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sabato 25 settembre 2010

LATERZA MERITA LE PRIMARIE: SOSTIENILE ANCHE TU!



Il Partito Democratico di Laterza invita, Domenica 26 settembre, tutta la cittadinanza a sottoscrivere e a partecipare al "Patto Democratico per le Primarie".

La politica, ormai da tempo, vive una profonda crisi di legittimazione, la partecipazione dei cittadini è sempre più episodica e rarefatta, mentre cresce l’autoreferenzialità del ceto politico. Riteniamo necessario determinare momenti e strumenti in grado di rilanciare il coinvolgimento popolare, per restituire alla politica stessa, forza e credibilità.

Il valore delle primarie:
- favoriscono la mobilitazione delle forze politiche;
- consentono una partecipazione ampia dei cittadini alla selezione delle candidature;
- offrono spazi a personalità indipendenti che vogliano esprimere un nuovo impegno politico o, comunque, cimentarsi nella competizione elettorale.

Dal regolamento:
- Il PD, Circolo di Laterza, propone e invita tutta la città a partecipare alle primarie per un “Patto Democratico” che vada oltre il Centro Sinistra”.
- Le candidature devono essere presentate entro le ore 12,00 di Domenica 10 Ottobre 2010.
- È un diritto ed un dovere per ogni candidato alle primarie, far parte della lista per le elezioni amministrative 2011, se raggiunge un consenso uguale o superiore al 20% dei votanti.
- Si vota domenica 31 ottobre 2010 dalle ore 8,00 alle ore 22,00.
- Possono votare tutti i cittadini residenti nel comune di Laterza, che abbiano compiuto 16 anni.

Info ed aggiornamenti saranno pubblicati su:
- pdlaterza.blogspot.com
- pagina facebook del circolo laertino del Partito Democratico

sabato 6 giugno 2009

LA PAROLA (breve analisi frutto di una nottata filosofico-politica insonne)

"La parola è l'espressione orale o scritta di un’informazione o di un concetto, ovvero la rappresentazione di un’idea a mezzo e nel presupposto di un riferimento convenzionale".
Il mio buon vecchio vocabolario definisce così, chiaramente, il significato del termine "parola".
Ma che valenza ha una parola e cosa può nascere da essa a livello emozionale?

Per cominciare il breve testo si potrà sicuramente sottolineare l'importanza del parlare. Si badi bene che il discorso (assieme al pensiero che lo sostiene) sono state delle conquiste incredibilmente fondamentali che l'umanità ha saputo ottenere. Amo, infatti, paragonarle al fuoco (che nel mito greco rappresenta la conoscenza) che Prometeo rubò agli dei perché anche i comuni mortali potessero fruirne.
Certo la fruizione di questo "prodotto espressivo" comporta anche delle responsabilità implicite. E' chiaro, infatti, che non si troverà un "bugiardino della comunicazione" che contenga le varie controindicazioni delle parole come, in effetti, avviene per quanto riguarda i medicinali.
Ma il fatto che i rischi dell'esprimersi siano impliciti non deve essere confuso mai con l'assenza di tali rischiosità nelle quali, empiricamente, inciampiamo e spesso affondiamo come fossero sabbie mobili.
Parliamo dunque dell'importanza, degli effetti e dei pericoli della parola.

Sull'importanza dell'esprimersi si legga la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e più precisamente gli Articoli 18 e 19 (art. 18 "Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione..." e art. 19 " Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere").
Insomma questi articoli della Dichiarazione del 1948 mostrano come l'umanità abbia voluto sottolineare che la libertà d'espressione, assente nelle dittature della prima metà del 900, era una proprietà intrinseca dell'uomo da dover difendere con ogni mezzo perché se è vero che non si vive biologicamente se non si beve, mangia e respira...è altrettanto vero che si può essere "morti viventi" quando ti sono impediti il pensiero e la parola...e forse, se dovessi tra le due morti, sarei in grosso imbarazzo!!!

Gli effetti della parola sono vari e a volte pericolosi (ecco perché molti pensano non sbagliando che i pericoli più grandi della parola siano i suoi effetti). Gli oratori sanno bene come gli effetti di un discorso siano frutto di dialettica e retorica ben affinate ed equilibrate.
Nel passato ci si è interrogati tanto sulle modalità di un discorso perché possa essere compreso e (soprattutto) condiviso da tutti.
Il grande Cicerone parlava dei momenti dell'oratoria che sono in scrupoloso ordine: "inventio" (ricerca delle idee per sviluppare le proprie tesi), "dispositio" (l'organizzazione del discorso), "elocutio" (la bella elocuzione), "memoria", "actio" (preparazione dei movimenti e dei toni). Tutto questo perché l'oratore doveva "docere et probare" (informare e convincere), "delectare" (catturare l'attenzione dell'uditorio), "movere" (portare il pubblico dalla propria parte).
Tutti i grandi leader politici avranno sicuramente studiato Cicerone e appreso molto da queste immortali lezioni. Ma non sempre i politici indirizzano al meglio il pubblico che, con ciceroniani mezzi, ha saputo "catturare" e convincere della bontà delle proprie idee. Siamo ora arrivati all'analisi dei pericoli.

I rischi che comporta un discorso ben fatto ma con contenuti immorali e fuorvianti sono innumerevoli.
Si va dalla mera bugia all'indottrinamento forzato del pubblico che diviene così mezzo nelle mani dell'astuto paroliere. L'unica medicina utile per contrastare questo fenomeno di "coercizione culturale" (tutt'oggi più che mai presente perché forte di altri mezzi di comunicazione) è ragionare con la propria testa.
"La parola è potere: parla per persuadere, per convertire, o per costringere" diceva Ralph Waldo Emerson e sicuramente conveniamo con lui per quanto riguarda il potere intrinseco alla parola.
Ma al contempo non possiamo che disapprovare l'effetto coercitivo della parola. Tutti sono liberi di parlare (sempre e comunque nel rispetto dell'altro) e nessuno potrà zittire un uomo e le sue parole ma potrà sempre rispondergli rispettosamente perché esprimersi è libertà irrinunciabile ed inalienabile per l'uomo.

Occorre però riflettere su questo diritto universale che spesso nella nostra Era dell'Individualismo è sottaciuto e spesso non difeso comprendendo che laddove c'è parola, c'è vita...e laddove c'è vita, c'è speranza di un futuro migliore!!!

Concludo con un mio sogno tutto volterriano...
"Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto a dirlo."
Ma forse questo è davvero troppo ...oppure no?
Leonardo Matera

