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martedì 2 novembre 2010

Primarie boom: 3800 votanti. Vince Gianfranco Lopane (di Michele Cristella, da Il Corriere del Giorno)

LATERZA - Vince Gianfranco Lopane col 51,9%, ma più di lui i quasi 3800 (3765 per l'esattezza) che sono andati al seggio per votare. E' il «miracolo delle primarie» attraverso il quale, una volta tanto, sono direttamente gli elettori a scegliersi il loro candidato sindaco, peraltro in una domenica fredda e versando pure un “gettone di presenza”. Una rivincita morale del nuovo centrosinistra (Pd, Idv e Sel) rispetto a quello che alle elezioni comunali del 2006, quelle vere, aveva incassato 4353 voti (42%) lasciando campo aperto al secondo mandato di Giuseppe Cristella (quasi 6mila voti, 57,9%).
Un segnale forte, dunque, che si concretizza nell'altissima affluenza, davvero oltre ogni previsione, che per alcuni è una festa della democrazia, per altri voglia popolare di partecipazione, per altri ancora un messaggio eloquente e severo ai partiti.
Il seggio, allestito nella Cittadella della Cultura, si è aperto che già c'era gente ad aspettare. Le prime code, la sala piena e i dati successivi hanno confermato l'eccezionalità dell'affluenza: 800 votanti alle 11, 1400 alle 13, 2500 alle 18, 3040 alle 20. Le elezioni, nonostante la grande affluenza, si sono svolte comunque senza problemi, anche perchè le postazioni di voto erano tre e con dieci scrutatori. Alla fine le 3mila schede stampate per il voto non sono bastate, per cui si è dovuti ricorrere ad altre 800 (fotocopiate), un lavoro d'emergenza in cui si sono prodigati il segretario del Pd Tony Gallitelli e un pezzo da novanta dell'ex Dc locale, Mario Fanelli. La presidenza del seggio è stata affidata al professor Francesco Marchionna, ex vicesindaco di Ginosa nella giunta Costantino. Organizzatore della grande kermesse, oltra al segretario del Pd, è stato Franco Azzarano segretario del Pci degli anni '80. «Tre seggi - ha spiegato al Corriere - significa tre file per altrettante urne. Abbiamo stabilito il divieto di presenza di attivisti, ma non per i due candidati». Alla chiusura delle operazioni di voto il presidente Marchionna ha consegnato al presidente del collegio di garanzia, formato da cinque persone, i verbali dello scrutinio. Il presidente del collegio, Giovanni Matera, il più anziano presidente di seggio di Laterza, ha proclamato il vincitore pochi muniti prima di mezzanotte: Lopane con 1926 voti (51,9%), mentre a Stano ne sono andati 1678 (45,2%).
Gli elettori sono stati così numerosi anche per l'allargamento ai sedicenni dell'elettorato attivo. Una giornata d'intensa partecipazione, senza nessuna tensione: una festa che assomiglia tanto ad un miracolo.

giovedì 29 maggio 2008

IL COORDINAMENTO DEL PD LAERTINO E LE DIMISSIONI DI PENTASSUGLIA

Ieri sera si è svolta la riunione del coordinamento del Pd, come sempre ricco (anche fin troppo) di temi da affrontare. Tra gli altri, si è discusso delle dimissioni “choc “ del segretario provinciale tarantino del Partito democratico, Donato Pentassuglia, e di un documento “pro Pentassuglia”, che nel pomeriggio il nostro segretario cittadino, aveva ricevuto da un altro circolo jonico.
In questo documento, nel quale si specificava che l’azione del segretario non era “una mera rivendicazione di spazi di potere figlia dei partiti famelici di posti, ma una sacrosanta battaglia politica che nasce dalla necessità di un rapporto più stretto tra il territorio e il governo regionale”, si esprimeva “piena condivisione alla iniziativa intrapresa con serietà dal segretario provinciale, impegnato a dare forza e rappresentanza al territorio jonico nel governo della regione Puglia” e pertanto gli si chiedeva “di proseguire nella strada intrapresa, rimanendo al suo posto”. Documento, che per acquisire valore, prevedeva l’apposizione della firma di tutti i segretari cittadini.
Così, ho voluto approfondire le ragioni di tanta amarezza da parte di Pentassuglia, cito le sue stesse parole:
1. «Vanno cambiati i metodi non si può a parole dire di aver rispetto per il territorio e poi non far seguire fatti concreti. Non ho verificato continuità di ragionamento rispetto agli impegni assunti fino all’altro giorno».

