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venerdì 25 gennaio 2013

PROGEVA: 11,3 Milioni di euro per abbattere gli odori. Presentato presso la Cavallerizza il nuovo progetto


Un investimento da 11,3 milioni di euro, se la Regione concederà il nulla osta.
Potrebbe essere la fine dell’incubo per tutti i laertini ammorbati dalle esalazioni dell’impianto di trattamento e riduzione in fertilizzante dei rifiuti organici posto in contrada Caione-Matine.
Questo è quanto emerso ieri nella sala della cavallerizza del palazzo marchesale durante in un incontro tra l’amministrazione comunale, la proprietà della Progeva srl rappresentata da Marino Mongelli e Lella Miccolis ed i tecnici che stanno lavorando al progetto, gli ingegneri Giorgio Rustichelli, Massimiliano Ilgrande ed il geologo Marco Di Lollo.
Fondamentalmente si tratta di far svolgere al chiuso tutte le attività connesse alla produzione di compost e di applicare due potentissimi biofiltri.
“Nella peggiore delle ipotesi abbatteremo le emissioni del 70%” dice convinto l’ing. Ilgrande, amministratore delegato di progress, specializzata in olfattometria dinamica con sedi a Milano e Roma. La Progeva procederà alla copertura ed all’ammodernamento tecnologico solo se contestualmente le sarà concesso di aumentare le quantità di rifiuti organici trattati (principalmente la frazione organica della raccolta differenziata e i rifiuti ligno-cellulosici) dalle 45mila  tonnellate annue attuali a 70mila tonnellate annue.
Un aumento quindi del 56% della capacità produttiva, anche in vista del fatto che finalmente gran parte dei Comuni e dei cittadini pugliesi si sono messi sul serio a fare la raccolta differenziata.
Le principali innovazioni di processo riguardano la maturazione e la vagliatura dei rifiuti organici, cioè i residui alimentari e vegetali, in ambienti chiusi, insufflati ed aspirati, l’autosufficienza nella produzione di fertilizzanti ed inoltre la realizzazione di un digestore anaerobico che produca energia elettrica e termica tramite biogas, in misura doppia rispetto alle necessità d’impianto e quindi in grado di realizzare un’ulteriore economia di scala.
Il digestore anaerobico consente la degradazione della sostanza organica in ambienti chiusi senza ossigeno ad opera di batteri mesofili o termofili.
Questo in estrema sintesi il progetto presentato già dal Luglio 2012 a Bari e che tenta di porre fine ad una polemica che si trascina da anni sulle emissioni odorigene della Progeva.
All’incontro oltre al sindaco Gianfranco Lopane, era presente il vicesindaco Sebastiano Stano, gli assessori Mimma Stano, Oronzo Calella, i consiglieri Mariella Bruno e Leonardo Matera e per l’opposizione Vito Minei.
Qualche cittadino in maniera estremamente garbata ha posto domande sull’intero processo della Progeva e chiesto rassicurazioni. Lopane si è detto estremamente soddisfatto dell’incontro che testimonia “la volontà di risolvere il problema, mettendo in campo le migliori tecnologie disponibili”.
Lella Miccolis della Progeva, che attualmente occupa 20 dipendenti -  nel sottolineare la eco-sostenibilità della sua azienda - ha messo l’accento sull’economia che l'investimento smuoverà e sul fatto che già ora, sono circa 80 i fornitori dell’azienda di compost nata grazie ad un contributo di SviluppoItalia-Invitalia nel 2006.

giovedì 6 dicembre 2012

Progeva, copertura dell'impianto a fronte di un aumento di produzione. Incontro presso la sede dell'azienda per verificare i dettagli della proposta