mercoledì 17 dicembre 2008

Approvata la legge regionale contro le diossine

La Regione impone all´Ilva l´abbattimento delle emissioni di diossina. Ieri il consiglio regionale ha approvato la legge che salva Taranto dai suoi veleni. Lo stabilimento siderurgico più grande e inquinante d´Europa sarà obbligato a ridurre drasticamente l´emissione di sostanze nocive per la salute e l´ambiente. Altrimenti la Regione avrà il potere di spegnere le sue ciminiere pericolose. "Con questa legge cambiamo la storia dell´Italia - ha commentato, commosso il presidente Nichi Vendola - è uno dei giorni più belli della mia vita", ha detto ieri al termine di una lunghissima maratona in consiglio regionale.
La "sua" legge è stata approvata da una maggioranza "allargata" perché la salute dei cittadini di Taranto e provincia ha spaccato l´opposizione. Infatti, oltre ai partiti del centrosinistra, hanno votato contro la diossina, anche i rappresentanti tarantini del centrodestra: Antonio Scalera (Udc) e Donato Salinari e Nicola Tagliente (Forza Italia). Si sono astenuti, invece, i rappresentanti del Pdl e delle civiche di destra che non sono stati eletti nei collegi in riva allo Jonio. Non hanno votato la legge, pur condividendone i principi. Il centrodestra pugliese, ha chiesto nei suoi emendamenti di anticipare di un anno la data limite per l´abbattimento della diossina. L´assessore all´Ecologia, Michele Losappio, non volendosi discostare dal cronoprogramma fissato su parametri scientifici dall´Arpa, ha detto no a questa proposta che non avrebbe consentito all´Ilva di avere i tempi tecnici necessari per adeguare i propri impianti alla nuova normativa. Un artificio politico, mascherato sotto forma di emendamento ambientalista, con il quale l´opposizione ha celato il proprio imbarazzo. La legge che salva Taranto dai veleni non è stata votata dal resto del centrodestra perché non gradita al ministro per l´Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nei mesi scorsi ha difeso a spada tratta le prerogative dell´Ilva.
"Norma a tutela della salute, dell´ambiente e del territorio: limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani". Questo il titolo del provvedimento approvata ieri dalla Regione. Ma a dispetto di questa lunga intestazione, la legge regionale, redatta dall´assessore all´Ambiente Michele Losappio, con il supporto tecnico dell´Arpa, è molto snella. Appena quattro articoli, ma - secondo il governo regionale - così forti da salvare Taranto dalla diossina e costringere l´Ilva, se inadempiente, a fermare il suo stabilimento. La legge obbliga il siderurgico di Taranto ad abbattere nel giro dei prossimi due anni le emissioni di diossina. In particolare il provvedimento impone al gruppo Riva due passaggi fondamentali: entro aprile del 2009, la concentrazione di veleni dovrà scendere sotto la soglia di 2,4 nanogrammi, una quota che l´Ilva, con i dovuti accorgimenti, sarebbe già in grado di rispettare già oggi. La seconda e ultima data chiave è quella del 31 dicembre 2010: nel giro dei prossimi due anni lo stabilimento siderurgico dovrà essere in grado di abbattere l´emissione della diossina e dei furani pericolosi per la salute umana al di sotto dei 0,4 nanogrammi, il limite imposto dal protocollo di Aarhus, la direttiva comunitaria mai recepita dall´Italia. Se lo stabilimento industriale del gruppo Riva non sarà in grado di rispettare queste soglie, e non dovesse riuscirci neanche entro due mesi dalla segnalazione di infrazione da parte dell´Arpa - la nuove legge darà la possibilità alla Regione di sospendere l´attività produttiva dell´Ilva.
"Adesso che abbiamo messo al sicuro il futuro di Taranto- ha detto Vendola, rivolto ai consiglieri del centrodestra - lavoriamo insieme perché il governo Berlusconi non ci neghi le risorse per bonificare dai fumi cancerogeni del passato la città". Approvata la legge che disinnesca l´Ilva, il governatore ha già indicato il prossimo obiettivo: "Salvare Brindisi dai veleni di Cerano".

Paolo Russo
RepubblicaBari.it
(17 dicembre 2008)

giovedì 6 novembre 2008

Le Vie dello Sviluppo Economico e la Tutela Ambientale

La crisi dell’economia reale sta esplodendo: i dati di crescita della disoccupazione, ma soprattutto della cassa integrazione, lo stanno a dimostrare.

Ilva, Miroglio e Natuzzi sono i tristi esempi di un modello economico che si sta frantumando.
Con la nostra manifestazione vogliamo svegliare l'attenzione di tutti verso quei lavoratori, precari non solo nel lavoro, ma ormai anche nella vita.

Solo chi e' ipocrita ignora queste difficolta', perche' non e' facile affrontare la cassa integrazione, soprattutto per chi vive del solo stipendio e deve fronteggiare le spese mensili di una famiglia.

Ignorare i lavoratori e i precari vuol dire semplicemente scegliere di stimolare il conflitto sociale, con tutte le incognite del caso.

Noi, pero', vogliamo andare oltre la denuncia, vogliamo trovare una soluzione che risponda alle esigenze della nostra comunità.
Vogliamo cercare un modello di sviluppo di un economia sostenibile, che riesca a superare le fallimentari esperienze di imprenditori colonialisti e porti al radicamento di una cultura imprenditoriale che rispetti ambiente e territorio.


Lo sviluppo economico deve procedere su un binario parallelo a quello del rispetto della vita, garantendo anche la salute dei cittadini, vedi le tristi vicende legate alle Polveri Sottili dell' Ilva. Diversamente non c'è nessuno sviluppo, ma solo problemi la cui soluzione rimettiamo egoisticamente nelle mani delle future generazioni.
Queste sono le istanze con cui abbiamo pensato all' iniziativa "Sviluppo Economico e Tutela Ambientale", che si terra' a Laterza presso la Cittadella della Cultura alle ore 20:00Sabato 8 Novembre con la partecipazione dell' on. Francesco Boccia, dell' on. Ludovico Vico e del prof. Federico Pirro.


Davide Bellini
SEGNALAZIONI: I principali Tagli della Finanziaria 2009

Una Finanziaria che prevede tagli consistenti (rispetto al dato assestato 2008) in tutti i principali interventi
1 Sistemi stradali , autostradali e intermodali (- 1.922,8 milioni)
2 Infrastrutture portuali ed aeroportuali (- 31,4 milioni)
3 Sistemi ferroviari locali (-10 milioni)
4 Sistemi idrici (-5 milioni)
5 Edilizia statale (- 41 milioni)
6 Politiche abitative (- 62,1 milioni)
7 Politiche urbane e territoriali (-161 milioni)

Il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione vede una consistente riduzione pari a 43, 8 milioni rispetto all’anno precedente.

L’ANAS contava per il 2009, in base alla Finanziaria scorsa, su 1.560 miliardi: saranno 1.205.
Una riduzione è prevista anche nel capitolo relativo alle somme da erogare all’Anas a titolo di corrispettivi dovuti per le attività ed i servizi resi 269,8 milioni di euro (-126,7 milioni di euro rispetto al dato 2008)

Per RFI erano previsti 3.500 milioni, saranno invece 2.362.

Le riduzioni previste sul finanziamento al trasporto pubblico locale mettono le Regioni in grave allarme; le regioni saranno chiamate a gestire le numerose deleghe senza le corrispondenti risorse.

Stessa sorte per quanto concerne le principali voci riferite al Ministero dell’Ambiente:

1 Conservazione dell’assetto idrogeologico (- 241 milioni)
2 Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (- 88 milioni)
3 Sviluppo sostenibile (- 41 milioni)
4 Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche, tutela e gestione delle risorse idriche (-90 milioni) - 32,4 % rispetto al 2008
5 Ricerca e innovazione (-11,4 milioni)

Infine per quanto riguarda gli stanziamenti relativi alla Protezione civile e alle calamità naturali è opportuno segnalare i seguenti tagli:

1 Interventi per pubbliche calamità (-36,6 milioni)
2 Protezione civile (- 431,9 milioni)
Il presidente della Camera: "Se si pone la fiducia situazione anomala e deprecabile, il testo (leggi) non è stato discusso in Commissione". Berlusconi: "E' finito l'assalto alla diligenza, questo dà fastidio alle lobby". D'Alema: "Si calpesta la Costituzione"

