Da segnalare che la sagra non si è potuta svolgere nel tratto della piazza nei pressi della fontana. Precisamente scendendo verso il municipio sulla sinistra. Tale zona è infatti off limits, dato che una folta colonia di volatili, nidificante sugli antistanti frondosissimi alberi, l’ha ormai adibita a propria personale cloaca. Il guano ed il suo odore investono ormai la zona, compresa la panchina divenuta inservibile. Speriamo che i tanti visitatori accorsi, inebriati dal fumo dei fornelli, non v’abbiano fatto caso…
martedì 5 agosto 2008
Un paese dove è tutto tipico
Da segnalare che la sagra non si è potuta svolgere nel tratto della piazza nei pressi della fontana. Precisamente scendendo verso il municipio sulla sinistra. Tale zona è infatti off limits, dato che una folta colonia di volatili, nidificante sugli antistanti frondosissimi alberi, l’ha ormai adibita a propria personale cloaca. Il guano ed il suo odore investono ormai la zona, compresa la panchina divenuta inservibile. Speriamo che i tanti visitatori accorsi, inebriati dal fumo dei fornelli, non v’abbiano fatto caso…
mercoledì 4 giugno 2008
Venerdì 6 giugno Taranto nei libri a “Percorsi identitari”
Venerdì 6 giugno, alle 11, l’incontro di “Percorsi identitari - La Puglia che scrive, che edita, che parla di sé” sarà dedicato alla città di Taranto. Nella Biblioteca multimediale del Consiglio regionale, Teca del Mediterraneo, in via G. Petroni 19/A a Bari, nell’ambito della quinta edizione della rassegna editoriale, saranno presentati i libri: “Taranto dagli ulivi agli altiforni”, a cura di Roberto Nistri, edizioni Mandese, “Il corpo e il sangue d’Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto”, a cura di Christian Raimo, editore Minimum Fax, “Clementine del Golfo di Taranto”, a cura di Francesco Minonne e Carmelo Mennone, Manni Editore.domenica 16 dicembre 2007
Due anni di Parco delle Gravine: la storia di un mancato decollo
A due anni dall’istituzione del Parco Terra delle Gravine, cosa si è fatto e cosa si deve ancora fare. Questo il tema dell’incontro-dibattito a più voci, per fare il punto della situazione, organizzato dal Coordinamento provinciale per il Parco delle Gravine e moderato dal giornalista Tito Manlio Altomare, che si è tenuto venerdì sera, presso l’Appia Palace Hotel, alla presenza di rappresentanti di associazioni di agricoltori, allevatori e di associazioni ambientaliste.La Marescotti, dopo aver sottolineato l’importanza di “improntare tutte le iniziative alla salvaguardia e alla valorizzazione delle identità locali, in modo da diventare portatori di interessi per una forma di sviluppo duratura, basata sulla connotazione del territorio”, si è soffermata su un articolo della legge regionale che “riconosce alle imprese agricole e zootecniche, il ruolo di guardiane del Parco, in un periodo di crisi congiunturale”. Di qui, la necessità di “un lavoro di concertazione per definire un piano di maturazione del territorio e le modalità attraverso cui le aziende possono organizzarsi”. Concertazione che, secondo la relatrice, è mancata nei due anni dalla istituzione dell’area protetta e che è fondamentale per “far capire che il Parco è un’opportunità, non è solo vincolistica”. Dunque, per ripartire a abbandonare la fase di stallo, secondo quanto affermato dalla Marescotti, occorre “che si cominci di nuovo a parlare di Parco con progetti di lavoro”, ricorrendo a personale competente e ad una metodologia di lavoro, con il coinvolgimento delle popolazioni locali e con una politica di partecipazione attiva delle comunità alla sua gestione.
Cappiello, dopo aver delineato la situazione di “crisi di identità” attraversata dal mondo agricolo e zootecnico e di “isolamento e difficoltà delle aziende”, ha indicato come strada da percorrere quella della “formazione” che permetta a chi opera nel settore di “creare occasioni nuove, trasformando e vendendo, ad esempio, i prodotti invece di limitarsi alla fase della produzione”.
Nel corso dell’incontro, più volte, è stata sottolineato il mancato funzionamento del Parco, la diffusa diffidenza, il fatto che non venga visto come una risorsa. A dimostrazione di ciò, le numerose domande di esclusione dall’area protetta.
Anche Catapano ha parlato di “mancanza di pianificazione e concertazione”. “Non c’è stata nessuna riunione, a livello provinciale e regionale, per discutere sulla costituzione e sullo sviluppo del Parco. Non c’è un solo cartello che indichi l’entrata nell’area protetta, non c’è un progetto di identificazione della gente con il Parco”.
Il vicepresidente regionale della Cia ha evidenziato lo stretto collegamento tra Parco, agricoltura e turismo, la necessità di sviluppare l’agriturismo, di promuovere la spesa nell’area protetta e di affidare agli agricoltori le attività di sportello.