Solidarizzo pienamente con il segretario, quando dice che vanno cambiati i metodi, e rivendica maggiore attenzione al territorio, ma è paradossale che poi, lui stesso non segua la stessa linea nella provincia. Infatti, Pentassuglia per primo non ha avuto rispetto di tutto il territorio jonico allo stesso modo, avendo di fatto usato 100 pesi ed una misura: quando si è trattato di scegliere i membri dell’esecutivo del Pd provinciale infatti, ha scelto chi ha ritenuto, senza condividere il criterio di scelta con il territorio. Tengo a sottolineare, che Laterza è uno dei pochissimi comuni della provincia nel quale il Pd ha vinto, ma inspiegabilmente (!?) non ha un rappresentante nell’organismo esecutivo! Perchè? Forse il criterio di scelta si è basato su “sponsorizzazioni” dall’alto??? In effetti a Laterza non ne avevamo…
Quando Pentassuglia è stato eletto però, non si era presentato così, diceva di considerare fondamentale tutti i comuni della provincia e che sempre avrebbe consultato la base per prendere decisioni importanti, ma non è quello che ha fatto, quindi alla fine dei conti anche lui non ha avuto rispetto per il nostro territorio, non facendo seguire alle parole, fatti concreti!

2. Pentassuglia, asserisce che “Il problema non è di assessorati ma è nelle questioni politiche. Non vedo un riconoscimento dell’importanza del nostro territorio e dell’impegno che il nostro partito sta profondendo qui a Taranto”,

Anche per me, questa rivendicazione, non è un problema di candidati all’esecutivo del Pd, ma è nella questione politica, ovvero non vedo un riconoscimento dell’importanza del mio comune (Laterza) e dell’impegno e dei risultati che il nostro Pd laertino sta raggiungendo a livello locale. Ne è la dimostrazione, la voluta rinuncia da parte del nostro delegato regionale Franco Catapano alla nomina a responsabile del Dipartimento Agricoltura del Pd. Nomina calata dall’alto, di cui non se ne condivide i metodi, in quanto decisa non si sa come e da chi, senza essere stata condivisa preventivamente con il candidato prescelto, ma soprattutto senza aver lasciato al partito laertino la possibilità di decidere chi avrebbe potuto essere il nostro eventuale rappresentante! Della serie predico bene e razzolo male!

3. Il Pd regionale e Michele Emiliano hanno sbagliato l’approccio con la città. Non si può avere un atteggiamento di stampo pre-elettorale con la presunzione di volerti portare a passaggio subito dopo le elezioni.

Ma anche Pentassuglia come il Pd regionale e Michele Emiliano, ha sbagliato l’approccio al territorio. Non ha fatto, secondo me (anche per quanto esposto sopra), quello che avrebbe dovuto per il ruolo che ricopre pardon, che ricopriva, per radicare il partito, consolidare ed allargare la base elettorale ed i relativi consensi, o meglio, se lo ha fatto, è stato in maniera del tutto parziale.

Io penso che il partito democratico, sarà veramente tale se e solo se, innanzitutto comincerà a pensare alla politica non come qualcosa per raggiungere obiettivi personali o di lobbies ma come attività di servizio per i cittadini, e poi se proseguirà seriamente nel processo iniziato da Walter Veltroni di aprire le porte della politica a tutta la società civile facendo sì che le scelte dei dirigenti vengano partecipate sempre dalla base, quindi PRIMARIE VERE, PRIMARIE SEMPRE.

Concludo, sostenendo pienamente le dimissioni del segretario provinciale, e tengo a precisare che il Pd Laterza, contrariamente a quanto hanno riportato alcuni quotidiani, NON HA ad oggi FIRMATO il documento che chiedeva al segretario dimissionario di rimanere al suo posto.

Wanda Pucci
Coordinamento Pd Laterza

sabato 26 aprile 2008

Senza primarie il Pd non esiste!

