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lunedì 6 aprile 2009

Scintille in Radio

Ieri, domenica delle palme, si è tenuto un interessante dibattito e confronto tra l'assessore alla programmazione economica Vito Minei e Franco Catapano. La trasmissione, il verso giusto, condotta da Fabio tenta di approfondire i temi della politica laertina senza risparmiare critiche a coloro i quali utilizzano la politica e la comunità per raggiungere obiettivi personali a scapito di quelli generali.

La trasmissione di ieri, che abbiamo, opportunamente suddiviso in 3 parti, è stata particolarmente animata e "cruda". 

Nel lato affianco trovere il link per riascoltare l'intera puntata.

Nella prima parte ascolterete le motivazioni del decadimento della politica laertina che sempre più si allontana dai cittadini.
La seconda parte è dedicata alla primarie del Pd e all'obbedienza del Pdl.
Nella terza parte invece troverete spunti di riflessione sul bilancio e la situazione economica a Laterza, con un focus sulle pale eoliche.

Buon Ascolto, saremmo lieti di ricevere i vostri commenti e riflessioni, se sono firmati ci renderete felici ed orgogliosi di essere laertini.

Coraggio non abbiate paura.

sabato 12 luglio 2008

Laterza e i debiti del Comune

La questione dei debiti del nostro comune è una querelle che si ripete ciclicamente (almeno in occasione della discussione dei bilanci di previsione o del rendiconto). Come volevasi dimostrare l'articolo di Romano e alcuni commenti subito dopo il consiglio comunale hanno riacceso l'interesse sui debiti del nostro comune.
Tutto ebbe iniziò durante la campagna elettorale di maggio 2006 con il volantino dell'Unione per Laterza dal titolo: "debiti per la storia". Nei diversi comizi le due liste dibattevano le diverse posizioni.
Il centrosinistra affermava che avevamo raggiunto in pochi anni il massimo livello di indebitamento (dagli 8milioni di euro del 2000 ai 15 milioni di euro del 2005) tanto da rinegoziare i mutui e spalmarli in 30anni sino al 2035. Il centrodestra banalizzava la questione debiti, tanto che un futuro assessore si impegnò in un pubblico comizio, nel caso in cui fossero esistiti debiti, a pagarli di tasca sua. Persino il sindaco, subito dopo l'esito elettorale, difronte alla folla stracolma e rumorosa che lo acclamava, affermò solennemente: DEBITI NON CE NE SONO, N O N C E N E S O N O !!! Il video è finito su youtube ed è diventato uno dei tormentoni della rete (potete visualizzarlo qui sopra).
Dopo soli 2anni dalla vittoria i cittadini hanno potuto constatare (con l'aumento sproporzionato delle tasse e la stasi amministrativa) che i debiti esistevano, naturalmente l'assessore "filantropo" si è ben guardato dal mettere i soldi dalla propria tasca. Nel frattempo ci sono stati i rilievi della Corte dei Conti, lo sforamento del patto di stabilità e l'aumento dell'indebitamento che ha superato i 15milioni di euro nel 2007.
Ultima precisazione e considerazione, l'indice di indebitamento locale pro-capite: misura il rapporto tra i residui legati ai debiti per mutui e la popolazione, dice cioè del debito futuro che graverà sulla popolazione per gli investimenti realizzati. L'indebitamento pesa sulle future generazioni ma anche e soprattutto sulla spesa corrente. Infatti il nostro bilancio è bloccato e lo dimostra anche l'indice di rigidità strutturale che nel 2007 è sceso in modo preoccupante al 25% (il 2006 era al 30%) , significa in sintesi che i mutui e il costo del personale assorbono il 75% dell'intero bilancio.

Durante l'ultimo consiglio comunale ho affermato che il nostro livello di indebitamento è superiore alla media del meridione, infatti la mia considerazione si basava sul dossier pubblicato dal "ilSole24ore" lo scorso 6 luglio 2008 che riportava i debiti e gli indici di indebitamento dei 100 comuni-capoluoghi. Ho estratto e vi riporto da quella classifica gli i indici di indebitamento procapite dei capoluoghi a noi più vicini (Bari 641 - Brindisi 639 - Foggia 936 - Lecce 1.131 - Matera 819 - Laterza 1.018 - Taranto non pervenuto naturalmente). L'unico capoluogo che è sopra il nostro indice è Lecce, ritengo perciò che la mia considerazione, rispetto alle obiezioni dell'assessore Minei, è dimostrabile con questi dati.
Naturalmente in politica anche la matematica è una opinione, per cui ai posteri l'ardua sentenza.
Franco Catapano

sabato 12 aprile 2008

Sintesi del comizio di chiusura della Campagna Elettorale

Di seguito si riporta la sintesi del comizio finale tenuto da Franco Catapano. Prima di lui erano intervenuti Giuseppe Stano (capogruppo Pd in consiglio comunale) Davide Bellini (coordinatore cittadino), Wanda Pucci e Luca Virgilio.


