martedì 17 marzo 2009

Fermiamo i sindaci

In campo Legambiente: «Fermiamo i sindaci»
Timori di Legambiente sul Parco delle Gravine
I timori di Legambiente sul Parco delle Gravine. In particolare quelli collegati a ciò che l’associazione ambientalista definisce «un cartello formato da Comuni dell’area occidentale, alcune associazioni di categoria e cacciatori che provano a far fronte comune». Il circolo castellanetano critica fortemente la scelta di questi soggetti di chiedere nella conferenza dei servizi tenutasi a Bari lo scorso 2 marzo «di accogliere tutte le domande di esclusione, senza distinzione fra superfici agricole e superfici naturali e di inserire nella perimetrazione una zona franca, pre-parco, per consentire l’attività ven atoria». Secondo Legambiente infatti «le domande di esclusione dal Parco sono in contrasto con la legge istitutiva, laddove inficiano la continuità territoriale dell’area e la sua omogeneità. D’altro canto, riteniamo le richieste delle associazioni venatorie in contrasto con la legge quadro 394/92, per la tutela e salvaguardia delle specie faunistiche». Gli ambientalisti vedono invece i parchi come «istituzioni che servono a tutelare la biodiversità del Paese: salvano specie dall’estinzione e habitat dal loro degrado, sono occasione di promozione economica, sono un investimento per il futuro. Non possono vivere nell’ombra o mutilati; o la loro presenza si apprezza o non sono». Inoltre Legambiente di che «la legge sul nostro Parco delle Gravine era viziata in partenza; con la possibilità di esclusione su domanda da parte dell’azienda all’interno del perimetro, già notevolmente ridotto e frastagliato rispetto alle richieste e alle ipotesi della prima ora. Tali richieste di esclusione - prosegue il circolo castellanetano - sono state favorite da una campagna pregiudizialmente contraria e porterebbero ad una mutilazione dell’area tale da svuotare di significato la definizione di Parco». L'associazione ambientalista, «anche all’interno di un più ampio coordinamento provinciale per il Parco, fatto di associazione e singoli cittadini, lamenta da anni la necessità di concludere l’iter attutivo delle finalità socio-economiche e di dotarsi di un Ente Parco definitivo. Al nostro Comune - conclude Legambiente - chiediamo per l’ennesima volta che su questioni di grande importanza, sia necessario consultare anche il nostro circolo, quale portatore di interessi generali diffusi».



Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Autore: Angelo Loreto (il giornalista)
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E i redditi sopra i 120.000 euro.

lunedì 16 marzo 2009

Caro Presidente















Caro Presidente Berlusconi,
ho letto che il tuo governo, nel mese di giugno, mi farà votare in due giorni diversi per le elezioni e per il referendum e che questo comporterà un costo in più di oltre 460 milioni di euro! Perché buttare questi soldi dello Stato e dei cittadini? Il Partito Democratico propone di utilizzarli per potenziare con uomini e mezzi le Forze dell’Ordine, acquistare il carburante alle volanti, riparare quelle ferme perché rotte e pagare gli straordinari al personale.Io sono d’accordo e ti chiedo: aiuta gli italiani davvero, unifica la data del voto.

Oltre il 51% fino al 92%

Nuovo duello a distanza tra Dario Franceschini e Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, intervenedo telefonicamente al convegno di Reteitalia, dice: ''Siamo al 43% dei consensi e puntiamo ad arrivare al 51%". 
Da Rho, dove partecipa all'assemblea dei giovani del Pd, il segretario democratico replica ironicamente: "Non so perchè sia così umile, io ho un sondaggio qua in tasca secondo il quale il suo partito è già al 51 per cento e alle Europee può arrivare al 92 per cento". 
Non solo. Il leader Pd va all'attacco anche sull'election day e spedisce una cartolina a palazzo Chigi: "Presidente, questa è un'emergenza! Aiuta gli italiani davvero e unifica la data del voto!". 
La missiva è stata imbucata questa mattina in un ufficio postale di Rho, e così prosegue: "Votare in due giorni diversi per elezioni e referendum comporterà un costo in più di oltre 460 milioni di euro, perchè buttare questi soldi dello Stato e dei cittadini?. Il PD propone di utilizzarli per potenziare con uomini e mezzi le forze dell'ordine, acquistare il carburante alle volanti, riparare quelle ferme, perchè rotte, e pagare gli straordinari al personale".
Repubblica, 15 marzo 2009 

