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sabato 29 settembre 2012
Consiglio Comunale fra riequilibrio di bilancio e piano di alienazioni
"Solidarietà ai lavoratori dell'Ilva, nella speranza che si riesca in breve tempo a trovare una soluzione che coniughi nel migliore dei modi diritto al lavoro e diritto alla salute". Comincia così il Consiglio Comunale di ieri 28 settembre, con le parole del Sindaco che annuncia anche un Consiglio monotematico sul caso Ilva nelle prossime settimane. Poi si è entrati nel vivo della discussione, incentrata su regolamento SUAP Piano di alienazioni e riequilibrio di bilancio. Confermato dunque all'unanimità lo spostamento dello Sportello Unico delle attività produttive da Altamura a Laterza e approvato il regolamento comunale per l'organizzazione ed il funzionamento dello stesso. Qualche schermaglia fra maggioranza e opposizione, invece, sul piano di alienazioni e sul riequilibrio di bilancio. Quest'ultimo resosi necessario a causa di nuovi tagli comunicati i primi giorni di settembre dal Governo Monti a tutte le amministrazioni comunali, costringerà l'amministrazione ad attingere dal Fondo di Riserva per non aumentare i costi di tasse e servizi. In chiusura alcune comunicazioni relativi a Lavori Pubblici di prossimo avvio: proseguono gli interventi su manutenzione e efficientamento degli edifici scolastici, con l'apertura a breve di due nuovi cantieri presso la scuola materna San Francesco e la scuola media Michelangelo; buone notizie anche per la scuola Diaz che dovrebbe essere destinataria di un finanziamento di circa 900mila euro per l'efficientamento energetico e l'ammodernamento della struttura. Buone notizie anche per i lavori riguardanti il ponte Selva San Vito, per il quale è stata completata la progettazione e nei prossimi giorni è prevista una conferenza di servizi con Enel, Telecom e AQP per individuare anche la mappatura delle utenze. Ultime battute dedicate alla prossima costruzione di una nuova strada (Via Raffaello Sanzio) che costeggerà il Santuario Mater Domini consentendo di dirottare parte del traffico pesante che ad oggi attraversa il centro urbano.
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martedì 28 luglio 2009
Approvato in aula anche il bilancio 2008

E’ passato anche il rendiconto dell’esercizio finanziario 2008 nelle fasi concitate e frenetiche che, nel torrido pomeriggio di venerdì scorso, hanno preceduto il rinvio al prossimo 31 luglio degli ultimi cinque punti della seduta consiliare segnata dallo scontro fra maggioranza e opposizione sulle modifiche da apportare allo statuto comunale.
Dopo l’ennesimo abbandono dell’aula da parte della minoranza, e prima della richiesta di rinvio formalizzata dal sindaco Giuseppe Cristella, gli undici consiglieri di maggioranza rimasti in aula hanno infatti approvato quattro dei dieci punti rimanenti. Fra questi, appunto, sfuggito anche al cronista, pure il rendiconto per l’esercizio 2008 con i relativi allegati. Le operazioni di voto, espletate nel volgere di pochissimi minuti, senza dibattito, hanno colto di sorpresa, insieme al pubblico presente, gli stessi addetti ai lavori: tutti ancora intenti a metabolizzare, forse, i colpi di scena innescati dalla discussione sulle modifiche allo statuto comunale proposte dalla maggioranza.
Discussione che, condizionata da una “pre giudiziale” argomentata in merito dai consiglieri di minoranza e ignorata dalla maggioranza, aveva poi determinato una serie di prese di posizione e di fraintendimenti: abbandono dell’aula dell’opposizione, momentanea sospensione dei lavori, assenza del presidente del consiglio Franco Frigiola al ritorno in aula, dubbi e contrattempi procedurali a seguire, abbandono definitivo dei rappresentanti di minoranza (nel frattempo rientrati due volte). Fasi concitate, si diceva: la maggioranza di centrodestra, prima del rinvio chiesto e ottenuto dal sindaco Cristella, approvava da sola, in successione, insieme alla comunicazione relativa a due prelievi dal fondo di riserva del bilancio 2009, al differimento del termine di scadenza della prima rata di Ici e Tarsu e a alla variazione numero 2 al bilancio 2009, anche il consuntivo 2008.
Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
martedì 7 aprile 2009
Un futuro quieto e pulito
Giunta al gran completo ieri nella Cittadella della cultura per presentare alla città, attraverso i media, il futuro in cammino. Il sindaco Giuseppe Cristella esordisce dicendo che il bilancio non è un libro dei segni, di fanfaniana memoria, a condizione che tutti si concorra a realizzarlo. Lo definisce Bilancio di sviluppo e mette subito in evidenza che Laterza è il solo paese in provincia di Taranto a non aver aumentato le tasse. Anche Ginosa non ha aumentato tasse, ma Ginosa, dice Cristella è molto ricca, ed ha anche un po' della ricchezza laertina, perché sono molti i laertini che hanno casa a Marina di Ginosa e l'Ici per la seconda casa la pagano a Ginosa.Altra caratteristica della quale gli amministratori menano vanto è che sono stati fra i primi a a coprire di pannelli fotovoltaici i tetti degli edifici pubblici, ed ora, die l'assessore al Bilancio, Vito Minei, non solo non paghiamo più bollette elettriche, ma con l'energia venduta ci paghiamo anche le rate del leasing dei pannelli, che fra tre anni saranno tutti comunali.In polemica con la Regione, Cristella, lamenta che in altre regioni le torri eoliche, per l'energia alternativa, sono in numero crescente, mentre da noi non ne sorgono proprio. Ma sono indispensabili se si vuol respingere il nucleare come fonte energetica. E Cristella ricorda d'essere andato a Scanzano, insieme con le sinistre anche estreme, a manifestare contro il sito delle scorie nucleari.Altro argomento portante è il riavvio della Casa famiglia, è stata firmata la convenzione con don Michele Quaranta per gli ultimi adempimenti. Gli anziani sono il vero problema sociale di domani, e si è già in ritardo nel creare le idonee strutture d'accoglienza.Assistenza agli anziani ed energie pulitie, come dire un futuro solidale, quieto e pulito.Fra gli altri assessori, Minei ha spiegato che il bilancio comunale è di 6,5 milioni di euro, e si regge con un po' di tasse e con le rimesse dello Stato, scarso essendo il patrimonio comunale, che si sta cercando di valorizzare o alienare.Il vicesindaco Leonardo Pugliese ha messo in evidenza che Laterza ha speso tutti i fondi europei e avbrebbe potuto spendere i residui degli altri comuni se la burocrazia regionale fosse stata più partecipe.