Progredire è ammodernarsi. La Progeva ha chiesto di ampliarsi per rispondere a due domande: la crescente richiesta del suo prodotto e la tutela possibile dell’ambiente, cioè dell’olfatto dei laertini. E martedi ha presentato il suo progetto a una delegazione comunale e civica composta da: Arcangelo Cirielli, presidente del consiglio comunale, Mimma Stano, assessore alle attività produttive, Enzo Calella, assessore all’igiene, Mariella Bruno, delegata all’associazionismo, al comandante dei vigili urbani Paolo Larizza e ai cittadini Rocco D’Anzi, avvocato, e Davide Bonora, geologo. Come tutte le aziende che chiedevano di insediarsi al Sud, la Progeva ebbe subito una calorosa accoglienza in quel di Laterza. La sua storia comincia nel 2004 con l’OK all’insediamento e nel 2006 con la sua apertura. Coprì quasi 3 ettari di terreno e diede lavoro a circa 20 persone, produceva compost, cioè concime organico tratto dai rifiuti organici casalinghi e da scarti di legno e di verde pubblico ed ha un fatturato di 3 milioni e mezzo di euro. Qualche anno fa, per l’esplodere della rabbia popolare, per il protrarsi di odori nauseabondi, incappò in un’ordinanza di chiusura siglata dal vicesindaco Leonardo Pugliese per conto del sindaco Giuseppe Cristella, analisi e soluzione del problema e riapertura. Da allora soltanto sporadici mugugni. Oggi –dicono al Corriere Lella Miccolis direttore commerciale e Giorgio Rustichelli progettista dell’ampliamento – dobbiamo far fronte ad una quasi raddoppiata richiesta di fertilizzante per l’agricoltura biologica proveniente da tutto il Sud, bisogno fino ad ora soddisfatto con acquisti al nord, quindi a costi superiori al nostro, dovuti al trasporto, perciò abbiamo chiesto di passare da 45 mila a 70 mila tonnellate di prodotto per tre motivi: far fronte all’accresciuta domanda di concimi senza chimica, in pratica siamo l’unica azienda di riferimento in tutto il sud; aggiornamento tecnologico, oggi rispettiamo le regole dell’autorizzazione, ma per aumentare la produzione occorrono nuove spese per la lavorazione in ambiente chiuso e trattamento dell’aria tramite aspirazione;  e ottenere il finanziamento dalle banche con un apposito piano di lavoro, business plan, che appunto spieghi la maggior produzione in rapporto all’accresciuta domanda e all’aggiornamento tecnologico.
Noi, continuano Miccolis e Rustichelli, ai quali si sono aggiunti Marino Mongelli amministratore e Massimiliano Ilgrande, responsabile dell’impatto ambientale, siamo in grado di recuperare i rifiuti organici pubblici e privati, con i conseguenti risparmi rispetto al conferimento in discarica, con i quali produciamo due tipi di compost: quello misto da umido e verde, più nutritivo per i campi per la sua alta salinità, e quello di solo verde per giardini e vasi da fiori, entrambi privi di fanghi; in tal senso il nostro slogan è: terra fertile, naturalmente.
L’aggiornamento è l’altra faccia del progresso: simul stabunt vel simul cadent, se non c’è uno non c’è l’altro. E in loro assenza resterebbero solo cattivi odori e cattivi pensieri.
Michele Cristella (Corriere del Giorno)

sabato 17 novembre 2012

"Via i cattivi odori della Progeva". Nei prossimi giorni conferenza pubblica per condividere con la cittadinanza il piano d'azione