Esiste un «modello Laterza» per il Pd. Riunisce in sé paradossalmente – visto l’esito negativo del voto - tutte quelle «virtù» di cui era privo, specie al Nord, il partito di Veltroni. «Lo sviluppo nasce dagli interessi locali», spiega Franco Catapano, vicedirettore regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e componente dell’assemblea regionale del Pd. Lui è uno degli artefici del «modello Laterza» nato dal cocktail di tradizione e modernità. Internet e la motozappa incarnati alle primarie dalla lista «Con Veltroni Ambiente, innovazione, lavoro». Una lista figlia di tanti padri illustri (alcuni persi per strada): dall’assessore provinciale Giuseppe Vinci ad Alfonso Musci, eletto nell’assemblea nazionale del Pd.

Catapano, è qui il Partito democratico del Nord?
«Al centro deve esserci il territorio. Non è rifiuto della globalizzazione: nel territorio la gente si rivede, si identifica e vive direttamente il rapporto con i propri rappresentanti, sente che può contare, che possono contare i propri bisogni. Non si può parlare di radicamento così, semplicemente. Non basta più. Prenda Latorre. A Fasano si è dovuto accontentare del 24 per cento dei voti. Quella dei cittadini è una reazione in chiave glocal anche all’assurda legge elettorale che impacchetta la casta, la spedisce al Parlamento, senza dare possibilità alla gente di esprimersi.

Cosa non ha funzionato?
«Lo dicevo prima. Non si può portare Veltroni in giro come la Madonna pellegrina e pensare di aver vinto. Il Pd è stato sconfitto al Sud non al Nord. Dovevamo dimostrare che le primarie non erano un lifting, ma le elezioni le abbiamo perse il giorno in cui i vertici del partito hanno deciso di azzerare il valore dei rappresentanti eletti alle primarie e scegliere direttamente i candidati al Parlamento senza consultazione popolare. Ecco che allora è scattato in chi, come me, crede nel carattere veramente innovativo del partito una sorta di principio di autoconservazione. Così abbiamo deciso di insistere nel radicamento del soggetto politico sul territorio, guardando anzitutto ai problemi della gente, tra questi i bisogni del mondo agricolo. A Laterza il Pd è primo al Senato con oltre il 40 per cento dei voti e senza uno straccio di consigliere provinciale che potesse fare la campagna elettorale».

Insomma, torna lo spettro del partito “casta”.
«Non a Laterza dove abbiamo proceduto al rinnovamento di tutta la classe dirigente. Il Pd si è chiuso a livello di vertici provinciali: un’oligarchia che ha deciso tutto, mentre occorrevano scelte candidature popolari: un rappresentante leggibile del mondo dell’agricoltura, un operaio dell’Ilva nei primissimi osti. Invece niente. Ma la gente se ’è accorta ed è stanca di vedere le stesse acce. Noi stiamo effettuando un sondaggio Laterza: al primo posto, tra i motivi della sconfitta, i cittadini mettono e mancate primarie per la scelta ei candidati al Parlamento».

Quindi alle provinciali riproponete o schema primarie? E il presidente Florido?
«Senza le primarie il Partito democratico non esiste. Bisogna mettere insieme vecchio e nuovo dando la possibilità ai giovani di essere protagonisti. Questo il modello da esportare in tutt’Italia avendo sempre riferimenti territoriali ed economici precisi come l’agricoltura. Se Veltroni ha avuto la capacità di fondare un partito moderno, il Pd non può tradire questa vocazione in Puglia e a Taranto mostrando, invece, un volto conservatore. La battaglia? Ora si sposta sul Parco delle gravine: dal 2005, anno della legge istitutiva, il Parco è passato nelle competenze della Provincia, ma il Comitato parco non è stato convocato nemmeno una volta e mancano il piano di gestione e il piano di sviluppo dell’area. Lei mi chiede delle provinciali. Se andiamo a votare domani perdiamo, leggete i dati. Allora ci vuole un forte elemento di discontinuità: riequilibrare i territori ed elaborare un programma comune. Certo, le primarie rappresentano un segnale sia per la scelta del candidato presidente sia per i candidati nei collegi. Vanno fatte, ma questo deve andare di pari passo al rinnovamento del partito: a Taranto non è stata convocata un’assemblea provinciale sino ad oggi. Mi spiega questo che Partito democratico è?».