Nicola Saccomanni, Servizi sociali, ha messo in risalto come Laterza appartenga al Piano di zona che ha avuto tutte le premialità regionali, per essere stata solerte negli adempimenti e che Laterza è in vantaggio nel dotarsi di un Centro diurno per disabili che sarà aperto 24 ore su 24.Licia Catucci, Ambiente e Cultura, dice che sta seguendo da vicino l'Ato nell'operazione della differenziata e come Comune si preoccuperà di più delle periferie. La Catucci ha lamentato che i tagli si sono abbattuti sulla Cultura e si è detta speranzosa di salvare la crescita culturale del paese.Agostino Perrone, Attività produttive, ha detto che il Pip è arrivato a 40 richieste, anzi oltre perché per i sei lotti disponibili sono arrivate 14 richieste.
Infine l'assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Colacicco ha lasciato una lunga lista di opere fra le quali l'edilizia scolastica, e una preoccupazione che si vada in sovrapproduzione, perché il Pug aveva previsto per Laterza al 2008 una popolazione superiore ai 17 mila abitanti, invece si è a 15 mila, quindi si ha l'0k per un tot appartamenti, però la domanda, specialmente in tempo di crisi, potrebbe essere insufficiente.
Appuntamenti, per raccogliere un po' del lavoro fatto, in aprile per ammirare la chiesetta rupestre Madonna della Grazi, con gli affreschi recuperati e per l'agibilità di sette stanze del castello marchesale.
Corriere del Giorno - Michele Cristella
lunedì 6 aprile 2009
Scintille in Radio

Ieri, domenica delle palme, si è tenuto un interessante dibattito e confronto tra l'assessore alla programmazione economica Vito Minei e Franco Catapano. La trasmissione, il verso giusto, condotta da Fabio tenta di approfondire i temi della politica laertina senza risparmiare critiche a coloro i quali utilizzano la politica e la comunità per raggiungere obiettivi personali a scapito di quelli generali.
La trasmissione di ieri, che abbiamo, opportunamente suddiviso in 3 parti, è stata particolarmente animata e "cruda".
Nel lato affianco trovere il link per riascoltare l'intera puntata.
Nella prima parte ascolterete le motivazioni del decadimento della politica laertina che sempre più si allontana dai cittadini.
La seconda parte è dedicata alla primarie del Pd e all'obbedienza del Pdl.
Nella terza parte invece troverete spunti di riflessione sul bilancio e la situazione economica a Laterza, con un focus sulle pale eoliche.
Buon Ascolto, saremmo lieti di ricevere i vostri commenti e riflessioni, se sono firmati ci renderete felici ed orgogliosi di essere laertini.
Coraggio non abbiate paura.
giovedì 2 ottobre 2008
Il riequilibrio di Bilancio
LATERZA - Il riequilibrio di Bilancio passa a maggioranza, non senza ombre sul futuro.
Nel Consiglio di lunedì sera la manovra disegnata dall'assessore la Bilancio, Vito Minei, per un totale di 350mila euro tra uscite e applicazione dell'avanzo di amministrazione ha ottenuto, come previsto, il via libera dai banchi di maggioranza
di centrodestra. E, altrettanto scontato, è stato il “no” della minoranza di centrosinistra, caratterizzata da qualche sfumatura. Sui primi due debiti fuori bilancio, infatti, la minoranza è uscita dall'aula (meno il consigliere Bruno) perchè li ha ritenuti «viziati da cattiva amministrazione», come ha sentenziato Franco Catapano (Pd); “no” compatto, invece, sul nodo più delicato: il ristoro, 427mila euro, dovuto alla discarica Cisa di Massafra per via della sentenzia del Consiglio di Stato che ha ritoccato la tariffa di smaltimento dei rifiuti da 65 a 83,73 euro a tonnellata. Un conto piuttosto “salato”. «Col nostro voto contrario - ha detto Catapano - perchè il Comune è stato negligente, sia nel contenzioso che ha visto l'Ato soccombre contro la Cisa, sia nel non aver accantonato prima le somme necessarie a coprire il debito». Con una postilla: «Si tratta di 140mila euro per tre anni, senza contare l'aumento corrente della tariffa valutabile in 70-80mila euro annui. C'è il serio rischio - è l'idea di Catapano - che i laertini debbano pagare più tasse, a cominciare proprio dalla Tarsu, nonostante la maggioranza continui ad affermare che siamo un comune virtuoso e con tasse inferiori agli altri municipi ionici».