Massima trasparenza, iter partecipato e condiviso»: alla Progeva srl, azienda che dal 2006 produce compost per l’agricoltura in località Madonna delle Grazie-Caione, a un paio di chilometri dall’abitato, il sindaco Gianfranco Lopane ha dedicato un «passaggio» importante nel corso dell’incontro di «co-pianificazione» ecologica tenuto nei giorni scorsi, alla Cittadella della Cultura. Sotto i riflettori, i cattivi odori immessi nell’aria dall’impianto: esalazioni maleodoranti che da quasi un lustro (dal 2008) invadono appunto, con alti e bassi costanti (in special modo d’estate), il centro cittadino. «La copertura dell’impianto e l’introduzione del processo-biogas dovrebbero dare una risposta definitiva al problema» ha spiegato Lopane, illustrando per grandi linee, e rinviando gli approfondimenti del caso ad incontri specifici già in agenda, quanto discusso in una recente conferenza di servizi, in Regione. In quella sede, presenti anche Arpa, Asl e associazioni ambientalistiche, l’azienda ha presentato, in pratica, il progetto di adeguamento tecnologico richiesto per migliorare il processo produttivo e insieme eliminare, di conseguenza, il nauseabondo fenomeno delle emissioni. Il sindaco laertino ha però dato anche confermato l’aumento di produzione connesso al progetto di adeguamento: «La quantità di rifiuti da trattare dovrebbe passare da 45mila a 70mila tonnellate annue» ha informato Lopane, mettendo in moto l’attento uditorio: «Che cosa dobbiamo aspettarci dal quasi raddoppio della capacità produttiva - è stato chiesto dal pubblico -, visto che l’azienda in questi anni non è stata in grado di eliminare i cattivi odori con una quantità di rifiuti trattati pari alla metà di quella in programma?».
Per dare una risposta a questo interrogativo, altre indicazioni e nuove prescrizioni sarebbero state fornite, in conferenza, alla Progeva. Non solo: «Un protocollo di intesa fra Comune, Arpa e Progeva regolamenterà le esalazioni: una novità assoluta a livello nazionale» ha chiarito il sindaco Lopane. Poi tornato sul tema della “sostenibilità”: «Siamo comunque chiamati ad affrontare con cognizione di causa il problema dei rifiuti: l’umido rappresenta quasi il 50% degli Rsu, e ci aspetta un futuro senza discariche» ha rimarcato il primo cittadino, pensando al «Porta a Porta» che parte a dicembre: il Comune conferisce in Progeva l’umido attualmente raccolto nel quartiere pilota «Porta Pia». In ogni caso, «tranquilli tutti - ha ribadito il sindaco -: ogni passo sarà co-partecipato». Obiettivo: zero cattivi odori.
Francesco Romano (Gazzetta del Mezzogiorno)

venerdì 20 febbraio 2009

La Provincia ammonita dalla Giunta Cristella

Impianto Progeva, situazione di stallo. E l’assessore comunale all’Ambiente Licia Catucci scrive al suo omologo in Provincia, Michele Conserva. Punto di partenza, il nulla di fatto registrato intorno al tavolo tecnico-politico congiunto tenutosi una settimana fa a Laterza, nel corso del quale - fa notare l’amministratrice laertina - “è emerso che la bozza di progetto di miglioramento tecnologico proposto dalla Progeva non può scontare un parere dei consulenti da voi incaricati in quanto, proprio perché bozza, non è stato presentato ai sensi delle normative vigenti”.

Una bozza di progetto - lo ha ricordato anche il presidente del consiglio Franco Frigiola nei giorni scorsi - che poco dice sulla definitiva soluzione del problema dei cattivi odori immessi nell’atmosfera dall’azienda di compostaggio. Da qui l’invito dell’assessore Catucci ad “assumere ogni utile iniziativa per avviare concretamente il procedimento di cui trattasi presso il competente Servizio della Provincia”. In buona sostanza, niente sarebbe cambiato dal consiglio comunale del settembre scorso e dall’intesa a tre sottoscritta fra i due enti e l’azienda (blocco dell’impianto fino ad avvenuta rimozione degli effluvi maleodoranti in questione). Intesa evidentemente rimasta senza riscontri se l’assessore Catucci manda ora a dire in Provincia che sono trascorsi ormai cinque mesi dal quel consiglio, in cui “sono stati presi precisi impegni sia da parte della Progeva che delle parti politiche, impegni che la Progeva non risulta aver rispettato in quanto, ad oggi, non ha informato l’amministrazione comunale della sospensione dell’attività per il periodo concordato”. 
Si naviga a vista, insomma. Con lo spettro della stagione calda che aleggia minaccioso. Per questo il Comune sollecita adesso la Provincia a “comunicare l’esito di eventuali controlli effettuati presso l’impianto e i provvedimenti adottati” e a predisporre “ogni utile misura atta a tamponare l’emissione dei cattivi odori, soprattutto nel periodo primavera-estate, fino a quando non sarà stata individuata la reale soluzione della problematica”. Magari - scrive l’assessore Catucci - seguendo l’esempio della Provincia di Milano, che in settembre ha prodotto atto di diffida nei confronti di un’azienda che, in analogia con il caso laertino per quanto concerne le molestie olfattive prodotte dal ciclo di lavorazione, svolge attività di compostaggio nel comune di Albairate. Se non ci saranno risposte, in municipio mettono in conto altre diffide. 
Destinazione Provincia.
19/02/2009 -  Francesco Romano  - La Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 12 febbraio 2009

