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lunedì 29 giugno 2009

Quanto pesa la tua spesa?

“Quanto pesa la tua spesa?”.

Sarà questo il tema che verrà affrontato, in occasione della giornata mondiale della biodiversità indetta dalle Nazioni Unite, in un convegnoorganizzato dalla cia di Taranto, comprensorio Occidentale (Ginosa, Laterza e Castellaneta), che si svolgerà il prossimo 29 Giugno 2009 a Laterza (TA), pressol’Azienda AgricolaSierro lo Greco” alleore 19,00. Sostenibilità agricola e cambiamento climatico, saranno oggetto degli interventi degli ospiti: Catapano Franco, Vice Presidente Regionale CIA Puglia, Barberio Roberto, Titolare dell’Azienda Agricola “Sierro Lo Greco”,Anelli Savino, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Igiene della Nutrizione ex AUSL BA/3, Costantino Paolo, Gastroenterologo Consigliere Regionale, Tamborrino Carlo, Coordinatore del Circolo “ProgettoMangiasano* 2009”. Modera Giove Stefano, Direttore del giornale “La Goccia”.

*Mangiasano è una campagna di VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società), nata per rendere l’agricoltura italiana libera da OGM e libera da PESTICIDI.

venerdì 19 dicembre 2008

MENO TRAFFICO PER TUTTI, BUS E BICI A TIRANA

TIRANA – 14 anni fa a Monaco un turista camminava su un marciapiedi. Da dietro gli inveirono contro: stava camminando sulla pista ciclabile indicata con un colore appena diverso. Si scostò immediatamente, poi vide all’incrocio un semaforo apposito per le bici. Il silenzio del traffico di quella città da più di un milione di abitanti era la cosa che più colpiva. Quei risultati ottenuti applicando l’organizzazione della mobilità (mobility management) magari in forma sostenibile si stanno via via applicando anche alle nostre città. Il 20 Dicembre un convegno a Tirana presso l’Hotel International in Piazza Skanderberg sarà il momento conclusivo di uno progetto complesso chiamato MOST, Mobilità Sostenibile a Tirana. Una sfida impossibile se si pensa al traffico caotico e alla imperante cultura dell’automobile. Eppure il Progetto MOST ha tutte le carte per realizzare praticamente quei concetti. Innanzitutto ha messo insieme i Comuni di Bari e Tirana, il Politecnico di Tirana, l’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia che finanzia con i POR il progetto ed Eco-logica, una società di ingegneria e consulenza ambientale di Bari con una consolidata esperienza nel settore. Senza dimenticare l’AMTAB, la municipalizzata dei trasporti pubblici baresi. Primo passo del progetto finanziato anche con Fondi Europei la formazione dei decisori pubblici sui temi del mobility management (la direzione della mobilità) e della mobilità sostenibile.

Secondo la creazione di una rete che metta in comune le decisioni che hanno ispirato i Sindaci di molte città del Belgio, dell’Olanda, della Svizzera, casi rivelatisi di successo.

Terzo progettare insieme modalità di trasporto alternative all’uso dell’auto privata e passare al coinvolgimento attivo di aziende private ed altri enti pubblici. Il tutto con un obiettivo generale: dire basta a inquinamento, stress, rumore e consumo di carburante.

Si è spesso ironizzato sui frequenti rapporti di Bari con Tirana, anche attraverso l’Assessorato del Mediterraneo ma il corretto sviluppo di quelle terre è la nostra prima sfida. Se questi esempi di cooperazione applicata alla gestione intermodale del traffico daranno risultati sarà la Puglia la prima ad averne vantaggio, anche in termini commerciali. Del resto è l’Europa a volerlo per prima. Prima di aggredire lontani mercati possiamo pensare a trovare nuovi consumatori sotto casa. Patrizia Milano, architetto, referente del Progetto MOST sui temi della mobilità sostenibile prova a sostenere queste ragioni. In fondo un Paese che non ha petrolio dovrebbe considerare prioritario il modo in cui ci si muove. Anche per i suoi polmoni.


