venerdì 4 luglio 2008

FLORIDO A LATERZA

LATERZA – Non basta fare autocritica per evitare il fuoco delle critiche. Fuoco amico per giunta, trattandosi del Pd. Gianni Florido, da presidente della Provincia, se n’è accorto l’altra sera nella sede infuocata (per l’afa e il clima della discussione) dei democratici laertini. Che non hanno fatto sconti al “loro” presidente, sebbene lui abbia accettato di misurarsi preventivamente nella scivolosa arena delle primarie, come richiesto anche da queste parti. L’effetto Taranto – lo scontro fratricida con Stefàno finito nel cantuccio stretto dell’opposizione – evidentemente ha fatto scuola. Un’altra storia, però.

Da Laterza, il punto più critico dell’Amministrazione Florido – per sua stessa ammissione – prende corpo un’operazione diversa. Aprire il confronto con la base, e anche qui Florido tocca un tasto dolente, per prepararsi a fermare l’onda lunga del centrodestra. Sullo sfondo le elezioni provinciali che, dice Florido con una punta d’ironia, “voglio vincere, sempre se prima vincerò le primarie”.

Prima di misurarsi con gli avversari, però, è necessario testare l’indice di gradimento all’interno. E Florido, almeno qui a Laterza, s’accorge subito di muoversi su un campo accidentato. “La sua amministrazione è inefficiente”, tuona Vita Surico, dirigente scolastico e militante, che non usa giri di parole. E aggiunge: “Il presidente parla al futuro ad un anno dal voto: molto del programma è rimasto sulla carta”. Florido fa un salto sulla sedia e sibillinamente contrattacca: “Ma tu lavori per il re di Prussia (un altro ipotetico concorrente?, ndr.). Non posso accettare che chi mi sta al fianco parli di libro dei sogni. Se dobbiamo processare la Provincia facciamolo stabilendo le regole e, soprattutto, facciamolo nel partito. Altrimenti rischiamo di ammazzare il Pd prima che nasca”.

Parentesi al calor bianco, che plasticamente spiega perché la Provincia “floridiana” è avvertita nella Terra delle gravine come un corpo lontano, se non estraneo. Più praticamente: Ginosa, Laterza, Mottola, Massafra, Palagiano e Castellaneta, cioè 120mila abitanti, senza una voce in giunta provinciale. E tutto ciò nonostante i sondaggi commissionati a Pro Forma – come svela l’interessato – confermino che solo l’8 per cento dei cittadini sa che cosa fa la Provincia in genere, ma è molto più alto il tasso di gradimento per la Provincia di Florido. Il contatto diretto, però, è meno ovattato, senza filtri, più ostico anche per quelli che hanno inventato il fortunato tormentone del “metti a Cassano”. Ma Florido, a Laterza, dove lo metti?

La realtà è che c’è da farsi perdonare qualche disattenzione. E il presidente lo ammette candidamente davanti al plotone schierato del locale Pd: “Diciamo le cose come stanno: Laterza, cifre alla mano, è stata la più penalizzata. Solo 510mila euro di investimenti (la metà per il maquillage esterno del Liceo Vico, ndr.) contro i 4 milioni di Mottola, i 5 di Massafra, i 3 di Ginosa e i 2,5 di Palagiano”. Il piatto laertino piange: perché? “Abbiano cercato di capire quali erano le priorità” spiega Florido e va avanti, esemplificando, per una ventina di minuti. Su tutto: viabilità più sicura e edilizia scolastica; 7 grandi rondò realizzati sulla Grottaglie-San Giorgio e Grottaglie-Pulsano, oltre che sulla provinciale della Salina Grande e il progetto in dirittura d’arrivo per la Sp 13, la “strada della morte” che da Castellaneta scende faticosamente al mare. “Spero entro l’anno nuovo – è l’impegno del presidente - di appaltare una delle due rotatorie previste e di raddrizzare le curve dei Salesiani: interventi da 4 milioni di euro e 1,2 già spesi per la messa in sicurezza della zona D’Anela, dopo che per 20 anni il centrodestra non aveva fatto nulla o quasi”. Il “grosso” dei lavori, però, è sbilanciato da Taranto in là, cioè versante orientale, vedi le tre circonvallazioni di Lama-San Vito, Sava e Campomarino e la prossima ventura Tangenziale Sud (una seconda litoranea che porta ad Avetrana). La geografia non è un’opinione e la circonvallazione di Ginosa (che sarà completata dal Comune con i soldi – 1,6 milioni – della Provincia) non alza granché la media.