Concittadini, questa sera chiudiamo la campagna elettorale con la consapevolezza che la nascita del PD (prima) e l’affermazione della leadership di Veltroni (poi) hanno cambiato la politica in Italia. Nulla sarà come prima.

Noi del Pd vogliamo riconquistare il rapporto con i cittadini e creare le condizioni affinché si alimenti la partecipazione politica, in modo che chi lo desidera potrà tranquillamente entrare nel partito e decidere i destini del proprio territorio.

Certo avremmo preferito votare con una legge elettorale meno suina e più umana, ci sarebbe piaciuto presentarci agli elettori con alcune riforme capaci di ridare serietà alla politica. Purtroppo, però, ci siamo trovati di fronte al muro invalicabile dell’egoismo personale e di parte.

Lo stesso egoismo che ha generato 5 anni di leggi “ ad personam” , così come ha riconosciuto lo stesso Gianfranco Fini all’indomani dello scioglimento unilaterale della “casa delle libertà”.

Lo stesso egoismo che permette ad un leader di presentarsi per 5 volte consecutive come candidato presidente. Un Berlusconi vecchio, stanco e rifatto sino alla cima dei capelli, che necessità continuamente di “rialzi” e figuriamoci se ha la forza di “rialzare qualcos’altro”.

Concittadini, meno male che esiste anche un’Italia naturale e seria che non ha nessuna intenzione di tornare indietro ma che vuole guardare in avanti e parlare di futuro. Un’Italia che è interessata a politici che non prendono in giro e soprattutto che sono capaci di fare una campagna elettorale senza offendere gli avversari.

Anche il Pd di Laterza vuole prendere esempio dallo “stile Veltroni” ed è per questo che non vi parleremo dello SCANDALOSO PARCHEGGIO COMUNALE costruito alla via per Vinosa accanto alla sala ricevimenti Villa dei Principi. Ed è per questo che non vi parleremo delle CENTINAIA DI PALE EOLICHE” che la Giunta comunale vuole far installare ai “napoletani” nel nostro territorio. Ed è per questo che non vi parleremo delle difficoltà del BILANCIO COMUNALE che ha cancellato la FAMOSA PISCINA dalle piano triennale delle opere pubbliche, lo stesso bilancio che non ci consente di ricostruire il fatiscente edificio della DANTE ALIGHIERI. Altro che salsiccia non possiamo nemmeno comprare il pane (visto anche l’aumento). Non vi parleremo nemmeno dei 10 AVVISI DI GARANZIA che pendono sul Sindaco e i suoi Assessori.

Allora vi state chiedendo di che cosa parleremo?

Stasera vi parleremo della necessità di ALZARE LA TESTA per capire in che brutte mani è andata a finire Laterza. Senza legalità non c’è sviluppo. Senza regole vincono i potenti e i prepotenti, vincono i furbi e i lecchini.

Noi invece vogliamo afferma una comunità fondata sulle REGOLE E NON SUGLI UOMINI. Perché gli uomini passano, si corrompono e si fanno abbagliare dal potere, le regole invece educano, creano rispetto verso le istituzioni e i cittadini, danno la spinta per PENSARE IN GRANDE. Per capire che c’è bisogno di dialogo, di confronto e di unire per pensare al futuro e pianificare lo sviluppo.

Viviamo in un mondo complesso e siamo alle prese con problemi difficili, in cui nessuno, nemmeno se unto dal Signore, PUO’ BASTARE DA SOLO!

Ed è proprio nel riconoscimento dei limi umani che si fonda il nuovo riformismo del Partito Democratico. Un partito che ha superato le ideologie e la lotta di classe, e che si candida ad essere protagonista per i prossimi VENTI anni. Un partito che ha puntato sulle donne e sul ricambio generazionale per autoriformarsi. Un partito che non ha bisogno di nemici per vivere. Un partito che vuole semplificare per governare NELL’INTERESSE GENERALE DEL PAESE.

