giovedì 5 dicembre 2013
Natale a Laterza, presentato il calendario 2013. Musica, spettacolo, arte, cultura con la collaborazione delle associazioni del territorio
Redatto dall’Amministrazione con la collaborazione della Consulta delle Associazioni di Laterza, dei commercianti della città e dell’O.S.M.A.I.R.M., il calendario vanta un programmazione più variegata di quella dello scorso anno, con la celebrazione del ‘tradizionale’, spiega Mariella Bruno, Consigliere ai Rapporti con l'Associazionismo e il Volontariato, ma anche con un attento sguardo alla cultura.
Riconferma, tra le altre, della mostra dei presepi curata dall’Associazione la Gravina nei locali del Palazzo Marchesale nel cuore del centro storico.
Tombolata, pettolata e castagnata, presepe vivente a cura dell’O.S.M.A.I.R.M., letture dedicate e grandi e piccini, Insieme per Telethon, musical e spettacoli teatrali. Momenti di ritrovo, di svago ma anche di pensiero critico aggiunge Leonardo Matera, consigliere alle Politiche Culturali e Giovanili, promotore soddisfatto degli eventi benefici che prevedono donazioni solidali.
"A Laterza, ha poi spiegato il sindaco Lopane, l’Amministrazione si rivolge in maniera costante alle Associazioni, le quali consentono di animare il territorio, donando molteplici motivi di incontro alla comunità. Anche quest'anno il programma natalizio è vasto e articolato e il nostro ringraziamento va a tutti i soggetti che renderanno questo Natale un periodo speciale".
giovedì 13 marzo 2008
il programma copiato e stracciato
Nel Pdl, Silvio Berlusconi riunisce invece i candidati per fare il punto sulla campagna elettorale. E non manca di lanciare qualche stoccata agli avversari: «Il programma del Pd è copiato dal nostro, e quando dico che è carta straccia voglio dire che poi loro, una volta al governo, lo considerano carta straccia e lo buttano via».Poi il Cavaliere torna però a ribadire la necessità del voto utile: «Le uniche due forze politiche in grado di ottenere la maggioranza sono Pd e Pdl: per impedire la vittoria di Veltroni bisogna votare Pdl. Disperdere il voto significa favorire la vittoria di Veltroni». Anche se, precisa, nei sondaggi «siamo 10 punti avanti». L'ex premier non risparmia consigli ai suoi: «Usate i camper, andate porta a porta, cercate il contatto diretto con la gente. Andate a parlare con il prete, col farmacista, col medico... io ho ottimi rapporti con i farmacisti e non certo perché compro da loro il Viagra» scherza Berlusconi. «Insistete sul nostro programma - aggiunge - sulle sette missioni per il futuro dell'Italia, ma soprattutto insistete su quello che il governo Prodi non ha fatto». Il Cavaliere è anche tornato a denunciare i presunti brogli alle precedenti elezioni: «Mobilitatevi tutti per evitare che non ci vengano sottratti i voti come nel 2006, quando ce ne sottrassero un milione. Dobbiamo evitare che il voto venga manomesso». Anche alla luce del caso Ciarrapico, il leader del Pdl lancia un altro avvertimento: «Con i giornali dovete stare attenti, è un vostro diritto controllare le risposte alle interviste». Infine Berlusconi rassicura l'Europa («diminuiremo il debito pubblico, pur in presenza di una situazione difficile») e conferma l'intenzione di effettuare ingenti investimenti per il rilancio delle infrastrutture.
mercoledì 27 febbraio 2008
Domande e dubbi sul programma di Veltroni
Sarà opportuno, più in là, cercare il pelo nell’uovo. Per ora è più utile constatare che il programma del Pd presentato lunedì è centrato con chiarezza sugli interventi strutturali dei quali l’Italia ha bisogno; e riflettere sulle difficoltà di realizzarlo.Difficoltà economiche
Il programma cerca di rassicurare sul fronte della finanza pubblica. L’elenco delle «azioni di governo» comincia con la riduzione della spesa, insiste sulla lotta all’evasione, vuol ridurre il debito utilizzando il patrimonio delle pubbliche amministrazioni. Ci sono però tante promesse di riduzioni di imposta, variegati incentivi, numerose spese e misure preziose ma costose, come quelle per rendere sostenibile la flessibilità dell’occupazione.
Nel migliore dei casi è un programma finanziariamente coraggioso, dove il Quintino Sella di turno dovrà usare rigore e farsi perdonare il cipiglio dimostrando che il governo, oltre a controllare la quantità della finanza, ne migliora la qualità. La congiuntura internazionale non aiuterà Quintino.