La Gazzetta del Mezzogiorno – 26 aprile 2008

mercoledì 2 aprile 2008

Internet e Pd

Mai come in queste elezioni, internet è di sinistra. Il Partito Democratico ha fatto della mobilitazione sul web un punto di forza della sua campagna elettorale: un sito che viaggia ad una media superiore ai 100mila contatti giornalieri, un network che raccoglie ormai 19235 iscritti, un blog per i Wolontari ed uno per seguire (e finanziare) il "Giro dell’Italia nuova di Veltroni". Ma anche la Sinistra Arcobaleno di Fausto Bertinotti risponde da par suo. Per il presidente della Camera ecco una videochat sperimentale, tutta basata sulla tecnologia peer-to-peer. Berti.net: la dimensione assembleare della Rete.

Qualcosa di simile aveva fatto nei giorni scorsi anche Walter Veltroni che, pur senza sperimentare nuove tecnologie, si era collegato su internet con i suoi elettori per una "notte bianca del web". Un viaggio nella "111ma provincia italiana", lo aveva definito. Certo, fra i due leader qualche differenza c’è. Il democratico Veltroni, si definisce "un vecchio navigatore" e vanta la sua passione per ogni forma innovativa di comunicazione. Bertinotti, invece, non nasconde il suo imbarazzo di fronte a quelle che definisce "diavolerie elettroniche". "Sono relativamente impedito – ammette - Uso ancora la penna stilografica e la matita". Però nell’utilizzo di internet vede "una chance in più". E ci si butta.

È questa, d’altronde, la vera novità. Ed è questa la grande differenza fra destra e sinistra nella Rete. È finito il tempo dei siti vetrina, fatti per poter ostentare un indirizzo web sui manifesti elettorali. È finito il tempo di un rapporto passivo con Internet, limitato alla ricezione di notizie, informazioni pratiche, propaganda. Quello che stanno facendo il Pd e, in parte, anche la Sinistra Arcobaleno è completamente diverso. In queste elezioni la parola d’ordine è partecipazione. Rendere i navigatori protagonisti attivi della campagna sul web, mobilitare, lasciare campo libero alla creatività dei singoli.

Il risultato potrebbe essere ricondotto ad una definizione dal suono sinistro: marketing virale. Non una malattia, ovviamente, né un’infezione informatica, ma la versione moderna del classico "passaparola" unito alla logica imprevedibile ed intuitiva del "tormentone". È la comunicazione che, come un virus, si propaga nel web da computer a computer, da elettore ad elettore. Una tecnica di propaganda che sfrutta la dimensione orizzontale e democratica della Rete per trasmettere un messaggio da un numero limitato di soggetti promotori ad un numero esponenziale di destinatari che a loro volta continuano a diffonderlo ad altri utenti. Tutto sta ad innescare il contagio. I mezzi: blog, pagine personali, Twitter, piattaforme per la condivisione di video e foto come Flickr o YouTube.

Prendete ad esempio il video tormentone I’m Pd, la dance veltroniana ricalcata sulla celebre Y.M.C.A. dei Village People. Realizzato con un budget di soli 65 euro dal circolo 02PD di Milano, ha ottenuto decine di migliaia di contatti in poche ore. E nonostante la band americana abbia intimato al sito ufficiale dei democratici di ritirarlo, resta facilmente scaricabile su YouTube e in un’infinità di blog. Ulteriore effetto "virale" e sintomo della libertà della Rete: quando il contagio parte, fermarlo diventa quasi impossibile.

"Nessuno ha ancora mai studiato scientificamente quanti voti vengano orientati da internet", spiega Francesco Verducci, responsabile del sito del Partito Democratico e docente di Sociologia dei Fenomeni politici all’università di Macerata. "È però ormai evidente che per una fascia di elettori, quella compresa nelle statistiche elettorali fra i 18 e i 34 anni, la Rete rappresenta oggi il mezzo di informazione privilegiato". Ed anche il più affidabile: "La possibilità di commentare, partecipare alle discussioni, entrare in un contatto diretto con il proprio interlocutore, aumenta il grado di fiducia nei messaggi che si ricevono. Non a caso gli utenti considerano il web molto più affidabile della televisione". Ed ecco allora l’importanza del Pd Network, il gruppo online che consente di condividere blog, video, foto e twitterate sfruttando gli appositi canali forniti dal Pd. Il meccanismo "virale" anche in questo caso è semplice e non richiede interventi "pesanti" da parte dei gestori: è la campagna elettorale a dettare i temi di copertina e ad orientare l’agenda, i 19mila iscritti al network arricchiscono e rilanciano la discussione, creando un effetto domino nella Rete.