di centrodestra. E, altrettanto scontato, è stato il “no” della minoranza di centrosinistra, caratterizzata da qualche sfumatura. Sui primi due debiti fuori bilancio, infatti, la minoranza è uscita dall'aula (meno il consigliere Bruno) perchè li ha ritenuti «viziati da cattiva amministrazione», come ha sentenziato Franco Catapano (Pd); “no” compatto, invece, sul nodo più delicato: il ristoro, 427mila euro, dovuto alla discarica Cisa di Massafra per via della sentenzia del Consiglio di Stato che ha ritoccato la tariffa di smaltimento dei rifiuti da 65 a 83,73 euro a tonnellata. Un conto piuttosto “salato”. «Col nostro voto contrario - ha detto Catapano - perchè il Comune è stato negligente, sia nel contenzioso che ha visto l'Ato soccombre contro la Cisa, sia nel non aver accantonato prima le somme necessarie a coprire il debito». Con una postilla: «Si tratta di 140mila euro per tre anni, senza contare l'aumento corrente della tariffa valutabile in 70-80mila euro annui. C'è il serio rischio - è l'idea di Catapano - che i laertini debbano pagare più tasse, a cominciare proprio dalla Tarsu, nonostante la maggioranza continui ad affermare che siamo un comune virtuoso e con tasse inferiori agli altri municipi ionici».Di parere opposto l'assessore Minei, che assicura: «Già quest'anno stiamo pagando l'aumento della tariffa, il cui arretrato va dal luglio 2004 ad oggi. Indicativamente posso dire che non ci dovrebbero essere aumenti della Tarsu per il 2009». Come fare per esserne certi anche per il futuro è l'obiettivo ambizioso da perseguire: «Se cresce la raccolta differenziata - è la ricetta di Minei - si eviteranno aumenti. La tendenza è questa, anche per evitare di incappare nell'ecotassa regionale. Noi siamo al 15% (la Regione ha fissato il traguardo al 55% per il 2010, ndr.) e non siamo certo tra gli ultimi, ma bisogna insistere ancora se vogliamo risparmiare e vivere meglio».
La maggioranza, poi, ha approvato le modifiche al regolamento comunale per la riscossione dei tributi (spazi ed aree pubbliche, pubblicità e pubbliche affissioni e Ici); mentre su proposta dell'opposizione è stato rinviato il punto relativo all'alienazione dell'area comunale in contrada Vurgani. Continua, infine, lo scontro dialettico in piazza sul caso Progeva: dopo l'Operazione verità del Pdl, domenica prossima toccherà al Pd raccontare la “Puzza della politica”.
M. D'Onofrio - corriere del giorno
martedì 29 luglio 2008
I numeri al lotto
Non è la prima volta e nemmeno l'ultima che mio malgrado sono costretto ad intervenire sulle vicende del bilancio comunale. Ritengo perciò doveroso chiarire alcune questioni tecniche e veritiere.
Per il 2008 Laterza non ha diritto a partecipare all'incremento del gettito sulla compartecipazione comunale dell'Irpef come potete verificare direttamente sul sito del ministero degli interni al seguente indirizzo:
www.finanzalocale.interno.it/ser/compartecipazione/2008/tabreg.html
Noterete che Laterza è uno dei 50 comuni pugliesi (su un totale di 258 comuni) che nel 2006 non ha rispettato il patto di stabilità e pertanto non ha potuto partecipare alla suddivisione dei fondi (51milioni di euro) destinati alla Puglia e riferiti all'IRPEF del 2006. Mentre gli altri comuni per esempio: MASSAFRA: euro 69.639,65; GINOSA: euro 45.988,28; CASTELLANETA: euro 23.350,37; PALAGIANO: euro 36.168,06 hanno partecipato alla ripartizione.
Nel 2007 la maggioranza di centrodestra decise, per rientrare nel patto di stabilità, di aumentare iniquamente le tasse dei laertini (Tarsu e addizionale Irpef), in particolare aumentò al massimo l'addizionale IRPEF dal 2 al 8 per mille. Laterza divenne perciò uno dei comuni più tassati della provincia di Taranto e della Puglia (in Italia solo 460 comuni su 8.101 aumentarono l'Irpef al massimo).
Per il 2008 Laterza non ha diritto a partecipare all'incremento del gettito sulla compartecipazione comunale dell'Irpef come potete verificare direttamente sul sito del ministero degli interni al seguente indirizzo:
www.finanzalocale.interno.it/ser/compartecipazione/2008/tabreg.html
Noterete che Laterza è uno dei 50 comuni pugliesi (su un totale di 258 comuni) che nel 2006 non ha rispettato il patto di stabilità e pertanto non ha potuto partecipare alla suddivisione dei fondi (51milioni di euro) destinati alla Puglia e riferiti all'IRPEF del 2006. Mentre gli altri comuni per esempio: MASSAFRA: euro 69.639,65; GINOSA: euro 45.988,28; CASTELLANETA: euro 23.350,37; PALAGIANO: euro 36.168,06 hanno partecipato alla ripartizione.
Nel 2007 la maggioranza di centrodestra decise, per rientrare nel patto di stabilità, di aumentare iniquamente le tasse dei laertini (Tarsu e addizionale Irpef), in particolare aumentò al massimo l'addizionale IRPEF dal 2 al 8 per mille. Laterza divenne perciò uno dei comuni più tassati della provincia di Taranto e della Puglia (in Italia solo 460 comuni su 8.101 aumentarono l'Irpef al massimo).
I dati trionfalistici (di Minei e del sindaco) si riferiscono ad uno studio e delle proiezioni che riguardano la manovra finanziaria 2008 ed i bilanci di previsione comunali per il 2009. Naturalmente le proiezioni non tengono conto di quello che potrà accadere con la prossima finanziaria (ridimensionamento dell'ICI e blocco delle aliquote) e "la variabile Tremonti" così come si evince leggendo il rapporto. Inoltre i 77.000 euro di premialità, citati nelle note stampe, sono strettamente legati al gettito dell'Irpef (ovvero rischiamo di prendere di più perchè già paghiamo di più).