«Col FederalismoSud perde 1 miliardo»
Lo afferma la Svimez a proposito del Ddl Calderoli. Con questo, infatti, le regioni più penalizzate sarebbero la Calabria (tra i 384 e i 372 milioni di euro in meno), la Campania (che perderebbe tra i 195 e i 167 milioni di euro) e la Puglia (da -168 milioni di euro a - 149). Pioggia di quattrini, invece, sulla Lombardia: +623/+591 milioni di euro• A Bari convegno Calderoli-Fitto

mercoledì 9 luglio 2008

Da mezzanotte alle 5,30 ecco i pullman per le discoteche

Provincia e Consorzio trasporti pubblici partono il 12 luglio

Sicurezza è anche mettere in condizioni giovani e giovanissimi di raggiungere le discoteche con mezzi pubblici, lasciando a casa auto e moto. E così il Consorzio trasporti pubblici e l'assessorato ai Trasporti della Provincia si preparano a sabato 12 luglio, quando si avvierà il servizio «Discobus» «per consentire viaggi tranquilli e sicuri da e per le discoteche della provincia» si legge in una nota. «La prima partenza è prevista per sabato 12 luglio. Dalla mezzanotte in poi da Taranto e dai principali comuni della provincia partiranno alla volta della litoranea occidentale ed orientale, autobus coloratissimi caratterizzati dall'emoticon ballerino, simbolo dell'iniziativa, e dal clime della campagna "Save Your Dance", "Salva il tuo ballo", una sorta di inno alla vita che gli organizzatori del tour in autobus hanno voluto tributare al popolo della notte sempre più spesso vittima di notti da sballo».
«Il servizio del sabato - si legge - è completamente gratuito e consentirà a tutti i ragazzi che ne vorranno fare uso il rientro a casa, ad orari scadenzati fino alle cinque e trenta del mattino.Il servizio si protrarrà fino al primo sabato di settembre e sarà realizzato in collaborazione col sindacato italiano dei locali di ballo della provincia. Altro importante contributo all'iniziativa sarà offerto dal popolo della notte, dj, animatori, pr e body guard che hanno da subito manifestato grande sensibilità nei confronti della sicurezza stradale». «Abbiamo riscontrato un interesse diffuso nei confronti del progetto Discobus - afferma il presidente del Ctp, Giovanni D'Auria - sintomo di una mentalità che per fortuna sta cambiando e che tenta in tutti i modi di rilanciare l'idea del trasporto pubblico puntando anche sulle nuove generazioni.Ma è in atto anche un ulteriore approfondimento da parte dell'assessore provinciale ai Trasporti, Luca Conserva, per la realizzazione del servizio DiscoRagazzi, destinato ai giovanissimi che frequentano i locali tarantini animati dal cosiddetto Disco Baby».E intanto con capolinea a Taranto, Massafra, Castellaneta, Laterza, Ginosa, Grottaglie, S. Giorgio, Pulsano, partiranno tutti i giorni (compreso i festivi) nell'arco che va dalle 8 alle 8.20 gli autobus diretti a Lido Silvana, Chiatona, Castellaneta Marina, Ginosa Marina e Marina Piccola. Il rientro è previsto in tarda mattina o nel primo pomeriggio.

Questi gli orari:

Taranto (capolinea via Di Palma)-Lido Silvana-Marina Piccola:
andata 8.15-14.15;
ritorno 12.30-18.00.

Massafra-Chiatona:
andata 8.30
ritorno 12.30.

Castellaneta-Castellaneta Marina:
andata 8.30
ritorno 12.30;

Laterza-Ginosa- Ginosa Marina:
andata 8.20
ritorno 12.45;

Grottaglie-San Giorgio-Pulsano- Lido Silvana-Marina Piccola:
andata 8
ritorno 12.30.


da La Gazzetta del Mezzogiorno di Maria Rosaria Gigante

domenica 6 luglio 2008

SUMMER SCHOOL 11-12-13 luglio a Castellaneta Marina

Cari visitatori e simpatizzanti , vi segnaliamo un'interessante iniziativa a cura dell'Associazione "Puglia Riformista" che si terrà in data 11/12/13 Luglio a Castellaneta Marina nella struttura Nova Yardinia - Hotel Alborea.

Si tratta della Summer School "POLITICA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Le ragioni dell'etica e della pratica.", scuola di formazione destinata a studenti, giovani amministratori e a tutti coloro che vogliono approfondire i temi trattati nella tre giorni.

Il fine della Summer School sarà, oltre a quello formativo, cominciare a far passare il messaggio che: è possibile far politica senza accettare compromessi al ribasso. Sperando di vedervi partecipare in numerosi alla Summer School, vi inviamo i nostri più cordiali saluti, lo Staff di Puglia Riformista.
Per info sulle modalità di iscrizione visitare il sito www.pugliariformista.it o contattare la segreteria dell'Associazione Puglia Riformista allo 080.3969566 disponibile tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle ore 21.00.

Programma

Venerdì 11 Luglio 2008
11,00 – 13,00 APERTURA LAVORI:
Prof. Antonio Giangreco (International school of management “I.é.S.E.G. – Lille, Francia)
13,00 – 14,15 Pausa pranzo
14,30 – 16,30 “Riforme: Costituzione e sistemi elettorali”
Interviene: Prof. Saverio Sticchi Damiani (Università di Lecce e LUISS)
17,00 – 19,00 “ La politica estera e strategie internazionali”
Interviene: Dr. Alessandro Politi (Analista strategico)
On. Umberto Ranieri ( Presidente Associazione 360)
Sabato 12 Luglio 2008
09,30 – 11,30 “La finanza pubblica”
Interviene: Francesco Boccia (Deputato e docente universitario)
11,30 – 11,45 Coffee Break
12,00 – 14,00 “ Finanza locale e politiche di Bilancio”
Intervengono:
Dott. Onelio Pignatti (Direttore Generale Provincia Modena)
Prof. Michelangelo Nigro (Università “Carlo Cattaneo” – Castellanza (VA)
14,15 – 15,15 Pausa Pranzo
15,30 – 17,30 “ Fondi europei e ruolo delle Amministrazioni Pubbliche sugli effetti dei Fondi
strutturali”
Interviene: Dott.ssa Simona Milio (Ricercatrice London School of Economics)

Domenica 13 Luglio 2008
9,30- 12,30 Tavola rotonda “Etica e P.A.”
Modera : Francesco Boccia
Intervengono: Stefano D’Ambruoso (Magistrato)
Gianrico Carofiglio (Senatore e Magistrato)
Alberto Maritati (Senatore e Magistrato)
Giulia Bongiorno (Deputato e Presidente Commissione Giustizia della Camera)

lunedì 30 giugno 2008

La questione morale

I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei programmi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero.Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.
Enrico Berlinguer

mercoledì 18 giugno 2008

ABBIAMO FATTO UNA SANITA' MIGLIORE



Sulla sanità ionica tutti d’accordo.
Anche grazie al Partito democratico di Laterza.