Da questo punto di vista, Berlusconi è alla preistoria. Il sito del candidato del Popolo delle Libertà (www.votaberlusconi.it), realizzato solo a campagna elettorale iniziata, appare statico e arretrato. L’unica verniciata di nuovo è offerta dal video "Meno male che Silvio c’è" (vedere per giudicare) e dai collegamenti a Flickr e YouTube. Ma in sostanza è il vecchio modello del "sito vetrina". D’altronde lo stesso Berlusconi lo ammette candidamente. Ad un giornalista che gli chiedeva un’opinione sull’importanza di blog e informazione on line nella campagna elettorale americana, ha replicato: "Non sono io la persona più adatta a darle una risposta realistica e con una conoscenza del mezzo che francamente non ho. Io uso il computer e internet, ma lo usano soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno".

giovedì 27 marzo 2008

Riceviamo e Pubblichiamo

Di seguito riportiamo il commento anonimo di un nostro visitatore che osserva e giudica l'attività del Pd nella zona occidentale di Taranto. Naturalmente ci riserviamo di rispondere per la nostra realtà. I commenti, i post e gli articoli possono essere anche inviati tramite email: pdlaterza@gmail.com

"Scusatemi se scrivo nei commenti di una notizia, ma non sapevo come fare arrivare il mio messaggio. E' da un po' di tempo che seguo appassionatamente le vicende del Pd per la zona occidentale del tarantino e da questo, ho potuto trarre alcune osservazioni, che vado ad elencarvi:
1) il Pd di Mottola, è indubbiamente il più venerativo del pd ma soprattutto di un suo esponente cittadino...il segretario Rosanna Tinella. L'hanno voluta e sostenuta con tutte le loro forze, sin dall'inizio e precisamente dalla candidatura al secondo posto della lista di Agricoltura e società alle scorse primarie del 14 ottobre, riconfermandola a segretario cittadino ed infine sostenendo la sua candidatura alla camera. Un bel sostegno convinto di cui mi complimento. Questo atteggiamento determinato, nello spingere sempre nella direzione di un proprio candidato, significa credere veramente in una persona, darle vera fiducia tanto da affidarle la leadership incondizionata del partito cittadino. E'così secondo me che si fa crescere la forza e la rappresentanza di un partito, legandolo, anche, perché no ad un territorio. Non significa fare campanilismo, ma affermare la validità di una persona (che merita) tanto da chiedere la convergenza sulla stessa da parte di tutti gli altri paesi dell’area occidentale.
2) il Pd di Laterza invece mi sembra il più fattivo, organizzato, determinato e reattivo, diciamo così...il più trainante in questa campagna elettorale totalmente spenta. Non vi siete però affidati ad una forte leadership. Siete un po' tutti per uno, uno per tutti. Non è che così facendo, finite per sminuire il ruolo di quanti possano essere considerati dirigenti e/o esponenti su cui puntare? insomma, un po’ come un grande minestrone. Perché, come il Pd di Mottola, non avete proposto alla camera, la candidatura di un giovane/una giovane; non credo che non ce ne siano! Osate un po’ di più…prendete esempio da Veltroni, anche la “straordinaria inesperienza, può diventare una straordinaria esperienza”. Comunque complimenti per le belle ed interessanti iniziative che organizzate. Cercherò di esserci questa sera per Carofiglio!
3) il Pd di Ginosa mi sembra totalmente schiacciato dalla onnipresenza della Sig.ra Galeota, che dall’alto della sua delega all’assemblea costituente regionale del Pd, si autocondida, autocelebra, autopromuove etc… Al contrario del Pd di Mottola, la Signora però, non mi sembra così sostenuta dall’entourage ma dà l’impressione di volersi a tutti i costi auto-sostenere. Così, mi chiedo: il coordinamento del Pd a Ginosa esiste oppure no?
4) il Pd di Castellaneta, dov’è? C’è?C’è mai stato?le primarie si sono svolte anche li, vero? Forse è il caso di farsi vedere…"

Ad ogni modo…votate gente, votate!