Il resto è propaganda, tra l'altro di bassa "lega".
Franco Catapano - Pd Laterza
lunedì 28 luglio 2008
Laterza tra i comuni virtuosi
Patto di stabilità rispettato, saldo di competenza misto positivo (somma algebrica del saldo di parte corrente di competenza e del saldo in conto capitale di cassa): virtuoso e premiato, il Comune di Laterza potrà disporre nel prossimo bilancio di 77mila euro in più, pari al 20% del saldo di competenza misto di cui si parla, che risulta di 385mila euro: 5,12 euro per ogni laertino. Una buona fetta di torta, appunto, rafforza l'assessore forzista. Soprattutto se rapportata alla drastica cura dimagrante a cui saranno sottoposti i comuni virtuosi a metà (patto rispettato, saldo di competenza mista negativo: dovranno migliorarlo del 54%), e, di più, quelli non virtuosi (patto sforato: il saldo va migliorato del 60%).
«Ho sempre detto che il patto di stabilità è, grosso modo, la taglia giusta che l'ente è chiamato a vestire: noi ci stiamo dentro, e anche comodamente» spiega Minei. La ricetta: «Abbiamo saputo coniugare sviluppo e rigore: una virtuosità non di poco conto, considerando i trasferimenti sempre più stringati e il periodo di crisi che si vive» aggiunge l'assessore. Che snocciola altri dati: dei 2070 comuni con più di cinquemila abitanti soggetti a patto, i "virtuosi" sono circa 1400. «Laterza è a metà classifica, e non è davvero poco» precisa Vito Minei.
Andando oltre: «Ad ogni dato in più che si aggiunge in questo vitale e delicato settore - osserva - abbiamo conferma della sana gestione, dell'oculatezza e della grande attenzione da noi riservata all'esercizio di bilancio». Insomma: «Non procediamo con gli occhi bendati - chiarisce Minei -, dipendiamo in misura sempre minore dagli avvicendamenti dei governi nazionali, a conferma dell'oculata attività istituzionale a cui si accennava prima».
Due anni finanziari fa, il "patto" fu sforato di circa trecentomila euro? «E' una prova in più a sostegno del fatto che non operiamo a occhi chiusi - spiega Minei -; allora il patto non fu rispettato per scelta, anche perché non erano previste sanzioni: diciamo che abbiamo saputo sfruttare un'opportunità, e molti fra i comuni che non l'hanno fatto, magari rispettando il patto, si trovano oggi nell'elenco dei non virtuosi, con le conseguenze che sappiamo ». Una riflessione, questa, che sta facendo discutere, anche animatamente, in merito alla "linearità" dei criteri di virtuosità stabiliti dalla Finanziaria 2009. Manovra da molti sindaci ritenuta, sull'argomento in questione, «contraddittoria e vessatoria, due volte ingiusta». L'assessore Minei si tiene comunque stretta la sua pagella virtuosa. E la fetta di torta: «Due anni fa era fittizia, oggi è reale» pregusta. Mentre il sindaco Giuseppe Cristella, di passaggio nella sala del gonfalone, commenta: «Competenza e trasparenza, il resto lasciamolo ai bar».
«Ho sempre detto che il patto di stabilità è, grosso modo, la taglia giusta che l'ente è chiamato a vestire: noi ci stiamo dentro, e anche comodamente» spiega Minei. La ricetta: «Abbiamo saputo coniugare sviluppo e rigore: una virtuosità non di poco conto, considerando i trasferimenti sempre più stringati e il periodo di crisi che si vive» aggiunge l'assessore. Che snocciola altri dati: dei 2070 comuni con più di cinquemila abitanti soggetti a patto, i "virtuosi" sono circa 1400. «Laterza è a metà classifica, e non è davvero poco» precisa Vito Minei.
Andando oltre: «Ad ogni dato in più che si aggiunge in questo vitale e delicato settore - osserva - abbiamo conferma della sana gestione, dell'oculatezza e della grande attenzione da noi riservata all'esercizio di bilancio». Insomma: «Non procediamo con gli occhi bendati - chiarisce Minei -, dipendiamo in misura sempre minore dagli avvicendamenti dei governi nazionali, a conferma dell'oculata attività istituzionale a cui si accennava prima».
Due anni finanziari fa, il "patto" fu sforato di circa trecentomila euro? «E' una prova in più a sostegno del fatto che non operiamo a occhi chiusi - spiega Minei -; allora il patto non fu rispettato per scelta, anche perché non erano previste sanzioni: diciamo che abbiamo saputo sfruttare un'opportunità, e molti fra i comuni che non l'hanno fatto, magari rispettando il patto, si trovano oggi nell'elenco dei non virtuosi, con le conseguenze che sappiamo ». Una riflessione, questa, che sta facendo discutere, anche animatamente, in merito alla "linearità" dei criteri di virtuosità stabiliti dalla Finanziaria 2009. Manovra da molti sindaci ritenuta, sull'argomento in questione, «contraddittoria e vessatoria, due volte ingiusta». L'assessore Minei si tiene comunque stretta la sua pagella virtuosa. E la fetta di torta: «Due anni fa era fittizia, oggi è reale» pregusta. Mentre il sindaco Giuseppe Cristella, di passaggio nella sala del gonfalone, commenta: «Competenza e trasparenza, il resto lasciamolo ai bar».
Francesco Romano - Gazzetta del mezzogiorno
mercoledì 16 luglio 2008
Comune in contanti, il 2007 si è chiuso con un avanzo di 300 milioni di euro
Dalla relazione dell’assessore Minei, sembra che il Comune di Laterza navighi in buone acque, risulta infatti dalla relazione del rendiconto della gestione finanziaria per l’anno 2007 che non solo buona parte degli obiettivi previsti nel bilancio previsionale sono stati raggiunti, ma risulta esserci un avanzo di amministrazione pari a circa 300.000.000 €, cifra sicuramente ingente se consideriamo i tagli effettuati dalle ultime finanziarie a tutti i comuni e se consideriamo anche che il Comune di Laterza è restato nei limiti del patto di stabilità.