Laterza/I dubbi dei consiglieri e dei tecnici della Provincia: la copertura non basta Progeva, progetto da rivedere

LATERZA - «Progetto da rivedere ed approfondire». La Progeva, ieri mattina, non ha passato l'esame della conferenza dei capigruppo, aperta a tutti i consiglieri comunali, cui hanno partecipato anche un tecnico ed un consulente della Provincia. Tutti d'accordo, in sostanza, nel rimandare ad un esame più approfondito la bozza presentata dall'azienda che tanto ha fatto parlare di sè per via dei cattivi odori. Troppo “povera” l'ipotesi progettuale che fa riferimento alla copertura del materiale lavorato, peraltro con la previsione di nuove biocelle ed un biofiltro. Interventi che secondo Franco Frigiola, presidente del Consiglio, «nulla dicono sulla soluzione del problema». In pratica, servirà un progetto più particolareggiato che poi «venga valutato in un'apposita conferenza dei servizi ed eventualmente con un passaggio in Consiglio comunale nel caso sia necessaria una variante urbanistica».
Dubbi sostanziati dal prof. Onofrio Laricchiuta che, per conto della Provincia, ha parlato apertamente «di un'azienda insalubre» rispetto all'attuale configurazione. Senza che il progetto presentato dica molto di più sul come sarà chiuso (senza effetti collaterali) il processo produttivo in futuro e su che cosa non ha funzionato in passato. Ed è proprio su questo che il Pd, per bocca di Franco Catapano, chiede «un approfondimento che spieghi come si migliora un'attività che, però, dev'essere orientata a produrre fertilizzante organico di qualità compatibilmente col territorio e l'ambiente». «Con il Comune - conclude Catapano - che però deve smettere di cercare lo scontro a tutti i costi con la Provincia. Meglio sarebbe, e questo chiediamo, valutare il progetto in Consiglio comunale tutti insieme».


M. D'O.
Corriere del Giorno
12/02/2009

lunedì 19 gennaio 2009

Florido al Vico: «Manutenzione in tempi rapidi»

Ieri al Liceo sopralluogo assieme al sindaco
Ultimamente il Liceo Vico è la scuola più visitata della Provincia. Un giorno il sindaco Cristella, l'altro Florido, ieri tutti e due in un colpo.Il motivo non è nuovo, anzi: il Liceo Scientifico, 25 anni portati come fossero 40, non se la passa benissimo. Piove nella palestra, la dependance (modo elegante per indicare il plesso distaccato, che poi è l'ex casa del custode) soffre l'umidità, i bagni vanno rifatti, mancano diverse porte anti-panico, gli infissi vanno rinnovati e ci sarebbe una serie di interventi di manutenzione ordinaria, oltre che straordinaria, da realizzare con una certa urgenza all'interno della struttura principale.Per questo la dirigente scolastica, Rosa Roberto, nei giorni scorsi ha preso carta e penna - sulla scia delle missive di almeno un paio di suoi predecessori - per segnalare alla Provincia di Taranto che i problemi stanno diventando seri. Soprattutto a causa delle piogge insistenti di novembre, che hanno ridotto la palestra ad una piscina, oltre a costringere la dirigente a dirottare due delle quattro classi della d e p e ndance verso i laboratori, sfruttando ogni spazio possibile. «Il rispetto del testo unico sulla sicurezza - ha detto ieri mattina la stessa dirigente - ci impone d'intervenire, oltre al fatto che non ci sentiamo di lasciare i nostri ragazzi a studiare in condizioni simili». Del resto, i fatti recenti di cronaca (il 17enne morto di "mala-scuola" a Rivoli) devono indurre ad agire le istituzioni, oltre che sensibilizzare le famiglie dei 730 studenti che ogni giorno "vivono" nelle 30 classi del Liceo.Di qui il sopralluogo del presidente della Provincia, peraltro sollecitato anche dal primo cittadino, assieme alla dirigente.E alla fine Florido non s'è nascosto dietro a un dito: «Esistono problemi di ordinaria amministrazione, dalla pitturazione agli infissi, per i quali vedremo d'intervenire subito.Le questioni strutturali, invece, vanno viste a medio termine.In ogni caso, ringrazio il sindaco perchè su questi temi, oltre ad essere molto sensibile, non ha fatto ricorso a strumentalizzazioni ». Cristella, di fianco, annuisce: «Le ultime piogge hanno creato problemi dappertutto ». Chissà, forse il suo pensiero corre alle buche aperte nelle strade laertine: mal comune...Florido, comunque, va oltre: «La Provincia è responsabile di circa 65 plessi scolastici e ha pochi soldi: gestire tutto questo è complicato. L'ordinaria manutenzione, soprattutto, è costosa ed ha bisogno di programmazione, mentre sull'emergenza s'interviene quando si presenta». Alla fine, basta una stretta di mano per suggellare la tregua armata tra Florido e Cristella: «Per noi - commenta il sindaco - è importante che il presidente sia venuto e si sia impegnato, come ho fatto io, per la sicurezza dei ragazzi.Spero, però, che non ci si fermi alle pitturazioni di facciata, visto che servono soldi e programmazione: con la manutenzione ordinaria i piccoli problemi si risolvono. Non solo per il Liceo ma anche per l'Istituto d'Arte, scuole che vorrei fossero al primo posto delle priorità della Provincia, almeno per la prossima legislatura».Florido sorride e saluta con un sondaggio volante: «Spero di non trovati come avversario alle provinciali». Pronta la replica: «No grazie, i sindaci hanno troppe cose da fare...». Salvo, ovviamente, cambiamenti in corsa.
da Corriere del Giorno di Michele Cristella