Notte bianca sul web

Veltroni in videochat su Democratica TV, giovedì 27 marzo alle 23.30, da Catania. Il segretario del PD, Walter Veltroni, giovedì 27 marzo risponderà in videochat su Democratica TV, www.democratica.tv alle domande che i navigatori vorranno fare. Si tratterà di una vera notte bianca del web, che proseguirà oltre la mezzanotte. Fino a giovedì sera si potranno inviare delle domande in forma di contributi sul PdNetwork. Ma non solo: sarà possibile interagire con Veltroni anche inserendo dei commenti sul blog del Giro dell'Italia Nuova girodellitalianuova.ilcannocchiale.it, sia via twitter. Sarà possibile mandare anche delle videodomande, tramite la pagina "invia il tuo video" di Democratica.TV

martedì 4 marzo 2008

L'umiltà dell'impegno e del servizio

Partecipando all'incontro di sabato sera a Santa Croce mi sono reso conto del bisogno di avere e conoscere maestri-testimomi, quelli capaci di far uscire ciò che di meglio è in noi. Don Tonino Bello, Vescovo umile come la Chiesa che sognava, aveva questa capacità e Luigi Sparapano è riuscito a trasmettercela attraverso la sua testimonianza viva e il suo ricordo lucido .

Una serata per ricordare la figura di Don Tonino mi è risultata di estrema attualità se paragonata al panorama sociale e politico desolante che ci circonda. Un contesto dove emergono le logiche fredde del calcolo, dell’arrivismo e della conservazione dei privilegi che falsano l’impegno politico ed il ruolo dei partiti. Siamo paralizzati dall’ipocrisia qualunquista che demonizza la politica, generalizzando tutto e tutti, anche se poi non si disdegna il ricorso “alla politica” per ricevere favori e poteri. Un vuoto culturale che deprime la politica, con le idee e i valori spirituali ridotti a scendiletto dei potenti, del mercato e della videocrazia (l’apparire senza essere). I maestri-testimoni, come Don Tonino, servono proprio per superare la depressione e lo scoraggiamento che ci assale quando gli affaristi ci sorridono davanti, e alle nostre spalle, etichettandoci come idealisti inconcludenti. Non dobbiamo arrenderci di fronte al pragmatismo senz’anima, che segna in profondità il mondo della politica, per riaffermare il valore della politica come vocazione e come servizio alla democrazia ed al bene comune.

La comunità laertina deve osare, anche controcorrente, per impegnarsi nella politica dei “nuovi progetti” di cui don Tonino era lo stimolatore. Quella politica che scaturisce da un sogno, cioè dalla riproposizione di valori ed ideali, capace di “organizzare le speranze” e rispondere alle “attese della povera gente”. I problemi della disoccupazione, dell’emarginazione, delle disuguagliaze, della legalità hanno bisogno di trovare una politica “vera”, nella misura in cui diventa scelta ed espressione di una progettualità competente ed esigente.

Don Tonino diceva che “lo slancio dell’utopia deve sempre coniugarsi con la praticità dei progetti”.

Franco Catapano

lunedì 11 febbraio 2008

Pd e comunicazione politica

Bisogna riconoscere alla «Gazzetta del Mezzogiorno» il merito di ospitare dibattiti su temi di rilievo che altrimenti sarebbero ristretti a pochi addetti ai lavori. Certamente, uno di questi temi è la comunicazione politica o, come sarebbe meglio dire, la comunicazione tra la politica e i cittadini e tra i cittadini e la politica.

L’argomento non è solo di grande attualità, ma è una di quelle questioni che hanno una importanza fondamentale per le sorti stesse della democrazia del nostro Paese, tale da meritare l’attenzione di tutti e da richiedere delle risposte all’altezza. Lo dico perché mi sembra molto riduttivo ragionare di comunicazione politica soltanto dal punto di vista di come i partiti e le istituzioni riescono a rendere più chiari e comprensibili i loro messaggi ai cittadini-elettori. Questo modo di vedere la questione è parziale e sfugge ad un nodo essenziale: la drammatica crisi esistente nel rapporto tra la politica e i cittadini. I «Vaffà day» di Beppe Grillo o il successo di libri come «La casta» sono le spie di un malessere molto profondo che va affrontato non soltanto in termini di miglioramento del linguaggio e della capacità di usare i mezzi di comunicazione di massa, ma, anche e soprattutto, in termini di come la politica ritorna a essere in sintonia con le attese dei cittadini e riesce a dare risposte ai loro problemi. Se è questo il livello a cui bisogna porsi, allora non basta affidarsi a dei buoni consulenti, capaci di curare l’immagine del candidato o del partito e in grado di applicare le moderne tecniche di marketing politico. Sia chiaro: non voglio dire che non ci sia bisogno di competenze specialistiche e di serie professionalità se si vuole competere con successo in campagne elettorali sempre più complesse. Ma limitarsi a questo sarebbe fuorviante rispetto al nodo di fondo che è - come direbbe Philip Gould, uno dei più noti consulenti di comunicazione politica - «far ritornare il pubblico sugli spalti», ovvero far tornare i cittadini a partecipare alla vita politica.