Argomento scottante del Consiglio è stato, invece, l’approvazione del regolamento sulle forme di consultazione popolare.
Nelle previsioni dibattito tranquillo, si è rivelato poi essere oggetto di un’accesa discussione tra maggioranza e opposizione.
Già rimandato diverse volte in sede di consiglio, la maggioranza si batteva per non vanificare mesi di lavoro di tecnici e funzionari, l’opposizione invece voleva che fosse ancora rimandato per essere corretto in alcuni suoi articoli che vedevano come ricevente delle richieste popolari e presidente dell’assemblea il sindaco e non il presidente del consiglio a loro dire più idoneo a riceverle, nonostante il sindaco è rappresentate di tutta la comunità che lo ha eletto democraticamente e direttamente al contrario del presidente del consiglio.
Discussa anche l’alienazione dell’area comunale in Sierro Lapillo, il cui ricavato, nei progetti dell’amministrazione verrà impiegato per la sistemazione del vecchio campo sportivo che investito dalla ristrutturazione dovrebbe divenire punto di ritrovo per bambini, giovani e meno giovani.
Il progetto prevede infatti una riduzione del campo da calcio nei limiti minimi per l’omologazione, il resto dell’area, invece, ospiterà gli spogliatoi e verrà adibita ad un piccolo parco giochi con giostrine in legno per bambini.
Favorevoli a questo progetto anche le associazioni sportive, già interpellate e messe a conoscenza dal sindaco delle progettualità per l’area in oggetto. Eletto, inoltre, il consigliere Cirielli come rappresentante di minoranza in seno all’organo della comunità montana murgia tarantina in sostituzione del consigliere comunale Caldalaro Lorenzo dimissionario, ed eletti come componenti di minoranza i consiglieri Bruno e Serafini nelle commissioni consiliari, sempre in sostituzione del consigliere comunale Caldaralo Lorenzo dimissionario.
Argomento scottante del Consiglio è stato, invece, l’approvazione del regolamento sulle forme di consultazione popolare.
Nelle previsioni dibattito tranquillo, si è rivelato poi essere oggetto di un’accesa discussione tra maggioranza e opposizione.
Già rimandato diverse volte in sede di consiglio, la maggioranza si batteva per non vanificare mesi di lavoro di tecnici e funzionari, l’opposizione invece voleva che fosse ancora rimandato per essere corretto in alcuni suoi articoli che vedevano come ricevente delle richieste popolari e presidente dell’assemblea il sindaco e non il presidente del consiglio a loro dire più idoneo a riceverle, nonostante il sindaco è rappresentate di tutta la comunità che lo ha eletto democraticamente e direttamente al contrario del presidente del consiglio.
Discussa anche l’alienazione dell’area comunale in Sierro Lapillo, il cui ricavato, nei progetti dell’amministrazione verrà impiegato per la sistemazione del vecchio campo sportivo che investito dalla ristrutturazione dovrebbe divenire punto di ritrovo per bambini, giovani e meno giovani.
Il progetto prevede infatti una riduzione del campo da calcio nei limiti minimi per l’omologazione, il resto dell’area, invece, ospiterà gli spogliatoi e verrà adibita ad un piccolo parco giochi con giostrine in legno per bambini.
Favorevoli a questo progetto anche le associazioni sportive, già interpellate e messe a conoscenza dal sindaco delle progettualità per l’area in oggetto. Eletto, inoltre, il consigliere Cirielli come rappresentante di minoranza in seno all’organo della comunità montana murgia tarantina in sostituzione del consigliere comunale Caldalaro Lorenzo dimissionario, ed eletti come componenti di minoranza i consiglieri Bruno e Serafini nelle commissioni consiliari, sempre in sostituzione del consigliere comunale Caldaralo Lorenzo dimissionario.
Corriere del Giorno - 15 luglio 2008
sabato 12 luglio 2008
Laterza e i debiti del Comune
La questione dei debiti del nostro comune è una querelle che si ripete ciclicamente (almeno in occasione della discussione dei bilanci di previsione o del rendiconto). Come volevasi dimostrare l'articolo di Romano e alcuni commenti subito dopo il consiglio comunale hanno riacceso l'interesse sui debiti del nostro comune.Tutto ebbe iniziò durante la campagna elettorale di maggio 2006 con il volantino dell'Unione per Laterza dal titolo: "debiti per la storia". Nei diversi comizi le due liste dibattevano le diverse posizioni.
Il centrosinistra affermava che avevamo raggiunto in pochi anni il massimo livello di indebitamento (dagli 8milioni di euro del 2000 ai 15 milioni di euro del 2005) tanto da rinegoziare i mutui e spalmarli in 30anni sino al 2035. Il centrodestra banalizzava la questione debiti, tanto che un futuro assessore si impegnò in un pubblico comizio, nel caso in cui fossero esistiti debiti, a pagarli di tasca sua. Persino il sindaco, subito dopo l'esito elettorale, difronte alla folla stracolma e rumorosa che lo acclamava, affermò solennemente: DEBITI NON CE NE SONO, N O N C E N E S O N O !!! Il video è finito su youtube ed è diventato uno dei tormentoni della rete (potete visualizzarlo qui sopra).
