E' innegabile che la legittima aspirazione di un territorio ad ottenere adeguata rappresentanza nelle sedi istituzionali e politiche porta con sé il rischio di un arroccamento su posizioni campanilistiche (o, più correttamente, localistiche).lunedì 7 luglio 2008
Rappresentanza territoriale o sterile campanilismo?
E' innegabile che la legittima aspirazione di un territorio ad ottenere adeguata rappresentanza nelle sedi istituzionali e politiche porta con sé il rischio di un arroccamento su posizioni campanilistiche (o, più correttamente, localistiche).domenica 6 luglio 2008
Made in Italy: mozione in difesa di tessile e moda
Made in Italy o non proprio. Buona parte dei prodotti che a livello mondiale vengono spacciati per italiani non lo sono. Lo denunciano numerose indagini effettuate dalle organizzazioni internazionali per il commercio che da alcuni anni pongono anche l’allarme sulla tracciabilità del prodotto.Ad occuparsi della problematica che rischia di creare 200mila nuovi disoccupati in Italia (le stime sono della WTO – ndr) è l’onorevole Ludovico Vico, parlamentare pugliese del PD, componente della Commissione Attività Produttive della Camera e relatore di una mozione sul tema che approderà in Parlamento il prossimo 7 luglio.
Scaduti i termini di proroga per le quote che a livello europee bloccavano parte dell’export cinese ora l’Italia, paese con maggiori produzioni da difendere nel settore, potrebbe subire l’assalto di una concorrenza senza margini e regole.
E’ già accaduto negli Stati Uniti – afferma l’on. Vico – nel 2004 quando sono scadute le barriere all’importazione fissate dagli accordi Wto, furono di colpo importati 18,2 milioni di camice contro le 941mila del gennaio 2003. Ci fu il conseguente licenziamento nello stesso mese di 12.200 operai tessili americani. Un crollo verticale non solo del mercato del lavoro ma anche delle norme che regolano la sicurezza e la protezione dei consumatori.
La cronaca a tal proposito fornisce ulteriori elementi d’analisi.
Da una recente relazione della Guardia di Finanza, emerge che nel solo 2003 sono stati sequestrati ben 13 milioni di giocattoli contraffatti e addirittura 26 milioni nei primi otto mesi del 2004. – dice Vico - Che il rischio sia elevato lo testimonia anche una campagna dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma che rileva che il 2,6% dei bambini ricoverati presso di loro nell’anno 2002-2003 si sia infortunato in incidenti domestici in larga parte causati dal giocattoli non certificati CE.
Un dato che dovrebbe preoccupare anche il comparto tessile, basti considerare che alla fine di ottobre 2007 l’Ufficio Europeo per la lotta antifrode (OLAF), in collaborazione con le autorità austriache, ha scoperto un vasto traffico illegale di tessuti e scarpe provenienti dalla Cina.
La frode organizzata – spiega Vico – tramite false fatturazioni, false dichiarazioni d’origine e la sottostima (fino a 15 volte) del valore reale di mercato, riguardava soprattutto jeans, t-shirt e diversi tipi di scarpe sportive.
Una frode che solo in dazi doganali inevasi ha avuto un impatto globale sul bilancio della Ue di oltre 200milioni di euro.
Dunque la mozione proposta da Vico.
Abbiamo a che fare con due esigenze contrapposte – sottolinea il parlamentare PD – tutelare i diritti dei produttori italiani contro l’invasività delle contraffazioni e con essi i diritti dei consumatori e non produrre disposizioni di legge che ostacolino la libera circolazione delle merci nel mercato europee. Ma è anche vero che il nostro principale concorrente è un concorrente sui generis, che ricorre al dumping più spietato, che non garantisce la qualità del marchio e la salubrità dei prodotti e che, e non è cosa da poco, non applica leggi che garantiscono l’applicazione di norme sul lavoro anti-sfruttamento.
Un impegno che in sintesi ha prodotto un testo unificato su “Norme per la riconoscibilità e la tutela dei prodotti italiani”, che in slalom rispetto alla coerenza e all’omogeneità con la normativa europea vigente, tenta una tracciabilità che serva a tutelare il diritto dei consumatori alla salute e il diritto dei produttori a contrastare frodi commerciali.
