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mercoledì 6 febbraio 2008

Primarie e Statuto

SI PUO' FARE ANCORA MEGLIO - pubblichiamo una lettera di Gilda Binetti

L’approvazione della bozza, licenziata ieri dalla Commissione Statuto del PD è solo il primo passo. E l’astensione di ben 11 dei poco meno di 60 presenti, non può che far riflettere sulla necessità di non fermarsi nel processo di innovazione avviato. La bozza è un risultato di tutto rispetto, soprattutto se si considera l’accelerazione progressiva che è chiesta a questa nuova creatura politica, questo PD al quale chiediamo di correre prima ancora che impari a camminare. Ma può e deve ancora migliorare.

Lo Statuto disegna un partito vero, ancorato territorialmente ma che non si chiude alle nuove possibilità partecipative aperte dalla rete; un partito che coraggiosamente afferma le responsabilità di chi intende governare il Paese con l’affermazione del legame necessario tra leadership e premiership; un partito che mette in campo azioni positive per il ricambio della classe politica, affermando la parità di genere come principio, il limite del numero dei mandati e della cumulabilità delle cariche, il finanziamento ad ambiti di formazione politica plurimi.

Si ha però la sensazione di trovarsi di fronte a un processo che non ha avuto il coraggio di spingersi un po’ oltre. Nel merito e nel metodo. Nel merito:scotta non aver sancito, senza se e senza ma, il principio delle primarie. Spieghiamoci: le primarie sono definite come il sistema ordinario al quale fare riferimento ogniqualvolta si debbano decidere le candidature ai ruoli di partito o istituzionali rilevanti. Questo principio, però, incorpora una eccezione non da poco: i parlamentari. Non spaventa l’idea che possano esserci circostanze il cui l’applicazione del principio contrasta con le esigenze dettate dalla situazione effettiva e contingente. Oggi non sarebbe stato possibile, nell’arco brevissimo di tempo che sembra separarci dalla tornata elettorale, investire tempo e risorse per una seria campagna primaria. Cionondimeno la previsione che, per questa particolare categoria di rappresentanti istituzionali sia già pronta una via di fuga dal principio generale fa male. Il recupero di credibilità della classe politica nei confronti dei cittadini passa anche per gesti simbolici, e uno Statuto senza cedimenti su questo fronte avrebbe sancito appieno quel fruttuoso dialogo avviato il 14 ottobre. Un gesto simbolico sarebbe stato approvare l’emendamento che precludeva la candidatura ai funzionari dei partiti, e, soprattutto, un gesto simbolico di grande rilevanza sarebbe stato approvare lo Statuto all’unanimità. Cosa è mancato dunque? E’ mancato un po’ di dialogo in piu’ tra coloro che proponevano idee differenti; è mancata un po’ più di fiducia nelle persone, che sanno dialogare, piuttosto che nelle “parrocchie”, organizzate per difendere la propria tesi; è mancata un po’ di determinazione nel volere questa Commissione come punto di incontro e non di scontro tra visioni diverse. E’rimasta, da parte di tutti, un po’ troppa propensione a vedersi come veltroniani, dalemiani, popolari, lettiani e bindiani piuttosto che, semplicemente, da oggi e in poi, come democratici.

Attendiamo al più presto la convocazione all’assemblea plenaria e speriamo che tornino a essere protagonisti la voglia di ricominciare e la tensione al nuovo. Anche nei metodi.

Gilda Binetti – Commissione Nazionale Statuto Partito Democratico

DISPOSITIVO DELL’ESECUTIVO PROVINCIALE - 10 febbraio 2008

L’Esecutivo Provinciale riunitosi il 4 febbraio 2008 ha discusso dell’appuntamento del prossimo 10 febbraio, quando nasceranno in tutti i comuni della provincia e nei quartieri della città di Taranto i circoli territoriali e saranno completati gli organismi dirigenti cittadino e provinciale del partito.
La situazione politica nazionale e la possibilità di elezioni anticipate fanno diventare questo appuntamento una opportunità per il Partito Democratico di dialogo con i cittadini, a cominciare dal popolo delle primarie del 14 ottobre, per chiarire la natura della crisi e indicare la strada per una sua soluzione positiva.
La democrazia italiana ha bisogno di un profondo rinnovamento: bisogna ridurre la frammentazione in tanti piccoli partiti, è necessario diminuire il numero dei parlamentari e i costi della politica, è indispensabile restituire capacità di decisione ai governi. E’ questa la strada da percorrere per dare risposte ai cittadini che chiedono più occupazione, difesa del potere d’acquisto delle famiglie, più sicurezza e difesa dell’ambiente.