Ma Florido insiste, snocciolando i 29 milioni messi in conto per progettare nuove scuole (il Moscati di Grottaglie, il De Ruggieri di Massafra e l’Archita di Taranto), realizzarle (l’Einstein di Mottola, che “tra due mesi sarà consegnato”) o pensare al post-diploma (“due nuove facoltà in funzione dell’autonomia per l’Università tarantina”). Le priorità, insomma, “erano queste, unite a quella del Parco delle Gravine, per il quale abbiamo incassato altri 800mila euro per fare la tabellazione e un’operazione di promozione”. E dunque: “In questo contesto, in cui contano anche i vincoli del patto di stabilità, Laterza è stata oggettivamente penalizzata”. Anche per questo il presidente chiede uno sforzo ai suoi, perché “programmare vuol dire scegliere quali sono le priorità”. “E se per la Corte dei Conti – sottolinea - in fatto di trasparenza contabile siamo tra le prime dieci province d’Italia”, qualcosa vorrà pur dire, “così come il fatto che siamo l’unica provincia, dopo Milano, ad aver attivato l’accesso telematico per le gare d’appalto”.

Florido, di tutto di più. Sulla coalizione del 2004 non ha dubbi: “Nessun consigliere di maggioranza ha mai votato contro un provvedimento. È un punto di vanto per la mia amministrazione, per cui abbiamo l’obbligo di tornare a governare con l’Unione, che va da Prc all’Udeur, quando c’era: insieme abbiamo governato, insieme andiamo al voto. Fare diversamente è sbagliato”. Nessuna corsa in solitaria, cioè, come vorrebbe qualche veltroniano ad oltranza. Magari, vista l’aria che tira, sarebbe meglio allargarsi un po’: “L’Udc? – sorride Florido – Casini ha lasciato liberi i partiti regionali, per cui parleremo anche con l’Udc”.

La politica, tuttavia, è fatta di dialogo, anche scomodo. E la base laertina non nasconde i suoi malumori. Franco Catapano chiede una parola, almeno una, sul quadro deprimente della Sanità tarantina uscito dalla recente sentenza che ha coinvolto dirigenti, imprenditori e politici. E una “visione” su ambiente (il caso Progeva insegna), sicurezza e qualità della vita, sul modello di sviluppo non più calato dall’alto e, soprattutto, dall’esterno. “E poi l’autorevolezza del coordinamento – sentenzia – della quale abbiamo patito la mancanza: per questo le comunità si allontanano dal Taranto-centrismo e dal Grande Salento”. Gianni Serafini, più modestamente, chiede un “segnale forte” con il quale affrontare la futura battaglia elettorale. E Davide Bellini offre un promemoria: maggiore sicurezza sulle strade (la Sp Laterza-Altamura, teatro recente di un doppio incidente mortale); un intervento straordinario per la manutenzione del ponte Selva San Vito; e una spinta programmatica per accelerare lo sviluppo del Parco delle Gravine. “Ma la comunità del Parco – ricorda Catapano – non è mai nata, non c’è lo statuto, né il regolamento, né una gestione vera: non c’è nulla”. Giuseppe Russi e Franco Bruno, infine, invocano un partito più orizzontale, maggiore comunicazione interna. Un cahier de dolèances. Florido prende appunti e promette: “Rivediamoci presto, alla stessa ora, ma non facciamoci del male da soli”. Magari bastasse un posto più fresco…

Massimo D’Onofrio - Corriere del giorno - 4 luglio 08

«Clinton non fece ministro la Lewinsky»


Donadi (Idv): «L'informazione prevalga sulla privacy».



Rotondi: «L'Italia parla al telefono come Silvio»