Il testo elaborato dalla X Commissione (attività produttive – ndr) – afferma Vico – segna un primo importante passo in questa direzione prevedendo che i produttori possano adottare il marchio “100 per 100 made in Italy” volontariamente, non entrando così in rotta di collisione con la normativa europea. Ma è d’altra parte ovvio che una normativa più rigida, in attesa dell’approvazione di un testo specifico in ambito europeo, non sia utile solo di fronte all’invasione di prodotti cinesi, ma anche a fronte delle molte attività “in nero” che fanno dell’Italia il quarto paese produttore di merci contraffatte.
Produzioni sicure e di pregio, dunque, che nelle intenzioni del legislatore dovranno rappresentare il salto di qualità verso la sostenibilità non solo economica, ma anche ambientale e della salute del made in Italy.
E’ necessario collegare marchio, tracciabilità della filiera tessile-abbigliamento, materiali riciclabili e di lunga durata, rispetto delle regole in materia di lavoro – dice Vico - associando tale specifica normativa ad una forma più estesa di etichettatura obbligatoria sulla provenienza dei capi di abbigliamento che circolano in Italia, impegnando il Governo a sostenere in sede di Unione Europea la posizione italiana sul marchio d’origine e sull’etichettatura dei prodotti, quale punto di partenza per una negoziazione e un confronto che abbia alla base la tutela del consumatore europee e il contrasto del fenomeno del dumping sociale ed ambientale.
SUMMER SCHOOL 11-12-13 luglio a Castellaneta Marina
Cari visitatori e simpatizzanti , vi segnaliamo un'interessante iniziativa a cura dell'Associazione "Puglia Riformista" che si terrà in data 11/12/13 Luglio a Castellaneta Marina nella struttura Nova Yardinia - Hotel Alborea.Venerdì 11 Luglio 2008
11,00 – 13,00 APERTURA LAVORI:
Prof. Antonio Giangreco (International school of management “I.é.S.E.G. – Lille, Francia)
13,00 – 14,15 Pausa pranzo
14,30 – 16,30 “Riforme: Costituzione e sistemi elettorali”
Interviene: Prof. Saverio Sticchi Damiani (Università di Lecce e LUISS)
17,00 – 19,00 “ La politica estera e strategie internazionali”
Interviene: Dr. Alessandro Politi (Analista strategico)
On. Umberto Ranieri ( Presidente Associazione 360)
Sabato 12 Luglio 2008
09,30 – 11,30 “La finanza pubblica”
Interviene: Francesco Boccia (Deputato e docente universitario)
11,30 – 11,45 Coffee Break
12,00 – 14,00 “ Finanza locale e politiche di Bilancio”
Intervengono:
Dott. Onelio Pignatti (Direttore Generale Provincia Modena)
Prof. Michelangelo Nigro (Università “Carlo Cattaneo” – Castellanza (VA)
14,15 – 15,15 Pausa Pranzo
15,30 – 17,30 “ Fondi europei e ruolo delle Amministrazioni Pubbliche sugli effetti dei Fondi
strutturali”
Interviene: Dott.ssa Simona Milio (Ricercatrice London School of Economics)
Domenica 13 Luglio 2008
9,30- 12,30 Tavola rotonda “Etica e P.A.”
Modera : Francesco Boccia
Intervengono: Stefano D’Ambruoso (Magistrato)
Gianrico Carofiglio (Senatore e Magistrato)
Alberto Maritati (Senatore e Magistrato)
Giulia Bongiorno (Deputato e Presidente Commissione Giustizia della Camera)
sabato 5 luglio 2008
SCINTILLE TRA FLORIDO E PD LATERZA
Campo difficile, quello laertino. Campo da “primarie”: il presidente Florido, introdotto da Davide Bellini, coordinatore cittadino, lo ha tenuto “bene”, in un’ora e mezza di intenso dibattito (giusto il tempo appunto di un incontro di pallone). Avvio autorevole, qualche concessione ai padroni di casa, poi contrastati nel forcing a seguire, fino allo zero a zero finale e ai supplementari da disputare a breve. Per rimanere in metafora:match senza gol, ma non noioso. Anzi. L’affondo più duro arriva da Vita Surico, dirigente scolastica: ”Il presidente continua a parlare al futuro e quattro anni di amministrazione sono passati invano.”