domenica 15 marzo 2009

Dissento

Sto pensando seriamente di dimettermi da simpatizzante del PD. 
Non riesco più a identificarmi nelle proposte di Franceschini e del gruppo dirigente. 
Come si fa a proporre un assegno  mensile di disoccupazione? Vogliamo creare un esercito di fannulloni e dare ragione a Brunetta? 
Come si può criticare la costruzione del Ponte di Messina quando risparmieremo ben 13 minuti di tempo, circa un quarto d’ora, per arrivare in Sicilia? 
Come si può rifiutare una colata ecologica di cemento e dire no all’abbattimento di  ecomostri come alberi, giardini che infestano le città?  
Soprattutto dissento nei confronti della dirigenza del PD quando afferma che questo governo, guidato da un gemello di Riace, l’altro fa il ministro della Funzione Pubblica, originari greco-calabrese, quindi del sud, che ha un Ministro per il meridione, esperto nel creare macerie sociali, dopo l’esperienza della sanità in Puglia, entrato come un virus Trojan nel governo per parificare Nord-Sud, è contro il meridione. Si è detto anche che, a differenza di Carlo Levi  che si era fermato a Eboli, questo governo si è fermato a Roma: sono affermazioni false e gratuite, tanto è vero che “Zombi che ce l’ha moscio”, teorico del governo Cainano, ha inviato in Puglia, a Mottola i suoi ambasciatori per spiegare “ai terroni” duri di “comprensorio”, che il governo vuole lo sviluppo del Sud. Infatti i simpatici ambasciatori hanno annunciato agli attenti amministratori di Castellaneta, Mottola, Lo voglio bene al mio paese, Ginosa, Massafra, l’avvio in Itaglia (sono sicuro che GISELLA non se ne accorge) delle grandi opere. Parte la TAV, con i soldi dei “FAS” (Fondi aree sottoutilizzate), le cui risorse, per legge, dovrebbero essere impegnate al Sud per l’85%, ma, per evitare che siano preda della mafia, sono investiti leggermente un po’ più sopra del Sud, ma di pochissimo però, in Piemonte;si blocca l’alta velocità ferroviaria Bari­-Napoli;  e che i napoletani devono portare la “monnezza” in Puglia su carrozze veloci? 
Giustamente si chiudono quasi tutti gli aeroporti meridionali, mica si poteva chiudere Malpensa e licenziare migliaia di dipendenti?  
Poi i meridionali devono smettere di essere frignoni, lamentarsi sempre; non è con le briciole che si risolvono i gravi problemi delle zone più povere e dove manca anche la sicurezza; anzi tutti gli amministratori e deputati berlusco(nani) devono far quadrato perché le decisioni prese dal reggente di Arcore, avallate da Zombi, siano rispettate e diffuse in tutto il territorio meridionale.    
Il portavoce degli amministratori berlusco(nani) presenti alla riunione con i simpatici mattacchioni in camicia verde, carica meritata sul campo per le sue doti intellettuali e intellettive, Gisella KRISTALLIN  senza pensare, dote questa non presente nel suo DNA, ha detto: “Obbedisco”. 
Tornato a Lo voglio bene al mio paese, Gisella ha chiamato SCACCO MATTO e lo ha invitato a costituire nel luogo ronde per il controllo della sicurezza. 
I due “compari” si sono anche impegnati per le prossime elezioni a far votare la Lega Nord per le Europee; per la provincia invece il loro candidato è Pierino acchiappa appalti all’interno dell’Ilva, che  aborre il voto di scambio, chiedere a Gisella che lavora all’Ilva.“Gli attenti a quei due” si divideranno sul “Referendum” indetto dall’amministrazione comunale per scegliere il colore della camicia che avrà la ronda non del piacere, ma della sicurezza: Verde o Nera?           

mercoledì 11 marzo 2009

Agorà, i giovani al comando

LATERZA – Otto giovani col pallino del giornalismo e la voglia di crescere assieme.

Il nuovo Agorà, bimestrale di informazione cittadina, nasce così: da un cambio generazionale che offre spazio e motiv azioni senza però accantonare l' esperienza dei più grandi.

Il percorso è parallelo, perché dietro la nuova veste grafica e i contenuti più al passo coi tempi, resta lo zoccolo duro dell'associazione Società e Progresso.

Nel nome c'è un programma, così come per il periodico: la piazza, come luogo dell'incontro e dello scambio.

Con un occhio al centrosinistra - l'area naturale di riferimento non cambia - e lo sguardo critico per tutti i politici, soprattutto quando mettono piede sul Palazzo. In comune c'è la volontà di tenere vivo quello spirito associativo «che ha attraversato questi 15 anni di attività».

Bruno Bongermino, 20 anni appena, è il presidente dell'associazione ed è un po' il simbolo di questa nuova generazione che macina idee al ritmo di internet.

Al suo fianco, durante la presentazione del giornale appena stampato e che sarà distribuito in 650 copie, siede il nuovo direttore editoriale Vitantonio Fosco, anche lui giovanissimo e con un curriculum da studente d'arte, vignettista ed esperto di computer grafica. La sua mano in effetti si vede: il giornale è rimasto identico solo nel formato.

Tutto il resto, dalla giovanissima redazione (età compresa tra i 17 e i 23 anni) alla grafica e ai contenuti, è mutato: una piccola “rivoluzione” in 16 pagine. «Con più immagini – spiega Fosco – che sono il messaggio più veloce che conosciamo». Messaggi e storie comunque da sfogliare – ricorda Rita Russi - «pescando nel vissuto locale, nella cultura e nella politica ». La realtà, insomma, «bella o brutta che sia». Ma col piglio del «volontariato puro, della passione e del senso civico». «I fattori che ci tengono assieme, ci accomunano», insiste Russi.

Se poi il gruppo che sgobba è giovane, meglio. Mino Lamola, un “senatore” di Agorà: «Questo cambio generazionale lo abbiamo aspettato tanto: ora i giovani ci sono e tocca a loro portare avanti il lavoro del giornale e dell 'associazione, che va oltre le persone ». La “benedizione”, cioè, non manca: ora si può partire.