I partiti e gli eletti nelle istituzioni dovrebbero essere meno «autoreferenziali» e riprendere a dialogare con gli elettori. Questo non significa solo capacità di raggiungerli con i propri messaggi, ma, soprattutto, vuol dire essere capaci di ascoltarli e favorirne la partecipazione. Di questo si sente una grande necessità, visto che in Italia la credibilità della politica è precipitata ad un livello

bassissimo. Le ragioni di questa situazione sono complesse, ma credo che ce ne sia una fondamentale: nel nostro Paese è entrato in crisi l’intero sistema politico, come conferma lo scioglimento anticipato

del Parlamento. Quello che si è definitivamente inceppato è il meccanismo che, per vincere le elezioni, costringe a mettere insieme coalizioni estremamente eterogenee e frammentate in tanti partiti, coalizioni che poi - una volta vinte le elezioni - incontrano serie difficoltà a governare. I cittadini, giustamente, chiedono un sistema politico più semplice, con pochi partiti, in cui i programmi siano chiari e comprensibili e dove sia garantita la stabilità dei governi. Per ottenere questo risultato serve una riforma del funzionamento delle istituzioni e del metodo di elezione dei rappresentanti del popolo, che consenta ai cittadini di scegliere chi deve rappresentarli e, successivamente, di giudicarli sulla base del loro operato. Manco a dirlo l’esatto contrario della legge elettorale con la quale saremo costretti a tornare a votare. A maggior ragione in una situazione come questa, saper comunicare in maniera efficace non è assolutamente sufficiente. C’è bisogno di una forte innovazione politica se si vuole ristabilire il dialogo con gli elettori. Da questo punto di vista sono convinto che il Partito Democratico stia dando un esempio positivo mettendo al primo posto le cose da fare e in secondo piano le possibili alleanze.

Pino Mellone

Esponente del Pd Taranto

mercoledì 9 gennaio 2008

Statuto, Idee ed Etica, convocate il 14/1/2008

Alle costituenti e ai costituenti Regionali del PD
componenti della commissione Manifesto delle idee

Al presidente della commissione Manifesto delle idee
Al segretario Regionale
Al coordinatore del processo costituente

Carissimi,
si rende urgente, finite le festività natalizie, insediare le commissioni per inaugurare un proficuo lavoro con il massimo impegno di tutti per un confronto aperto e approfondito.
È per questo che abbiamo fissato la data di lunedì 14 Gennaio alle ore 16,30 presso l’Hotel Excelsior a Bari per insediare le tre commissioni con i rispettivi presidenti, avendo raccolto e seguito le Vostre opzioni e procedendo a norma di regolamento.

Agli incontri, che, per garantire l’ordinato svolgimento dei lavori, si svolgeranno in tre sale separate del medesimo hotel, parteciperanno, oltre alla sottoscritta, anche il segretario Regionale e il coordinatore del processo costituente. Le successive riunioni di ciascuna commissione saranno convocate da ciascun presidente.

L’occasione mi è gradita per porgerVi sinceri auguri di buon anno.

La Presidente
Loredana Capone

martedì 16 ottobre 2007

Catapano: «Eletto dal popolo di internet»