Sul tavolo della discussione la “sicurezza” degli istituti scolastici Moscati (Grottaglie) e sforza (Palagiano):”attese tradite” incalza
Il tutto fa notare l’assemblea del Pd, in una politica provinciale tutta sbilanciata verso oriente. A giudizio di Florido, “seguendo le priorità”. Per il consigliere comunale Franco Catapano, invece, la provincia non ha esercitato il suo ruolo di “autorevole coordinamento”, in un territorio che “chiede di trovarsi intorno a modelli di sviluppo più legati a risorse identitarie”. Un acconto: tarda a partire il Parco delle Gravine e nel frattempo si fa pressante e inderogabile il problema dei controlli ambientali e della qualità della vita; risorse e attenzioni- incalza Catapano- si giocano su Taranto città e intanto le comunità si allontanano, lasciate al loro “sterile campanile”. “Restiamo con i piedi per terra, dateci elementi credibili per la nostra campagna elettorale” irrompe Gianni Serafini. “E’ un problema di incomunicabilità e di democrazia interna, ma non solo”, indicano Franco Bruno e Giuseppe Russi. E Florido propone:” gli argomenti meritano più attenzione, rivediamoci fra qualche giorno”. Tempi supplementari dunque ma non sono previsti i rigori.
Franco Romano – Gazzetta del Mezzogiorno
venerdì 4 luglio 2008
Puglia, 1 milione per ripulire grotte
Un milione di euro è l'importo messo a disposizione dalla Regione Puglia con la legge 40 del 2007 per ripulire le cavità carsiche presenti nelle aree di Natura 2000, quindi grotte, siti carsici nei parchi e nelle aree protette.IL PD PER LATERZA
Al Consiglio Provinciale di Taranto,
1. Maggiore sicurezza sulle strade grazie ad una programmazione ragionata degli interventi di manutenzione.
2. Intervento di manutenzione straordinaria del ponte “Selva San Vito”.
3. Spinta programmatica per accelerare lo sviluppo del Parco delle Gravine.
Pd Laterza
Per il Paese: Veltroni e Casini scrivono a Fini
Una lettera a doppia firma da parte del segretario del PD, Walter Veltroni, e del leader dell'UDC, Pierferdinando Casini, indirizzata a Gianfranco Fini.Pierferdinando Casini
Antonello Soro
Michele Vietti
FLORIDO A LATERZA
Da Laterza, il punto più critico dell’Amministrazione Florido – per sua stessa ammissione – prende corpo un’operazione diversa. Aprire il confronto con la base, e anche qui Florido tocca un tasto dolente, per prepararsi a fermare l’onda lunga del centrodestra. Sullo sfondo le elezioni provinciali che, dice Florido con una punta d’ironia, “voglio vincere, sempre se prima vincerò le primarie”.
Prima di misurarsi con gli avversari, però, è necessario testare l’indice di gradimento all’interno. E Florido, almeno qui a Laterza, s’accorge subito di muoversi su un campo accidentato. “La sua amministrazione è inefficiente”, tuona Vita Surico, dirigente scolastico e militante, che non usa giri di parole. E aggiunge: “Il presidente parla al futuro ad un anno dal voto: molto del programma è rimasto sulla carta”. Florido fa un salto sulla sedia e sibillinamente contrattacca: “Ma tu lavori per il re di Prussia (un altro ipotetico concorrente?, ndr.). Non posso accettare che chi mi sta al fianco parli di libro dei sogni. Se dobbiamo processare la Provincia facciamolo stabilendo le regole e, soprattutto, facciamolo nel partito. Altrimenti rischiamo di ammazzare il Pd prima che nasca”.
Parentesi al calor bianco, che plasticamente spiega perché la Provincia “floridiana” è avvertita nella Terra delle gravine come un corpo lontano, se non estraneo. Più praticamente: Ginosa, Laterza, Mottola, Massafra, Palagiano e Castellaneta, cioè 120mila abitanti, senza una voce in giunta provinciale. E tutto ciò nonostante i sondaggi commissionati a Pro Forma – come svela l’interessato – confermino che solo l’8 per cento dei cittadini sa che cosa fa la Provincia in genere, ma è molto più alto il tasso di gradimento per la Provincia di Florido. Il contatto diretto, però, è meno ovattato, senza filtri, più ostico anche per quelli che hanno inventato il fortunato tormentone del “metti a Cassano”. Ma Florido, a Laterza, dove lo metti?