Concittadini, Il 13 e 14 aprile dovete andare a votare perché volete bene a questo COMUNE, perché amate la TERRA DEL SUD, perché volete l’ITALIA UNITA e perché vi piace CANTARE IL NOSTRO INNO. Dovete andare a votare perché siete convinti che i SOLDI NON POSSONO COMPRARE LE COSCIENZE E I VALORI. Dovete andare a votare perché credete in un futuro pieno di opportunità è perché c’è gente come Walter Veltroni che è orgogliosa di servire la Nazione.

Votate Partito Democratico, Votate per Walter Veltroni.
Franco Catapano

giovedì 10 aprile 2008

Un nuovo stile politico

Mai avrei pensato di dover commentare il “fascino della politica”. Sono così sorpreso che faccio fatica a trovare le parole giuste per descrivere le mie sensazioni a pochi giorni dal voto. Mi è capitato di conoscere direttamente Walter Veltroni e da allora ho la sicurezza, indipendentemente dal risultato del 13 e 14 aprile, che grazie al suo stile politico l’Italia non sarà più come prima.
Non so voi ma io credo molto nella necessità che la politica ritorni ad appassionare i cittadini, soprattutto i giovani, attraverso delle nuove leadership che abbiano modi e atteggiamenti semplici, pacati, comunicativi e puliti. Per troppi anni si è gridato e affermato ideologie vecchie e defunte.
Mi è piaciuto sentir parlare di futuro, della visione della società e del mondo, e di un nuovo processo politico. Veltroni è capace di evocare una proposta che contiene elementi portanti per avviare il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia. Il fascino della riconciliazione e del dialogo, la capacità di parlare a tutti (senza dividere ma unendo), la capacità di ammorbidire i cinici, di recuperare i delusi e di far sperare i disillusi è già un “miracolo politico”.
Il “ma anche” veltroniano si fonda su un patto con tutti i cittadini, impegnandosi ad eliminare la politica dello scontro per aprirne una nuova, legittimata dal dialogo. In sintesi punta, per sbloccare il Paese dalla sua stagnazione economica e culturale, sulla riconquista del rapporto tra politica e cittadini offrendo non più propaganda ma programmi, non più politica contro ma politica per, non più conflitti ma cooperazione.
Ve la sentite di rifiutare una proposta politica così vantaggiosa?
Franco Catapano

mercoledì 9 aprile 2008

Carofiglio conquista il Pd di Laterza

Il magistrato, e il politico che verrà, raccontati dallo scrittore: l’altra sera, a Laterza, Gianrico Carofiglio ha tenuto inchiodati tutti i convenuti (tanti) all’apertura della campagna elettorale Pd per le urne di aprile. «Politica e giustizia, non c’è sviluppo senza legalità» il tema dell’incontro. Tutte presenze “consapevoli”, a giudicare dalla vivacità del dibattito, alla Cittadella della Cultura. Filo conduttore, la «Teoria delle finestre rotte»: titolo suggestivo ed efficace, in perfetta sintonia con il personaggio, giudice e “giallista”, e con la serata, in equilibrato contagio fra attesa e curiosità.

Introduce Davide Filippo Bellini, coordinatore cittadino Pd, intervengono il rappresentante provinciale Franco Catapano e il consigliere regionale Paolo Costantino. C’è aria da “we can”, e le parole di Gianrico Carofiglio, candidato al senato per il Partito democratico di Veltroni, aggiungono respiro.

Al centro del suo intervento, il «valore economico» del rispetto delle regole: il futuro sostenibile, sottolinea lo scrittore, passa dalla legalità, e l’illegalità parte dall’inosservanza delle «regole spicciole». Dalle «finestre rotte», appunto. Dalla teoria secondo cui una finestra rotta porta a pensare ad assenza di regole e induce i passanti a romperne altre, innescando meccanismi vandalici che poi portano al grande crimine. Parla di William Bratton, Gianrico Carofiglio. Del capo della polizia metropolitana di New York chiamato dal sindaco Giuliani a contrastare la crescita esponenziale di violenza nella metropoli statunitense, all’inizio degli anni ’90, e della teoria della regola spicciola (poliziotti impegnati, tra la diffidenza generale, a controllare l’abusivismo dei viaggiatori senza biglietto, in metropolitana) applicata con successo: «Nel ’94 - racconta Carofiglio - l’abusivismo è praticamente scomparso, i reati gravi sono al minimo storico e Bratton è nominato capo della polizia di superficie». La sintesi-metafora passa: è il rispetto delle “regole quotidiane” la chiave di tutto.