Un’alta affluenza alle urne e un rappresentante nell’assemblea regionale del Partito democratico. Questo il bilancio della domenica di consultazioni per il Pd a Laterza: 779 votanti, con una buona percentuale di donne e di giovani, in tutto 140 in più rispetto alle primarie dell’Ulivo. E un eletto: Franco Catapano, consigliere comunale e vice presidente regionale della Cia, la Confederazione agricola che presentava la lista "Agricoltura e Società".
Oltre il 50%, esattamente 395, i consensi riscossi dalla lista regionale, 267, invece, quelli per la lista nazionale: "Una grande risposta - ha commentato Catapano - anche in considerazione del fatto che c’era una lista a sostegno della Bindi composta esclusivamente di laertini". Anche a livello di collegio 18 il dato della lista Cia è positivo: è stata la seconda lista più suffragata. Le ragioni del successo, però, sono diverse: "A Laterza, come anche a Mottola - spiega il vice presidente - ha tirato l’impegno personale, la gente mi conosce più come consigliere comunale che come vice presidente della Cia, è meno forte quindi l’influenza della confederazione, che invece è stato trainante in altre realtà, come Ginosa, Palagiano, Palagianello e Castellaneta, dove abbiamo registrato percentuali altissime e, in alcuni casi, non avevamo neanche candidati del posto".
Più in generale, comunque, Catapano, che a Laterza era sostenuto dal consigliere comunale Giuseppe Stano e dall’ex consigliere Sebastiano Di Lena, non manca di evidenziare il successo di tutta l’iniziativa: "Il dato più importante è la partecipazione della gente, il numero dei votanti è stato ben al di sopra delle nostre aspettative, tanto che abbiamo avuto bisogno di ritirare altre schede da Taranto nel pomeriggio. Tenendo conto che molti esponenti di spicco dei Ds non sono confluiti nel Pd, un tale afflusso di votanti è particolarmente positivo". Il che, tradotto in termini politici, è spiegato così: "A Laterza la gente chiede semplificazione e unità, non partigianeria, - dice Catapano - poi c’è voglia di nuovo, di partecipazione e di ricambio della classe politica, inoltre, c’è un voto di opinione di chi segue e sostiene le nostre lotte politiche e ci vede alternativi, come testimoniano gli oltre 5mila contatti registrati dallo scorso 24 agosto nel nuovo sito internet del Partito democratico". Qualcosa in comune, in effetti, c’è tra la rete "virtuale" di internet e il seggio reale delle primarie: la voglia di partecipazione diretta alla vita politica.
Laterza, 16 ottobre 2007
» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Anna Lisa Carrera

lunedì 27 agosto 2007

Invito per il 29 agosto

Mercoledì 29 agosto alle ore 19,30 - sulla sede dei Ds in via Porta Pia - incontro del Comitato promotore del Partito Democratico di Laterza (Ta).
Un appuntamento che avevamo già previsto nell'ultimo incontro prima delle vacanze estive per ridare slancio alla partecipazione politica.
Le primarie del 14 ottobre rappresentano una grande opportunità per ridurre le distanze tra i cittadini e la politica. Spetta a noi a Laterza lanciare il cuore oltre l'ostacolo per ridare speranza a tanti cittadini delusi dalla politica e dall'amministrazione di centro-destra.
I problemi che viviamo a Laterza sono tanti e complessi che non possono essere affrontati utilizzando sempre le scorciatoie che alla fine si rivelano senza via di uscita.
Ecco perché abbiamo bisogno del tuo contributo e della tua testa.

martedì 14 agosto 2007

Tra 60 giorni le primarie

Tra due mesi si svolgeranno le primarie del Partito Democratico che difatti sanciranno la nascita del "partito nuovo". Sino ad ora i candidati, prima quelli nazionali e adesso i regionali, hanno monopolizzato l'attenzione dell'opinione pubblica. Adesso invece tocca ai cittadini impadronirsi della scena per incidere e cambiare le vecchie liturgie dei partiti e della politica. Noi a Laterza, con molta umiltà e rispettando le posizioni di tutti, abbiamo iniziato a costruire la partecipazione e l'entusiasmo per il Partito Democratico.
Nella nostra comunità si sente l'esigenza di ossigenare la politica aprendo le porte al cambiamento. Ds, Margherita e APD (associazione partito democratico) e alcuni cittadini hanno deciso di promuovere il Comitato 14 ottobre con l'intento di rinnovare la politica a Laterza. Non servono le tessere o le correnti, servono invece le idee e il confronto sui problemi della nostra comunità.
Provo ad elencare alcuni temi di confronto:Ambiente e rifiuti, programmazione comunitaria 2007-2013, sviluppo locale, riduzione della pressione fiscale comunale (in primis addizionale irpef), aree verdi e qualità della vita, legalità e trasparenza amministrativa, pale eoliche, la casa e l'edilizia convenzionata, l'occupazione per i giovani laureati.
Tramite questo blog tenterò di approfondire le singole questioni con l'auspicio di suscitare un confronto. Credo che sia questo il modo migliore per riempire di contenuti il Partito Democratico di Laterza.
Solo così possiamo essere attori del cambiamento e protagonisti del futuro.
A presto Franco Catapano