La realtà è che c’è da farsi perdonare qualche disattenzione. E il presidente lo ammette candidamente davanti al plotone schierato del locale Pd: “Diciamo le cose come stanno: Laterza, cifre alla mano, è stata la più penalizzata. Solo 510mila euro di investimenti (la metà per il maquillage esterno del Liceo Vico, ndr.) contro i 4 milioni di Mottola, i 5 di Massafra, i 3 di Ginosa e i 2,5 di Palagiano”. Il piatto laertino piange: perché? “Abbiano cercato di capire quali erano le priorità” spiega Florido e va avanti, esemplificando, per una ventina di minuti. Su tutto: viabilità più sicura e edilizia scolastica; 7 grandi rondò realizzati sulla Grottaglie-San Giorgio e Grottaglie-Pulsano, oltre che sulla provinciale della Salina Grande e il progetto in dirittura d’arrivo per la Sp 13, la “strada della morte” che da Castellaneta scende faticosamente al mare. “Spero entro l’anno nuovo – è l’impegno del presidente - di appaltare una delle due rotatorie previste e di raddrizzare le curve dei Salesiani: interventi da 4 milioni di euro e 1,2 già spesi per la messa in sicurezza della zona D’Anela, dopo che per 20 anni il centrodestra non aveva fatto nulla o quasi”. Il “grosso” dei lavori, però, è sbilanciato da Taranto in là, cioè versante orientale, vedi le tre circonvallazioni di Lama-San Vito, Sava e Campomarino e la prossima ventura Tangenziale Sud (una seconda litoranea che porta ad Avetrana). La geografia non è un’opinione e la circonvallazione di Ginosa (che sarà completata dal Comune con i soldi – 1,6 milioni – della Provincia) non alza granché la media.
Ma Florido insiste, snocciolando i 29 milioni messi in conto per progettare nuove scuole (il Moscati di Grottaglie, il De Ruggieri di Massafra e l’Archita di Taranto), realizzarle (l’Einstein di Mottola, che “tra due mesi sarà consegnato”) o pensare al post-diploma (“due nuove facoltà in funzione dell’autonomia per l’Università tarantina”). Le priorità, insomma, “erano queste, unite a quella del Parco delle Gravine, per il quale abbiamo incassato altri 800mila euro per fare la tabellazione e un’operazione di promozione”. E dunque: “In questo contesto, in cui contano anche i vincoli del patto di stabilità, Laterza è stata oggettivamente penalizzata”. Anche per questo il presidente chiede uno sforzo ai suoi, perché “programmare vuol dire scegliere quali sono le priorità”. “E se per la Corte dei Conti – sottolinea - in fatto di trasparenza contabile siamo tra le prime dieci province d’Italia”, qualcosa vorrà pur dire, “così come il fatto che siamo l’unica provincia, dopo Milano, ad aver attivato l’accesso telematico per le gare d’appalto”.
Florido, di tutto di più. Sulla coalizione del 2004 non ha dubbi: “Nessun consigliere di maggioranza ha mai votato contro un provvedimento. È un punto di vanto per la mia amministrazione, per cui abbiamo l’obbligo di tornare a governare con l’Unione, che va da Prc all’Udeur, quando c’era: insieme abbiamo governato, insieme andiamo al voto. Fare diversamente è sbagliato”. Nessuna corsa in solitaria, cioè, come vorrebbe qualche veltroniano ad oltranza. Magari, vista l’aria che tira, sarebbe meglio allargarsi un po’: “L’Udc? – sorride Florido – Casini ha lasciato liberi i partiti regionali, per cui parleremo anche con l’Udc”.
