Un sintomo del grado di sviluppo della democrazia e in generale della qualità della vita pubblica si può desumere dallo stato di salute delle parole, da come sono utilizzate, da quello che riescono a significare. Dal senso che riescono a generare. giovedì 30 luglio 2009
Lo stato di salute della democrazia e l'incapacità di provare vergogna
Un sintomo del grado di sviluppo della democrazia e in generale della qualità della vita pubblica si può desumere dallo stato di salute delle parole, da come sono utilizzate, da quello che riescono a significare. Dal senso che riescono a generare. domenica 19 luglio 2009
La Malpolitica

Perché la politica si ammala così spesso? Destra e sinistra quanto sono responsabili dell'attuale degenerazione della politica? Cosa distingue l'attuale momento sociale e politico da una normale crisi democratica? E' vero che ci attendono nuove forme di dittatura? Quale rimedio porre, specie a livello culturale ed educativo? Grandi domande che trovano, in questo saggio, piccole risposte per aiutare la riflessione nei percorsi di cittadinanza attiva e responsabile. Piccole risposte per meglio resistere, resistere, resistere alla malpolitica. Da soli e in gruppo.
Rocco D'AMBROSIO - Rosa PINTO, La malpolitica, Di Girolamo, Trapani 2009, 61 pp., € 5,90
Sommario
1. Il sentire comune; 2. Alcuni cambiamenti socio-culturali e politici in Italia; 3. Le leadership strategiche; 4. La passione idolatra; 5. Lo stile ambiguo; 6. Il pensiero saturo; 7. La teledipendenza; 8. La malpolitica è solo di destra?; 9. Alcune proposte educative; 10. bibliografia di riferimento
Gli autori
Rocco D'AMBROSIO (http://www.rocda.it/) insegna Filosofia Politica presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma e la Facoltà Teologica Pugliese di Bari. E' docente di Etica Politica presso la Scuola Superiore dell'Amministrazione del Ministero dell'Interno di Roma. Ha pubblicato diversi saggi sui temi politici, tra cui l'ultimo Il potere e chi lo detiene, EDB, Bologna 2008. Si occupa di formazione all'impegno sociale e politico, collaborando con diverse istituzioni, a livello locale e nazionale. Dirige il periodico di cultura e politica "Cercasi un fine" e il suo relativo sito web (http://www.cercasiunfine.it/), promossi da alcune scuole pugliesi di formazione all'impegno sociale e politico.
Rosa PINTO, psichiatra, gruppoanalista, analista istituzionale, psicoterapeuta, collabora con la cattedra di Antropologia della Facoltà di Scienze Statistiche e con la Scuola di Specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari. E' docente di Psicologia Clinica presso la Cattedra di Ostetricia della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha pubblicato diversi lavori scientifici su temi gruppoanalitici, psichiatrici e sui fenomeni mafiosi della fascia adolescenziale su riviste nazionali ed internazionali, ha pubblicato un libro sulla prevenzione, si occupa di qualità e di psichiatria di consultazione e di riabilitazione psichiatrica presso l'Azienda Ospedaliera "Di Venere" di Bari.
giovedì 18 giugno 2009
“Chi è Patrizia Daddario?

sabato 6 giugno 2009
I prepotenti vanno combattuti e non votati!

giovedì 4 giugno 2009
Comunicato Stampa del Pd Laterza

lunedì 1 giugno 2009
I distratti e spaesati "du pais"

giovedì 21 maggio 2009
Laterza e le sue ombre: crimini, criminali e cittadini

martedì 4 novembre 2008
CHI E' IL PARTITO DEL CEMENTO A LATERZA?
Una nuova colata di cemento si abbatte sull'Italia. Politici locali e nazionali, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti. Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell'ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi. Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l'imbroglio, la trama del sottogoverno e l'interesse personale. Ma non tutto è perduto, c'è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso.http://www.chiarelettere.it/
Partendo da queste osservazioni e' facile chiedersi :
A chi servono le opere fatte a Laterza?
Piazzette rifatte, parcheggi comunali , il Palazzo Marchesale e Piazzette per Bambini,
Quanto costano?
Cosa si sarebbe potuto fare invece?
Magari migliorare le periferie?