Tutte le richieste del PD di Laterza alla Provincia :

Manutenzione delle Strade Provinciali per Santeramo in Colle, Gioia del Colle e Altamura, Parco delle Gravine e Manutenzione "G.B. Vico"


per non dimenticare ....

lunedì 30 giugno 2008

Assemblea pubblica in piazza

Via i cattivi odori, o la Progeva" metta in conto il peggio: è stato detto l’altra sera, nel corso dell’assemblea pubblica organizzata, in piazza centrale, dal nascente comitato cittadino contro gli “afrori” dell’impianto di compostaggio di località Madonna delle Grazie-Caione portati in paese dal vento di tramontana.
Dopo il “blocco” della produzione (di fertilizzanti organici) disposto il 25 giugno scorso per ordinanza sindacale, il dibattito di venerdì ha ripercorso i punti nevralgici della vicenda, soffermandosi sul da farsi e ipotizzando gli sviluppi possibili. Presenza di pubblico “contenuta”, piazza essenzialmente in ascolto. La ricostruzione dei fatti prende corpo in itinere: dall’avvio del procedimento (maggio 2002) all’inaugurazione dell’impianto (settembre 2006), passando dal “placet” del consiglio alla variante urbanistica (dicembre 2002) e dall’approvazione del progetto esecutivo, datata 2005. Fino alle prime “fughe” maleodoranti che l’estate scorsa portarono, per iniziativa dell’opposizione di centrosinistra, alla celebrazione di un consiglio comunale monotematico. Tutti d’accordo sulla infelice ubicazione dell’impianto: troppo vicino al centro abitato, immerso in un’area interessata da strutture comunali (polivalente sportivo) e produzioni tipiche (aziende agricole e zootecniche). Condivise anche le preoccupazioni per i lavoratori interessati (una dozzina, la metà laertini).
La domanda: come conciliare i cattivi odori con le direttrici, ampiamente riconosciute, dello sviluppo dell’economia laertina affidata quasi per intero alle risorse tipiche e ambientali? A formularla i coordinatori della serata, Mario Tucci e Rocco D’Anzi, l’ex consigliere comunale, e responsabile della Cgil locale, Lorenzo Caldaralo, i rappresentanti Pd Franco Catapano (consigliere comunale) e Giuseppe Russi (coordinamento jonico). Contraddizione evidente, interrogativo obbligato: come superarla?
Accennata, e poi esclusa, la «delocalizzazione» della struttura, l’attenzione si sposta sul processo produttivo: «Se le emissioni maleodoranti non sono costanti, bisogna verificare cos'è che fa saltare il sistema» indica Giuseppe Russi. E se il sistema salta, come la mettiamo, si chiede Lorenzo Caldaralo con le «garanzie da tutti assicurate circa le caratteristiche tecnologicamente evolute di un impianto ritenuto di livello europeo?» Franco Catapano va oltre: «Abbiamo chiesto di costituire una commissione consiliare speciale per capire da dove arriva il materiale organico, come avvengono lo stoccaggio, l’essiccazione, il funzionamento dei filtri, l’intero processo». Insomma, per Catapano non è solo una questione di «ecofiltri», e potrebbero non bastare gli attesi risultati dell’Arpa (i campionatori d’aria sono stati installati poche settimane fa, e il monitoraggio dura almeno sei mesi). Questione aperta, dunque. E intanto, l’Unione nazionale consumatori laertina «accoglie con soddisfazione il provvedimento, sia pur tardivo, dell’amministrazione comunale nelle forme dell’ordinanza con la quale si dispone il blocco delle attività di produzione dello stabilimento Progeva».
Francesco Romano - La Gazzetta del Mezzogiorno