Per queste ragioni bisogna cambiare la legge elettorale in modo da restituire agli elettori la possibilità di scegliere i parlamentari, ridurre il numero dei partiti e garantire governi stabili al Paese.
Il centrodestra si oppone a questa riforma perché ha fretta di votare pensando di essere sicuro di vincere. Ma se si vota con questa legge i parlamentari non saranno scelti dagli elettori e si condanna il Paese alla ingovernabilità.
Il 10 febbraio deve essere una grande giornata di dialogo con i cittadini per denunciare l’irresponsabilità del centrodestra e illustrare le nostre proposte per rinnovare la democrazia e modernizzare il Paese.
L’appuntamento del 10 febbraio, quindi, deve vedere impegnato il partito unitariamente per favorire il massimo di partecipazione, lavorando perché il maggior numero possibile di elettori delle primarie ritiri il certificato di Fondatore del Partito Democratico e deve essere l’occasione per dibattiti aperti a tutti.
L’Esecutivo Provinciale, sulla base di queste considerazioni politiche, delibera:
1. Laddove il numero dei candidati presentati non è superiore al numero di coloro che devono essere eletti si vota in modo palese a conclusione del dibattito politico.
2. L’articolo 4 del regolamento nella parte relativa alla presentazione delle candidature viene così modificato: “La candidatura a componente del Coordinamento di Circolo e/o a delegato all’Assemblea Cittadina e Provinciale deve essere presentata al Presidente/Garante entro le 20.00 di giovedì 7 febbraio. Le candidature che non vengono avanzate dal Coordinamento provvisorio del Circolo devono essere accompagnate da almeno 5 firme di “Fondatori del PD” del Circolo per la candidatura a componente del Coordinamento del Circolo, da almeno 15 firme per la candidatura all'Assemblea Cittadina e da almeno 40 firme per la candidatura all'Assemblea Provinciale”.
3. L’articolo 6 del regolamento nella parte relativa al rapporto delegati elettori per l’Assemblea Cittadina viene così modificato: “Nel comune capoluogo ciascun Circolo elegge un numero di delegati all’Assemblea Cittadina pari al rapporto esistente tra il numero dei votanti alle primarie, residenti nell’ambito territoriale di competenza del Circolo, e 100.”
4. Gli eletti delle Assemblee del livello territoriale superiore fanno parte di diritto degli organismi dirigenti dei livelli territoriali inferiori dove sono residenti o sono stati eletti.
Taranto, 4.02.2008

venerdì 23 novembre 2007

DOPO IL 24 NOVEMBRE, RADICAMENTO TERRITORIALE DEL PD

In questi ultimi giorni ed ore affiorano alcune domande cogenti sul processo di radicamento territoriale del Partito Democratico. Un processo complesso e indefinito che al momento è oggetto di discussione nella commissione statuto nazionale e nella conferenza dei segretari regionali coordinata da Veltroni.

Personalmente non è stato facile decifrare l’orientamento che si sta assumendo per cui sinteticamente riporto quello che ho compreso dalla lettura, dal confronto con gli altri delegati e partecipanti alla costruzione del Partito Democratico. Quello che segue perciò è una libera interpretazione che può essere inesatta ed è per questo che vi invito ad inviarmi le vostre impressioni e commenti al processo di radicamento del Pd.