Fosco indica la direzione: «Il giornale si evolve, come tutte le cose. Ci saranno testi più corti, meno mattonate e più speciali su argomenti come il lavoro e l'economia o personaggi come De Andrè; e molte più foto e invenzioni grafiche, caratteri più grandi e leggibili: siamo in rodaggio, comunque. Anche i contenuti saranno snelliti: del resto siamo un giornale fatto da giovani per i giovani. Non è una scelta anagrafica, ovviamente, ma di mentalità».

Insomma, i “vecchi ” del gruppo non saranno buttati via: «La loro esperienza serve, non è un limite per noi ma un'angolazione diversa con la quale guardare la realtà». Il mondo visto dal piccolo oblò laertino, in fondo, non è granché diverso: «Guardiamo anche oltre la nostra Laterza, all'Italia e alla vicende internazionali.

Prendiamo la crisi - chiosa Fosco -: non vogliamo rattristarci, ma capire tutto ciò che fa parte della nostra vita». Capire e spiegare: che grande impresa, l'informazione.

Massimo D'Onofrio
Corriere del Giorno
10/03/2008

Roba Nostra

"Bisogna far sistema".
Questa ricetta, con cui in genere le economie decollano e i paesi si sviluppano, trova da noi un'applicazione tipicamente all'italiana. Consiste nella capacità inesauribile di stabilire reti di complicità e connivenze tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche. Anche grazie alle rivelazioni emerse dalle inchieste del pm Luigi de Magistris e alle vicende del giudice Clementina Forleo, Carlo Vulpio punta l'attenzione sul sistema meridionale del malaffare, dove i partiti-famiglia sono macchine oleatissime con cui si smistano i fondi nazionali ed europei, si assegnano gli appalti, si decide la fortuna o la sfortuna nelle carriere pubbliche, a cominciare dalla magistratura. E mette in primo piano le vere forze che "fanno girare" il paese, condannandolo all'inefficienza dei servizi, agli scempi ambientali e al declino inarrestabile della sua economia. Di queste forze, dopo le scoperte pionieristiche del pool di Milano, "Roba Nostra" offre la radiografia più aggiornata. Nuovi capibastone politici, tangentisti della prima e della seconda Repubblica, che sperimentano le tecniche più spietate per garantirsi il controllo di tutto ciò che è pubblico in intere regioni: dalla sanità all'istruzione, ai cosiddetti incentivi per lo sviluppo.

martedì 10 marzo 2009

Perche' NO?

Perché No?
Il 60 % degli italiani è con il PD: sì all’assegno di disoccupazione "La Crisi c'è ma per il Premier non è tragica...per lui forse no, ma per gli altri un tantino più tragica lo è eccome... " Bitter da PDnetwork


La mozione del PD sull'assegno di disoccupazione


Aderisci all'appello su Repubblica.it
Aulenti, Fuksas e Gregotti contro la proposta di liberalizzazione dell'edilizia del governo: "Pericolosi i permessi fai-da-te".
Prime reazioni degli urbanisti/ SONDAGGIO
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Franceschini chiede un contributo straordinario dai redditi oltre 120mila euro per creare un fondo di sostegno per la povertà estrema
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lunedì 9 marzo 2009

VERGOGNA

MOTTOLA ERANO PRESENTI ALLA CERIMONIA I PARLAMENTARI GIOVANNI FAVA, MASSIMILIANO FEDRIGA E ALBERTO TORAZZI

La Lega ora punta al Sud e il progetto parte dalla Puglia Inaugurata ieri sera la prima sezione politica in tutta la regione
di FRANCESCO FRANCAVILLA

• MOTTOLA (TA) . Parte da Mottola il progetto della Lega Nord per la Puglia. Ieri sera via Risorgimento è stata chiusa al traffico per permettere l’inaugura - zione dela sede al n. 62. Tanta gente, molti curiosi e i sindaci di Mottola Quero e di Laterza Cristella, invitati dal referente locale Angelo Laterza. Tre gli onorevoli della Lega, Giovanni Fava (coordinatore per il centro sud), Massimiliano Fedriga e Alberto Torazzi (referenti per la Puglia), scesi dal Nord per prepararsi a partecipare alle prossime competizioni elettorali, dove hanno promesso di essere presenti con il loro simbolo del Carroccio. Ma c'è anche la promessa che nelle loro liste non ci sarà un solo rappresentante del Nord. Presenti anche Antonio Dell’Omo, responsabile elettorale per Bari, ed Enrico Pau, responsabile organizzativo per il centro sud.
“Non vogliamo colonizzare nessuno - ha subito esordito l’on. Torazzi -, il nostro impegno sarà quello di dare un contributo, un supporto alla risoluzione dei problemi, senza contrapposizione e con la possibilità di confrontarci”. Il sindaco di Mottola Quero ha chiarito che la presenza della Lega Nord in Puglia non spaventa nessuno, pur in presenza di molti pregiudizi. “E' importante solo metterci nella condizione - afferma Quero - di partire alla pari, partendo dal federalismo fiscale non fa paura. Bisogna solo chiarire l’approccio”.
La calata della Lega al centro e al sud è il risultato, secondo gli onorevoli del Carroccio, della “crescente attenzione dei cittadini meridionali ai temi della sicurezza, del federalismo, della lotta all’immig razione clandestina, che da sempre fanno parte del patrimonio politico e programmatico della Lega Nord”. Ed è proprio questo il motivo che li ha convinti a cercare di radicarsi anche nelle regioni del sud. Lo stesso on. Torazzi lo ha fatto intendere, anche se non lo ha detto apertamente. Lo scopo sarà quello di rappresentare un movimento trasversale che possa prendere i consensi dei cittadini scontenti. E alla proposta di Franceschini di dare un salario ai disoccupati Torazzi ha risposto che si tratta di una proposta negativa “perchè non punta allo sviluppo, a differenza della Lega Nord sta proponendo di allargare gli ammortizzatori sociali”. Per le prossime elezioni provinciali in terra jonica ci potrebbe anche essere una lista del Carroccio. Saranno fatte proposte - ha affermato l’on. Torazzi -. “Se ci saranno gli uomini giusti vuol dire che ci muoveremo, altrimenti aspetteremo”. Per il momento Angelo Laterza, il mottolese che ha organizzato il partito sulla collina, resterà il collaboratore della Lega Nord a Roma che si occuperà della promozione del progetto Lega Nord sul territorio.

