LATERZA – Otto giovani col pallino del giornalismo e la voglia di crescere assieme.
Il nuovo Agorà, bimestrale di informazione cittadina, nasce così: da un cambio generazionale che offre spazio e motiv azioni senza però accantonare l' esperienza dei più grandi.
Il percorso è parallelo, perché dietro la nuova veste grafica e i contenuti più al passo coi tempi, resta lo zoccolo duro dell'associazione Società e Progresso.
Nel nome c'è un programma, così come per il periodico: la piazza, come luogo dell'incontro e dello scambio.
Con un occhio al centrosinistra - l'area naturale di riferimento non cambia - e lo sguardo critico per tutti i politici, soprattutto quando mettono piede sul Palazzo. In comune c'è la volontà di tenere vivo quello spirito associativo «che ha attraversato questi 15 anni di attività».
Bruno Bongermino, 20 anni appena, è il presidente dell'associazione ed è un po' il simbolo di questa nuova generazione che macina idee al ritmo di internet.
Al suo fianco, durante la presentazione del giornale appena stampato e che sarà distribuito in 650 copie, siede il nuovo direttore editoriale Vitantonio Fosco, anche lui giovanissimo e con un curriculum da studente d'arte, vignettista ed esperto di computer grafica. La sua mano in effetti si vede: il giornale è rimasto identico solo nel formato.
Tutto il resto, dalla giovanissima redazione (età compresa tra i 17 e i 23 anni) alla grafica e ai contenuti, è mutato: una piccola “rivoluzione” in 16 pagine. «Con più immagini – spiega Fosco – che sono il messaggio più veloce che conosciamo». Messaggi e storie comunque da sfogliare – ricorda Rita Russi - «pescando nel vissuto locale, nella cultura e nella politica ». La realtà, insomma, «bella o brutta che sia». Ma col piglio del «volontariato puro, della passione e del senso civico». «I fattori che ci tengono assieme, ci accomunano», insiste Russi.
Se poi il gruppo che sgobba è giovane, meglio. Mino Lamola, un “senatore” di Agorà: «Questo cambio generazionale lo abbiamo aspettato tanto: ora i giovani ci sono e tocca a loro portare avanti il lavoro del giornale e dell 'associazione, che va oltre le persone ». La “benedizione”, cioè, non manca: ora si può partire.
Fosco indica la direzione: «Il giornale si evolve, come tutte le cose. Ci saranno testi più corti, meno mattonate e più speciali su argomenti come il lavoro e l'economia o personaggi come De Andrè; e molte più foto e invenzioni grafiche, caratteri più grandi e leggibili: siamo in rodaggio, comunque. Anche i contenuti saranno snelliti: del resto siamo un giornale fatto da giovani per i giovani. Non è una scelta anagrafica, ovviamente, ma di mentalità».
Insomma, i “vecchi ” del gruppo non saranno buttati via: «La loro esperienza serve, non è un limite per noi ma un'angolazione diversa con la quale guardare la realtà». Il mondo visto dal piccolo oblò laertino, in fondo, non è granché diverso: «Guardiamo anche oltre la nostra Laterza, all'Italia e alla vicende internazionali.
Prendiamo la crisi - chiosa Fosco -: non vogliamo rattristarci, ma capire tutto ciò che fa parte della nostra vita». Capire e spiegare: che grande impresa, l'informazione.
Massimo D'OnofrioCorriere del Giorno
10/03/2008