Le previsioni continuano a peggiorare: oltre alla riduzione del gettito fiscale derivante dal rallentamento ciclico, c’è il pericolo di dover finanziare salvataggi eccezionali. Confortiamoci pensando che l’Italia va molto peggio della media europea e dunque, se un nuovo governo la sblocca, può crescere un filo di più anche se l’Europa rallenta. La quantificazione e la copertura degli oneri del programma vanno comunque chiarite al più presto.
Ci sono poi difficoltà politiche.
Il programma pesta i piedi a gruppi di interesse agguerriti. Il che gli fa onore. Se l’elettorato riterrà che sia fattibile, potrebbero arrivare i voti per provare a governare. Per essere eletti i voti si contano. Ma quando poi si governa, i nemici si pesano. Bastano pochi prepotenti per creare gravi ostacoli.
Qualche esempio. Decentrare la contrattazione dei salari, differenziare i trattamenti territoriali, premiare la produttività, adoperare i contratti di lavoro per superare la dicotomia fra precari e inamovibili, evitare gli incidenti di lavoro con presidi locali accurati invece che con parole altisonanti: tutto ciò significa modificare il ruolo dei sindacati, sia dei lavoratori che dei datori di lavoro, riducendo l’influenza dei protagonisti dei grandi tavoli romani, carichi di suggestione e visibilità politica.
Protagonisti che verranno ridimensionati anche se le politiche del lavoro saranno decise cercando il consenso più direttamente nel Parlamento e nel Paese e meno nelle estenuanti trattative corporative. Una bella frase del programma dice che per aumentare la produttività del sistema le parti sociali devono «cambiare comportamenti e riformare le regole della loro rappresentanza». Andrà detto ancor più chiaro?
Riformare il mercato finanziario significa urtare gli interessi di chi oggi vi opera con meno capacità, correttezza, trasparenza, ma con più protezioni e influenze lobbistiche.
La riforma dell’Università, così come delineata nel programma, è una magnifica rivoluzione: ma significa grandi difficoltà e opposizioni degli atenei e dei professori meno capaci, per non parlare degli studenti cui sono indigeste, per esempio, le «rette fissate liberamente», anche se ben compensate da borse di studio.
La liberalizzazione dei servizi pubblici locali significa togliere potere e denaro a enti e gruppi che li gestiscono in modo opaco e inefficiente. Fare riforme che coinvolgono tassisti, camionisti o agricoltori significa predisporsi a resistere alle loro proteste violente e illegali. Che cosa ci assicura che un governo Pd avrà la forza di procedere?
La realizzabilità del suo programma dipende anche da quella delle riforme elettorali e istituzionali che contiene: esse aumentano la forza con cui un governo può vincere la battaglia con i gruppi di interesse. Richiedono però un accordo con Berlusconi il cui programma, quando sarà dettagliato, è comunque cruciale per il destino di quello del Pd.
Se pesterà i piedi anche lui (e non solo ai politici concorrenti), non potrà esser molto diverso: le cose da fare, a dirle chiare, son quelle che sono. Converrà allora che i due contendenti ne ribadiscano alcune insieme, prima delle elezioni, rendendo così più credibile l’impegno a farle davvero. Magari, se occorresse, governando per un tratto assieme.
Se invece il programma del Pdl sarà altisonante, ma opaco e tranquillizzante, Veltroni avrà due reazioni possibili. Nascondere ancor più che il suo, invece, morde: sarebbe una disastrosa gara al ribasso, magari mascherata dietro i falsi muscoli di un ritorno alle reciproche insolenze. O criticare con didascalica precisione il buonismo dell’avversario, promettendo cooperazione per affrontare con coraggio i tanti, forti scontenti che nascono dalla realizzazione di qualunque buon programma.
martedì 26 febbraio 2008
Sintesi del programma fatta dal coordinatore Davide Bellini
“Il programma del Pd è ambizioso e realistico e si pone l'obiettivo di cambiare il Paese”. Con queste parole Walter Veltroni, segretario e candidato premier del Pd, ha presentato oggi alla stampa il programma di governo del Partito democratico. “Siamo la prima forza politica – ha detto – ad illustrare il programma. Lo considero un dovere da parte di una forza politica come la nostra che si propone di segnare una profonda innovazione persino nel presentare i propri doveri agli elettori”. Un programma che non è fatto di “annunci e promesse, ma anche di coperture finanziarie e speranze di innovazione”.Affitti. Detrazione per l'affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito.
Agricoltura. Più risorse comunitarie per il sostegno dello sviluppo rurale. Creazione del Marchio biologico italiano. Incentivi fiscali per le bioenergie. Miglior utilizzo della risorsa terra. Difesa dei marchi Dop e Igp in sede Ue e Wto.