mercoledì 17 dicembre 2008

Approvata la legge regionale contro le diossine

La Regione impone all´Ilva l´abbattimento delle emissioni di diossina. Ieri il consiglio regionale ha approvato la legge che salva Taranto dai suoi veleni. Lo stabilimento siderurgico più grande e inquinante d´Europa sarà obbligato a ridurre drasticamente l´emissione di sostanze nocive per la salute e l´ambiente. Altrimenti la Regione avrà il potere di spegnere le sue ciminiere pericolose. "Con questa legge cambiamo la storia dell´Italia - ha commentato, commosso il presidente Nichi Vendola - è uno dei giorni più belli della mia vita", ha detto ieri al termine di una lunghissima maratona in consiglio regionale.
La "sua" legge è stata approvata da una maggioranza "allargata" perché la salute dei cittadini di Taranto e provincia ha spaccato l´opposizione. Infatti, oltre ai partiti del centrosinistra, hanno votato contro la diossina, anche i rappresentanti tarantini del centrodestra: Antonio Scalera (Udc) e Donato Salinari e Nicola Tagliente (Forza Italia). Si sono astenuti, invece, i rappresentanti del Pdl e delle civiche di destra che non sono stati eletti nei collegi in riva allo Jonio. Non hanno votato la legge, pur condividendone i principi. Il centrodestra pugliese, ha chiesto nei suoi emendamenti di anticipare di un anno la data limite per l´abbattimento della diossina. L´assessore all´Ecologia, Michele Losappio, non volendosi discostare dal cronoprogramma fissato su parametri scientifici dall´Arpa, ha detto no a questa proposta che non avrebbe consentito all´Ilva di avere i tempi tecnici necessari per adeguare i propri impianti alla nuova normativa. Un artificio politico, mascherato sotto forma di emendamento ambientalista, con il quale l´opposizione ha celato il proprio imbarazzo. La legge che salva Taranto dai veleni non è stata votata dal resto del centrodestra perché non gradita al ministro per l´Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nei mesi scorsi ha difeso a spada tratta le prerogative dell´Ilva.
"Norma a tutela della salute, dell´ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani". Questo il titolo del provvedimento approvata ieri dalla Regione. Ma a dispetto di questa lunga intestazione, la legge regionale, redatta dall´assessore all´Ambiente Michele Losappio, con il supporto tecnico dell´Arpa, è molto snella. Appena quattro articoli, ma - secondo il governo regionale - così forti da salvare Taranto dalla diossina e costringere l´Ilva, se inadempiente, a fermare il suo stabilimento. La legge obbliga il siderurgico di Taranto ad abbattere nel giro dei prossimi due anni le emissioni di diossina. In particolare il provvedimento impone al gruppo Riva due passaggi fondamentali: entro aprile del 2009, la concentrazione di veleni dovrà scendere sotto la soglia di 2,4 nanogrammi, una quota che l´Ilva, con i dovuti accorgimenti, sarebbe già in grado di rispettare già oggi. La seconda e ultima data chiave è quella del 31 dicembre 2010: nel giro dei prossimi due anni lo stabilimento siderurgico dovrà essere in grado di abbattere l´emissione della diossina e dei furani pericolosi per la salute umana al di sotto dei 0,4 nanogrammi, il limite imposto dal protocollo di Aarhus, la direttiva comunitaria mai recepita dall´Italia. Se lo stabilimento industriale del gruppo Riva non sarà in grado di rispettare queste soglie, e non dovesse riuscirci neanche entro due mesi dalla segnalazione di infrazione da parte dell´Arpa - la nuove legge darà la possibilità alla Regione di sospendere l´attività produttiva dell´Ilva.
"Adesso che abbiamo messo al sicuro il futuro di Taranto- ha detto Vendola, rivolto ai consiglieri del centrodestra - lavoriamo insieme perché il governo Berlusconi non ci neghi le risorse per bonificare dai fumi cancerogeni del passato la città". Approvata la legge che disinnesca l´Ilva, il governatore ha già indicato il prossimo obiettivo: "Salvare Brindisi dai veleni di Cerano".

Paolo Russo
RepubblicaBari.it
(17 dicembre 2008)