(Gazzetta del Mezzogiorno 04/03/2009)

Gli altri siamo noi:

Proposta Pd: contro la crisi tassiamoI parlamentari. Sì di Damiano a Bari
BARI - Sulla proposta lanciata da un gruppo di senatori e deputati del Pd di 'tagliarsì lo stipendio per creare un fondo di solidarietà contro la crisi, «se può aiutare io sono assolutamente favorevole». Lo ha detto il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano, a margine di un convegno oggi a Bari.

domenica 8 marzo 2009

Miroglio, vertenza chiusa

Cassa integrazione per due anni. Entro maggio il Piano industriale della Intini. Ieri incontro decisivo fra le parti, a Roma, al Ministero del Lavoro, con la presenza di molti operai dell'azienda

Si parte, non più verso la difesa dei proprio diritto al lavoro o verso la speranza d'essere ascoltati, ma per firmare, per chiudere una vertenza tanto lunga quanto tenace.I lavoratori passeranno dalla mobilità alla casa integrazione per 24 mesi, con, peraltro, l’integrazione del salario, assicurato, dunque, al 100%, a carico della Miroglio. Non un solo giorno di perdita di stipendio, dunque.Ore 0,30 di giovedì 5 marzo zona parcheggio della tessitura e filatura di Puglia Ginosa: due autobus della “speranza” accendono i motori. Destinazione: tavolo di risoluzione della vertenza Miroglio, ministero del Lavoro, Roma.Ad accompagnare le delegazioni dei lavoratori, composta da 120 unità tra uomini e donne una pioggia costante.L'atmosfera tra i dipendenti è tesa ma non rassegnata. La consapevolezza è che quello che si sta compiendo un viaggio che potrebbe segnare forse l'ultima tappa della storia Miroglio a Ginosa.Nodo centrale della vertenza l'assenza di un piano industriale, unico strumento che avrebbe permesso all'azienda Miroglio, di comune accordo con il Ministero del Lavoro di avviare i due anni di cassa integrazione guadagni straordinari. L'ipotesi che la forza lavoro mirogliana ha presentato a Roma ieri è stata: cessazione di attività dichiarata, 12 mesi di cigs per crisi e con serio piano industriale alla mano, ulteriori 12 mesi per ristrutturazione personale.Al tavolo convocato dal Ministero del Lavoro erano presenti le Rsu interne alla Miroglio, i rappresentanti nazionali dei sindacati di settore, il sindaco Luigi Montanaro, l'assessore provinciale al Lavoro Raffaella Quaranta, Giuseppe Bertolino della Miroglio mentre grandi assenti sono stati la Regione e la Intini.Bertolino ha in prima battuta fatto una sintetica cronistoria della vertenza: il 20 ottobre 2008 l'azienda ha richiesto la procedura di mobilità di 75 giorni per cessazione attività.Dal momento in cui l'azienda ha ritirato detta procedura tre i punti fissati da parte di Miroglio: seria supervisione degli stabilimenti proponenti, istituzione di una cigs che funga da ponte, definizione di un piano professionalizzante.Il sindaco Montanaro nel suo intervento ha fatto riferimento al piano formativo proposto dall'azienda Intini Spa di Noci.L'assessore provinciale Quaranta, dopo aver ricordato che dal 7 ottobre 2008 la Regione ha traslato le competenze in materia di riconversione industriale alla Provincia, ha presentato la disponibilità dell'Ente a predisporre grazie ai Por 2007/2013 di 3 milioni e mezzo per il 2008 e altrettanti per il 2009, fondi che a fronte di un accordo condiviso e formalmente corretto e completo, potranno essere destinati alla riconversione della forza lavoro.L'assenza di un rappresentante della Regione come anche di una della Intini Spa ha riscaldato gli animi delle parti sindacali presenti al tavolo tecnico di diversi momenti. Ma per ovviare a queste assenze è stato proposto di allegare come incartamento propedeutico all'accordo condiviso da tutti i presenti all'incontro del 26 febbraio al Ministero del Lavoro.E' stato così finalmente stilato il verbale che chiude la vertenza Miroglio.Le conclusioni del verbale condiviso sono i seguenti:1) la filatura e tessitura di Puglia srl presenterà domanda per la cigs per crisi aziendale per la durata di 12 mesi con decorrenza del 9 marzo 2009 a favore di 229 dipendenti;2) le parti concordano che trattandosi di cessazione di attività dell'azienda non verranno adottati meccanismi di rotazione tra il personale in cigs;3) le parti concordano che le misure e i piani sopra descritti sono idonee a consentire entro il termine dei primi 12 mesi di cigs la gestione positiva di almeno il 25% degli esuberi;4) le parti prendono atto che il raggiungimento di tale risultato è requisito indispensabile per l'avvio del secondo anno di intervento della cigs;5) il Ministero dello sviluppo economico servirà la reindustrializzazione della nuova attività e la ricollocazione dei lavoratori attraverso riunioni periodiche;6) incontro trimestrale fra le parti alla Confindustria di Taranto per verifica;7) l'azienda Miroglio si impegna ad anticipare il trattamento di cigs alle normali scadenze di paga mensili.Il secondo anno di cassa integrazione potrà essere concesso nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili.Questo per la riconversione della forza lavoro. Per quanto concerne la reindustrializzazione dei due siti, la Intini spa starebbe stilando un progetto di richiesta di finanziamento da presentare l'11 marzo al Mise. Finanziamento stimato in circa 30 milioni di euro.
» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Marilena Surdo