La Progeva e i benefici per Laterza

Di seguito si riporta il commento, una vera e propria analisi, sul caso Progeva lasciato Akerfeldt

La questione Progeva va valutata attentamente. I siti di compostaggio sono preziosi per sostenere un ciclo dei rifiuti che contempli l’invio in discarica come estrema ipotesi. Purtroppo tali siti emettono spesso fetori. Tali immissioni maleodoranti non dovrebbero essere nocive per la salute dei cittadini in quanto il processo di compostaggio dovrebbe essere incentrato interamente su determinati rifiuti non pericolosi di natura organica. Tuttavia servono attenzione da parte delle autorità preposte al monitoraggio delle sostanze conferite alle aziende e senso di responsabilità da parte di queste nell’agire correttamente. Non mancano casi, infatti, in cui rifiuti potenzialmente pericolosi sono stati conferiti ad aziende di compostaggio. Particolare attenzione va prestata ai fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue urbane. Si è infatti verificata la circostanza che ad aziende operanti nel compostaggio siano stati affidati tali fanghi contaminati però da sostanze pericolose. Senza andare lontano, vi è stato un caso del genere che ha interessato un’azienda di Ginosa Marina, l’Aseco, azienda a cui il nostro comune affida i rifiuti provenienti da raccolta differenziata (carta, vetro ecc..). Non so se qualcuno l’abbia menzionato nel dibattito di venerdì sera.
In ogni caso sul sito de “l’Espresso” si trova ancora l’articolo, a cui rimando http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//1491367 correlato alla vicenda.
Dando per scontato che la Progeva non acquisisca rifiuti pericolosi, la vexata quaestio è costituita dalle immissioni maleodoranti. Su queste è difficile fare valutazioni. I rilevamenti che si stanno eseguendo riguardano la pericolosità delle stesse, ma da questo punto di vista credo non debbano esserci problemi. Dall’azienda hanno fatto sapere che la causa dei cattivi odori di questo mese è costituita dal guasto del biofiltro. Tuttavia da aprile l’ormai famoso biofiltro deve essersi guastato più volte, considerato il fatto che le prime “serate Progeva” risalgano a quel mese. Insomma dobbiamo sperare che l’azienda riesca a ovviare al problema attraverso un biofilitro il meno usurabile possibile.
In ultima analisi un rilievo “politico”. Abbiamo nel nostro territorio questa azienda di compostaggio. Quali rifiuti il nostro comune invia alla Progeva per il trattamento? La frazione organica proveniente da raccolta differenziata, il cosiddetto “umido”, no. La nostra amministrazione, pur avendo attivato da un anno un sistema di raccolta differenziata porta a porta, glorificato al momento della diffusione degli strabilianti dati “drogati”, non ha ancora implementato il servizio di raccolta differenziata dell’umido, servizio visto altrove come un vero e proprio corollario del primo.
I rifiuti di giardini e parchi, il cosiddetto “verde”, neanche, almeno a giudicare dal dettaglio R.S.U. del mese di Maggio inviato dal Comune di Laterza all’assessorato all’Ecologia della Regione Puglia. E i fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue? Boh.
Insomma quali altri benefici trae la comunità laertina dalla presenza di questa azienda a parte quelli, sicuramente positivi anche se non eccezionali, a livello occupazionale? Perché il Comune non si decide a conferire la maggior parte dei nostri rifiuti organici alla Progeva? Magari l’impresa potrebbe adottare nei confronti dei conferimenti provenienti dal nostro comune un tariffario di vantaggio a mo di “ristoro ambientale” per gli inebrianti effluvi che finora ci ha offerto specie d’estate.
Se gli amministratori locali e quelli della Progeva avessero partecipato al dibattito l’altra sera, avrebbero eventualmente potuto dare risposte esaurienti ai tanti quesiti. I padroni hanno invece preferito mandare i loro dipendenti facendo filmare il tutto, adducendo come motivazione il fatto che non sia stato recapitato loro alcun invito. Il dibattito era aperto a tutti. C’era bisogno d’invitare? La loro presenza sarebbe stata sicuramente gradita e avrebbe costituito un atto di serietà e di rispetto verso istanze democraticamente rappresentate da cittadini che finora da quest’azienda hanno ricevuto solo la puzza.