martedì 2 dicembre 2008

Devozione, onestà e competenza

Di qua e di là dall'Oceano rimbalzano parole magiche: recessione, ambiente, New Deal. Il New Deal è stato il patto, la promessa di un nuovo corso, che Franklin Delano Roosevelt, divenuto presidente degli Stati Uniti nel marzo 1933, promise ai cittadini americani per uscire dalla crisi che era, come l'attuale, crisi di soldi, ma soprattutto di fiducia, di scoramento, di corruzione e violenza criminale, e poi di erosione del suolo e di eccedenze agricole invendute.
Roosevelt capì che la salvezza dell'America dipendeva anche dalla regolazione del corso dei fiumi e dalla lotta all'erosione, alle frane e alle alluvioni, alla sete, dalla ricostruzione della fertilità dei suoli agricoli e dei pascoli, dalla salvaguardia delle foreste.
La nuova amministrazione affrontò subito il problema della razionale utilizzazione delle risorse idriche e della difesa del suolo, cominciando dai grandi bacini idrografici. Uno dei più grandi fiumi e bacini idrografici del Nord America è il Tennessee che scorre dalle montagne innevate ai campi fertili, fino a immettersi nel fiume Ohio poco prima che questo si getti nel Mississippi. Subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca Roosevelt creò una speciale agenzia, la Tennessee Valley Authority, il più noto esempio di pianificazione territoriale e industriale del New Deal, col compito di costruire una serie di dighe e di centrali idroelettriche, realizzando la prima industria elettrica di proprietà del governo federale (le precedenti erano tutte private). La costruzione delle dighe attirò nella zona lavoratori disoccupati da tutta l'America; fu rettificato il corso del fiume, furono fatte opere per fermare l'erosione del suolo e per il rimboschimento delle valli. Il film "Fango sulle stelle" di Elia Kazan, racconta l'epopea della costruzione di una diga sul Tennessee e il conflitto con la popolazione locale che deve abbandonare le proprie case.
Roosevelt aveva sottolineato, fin dalla campagna elettorale, l'importanza delle foreste. "Gli alberi --- disse --- trattengono la terra fertile sui declivi e l'umidità del suolo, regolano il fluire delle acque nei ruscelli, moderano i grandi freddi e i grandi caldi, purificano l'aria, sono i `polmoni' dell'America". Il 14 marzo 1933, dieci giorni dopo la sua nomina a presidente degli Stati Uniti, Roosevelt predispose un grande progetto per impiegare un esercito di giovani disoccupati al lavoro nelle foreste. Nell'estate del 1933 300.000 americani, celibi, dai 18 ai 25 anni, figli di famiglie assistite, erano nei boschi, impegnati nei lavori di difesa del suolo che da molti anni erano stati trascurati. Negli anni successivi, in varie campagne, due milioni di giovani lavoratori, complessivamente, piantarono 200 milioni di alberi, ripulirono il greto dei torrenti, prepararono laghetti artificiali per la pesca, costruirono dighe, scavarono canali per l'irrigazione, costruirono ponti e torri antincendio, combatterono le malattie dei pini e degli olmi, ripulirono spiagge e terreni per campeggi. Nell'aprile 1935 fu creato il Soil Conservation Service col compito di difendere contro l'erosione il suolo, anche se era di proprietà privata, a spese dello stato.
Nel 1933 il governo decise di far pagare un affitto a coloro che usavano risorse naturali --- pascoli o miniere --- demaniali e di fermare la svendita dei terreni statali. Nell'America della grande crisi c'era sovrabbondanza di raccolti ma prezzi così bassi che gli agricoltori soffrivano la fame. L'erosione del suolo dovuta alle acque e al vento aveva spinto milioni di piccoli proprietari o affittuari ad abbandonare le proprie terre per andare a lavorare come miserabili salariati nelle terre ancora fertili. Le grandi compagnie finanziarie compravano a prezzi stracciati i terreni dei piccoli coltivatori soffocati dai debiti. La drammatica situazione è descritta, fra l'altro, nel libro "Furore" di Steinbeck, del 1939, da cui l'anno dopo fu tratto un celebre film diretto da John Ford.
Furono create strutture governative per assistere i lavoratori costretti a migrare nelle nuove terre e furono stanziati incentivi finanziari per trattenere nei campi i piccoli coltivatori e per sostenere i prezzi dei prodotti agricoli; fu organizzata la distribuzione alle classi meno abbienti delle eccedenze agricole e furono avviate iniziative per l'utilizzazione industriale dei prodotti non alimentari. La chimica avrebbe avuto un ruolo fondamentale e il biochimico William Hale coniò il termine "chemiurgia" per indicare le tecniche capaci di trasformare le materie di origine agricola, zootecnica e forestale in merci: dall'alcol etilico, da usare come carburante e come materia prima per la gomma sintetica, alla cellulosa e alle proteine per ottenere fibre artificiali, dall'amido alle materie plastiche, dalle cere ricavate dalla jojoba, alla gomma guayule, dalle fibre tessili cellulosiche naturali ottenute da ginestra, canapa, yucca, a nuove materie cellulosiche industriali, eccetera

Sotto tanti aspetti i problemi dell'età di Roosevelt si trovano in Italia oggi: frane e alluvioni, mancanza di acqua, eccedenze agricole, rifiuti, alto costo dell'energia, ma nelle varie proposte del "nuovo New Deal" non vedo indicati progetti per affrontarli seriamente e in modo unitario; eppure la soluzione va cercata, a mio parere, proprio nel recupero e trasformazione di eccedenze, scarti e sottoprodotti a fini produttivi e energetici, nel rimboschimento, nella lotta all'erosione e alle conseguenti frane e alluvioni, nell'aumento delle risorse idriche e idroelettriche, nelle fonti di energia e nelle materie prime rinnovabili.