Aliquote Irpef. Giù le aliquote dal 2009: un punto in meno l'anno per 3 anni.
Asili nido. Portare in 5 anni i posti per i bimbi da 0 a 3 anni negli asili nido dall'attuale 6% al 25 per cento. Asili nido chiusi solo una settimana a Ferragosto.
Authority. Miglioramento delle Autorità e procedure di nomina trasparenti.
Banche. Meno costi per i servizi offerti. Trasparenza e semplificazione dei contratti. Miglioramento delle opportunità di finanziamento di famiglie e imprese.
Banda larga. Diffusione della banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale.
Burocrazia. Le Pubbliche amministrazioni non devono chiedere al cittadino documenti che hanno già. Lo Stato deve pagare negli stessi tempi nei quali pretende di essere pagato. Se il Parlamento introduce nuove procedure deve calcolarne il costo e attribuire ai cittadini e alle imprese un credito d'imposta pari al 50% del costo.
Case in affitto. Forte impegno per l'edilizia pubblica e il social housing.
Compenso minimo legale. Sperimentazione di un compenso minimo legale di 1.000-1.100 euro netti al mese per i precari (collaboratori economicamente dipendenti).
Concorrenza. Ogni anno una legge sulla concorrenza. La prima per liberalizzare telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti.
Contrattazione di secondo livello. Meno tasse sulla quota di salario derivante dalla contrattazione di secondo livello.
Credito d'imposta alle donne lavoratrici. Credito d'imposta per le donne lavoratrici, dipendenti e autonome, per le spese di cura. Prima al Sud e poi in tutta Italia.
Democrazia economica. Più partcipazione dei lavoratori, sia sul piano finanziario sia su quello della governance.
Democrazia governante. Le riforme si fanno insieme. Il Pd propone una sola Camera legislativa, con 470 deputati eletti in collegi uninominali con il doppio turno. Scelti con le primarie e con il vincolo di genere. Un Senato delle autonomie, con 100 membri. Esecutivo con 12 ministeri e non più di 60 membri. Fiducia dell'unica Camera al solo presidente del Consiglio, che può chiedere al Capo dello Stato la revoca dei ministri. Statuto dell'opposizione. Introdurre un metodo di calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari. Ineleggibilità dei condannati per reati gravi, come corruzione, criminalità organizzata, pedofilia. Diritto di voto ai sedicenni nelle elezioni amministrative. Per ogni nomina procedure e criteri trasparenti, con sistematico ricorso all'audizione pubblcia dei candidati.
Diritti dei conviventi. Sì al riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi.
Disoccupazione e reimpiego. Tutela del reddito in caso di disoccupazione. Sistema efficiente di servizi per il reimpiego.
Energia. Sul fronte dell'energia più pannelli solari, sviluppo di energie rinnovabili per produrre il 20% dell'energia con sole e vento. Piano per realizzare in 10 anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati. Maggiore ricorso al mercato e ai prezzi per garantire la qualità ambientale. Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terziarietà rispetto ai competitors.
Figli. Dote fiscale di 2.500 euro per i figli.
Federalismo fiscale. Vero federalismo fiscale in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e autonomia degli enti locali sulle scelte infrastruturali.
Forfettone. Migliorare il forfettone per le piccolissime imprese.
Formazione permanente. La formazione permanente diventa un diritto di cittadinanza.
Giustizia. Processi civili e penali in tempi ragionevoli. Previsto l'accorpamento dei tribunali, l'introduzione del magager in tribunale, tempi più rapidi con il processo telematico e l'ufficio del processo. Poi sì alla specializzazione dei magistrati. Ricorso diffuso alla composizione extragiudiziale delle liti.
Immigrazione. In programma il cambio di modalità di ingresso per gli immigrati, con sponsor garantiti e certificati. Voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Impegno nel favorire la regolarità dell'immigrazione. Severità contro la clandestinità e la criminalità.
Imprenditoria giovanile. Costituzione di un fondo per il credito e il microcredito per prestiti a condizioni agevolate per a sostegno di progetti imprenditoriali nei settori dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile, nei servizi di pubblica utilità e impegno sociale.
Imprese. Incentivi alle piccole e medie imprese per renderle più competitive (valorizzazione del patrimonio di vitalità imprenditoriale, incentivazione dell'innovazione tecnologica e internazionalizzazione produttiva; miglioramento del forfettone; non retroattività degli studi di settore). Incentivare le società non quotate a entrare in borsa per avere più sviluppo e trasparenza. Accrescere la contendibilità delle imprese. Sviluppare processi di liberalizzazione riducendo gli spazi di rendita. Norme rigorose sul conflitto di interessi. No agli incentivi a fondo perduto: si punta a strumenti automatici e a rendere strutturale il credito d'imposta su ricerca e sviluppo.