Forse sarebbe utile sistemare la scuola "Dante Alighieri" che sta cadendo a pezzi e la tecno-struttura, mai funzionante?
sabato 4 ottobre 2008
UN SINDACO IMPUDENTE "COMANDA" A LATERZA
Menzogne, insulti, querele, intimidazioni verso giornalisti, dirigenti scolastici, ex-sindaci, consiglieri comunali e liberi cittadini rei di avere opinioni diverse dal “ducetto” Laertino.
L’ultimo episodio di prepotenza è toccato al dott. Franco Bruno che è stato offeso e minacciato dal Sindaco.
Questi atteggiamenti sono viepiù gravi considerato il fatto che a Laterza viviamo una fase di grave difficoltà per il peggioramento della qualità della vita dovuto al persistere della puzza, per l’abbandono e il degrado di interi quartieri e periferie del nostro comune, per la crisi occupazionale ed economica che investe le aziende Natuzzi, Curvet e Miroglio. Problemi complessi che rischiano di far implodere la nostra comunità e che preoccupano migliaia di famiglie laertine. Tuttavia il Sindaco, invece di occuparsi di questa grave situazione, sembra più interessato a sbarazzarsi dei propri avversari politici.
Il Partito Democratico di Laterza si sta impegnando, invece, affinché la democrazia e la trasparenza amministrativa ritornino ad abitare nel nostro comune.
Ecco perché facciamo appello a tutti i cittadini, ai sindacati, agli imprenditori e a tutte le associazioni per ricreare condizioni di agibilità democratica per ristabilire un clima di rispetto e di convivenza civile.
Il silenzio, l’apatia e il disinteresse non aiutano Laterza e anzi alimentano il potere di rappresentanti politici capaci di tutto pur di “comandare”.
Queste sono le preoccupazioni che ci portano a scendere in piazza Domenica 5 Ottobre, per denunciare la "Puzza Politica" che soffoca la democrazia e ignora i diritti dei cittadini.
venerdì 3 ottobre 2008
"U fuess"
Storie di ordinaria dis-amministrazione del Comune di Laterza, tanto incredibili quanto vere. “U fuess” è approdato in Consiglio Comunale, l’altra sera il 29 settembre, all’interno di uno dei 3 debiti fuori bilancio previsti dall’ordine del giorno.
Il caso si riferisce ad una signora che il 13/1/2001 mentre percorreva via Mazzini incrocio con via Libertini finiva dentro “u fuess”.
A quel punto la signora richiede al Comune di Laterza i danni causati da “u fuess”. Non ricevendo soddisfazione la signora decide di fare causa e al Comune di Laterza in data 24/02/2005 viene notificato un atto di citazione per richiesta danni di circa 20.000 euro più le spese legali.
La Giunta Comunale di Laterza in data 19/04/2005 decide di costituirsi in giudizio e nomina l’Avv. Cristella Maria Teresa come difensore.
Il tribunale di Taranto – sezione distaccata di Ginosa – in data 7 giugno 2008 emette sentenza e condanna il Comune di Laterza a pagare 51.156 euro (di cui 41.109,74 di sorta capitale, 7.074 euro di rivalutazione, 2.487 spese e competenze legali, 485 euro spese e competenze Ctu e spese legali).
“U fuess” era talmente profondo che abbiamo pagato più del doppio della richiesta di risarcimento. La domanda sorge spontanea quanti altri “fuess” si aggirano nelle carte del Comune? All’epoca il Comune non era assicurato per danni a terzi, però anche dopo che ci siamo assicurati ci risulta che la Giunta Comunale si sia costituita contro i cittadini che avevano denunciato “u fuess”.
In sintesi paghiamo l’assicurazione, paghiamo gli avvocati difensori e paghiamo anche i cittadini che si fanno male dentro “u fuess”.
