
sabato 30 maggio 2009
Quello che.. i candidati non dicono
mercoledì 11 marzo 2009
Agorà, i giovani al comando
LATERZA – Otto giovani col pallino del giornalismo e la voglia di crescere assieme.
Il nuovo Agorà, bimestrale di informazione cittadina, nasce così: da un cambio generazionale che offre spazio e motiv azioni senza però accantonare l' esperienza dei più grandi.
Il percorso è parallelo, perché dietro la nuova veste grafica e i contenuti più al passo coi tempi, resta lo zoccolo duro dell'associazione Società e Progresso.
Nel nome c'è un programma, così come per il periodico: la piazza, come luogo dell'incontro e dello scambio.
Con un occhio al centrosinistra - l'area naturale di riferimento non cambia - e lo sguardo critico per tutti i politici, soprattutto quando mettono piede sul Palazzo. In comune c'è la volontà di tenere vivo quello spirito associativo «che ha attraversato questi 15 anni di attività».
Bruno Bongermino, 20 anni appena, è il presidente dell'associazione ed è un po' il simbolo di questa nuova generazione che macina idee al ritmo di internet.
Al suo fianco, durante la presentazione del giornale appena stampato e che sarà distribuito in 650 copie, siede il nuovo direttore editoriale Vitantonio Fosco, anche lui giovanissimo e con un curriculum da studente d'arte, vignettista ed esperto di computer grafica. La sua mano in effetti si vede: il giornale è rimasto identico solo nel formato.
Tutto il resto, dalla giovanissima redazione (età compresa tra i 17 e i 23 anni) alla grafica e ai contenuti, è mutato: una piccola “rivoluzione” in 16 pagine. «Con più immagini – spiega Fosco – che sono il messaggio più veloce che conosciamo». Messaggi e storie comunque da sfogliare – ricorda Rita Russi - «pescando nel vissuto locale, nella cultura e nella politica ». La realtà, insomma, «bella o brutta che sia». Ma col piglio del «volontariato puro, della passione e del senso civico». «I fattori che ci tengono assieme, ci accomunano», insiste Russi.
Se poi il gruppo che sgobba è giovane, meglio. Mino Lamola, un “senatore” di Agorà: «Questo cambio generazionale lo abbiamo aspettato tanto: ora i giovani ci sono e tocca a loro portare avanti il lavoro del giornale e dell 'associazione, che va oltre le persone ». La “benedizione”, cioè, non manca: ora si può partire.
Fosco indica la direzione: «Il giornale si evolve, come tutte le cose. Ci saranno testi più corti, meno mattonate e più speciali su argomenti come il lavoro e l'economia o personaggi come De Andrè; e molte più foto e invenzioni grafiche, caratteri più grandi e leggibili: siamo in rodaggio, comunque. Anche i contenuti saranno snelliti: del resto siamo un giornale fatto da giovani per i giovani. Non è una scelta anagrafica, ovviamente, ma di mentalità».
Insomma, i “vecchi ” del gruppo non saranno buttati via: «La loro esperienza serve, non è un limite per noi ma un'angolazione diversa con la quale guardare la realtà». Il mondo visto dal piccolo oblò laertino, in fondo, non è granché diverso: «Guardiamo anche oltre la nostra Laterza, all'Italia e alla vicende internazionali.
Prendiamo la crisi - chiosa Fosco -: non vogliamo rattristarci, ma capire tutto ciò che fa parte della nostra vita». Capire e spiegare: che grande impresa, l'informazione.
Massimo D'OnofrioCorriere del Giorno
10/03/2008
giovedì 31 luglio 2008
L'informazione e la politica locale
Riportiamo un commento analitico e appropriato di Akerfeldt che ancora una volta è riuscito a mettere ordine ad un confronto sterile e forse anche tendenzioso sui giornali locali e il rapporto con la politica.A margine di questa discussione un po’ confusa ma stimolante, vorrei fare alcune considerazioni. La prima: capita a volte ai giornalisti di sbagliare. In sede di redazione, revisione o stampa dell’articolo possono avvenire errori del tutto fortuiti dovuti a distrazione o fretta. Ad esempio si può scrivere Catalano invece di Catapano o 70 feriti invece di 71. Sono errori di poco conto. Si può anche scrivere 30000 € invece di 3000, aggiungendo uno zero. La cosa però cambierebbe non poco. Sarebbe quindi meglio rettificare. Nel caso dell’errore commesso dal Corriere del Giorno tra tremila (3000) e trecentomilioni (300000000) di euro la differenza è abissale. Le cifre sono molto diverse. Il refuso non è spiegabile con un semplice errore di battitura. E’ un errore marchiano derivato forse da una mancata verifica della fonte. Ero presente al consiglio comunale dell’8 luglio e non mi sembra aver visto al momento della presentazione del rendiconto finanziario nessun cronista del Corriere. Qualcuno potrebbe essere giunto dopo, aver chiesto informazioni e, o perché vittima di malinteso o perché informato male, aver appreso e riportato la cifra spropositata. Questa, tuttavia, si poteva correggere per tempo, essendo la cronaca del consiglio uscita sul quotidiano tarantino il 14 o 15 luglio. Non so inoltre se sia avvenuta la rettifica, ma dato il caso, questa era altamente consigliabile.