akerfeldt - commento del 29 giugno

venerdì 4 gennaio 2008

Il catenaccio politico

Di seguito riportiamo la risposta del Pd di Laterza alle dichiarazioni del Sindaco dopo la nostra conferenza stampa.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ci si chiude per non ascoltare o far finta di non capire, si svilisce il confronto politico perché si è incapaci progettare il futuro. Si amministra chiudendosi a catenaccio senza dare spiegazioni ai cittadini sulle priorità, sulle tasse e sugli sprechi. Si è allergici alle critiche e si vorrebbe tutti zitti e sudditi. Guai a chi osa ledere l'immagine del "modello da esportare", o con Noi o contro di Noi.

La nostra opposizione è sempre stata costruttiva e mai preconcetta. Abbiamo più volte invitato la maggioranza ad aggiornare il regolamento del Consiglio Comunale, a rivitalizzare il ruolo delle commissioni, a rendere efficiente il sistema del controllo e della valutazione dell’attività amministrativa (revisori dei conti e nucleo di valutazione). Una maggioranza chiusa che spegne anche i pochi e flebili tentativi delle sue “colombe” per costruire un clima diverso. Posizioni chiare che abbiamo dichiarato in Consiglio e affermato sui palchi, da mesi disertiamo le inutili commissioni consiliari per protesta. Solo chi è spudorato e “sordo” può tentare ancora di mescolare le carte.

EOLICO – Il centro-destra laertino con il tandem Comune-Comunità Montana ha alimentato la speculazione eolica sul nostro territorio. Si sono distinti, diventando famosi in tutta la Puglia, per aver approvato e favorito decine di convenzioni per installare decine e decine di pale eoliche sul nostro territorio. Affari e mala politica si sono così intrecciati al punto tale che è nata una società con un nome suggestivo ed eloquente: “Laterza Wind 2”. Sanno bene come stanno le cose, vedi inchieste giornalistiche, per aver svolto incontri con le aziende interessate senza aver mai informato il Consiglio Comunale, cosi come sono al corrente del contenzioso con la ditta INERGIA spa.

Sulla questione eolica abbiamo sempre chiarito la nostra posizione: prima il piano per individuare le zone vocate e successivamente fare un bando pubblico tra le aziende, in modo da trarre il massimo dei vantaggi con il minimo impatto paesaggistico ed ambientale.


CASA – Prima del Prg, ai tempi della lira, a Laterza si poteva comprare una casa con 180milioni di lire, dopo pochi anni per comprare casa 180.000 euro (ovvero il doppio) non bastano, perché? L’assessore Saccomanni ha riferito in Consiglio Comunale che l’amministrazione avrebbe controllato tutte le lottizzazioni per verificare se il 40% delle aree costruite fosse stato venduto come edilizia convenzionata (ovvero a prezzi bassi), a che punto siamo?