La parola è passata allora all’assessore Giacovelli che ha subito tenuto a precisare: “Non si è partiti male. I risultati acquisiti sul Parco delle Gravine sono estremamente positivi. In questi due anni, come ente di gestione provvisorio, non potevamo fare miracoli. Non sono sufficienti due anni per passare da un territorio, in cui era diffusa la diffidenza e la paura nei confronti di una novità, ad un territorio in grado di darsi in poco tempo strategie diverse e innovative”.
“Occorreva impegnarsi – ha continuato – in un’operazione che permetteva al territorio di misurarsi con questa nuova realtà, un’opera di sensibilizzazione per far maturare un’identità del Parco. I risultati raggiunti in questo senso sono straordinari”.
Giacovelli ha fornito esempio di privati che avevano avanzato la domanda di esclusione dall’area protetta e che si stanno ricredendo e ha sottolineato che anche i cacciatori, nonostante continuino a lamentare alcuni problemi quali la tabellazione, stiano cambiando atteggiamento, in quanto “si stanno rendendo conto che il Parco può rappresentare un luogo in cui c’è la riproduzione della cacciagione”.
“Quando si va ad istituire un Parco – ha poi spiegato l’assessore provinciale – un obiettivo importante è quello di disporre di un organico che permetta di organizzare tutto ciò che è necessario. Dobbiamo misurarci con le risorse minime di cui disponiamo e con gli obiettivi massimi che ci poniamo. Occorre progettualità. Ci sono le risorse e bisogna capire come utilizzarle. Nel mese di gennaio, andrà istituita
Si è poi aperto il dibattito. Tante le questioni discusse, tra le quali: il coinvolgimento dei Comuni e la necessità che si mettano in rete, l’opportunità di incamerare i finanziamenti europei 2007-2013, l’avvio di una campagna di comunicazione nelle scuole, e i casi di “multe”.
» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Francesca Piccolo
martedì 11 settembre 2007
Conflitti di interesse sul pane
INSPIEGABILE E INGIUSTIFICABILE questo è il giudizio che la UIL di Laterza da in merito all’aumento del prezzo del pane da parte del Consorzio del Pane di Laterza. È vero che c’è stato un aumento delle materie prime, ma l' aumento di 5 centesimi al chilo di grano duro non può giustificare l’aumento di 40 centesimi per un chilo di pane. La Uil ritiene che si tratti di speculazione e cartello da parte del “Consorzio del pane”, altrimenti non si spiegherebbe il perchè alcuni panificatori di Laterza non hanno aumentato il prezzo del pane. Eppure anche loro hanno subito l' amento dei cereali. Probabilmente si accontentano di margini di guadagno minori.Può essere che a fronte di una riduzione delle vendite il “Consorzio del Pane”, in posizione di forza, ha deciso di aumentare i margini di guadagno sul prodotto? Essendo il pane un bene di prima necessità, come mai l’Amministrazione Comunale non interviene sulla regolamentazione del prezzo del pane?
Il FATTO vero è che esiste un grosso conflitto di interessi.
Non si può essere produttore di pane, socio del “Consorzio del Pane” e assessore al commercio, ovvero controllore e controllato.
La UIL, perdurando tale situazione, chiede l' intervento del Prefetto e invita i cittadini ad astenersi dall’acquisto di prodotti da quei panificatori che hanno aumentato inspiegabilmente e senza alcuna giustificazione il prezzo del pane.
Uil Laterza
domenica 9 settembre 2007
Sagra, Pane e Nonnocard
Programmata prima in agosto e poi slittata per "problemi organizzativi", la sagra nel mese di settembre (introdotta per la prima volta l'anno scorso) è un'idea che piace al sindaco: "Il nostro scopo è destagionalizzare il turismo - ha spiegato - ecco perché ci concentriamo non tanto sulla programmazione estiva quanto piuttosto sui mesi di maggio e settembre, perché in questo periodo si sposta l'attenzione dai centri balneari verso l'interno. E i prodotti tipici devono essere un veicolo per trasmettere le nostre bellezze storico-artistiche". Per l'occasione, infatti, saranno aperti al pubblico la Cantina spagnola e l'ex chiesa del Purgatorio. Stand di prodotti tipici locali poi saranno allestiti accanto a quelli della sagra, cui si potrà accedere con un ticket. Ospite il cabarettista Federico Salvatore. E se per i dettagli bisogna attendere la prossima settimana, l'associazione "Uccijr' d' Laterz'" fa già un suo bilancio: "Anno dopo anno, - ha detto Michele Cellaro - registriamo una crescita, grazie a queste azioni di marketing, ma soprattutto alla qualità della nostra carne, che proviene solo da allevamenti delle Murge". Buono anche il bilancio dell'estate appena trascorsa: si rafforza il connubio tra visite guidate e sosta in rosticceria, nonché la collaborazione con Proloco e Oasi Lipu. D'altra parte, i macellai sono molto determinati: "L'associazione - ha puntualizzato Cellaro - non è stata costituita solo in forma nominale, noi siamo veramente uniti al fine di rendere noto la nostra tradizione, la nostra cultura e il lavoro che quotidianamente svolgiamo".