Il successo "ambientale" del New Deal fu dovuto al fatto che Roosevelt concentrò tutte le competenze nel campo delle risorse naturali --- acqua, foreste, difesa del suolo, opere idrauliche, urbanistica, parchi, miniere, rifiuti, eccetera --- in due ministeri, quello dell'agricoltura e quello dell'interno, affidati a due persone, Henry Wallace e Harold Ickes, eccezionali per la devozione al loro mandato, onestà e competenze.
Che siano queste tre le parole chiave per uscire dalla crisi del 2008 ?
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
La Gazzetta del Mezzogiorno,
martedì 25 novembre 2008

martedì 3 giugno 2008

«L'Ilva ha disdetto gli impegni presi»

Un accordo sottoscritto nello scorso aprile tra l'impianto siderurgico tarantino e la Regione Puglia prevedeva di avviare tutta una serie di controlli sulle emissioni di diossina, anche con l'Arpa Puglia. Oggi sembra che l'azienda abbia deciso di fare marcia indietro. A comunicarlo l'assessore regionale all'Ecologia, Michele Losappio

BARI - Per l'assessore regionale pugliese all’Ecologia, Michele Losappio, l’Ilva di Taranto «ha deciso di autosospendersi dagli adempimenti previsti dall’accordo di programma sull'autorizzazione integrata ambientale sottoscritto nello scorso aprile. Questa scelta – rileva in una nota – motivata dall’attesa dell’esito del ricorso al Tar da parte di una associazione di Taranto non favorevole a quell'accordo, si presenta come sgradevole e foriera di incognite nei rapporti con le istituzioni».
«Se Ilva intende retrocedere nella strada della tutela della salute e del territorio – aggiunge Losappio – lo faccia senza nascondersi dietro le intempestive quanto controproducenti iniziative di qualche comitato. La Regione ribadisce che senza un abbattimento certo per tempi e quantità delle diossine esprimerà un parere negativo nella procedura di 'Aia' giacché la sua attenzione verso l’occupazione ed il reddito è sempre stata coniugata alla massima preoccupazione per l’inquinamento e per la salute. Una rottura o una interruzione nel dialogo finalizzato a legare sviluppo e tutela ambientale – conclude il comunicato – non trova dunque motivazioni».

domenica 25 maggio 2008

Area Vasta: i Comuni della zona occidentale puntano sul Parco delle Gravine

MOTTOLA - Nell’area occidentale dell’Area Vasta si ragiona in maniera strategica. I sindaci dei comuni sono perfettamente entrati nell’ottica del Piano: gioco di squadra per una ricaduta di benefici strutturali ed economici sul territorio. Si è tenuto ieri pomeriggio, nella sala consiliare del comune di Mottola e presieduto dal primo cittadino Giovanni Quero e dal vice presidente della Provincia Stefano Fabbiano, l’ultimo dei tre appuntamenti itineranti promossi dall’ufficio unico dell’Area vasta tarantina.

Si è detto soddisfatto l’architetto Enzo La Gioia, responsabile dell’Ufficio di Piano, per l’interesse raccolto attorno a queste iniziative programmatiche che sono state uno step fondamentale nella progettazione del Piano strategico. «Abbiamo raccolto informazioni interessanti sullo stato attuale della pianificazione, della progettazione e della programmazione dei singoli comuni – ha riferito La Gioia – ma il dato degno di attenzione è la voglia e la capacità dei comuni di progettare insieme».

La direttrice lungo la quale i comuni dell’Area occidentale hanno scelto di muoversi è la valorizzazione del Parco delle Gravine, elemento di interesse strategico per tutte le comunità ricadenti lungo la dorsale rupestre. Il recupero sostenibile delle aree di boschi e della macchia, la ridefinizione dei percorsi naturalistici e la infrastrutturazione eco-compatibile del Parco saranno le carte spendibilie e sicuramente vincenti per il recupero e per il rilancio di un’area di interesse generale.

«Da quando abbiamo effettuato interventi nell’area di nostra competenza del Parco – ha riferito il vice sindaco di Laterza, Leonardo Pugliese – è stato riscontrato un incremento del turismo ambientale e scolastico tanto che abbiamo rilevato, addirittura, una carenza delle guide». «Sfruttare la disposizione morfologica del nostro territorio e promuovere interventi che lo valorizzino – ha riferito il vice sindaco di Palagianello, Donato Todisco – è il nostro obiettivo comune. Abbiamo proposto il recupero della vecchia linea ferroviaria – ha proseguito Todisco - che a breve sarà dimessa con la realizzazione di un percorso ciclabile che, partendo da Mottola attraversi Castellaneta per arrivare a Palagianello, realizzando una continuità paesaggistica, naturalistica e culturale che metta in rete i diversi ambiti territoriali rilanciandone il significato turistico».