ORGANIZZAZIONE COMUNALE

Il livello comunale sarà organizzati in circoli (definizione provvisoria) corrispondenti ad almeno un seggio elettorale delle primarie, circoli formati da tutti gli elettori del 14 ottobre. Nei comuni con un solo circolo, l’assemblea di circolo eleggerà un coordinamento comunale (più o meno l’organizzazione comunale della Margherita). Nei comuni con più di un circolo, ciascuna assemblea di circolo eleggerà i delegati che comporranno l’assemblea (detta anche “platea”) comunale. Non è chiaro quanti saranno i delegati per circolo – per cui sicuramente le norme successive chiariranno tali numeri-.

Le stesse assemblee di circolo dovranno eleggere i propri delegati all’assemblea provinciale. Il coordinamento di circolo o, nel caso di più circoli in un solo comune, i delegati eletti dalle assemblee di circolo, eleggeranno un segretario comunale (che sarà quindi un eletto di secondo grado). In questo caso non si capisce la data di elezione del segretario comunale.

ORGANIZZAZIONE PROVINCIALE

L’assemblea provinciale ( o coordinamento provinciale) sarà formata da:

  1. i delegati per l’assemblea provinciale eletti dai circoli comunali;
  2. i delegati nazionali e regionali eletti il 14 ottobre nella provincia;
  3. (se aderenti al PD) il sindaco e capogruppo consiliare del comune capoluogo di provincia, il presidente e capogruppo consiliare della provincia; i consiglieri regionali, e i parlamentari.

Non è stato definito quanti delegati saranno designati dai circoli comunali?

L’assemblea provinciale così formata eleggerà il coordinatore provinciale. La data di elezione non sembra individuata anche se è indicata per fine gennaio e inizi di febbraio.

Franco Catapano
info@francocatapano.it

giovedì 22 novembre 2007

Un partito nuovo e di tutti anche a Taranto

Accadono “cose nuove” anche in politica. Le volte che accadono i cittadini le apprezzano premiando sia la novità che l’innovazione. La nascita del Partito Democratico conferma e rafforza questa tesi. Nella provincia di Taranto circa 29.000 cittadini hanno riposto la loro fiducia nella nascita del “partito nuovo”. Un grande evento democratico che responsabilizza i 76 delegati regionali e nazionali che il 24 novembre si riuniranno per iniziare il processo di costruzione del Pd in terra jonica.

La democrazia però assomiglia al successo, non è facile conquistarla ma è più difficile mantenerla. A Taranto il rischio di sbagliare è più alto che altrove. Non a caso negli ultimi giorni si sono succeduti articoli assennati da parte di Michele Pelillo, Luigi Paolo Morea e Gigi Conte.

Tuttavia Walter Veltroni ha chiaramente individuato nella discontinuità e pluralismo le coordinate di riferimento per la costruzione del Pd.

La discontinuità non può che essere nei metodi e nei volti, un cambiamento atteso e necessario sei si vuole essere innovativi. Pluralismo vuol dire andare oltre le liste e le correnti per sostenere idee e contenuti nuovi affinché tutti si sentano coinvolti nel processo di radicamento territoriale.

Personalmente penso che la trasparenza delle decisioni e la definizione del ruolo di coordinatore ed esecutivo provinciale sono le prime cose da discutere. La mia proposta è quella di sperimentare una struttura articolata su una doppia forma di responsabilità:

1) Un esecutivo snello di tipo politico-organizzativo (rappresentativo dei territori);

2) L’organizzazione di aree tematiche (incubatori di idee) aperti ai non eletti alle primarie. Alle stesse, coordinate da personalità di spicco nelle diverse aree, spetterebbe il compito di definire programmi e proposte vincolanti per gli organi dirigenti del partito. L’esecutivo politico-organizzativo si completerebbe dunque con i coordinatori delle diverse aree tematiche.

Sciogliendo preliminarmente questi nodi appare più semplice tracciare la figura di un coordinatore provinciale che deve essere assolutamente un giovane uomo o donna, capace di inserirsi nell’asfittico dibattito politico per attivare un dialogo costante con l’esterno e i cittadini. In sintesi una figura non implicata nelle vecchie e dolorose divisioni interne dei partiti jonici, capace di interpretare quello che c’è fuori e non solo quello che c’e dentro. Un chiaro segnale di rinnovamento anche per avvicinare le nuove generazioni alla nuova stagione politica.