Taranto è penultima
TARANTO - Dicono che Tremonti ce l’abbia messa tutta per fermare i soldi prima che varcassero lo Stretto. Ma non ce l’ha fatta. Il Cavaliere l’ha spuntata. A modo suo il ponte l’ha già costruito. Quello grazie al quale 140 milioni di euro sono scivolati direttamente da Roma a Catania. Meglio di qualsiasi esperimento di Alta Velocità. Una autostrada finanziaria per far arrivare in Sicilia questa bombola d’ossigeno che potrebbe riani-mare un Comune sull’orlo del dissesto. Sembra che il crac catanese sfondi i 700 milioni di euro. A Taranto eravamo intorno ai mille. Ma qui i soldi (circa 130 milioni griffati Prodi) sono arrivati solo post mortem, a funerale già celebrato. Lì invece si cerca di uscire dal coma profondo. Situazioni analoghe quelle tra Catania e Taranto: scandali, scandaletti, spendaccionerie, conti lasciati scoperti, finanza creativa o forse meglio dire allegra.Enzo Ferrari – Taranto Sera – 3 ottobre 2008
mercoledì 24 settembre 2008
Si frantuma un certo modello di sviluppo
Di seguito riportiamo un articolo, lettera aperta al direttore del corriere del giorno, che riassume quello che è accaduto con la Miroglio, Natuzzi, Gruppo Putignano, Curvet ......, l'articolo è sentito e vero perché vissuto sulla pelle del nostro concittadino, per cui vi invitiamo a leggerlo e commentarlo.Beh, osservando l’attualità italiana, e locale, non si può non prendere in considerazione il pensiero sturziano. Si tratta del “fallimento” di attività economiche pubbliche e private e dei rocamboleschi tentativi messi in atto, dalla politica-spettacolo, dal sindacato-casta, dall’imprenditoria-parassita. Si vede davvero di tutto: aziende che hanno maturato perdite o che, al contrario, continuano a registrare profitti strepitosi, che di fronte al proprio fallimento o cessazione di attività scappano cercando di speculare ulteriormente; pubblici amministratori, di destra e di sinistra insieme, che da queste vicissitudini cercano di ottenere riconferme consolidando o acquisendo nuove clientele; sindacati che senza nessuna mea culpa, organizzano psudo-mobilitazioni dopo essersi già impegnati con accordi sottobanco e al ribasso; classe operaia che bene o male cerca di garantirsi un posto di lavoro ma anche privilegi e benefici. Alitalia, Miroglio solo per citarne alcune di queste storie.
Migliaia di posti di lavoro a rischio ma anche molto rumore per nulla.
Sì. Perché l’impressione è che al di là di quello che si vede, tutto è già risolto, la strada è già tracciata. Qualcuno in effetti perderà il posto di lavoro e si ritroverà fra qualche mese con un pugno di mosche in mano; magari con un misero incentivo all’esodo sarà costretto a dimettersi e comunque, perché capace e in gamba, troverò un’altra dignitosa e onorevole occupazione. La maggiorparte dei soggetti interessati troveranno “la polpa”, la sostanza.
Le aziende che chiudono, dopo aver sperperato migliaia di denari pubblici ne riceveranno degli altri per la vendita di capannoni e infrastrutture, oltre a beneficiare per l’ennesima volta di ammortizzatori sociali sempre finanziati da “pantalone” cioè tutti noi; gli imprenditori “salvatori della patria” arriveranno e beccheranno altri finanziamenti pubblici “intraprendendo” senza debiti, senza oneri, senza “masse passive”.
In quanto alla classe politica nera, rossa e bianca e al sindacato, senza farsi troppi problemi, in maniera trasversale, si spartiranno la grande torta del consenso e soprattutto del potere. Poi c’è un sottobosco di piccoli e grandi speculatori, i cosiddetti “tecnici”, o i superconsulenti, quelli che non sanno mai niente ma che in fondo sono i primi corrotti e corruttori; continueranno a fare la bella vita, incassando grandi parcelle e forse qualcosa di più. Sono i “già” o i “prossimi pensionati” che invece di lasciare spazio alle nuove generazioni continueranno imperterriti a occupare la scena, a manipolare, a mediare compromessi e malaffare. Cosa c’è dietro questo scenario se non l’immoralità e la non eticità ?
Le aziende che falliscono dovrebbero solo risarcire i danni alle persone e ai territori; quelle che invece vogliono fare e sviluppare l’economia dovrebbero solo investire tempo e risorse proprie; i pubblici poteri e le organizzazioni di rappresentanza e di categoria dovrebbero solo controllare e verificare che i diritti, e i doveri, siano rispettati.