Parco delle Gravine e infrastrutture, quindi, gli elementi essenziali emersi come esigenze primarie dell’area occidentale.

«La trasversale Bradanico-Salentina sarà una delle priorità delle nostre azioni – ha riferito l’ing. Cimini della Provincia di Taranto. Intervenire sulle strade – ha proseguito il rappresentante dell’Ente di coordinamento - significa avere ricadute positive sulla qualità della vita della popolazione: minori tempi di percorrenza e minori percentuali di incidentistica stradale che sono fattori importanti nell’ambito della valutazione delle premialità negli interventi di Area vasta».

«Dai comuni dell’area occidentale sono giunte anche proposte in ambito sociale. Sostenere il welfare avendo a cuore gli interessi delle fasce più disagiate – ha concluso l’assessore Fabbiano – è un impegno al quale gli amministratori devono guardare con estrema attenzione». Il comune di Mottola ha individuato due siti abbandonati; il vecchio ospedale, l’Umberto I, e l’ex Gin, una colonia elioterapica, strutture in stato di abbandono che potrebbero essere ridestinate ad usi sociali per interventi a favore di disabili e anziani con l’attivazione di centri diurni.

Con la riunione di ieri si concluso il primo tour attraverso i Comuni. La metodologia messa in campo dal responsabile dell’Ufficio di Piano è stata accolta favorevolmente dagli amministratori che ora attendono, come concordato con il presidente della Provincia, la redazione di una Piano di sintesi degli interventi con l’individuazione delle priorità.

Corriere del Giorno – 24/5/2008

venerdì 2 maggio 2008

Campagne inquinate da scarichi industriali

Una nuova discarica di rifiuti inquinanti, un nuovo scempio ambientale consumato nelle campagne di Castellaneta. A poco più di un mese di distanza dalla scoperta di una grossa quantità di fanghi industriali nocivi tra Castellaneta e Laterza, un nuovo ritrovamento è stato effettuato ieri mattina, in zona Le Grotte, a poca distanza dalla contrada Gaudella. Numerosi sacchi contenenti materiale nocivo sono stati riversati lungo una strada sterrata comunale, tra un uliveto e un tendone d’uva. L’area è stata sequestrata dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, ma questa volta al pericolo per i terreni immediatamente a contatto con il materiale velenoso, si aggiunge il ben più grave rischio di un serio danno ambientale.
La catasta di rifiuti tossici e stata infatti scaricata in una zona nella quale vi sono una decina di pozzi dell’Acquedotto pugliese che contengono acqua potabile per uso civile, strutture tra l’altro già attivate in vista di un’eventuale emergenza idrica per la prossima estate e che dovrebbero servire l’intera provincia di Taranto. Ciò vuol dire che in caso di pioggia i fanghi non solo comprometterebbero i terreni circostanti ma rischierebbero di raggiungere la falda e inquinare l’acqua. Per tale motivo, una volta fatti i prelievi da parte degli inquirenti, l’amministrazione comunale dovrebbe immediatamente adoperarsi per rimuovere i rifiuti e sventare il pericolo di un grave danno ambientale.
Ma quanto avvenuto ieri, come detto, non è il primo episodio di questo genere a Castellaneta. Ad una prima occhiata il materiale ritrovato appare dello stesso tipo di quello che alcune settimane fa fu rinvenuto e sequestrato in contrada Del Vecchio, località Pozzo del Marrese, a poche centinaia di metri dalla Statale 7 tra Castellaneta e Laterza. In quel caso risultò acclarata la pericolosità del materiale scaricato in un terreno privato, ma ad oltre un mese da quel ritrovamento, i fanghi sono ancora lì senza che nessuno abbia provveduto a rimuoverli. Anche in questo caso, sono numerosi i dubbi legati alla provenienza, non essendoci in zona industrie che producono rifiuti di questo tipo. C'è poi un inquietante interrogativo: il materiale ritrovato ieri è stato scaricato a poche centinaia di metri dall’azienda del capogruppo di Alleanza nazionale in Consiglio comunale, Giuseppe Rochira. Ma, almeno al momento, sembra trattarsi solamente di una coincidenza.

» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
» Autore: Angelo Loreto

sabato 8 marzo 2008

L'ambientalismo del fare

“Un vero ambientalista contesta le discariche e non i termovalorizzatori; preferisce che i rifiuti producano energia, piuttosto che finire all'interno delle discariche”. A sostenerlo il leader del Pd, Walter Veltroni, che oggi in un tour tutto bolognese ha visitato il termovalorizzatore del Frullo, a Granarolo dell'Emilia.
“Parliamo del Paese, parliamo delle sue esigenze, dell'ambiente e del fatto che mi piacerebbe che si contestassero le discariche più che i termovalorizzatori”, ha detto Veltroni, facendo notare che “in tutti i Paesi europei ci sono circa 388 termovalorizzatori e che qui c’è da 30 anni”.
Il segretario del Pd ha anche spiegato di essersi informato circa le valutazioni sulle conseguenze sulla salute dei cittadini, e ha chiarito qual è la sua idea: “I rifiuti sono un problema perché non si è avuta la capacità da parte di nessuno nel corso di questi anni di prendere una decisione. La linea non può che essere: raccolta differenziata e ciclo moderno di smaltimento dei rifiuti”.
“Qui arrivano rifiuti con cui si produce energia elettrica che potrebbe illuminare una città come Verona”, ha proseguito il candidato premier del Pd, osservando che “non si capisce perché non lo si debba fare. Dopo di che sono assolutamente d’accordo sul fatto di avere, come si sta facendo, tutti i livelli di controllo, di verifica da tutti i punti di vista delle emissioni che vengono fatte. Se ne sono stati fatti 388 in tutta Europa – ha fatto notare – immagino che questo avvenga perché ormai questi livelli di tecnologia riescono a ridurre le emissioni entro i livelli che sono compatibili”.
Dei veri ambientalisti, ha chiosato infine Veltroni "preferiscono avere dei rifiuti che producono energia, piuttosto che avere discariche che sono quelle ecologicamente più pericolose”.
L’intervento del candidato premier al termovalorizzatore del Frullo si innesta perfettamente in quella che è l’idea di ambientalismo del Pd. Idea che è stata tradotta efficacemente con lo slogan “l’ambientalismo del fare”, opposto alle politiche del “no” e dei veti, che tutto hanno fatto fuorché produrre risultati apprezzabili in termini di ecosostenibilità e di sviluppo di fonti alternative di energia.
Il capitolo de “l’ambientalismo del fare”, specie in un momento delicato come questo dal punto di vista sia globale – caratterizzato da forti cambiamenti climatici e dal crescente inquinamento ambientale – sia locale – con l’emergenza legata all’accumulo di rifiuti nelle strade della Campania – ricopre un’importanza decisivo nel programma di governo del Partito democratico.
In uno dei dodici punti basilari del progetto di cambiamento del Paese del Pd, si mette in chiaro che l’obiettivo che si pone il Pd in materia è quello di “rottamare il petrolio” e mettere in atto un piano che in dieci anni realizzi la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati.
In campo energetico l’auspicio è che si faccia maggiore ricorso al mercato e ai prezzi, mentre proprio per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti, si punta ad un incremento della raccolta differenziata e degli impianti di rigassificazione. In sostanza, basta con l’ambiebntalismo del no: proporre nuove infrastrutture, valutare coinvolgendo tutti, ma quando si è deciso, realizzarle.

venerdì 4 gennaio 2008

Il catenaccio politico

Di seguito riportiamo la risposta del Pd di Laterza alle dichiarazioni del Sindaco dopo la nostra conferenza stampa.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ci si chiude per non ascoltare o far finta di non capire, si svilisce il confronto politico perché si è incapaci progettare il futuro. Si amministra chiudendosi a catenaccio senza dare spiegazioni ai cittadini sulle priorità, sulle tasse e sugli sprechi. Si è allergici alle critiche e si vorrebbe tutti zitti e sudditi. Guai a chi osa ledere l'immagine del "modello da esportare", o con Noi o contro di Noi.

La nostra opposizione è sempre stata costruttiva e mai preconcetta. Abbiamo più volte invitato la maggioranza ad aggiornare il regolamento del Consiglio Comunale, a rivitalizzare il ruolo delle commissioni, a rendere efficiente il sistema del controllo e della valutazione dell’attività amministrativa (revisori dei conti e nucleo di valutazione). Una maggioranza chiusa che spegne anche i pochi e flebili tentativi delle sue “colombe” per costruire un clima diverso. Posizioni chiare che abbiamo dichiarato in Consiglio e affermato sui palchi, da mesi disertiamo le inutili commissioni consiliari per protesta. Solo chi è spudorato e “sordo” può tentare ancora di mescolare le carte.