Massimo Donadi (Imago)ROMA - Intercettazioni e veleni. Per Massimo Donadi (Idv) «l'informazione deve prevalere sulla privacy». Per il ministro Gianfranco Rotondi «quelle telefonate» potrebbero addirittura essere apprezzate. Posizioni opposte sulle indiscrezioni che negli ultimi giorni stanno scuotendo gli ambienti della politica. Il tema è l'ipotesi della pubblicazione di nuove intercettazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (che avrebbero spinto il premier a non partecipare alla puntata di "Matrix"). L'allusione del capogruppo dell'Italia dei valori è piuttosto esplicita: ««E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo?» si chiede Donadi a a 'Radio Radicale'. «Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile. Credo che l'informazione debba prevalere». «Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - aggiunge - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati».«PORCHERIE» - E se il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, non vuole rilasciare commenti («Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo»), il suo collega di governo, Rotondi, assicura che «l'Italia parla al telefono come Berlusconi e non come Eugenio Scalfari: gli italiani scherzano, alludono, dicono pure una porcheria ogni tanto, e gli piace così». «La cultura azionista del giornalismo italiano - aggiunge - impedisce la comprensione storica della Dc prima e del berlusconismo poi. Ora credono di illuminare con le intercettazioni le miserie di Berlusconi e, invece, per la gente saranno grandezze».PDL-PD - Gli esponenti della maggioranza, comunque, confermano l'esistenza dei requisiti di necessità e urgenza per un decreto legge sulle intercettazioni (nonostante i dubbi del presidente della Camera, Gianfranco Fini). Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio: «Le ragioni dell'urgenza per un intervento legislativo sul tema barbarico delle intercettazioni ci stanno tutte, poi bisogna fare i conti con i tempi parlamentari. Siamo di fronte o a violazioni del segreto istruttorio o a fatti di autentico spionaggio nella vita privata dei cittadini». Di parere opposto è l'ex ministro Arturo Parisi: «La scelta di procedere per decreto è evidentemente guidata dalle urgenze e dalle necessità del presidente del Consiglio e non da quelle del Paese».



VELTRONI - E dopo l'annuncio della mancata partecipazione di Silvio Berlusconi a "Matrix" («Basta gossip»), interviene sul tema anche Walter Veltroni: «Io andrò da Mentana ma non per parlare di pettegolezzi». E sul decreto intercettazioni? «Useremo tutte le armi contro il provvedimento» assicura il segretario del Pd. «Se il governo continuerà con l’atteggiamento che ha tenuto in questi venti giorni, se non toglieranno l'emendamento che sposta i processi e se faranno un atto incostituzionale come quello di presentare un decreto sulle intercettazioni, allora devono mettere nel conto un inasprimento del clima parlamentare perché l'opposizione risponderà difendendo le prerogative del Parlamento con tutti gli strumenti a sua disposizione».



IL REGALO DI BERLUSCONI AI CRIMINALI(PERCHÈ SARÒ SUL PALCO L'8 LUGLIO)
di Marco Travaglio
Un gruppo di professori di diritto costituzionale e discipline equivalenti esprime "insuperabili perplessità" sui provvedimenti in materia di giustizia. E invita ad aderire al documento "In difesa della Costituzione"

giovedì 3 luglio 2008

Consiglio Comunale, martedì 8 luglio

Il Presidente del Consiglio, prof. Francesco Frigiola, ha convocato il Consiglio Comunale di Laterza per il giorno martedì 8 luglio alle ore 18,30, c/o la Cittadella della Cultura

I punti all'odg sono:

Risposte alle interrogazioni della minoranza:
Ratifica variazioni di bilancio n. 1-2-3
Comunicazione prelievi fondo di riserva
Approvazione rendiconto esercizio finanziario 2007
Surroga nelle commissioni consiliari ed enti vari del ex consigliere Caldaralo
Alienazione area comunale in contrada serrolapillo
Approvazione regolamento forme di consultazione popolare
Approvazione regolamento concessione contributi e vantaggi economici ex art. 12 241/90
Approvazione regolamento per la concessione delle civiche benemerenze.

INTERCETTAZIONI, SALTA PUNTATA MATRIX CON BERLUSCONI

ROMA - La puntata di Matrix di stasera con ospite Silvio Berlusconi non si farà. "Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni, che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo". Così, in una nota, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiega le ragioni della sua mancata partecipazione alla trasmissione odierna di Canale 5, così come annunciato mezz'ora fa da Enrico Mentana.

MENTANA, UN'OCCASIONE PERDUTA - "Peccato, è un'occasione perduta ma sarebbe stata peggio un'occasione onorata solo a metà": lo dice Enrico Mentana, commentando la cancellazione della puntata di Matrix con Silvio Berlusconi e le parole contenute nella nota diffusa dal presidente del Consiglio.

DONADI: SE LEWINSKY FOSSE DIVENTATA MINISTRO? - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo é molto labile. Credo che l'informazione debba prevalere".