In quanto ai parassiti dovrebbero scomparire, ritirarsi, darsi alla cura dei propri figli e alla crescita dei propri nipoti. Le persone valide, le energie migliori dovrebbero osare, dovrebbero avere il coraggio di uscire allo scoperto, innovarsi, mettere a disposizione della società, del bene comune, la propria capacità, la propria intelligenza. Il territorio nel suo complesso, si dovrebbe organizzare; anziché aprire le porte al nuovo colonizzatore, dovrebbe incentivare, aiutare, il produttore del luogo legato per tradizione, passione, affetti allo stesso. Anziché finanziare e arricchire realtà che hanno la sede legale a mille o seicento km di distanza, si dovrebbero sostenere quelle piccole ma dalle grandi potenzialità e prospettive. Si dovrebbe e si potrebbe fare tutto questo ma solo una vera moralità, solo la consapevolezza dell’etica può portare a questi passi. Nel nostro paese invece sembra prevalere sempre e comunque il tirare a campare, meglio la gallina oggi, l’uovo, domani, vedremo !!!.
Un sentito ringraziamento,
giovedì 4 settembre 2008
Politici di Professione
Sono ancora molti che sostengono l'equazione attività politica = lavoro, in particolare , dove fare il "funzionario di partito" è un vero e proprio mestiere. Ci sono ragioni storiche ben precise per giustificare lo stipendio di Stato ai politici e risiedono nel fatto che, diversamente, soltanto le classi dei nobili o dei borghesi, che disponevano di danari propri, avrebbero potuto occuparsi di politica, tagliando di fatto fuori dalla politica la classe sociale dei lavoratori, che emergeva nell'ottocento ed era priva di mezzi. Ora questa tesi non ha più ragione d'essere, dal momento che vige la regola della conservazione del posto di lavoro per tutta la durata del mandato parlamentare o amministrativo.In ogni caso nessuno si sognerebbe mai di negare una retribuzione al "mestiere" di politico, ovviamente commisurata all'attività ed ai risultati dell'"Azienda Italia" come ama dire oggi il Ministro Brunetta.
martedì 29 luglio 2008
Solo tre comunità montane in Puglia e senza comuni al livello del mare
Comunità montane: ridurre la spesa, riorganizzare il sistema, associare in tre soli enti tutti i comuni montani e semimontani della Puglia. Questi, nelle parole dell'assessore regionale Guglielmo Minervini, gli obiettivi del disegno di legge di riordino, all'esame di tre commissioni congiunte del Consiglio regionale: enti regionali, sviluppo economico, affari istituzionali."La seduta è stata dedicata alla relazione introduttiva del rappresentante del governo regionale. Abbiamo incardinato l'argomento - ha dichiarato il presidente della seconda, - e contiamo di esaminare nel merito e licenziare il ddl dopo la pausa estiva, in modo da consentire al Consiglio regionale di approvarlo come legge entro la scadenza di fine settembre".La Finanziaria 2008 ha fissato norme di riduzione della spesa, chiedendo alle Regioni di legiferare nelle aterie indicate e prevedendo sanzioni in caso di inosservanza. Nel caso pugliese si giungerebbe "all'automatica riduzione alla sola comunità montana del Subappennino - ha spiegato l'assessore - ma la Giunta regionale ha deciso di definire l' iniziativa legislativa. Altre cinque lo hanno già fatto". Due le ragioni della scelta, che punta a conservare i 4 milioni e mezzo di euro di risorse nazionali assegnati annualmente per interventi delle comunità montane pugliesi sul territorio."Da un lato - ha fatto presente Minervini - vogliamo operare una sensibile, massiccia riduzione dei costi di gestione delle comunità, che ora finiscono per assorbire quasi totalmente le risorse pubbliche trasferite. Puntiamo sul forte snellimento dell'impianto gestionale e calcoliamo di far scendere al 30% la percentuale dei finanziamenti (ora tocca l'80%) assorbita dalle spese di funzionamento delle comunità. Il 70% delle risorse sarebbe effettivamente al servizio nelle zone disagiate".Il secondo degli obiettivi è conservare le risorse qualificandone la spesa. Si dovrebbe ottenere riducendo a tre le comunità (Appennino Dauno, Gargano e Murge), ridisegnando e snellendo l'articolazione territoriale, tagliando drasticamente i costi.