Mi rendo conto che il compito è impegnativo e difficile, colmo di sfide e di ostacoli, ma il rispetto verso il popolo delle primarie ci impone di cambiare.

Franco Catapano

Delegato all’assemblea costituente regionale

FISSATE PER IL 24 NOVEMBRE LE ASSEMBLEE PROVINCIALI DEL PARTITO DEMOCRATICO

Si avvicina la data delle Assemblee provinciali del Partito Democratico.

Le assemblee convocate dal Segretario Regionale Michele Emiliano prevedono l'elezione del Coordinatore con voto segreto. Ai sensi dell'art. 5 del dispositivo finale dell'Assemblea Costituente nazionale risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, con eventuale ballottaggio tra i primi due.

Successivamente si procederà alla istituzione del Coordinamento provinciale costituito dagli eletti nelle Costituenti nazionale e regionale nonchè, qualora non ne facessero parte , il Sindaco e il Capogruppo consiliare del PD del Comune capoluogo, il Presidente della Provincia e il Capogruppo provinciale, i consiglieri regionali e i Parlamentari aderenti ai gruppi del PD.

Vi ricordiamo che i Coordinamenti provinciali possono allargarsi ad altre persone con il voto favorevole di due terzi dei componenti dello stesso. In seguito Il Coordinamento provvederà all'elezione del Presidente al suo interno.

DI SEGUITO I LUOGHI DOVE SI SVOLGERANNO LE ASSEMBLEE COSTITUENTI SABATO 24 NOVEMBRE

BARI : Sala Tridente - FIERA DEL LEVANTE- ore 09.00

BAT : Trani , Auditorium "San Luigi" - Piazza Mazzini - ore 09.00

TARANTO : Audutorium Masseria Vaccarella - via per Monteiasi - quartiere Paolo VI - ore 09.00

BRINDISI : Biblioteca Provinciale - ore 09.00

LECCE : Hotel PRESIDENT - Lecce -

FOGGIA : Biblioteca Provinciale - Viale Michelangelo - Foggia ore 17.00

lunedì 12 novembre 2007

Da mò vale cioè da dopo l'assemblea.

Ho aspettato e riflettuto prima di scrivere questo mio commento alla prima assemblea regionale del partito democratico in Puglia. Leggendo i giornali di ieri ho anche appreso notizie ed informazioni che mi erano sfuggite. Eppure quando sono arrivato nello "spazio 7" tutto sembrava "bollire" in modo frenetico anche se le sedie erano tutte già occupate: Michele Mazzarano (vicesegretario), Loredana Capone (presidente assemblea) e Rosa Stanisci (tesoriere).

Abbiamo votato anzi applaudito tutti.

Una realtà complessa il partito democratico pugliese: tante liste (correnti), tante personalità e tanti territori che si devono conoscere per collaborare. La prima assemblea non mi ha entusiasmato, poche novità. La buona relazione di Emiliano mi è apparsa lunga e poco coinvolgente. Gli interventi sono stati poco ascoltati e il dibattito ne ha sofferto. Lo stesso Emiliano ha ammesso che ci sono stati alcuni errori organizzativi e politici, …. ma la prossima volta andrà meglio.

Per cui questa volta non vale!

Il partito democratico deve imparare dagli errori, ha detto nelle conclusioni Emiliano, ma non abbiamo molto tempo da sprecare. Ci sono molte cose da fare e le attese sono tante.

Franco Catapano

mercoledì 7 novembre 2007

il 10 novembre assemblea costituente regionale

E' stata fissata per sabato 10 novembre, a partire dalle ore 9,30, presso il Padiglione n. 7 della Fiera del Levante di Bari la prima riunione dell’Assemblea Costituente Regionale del Partito Democratico.
I delegati eletti alla Costituente Regionale e quelli eletti alla Costituente Nazionale dovranno accreditarsi munendosi di un apposito badge che potrà essere ritirato presso la struttura sabato mattina a partire dalle ore 9,00. Franco Catapano e Anna Sannelli sono i laertini delegati che parteciperanno alla prima assemblea costituente regionale. Per quanti vorranno partecipare alla manifestazione e non sono delegati l’ingresso è libero.