Così Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, commenta a 'Radio Radicale' l'ipotesi della pubblicazione di nuove intercettazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che coinvolgerebbero, secondo indiscrezioni di stampa, alcune ministre.

"Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - dice Donadi - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati. Negli Usa Bill Clinton è stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky - aggiunge il deputato Idv -. Credo sia stato giusto che gli americani abbiano potuto conoscere la morale del loro massimo rappresentante politico".
Ansa nazionale

Democrazia in America

di Peter Gomez

Dunque ci siamo. Mentre in parlamento si va a passi veloci verso l'approvazione del decreto che bloccherà 100.000 processi pur di sospendere quello in corso a Milano contro Silvio Berlusconi e l'avvocato inglese David Mills, il governo ne sta per presentare un secondo. Questa volta la scure colpisce sia la stampa che la magistratura: non si potrà più pubblicare, nemmeno per riassunto, nessun atto giudiziario e gli investigatori, in decine e decine di casi, non potranno più raccogliere prove con le intercettazioni. Anche questo decreto legge ha un unico scopo: evitare che i cittadini conoscano i comportamenti del premier e di una parte della classe dirigente che siede in parlamento. Ai sedicenti liberali che occupano la Camera, il Senato e i vertici di molte Istituzioni, vale la pena di ricordare che cosa accadde negli Stati Uniti quasi mezzo secolo fa.Nel 1967 il ministro della Difesa, Robert S. McNamara, ordinò un'indagine passata alla Storia come i "Pentagon Papers". Lo studio, coperto da segreto di Stato, doveva stabilire in che modo e perché gli Usa si erano impegnati nella disastrosa guerra del Vietnam. La ricostruzione dimostrò, tra l'altro, che il celebre incidente del Golfo del Tonchino in seguito al quale il presidente Lyndon Johnson si appellò al Congresso e fu di fatto autorizzato ad entrare in guerra, era un falso.Quattro anni dopo un analista della Cia, sconvolto da quanto scoperto, consegnò a due giornali i Pentagon Papers. Il 13 giugno 1971 il New York Times, iniziò la pubblicazione di una serie di articoli basati su quei documenti. Dopo le prime tre puntate, il ministero della giustizia riuscì a far sospendere le pubblicazioni da una sentenza della Corte federale di New York a cui il governo si era rivolto sostenendo che «gli interessi degli Stati Uniti e la sicurezza nazionale avrebbero subito un danno irreparabile dalla diffusione del dossier». Il 30 giugno 1971, la Corte Suprema degli Stati Uniti autorizzò però i giornali (al New York Times si era affiancato il Washington Post) a riprendere la pubblicazione. Sulla base del primo emendamento della costituzione americana i giudici stabilirono che la libertà di stampa doveva prevalere «su qualsiasi considerazione accessoria intesa a bloccare la pubblicazione delle notizie». La sentenza fu scritta da un vecchissimo e celebre costituzionalista, il giudice Hugo Black, morto a 85 anni pochi mesi dopo. Black scrive: «Oggi per la prima volta nei 192 anni trascorsi dalla fondazione della repubblica viene chiesto ai tribunali federali di affermare che il Primo emendamento significa che il governo può impedire la pubblicazione di notizie di vitale importanza per il popolo di questo Paese. La stampa (dal punto di vista dei Padri fondatori) deve servire ai governati non ai governanti. Il potere del governo di censurare la stampa è stato abolito perché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il governo». Oggi anche nel nostro paese la libertà è in pericolo. Ciascuno di noi ha il dovere di difenderla. In attesa che un Hugo Black, se esiste, ricordi a tutti come stanno le cose.