Viene del tutto eliminata la "chiacchierata" terza categoria: quella dei comuni svantaggiati (anche a livello del mare). Il criterio resta oggettivo: comuni geograficamente situati sui rilievi."Ci sembra una buona mediazione, una legge va adottata se vogliamo conservare le rimesse statali - ha concluso l'assessore Minervini - ma se a livello nazionale dovesse emergere l'orientamento a cancellare le comunità montane, il governo regionale non avrebbe difficoltà ad adeguarsi. Il punto è non perdere i 4,5 milioni di euro ed è quello che avverrebbe, allo stato attuale, in mancanza di indicazioni statali, sostituendo alle comunità le unioni di comuni montani, come richiesto dall'Anci. Di fatto, però, le comunità montane da noi ridisegnate ricalcano proprio queste unioni".
Tagli alla sanità, si paga per Papilloma ed epidurale

Lettera di una fannullona al ministro Brunetta
Gentile Ministro,lunedì 28 luglio 2008
NOI SIAMO QUI
Norma anti-precari, il governo si divideScontro sulle malattie degli statali
Un governo in emergenza
Settimana horribilis del Berlusconi IVGiorno dopo giorno, governo e maggioranza in stato confusionale. Dal dito di Bossi alla telenovela Alitalia, dal Lodo al pasticcio sicurezza, dalla manovra allo stato d'emergenza. E scoppia il caso precari...
IngiustiziaE' una misura politicamente e socialmente inaccettabile, oltre che a rischio di costituzionalità rafforza l'ingiustizia di questo Paese e aumenta la precarietà. Chiedo al governo di ritirarla immediatamente o contrasteremo questo provvedimento in Parlamento con tutte le nostre forze. Walter VeltroniUn governo in emergenza
Vince Ferrero, Prc spaccato a metàVeltroni: "Sconfitte posizioni attente e dialoganti"
Basta ingiurie contro i simboli dello StatoNapolitano chiude lo spazio a polemiche sterili e senza giustificazione.
Un garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenzaLa proposta del PD (Leggi il testo integrale).
INTERNAZIONALE
Rotto il tabù di piazza Tienammen Pubblicata per la prima volta una foto del massacro.
Iran, 29 impiccagioni in un solo giorno E' la seconda nazione al mondo per numero di esecuzioni.
MAGAZINE
Uno schiaffo alla 'ndrangheta Il PD lo ha fatto, ora tocca a tutti gli altri.
Quando Robin Hood colpisce i più poveridi Maite Bulgari.RASSEGNA STAMPA
Un federalismo che rompe l'unità nazionaledi Stefano Fassina, l'Unità.
Una credibile alternativa di governo Veltroni a Il Foglio: "Occorrono innovazioni coraggiose”.
DEMOCRATICA TV "La precarietà è il primo problema dell'Italia"
Conferenza stampa sul precariato. Intervento di Walter Veltroni.
domenica 27 luglio 2008
Il punto sulla situazione sicurezza
"I tagli alla sicurezza ci sono, eccome, e superano i 3,5 miliardi di euro rispetto quanto assegnato dalla finanziaria del governo Prodi. Quelle cifre, giudicate a suo tempo con parole durissime perche' insufficienti, subiscono oggi tagli drammatici da chi a suo tempo le criticava.E io, come cittadino prima ancora che parlamentare, ne sono fortemente preoccupato".
"Queste scelte non resteranno senza conseguenze, e le ripercussioni si avranno - per essere chiari - anche sul numero di volanti e di uomini nelle nostre città, sulla loro operatività".
"Siamo in presenza di una politica veramente incoerente e piena di proclami sulla sicurezza nelle città, che poi si concretizza in tagli ai ministeri e in norme che penalizzano retribuzioni e status giuridico di poliziotti, militari e vigili del fuoco".
"Dove sta tutta questa preoccupazione per la sicurezza dei cittadini sbandierata in campagna elettorale dalla destra quando si tagliano le volanti e gli organici?"
Con il voto di fiducia al Decreto Legge 112, votato alla Camera dal centrodestra Lunedì scorso, il Governo ha operato un taglio al Ministero degli Interni senza precedenti.
Il bilancio del Ministero degli Interni avrà una riduzione di 413.727 migliaia di euro nel 2009, 462.231 migliaia di euro nel 2010 e 798.914 migliaia nel 2011.
Alla missione “ordine pubblico e sicurezza” si opera un taglio che ammonta a più di un miliardo così suddiviso: 263.497.000 euro nel 2009, 283.089.000 euro nel 2010 e 492.727.000 euro nel 2011.
La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
Altro capitolo dolente riguarda il Ministero della Difesa e le forze armate.