Il centrosinistra rivendica l’iniziativadi aver chiesto, e ottenuto, un Consiglio comunale monotematico e aperto ai sindaci del versante onico occidentale, per discutere del Piano regionale della salute, ad oggi approvato dalla Giunta Vendola.
E rivendica la capacità di andare oltre il colore politico in unaassise di sindaci quasi tutti di centrodestra. Pertanto, interviene a margine dei lavori consiliari svoltisi giovedì scorso (di cui si è data notizia nei giorni scorsi) per puntualizzarnealcuni passaggi. "Il Pd Laterza - dicono il capogruppoconsiliare Giuseppe Stano e compagni - sottolinea, con orgoglio, che grazie alla sua proposta e alla sensibilità del presidente del Consiglio, Franco Frigiola,si è riusciti a mettere tuttiinsieme, per la prima volta, tutti i sindaci del versante occidentale di Taranto, quasi un monocolore del centrodestra, per discutere di pianificazione sanitaria e del ruolodella politica verso la sanità".
"Il Pd Laterza, - spiegano - ancora una volta, è stato capace di interpretare le necessità del territorio non sottraendosi al confronto e dimostrandosi in grado di superare
anche gli steccati della contrapposizione politica allo scopo di fornire quelle risposte che il territorio si aspetta dai propri rappresentanti".
I sette sindaci dei comuni che vanno da Ginosa a Massafra, insieme ai presenti consiglieri regionali Brizio e Lospinuso e al vicepresidentedella Provincia di Taranto Fabbiano,
chiederanno in un documento scritto comune l’interessamento del governatore Vendola e
dell’assessore alla Sanità Tedesco alle problematiche sul tavolo: piano della salute, riordino ospedaliero e servizi sociosanitari territoriali. Nonché una visita, di persona, all’ospedale di Castellaneta, che è la chiave di volta di tutta la sanità ionica occidentale, soprattutto a seguito dei tragici eventi dello scorsoanno. Proprio questa imponente struttura ospedaliera, di cui si lamentanole carenze, ha richiamatola maggiore attenzione dei sindaci e dei consiglieri, comunali e regionali.
Provocando anche qualche polemica. Su queste il Pd vuole dire la sua: "Certo - dicono dal Partito democratico- non sono mancati i tentativi di strumentalizzare il dibattito, da parte di alcuni esponenti del centrodestra, alimentando la solita confusione propagandistica volta a mettere in discussione l’operato della Giunta Vendola ed il nuovo piano di riordino sanitario non tralasciando una nemmeno tanto velata (nonché inspiegabile) mitizzazione dell’operato dell’ex governatore Fitto e della sua ex giunta. E’ bastato però ricordare i fatti,gli scandali e la cattiva gestione dell’Asl Ta/1 per mettere a tacere lo spudorato tentativo di politici dalla memoria corta e con qualche scheletro nell’armadio".
Il giudizio complessivo dei democratici sull’assise consiliare, comunque, rimane positivo: "Va detto che, - concludono - in modo piuttosto trasversale, la maggioranza degli intervenuti ha ribadito la necessità di non cedere a tentazioni campanilistiche a favore di una visione organica della sanità ionica, che necessita di programmazione e soprattutto di valorizzazione del patrimonio di professionalità e di infrastrutture presenti". Un dibattito, insomma che "ha elevato il livello del confronto politico, superando a miope visione delle emergenze".

di Anna Lisa Carrera
da Corriere del Giorno

martedì 17 giugno 2008

PRIMARIE PER CON-VINCERE

Le “primarie” non sono un “supplizio divino”, né una costrizione, né un principio ideologico, sono semplicemente una necessità imposta dall’evoluzione politica contemporanea, sono un segnale che le cose in questo Partito procedono secondo un vero spirito democratico. Sono certamente un buon esercizio di Democrazia e Partecipazione.

Leggiamo con interesse il contenuto del comunicato stampa rilasciato dal Presidente della Provincia Gianni Florido, il quale ha accettato il consiglio da noi rivoltogli di dichiararsi disponibile alle “primarie” per favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte importanti che riguardano il nostro futuro.
Ora costruiamo insieme il percorso che ci porterà alle primarie.

La data utile, e nel contempo simbolica, potrebbe essere proprio il 14 ottobre 2008, data storica che ha visto centinaia di migliaia di cittadini partecipare ad un grande esercizio di Democrazia.

Restiamo, tuttavia, molto preoccupati della situazione in cui versa il PD Jonico che non può a lungo restare senza una autorevole guida politica, pertanto chiediamo l’immediata convocazione dell’Assemblea provinciale e del Coordinamento Politico.

Infine stigmatizziamo con forza l’atteggiamento arrogante e antidemocratico di coloro che hanno voluto impedire l’accesso alla sede provinciale del PD ad alcuni nostri Dirigenti e figure istituzionali. Questo atto è un vulnus che non deve mai più ripetersi e per il quale qualcuno farebbe bene a scusarsi con l’intero Partito.
Lo ripetiamo ancora una volta: le differenze tra noi devono essere intese come ricchezza e non già come dissidenza.

Palagiano, 16 giungo 2008
per il Circolo territoriale di Palagiano
La Coordinatrice Prof.ssa Elisabetta Di Sarno

lunedì 16 giugno 2008

Florido: Disponibile da subito a fare le primarie.

“Nei Paesi dove le primarie per la scelta del candidato Presidente sono nate, l’uscente non viene mai sottoposto a questo tipo di selezione. È una regola fondata sul buon senso e sulla ovvietà.Salvo non si ritenga che il governo uscente abbia fatto tanto male da “consigliare” di non ricandidarne il massimo rappresentante, il punto forte per l’eventuale riconferma si basa sempre sulla buona capacità di governo espressa da tutta la coalizione. Nel centrosinistra della provincia ionica non ho mai registrato giudizi negativi sull’operato dell’Amministrazione da me diretta che tra un anno esatto si sottoporrà al vero giudizio che conta: quello degli elettori.
Quindi, la richiesta di primarie da parte di alcuni circoli del Pd della nostra provincia è, come è stato spiegato, una risposta ad un principio ideologico e politico generale: “primarie sempre”.
Voglio che si eviti quello che è già successo un anno fa e cioè che sulle primarie si spacchi il centrosinistra ionico e che, in questa spaccatura, si infilino giochi e posizionamenti di parte che hanno distrutto la onorabilità di vecchi grandi partiti. Ecco perché, nel pieno rispetto di quanto in proposito decideranno il Pd ed il resto della coalizione, dico di essere disponibile da subito a fare le primarie. Non so se c’è un altro candidato ma non voglio che il “tafazzismo” logori e divida uno schieramento che ha argomenti forti fondati sulle tante realizzazioni compiute, per vincere, e anche bene, le prossime elezioni provinciali.
Sono abituato, ormai, ad avere ragione postuma. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, se si ricandiderà ha chiesto di non essere sottoposto “al supplizio divino” (sono parole sue) perché tali vengono da lui considerate le primarie per un presidente uscente del governo regionale. Il sindaco di Bari Michele Emiliano e la coalizione che lo sostiene hanno deciso che il segretario regionale del Pd sarà ricandidato ma senza primarie. A Lecce, dopo una qualche esitazione, Giovanni Pellegrino sarà ricandidato senza primarie.
A Taranto questo non è dato.

La responsabilità e la voglia di far competere il centrosinistra per vincere, evitando così che l’onda lunga berlusconiana travolga tutto e tutti, mi consigliano questa scelta. Se la coalizione che mi appoggia lo deciderà, si preparino pure i seggi: sono pronto a girare il territorio con umiltà e determinazione per spiegare quanto di buono e di onesto il centrosinistra unito da me guidato ha fatto per la provincia di Taranto”.