EOLICO – Il centro-destra laertino con il tandem Comune-Comunità Montana ha alimentato la speculazione eolica sul nostro territorio. Si sono distinti, diventando famosi in tutta la Puglia, per aver approvato e favorito decine di convenzioni per installare decine e decine di pale eoliche sul nostro territorio. Affari e mala politica si sono così intrecciati al punto tale che è nata una società con un nome suggestivo ed eloquente: “Laterza Wind 2”. Sanno bene come stanno le cose, vedi inchieste giornalistiche, per aver svolto incontri con le aziende interessate senza aver mai informato il Consiglio Comunale, cosi come sono al corrente del contenzioso con la ditta INERGIA spa.

Sulla questione eolica abbiamo sempre chiarito la nostra posizione: prima il piano per individuare le zone vocate e successivamente fare un bando pubblico tra le aziende, in modo da trarre il massimo dei vantaggi con il minimo impatto paesaggistico ed ambientale.


CASA – Prima del Prg, ai tempi della lira, a Laterza si poteva comprare una casa con 180milioni di lire, dopo pochi anni per comprare casa 180.000 euro (ovvero il doppio) non bastano, perché? L’assessore Saccomanni ha riferito in Consiglio Comunale che l’amministrazione avrebbe controllato tutte le lottizzazioni per verificare se il 40% delle aree costruite fosse stato venduto come edilizia convenzionata (ovvero a prezzi bassi), a che punto siamo?

Abbiamo chiesto in consiglio comunale di predisporre un “piano comunale per la casa” al fine di intercettare i finanziamenti per costruire case popolari e in edilizia convenzionata. Il compito della politica non è quello di far costruire ma è quello di regolare lo sviluppo urbanistico in modo che migliori la qualità della vita della nostra comunità: la casa per tutti, più verde, più spazi pubblici, tra l’altro la politica (l’amministrazione comunale) deve utilizzare correttamente gli oneri di urbanizzazione senza costruire parcheggi pubblici per attività private.


PROGEVA – Dopo aver rifiutato la nostra proposta di istituire una commissione consiliare speciale hanno cercato di minimizzare la portata del rapporto tra la Progeva e la comunità laertina. Siamo convinti che questioni complesse, come l’ambiente, devono essere affrontate seriamente e con l’aiuto di tutti. Rimandare non aiuta anzi alimenta il sospetto e l’arrabbiatura dei tanti cittadini che sono costretti a convivere con la puzza.

Partito Democratico di Laterza

martedì 6 novembre 2007

4,5 milioni per la differenziata

Accordo tra Regione, Provincia e Ato 1 per finanziare il nuovo progetto di raccolta porta a porta che interessa 12 comuni, capoluogo compreso. Il presidente Tamburrano: «Così riusciremo ad abbattere la tassa sui rifiuti»
“Finalmente”. Frase comune di cittadini e sindaco di Massafra. Una affermazione spontanea, che si riferisce all’arrivo, finalmente davvero, della firma apposta ieri sull’attesissima convenzione per l’utilizzo di 4,5 milioni di euro, utili per portare avanti e concretizzare il progetto dell’Ato 1 inerente alla raccolta differenziata.
Ora si tratta di vedere quello che accadrà, perché ieri le firme dell’assessori all’ambiente, regionale e provinciale, rispettivamente Michele Losappio e Michele Conserva, assieme a quella apposta dal presidente dell’Ato tarantina Martino Tamburrano, ci sono state, i riscontri si vedranno in futuro, esattamente a cominciare dal nuovo anno, visto che il termine per partire è dicembre 2007.
Il progetto prevede l’acquisto di attrezzature utili alla raccolta differenziata, la costruzione di isole ecologiche e l’assunzione di personale idoneo al compito della raccolta nell’Ato 1, che comprende i comuni di Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Laterza, Martina Franca, Massafra, Montemesola, Mottola, Palagianello, Palagiano, Statte e Taranto.