Le riduzioni previste sono di 503.735.000 euro nel 2009, 478.099.000 euro nel 2010 e 834.508.000 euro nel 2011.
La “missione ordine pubblico” subisce riduzioni radicali anche nei Ministeri Economia, infrastrutture e politiche agricole.
"Lo stesso Capo di Stato maggiore, il generale Camporini in sede di Audizione alla Commissione Difesa, ha tracciato un quadro drammatico rispetto ai tagli lineari subiti dal ministero della Difesa per 1.815 milioni di euro. Il generale ha affermato che questi tagli provocheranno un rapido decadimento operativo delle forze armate, con rischi di insolvenza anche a livello internazionale, con capacità operative sotto gli standard Nato. Con questa manovra economica avremo settemila reclutamenti in meno nel 2009 e dal 2010 al 2015 non ci saranno più reclutamenti. Potremmo chiudere dal 2010 tutte le scuole delle Forze armate perché non ci sarà più nessuno da addestrare e vi sarà un invecchiamento di tutte le nostre Forze armate".
"Io penso che quando un governo, uno Stato, toglie senza criterio alcuno, gli strumenti necessari per consentire di fare bene il proprio lavoro alle forze di polizia, alla forze armate e ai vigili del fuoco, allora siamo veramente messi male. Mi auguro che, quanto prima, questo governo riveda queste scelte che non fanno che aumentare la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti della politica".
Nei giorni scorsi i sindacati delle forze dell’ordine e armate, che abbiamo incontrato durante la loro protesta, ci hanno segnalato che questi tagli impediranno l’acquisto di autovetture, mezzi, strumenti utili per svolgere “la sicurezza” ai cittadini e al paese. Diminuiranno le risorse per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e delle infrastrutture. Ci hanno altresì aggiunto che la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle forze di polizia e delle forze armate subirà una riduzione di 40 mila operatori dovuta al mancato turnover del personale e alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio con collocamento coatto in pensione per anzianità contributiva.
Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli sul territorio.
E ancora: vengono emanati nuovi provvedimenti (Pacchetto Sicurezza) legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano “tagli di spesa”. In questi tagli è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per le indennità connesse all’operatività (servizi in strada, controllo del territorio, sicurezza interna ed internazionale del paese), avendo già escluso le forze dell’ordine e armate dalla detassazione del lavoro straordinario.
Infine è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro.
Chiudo con due annotazioni:
il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’8 marzo scorso- prima del voto del 14 aprile – rilasciò la seguente dichiarazione ”daremo a polizia e forze dell’ordine, che sono state maltrattate dalla sinistra per motivi ideologici, maggiori fondi”;
un sindacato insospettabile di antipatia nei confronti dell’attuale maggioranza, cioè UGL ha dichiarato: “il 61% degli agenti di polizia vive con meno di 1.200 euro al mese”.
26 luglio 2008 on. Ludovico Vico
ecco un esempio di taglio
venerdì 25 luglio 2008
Io: americano, pugliese, pubblicitario e indignato.
New York, 22 luglio 2008Io: americano, pugliese, pubblicitario e indignato.
Ecco perché non parteciperò mai più a dei bandi pubblici italiani per la comunicazione.
I fatti sono questi: il giorno 14 dicembre 2007 la Regione Puglia pubblica un bando per la comunicazione e la promozione del suo territorio in Italia e nel mondo. I soldi in gioco non sono pochi: 7 milioni di euro! E, trattandosi di soldi della Comunità Europea, sono tutti da spendere, come è ben chiarito nel bando, nel biennio 2007-2008.
E già qui, io che sono americano, forse ingenuo e forse idealista, ravviso la prima anomalia. Dalle mie parti, se qualcuno riceve dei finanziamenti pubblici e gli dicono che deve spenderli in un certo modo, lo fa.
Sarebbe come se il mio medico mi dicesse che per guarire dalla mia malattia devo prendere una certa medicina per due anni; e io decido di prendere le medicine solo il secondo anno, ma due alla volta.
Io ho un’agenzia di pubblicità a New York e una in Italia e tante agenzie appartenenti al nostro gruppo nei principali Paesi d’Europa. Sono cittadino americano e residente italiano. La mia famiglia è di origine pugliese, conosco, rispetto e amo la Puglia. Come avrei potuto non partecipare a questo bando? Così, insieme ai miei soci e alle agenzie del nostro system internazionale, ci siamo messi al lavoro: strategia, creatività, numeri, idee e carte. Tante carte, centinaia di carte, milioni di carte! Il giorno 11 febbraio 2008 si chiude il bando e 7 agenzie, oltre a noi, presentano la loro proposta. Che vinca il migliore, penso.