Ilva di Taranto: 100in Cig senza preavviso
Lo denuncia la Fiom Cigl. “Questa mattina si sono visti negare l’ingresso allo stabilimento in quanto il badge risultava disabilitato, per effetto della collocazione in cassa integrazione ordinaria, mentre molti altri lavoratori sono entrati regolarmente in fabbrica ma si sono visti rifiutare il loro inizio lavoro all’interno dei reparti”

Arsenale di Taranto e castello di Brindisitrasformati in hotel? Monta la polemica
di ANGELO SCONOSCIUTO Il ministro della Difesa, Ignazio Benito Maria La Russa, annuncia un futuro da «hotel a 5 stelle» per gli immobili di pregio del suo Dicastero e si apre la polemica. In Puglia potrebbe toccare all'Arsenale di Taranto e al castello aragonese di Brindisi• All'Arsenale rischierebbero il posto 1.600 lavoratori
pubblicato il 08/03/2009
Il Governo deve approvare subito una moratoria dei 100.000 licenziamenti di lavoratori precari nella pubblica amministrazione.Continua la battaglia contro il precariato del segretario del PD, Dario Franceschini, che dopo l’assegno per i lavoratori precari licenziati privi di cassa integrazione, lancia la nuova proposta: “Proponiamo al governo una moratoria di un anno, quindi per la durata [...]

PARCO DELLE GRAVINE

Ma l'esclusione non è automatica
Losappio prepara la Conferenza
Parco delle Gravine, parola alla Regione Puglia. Dopo la Conferenza dei servizi dell'altro giorno, l'assessore all’Ecologia Michele Losappio prova a chiarire la posizione della Regione: in ballo c'è il t.«Come è noto - spiega Losappio - il Parco della Terra delle Gravine è stato istituito dopo 20 anni di attese e di rinvii con la legge regionale 18/05 su iniziativa della Giunta Vendola. Le finalità della legge sono indicate nell’art. 2 e puntano a salvaguardare e recuperare le biocenosi, gli habitat e le specie animali e vegetali individuate nelle direttive CEE».«Tutti coloro che fanno precedere le proprie obiezioni da frasi di circostanza a sostegno del Parco - sottolinea Losappio - dovrebbero pertanto riconoscersi in queste finalità. L’art. 1, concernente la istituzione dell’area protetta, prevede la possibilità per le aziende agricole e i titolari di diritti reali di presentare con determinate modalità domanda di esclusione dal Parco. Si tratta di un “compromesso” raggiunto dal Consiglio fra diverse concezioni ed esigenze, tutela della natura e delle sue risorse e valorizzazione dell’at t ività economica e in particolare di quella zootecnica. Un equilibrio che portò al varo della legge con ampio consenso. Tale possibilità, indicata solo in questa fra le 13 leggi istitutive i parchi pugliesi approvate nella legislatura, è oggi all’a tten zio ne della Conferenza dei Servizi indicata dalla legge 19/97, dopo l’espletamento delle procedure di accertamento della validità delle domande pervenute».«Di ciò dunque, si discute -aggiunge l'assessore - con i Comuni e in Conferenza dei servizi e non di altre, annunciate esigenze che non sono contemplate nella legge e ne vengono esplicitamente escluse. Il Parco, dunque, non è in discussione. Si ragiona del rispetto della legge e di come applicare l’art. 1, sapendo che sono giunte richieste di esclusione per il 27% della superficie, circa 7000 ettari, in grande parte all’interno del perimetro».«Questa circostanza - spiega Losappio - rende difficile la separazione di tanti e a volte piccoli appezzamenti nell’interno del Parco e ha spinto la Regione a presentare alla Conferenza l’ipotesi di inserire una terza zona, a modifica della zonizzazione provvisoria, nella quale non si applicheranno le norme di salvaguardia previste dalla legge. Il tema è oggi alla riflessione delle Amministrazioni comunali sapendo che la legge 18/05 non prevede la esclusione automatica dal Parco sulla base di una richiesta, ma indica invece la procedura dell’intesa fra Comune di riferimento e Regione. La Regione conferma la disponibilità a una verifica serena delle esigenze del mondo produttivo sapendo però che le aree di maggior pregio naturalistico, anche se in alcuni cassi private, non possono essere sottratte al Parco pena lo snaturamento delle sue finalità».