Gianni Florido

Assieme al mobile imbottito è in crisi il Made in Italy

C’era anche l’onorevole Ludovico Vico, ieri mattina nella sede del Pd a Ginosa per affrontare, con il vicesegretario regionale del Pd, Michele Mazzarano ed il consigliere regionale del Pd Paolo Costantino, la crisi del settore del mobile imbottito: “La vicenda del mobile imbottito è significativa dal punto di vista non solo impiantistico-strutturale ma anche sociale. Le dimensioni delle difficoltà sono date dalle cifre: da 14 mila dipendenti a 7 mila (tra Puglia e Basilicata, ndr.), dalle 500 aziende dell’indotto alle 137, proprio a dimostrazione che non solo i diretti dipendenti pagano per alcune scelte operate dai c.d.a delle aziende interessate. Certo i costi del petrolio hanno un loro peso in queste situazioni di criticità, ma anche la competizione con alcuni paesi dell’Est Europa e con la Cina, concorso di colpe che ha portato ad una rivalutazione del settore dell’imbottito che da fiore all’occhiello e quindi al primo posto nelle produzioni del Made in Italy è sceso drasticamente al quarto. La crisi del settore moda e del mobile imbottito sta divenendo una piaga sociale ormai da dover affrontare e negli stessi termini della crisi di Malpensa, ma nonostante siamo arrivati agli sgoccioli di una situazione difficile per tutti e che riguarda maggiormente le nostre comunità, vedo ancora una mancanza di sensibilità nei confronti di queste vicende. Il 17 ci sarà un incontro al Ministero del Lavoro dove si richiede la massima partecipazione di tutti per chiedere la costituzione di un tavolo tecnico di coordinamento, proposta già presentata attraverso l’on. Colaninno”.Un possibile strumento di aiuto, ha spiegato l’on. Vico, potrebbe essere visto nella legge 181. Una normativa che finanzia la reindustrializzazione e il rilancio delle aree industriali colpite da crisi di settore. Nata per far fronte alla grave crisi siderurgica degli anni ’80, la legge 181 si è dimostrata un efficace strumento per promuovere nuove iniziative industriali, rivitalizzare il sistema imprenditoriale locale e creare nuova occupazione stabile. “Quindi prevede una serie di incentivi e aiuti attraverso meccanismi che non sono di infrazione con la UE, inoltre auspico che venga al più presto indetto un Consiglio comunale congiunto tra Ginosa e Laterza, comuni da sempre interessati alla crisi del settore”.Quale il reale errore commesso sul territorio? “Certo la chiusura di aziende del calibro Miroglio, Natuzzi o TBM, rappresentano un vero trauma in un tessuto sociale che basa la propria ricchezza occupazionale proprio in questo settore, ma la mancanza di investimenti che diversificassero l’offerta ha peggiorato la questione. Dopo investimenti operati dal centrosinistra, il centrodestra non ha pensato ad arricchirsi investendo, così oltre al dramma della perdita di lavoro, queste migliaia di dipendenti del settore del mobile imbottito dovranno affrontare il trauma dell’assenza di altre possibilità di lavoro”. E concludendo una domanda circa alcune scelte di mercato: “Mi domando come mai le imprese di Martina Franca preferiscano comperare i filati da aziende del nord, piuttosto che rivolgersi verso questi territori”.No alle soluzioni protezionistiche ma un occhio alla vitalità delle aziende sul territorio è stato il filo conduttore dell’intervento del vicesegretario regionale del Pd, Michele Mazzarano: “La sensazione che il Sud non sia tra le priorità dell’attuale governo si fa sempre più forte, esempio ne è il decreto 93 del 2008, che ha messo in luce le prime contraddizioni. Ora però dobbiamo organizzare un’azione parlamentare e politica che sia il più vicino possibile ai lavoratori del settore in crisi, perché questo è compito delle rappresentanze del Pd di Puglia e Basilicata per un problema che dovrebbe avere eco nazionale”.Anche i segretari dei circoli di Ginosa e Laterza, Dino Caruso e Davide Bellini, hanno manifestato il loro sostegno nei confronti dei dipendenti di queste aziende ricordando che la perdita di queste aziende, non colpisce solo i diretti dipendenti ma il territorio tutto.In chiusura l’on. Vico ha lanciato un ulteriore allarme: “In ottobre entreranno in vigore le misure antidumping per ben 8 prodotti tessili, auspichiamo che però vengano ideate delle misure di protezione in entrata per questi beni”.»


Fonte: Corriere del Giorno»
Autore: Marilena Surdo

PALESE: TRE GAFFES AL MESE

COSA C’ENTRA CON LO SCANDALO DELLA CLINICA SANTA RITA DI MILANO IL PRESIDENTE VENDOLA????

BARI – Per Palese tre gaffe al mese, come per Matarrese erano i rigori. Quando le coincidenze non apparvero esattamente casuali sugli striscioni di molti stadi d’Italia comparve la famosa scritta: Matarrese, tre rigori al mese. A sottolineare che quando si esagera come nel caso del Consigliere Palese si possono fare gaffes o addirittura autogol.
I fatti accaduti nella Casa di Cura S. Rita di Milano (qualora confermati), peraltro già relegati a pag. 23 della gran parte dei Quotidiani nazionali a massima diffusione, gettano un ombra inquietante sul modello “perfetto” di Sanità lombarda, tanto decantato dal Centro-destra.
Modello che il Governatore Fitto, tentò di “importare” in Puglia trasferendolo, seppur con molti limiti, nel Piano Regionale Sanitario approvato per direttissima in Giunta nel 2003.
Sorge spontaneo chiedersi perché non discutiamo, mettendoli a confronto, di Modelli Organizzativi regionali?
Perché non prendere spunto dai fatti di Milano per effettuare una ricognizione generale, magari effettuando uno studio retrospettivo sulla Sanità privata in Puglia, evitando una criminalizzazione generalizzata del sistema, che pure ha delle punte di eccellenza?
Si dimentica forse, per fare un esempio, che in questa Regione è grazie ai privati che è nata e si è potenziata raggiungendo punte di qualità ed efficienza straordinarie la CARDIOCHIRURGIA?
Ma quello che più sconcerta è per quale motivo viene tirato in ballo il Presidente Vendola, in una vicenda che riguarda la sanità milanese?
Ebbene il Consigliere Palese, strumentalmente, afferma che, con l’istituzione di un Comitato di Sorveglianza, i pugliesi dormirebbero sonni tranquilli.
A prescindere dal fatto che la proposta prevede l’istituzione di un comitato per ogni ASL, dunque 6 che per 3 membri fanno altre 18 persone da retribuire profumatamente ( come si concilia con la politica di austerità del PdL sugli incarichi?), ma quale sarebbe la probabilità di cogliere l’obiettivo?
Risposta: ZERO! Infatti il Comitato avrebbe le seguenti funzioni:
a) esprimere pareri vincolanti sui provvedimenti delle ASL con spesa superiori a 20.000 euro;
b) predisporre relazione trimestrale gestionale da inviare al Presidente, Assessore e Commissioni varie;
c) andare in audizione ogni tre mesi nelle commissioni varie;
d) esercitare vigilanza sulle prove concorsuali.
Ora è chiaro anche ad un bambino che in questa sorta di vademecum del “fantomatico” comitato non c’è traccia di risk management o di controllo della pratica clinica e chirurgica. Vale a dire ciò che ha portato allo scandalo di Milano subito messo sotto silenzio. Insomma nessuna sicurezza in più per i pazienti oggetto di cure mediche.
Bene ha fatto, invece, l’Assessore Tedesco lo scorso 27 maggio a far adottare in Giunta il MAAP, cioè il modello di analisi dell’appropiatezza organizzativa dei ricoveri ospedalieri per elenchi di procedura. Va fatto un ulteriore sforzo, cioè potenziare la struttura tecnica di controllo che deve valutare con attenzione non solo il DRG della scheda di dimissione ospedaliera (SDO), ma anche
se non soprattutto cercare, con lente di ingrandimento, ” la storia scritta di quel ricovero” nella cartella clinica, ovviamente questo vale sia per il privato ma anche per il pubblico.


Per concludere, nel maggio del 2007 dopo i fatti drammatici dell’UTIC di Castellaneta il Presidente Vendola nominò a tempo di record una Commissione di Indagine che si insediò nel giro di poche ore, con alacrità e celerità chiuse l’indagine che portò alla revoca dell’incarico del Direttore Generale della ASL TA/01.
Non mi sembra che a Milano il Presidente Formigoni abbia brillato per rapidità in questa occasione, altro che “invito alla riflessione”!
Infine non va sottaciuto che mentre per Castellaneta il dramma è stato determinato da un gravissimo errore umano (scambio dei tubi del gas durante la costruzione dell’impianto), nel caso della Clinica milanese sembrerebbe che quanto accaduto sia stato premeditato, la qualcosa richiederebbe ben altra attenzione da parte delle Autorità competenti, a cominciare da chi nel modello lombardo ha sempre creduto ciecamente.
Bari 14.06.08

Il Consigliere Regionale
Paolo Costantino

Componente
IIIª Commissione
Regionale Sanità

PARTITO DEMOCRATICO A SOSTEGNO DEI LAVORATORI MIROGLIO –TBM – NATUZZI

IL PARTITO DEMOCRATICO
A SOSTEGNO DEI LAVORATORI
MIROGLIO –TBM – NATUZZI

A FRONTE DI UNA CRISI DRAMMATICA CHE MINACCIA IL SETTORE TESSILE E DELL’IMBOTTITO IL P.D. SCHIERA A FIANCO DEI LAVORATORI E