E qui, la seconda anomalia: scopro che in gara non ci sono solo agenzie di pubblicità e comunicazione, ma anche gruppi di editori ed emittenti televisive pugliesi. Strano, no? Dalle nostre parti, la comunicazione la fanno le agenzie di comunicazione. È come se per promuovere la vendita dei miei gelati nei bar di tutto il mondo, io chiedessi al bar sotto casa mia di farmi la campagna.
Ma arriviamo alla terza anomalia. È febbraio, l’estate si avvicina e le proposte dormono nei cassetti della Regione, sotto una calda coltre di polvere. Passano i mesi e la mia meraviglia cresce: come è possibile, chiedo da NY ai miei colleghi in Italia. Hanno perso la scorsa stagione, non vorranno perdere anche questa? Sì, vogliono perdere anche questa. Oggi, 20 di luglio del 2008, l’appalto per promuovere la Puglia nel biennio 2007-2008 non è ancora stato assegnato. Dopo l’apertura delle ultime buste, la classifica suscita qualche perplessità e strane ombre macchiano la certezza dell'assegnazione. E indovinate chi c’è in prima posizione? "Il bar sotto casa". Per dire, senza offesa, proprio l'impresa locale.
Non so se e quando verrà ufficializzata l’assegnazione del budget, ma so che spendere sette milioni di euro in spot televisivi, annunci stampa, spot radiofonici, volantini e brochure, tutto in una manciata di settimane di fine anno, è un affronto al buon senso. E per che cosa, poi? Per attirare in Puglia gli sciatori e gli amanti degli sport invernali di tutto il mondo?
Ecco le mie conclusioni: ho partecipato sapendo di poter vincere. Ma mettendo anche in conto di perdere. Non abbiamo perso, peggio: siamo stati esclusi per un vizio di forma. Stavamo per fare ricorso perché il nostro avvocato dice che i motivi della nostra esclusione non esistono. Ho fermato tutto e ho scelto di scrivere questa lettera. Non mi interessa essere complice di questo spreco di soldi. Mi interessa denunciarlo. Lo faccio da pubblicitario americano indignato, da residente italiano orgoglioso, da pugliese ferito. E mi chiedo: perché nessuno fa sentire la sua voce? La Comunità Europea non ha niente da dire vedendo come vengono usati i suoi soldi? E le associazioni dei pubblicitari italiani non sentono di dover difendere la loro professionalità?
So che quando aprirò i giornali americani vedrò le pubblicità delle altre regioni italiane. E so anche che quando atterrerò la prossima volta a Roma-Fiumicino vedrò grandi cartelli pubblicitari della Sicilia, della Toscana, ecc. E riderò quando arriverò a Bari Palese e, come sempre, ci saranno i cartelloni che promuovono il turismo in Puglia. Come al solito i soldi saranno spesi bene!
Ecco, detto fatto. Mi assumo le conseguenze del mio gesto. E auguro buon lavoro alle emittenti televisive e alle case editrici che, unite insieme in Associazione temporanea d’Imprese, vedranno aggiudicarsi il bando. Ad aspettarle, ci sono una manciata di settimane di duro lavoro! A produrre la campagna e a mandarla in onda sulle loro emittenti. Così almeno i Pugliesi sceglieranno l’anno prossimo di andare in vacanza in Puglia.
Paul CappelliFounder and President The Ad Store International
giovedì 10 luglio 2008
Il paese più inquinato e rumoroso di Italia
non fare la fine del grande filosofo: è stato venduto come schiavo, anzi peggio: è stato allontanato come molesto dalla loro vista. Nella parte più triste della sua lettera, quella finale, si legge: “ho interpellato "la politica" che mi ha invitato a rivolgermi ai funzionari e dirigenti di settore”. Per questo genere di venture il dialetto ha un’immagine d’insuperata icasticità: “veniva mandato da Erode a Pilato”: per dire dei potenti incapaci di trovare al Cristo un motivo per toglierlo dai piedi dei poteri forti del posto, scribi e farisei, ma non del capo del mondo, l’imperatore.