Il candidato Pd cita Veltroni e la Spagna, paese «in cui un’impresa può collocarsi nel territorio in due settimane», richiama il dovere di «andare a votare» e invita con Gramsci a combattere l’indifferenza «forza bruta che strozza l’intelligenza e la democrazia», vede «rappresentati e rappresentanti come vasi comunicanti», e con Malraux indica che «non si fa la politica con la morale, ma neanche senza». Il politico che verrà: «Pronti dispositivi legislativi a costo zero» preannuncia, accennando «ai processi in contumacia da eliminare» e, in tema di sicurezza sul posto di lavoro, all’articolo 28 dello statuto dei lavoratori da modificare. Parla della candidatura accettata «con entusiamo»: «Un’avventura collettiva da vivere, in un momento di grandi cambiamenti». Stuzzica la sinistra dell’arcobaleno: «Non vogliamo essere critici, ma colorati sì». Incalza il Pdl: «L’Italia è in piedi, è la politica che deve rialzarsi: è quello che faremo». Riparando finestre.

Francesco Romano
“Gazzetta del Mezzogiorno” del 31 marzo 2008

mercoledì 2 aprile 2008

1 aprile con il rialzo sulla sedia

Ieri, 1 aprile giornata di scherzi e prese in giro, si è tenuto il confronto parallelo tra Berlusconi e Veltroni. Mi è capitato di vederlo per intero insieme ai miei figli. Naturalmente sono stato oggetto, durante la visione televisiva, delle burle dei miei figli che non perdevano occasione per distrarmi. Per certi versi facevo la parte del finto tonto e stavo ai loro giochetti. Forse per questo non mi sono accorto della magistrale presa in giro del cavaliere. Infatti per apparire più alto ai telespettatori, si e' fatto piazzare un cuscino sopra la sedia (clicca qui per vedere il filmato).
L’ennesima finzione, quasi patetica, di un personaggio pubblico che usa tutti gli strumenti per ingannarci.
Scarpe con tacco interno per guadagnare qualche centimetro di altezza, capelli trapiantati per non apparire calvo, lifting a volontà e plastica facciale per sembrare meno vecchio. Una persona “taroccata” che vuole apparire diverso da quello che è. Insomma non si accetta così com’è. E’ perché dovremmo accettarlo, e votarlo, noi se lui non si accetta e non si piace?

Approfitto del post per rispondere al commento critico sul sondaggio dei video. Questa campagna elettorale tremendamente fredda e massmediatica è la conseguenza di una legge elettorale mal digerita dai cittadini. La mancanza della preferenza e l'annullamento dei collegi territoriali ha generato parlamentari nominati e insignificanti spostando l'attenzione sui leader delle coalizioni. Per cui niente preferenze, niente confronti diretti, pochi comizi (visto anche il tempo), non ci rimane che internet e i suoi strumenti per creare un minimo di partecipazione e interesse. Tra l'altro i video sono stati visti da un numero consistente di visitatori del nostro blog.