CHIEDE AL GOVERNO BERLUSCONI DI RIFINANZIARE LA LEGGE 181/1989


IL PD INSIEME ALLE ISTITUZIONI, ALLE OO.SS. ED AI LAVORATORI SOSTERRA’ QUALSIASI MOBILITAZIONE A FAVORE DEI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE


Il consigliere regionale dott. Paolo Costantino
Il coordinamento del PD di Ginosa , Marina di Ginosa e Laterza
Il gruppo consigliare del PD di Ginosa, Marina di Ginosa e Laterza

venerdì 13 giugno 2008

La Provincia potenzia il sito Internet

Sono on line anche la rassegna stampa e quella video.
Florido: puntiamo sulla trasparenza
Il portale istituzionale della Provincia di Taranto (www.provincia.ta.it) si arricchisce di due nuovi spazi: la rassegna stampa, in cui già dalla giornata di ieri è possibile visionare gli articoli pubblicati sulle principali testate locali e regionali, e la rassegna video dove sono raccolti i filmati trasmessi dalle emittenti televisive joniche in cui si illustrano le attività e le iniziative dell’ente. Il servizio è stato predisposto con la collaborazione della Sandei Communication, società legata alla Provincia con una convenzione di 12 mesi. I fondi necessari per attivarlo sono stati reperiti dal risparmio derivante dall’eliminazione della cosiddetta «mazzetta dei giornali», messa quotidianamente a disposizione di assessori e altri organi provinciali.Il progetto è stato presentato ieri dai suoi tre ideatori: il presidente della Provincia Gianni Florido, l’assessore al Bilancio, Domenico Mosca, e l’addetto stampa Sergio Pargoletti. Sia la rassegna stampa on line che la rassegna video rientrano nel circuito di comunicazione denominato «Media News Provincia», sistemato sulla parte alta della home page del sito istituzionale, sul quale è presente anche il banner del periodico on line «Terra jonica», ideato e realizzato nel 2006 dalla Provincia. L’aggiornamento delle notizie trova una sua collocazione sempre nella home page e, grazie all’Ufficio stampa, avviene in tempo reale.La scelta delle news e degli argomenti da inserire avviene tenendo in considerazione alcuni problemi particolarmente sentite dal territorio: l’ambiente, la portualità, lo sviluppo economico. Seguono le altre iniziative, gli eventi e le manifestazioni nell’ambito provinciale. Ci sarà spazio anche alle forze di opposizione, che nel sito potranno far sentire la loro voce e veicolare i loro messaggi.La convenzione con la Sandei prevede anche la fornitura in comodato d’uso gratuito all’ente locale di una telecamera digitale professionale per attività di «autoproduzione». In tale ambito la Provincia si avvarrà del contributo del Formez. «Iniziative come queste - commenta Florido - si ispirano alla massima trasparenza e al coinvolgimento non solo dei cittadini, ma anche di tutte le forze del nostro territorio». Già da qualche tempo, infatti, il sito istituzionale pubblica le più importanti delibere di giunta e consiglio, rendendole fruibili agli interessati. E questo è solo l’inizio, promette l’assessore Mosca, che annuncia altre tre iniziative destinate anch’esse ad incidere sull'organizzazione dell’ente. La prima riguarda la posta elettronica e la firma digitale, la seconda è la piattaforma delle gare on line e l’ultima un progetto in collaborazione con Telecom e Cisco, azienda leader nella fornitura di apparati di networking.


Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Autore: Sabrina Esposito

giovedì 12 giugno 2008

Onorevoli a doppio stipendiogli operai scrivono a Napolitano

MELFI - Vittorio Cilla ha due figli e 1.200 euro al mese in busta paga, assegni familiari compresi. Passa tutta la vita a realizzare sportelli che poi saranno montati sulla Fiat Punto. E un poco gli sono girate. "Perché ho fatto un conto: questi signori che cumulano il doppio incarico, quello di parlamentare e di consigliere regionale, in un mese intascano quanto me in un anno intero. Mi sembra uno scandalo, una vergogna". Per questo l'operaio Vittorio Cilla prima è sbottato in mensa, poi ne ha parlato in macchina e in piazza: infine insieme con otto colleghi - tutti dipendenti della Sata, l'azienda della Fiat di Melfi, o di ditte dell'indotto - ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Ci sentivamo umiliati e un poco ci vergognavamo anche" spiega Antonio D'Andrea. Loro cittadini lucani rappresentati da quattro consiglieri regionali (Mara Antezza e Carlo Chiurazzi del Pd, Cosimo Latronico ed Egidio Digilio del Pdl) che, in attesa di scegliere, cumulavano incarico e indennità. "È proprio così difficile - hanno così scritto a Napolitano insieme con Michele Manniello, Antonio Russo, Franco Di Cugno, Giovanni Carnevale - avere norme che impediscano cose di questo genere? Come si può chiedere a chi percepisce mille euro al mese di vivere onestamente se poi lo Stato permette queste cose? Presidente, speriamo in un suo autorevole intervento affinché cose come queste e tante altre (negative) che caratterizzano la pratica politica non si verifichino, se si vuole che i cittadini tornino ad avere fiducia nei loro rappresentanti".

Una prima risposta c'è stata. I deputati lucani hanno fatto sapere di aver già esercitato la scelta ("nel rispetto dei termini previsti dalla normativa"): resteranno a Roma, e il consiglio regionale ratificherà il tutto nella prossima seduta. Ma soprattutto - dopo l'articolo di Repubblica di ieri che ha sollevato il caso dei 39 parlamentari che sono anche consiglieri regionali - la Giunta per le elezioni di Montecitorio ha accelerato le procedure: ieri ha inviato una lettera ai venti deputati che devono risolvere la loro incompatibilità. Se non arriverà una risposta entro due settimane, richiederà l'intervento del presidente della Camera. Il Senato ha già inviato un "avviso" del genere. Se ne dovrà fare una ragione il senatore siciliano Antonello Antinoro. Lui è infatti uno e trino: oltre a essere stato eletto a Palazzo Madama, è deputato della regione Sicilia e da poco anche assessore regionale ai Beni culturali. A ogni carica corrisponde un'indennità: tradotto, circa trentamila euro al mese. Fosse stato per lui, avrebbe continuato a fare tutto: ha inviato una memoria alla commissione, spiegando che la legge siciliana gli consentirebbe il triplo incarico. Da Roma gli hanno detto di no, lui dovrebbe optare per Palermo. In altre Regioni, però, il cumulo dell'indennità non è possibile: in Puglia per esempio, grazie a una norma appena approvata. (12 giugno 2008)

www.repubblica.it

«Eolico sì, ma con giudizio»