sabato 7 marzo 2009

RINASCE LA CASTA CON L’UNIONE DEI COMUNI

BARI – L’idra dalle sette teste è pronta. Si chiama “Unione dei Comuni delle Gravine e delle Pinete ioniche” e rinasce dalle ceneri della famigerata Comunità Montana Murgia Tarantina. Come si ricorderà l’idra era un mostro che terrorizzava gli allevatori privandoli delle mandrie, le sue teste appena tagliate ricrescevano. Sciolte le Comunità Montane pugliesi per decisione della Giunta Vendola, ecco questo nuovo mostro. A capo sempre lui, l’ineffabile Arcangelo Rizzi, naturalmente di Forza Italia, il Presidente della fu Comunità Montana Murgia Tarantina. A questa associazione starebbero per aderire una buona parte dei Sindaci della ex CMMT Comunità Montana Murgia Tarantina (Quero di Mottola, Cristella di Laterza, Montanaro di Ginosa, D’Alessandro di Castellaneta, Ressa di Palagiano, Labalestra di Palagianello). Intanto Rocco Ressa Sindaco di Palagiano (pd) , unico sindaco di centrosinistra del versante occidentale della Provincia di Taranto ha già precisato : “se ci saranno costi aggiuntivi per i Comuni aderenti non darò alcun assenso. Sono pronto a passare alla Unione dei Comuni già ratificata da Crispiano, Statte e Massafra che prevede all’interno membri elettivi, le cui competenze non comportano ulteriori oneri ai bilanci comunali”. Nel protocollo di intesa tra i Comuni sarebbe già stato previsto un costo annuo di 70 centesimi a cittadino. Per un comune di 20.000 abitanti significano 14.000€ annui. Per 5 Comuni si arriverebbe già a 80.000 € annui, facendo una media tra le diverse densità demografiche. E siamo al solo costo di esistenza, non già al costo per lo svolgimento delle funzioni assegnate. Va ribadito con forza che i compiti dell’Unione dei Comuni devono essere di raccordo sovra-comunale, non una voce fissa in bilancio annua da destinare a “predellino” per chicchessia. Con la nomina di un commissario da parte della Regione e con l’esaurimento delle ultime incombenze, la funzione programmatoria e di gestione del territorio delle Comunità Montane passerà alle Provincie. La quali oltre ad avere un preciso riferimento nella Costituzione costituiscono espressamente - ai sensi del Decreto Legislativo 18 Agosto 2000 n°267 - un Ente dedicato a “curarne gli interessi, promuoverne e coordinarne lo sviluppo”. Un rapido passo indietro: era l’Aprile del 2008. Rizzi fu invitato a Porta a Porta. Vespa lo irrideva garbatamente mentre tentava di difendere l’indifendibile. Cioè la CMMT creata da una legge regionale di “riordino” delle Comunità Montale nel 2004, prima della Giunta Vendola. I danni creati all’immagine della Provincia di Taranto e alla Puglia in generale sono stati enormi, sicuramente ben più dei benefici (tutti da dimostrare) che vengono accampati. Palagiano campeggia ancora sulla prima pagina di un un best-seller chiamato la Casta. Il libro si apre citandola per il suo inserimento nella Comunità Montana pur essendo a livello del mare. Ed ora che facciamo ricominciamo? Vallo a spiegare a Gian Antonio Stella. Ed ai pugliesi soprattutto.
Bari, 12 Marzo 2009

Il Consigliere Regionale del Pd Paolo Costantino

venerdì 6 marzo 2009

GENERAZIONE NUOVA DIMENSIONE

Riceviamo e pubblichiamo: 

Vorrei invitare i gentili visitatori di questo Blog a non fare confusione: GENERAZIONE NUOVA DIMENSIONE ha cessato di esistere nel Settembre del 2007 quando il sottoscritto ha lasciato la redazione e la direzione del giornale. Quello attualmente in distribuzione è "un'altra cosa". 
Grazie dell'attenzione.
 
Domenico SAVINO

"La sfida sui nomi ha stufato al congresso gara di idee"