Ultima precisazione e considerazione, l'indice di indebitamento locale pro-capite: misura il rapporto tra i residui legati ai debiti per mutui e la popolazione, dice cioè del debito futuro che graverà sulla popolazione per gli investimenti realizzati. L'indebitamento pesa sulle future generazioni ma anche e soprattutto sulla spesa corrente. Infatti il nostro bilancio è bloccato e lo dimostra anche l'indice di rigidità strutturale che nel 2007 è sceso in modo preoccupante al 25% (il 2006 era al 30%) , significa in sintesi che i mutui e il costo del personale assorbono il 75% dell'intero bilancio.
Durante l'ultimo consiglio comunale ho affermato che il nostro livello di indebitamento è superiore alla media del meridione, infatti la mia considerazione si basava sul dossier pubblicato dal "ilSole24ore" lo scorso 6 luglio 2008 che riportava i debiti e gli indici di indebitamento dei 100 comuni-capoluoghi. Ho estratto e vi riporto da quella classifica gli i indici di indebitamento procapite dei capoluoghi a noi più vicini (Bari 641 - Brindisi 639 - Foggia 936 - Lecce 1.131 - Matera 819 - Laterza 1.018 - Taranto non pervenuto naturalmente). L'unico capoluogo che è sopra il nostro indice è Lecce, ritengo perciò che la mia considerazione, rispetto alle obiezioni dell'assessore Minei, è dimostrabile con questi dati.
Naturalmente in politica anche la matematica è una opinione, per cui ai posteri l'ardua sentenza.
Franco Catapano
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Pd Laterza
martedì 20 maggio 2008
La Cisa pronta a chiudere i cancelli
MASSAFRA - “Non sono più nelle condizioni economiche e finanziarie per reggere il servizio. Non è per volontà che domani chiuderemo i cancelli, ma per difficoltà”. Antonio Albanese, gestore della discarica Cisa di Massafra non ha scelta. Non fa dietro front sulla decisione di bloccare il conferimento dei rifiuti provenienti dai dodici Comuni del versante occidentale (Crispiano, Palagiano, Palagianello, Martina Franca, Mottola, Statte, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Montemesola, Massafra e Taranto).Il tentativo di mediazione mosso dall’Ato convocando per mercoledì 21 un incontro non smuove la Cisa che da domani non accetterà più i rifiuti solidi urbani. Un provvedimento che Albanese sa di non poter prendere perchè, trattandosi di un servizio pubblico, la legge non glielo consente, ma è pronto ad affrontare il giudizio legale. “Sono scoperto con le banche che mi hanno già chiesto i rientri - spiega - non posso più pagare il personale, l’energia elettrica ed altre spese legate all’attività aziendale. Sono quattro anni che aspetto quei soldi senza dei quali rischio il fallimento”.
I soldi di cui parla sono quelli che i Comuni dovranno versare quale differenza tra la tariffa finora applicata (57 euro) e quella stabilita dal commissario ad acta e accolta dal Consiglio di Stato in una recente sentenza (83,73 euro a tonnellata). Quasi il doppio di quello che molti dei Comuni hanno previsto in bilancio. Si pensa ad una rateizzazione, ma quel che interesse Albanese, per ora, è il pagamento di quelle somme che partono dal 2004 (la sentenza è retroattiva). “Non sono stato io a determinare l’emergenza - commenta - bensì chi avrebbe dovuto valutare la proposta di tariffa che presentai il 16 febbraio 2004. Per due anni l’Ato non è riuscita a riunirsi per risolvere questa questione ed oggi paghiamo tutti le conseguenze”. Il blocco dei conferimenti lascia temere il peggio perché la provincia ionica potrebbe trasformarsi in una seconda Napoli, con rifiuti accatastati sui marciapiedi. Difficile pensare che in poche ore la situazione possa cambiare.
I soldi di cui parla sono quelli che i Comuni dovranno versare quale differenza tra la tariffa finora applicata (57 euro) e quella stabilita dal commissario ad acta e accolta dal Consiglio di Stato in una recente sentenza (83,73 euro a tonnellata). Quasi il doppio di quello che molti dei Comuni hanno previsto in bilancio. Si pensa ad una rateizzazione, ma quel che interesse Albanese, per ora, è il pagamento di quelle somme che partono dal 2004 (la sentenza è retroattiva). “Non sono stato io a determinare l’emergenza - commenta - bensì chi avrebbe dovuto valutare la proposta di tariffa che presentai il 16 febbraio 2004. Per due anni l’Ato non è riuscita a riunirsi per risolvere questa questione ed oggi paghiamo tutti le conseguenze”. Il blocco dei conferimenti lascia temere il peggio perché la provincia ionica potrebbe trasformarsi in una seconda Napoli, con rifiuti accatastati sui marciapiedi. Difficile pensare che in poche ore la situazione possa cambiare.
Taranto Sera 19/05/2008 M.D.B.
Tariffa smaltimento rifiuti, la posizione del Pd
La consulta dei segretari, dei consiglieri comunali e dei capigruppo consiliari del Partito Democratico, dei Comuni dell’ex collegio elettorale n.18, chiede un incontro urgente con gli assessori provinciale e regionale all’Ambiente, per analizzare insieme la questione rifiuti nel Bacino Ta/1, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, che ha fissato il prezzo del conferimento dei rifiuti nell’impianto di produzione di cdr di Massafra, gestito dalla Cisa Spa, a 83,73 euro. L'obiettivo dell’incontro con Provincia e Regione è quello di individuare un piano strategico, per tentare di trovare una soluzione comune, affinché che gli effetti della sentenza possano ripercuotersi fortemente sui cittadini. È quanto deciso dagli uomini del Pd, nel corso della riunione tenutasi nei giorni scorsi a Castellaneta, al termine di un’accurata analisi politica. Tutti d’accordo di fronte all’ipotesi di fallimento della strategia fin qui seguita dagli uomini del centrodestra.«Siamo del parere - afferma Vito Miccolis, il segretario della sezione massafrese del Pd - che il centrodestra ha fallito. La maggioranza degli uomini presenti all’interno dell’ Ato Ta/1 sono espressione del centrodestra. Con il loro modo di agire hanno prodotto un danno non indifferente ai dodici Comuni che compongono l’ Ato Ta/1 (Martina Franca, Taranto, Statte, Massafra, Castellaneta, Crispiano, Montemesola, Palagiano, Ginosa, Palagianello, Laterza e Mottola). Una sentenza, quella Consiglio di Stato, evitabilissima, se solo avessero avuto maggiore considerazione di fronte all’istanza relativa alla rideterminazione della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica, presentata all’ Autorità di Bacino, dalla Cisa Spa.