E l’ex sindaco di Castellaneta Rocco Loreto mette in guardia chi vuole svendere il territorio. Tra Laterza e Castellaneta prevista la realizzazione di 560 maxi-torri per una potenza di 1.838 megawatt.
«Eolico sì, ma con giudizio»: è stato il filo conduttore, dell’incontro promosso dal coordinamento del Pd locale sul tema, attualissimo, del territorio da valorizzare come risorsa, e della «speculazione-vento» da scongiurare. Il tutto, nel cuore del Parco delle Gravine, in una porzione di territorio che fa «triangolo» virtuoso con la Murgia e il Materano. E’ stato l’ex senatore Rocco Loreto a misurare, in termini «quantitativi», l’insostenibilità del mega-impianto eolico previsto fra Laterza e Castellaneta. In cifre: 560 maxi torri (155 metri di altezza, 90 di larghezza, basamento di 30 metri per 20), per una potenza elettrica di 1838 megawatt. «Una foresta di cemento e di acciaio impressionante, sproporzionata» ha spiegato l’ex sindaco di Castellaneta; un progetto «37 volte più grande di quello che l’Enel intende realizzare nel Texas», una produzione di energia elettrica «pari al 41 per cento dell’obiettivo fissato dal piano energetico regionale». Cose che «non hanno senso», un «impatto terrificante», un dato «anomalo e abnorme» che solleva e propone contraddizioni, dubbi, paradossi. Perché aggredisce, disintegrandoli, «i caratteri identitari del territorio», perché a fronte del «giusto proliferare di imprese connesso alla liberalizzazione della produzione elettrica», fra Castellaneta (335 torri) Laterza (225) si assiste ad una «concentrazione monopolistica a vantaggio di poche persone», ad un «groviglio di società che si controllano a vicenda». Insomma: «scatole cinesi» applicate al vento. Sia «eolico ragionato», invece, ha proposto Loreto. Sia eolico «etico»: agricoltori e proprietari di terreni, sappiano, ad esempio, che l’integrazione del proprio reddito non passa dal vento, «via surrettizia e strumentale». Anzi. E poi basta «strabismo» politico: si punti piuttosto, ha indicato l’ex senatore agli amministratori locali, a far rientrare Laterza, Castellaneta, Mottola, Palagiano e Palagianello nei Piani integrati territoriali (Pit). Di «discrasia» fra «incentivi generosissimi pronta cassa: i più alti d’Europa» e assenza di «regolamentazione adeguata» ha invece parlato il referente della Lipu pugliese, Enzo Cripezzi, testimone di «esempi di devastante speculazione su vasta scala», tra migliaia e migliaia di ettari «assoggettati alle società eoliche» e aree stravolte da «spopolamento ed emigrazione». Mentre sul grande schermo scorrono un nibbio squartato, un biancone decapitato, un’aquila di mare tagliata a metà, la provocazione: «Portate la vostra gente sotto le nostre pale, nel foggiano, a toccare con mano la rabbia di quanti hanno interagito senza saperlo». Eolico a misura di territorio, ancora. Lo ha rimarcato Franco Catapano, consigliere comunale: ma «le 11 convenzioni approvate dal centrodestra laertino vanno nella direzione opposta». Lo ha ribadito Antonella Marescotti, portavoce del Parco delle Gravine, che del Parco ha ricordato concetto «sistemico» e valori «naturali, antropici, culturali» ancora in attesa di farsi «rete»: a tre anni dall’istituzione la Provincia nulla ha ancora fatto, ha scandito la Marescotti, in termini di gestione. Si spera nell’area Vasta. Intanto Giuseppe Russi (Pd provinciale), coordinatore della serata, affida la sintesi al vento: «Con giudizio».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno»

Autore: Francesco Romano

mercoledì 28 maggio 2008

DAL PD FERMO SOSTEGNO AI LAVORATORI DI NATUZZI, MIROGLIO, TBM


COSTANTINO (PD): DAL PD FERMO SOSTEGNO AI LAVORATORI DI NATUZZI, MIROGLIO, TBM


La crisi dei tre stabilimenti è seguita da tempo con attenzione dal Partito Democratico

BARI – Come purtroppo da tempo preannunciato i nodi congiunturali e strutturali sono venuti al pettine. Per la Natuzzi, giunta alla crisi ben prima dello stabilimento tessile operativo dal 1996, ma anche per la Tbm, operativa dal 2004. Si tratta di cassa integrazione già approvata o in via di definizione per tutti e tre i stabilimenti che insistono sul territorio ginosino. Della gravità della crisi in atto e delle possibili soluzioni ne avevamo già parlato in un convegno il 9 Aprile scorso, intuendo da subito che non era il caso di perder tempo, nonostante la campagna elettorale incombesse. Ciò probabilmente ha fatto pensare ad una iniziativa meramente elettorale, salvo poi scoprire che così non era. Non è infatti nel DNA del Partito Democratico scherzare su fatti così seri che coinvolgono la vita di centinaia di famiglie, alle quali siamo vicini. I fatti di questi ultimi giorni confermano che è ora per il PD di continuare il lavoro intrapreso. Bene hanno fatto dunque i sindacati a rigettare il Piano industriale proposto da Natuzzi che reitera una analoga richiesta di cassa integrazione nel 2005. Preannunciamo una serie di iniziative a sostegno dei lavoratori il cui numero tra i 1200 della Natuzzi in cassa integrazione ordinaria e un solo turno di lavorazione, i 238 della Miroglio in cassa integrazione ordinaria (CIGO) a rotazione per 110 dipendenti per oltre tre mesi e i 74 della TbM getta di un allarme sulla situazione occupazionale. Va detto però che le dinamiche con il quale il nostro Paese e queste aziende hanno affrontato la globalizzazione si sono rivelate al Sud, prive di respiro e col fiato corto. Si tratta ora di mettere insieme una nuova politica economica che guardi ai nuovi scenari economici, non possiamo mettere il capo sotto la sabbia. Noi faremo la nostra parte, offriamo un sostegno convinto e siamo disponibili a qualsiasi tipo di battaglia che veda assieme lavoratori, sindacati e istituzioni.
BARI, 28 Maggio 2008