La politica, tuttavia, è fatta di dialogo, anche scomodo. E la base laertina non nasconde i suoi malumori. Franco Catapano chiede una parola, almeno una, sul quadro deprimente della Sanità tarantina uscito dalla recente sentenza che ha coinvolto dirigenti, imprenditori e politici. E una “visione” su ambiente (il caso Progeva insegna), sicurezza e qualità della vita, sul modello di sviluppo non più calato dall’alto e, soprattutto, dall’esterno. “E poi l’autorevolezza del coordinamento – sentenzia – della quale abbiamo patito la mancanza: per questo le comunità si allontanano dal Taranto-centrismo e dal Grande Salento”. Gianni Serafini, più modestamente, chiede un “segnale forte” con il quale affrontare la futura battaglia elettorale. E Davide Bellini offre un promemoria: maggiore sicurezza sulle strade (la Sp Laterza-Altamura, teatro recente di un doppio incidente mortale); un intervento straordinario per la manutenzione del ponte Selva San Vito; e una spinta programmatica per accelerare lo sviluppo del Parco delle Gravine. “Ma la comunità del Parco – ricorda Catapano – non è mai nata, non c’è lo statuto, né il regolamento, né una gestione vera: non c’è nulla”. Giuseppe Russi e Franco Bruno, infine, invocano un partito più orizzontale, maggiore comunicazione interna. Un cahier de dolèances. Florido prende appunti e promette: “Rivediamoci presto, alla stessa ora, ma non facciamoci del male da soli”. Magari bastasse un posto più fresco…
Massimo D’Onofrio - Corriere del giorno - 4 luglio 08
«Clinton non fece ministro la Lewinsky»

Donadi (Idv): «L'informazione prevalga sulla privacy».Massimo Donadi (Imago)ROMA - Intercettazioni e veleni. Per Massimo Donadi (Idv) «l'informazione deve prevalere sulla privacy». Per il ministro Gianfranco Rotondi «quelle telefonate» potrebbero addirittura essere apprezzate. Posizioni opposte sulle indiscrezioni che negli ultimi giorni stanno scuotendo gli ambienti della politica. Il tema è l'ipotesi della pubblicazione di nuove intercettazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (che avrebbero spinto il premier a non partecipare alla puntata di "Matrix"). L'allusione del capogruppo dell'Italia dei valori è piuttosto esplicita: ««E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo?» si chiede Donadi a a 'Radio Radicale'. «Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile. Credo che l'informazione debba prevalere». «Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - aggiunge - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati».«PORCHERIE» - E se il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, non vuole rilasciare commenti («Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo»), il suo collega di governo, Rotondi, assicura che «l'Italia parla al telefono come Berlusconi e non come Eugenio Scalfari: gli italiani scherzano, alludono, dicono pure una porcheria ogni tanto, e gli piace così». «La cultura azionista del giornalismo italiano - aggiunge - impedisce la comprensione storica della Dc prima e del berlusconismo poi. Ora credono di illuminare con le intercettazioni le miserie di Berlusconi e, invece, per la gente saranno grandezze».PDL-PD - Gli esponenti della maggioranza, comunque, confermano l'esistenza dei requisiti di necessità e urgenza per un decreto legge sulle intercettazioni (nonostante i dubbi del presidente della Camera, Gianfranco Fini). Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio: «Le ragioni dell'urgenza per un intervento legislativo sul tema barbarico delle intercettazioni ci stanno tutte, poi bisogna fare i conti con i tempi parlamentari. Siamo di fronte o a violazioni del segreto istruttorio o a fatti di autentico spionaggio nella vita privata dei cittadini». Di parere opposto è l'ex ministro Arturo Parisi: «La scelta di procedere per decreto è evidentemente guidata dalle urgenze e dalle necessità del presidente del Consiglio e non da quelle del Paese».
IL REGALO DI BERLUSCONI AI CRIMINALI(PERCHÈ SARÒ SUL PALCO L'8 LUGLIO)giovedì 3 luglio 2008
Consiglio Comunale, martedì 8 luglio
I punti all'odg sono:
Risposte alle interrogazioni della minoranza:
- Cattivi odori (puzza) a Laterza
- Scomputo oneri di urbanizzazione
- il Parcheggio Pubblico di Villa dei Principi
- Affidamenti diretti Lavori Pubblici a Laterza
- Contenzioso Edileco contro Comune Laterza
- Raccolta differenziata a Laterza
Comunicazione prelievi fondo di riserva
Approvazione rendiconto esercizio finanziario 2007
Surroga nelle commissioni consiliari ed enti vari del ex consigliere Caldaralo
Alienazione area comunale in contrada serrolapillo
Approvazione regolamento forme di consultazione popolare
Approvazione regolamento concessione contributi e vantaggi economici ex art. 12 241/90
Approvazione regolamento per la concessione delle civiche benemerenze.