Finendo nella rinuncia della responsabilità, Savino è finito nello scherno. Che cosa diceva Savino ai suoi politici, coloro per i quali aveva scritto infinite righe, nelle quali descriveva la speranza come una realtà in fieri?
Elencava il degradarsi di ciò che essi stessi avevano fatto in qualche anno di operosità: un ricordo il risanamento di incroci pericolosi all’ingresso del paese, fontane senz’acqua, erbacce, invece del verde, panchine scrostate, la colonna, una graziosa stele, su cui svetta
Non si chiede Savino da dove derivi questa incuria. Egli è anche uno dei padri di queste opere che stanno andando a male, e il dolore sopraffà la ricerca delle cause. La causa è che si abbandona ciò che non è più utile. Ma la funzionalità e la bellezza di quelle opere sono utili alla popolazione; perché, allora, le si abbandona?
Così è dovunque, così è perché, a Laterza e altrove, le opere non furono fatte per la popolazione, ma per chi le faceva. Un’opera pubblica, infatti, può rendere un servizio alla città, ma può anche essere un grande palcoscenico, su cui appagare la propria vanagloria fino al giorno dell’inaugurazione. Se lo scopo di un’opera è il palcoscenico su cui far sgambettare e sproloquiare il committente, invece di dare un’utilità al popolo, è inevitabile che gli smaniosi di sempre nuovi palcoscenici, lascino alla fatiscenza quelli su cui si sono esibiti.
Vedere che il far politica dei “suoi” non perseguiva il Bene comune, per Savino, cattolico praticante e quindi seguace di questo concetto tomista, è stato il crollo di un mondo. Eppure i segni che così sarebbe stato erano inequivocabili. I cattolici praticanti vedono a occhio nudo i cercatori del Bene comune. Essi sono elencati nelle Beatitudini: i puri di cuore, i miti, i misericordiosi, i cercatori di giustizia, gli operatori di pace. I cattolici dicono anche che gli uomini vanno giudicati dalle loro opere. Ma anche dalle loro omissioni. Chi non si cura della vivibilità della sua gente nelle piccole cose non se ne cura in nessuna cosa.
Laterza è uno dei paesi più inquinati e rumorosi in Italia, proprio nel momento in cui è indispensabile un po’ di silenzio e di pulizia, a sera, senza dar fastidio ad automobilista al lavoro, nessuno ostacola o fa cessare un’interminabile processione di vanesi in macchina con smog e clacson; e magari in casa sta un malato, un vecchio solo, uno che è tornato dal lavoro ed è stanco; o, d’estate, chi vorrebbe sedere sul marciapiede, per un po’ di fresco e due chiacchiere rasserenanti con i vicini. Si potrebbe aggiungere lo scempio che è stato fatto dell’antica chiesa del Purgatorio, togliendole la sacralità e trasformandola in dozzinale auditorium; il trattare da inesistente il centralissimo Monumento ai caduti; la mancata valorizzazione della gravina e delle sue vestigia interne; l’essere diventato un paese le cui case costano un occhio della testa: per dire solo delle cose di più stringente attualità e di maggiore
interesse sociale. Nella storia di Laterza i momenti salienti sono stati quelli dei maiolicari secenteschi, dei briganti ottocenteschi, dei moti bracciantili del secondo dopoguerra e dei tombaroli degli anni ‘70. Poi il tran tran, più o meno chiassoso. Eppure è stato detto, e scritto, che mettere insieme murge e boschi, gravina con i suoi ovili e le sue chiese rupestri, Santuario
mariano con la sua meravigliosa grotta con l’effigie della Madonna, monumenti storici, archeologia, tradizioni contadine e culinarie, sarebbe stato possibile avere una meta culturale, sociale ed economica, innescare un circolo virtuoso. Ma per vedere l’insieme, e volerlo realizzare, occorrono due cose: lungimiranza e passione per il Bene comune, virtù assenti non solo nei politici, ma nell’intera intellighentsia laertina, salvo quale voce urlante nel deserto, alle quali oggi s’è aggiunta quella di Savino: un altro degli intellettuali o profeti che da tremila anni s’affannano invano per far introdurre nella comunità il senso dell’essere ciascuno per tutti: che non l’Universo è fatto per noi, come diceva Platone, ma noi per l’Universo”.
Michele Cristella – Corriere del Giorno – 10 luglio 2008