Indennità di accompagnamento. Per le persone in difficoltà innalzamento da 455 a 600 euro dell'indennità di accompagnamento.
Infrastrutture. Sì a nuove infrastrutture: proporre e valutare coinvolgendo tutti, ma una volta deciso, realizzarle. Chiamare le cose con il proprio nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste.
Intercettazioni. Sì alle intercettazioni perché servono all'autorità giudiziaria, ma ci sia chi risponda delle violazioni al diritto alla riservatezza.
Lavoro dipendente. Dal 2008 detrazione Irpef più alta per il lavoro dipendente.
Maternità. Assistenti di maternità per le mamme in gravi difficoltà.
sabato 16 febbraio 2008
Il programma del Pd
Gli impegni programmatici annunciati dal candidato premier Dalla Fiera di Roma Walter Veltroni lancia le dodici proposte innovative per cambiare l’Italia. Il candidato premier del Pd le ha esposte alla platea dell’assemblea costituente del Pd.
Primo punto: infrastrutture
«Modernizzare l’Italia significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale - ha detto Veltroni - per colmare il ritardo che l’Italia ha accumulato. Diciamo no alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav».
Secondo: innovazione del Mezzogiorno
Veltroni dice no ad una «politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei».
Terzo: il controllo della spesa pubblica
Negli anni di governo della destra per Veltroni è aumentata la spesa primaria corrente, «mentre - spiega Veltroni - il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno».
Quarto: ridurre le tasse ai contribuenti leali
Un obiettivo che si traduce nello slogan «pagare meno, pagare tutti».
Quinto: investire sul lavoro delle donne
Veltroni :«Oggi in Italia ci sono tre patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. E noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo».
Sesto: il problema della casa
Veltroni vuole aumentare le case in affitto e la «costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro».
Settimo: invertire il trend demografico
Invertire il trend mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido. Veltroni all’interno del settimo obiettivo ha quindi rimarcato la grande lotta alla pedofilia perchè «per me la pedofilia è il più orrendo dei crimini».
Ottavo: università
«Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010 «perchè la società dovrà contare sul talento e sul merito dei ragazzi italiani».
Nono: la lotta alla precarietà, la qualità del lavoro e la sua sicurezza.
Per Veltroni la «sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale della persona umana, che non può essere comprato e venduto a nessun prezzo». Quanto ai giovani precari dovranno per Veltroni raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili «perchè i giovani oggi sono troppo a lungo intrappolati in rapporti di lavoro precari».
Decimo: la sicurezza
Il segretario del Pd vuole maggiori fondi per le forze dell’ordine e poi ribadisce la certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.
Undicesimo: giustizia e legalità
Ricordando le importanti parole di Napoletano Veltroni dice «che da troppi anni c’è uno scontro nel Paese sulla giustizia e tra politica e magistratura». Per quanto riguarda il Pd Veltroni dice: «Proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Nel nostro ordinamento inseriremo il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione».
Dodicesimo: l’innovazione
Veltroni dice: «vogliamo portare la banda larga in tutta l’Italia e garantire a tutti una tv di qualità». Il segretario del Pd dice che è necessario superare il duopolio tv «e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il pluralismo e la libertà del sistema».
La Stampa 16/02/2008
Le linee guida del PD
"Basta con l'ambientalismo che cavalca ogni potresta e impedisce di fare le infrastrutture - dice Veltroni - Una volta assunta la decisione o divieto di revoca o sanzioni"
"Più ricchezza, crescita e uguaglianza" sono i tre obiettivi che Veltroni indica al Pd.
"Italia deve muoversi, fare appello alle risorse migliori se vuole giocare da protagonista in un mondo che cambia. E' l'appello che il leader del Pd Walter Veltroni - Bisogna lasciare alla spalle il passato e puntare al nuovo. Meno divisioni e steccati ideologici, meno furbizie e più merito"
"L'Italia deve smettere di accontentarsi, non deve avere paura del nuovo. Si può fare - dice Veltroni da palco - Senza crescita e ricchezza non c'è giustizia sociale"
La prima parte del discorso di Veltroni riguarda le scelte di politica estera. Ed è una difesa delle missioni italiane in Afghanistan, Libano e Balcani: "Lavorare per una soluzione politica in quei Paesi non vuol dire ritirarsi come ha sostenuto la Sinistra Arcobaleno. Noi riteniamo quella posizione un grave errore".