L’ Ato Ta/1, presieduto dal sindaco di Massafra Martino Tamburrano, pur essendosi costituito davanti al Tar affianco del Comune di Ginosa, non ha ritenuto opportuno continuarela sua battaglia, nel grado successivo, al Consiglio di Stato. L’Ato Ta/1 -ricorda Miccolis - nel periodo compreso tra luglio 2004 e settembre 2005, non è mai riuscita a riunirsi. Non è possibile inserire per nove volte nell’ordine del giorno il punto riguardante la determinazione di congruità della richiesta avanzata dalla Cisa Spa, senza poter discuterne a causa della costante mancanza del numero legale in aula. Per il bene della collettività - conclude Miccolis - sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte dei componenti dell’Ato.
L’ Ato Ta/1, presieduto dal sindaco di Massafra Martino Tamburrano, pur essendosi costituito davanti al Tar affianco del Comune di Ginosa, non ha ritenuto opportuno continuarela sua battaglia, nel grado successivo, al Consiglio di Stato. L’Ato Ta/1 -ricorda Miccolis - nel periodo compreso tra luglio 2004 e settembre 2005, non è mai riuscita a riunirsi. Non è possibile inserire per nove volte nell’ordine del giorno il punto riguardante la determinazione di congruità della richiesta avanzata dalla Cisa Spa, senza poter discuterne a causa della costante mancanza del numero legale in aula. Per il bene della collettività - conclude Miccolis - sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte dei componenti dell’Ato.
Gazzetta del Mezzogiorno, A.Piccolo
venerdì 25 aprile 2008
Caro rifiuti: «I sindaci sapevano»
MASSAFRA - “I sindaci avrebbero dovuto utilizzare il comportamento di buon padre di famiglia e mettere da parte le somme necessarie ad affrontare la maggiore spesa, perchè l’importo della tariffa era conosciuto dal 2004”. A parlare è Antonio Albanese, gestore della società Cisa Spa e della discarica di bacino di Massafra. Il suo monito è rivolto ai sindaci dei dodici Comuni che conferiscono i rifiuti in quell’impianto pubblico: Castellaneta, Martina, Laterza, Palagiano, Palagianello, Montemesola, Mottola, Crispiano, Statte, Ginosa, Massafra e Taranto. Una recente sentenza del Consiglio di Stato a favore della Cisa ha confermato l’importo della tariffa di smaltimento degli rsu in 83,73 euro a tonnellata, contro i 57 euro pattuiti prima del 2004, ovvero prima della costruzione del nuovo impianto.“Una sentenza poco chiara del Tar - aggiunge Albanese -aveva parzialmente accolto il ricorso del Comune di Ginosa. Ma con questo non significava che la tariffa non sarebbe stata riconosciuta. Alcuni sindaci hanno messo da parte somme del bilancio per affrontare l’eventuale, poi confermata, nuova tariffa. Se poi qualcuno è scellerato perché, con la campagna elettorale, ha preferito non aumentare la Tarsu, allora non è colpa mia”. I sindaci, riuniti nel consorzio Ato Ta/1 stanno cercando ora di fronteggiare questa situazione ed hanno deciso di avanzare istanza di incontro alla Cisa per verificare la possibilità di rateizzare le somme da versare, fin dal 2004, per la differenza tra la vecchia e la nuova tariffa. “Non ho alcun problema ad incontrarli - fa già sapere Albanese - la nostra società si è sempre dimostrata disponibile. Non vogliamo fare guerra a nessuno, l’importante è che si rispetti quanto stabilito nella sentenza”.
La tariffa fa riferimento agli rsu smaltiti e che poi vengono trasformati in cdr, ovvero in combustibile che viene bruciato nel termovalorizzatore dell’Appia Energy, società di cui è partner anche la Cisa. “La titolarità del cdr è dell’Ato - tiene a puntualizzare Albanese - e nessuno impedisce all’ambito di indirizzarlo verso altri impianti disposti a bruciarlo a costi inferiori. Quel che posso garantire è che i sette euro versati sono un prezzo politico che non rispecchia quello di mercato. Un prezzo che consente ai Comuni di risparmiare circa due milioni di euro l’anno. L’Ato può decidere in qualunque momento di portarli altrove”.
La tariffa fa riferimento agli rsu smaltiti e che poi vengono trasformati in cdr, ovvero in combustibile che viene bruciato nel termovalorizzatore dell’Appia Energy, società di cui è partner anche la Cisa. “La titolarità del cdr è dell’Ato - tiene a puntualizzare Albanese - e nessuno impedisce all’ambito di indirizzarlo verso altri impianti disposti a bruciarlo a costi inferiori. Quel che posso garantire è che i sette euro versati sono un prezzo politico che non rispecchia quello di mercato. Un prezzo che consente ai Comuni di risparmiare circa due milioni di euro l’anno. L’Ato può decidere in qualunque momento di portarli altrove”.