Francesco Boccia, economista, quarantenne, il tipico anglo-meridionale, nel senso di un cosmopolita nato a Bisceglie, laureato alla Bocconi e con un bel curriculum post universitario fra Londra e gli Stati Uniti.
Una delle migliori teste economiche del centrosinistra. Una pecca calcistica, per alcuni, che confessa subito. «Sono juventino e il giorno di Chelsea-Juve per sbaglio avevo accettato un dibattito in una sezione della periferia romana. Ci sono andato malvolentieri, ma appena arrivato mi s´è aperto il cuore. Una massa di persone. Non vedevo tanta partecipazione da anni. Abbiamo finito di discutere a notte fonda. Ed è così dappertutto in questi giorni, a Roma, a Milano, come a Lecce».
Gli elettori del centrosinistra tornano nelle sezioni nei momenti di crisi, per chiedere che cosa?
«Scelte nette, modernità, rinnovamento dentro e fuori il Partito Democratico. La fine di un dibattito incentrato sul proprio ombelico, sulle vecchie appartenenze a Dc e Pci».
L´abbiamo già sentita, le pare? Nel frattempo Berlusconi fa il conto dei leader del centrosinistra mandati a casa.
«Si vanta, nel suo stile. Ma dimentica di aggiungere che a casa li abbiamo mandati anzitutto noi, non lui. A cominciare da quello che l´aveva battuto due volte».
Che cosa non funziona nel centrosinistra, ormai da quindici anni?
«Non abbiamo mai proposto una visione di società alternativa rispetto a quella della destra, che ormai è rimasta la sola visione in campo. Abbiamo cambiato sigle, marchi, non sostanza. L´altro giorno mi ha colpito il discorso di un leghista che ricordava come il simbolo della Lega fosse diventato il più vecchio in Parlamento».
Avete cambiato una sigla all´anno, ma le facce sono sempre rimaste le stesse. Il Labour o il Psoe si chiamano così da oltre un secolo, ma quando s´è trattato di cambiare hanno scelto Blair e Zapatero che avevano la sua età, quarant´anni.
«Ma là le facce sono arrivate al seguito delle idee, di scelte. Qui mancano anzitutto le scelte».
Per fare qualche esempio?
«Al prossimo congresso si rischia una sfilata di nomi. Io invece vorrei votare linee diverse. Fra chi vuole essere autonomo dai sindacati e chi no, fra chi è per la laicità dello Stato e chi no, fra chi propone un welfare per i giovani e chi vuole conservare l´attuale. Poi guardiamo se i titolari delle proposte sono giovani o vecchi, brutti o telegenici, alti o bassi, milanesi o siciliani».
Alle primarie lei ha votato Enrico Letta. Veltroni ha fallito. Avevate ragione voi?
«No, aveva ragione Veltroni. Quello del discorso del Lingotto. Soltanto che quelle parole non le ha mai messe in pratica».
Altrimenti che cosa avrebbe dovuto fare Veltroni?
«Anzitutto fare un´opposizione sui valori. Sinistra e destra esistono ancora. La sinistra è solidarismo, primato della politica sull´economia, fedeltà alla Costituzione. La destra è il contrario di tutto questo. Ma ancora una volta la scelta sui valori è stato messa in secondo piano rispetto alla scelta strategica. Dialogo sì, dialogo no, ma su che cosa?».
Dove si può dialogare con la destra, secondo lei?
«Con questa destra, su nulla. Ma bisogna ripartire dai temi. L´Italia è l´unico paese al mondo dove la sicurezza o l´efficienza della giustizia sono temi di destra. A prescindere, alla Totò. Chi l´ha detto?».
Ma perché ogni volta che parlate di dialogo, gli elettori del centrosinistra traducono: inciucio?
«Perché al governo non abbiamo mai fatto nulla contro il conflitto d´interessi. E tutti l´hanno interpretato come un accordo sottobanco dei leader con Berlusconi».
E invece che cos´era?
«Mancanza di cultura moderna. Il conflitto d´interessi dovrebbe essere il pane quotidiano di un moderno riformismo».
E´ sicuro che si tratti soltanto di ritardo culturale e non anche di interessi più precisi?
«Ma no, ha ragione. Un sistema dove i politici accumulano cariche e prebende fa comodo anche a molti esponenti del centrosinistra».
Una leadership fragile, per nascita e ammissione, come quella di Franceschini, può fare la rivoluzione?
«A Franceschini bisogna riconoscere di aver fatto subito le cose giuste. Sul testamento biologico, per esempio. Paradossalmente i cattolici praticanti del partito sono sempre stati i più decisi nell´opporsi alle ingerenze dei vescovi».
Sulla crisi economica, quali sono le scelte nette da fare?
«Quelle tipiche della sinistra, la difesa dei deboli. Chi sono oggi i deboli? I giovani, anzitutto. I lavoratori delle piccole e medie imprese, ai quali bisogna garantire gli stessi diritti degli altri. Poi bisogna andare all´attacco dei privilegi. Il principale dei quali in Italia consiste della possibilità per grandi patrimoni di evadere il fisco. Le tecnologie per combattere l´evasione esistono e non vengono utilizzate».
Non è un discorso impopolare?
«Non per i lavoratori dipendenti e per gli imprenditori veri e onesti. Nella crisi avanza una gran voglia di tornare allo stato di diritto, come protezione, certezza, giustizia e garanzia di un futuro».
E´ convinto che i cittadini torneranno a credere in qualcosa piuttosto che in qualcuno?
«Lo spero. Perché se continuano a credere in qualcuno, vince sempre quello».