COSTANTINO (PD) TRE TRAGICHE MORTI, UNA UNICA CONSAPEVOLEZZA AUMENTARE LA SICUREZZA SUL LAVORO

BARI – I commenti di rito possono anche dare fastidio in questi casi. Ma chi occupa responsabilità istituzionali deve farlo. Per esprimere il dolore e la comprensione verso le famiglie private del bene più prezioso. Il maresciallo capo a Grottaglie durante un volo di esercitazione , l’operaio travolto da un gancio di una gru ed ucciso all’Ilva di Taranto, ancora l’operaio morto stamane alla Bridgestone di Bari. Tre morti in due giorni spero facciano riflettere tutti su quanto sensate fossero le parole del Capo dello Stato. Non è il momento di polemiche politiche che lasciano il tempo che trovano e sono una vera offesa a quanti perdono la loro vita lavorando. E’ solo il caso di sperare che questi tragici incidenti spingano tutti a chiedersi che cosa non si può contrattare o vendere nelle nostre società. Se la serenità di alcuni debba essere pagata con il sangue dei lavoratori. Militari o civili non fa differenza, sono uomini e come uomini dovrebbero essere rispettati. Non è il caso di fare moralismo d’accatto ma una società che perde uomini al lavoro e giovani sulla strada deve iniziare a farsi qualche domanda. La vita persa di questi uomini, le lacrime dei familiari, il vuoto che dovranno affrontare cessato il clamore delle prime pagine grida per la sua evidenza. Ma forse abbiamo tutti le orecchie tappate da troppe notizie. Troppe notizie, nessuna notizia.

Bari, 2 Luglio 2008

Il consigliere regionale del PD Paolo Costantino

mercoledì 2 luglio 2008

Mineo sulla cancellazione dei fondi per la casa: “Smentiti Fitto e Palese. Tutte le regioni italiane protestano contro i tagli del governo Berlusconi”

Una nota del vicepresidente del Consiglio regionale Luciano Mineo.


“Fitto e Palese sono stati clamorosamente smentiti. Almeno per ciò che riguarda i tagli ai fondi per la casa, operati, come il Partito Democratico ha annunciato qualche giorno fa, attraverso il decreto n. 112. Infatti, tutte le Regioni italiane hanno elevato una vibrata protesta contro i tagli che il governo di centrodestra ha deciso di operare sui fondi del piano nazionale che erano stati inseriti nella legge finanziaria del 2007 dal precedente governo.
Le bugie hanno, come sempre, le gambe corte. A smentire Fitto e Palese non è solo il Partito Democratico. Sono anche, anzi, soprattutto le Regioni italiane.
A parere delle Regioni, oltre ai tagli operati sui fondi per la costruzione di nuove abitazioni sociali, sono stati cancellati i fondi per i programmi di rigenerazione urbana e quelli destinati ai centri storici e all’istituzione di società di scopo per il riutilizzo delle aree demaniali anche al fine di realizzare alloggi sociali.
In Puglia sono stati cancellati 370 alloggi, a fronte di un fabbisogno che supera i 2000 alloggi. E’ confermato, quindi, che gli alloggi che non si potranno più realizzare sono 20 a Manfredonia, 24 a Barletta, 30 ad Andria, 20 a Molfetta, 101 a Bari, 30 a Brindisi, 12 a Lecce, 45 a Foggia, 20 a Cerignola, 8 ad Altamura e 60 a Taranto.
La situazione del capoluogo ionico è la più drammatica. Proprio in questi giorni la protesta di famiglie che rivendicano il diritto alla casa si è fatta più pressante. Queste famiglie devono sapere che il riconoscimento del loro diritto non potrà avvenire per responsabilità di un governo insensibile alle grandi emergenze sociali”.


TUTTI IN PIAZZA


Appello: LEGGI - GUARDA - ADERISCI

Aggiornamenti quotidiani sulla manifestazione

Interventi audio di:

LIDIA RAVERA LUCIANO GALLINO DACIA MARAINI GIANNI VATTIMO

MONI OVADIA OLIVIERO BEHA MARGHERITA HACK NICOLA TRANFAGLIA


GIANNI BARBACETTO

QUESTI SONO I PROVVEDIMENTI CHE IL GOVERNO BERLUSCONI STA FACENDO PER IL MEZZOGIORNO:

SANITÀ': tagli di5 miliardi di euro del piano sanitario nazionale , la Puglia perde 400 milioni di euro per la sanità

CASA: tagliati39 milioni di euro dai fondi per costruire e restaurare alloggi popolari .In Puglia non si costruiranno più343 alloggi popolari

CREDITO D'IMPOSTA: tagliati314 milioni di euro .Viene tagliato l'83% (dei 377 milioni stanziati dal centro sinistra ne rimangono 63) dei fondi destinati al Mezzogiorno

TRASPORTI : tagliati 412 milioni di euro per il trasporto pubblico .La Puglia perde11,8 milioni di euro per l'acquisto di nuovo materiale rotabile e 1 milione per la sicurezza stradale

SCUOLA: riduzioni del personale di 8426 postiin tutta la Puglia. Nella sola provincia di Taranto i tagli interesseranno696 docenti e 488 personale Ata .

