministrazione comunale. Documento con finalità doppia: rinnovare il parere fortemente contrario alla realizzazione del bagno pubblico, e subordinare a regolare convenzione (per esempio con la Ludoteca comunale), l'utilizzazione dello spazio-giochi anche durante la chiusura estiva.
Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
22 novembre 2008