Curzio Maltese
La Repubblica

martedì 3 marzo 2009

Assegno Mensile ai Disoccupati

Un assegno mensile di disoccupazione per quelli che perdono il posto di lavoro. Una proposta concreta, in grado di dare una speranza agli italiani vittime della crisi.“Berlusconi porti subito questa proposta in Parlamento, faccia un decreto d'urgenza, come ne ha fatti tanti. Su questo noi in Parlamento lo sosterremo". Lo ha detto il segretario del Partito democratico Dario Franceschini, intervenendo sabato 28 febbraio nel teatro Piccinni di Bari alla manifestazione sul tema “Senza Sud che Italia è?”.
Parlando del federalismo Franceschini ha spiegato che "non ci sarà opposizione preconcetta se sarà equo e solidale".Alla proposta del Partito Democratico Berlusconi ha replicato che non ci sono risorse sufficienti con una battuta, durante una conferenza stampa a Bruxelles. Eppure, fa notare Pierluigi Bersani, non era così “quando si toglieva l’Ici anche ai benestanti, quando si faceva l’operazione Alitalia, quando si cancellavano misure sulla tracciabilità dei pagamenti".“Per la misura che proponiamo sull’assegno ai disoccupati non serve un punto e mezzo di Pil come dice Berlusconi – ha spiegato Bersani - Serve un quarto di quella cifra e cioè 5-6 miliardi di risorse aggiuntive che proponiamo di reperire con alcune misure di controllo della spesa corrente e con il ripristino di alcune norme in materia di evasione fiscale”. “Degli 8 miliardi di cui continua a parlare il governo si sono visti sin qui solo pochi spiccioli e comunque quell’intervento non risponde ad esigenze ormai conclamate, come quelle relative all’universo dei precari –ha concluso il responsabile economico del PD - Se il governo intende finalmente andare al cuore del problema noi siamo pronti a confrontarci sulle misure concrete”.E nelle serata di lunedì il segretario del Partito democratico torna sulla proposta: "Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia il coraggio di andare in Parlamento a dire no alla proposta di istituire un assegno di disoccupazione per tutti coloro che perdono il lavoro. Il suo è un no sbattuto in faccia a quelle persone che non hanno i soldi per andare avanti. Non so perché Silvio Berlusconi abbia indicato in 25 miliardi le risorse necessarie a finanziare l'assegno di disoccupazione per precari e lavoratori delle piccole imprese. Posso ipotizzare che lo ha fatto o per spaventare oppure perchè, ed è il motivo più terribile, lui sa che verranno licenziate 2,5 milioni di persone". E' una critica senza incertezze alla stima fatta dal presidente del Consiglio delle risorse necessarie per finanziare la misura proposta dal Pd in aiuto ai disoccupati e ai precari."Siccome gli economisti hanno calcolato - ha continuato - che per ogni disoccupato ci vorranno 10.000 euro per garantirgli l'assegno di disoccupazione allora mi chiedo se Berlusconi non abbia buttato lì una cifra o se invece sia a conoscenza di informazioni che noi non abbiamo".Per questo, se Berlusconi "pensa di cavarsela con un no alla nostra proposta a una conferenza stampa da Bruxelles, sappia che quel 'no' noi e' come se non l'avessimo sentito. Dovrà venire in Parlamento e dire alla sua maggioranza di votare no al provvedimento che gli proponiamo". "Come dimostrano i dati dell'Istat (meno 1% il PIL ndr) la gravità della crisi è sotto gli occhi di tutti ma di fatto continua ad essere negata dal governo italiano che, unico fra tutti, non prende iniziative significative". E' quanto denuncia il senatore democratico Tiziano Treu secondo il quale "i soldi messi a disposizione dal governo sono virtuali, semplici partite di giro. Giustamente, sottolinea anche la Marcegaglia, occorrerebbero interventi pesanti come avviene da altre parti, a favore di lavoratori, imprese ed infrastrutture - osserva Treu -. Invece per ora niente. Il segretario Franceschini ha proposto l'urgenza di interventi a sostegno dei disoccupati, è da tempo che lo chiediamo. Un intervento di tale genere aiuta non solo i lavoratori ma anche le imprese a sostenere la crisi, si tratta di uno stabilizzatore economico e sociale che hanno anche altri paesi. Le risorse vanno trovate come ha indicato il Pd tramite la lotta all'evasione e la riduzione degli sprechi". Una linea che aveva trovato favorevoli anche Cgil e Cisl. ------------------------------------Si alla Banca del Sud. No alle clientele Dopo la proposta dell'assegno mensile ai disoccupati, Franceschini, a Bari, si è soffermato sui problemi che affligono il Mezzogiorno. “Tremonti ha parlato di banca del Sud. A parte il fatto che mi sembrava di leggere i giornali di cinque anni fa, noi non chiudiamo la porta purché ci sia chiarezza e non si tratti solo di una operazione di immagine per mettere nelle mani di pochi uno strumento per costruire consenso e clientelismo. Siamo disposti – ha detto – a discutere di questo. Certo le risorse sono poche e con gli otto miliardi che Berlusconi ha tolto al Sud nei Fas - Fondi per le aree sottoutilizzate - si poteva fare la banca mondiale!”. Mentre investire davvero sul Sud vuol dire "combattere l'evasione fiscale e la criminalità. Solo il recupero di competitività del Mezzogiorno può salvare l'Italia. Su questo il PD deve recuperare tutto se' stesso".Poi è tornato sulle ronde, affrontate venerdì nella sua prima uscita pubblica a Varese, ribadendo come “sulla sicurezza il governo fa demagogia pericolosa. Le ronde - aggiunge - se siamo l’unico Paese al mondo a legittimarle con una legge e non esistono, è come dire agli italiani: fatele!”. Per il segretario del Pd si tratta dell’ennesima operazione di occultamento dei problemi e di “copertura al miliardo di euro di finanziamenti tagliati alle forze di sicurezze, che non hanno la benzina per le volanti”.E tornando sulle critiche del PDL alle sue affermazioni ribadisce: “Io non so cosa sia l’antiberlusconismo ma è il governo che sceglie la politica dell’annuncio. Su queste cose si alza la voce anche se si è moderati e riformisti come noi. Manca poco alle elezioni europee e quelle amministrative, non possiamo perdere tempo. Sono in gioco molte cose compreso il futuro della democrazia italiana". Franceschini è convinto che "il rapporto tra maggioranza e opposizione che uscirà da queste elezioni condizionerà tutto ciò che succederà in futuro. Sarà dura, lunga e difficile, ma ci metteremo passione civile e alla fine ce la faremo. Tutti insieme".
Damiano: una scelta sciagurata .