Il consigliere regionale del PD
Paolo Costantino

La malattia del paese


di Michele Serra(Giornalista)
da La Repubblica del 25 maggio 2008I

In venti contro un bengalese, colpevole di gestire un bar in un quartiere romano, il Pigneto, diventato troppo multirazziale per non meritare un po’ di pulizia etnica.Un pestaggio razzista con tutti i crismi, odio di branco, schifosa vigliaccheria [una galleria fotografica a questo link: ndr].Alcuni degli aggressori – raccontano i testimoni – avevano il volto coperto e svastiche sui foulard, ma la polizia non si sbilancia sulla natura dell’assalto.Fossero neonazisti organizzati, o solo teppisti xenofobi, non è comunque un episodio isolato.Una delle tante varianti della crescente violenza di strada contro gli stranieri, i diversi, gli estranei, i non riconosciuti in quel “noi” paranoico, pericoloso, infurentito, che sta riarmando in molte parti d’Italia teste calde, bande fasciste, gruppi di ragazzotti che aspettavano solo un pretesto “politico” per menare le mani.Si va dal pogrom anti-rom di Napoli all’aggressione mortale al ragazzo veronese che sbaglia la risposta al gruppo di bulli in pattuglia-mento. Dalla pazzesca (e troppo in fretta dimenticata) spedizione punitiva di un paio d’anni fa contro un “concerto comunista” a Roma, aggredendo e terrorizzando un pubblico pacifico, al profluvio. di minacce e insulti contro le varie “infezioni” che insidiano il quartiere o la città o la Patria, ai manifesti politici dei partitini nazi-negazionisti che chiamano alla mobilitazione contro gli immigrati, gli omosessuali e gli zingari in difesa di una “purezza” paranoica, tragicamente comica, o comicamente tragica.E’ una catena, ma è soprattutto un clima.Non ancora bene inquadrato, va detto, con amarezza e allarme, dalle varie e severissime misure del governo in materia di ordine pubblico.Un clima trascurato dalla campagna elettorale romana, che pure sulla sicurezza spese quasi tutta la sua adrenalina.Un clima che getta una luce meno tranquillizzante, e meno “popolare”, sulla parola “territorio”, parola magica delle analisi politiche e sociologiche.Perché il territorio, dentro quei cervelli da rastrellamento, è poi il movente e al tempo stesso l’alibi, il territorio siamo “noi”, i nostri bar, le nostre strade, le nostre abitudini, e “loro” se ne devono andare, anche se magari – come al Pigneto – loro lavorano e tutti i giorni aprono una saracinesca su una strada, e parecchi di “loro” sono socialmente molto più inseriti, rassicuranti, utili di quanto lo siano i bulli, i nazisti da pub, i picchiatori di sempre.Quasi tutti, tra l’altro, battezzati alla violenza in quegli enormi, spaventosi serbatoi di intolleranza che sono (da moltissimi anni) le curve di stadio, luoghi dove si grida con spensierata allegria “negri di merda” e ci si addestra alla guerra di territorio, trenta accoltellati intorno all’Olimpico solo quest’anno, e la cronaca nera che ospita con sempre maggiore frequenza gli ultras come protagonisti di delitti, incidenti tragici, cruenti deragliamenti sociali, come quello che l’altra notte ha travolto e ammazzato due ragazzi in motorino sulla Nomentana, pieno di cocaina e di rabbia.Se veramente è “la sicurezza” che ci preme, come comunità, come non vedere che la marea montante dell’intolleranza, dell’aggressività “difensiva”, forma oramai una schiuma fetida, chiama sangue, organizza in deliranti convogli di “ripulitori” la disarticolata violenza individuale, e indolenza intellettuale, di molte migliaia di ragazzi che poi, ovviamente, quando finiscono nei telegiornali sono sempre “ragazzi normali”, figli di famiglia con la macchina di papà, magari lavoratori e impiegati di buona reputazione in azienda?Lo scarto di follia, l’episodio violento, in altro clima sarebbe pur sempre marginale, il “deplorevole episodio”, l’“atto inconsulto”, e tutta la ricca casistica degli eufemismi buoni per le dichiarazioni al telegiornale.Ma questo Paese, in questo momento, ha la febbre.Il margine tra le autorevoli preoccupazioni istituzionali e la xenofobia di territorio è vistoso se guardato dai politici in giacca e cravatta, ma è sottile, è ambiguo se visto dallo sguardo torbido degli esaltati, dei linciatori in potenza, dei fanatici dalle mani pesanti, dei capoquartiere da marciapiede.Il razzista “di base” si sente un po’ meno deprecato e un po’ meno impopolare se approfitta della circostanza politica per farsi un po’ di spazio nel suo territorio, se può sentirsi il valoroso anticorpo che attacca il virus arrivato da fuori.Il sindaco Alemanno e il governo nazionale, tra le varie emergenze affrontate con il piglio e l’entusiasmo della prima volta, hanno l’occasione (d’oro) di infilare in fretta e furia nel loro “pacchetto sicurezza” anche le insorgenze razziste, che sono tante, che sono contagiose, che sono insopportabili, e soprattutto sono (loro sì) qualcosa che infetta giorno dopo giorno il corpo sociale.Lo avvelena, ne catalizza gli umori neri, le paure più fon-de e incontrollate. La destra ha il vantaggio di conoscere bene questo genere di odio: ognuno, in questo Paese, ha il suo album di famiglia.Usi dunque la sua esperienza, e la sua nuova maturità di governo, per intervenire prima che sia troppo tardi.

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domenica 25 maggio 2008

La provincia punta sulla tecnologia per ridurre le spese

TARANTO - Risparmiare sulle spese senza tagliare gli investimenti. E’ questo l’architrave sul quale si poggia il bilancio di previsione della Provincia. Lunedì il consiglio provinciale è chiamato alla sua approvazione, dopo una lunga fase di preparazione seguita dall’assessore Domenico Mosca. “Abbiamo cercato - spiega Mosca - di condividere le scelte e questo percorso di condivisione è cominciato subito dopo il mio insediamento”.
Come si è realizzato questo processo di partecipazione? “Abbiamo ascoltato le richieste degli altri assessori, dei dirigenti, dei sindacati, delle associazioni datoriali. Ci siamo confrontati anche con i rappresentanti delle amministrazioni comunali e della stessa minoranza”. Dopo questo giro di consultazioni come avete proseguito nella costruzione del bilancio? “Abbiamo confrontato le richieste con le risorse a disposizione, quindi abbiamo dovuto selezionare le scelte da fare”.
Da cosa sono state condizionate le scelte finali? “Ci siamo dovuti confrontare con due condizioni: i minori trasferimenti dallo Stato per 815 mila euro e l’aumento, comunque previsto, dei costi per l’adeguamento del contratto di servizio”. Come avete fronteggiato questa situazione? “Mettendo a dieta la spesa corrente. Abbiamo cercato di lasciare immutate le spese per investimenti, soprattutto quelle riguardanti le scuole, le strade, la manutenzione”.
Ma come avete risparmiato? “Facendo leva sulla modernizzazione. Faccio un esempio: adesso i dipendenti comunali hanno il cedolino paga on line. Questo ha consentito di ottenere dei risparmi cartacei. Ora la Provincia ha la posta elettronica certificata e questo ci consente di risparmiare sulle spese postali, su migliaia di raccomandate con ricevuta di ritorno. Per gli acquisti on line abbiamo la firma digitale”.
Assessore, ma da sole queste misure possono bastare a produrre risparmi significativi su quelle che sono le cifre complessive di un bilancio come quello della Provincia? “Il vero risparmio, grazie alla modernizzazione, è quello ottenuto sulle ore/uomo. Mi spiego: stiamo sperimentando le procedure on line delle gare d’appalto; tutto viene fatto automaticamente. Questo significa che risparmiamo sull’utilizzo di personale che prima era impegnato in questi servizi. Ottenuto questo risparmio, la nostra scommessa è quella di collocare in modo più efficiente questa forza lavoro”.
Ma di questo passo non si corre il rischio di trovarsi con degli esuberi di personale? “No, perché l’anno prossimo andranno in pensione quindici dipendenti. Il nostro obiettivo è quello di ottenere risparmi senza ricadute negativi sugli standard dei servizi” Quali altri interventi avete predisposto per tagliare le spese? “Abbiamo ridotto del 30% le indennità dei componenti gli organi di controllo interni e ridotto l’acquisto di giornali e riviste. Lunedì i consiglieri provinciali avranno la copia del bilancio su cd. Niente fotocopie. Anche questa è una forma di risparmio. Ecco, in via generale possiamo dire di aver risparmiato attraverso la smaterializzazione delle procedure”.
L’innovazione tecnologica si è rivelata quindi efficace sotto questo aspetto? “Certo. Ora ci stiamo preparando ad un altro passo importante: la razionalizzazione delle spese telefoniche. Stiamo cablando i nostri uffici. Entro novanta giorni passeremo dalla telefonia tradizionale alla tecnologia Voip. Oggi la Provincia paga una bolletta telefonica di 280 mila euro. Con il passaggio al Voip contiamo di risparmiare 30-40 mila euro. Un’ attenta verifica andrà fatta anche sulla gestione dell’energia elettrica, per la quale oggi paghiamo circa un milione di euro (nel calcolo sono da considerare anche i consumi delle scuole, ndr)”. Questo vi ha quindi permesso di non intaccare le spese per gli investimenti.
Ci può dire quanto avete destinate alla realizzazione delle opere pubbliche? “Per il 2008 abbiamo previsto investimenti per 25 milioni, dei quali 21,5 per gli interventi previsti dal Piano Triennale e 3,5 per la manutenzione. Abbiamo novità anche per il personale: faremo concorsi per dieci assunzioni a tempo indeterminato. Assumeremo profili tecnici da inserire nel servizio aree protette ed ecologia e ambiente. Questo per fronteggiare le maggiori competenze che ci sono state trasferite dalla Regione”.
Quali considerazioni generali sente di poter fare dopo aver elaborato il suo primo bilancio? “Conservare un ente sano e ben amministrato non è scontato. A questi risultati si può arrivare solo attraverso buone pratiche quotidiane e faticosi dinieghi. In una comunità dove è successo quel che sappiamo, bisognerebbe tenerlo ben presente. Credo e spero di aver usato il rigore necessario. Voglio che quando sarà terminata questa mia esperienza la Provincia continui ad essere quell’ente sano che è stato finora”.
E.F.- Taranto Sera - 24/05/2008