PORTO: sono sospese le autorità portuali di Taranto , Bari e Brindisi

UNIVERSITÀ': ridotti i fondi INAIL per la costruzione di alloggi per gli studenti del Politecnico

FONDI FAS: tagliati 3,2 milioni di eurodai fondi per le aree sottoutilizzate della Puglia

TARANTO: tolti35 milioni di euro per il risanamento finanziario dovuto al Dissesto del capoluogo ionico

Vico: “Grande il tributo di Taranto sull’altare delle morti sul lavoro”.

E’ una giornata triste per la nostra terra, l’ennesima giornata di lutto per un territorio che paga di continuo un grande tributo sull’altare delle vittime cadute sul lavoro.
E’ il commento dell’onorevole Ludovico Vico (PD) al termine di una giornata, quella tarantina, caratterizzata da una serie di incidenti mortali: il primo quello al capo di prima classe Paolo Di Giuseppe, precipitato in volo a bordo di un Agusta Bell 212 della Marina Militare mentre tentava un atterraggio di emergenza, il secondo accaduto in ILVA e di cui è rimasto vittima l’operaio Antonio Alagni, schiacciato da un carico sganciatosi da una gru all’interno di un cantiere dell’impresa P&P.
Il mio primo pensiero va alle famiglie ma c’è un file rouge quello che unisce queste due vittime che riguarda la responsabilità collettiva – afferma Vico – e che deve porre ancora una volta all’attenzione istituzionale l’ineluttabile questione della sicurezza così come era accaduto alla vigilia del varo del Testo Unico nella scorsa legislatura. Ridisegnare le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fino a poco tempo fa contenute in una lunga serie di disposizioni antiche di almeno di sessantanni, impone un impegno serio in tema di formazione, informazione e addestramento, ma anche maggiori responsabilità, come nel caso dell’incidente in ILVA, da parte delle imprese appaltatrici.