Franco Catapano

lunedì 31 marzo 2008

Carofiglio e la politica, praticamente un best seller

Incontro col magistrato-scrittore che corre per il Pd: «L’illegalità è figlia del disordine»
Ha parlato di regole, efficienza, programmi politici. E ha firmato i libri dei suoi lettori.
Gianrico Carofiglio, già magistrato e ora candidato nelle liste del Partito democratico, non può tacere quella vena narrativa che gli ha assicurato il grande successo di pubblico. Tant’è. Giovedì sera, all’incontro sul tema “Giustizia e Politica - Non c’è sviluppo senza legalità", organizzato dal locale Pd nella Cittadella della Cultura, ha cominciato raccontando.
Ha raccontato di come a New York, negli anni ’90, si riuscì a far calare il numero di crimini. Facendo leva su un semplice assunto: "l’illegalità è figlia del disordine". Quindi, prima di rincorrere i delinquenti nella metropolitana, si cominciò a controllare l’abusivismo sui mezzi pubblici.
Generalizzando: "Un posto in cui le regole funzionano - ha detto Carofiglio - attirano finanziamenti, perché rispetto delle regole ed efficienza sono la chiave dello sviluppo sostenibile".
Di qui al Partito democratico il passo è breve per lo scrittore: "In passato avrei rifiutato la candidatura, - ha confessato - ora l’ho accettata subito, perché ho l’impressione di prendere parte ad un grande cambiamento e ad un’avventura collettiva. Il Partito democratico, infatti, è un’esperienza politica che non ha pari nel mondo".
Su magistratura, lavoro e politica le risposte di Carofiglio alle domande del pubblico. La magistratura è una casta? - gli chiedono. "Non mi sembra giusto definirla così; la giustizia disciplinare della magistratura è quella che colpisce di più, anche se credo che l’intervento debba essere sempre più penetrante" - risponde con l’esperienza del magistrato. Mentre, come futuro politico spiega: "Ci sono riforme a costo zero, che si possono effettuare per migliorare il nostro sistema". Qualche esempio? Nel diritto penale, l’abolizione del processo in contumacia, causa di spese inutili, con la sospensione della prescrizione del reato. Nel diritto del lavoro, una modifica allo Statuto dei lavoratori per garantire l’intervento preventivo del sindacato a maggiore tutela contro gli infortuni. E a chi critica le scelte del Pd, risponde: "Perché non si può mettere insieme l’operaio e l’imprenditore? C’è conflitto sì, ma la politica è la composizione del conflitto".
Intorno al candidato barese, al tavolo dei relatori, i rappresentanti locali del Pd: il segretario Davide Bellini, il consigliere comunale Franco Catapano e il consigliere regionale Paolo Costantino. Che hanno declinato il binomio legalità - politica su esempi concreti della vita cittadina, denunciando un "deficit di legalità che ci interessa direttamente" (Catapano) e una "eclissi della responsabilità" (Costantino). E segnando una via alternativa: "La legalità - ha detto Bellini - è prerogativa del Pd".
E per chi proprio non fosse appassionato alla politica, Carofiglio ha richiamato le parole di Gramsci: "L’indifferenza - ha detto - è la materia bruta che strozza l’intelligenza e la democrazia".
» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Anna Lisa Carrera

mercoledì 27 febbraio 2008

Pd, a Laterza emergono le prime divisioni. Le critiche dell’area socialista

Il Partito democratico di Laterza nasce «fra innumerevoli ambiguità»: lo scrivono in una nota-stampa Antonio Losito, Franco D’Anzi e Francesco Bruno, componenti di area socialista del neonato coordinamento del Pd laertino.
In discussione i metodi sbrigativi adottati per la elezione di Davide Bellini a coordinatore del circolo cittadino, e le modalità seguite per il voto: a partecipare, sostengono i “Riformisti per Veltroni” sono stati in 28 e non, come da regolamento, i 20 componenti il coordinamento (dieci donne e dieci uomini).
ll comunicato ufficiale dello stesso coordinamento, consegnato alla stampa nei giorni scorsi, riportava, per la verità, altre cifre. Davide Filippo Bellini, 29 anni, ingegnere delle telecomunicazioni, sarebbe stato eletto infatti primo segretario del «partito nuovo» laertino, a larghissima maggioranza, quasi all’unanimità: 29 voti favorevoli e 3 astensioni. Ma i «Riformisti per Veltroni» non ci stanno e stigmatizzano anche la proposta della candidatura di Bellini, a loro giudizio avanzata nel corso del dibattito «a tempo di record» e «senza senza affrontare un minimo di discussione interna, politica, culturale, civile, fra i partecipanti che per la prima volta si incontravano».
Per Losito, D’Anzi e Bruno, «l'elezione di Davide Bellini era stata praticamente segnata ». «A noi - scrivono - non restava che arroccarci sulla linea della denuncia e della protesta».
Il gruppo socialista avrebbe quindi chiesto la verifica del numero dei votanti, e il presidente- garante Franco Catapano chiariva «che potevano votare tutti, cioè le 28 persone presenti».
Così, sostengono i tre componenti del Pd, si è votato ugualmente, in difformità con quanto previsto in merito dallo statuto e «contro la volontà del gruppo riformista-laico-socialista per Veltroni e per Emiliano che si è astenuto dalla votazione». Insomma, per i tre rappresentanti Riformisti del Pd laertino, il presidente Catapano non avrebbe “garantito” tutti «i partiti che hanno contribuito alla costituzione del Partito democratico il 14 ottobre».

venerdì 22 febbraio 2008

Segreteria Pd, sono ore decisive i veltroniani: si discuta tutto in assemblea

L’accordo sulla segreteria del Pd va discusso (e votato) nella sede sovrana: l’assemblea provinciale del partito (in programma domani). Un dibattito serio, aperto, che certifichi anzitutto la sovranità dell’assise rispetto alle decisioni prese da comitati ristretti ed esecutivi.