INTERCETTAZIONI, SALTA PUNTATA MATRIX CON BERLUSCONI
ROMA - La puntata di Matrix di stasera con ospite Silvio Berlusconi non si farà. "Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni, che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo". Così, in una nota, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiega le ragioni della sua mancata partecipazione alla trasmissione odierna di Canale 5, così come annunciato mezz'ora fa da Enrico Mentana.Democrazia in America
di Peter Gomez COSTANTINO (PD) TRE TRAGICHE MORTI, UNA UNICA CONSAPEVOLEZZA AUMENTARE LA SICUREZZA SUL LAVORO
BARI – I commenti di rito possono anche dare fastidio in questi casi. Ma chi occupa responsabilità istituzionali deve farlo. Per esprimere il dolore e la comprensione verso le famiglie private del bene più prezioso. Il maresciallo capo a Grottaglie durante un volo di esercitazione , l’operaio travolto da un gancio di una gru ed ucciso all’Ilva di Taranto, ancora l’operaio morto stamane alla Bridgestone di Bari. Tre morti in due giorni spero facciano riflettere tutti su quanto sensate fossero le parole del Capo dello Stato. Non è il momento di polemiche politiche che lasciano il tempo che trovano e sono una vera offesa a quanti perdono la loro vita lavorando. E’ solo il caso di sperare che questi tragici incidenti spingano tutti a chiedersi che cosa non si può contrattare o vendere nelle nostre società. Se la serenità di alcuni debba essere pagata con il sangue dei lavoratori. Militari o civili non fa differenza, sono uomini e come uomini dovrebbero essere rispettati. Non è il caso di fare moralismo d’accatto ma una società che perde uomini al lavoro e giovani sulla strada deve iniziare a farsi qualche domanda. La vita persa di questi uomini, le lacrime dei familiari, il vuoto che dovranno affrontare cessato il clamore delle prime pagine grida per la sua evidenza. Ma forse abbiamo tutti le orecchie tappate da troppe notizie. Troppe notizie, nessuna notizia.Bari, 2 Luglio 2008
mercoledì 2 luglio 2008
Mineo sulla cancellazione dei fondi per la casa: “Smentiti Fitto e Palese. Tutte le regioni italiane protestano contro i tagli del governo Berlusconi”
Una nota del vicepresidente del Consiglio regionale Luciano Mineo.“Fitto e Palese sono stati clamorosamente smentiti. Almeno per ciò che riguarda i tagli ai fondi per la casa, operati, come il Partito Democratico ha annunciato qualche giorno fa, attraverso il decreto n. 112. Infatti, tutte le Regioni italiane hanno elevato una vibrata protesta contro i tagli che il governo di centrodestra ha deciso di operare sui fondi del piano nazionale che erano stati inseriti nella legge finanziaria del 2007 dal precedente governo.
Le bugie hanno, come sempre, le gambe corte. A smentire Fitto e Palese non è solo il Partito Democratico. Sono anche, anzi, soprattutto le Regioni italiane.
A parere delle Regioni, oltre ai tagli operati sui fondi per la costruzione di nuove abitazioni sociali, sono stati cancellati i fondi per i programmi di rigenerazione urbana e quelli destinati ai centri storici e all’istituzione di società di scopo per il riutilizzo delle aree demaniali anche al fine di realizzare alloggi sociali.
In Puglia sono stati cancellati 370 alloggi, a fronte di un fabbisogno che supera i 2000 alloggi. E’ confermato, quindi, che gli alloggi che non si potranno più realizzare sono 20 a Manfredonia, 24 a Barletta, 30 ad Andria, 20 a Molfetta, 101 a Bari, 30 a Brindisi, 12 a Lecce, 45 a Foggia, 20 a Cerignola, 8 ad Altamura e 60 a Taranto.
La situazione del capoluogo ionico è la più drammatica. Proprio in questi giorni la protesta di famiglie che rivendicano il diritto alla casa si è fatta più pressante. Queste famiglie devono sapere che il riconoscimento del loro diritto non potrà avvenire per responsabilità di un governo insensibile alle grandi emergenze sociali”.