Una fase che il primo cittadino massafrese accoglie con ottimismo: “Finalmente entra nel vivo una fase importante che servirà a dare ai cittadini un nuovo metodo di raccolta e di conferimento dei rifiuti”. Tra i vantaggi che porterà il progetto quello di un possibile abbattimento dei costi, per i cittadini: “Si tratta di un progetto costruito sui principi ispiratori dell’abbattimento ulteriore della tassa dei rifiuti, di un nuovo modo di trattare i nostri rifiuti con la possibilità di riciclarli incamerando ulteriori entrate economiche per il Comune”. Il lato più importante è però quello sociale: “Sarà un modo per educare la popolazione e il territorio. I cittadini avranno a disposizione un nuovo modo di convivere con i rifiuti che noi stessi produciamo”.
Il progetto farà da integrazione alla già esistente raccolta dei rifiuti, e partirà inizialmente come progetto sperimentale. La strada da seguire sarà quella del ‘porta a porta’: “Inizialmente sarà sperimentale e partirà assieme ad una campagna di sensibilizzazione da effettuare anche nelle scuole. Si prevede una migliore organizzazione anche della raccolta dei rifiuti speciali non pericolosi”. Anche in questo caso ci potranno essere vantaggi per i cittadini: “Le isole ecologiche – continua Tamburrano – serviranno a stoccare i conferimenti diretti che i cittadini vorranno fare. Gli stessi cittadini, in quel caso, usufruirebbero di bonus”. Quali siano i privilegi da ‘consegnare’ nelle mani dei cittadini ‘avveduti’ è poi tutto da discutere a tavolino. Al momento c’è l’idea e la volontà di portare avanti questo tipo di discorso: “È il primo accordo di programma ritenuto serio tra Istituzioni come la Regione, la Provincia e i Comuni, che sono attenti a questo tipo di problema, collaborano, progettano e realizzano opportunità di sviluppo le cui ricadute positive alimentano la crescita culturale, sociale ed economica del territorio”. I termini saranno rispettati meticolosamente: “Il progetto esecutivo pronto in 30 giorni”.
Ora quindi non resta che aspettare che tutto si trasformi passando dalle parole ai fatti. Finalmente arriva la raccolta differenziata, quella vera. Dal 2008.

Fonte: Corriere del Giorno
Autore: Graziano Fonsino

sabato 15 settembre 2007

Dalla Provincia stanziati 1.000.000 di euro per strade

LATERZA – Comune e Provincia si incontrano in Consiglio. L’altra sera, nel corso della massima assise comunale, confronto serrato tra l’assessore provinciale alle Attività produttive, Costanzo Carrieri, e i consiglieri laertini.
A richiedere l’incontro l’opposizione: “Vogliamo cominciare a discutere di programmazione del territorio, - ha spiegato Catapano - capire quali siano gli intendimenti della Provincia e quali le richieste del Comune”. “Vogliamo un momento di sintesi costruttiva, non distruttiva”- puntualizza Stano.
Un ruolo di facilitatore, insomma, quello ritagliatosi dall’opposizione, che la maggioranza ha poco gradito. Dopo qualche disaccordo sul metodo, è il sindaco Cristella a presentare le sue doglianze: “Non sono soddisfatto dell’Amministrazione Florido: non c’è nessuna delibera per Laterza, non c’è un euro per le feste patronali, né per l’estate. E i lavori al liceo Vico erano già stati deliberati dall’Amministrazione Rana”. Le “promesse” non mantenute, invece, passano per la strada Laterza - Gioia, la strada per san Basilio, la bretella 580.
Sospeso il Consiglio, interviene Carrieri: “Non immaginavo di trovarmi in un conflitto tra maggioranza e opposizione – esordisce. Poi un riferimento al metodo: “E’ in in virtù dei tagli di finanziamenti che la Provincia deve prendere le decisioni”. E la conclusione: “In rapporto al nostro bilancio c’è attenzione a tutto il territorio”. Le prove? “Ad oggi 340mila euro per le infrastrutture viarie ricadenti sul vostro territorio, che versavano in uno stato di degrado – afferma l’assessore – poi altri 650mila euro già appaltati per la strada ex Anas Laterza – Santeramo”. E sul Vico spegne le polemiche: “La determina per l’appalto dei lavori è del 13 ottobre 2005”. Rimane, però, lo scontento della maggioranza: “Solo manutenzione ordinaria – dice Minei – ci vuole invece la manutenzione straordinaria, c’è un’emergenza infrastrutturale”.
C’è stato accordo unanime, invece, per l’altro punto richiesto dall’opposizione: il problema dei cattivi odori presumibilmente originati dall’impianto di compostaggio Progeva, ubicato in zona Madonna delle Grazie. Registrati a metà luglio in tutto il paese e poi successivamente solo in alcune zone, gli effluvi nauseabondi sono già stati oggetto di un confronto con l’azienda, che, in un primo incontro con l’Amministrazione, avrebbe ufficiosamente ammesso il cattivo funzionamento dei filtri, poi, nella comunicazione ufficiale che ne è seguita ha negato qualsiasi responsabilità. Il Consiglio, pertanto, ha deciso di affidare un’indagine alla Commissione ambiente, che poi riferirà in Consiglio comunale.

Anna Lisa Carrera
Corriere del Giorno - 15 settembre 07