martedì 1 luglio 2008

ASL CONDANNATI GLI ECCELLENTI

La prescrizione si è fatta “sentire” spazzando un bel po’ di casi sospetti, ma questo non è certo bastato per cancellare con un colpo di spugna quello che può essere ritenuto uno dei più importanti processi celebrati a Taranto negli ultimi anni in materia di truffe ai danni di Enti pubblici.
Quello che ha visto l’ASL ionica vittima di un raggiro all’epoca dei fatti senza precedenti è stato un processo che ha lasciato ugualmente il segno, nonostante la prescrizione.
Difficile sostenere qualcosa di diverso se si pensa che tutti gli imputati eccellenti sono stati riconosciuti colpevoli, se si pensa alle salatissime spese che i condannati dovranno pagare alla Regione Puglia e alla stessa Azienda sanitaria locale, se si pensa alle sanzioni inflitte a coloro che nell’ambito della vicenda hanno ricoperto un ruolo di primo piano. A testimoniare tutto questo ci sono i numeri che hanno caratterizzato il verdetto emesso ieri sera dai giudici della Seconda Sezione Penale del Tribunale: riconoscimento dell’associazione a delinquere;28 affermazioni di responsabilità; oltre un secolo di reclusione inflitto; provvisionali per complessivi due milioni di euro da rifondere alle parti civili, e questo in attesa che in separato giudizio venga fissata l’entità precisa del danno da risarcire; confisca dei beni mobili e immobili sequestrati nel corso delle indagini ai maggiori imputati; trasmissione degli atti in Procura per valutare le dichiarazioni rese da un’inquisita di spicco del processo. Questo ed altro hanno deciso ieri sera i magistrati che hanno valutato fatti e circostanze svelati dalla Procura nell’ambito di tre distinte inchieste, poi riunite in un unico fascicolo proprio perchè in tutti i casi ad aver subito le peggiori conseguenze era stata l’ASL.
L’Azienda sanitaria tarantina che (costituitasi parte civile tramite l’avv. Antonio Raffo) ha chiesto danni per 800 milioni di euro. Una richiesta che spetterà ad altri giudici dover valutare, ma che da ieri è stata ammessa dal Tribunale.
E non solo per l’Ente. La stessa decisione è stata adottata anche per la Regione Puglia e per “Cittadinanzattiva”, rappresentate rispettivamente dall’avv. Michele Laforgia e dagli avvocati Marina Venezia, Giuseppe Provenza, Massimo Tarquinio e Giuseppina Tocci. Secondo l’organo giudicante presieduto dal dott. Pasquale Di Todaro (a latere la dott.ssa Romano ed il dott. Rizzo), il comportamento posto in essere dalla maggior parte degli imputati fu finalizzato a garantire un vantaggio per essa e un sicuro nocumento per lo Stato.
Fra coloro che hanno riportato le condanne più pesantispiccano l’imprenditore Armando Parnasso, all’epoca amministratore della “Global by Flight”, e la dirigente della ASL dott.ssa Antonia Manghisi.
Ad entrambi sono stati inflitti 14 anni di reclusione alla luce della colpevolezza sancita per una lunga serie di capi d’imputazione e questo nonostante molte contestazioni siano state dichiarate estinte per prescrizione. Nel segnalare che sia l’uno sia
l’altra sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, va detto che un’altra sanzione pesante è toccata all’ex capo Area dell’ASL, il rag. Raffaele Bruno Lo Savio. Giudicato come uno degli organizzatori del raggiro, il dirigente è stato condannato a 11 anni (i p.m. ne avevano chiesti 10) con l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Nove anni (ne rischiava15) sono stati inflitti all’ex direttore generale dell’ASL dott. Vito Armenise, mentre 3 anni e mezzo sono toccati all’altro manager della Sanità ionica, il dott. Giuseppe Brizio, per il quale la pubblica accusa aveva proposto una pena pari a 12 anni di reclusione.
L’affermazione di responsabilità è stata pure deufcretata per il figlio dell’ex direttore generale, vale a dire per Simone Brizio, attuale consigliere regionale, che è risultato destinatario di una pena pari a 2 anni.
La condanna ha rappresentato l’epilogo del processo anche per altri imputati eccellenti come l’imprenditore Alessandro Saracino (4 anni e 6 mesi), come l’avv. Nicola Serra (3 anni), come l’ex direttore amministrativo dell’ASL, dott. Domenico Pepe (8 anni), come il dirigente ASL dott. Silvano Baglivo (3 anni), come l’ex funzionario dell’Azienda sanitaria dott. Vincenzo Castronuovo (4 anni e 9 mesi). Tutte decisioni che saranno spiegate in una motivazione il cui deposito è previsto entro i prossimi 90 giorni. Per il momento, a suggellare il processo c’è un dispositivo che lascia intuire come la vicenda possa far registrare altri strascichi. Soprattutto se la Procura dovesse procedere nei confronti della dott.ssa Manghisi per le dichiarazioni rese da lei stessa nell’ambito dell’udienza del 3 dicembre scorso.
Condanne, ma non solo. Cinque imputati sono stati assolti, mentre per altri quattro è stato sancito il non doversi procedere. Un verdetto che è stato steso dai giudici al termine di una camera di consiglio durata quasi otto ore.
Arco di tempo servito per valutare la ricostruzione del meccanismo che sette-otto anni fa determinò l’esborso di fiumi di danaro da parte dell’Azienda sanitaria. Ad illustrare gli esiti di un’attività che nel corso delle lunghe indagini ha tratto alimento anche dall’esame di una montagna di documenti e dalle dichiarazioni rese da alcuni inquisiti erano stati i pubblici ministeri dott. Pietro Argentino, dott. Remo Epifani e dott. Mario Barruffa. I quali avevano chiuso i loro interventi chiedendo per gli imputati circa due secoli di reclusione complessivi. A giudizio dei tre p.m., la maxitruffa che sarebbe stata perpetrata ai danni della ASL, quella ruotata attorno ai mandati di pagamento firmati a fronte di opere e servizi forse mai eseguiti, sarebbe dovuta essere sanzionata da una raffica di condanne. Una richiesta che alla fine il Tribunale ha accolto.