Abbiamo chiesto in consiglio comunale di predisporre un “piano comunale per la casa” al fine di intercettare i finanziamenti per costruire case popolari e in edilizia convenzionata. Il compito della politica non è quello di far costruire ma è quello di regolare lo sviluppo urbanistico in modo che migliori la qualità della vita della nostra comunità: la casa per tutti, più verde, più spazi pubblici, tra l’altro la politica (l’amministrazione comunale) deve utilizzare correttamente gli oneri di urbanizzazione senza costruire parcheggi pubblici per attività private.


PROGEVA – Dopo aver rifiutato la nostra proposta di istituire una commissione consiliare speciale hanno cercato di minimizzare la portata del rapporto tra la Progeva e la comunità laertina. Siamo convinti che questioni complesse, come l’ambiente, devono essere affrontate seriamente e con l’aiuto di tutti. Rimandare non aiuta anzi alimenta il sospetto e l’arrabbiatura dei tanti cittadini che sono costretti a convivere con la puzza.

Partito Democratico di Laterza

sabato 15 settembre 2007

Dalla Provincia stanziati 1.000.000 di euro per strade

LATERZA – Comune e Provincia si incontrano in Consiglio. L’altra sera, nel corso della massima assise comunale, confronto serrato tra l’assessore provinciale alle Attività produttive, Costanzo Carrieri, e i consiglieri laertini.
A richiedere l’incontro l’opposizione: “Vogliamo cominciare a discutere di programmazione del territorio, - ha spiegato Catapano - capire quali siano gli intendimenti della Provincia e quali le richieste del Comune”. “Vogliamo un momento di sintesi costruttiva, non distruttiva”- puntualizza Stano.
Un ruolo di facilitatore, insomma, quello ritagliatosi dall’opposizione, che la maggioranza ha poco gradito. Dopo qualche disaccordo sul metodo, è il sindaco Cristella a presentare le sue doglianze: “Non sono soddisfatto dell’Amministrazione Florido: non c’è nessuna delibera per Laterza, non c’è un euro per le feste patronali, né per l’estate. E i lavori al liceo Vico erano già stati deliberati dall’Amministrazione Rana”. Le “promesse” non mantenute, invece, passano per la strada Laterza - Gioia, la strada per san Basilio, la bretella 580.
Sospeso il Consiglio, interviene Carrieri: “Non immaginavo di trovarmi in un conflitto tra maggioranza e opposizione – esordisce. Poi un riferimento al metodo: “E’ in in virtù dei tagli di finanziamenti che la Provincia deve prendere le decisioni”. E la conclusione: “In rapporto al nostro bilancio c’è attenzione a tutto il territorio”. Le prove? “Ad oggi 340mila euro per le infrastrutture viarie ricadenti sul vostro territorio, che versavano in uno stato di degrado – afferma l’assessore – poi altri 650mila euro già appaltati per la strada ex Anas Laterza – Santeramo”. E sul Vico spegne le polemiche: “La determina per l’appalto dei lavori è del 13 ottobre 2005”. Rimane, però, lo scontento della maggioranza: “Solo manutenzione ordinaria – dice Minei – ci vuole invece la manutenzione straordinaria, c’è un’emergenza infrastrutturale”.
C’è stato accordo unanime, invece, per l’altro punto richiesto dall’opposizione: il problema dei cattivi odori presumibilmente originati dall’impianto di compostaggio Progeva, ubicato in zona Madonna delle Grazie. Registrati a metà luglio in tutto il paese e poi successivamente solo in alcune zone, gli effluvi nauseabondi sono già stati oggetto di un confronto con l’azienda, che, in un primo incontro con l’Amministrazione, avrebbe ufficiosamente ammesso il cattivo funzionamento dei filtri, poi, nella comunicazione ufficiale che ne è seguita ha negato qualsiasi responsabilità. Il Consiglio, pertanto, ha deciso di affidare un’indagine alla Commissione ambiente, che poi riferirà in Consiglio comunale.

Anna Lisa Carrera
Corriere del Giorno - 15 settembre 07