Per ciò che concerne il discorso su Agorà, questo non mi è molto chiaro. Da quanto si evince dai commenti riportati, Agorà sarebbe il simbolo di un giornalismo che s’offre solo come cassa di risonanza (per quel che può risuonare) delle notizie di genesi politica, non preoccupandosi affatto di constatarne la veridicità e assumendo un atteggiamento alquanto prono verso i potenti. Ora, non che Agorà sia un campione del giornalismo d’inchiesta (cosa che in Italia riesce solo e in parte alle migliori testate nazionali), ma da qui a dire che sia un giornale che non abbia motivo d’esistere, perché semplice raccoglitore di comunicati e dichiarazioni politiche o perchè non interesserebbe a nessuno, ne passa. Cerca di fare cronaca locale attingendo per quanto possibile notizie di prima mano e conferendo loro un taglio valutativo, condivisibile o meno che esso sia.
Infine che il giornalismo italiano non goda di buona salute dal punto di vista commerciale e dal punto di vista qualitativo è indubitabile. Su quest’ultimo punto distinguo e opinabilità trascinerebbero in un discorso troppo ampio. Per quanto riguarda il primo punto cerco di sintetizzare alcuni elementi esplicativi. Le anemiche vendite dei quotidiani sono dovute tra l'altro a uno sviluppo della sfera pubblica italiana, nell’ottocento e nella prima metà del novecento, spiccatamente elitario. La costituzione de facto della nazione italiana, attraverso l’adozione di una lingua comune che sconfiggesse l’uso dei dialetti e la nascita di un vero sentimento nazional-popolare, si ha compiutamente solo con il dopoguerra e l’avvento della televisione negli anni cinquanta. I giornali avevano una diffusione limitata, non di massa, scontando la scarsa alfabetizzazione della popolazione italiana e l’asfissia del mercato pubblicitario, e riferendosi perciò alle intelligenthie italiane, da quelle fautrici dell’unità politico amministrativa dello Stivale fino, quanto meno, a quelle dell’immediato secondo dopoguerra. Ciò ha portato a rapporti sempre più stretti tra lobby di potere politico-economico e quotidiani e spiega anche l’endemica dipendenza da finanziamenti statali del mercato editoriale italiano. La situazione (anche se il numero dei lettori è ovviamente aumentato) si è sostanzialmente evoluta poco, dovendo ormai la stampa rincorrere una cultura di massa dall’impriting marcatamente televisivo difficile da sradicare. Essendosi affermata la televisione come principale consumo culturale di massa, i quotidiani e i periodici hanno tuttora un seguito relativamente basso.
mercoledì 5 settembre 2007
Agorà risponde
Chiediamo che la presentazione dell’ultimo numero di Agorà venga tolta dal blog, poiché non condividiamo la pubblicazione di sproloqui sul giornale da parte di chi non ha il coraggio di firmarsi (proprio nel numero arricchito dall’inserto “Agorà Giovani” scritto per intero da nuove leve).Cosimo Lamola – Redattore di Agorà
martedì 4 settembre 2007
Commento di un visitatore critico
Di seguito riportiamo il commento lasciato da un visitatore, che si è firmato come "estintore", che ha trattato diversi argomenti del Blog. Il commento è inserito nel post "sull'uscita del nuovo numero di Agorà" e probabilmente se non evidenziato rischiava di non essere letto e commentato. A tal proposito stiamo tentando di inserire un sistema che evidenzi in home page gli ultimi commenti che vengono rilasciati. Estintore ha detto...
Quando cosi' gentilmente mi vien chiesto di partecipare al dibattito, seppur l'invito mi sia stato consegnato via e-mail, non posso fare a meno che fermarmi, leggere, pensare e finalmente stendere fiumi di parole che forse scalderanno gli animi di qualcuno, ad altri ilare potranno sembrare ma purtroppo di realta' parlano.
Cari amici/nemici,
non ho potuto fare a meno di leggere e di testare personalmente, lo spropositato aumento del pane, che secondo i calcoli dei bravi matematici di questo blog, portera' nelle casse dei panificatori oltre un milione di euro in piu'. Che dire. Piu' che un aumento trattasi di un colpo di stato, un vero e proprio golpe... i poveri cittadini nulla possono fare se non evitare di mangiare il tanto decantato pane di laterza magari sostituendolo col pane del Mulino Bianco il cui prezzo resta invariato.
Abbiamo facilmente risolto un problema.
Per quanto riguarda i costi della politica sto preparandomi ad intraprendere un discorso molto lungo cosi' da poter analizzare tutti i punti uno per uno in maniera chiara e dettagliata, rimando quindi fra qualche giorno le mie riflessioni.
Per quanto riguarda il blog vedo che e' anche strumento propagandistico per l'ormai vetusto AGORA', giornale sempre uguale, con persone sempre uguali, con idee sempre uguali. Democrazia vuol dire liberta', quindi continuate pure a editare Agora'... pero' che palle.
Alla prossima.
mercoledì 29 agosto 2007
Agorà in Edicola

Da oggi è in edicola il nuovo numero di Agorà. Tanti articoli interessanti che approfondiscono la realtà sociale e politica di Laterza.
Segnaliamo alcuni articoli:
Fogna bianca: fiumi di .... parole - di Giuseppe Russi;
Solo apparenze - di Cosimo Lamola;
Un Comune sommerso dai bisogni - di Vittorio Casarola;
Un consiglio comunale inutile - di Franco Catapano;
Intervista a Vincenzo Divella - di Mimma Stano e Rocco Tocci;
Nasce il Nuovo Agorà Giovani - di Vitantonio Fosco;
Percorsi di Legalità - di Maria Teresa D'Aprile.