E poi un programma condiviso da tutte le componenti del Partito democratico che abbia il crisma del rinnovamento imposto da Veltroni. Su questi i punti la lista «Con Veltroni. Innovazione, ambiente, agricoltura» si confronta stamane con il vicesegretario

regionale Michele Mazzarano. I rappresentanti della componente (da Luigi Conte a Salvatore De Felice, da Franco Catapano a Pino Mellone ad Alfonso Musci) non fanno una questione di nomi. La loro posizione critica non contrasta con le scelte (il ticket Pentassuglia-Santoro alla segreteria provinciale, Teresa Chiatante alla segreteria cittadina, Dante Capriulo capogruppo

al Comune di Taranto), ma con il metodo.

Ieri lo hanno ribadito in una riunione, parlando apertamente di schema da «Prima Repubblica» totalmente da riscrivere. In sintonia con i veltroniani il sindaco di Palagiano Rocco Ressa: «Sono fortemente critico con questo modo di fare che anziché favorire la collegialità delle scelte e la costruzione di un soggetto politico nuovo ed unitario, continua a privilegiare una gestione dirigistica delle scelte che ritengo dovrebbe spettare all’assemblea e alla base».

Più complessa, infine, la posizione nella galassia socialista.

Ennio Pascarella e Lino De Guido avrebbero raggiunto un accordo con i «big» del partito. Al primo spetterebbe la presidenza provinciale anche se voci dell’ultim’ora parla di una candidatura del presidente dell’Ordine dei medici Mimmo Nume incoraggiata dal consigliere regionale Pelillo; al secondo la vicesegreteria cittadina. Resta scettico, invece, Gaetano Carrozzo che riunisce oggi il suo gruppo. Il suo più che un orientamento è un auspicio: no all’accordo pattizio; sì alla riflessione critica e al rinnovamento.

mercoledì 13 febbraio 2008

Le acrobazie politiche di Franco Catapano

Incredibile in poche settimane è cambiato tutto.

La scelta del Pd di andare da solo ha scompaginato il quadro politico italiano costringendo tutti a cambiare. Al di là dei tanti che hanno dovuto farlo per “legittima difesa” o per istinto di sopravvivenza, dopo aver goduto nella dittatura delle minoranze, appare invece singolare la posizione di Berlusconi che da “martello è diventato incudine”.

Nel giro di qualche giorno si è improvvisato difensore e affannosamente cerca di rincorrere Veltroni. Ha accelerato mettendo insieme un’unica lista con FI e AN, ma non potrà impedire che si dica che lo fa per imitare e rincorrere il PD.

Il partito, la coalizione, il movimento (non si è capito ancora che cosa è) del “Popolo delle libertà” presenta alcuni limiti evidenti. Esso risponde più da una strategia elettorale frettolosa che non ad una sintesi efficace delle diverse culture e dei diversi valori che caratterizzano i partiti di origine. Prima o poi le differenze sostanziali tra le anime liberalpopulista e quella nazionale verranno fuori in modo stridente e causeranno il parapiglia e la separazione. Immaginate per un attimo l’incompatibilità organizzativa, da una parte la struttura leggera del partito del cavaliere e dall’altra quella militante di AN. Come farà AN ad accettare che il nuovo partito sia un dominio assoluto di Berlusconi? Dovrà rinunciare ad avere organi direttivi, congressi, meccanismi di scelta che FI non ha mai avuto o che sono stati sempre soggetti alle decisioni insindacabili di ultima istanza del leader.

Insomma le acrobazie politiche di Berlusconi rischiano di aggrovigliare l’identità e la politica dei partiti di centrodestra. Vedremo se gli italiani sono così disattenti da non capire l’ennesimo “trucco” del cavaliere.

Nel frattempo vorrei segnalare che Veltroni ha già ottenuto alcuni risultati: 1) l’immagine del Pd è cambiata e sembra definitivamente archiviata la stagione delle divisioni e dei litigi; 2) si è aperta la strada per un’effettiva ristrutturazione del sistema politico dopo 15 anni di transizione; 3) ha costretto il centrodestra a stare sulla difensiva e 4) Veltroni ha conquistato il centro del dibattito politico, recuperando nei sondaggi e diventando il premier più gradito dagli italiani.
Scusate se è poco……

Franco Catapano