Ettore Raschillà

SENTENZA STORICA

Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto all'Associazione Onlus “C i t t a d i n a n z at t iva ” il diritto ad ottenere il risarcimento del danno dai principali imputati condannati nel processo per una presunta maxitruffa ai danni dell'Asl Taranto 1. L'avv. Marina Venezia, uno dei legali di Cittadinanzattiva, in una nota definisce la sentenza «storica ed unica per i cittadini, per coloro che si sentono rappresentati in un Movimento che, da decenni, oramai, conduce delle battaglie per la legalità, per la lotta agli sprechi, per l'efficienza di una pubblica amministrazione che sia vicina al cittadino e che sia in grado, soprattutto, di interpretarne la domanda e di fornire risposte certe e servizi adeguati ai bisogni». Il Tribunale di Taranto ha condannato 28 imputati, tra imprenditori, ex dirigenti, funzionari e dipendenti dell'Azienda sanitaria locale, ritenuti colpevoli di aver pilotato appalti per favorire sempre le stesse aziende e spesso in cambio di tangenti. La presunta truffa ammonta ad almeno 30 milioni di euro. «Il Tribunale di Taranto - afferma l'avv. Venezia - ha dato continuità ad altre pronunce che hanno visto riconoscere a Cittadinanzattiva il diritto di essere "parte" nei processi, non solo in tema di malpratice medica ed in campo sanitario, ma, ora, in un processo dove i reati hanno riguardato condotte di amministratori, funzionari e imprenditori corrotti e truffaldini. La novità principale della sentenza - aggiunge - consiste nel fatto che, in nome del popolo italiano, sia stato dato riconoscimento ad un diritto alla riparazione dei torti subiti anche in favore di chi, come Associazione riconosciuta, agisce nel nostro Paese per la difesa di valori supremi sanciti dalla Carta Costituzionale. Si è data, così, rilevanza ed applicazione , da parte dei Giudici tarantini, a quel famoso principio di sussidiarietà previsto dall'art. 118 della Costituzione in base al quale non solo i cittadini singoli, ma anche le loro formazioni sociali devono essere "favoriti" allorchè agiscono per un interesse generale».L'avv. Venezia sottolinea che «Cittadinanzattiva, in questo processo, ha inteso difendere gli interessi generali della collettività tarantina, dei malati, di chi si è visto sottrarre beni e risorse a causa di una corruzione e truffa dilaganti in apparati nevralgici della pubblica amministrazione. Fatture gonfiate e operazioni inesistenti, forniture mai eseguite ed una marea di danaro pubblico (dei malati di Taranto) sono stati distratti e versati in mani oscure, sporche, di personaggi senza scrupoli che ha pensato solo ad arricchirsi ai danni dei malati e di coloro che, ancora oggi, non riescono a curare i loro tumori e a eseguire una radioterapia per le lunghe liste di attesa o perché il macchinario è rotto o perchè manca il personale».

FLORIDO A LATERZA

MERCOLEDI' 2 LUGLIO ore 19:00
in Via Porta Pia, 12
IL PD DI LATERZA
INCONTRA
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
GIANNI FLORIDO

Quando il candidato è anche imputato



Aderisci alla manifestazione Roma, Piazza Navona, ore18






Senza intercettazioni Riina, Provenzano e Brusca non sarebbero stati catturati...
Intervista a Antonio Ingroia (PM antimafia di Palermo) di Marialaura Carcano


Intervista a Diego Novelli (ex sindaco di Torino, parlamentare, giornalista) sull'udienza Thyssenkrupp che inizia domani di Stefano Corradino (articolo21.info)


L'inflazione sale come non accadeva da anni.

L'inflazione sale come non accadeva da anni. Il governo non vede la gravità della situazione e pensa solo ai problemi del premier. Serve subito un intervento a favore di salari stipendi e pensioni. E' questa la vera priorità del Paese, non il lodo Schifani.Opportunità “Siamo cresciuti con le auto, con le autostrade, con i telefonini, con l’industria della comunicazione. Benissimo. Ma cosa può far crescere oggi la nostra società? L’unica via per la crescita è la riconversione ambientale dell’economia”.


Walter Veltroni


Segnalazioni :

Alitalia, in 4.000 a casa

I sindacati in rivolta. Bersani: “Un pasticcio ad alto rischio".



"Norme discriminatorie e inutili"
La condanna della Cei sulla schedatura dei bimbi rom.

Global Voices, dai blog cronache per i 5 continenti
A Budapest il summit del progetto lanciato nel 2004.





MAGAZINE
Ustica, dopo 28 anni è ancora mistero
Veltroni: "Avanti con le indagini, per scrivere la verità".



RASSEGNA STAMPA
Opposizione, la campagna di Veltroni Walter Veltroni - Lettera a L'Unità.





DEMOCRATICA TV
Ambiente ed energie rinnovabili per far crescere il Paese
Intervento di Walter Veltroni all'Assemblea degli Ecologisti Democratici.



Ambientalismo per un nuovo patto per lo sviluppo
Intervento di Ermete Realacci all'Assemblea degli Ecologisti.