Autore: Anna Lisa Carrera
Fonte: Corriere del giorno
martedì 4 settembre 2007
Sciopero del Pane il 13 settembre
L’aumento del 30% del prezzo del pane ad Altamura, come è accaduto in altre città pugliesi, ha provocato non poche reazioni tra i cittadini-consumatori, costretti a pagare 45 centesimi in più per una pagnotta di pane. Un aumento ritenuto sproporzionato a fronte di un lieve incremento del costo delle materie prime. Un evento, questo, che ha intaccato pesantemente le disponibilità finanziarie delle famiglie a basso reddito e sul quale è intervenuto a più riprese il consigliere regionale Michele Ventricelli, capogruppo di SD in Consiglio regionale, proponendo una riduzione dell’aumento e spronando il sindaco di Altamura a rendere noto alla città i nomi di quei panificatori che non hanno effettuato alcun rialzo.domenica 2 settembre 2007
I cittadini preparati all'aumento del pane
Da Altamura a Laterza. L'ondata di aumento del prezzo del pane che ha colpito gli abitanti della città barese, si abbatterà anche sui laertini e sui consumatori degli altri centri vicini. I primi di settembre, al ritorno dalle ferie, dunque, anche i cittadini dovranno fare i conti con un rialzo del prezzo del pane e derivati. Di quanto sarà l'aumento?AdAltamura, in molti panifici, il prezzo del pane ha subito un'impennata di circa 50 centesimi, salendo da 1,50 a 2 euro al kg. Un incremento di oltre il 30%, seguito a quello del prezzo del grano, mantenutosi però a 5 centesimi di euro al kg. In seguito alle lamentele dei cittadini, il sindaco Mario Stacca e l'assessore alle Attività Produttive, Francesco Miglionico, hanno tenuto un incontro in Municipio, per un confronto con la categoria dei pianificatori e con le altre forze politiche del Consiglio comunale. Il primo cittadino di Altamura ha dichiarato di aver “invitato la categoria a riflettere sulla protesta dei cittadini, che hanno visto aumentare il prezzo del pane in maniera drastica, ed a ridurre in modo consistente l'incremento già applicato”. “Il pane - ha continuato il sindaco - è un prodotto di prima necessità ed oltretutto un alimento base della tavola dei cittadini. È necessario, dunque, riflettere sulla possibilità di ridurre l'incremento del prezzo proprio per andare incontro alle legittime esigenze di vaste fasce della popolazione”.
Anche a Laterza l'aumento del prezzo del pane e, di conseguenza, di tutti i derivati, non passerà inosservato. Secondo quanto dichiarato dal presidente del Consorzio Pane di Laterza, Leonardo Clemente, il prezzo del pane dovrebbe salire di 35-40 centesimi. In concreto, se attualmente un laertino che acquista un kg di pane paga 1,75 euro, a partire dal 1° settembre si troverà a pagare 2,10 euro. Anche in questo caso, l'incremento è dovuto all'aumento del costo della materia prima. “Da due mesi e mezzo - ha spiegato Clemente - stiamo subendo un aumento del 46,5% sul costo del grano. Avremmo già dovuto applicare l'incremento ma abbiamo preferito aspettare la fine delle vacanze estive. Stiamo comunque cercando di contenerlo il più possibile”.
L'auspicio del presidente del Consorzio Pane è che il prezzo della materia prima si stabilizzi. Secondo Clemente, dipenderebbe tutto dalla mietitura che a breve sarà effettuata in Canada. “Se la produzione canadese - ha aggiunto - sarà inferiore alle aspettative, il prezzo del grano salirà ulteriormente”. Clemente ha, inoltre, rivelato che quest'anno dalla Siria sono state importate solo 250mila tonnellate di grano, rispetto ai 5 milioni degli anni passati. Una riduzione dovuta al calo di produzione che si è verificato a livello mondiale nell'ultimo periodo, in percentuali rilevanti anche in Italia. Migliaia di ettari riservati inizialmente alla coltivazione del grano sono stati destinati ad altre produzioni, più redditizie per i coltivatori.
L'aumento del prezzo del pane richiesto dai panificatori, secondo il presidente del Consorzio, è dunque inevitabile. “Sono diversi anni - ha affermato - che non si verificano variazioni di prezzo. L'ultima, di 15 centesimi, risale al 2001”.
Secondo Leonardo Clemente, l'aumento non sarà una sorpresa. “I cittadini - ha concluso - attraverso i media, sono stati preparati all'aumento”.