Taranto Sera - 25 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
Comuni a rischio dissesto
L’aumento va pagato fin dal 2004. Il timore è il dissesto. I Comuni di Castellaneta, Palagiano, Mottola, Crispiano, Martina Franca, Laterza, Statte, Ginosa, Montemesola, Palagianello, Massafra e Taranto devono ora cercare di evitare il rosso in bilancio.
Per questo hanno pensato di inviare alla società Cisa, che gestisce l’impianto di smaltimento di Massafra, una richiesta di incontro per formalizzare l’istanza di rateizzazione delle somme dovute. Intanto non si arrendono. L’Ato Ta/1 ha dato mandato all’avvocato che l’ha difeso in primo grado, Vittorio Triggiani di esaminare attentamente la sentenza del Consiglio di Stato dovessero emergere novità che possano farla impugnare davanti alla Corte di giustizia europea.
Ultimo tentativo quello rivolto alla Regione. Un appello all’assessore all’Ambiente, Michele Losappio per la rideterminazione della tariffa pattuita nel 2006 dal commissario ad acta.
Taranto Sera - Giovedì 24
venerdì 4 aprile 2008
A Laterza approvato il bilancio di previsione 2008
Poco più di un’ora, martedì sera, per l’approvazione, a maggioranza, del bilancio per l’esercizio 2008. «Durata» in evidente contrasto con la relazione previsionale, corposa e articolata (tre sezioni: caratteristiche della popolazione e del territorio; analisi delle risorse; programmi), dell’assessore alla Programmazione economica, Vito Minei. Seduta tiepida, insomma. Per giunta “riscaldata”: le linee-chiave del documento (meglio: le voci che comunemente “fanno” bilancio), erano in effetti già state ampiamente discusse nel precedente consiglio comunale.E allora: confermate le aliquote Ici (7 per mille l’ordinaria, 4 per mille quella per l’abitazione principale, 113,62 euro la detrazione per la prima casa) e l’addizionale Irpef (0,8 per cento), invariate anche le tariffe Tarsu il cui regolamento, modificato all’articolo 9, prevede fra l’altro riduzioni (tutte cumulabili) per nuclei familiari (un terzo per i “single”, 10% per famiglie composte da due persone, 20% per nuclei con almeno quattro minorenni, 20% per ogni ultrasettantenne presente, fino al massimo di due) e fasce di reddito (dal 20% al 5%). Sempre per quanto riguarda la la raccolta rifiuti, il grado di copertura del servizio (rapporto tra le entrate previste e il costo copribile) è pari al 93,9%.
Più in generale, per l’assessore Minei «le previsioni di entrata e di spesa contenute nel bilancio annuale e quelle contenute nel bilancio pluriennale sono state inserite in misura tale da rispettare gli obiettivi di stabilità 2008-2010 imposti dalla normativa». Dopo la relazione sulla programmazione pluriennale dell’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Colacicco, dibattito compresso. Dai banchi di opposizione, incompleti (quattro presenti su sette al momento del voto), i rilievi di Franco Catapano, Arcangelo Cirielli e Sebastiano Stano. Rilievi convergenti: ««Laterza penultimo fra i sette comuni dell’area occidentale in materia di occupazione, non si liberano risorse per lo sviluppo, le spese e l’indebitamento restano un problema» (Catapano); L'ordinario è piatto, lo strutturale è subordinato ad entrate non certe, l’Irpef si conferma al massimo consentito» (Stano, Cirielli).
L’assessore Minei ripercorre i tagli e i vincoli dell’ultima finanziaria, e ribatte: «I debiti, comunque sotto la media nazionale, sono gli stessi del 2001, ma il patrimonio comunale nel frattempo è triplicato». Frecciate reciproche sulla programmazione comunitaria scorsa. «Ci ha penalizzato - dice Catapano -. Nel Pitt murgiano, ad esempio, c'è Ginosa che la Murgia non ce l’ha, e non c'è Laterza». E il vicesindaco Leonardo Pugliese, responsabile della Politiche comunitarie, rilancia con «i contrasti irresponsabili» fra il presidente Florido e il sindaco Stefàno sull'Area vasta tarantina, e con il Pis numero 13: «Abbiamo sfruttato fino all’ultimo centesimo e da tempo - aggiunge -, stiamo chiedendo alla Regione di riassegnare i fondi: rischiano di tornare a Bruxelles cento milioni di euro».
Più in generale, per l’assessore Minei «le previsioni di entrata e di spesa contenute nel bilancio annuale e quelle contenute nel bilancio pluriennale sono state inserite in misura tale da rispettare gli obiettivi di stabilità 2008-2010 imposti dalla normativa». Dopo la relazione sulla programmazione pluriennale dell’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Colacicco, dibattito compresso. Dai banchi di opposizione, incompleti (quattro presenti su sette al momento del voto), i rilievi di Franco Catapano, Arcangelo Cirielli e Sebastiano Stano. Rilievi convergenti: ««Laterza penultimo fra i sette comuni dell’area occidentale in materia di occupazione, non si liberano risorse per lo sviluppo, le spese e l’indebitamento restano un problema» (Catapano); L'ordinario è piatto, lo strutturale è subordinato ad entrate non certe, l’Irpef si conferma al massimo consentito» (Stano, Cirielli).
L’assessore Minei ripercorre i tagli e i vincoli dell’ultima finanziaria, e ribatte: «I debiti, comunque sotto la media nazionale, sono gli stessi del 2001, ma il patrimonio comunale nel frattempo è triplicato». Frecciate reciproche sulla programmazione comunitaria scorsa. «Ci ha penalizzato - dice Catapano -. Nel Pitt murgiano, ad esempio, c'è Ginosa che la Murgia non ce l’ha, e non c'è Laterza». E il vicesindaco Leonardo Pugliese, responsabile della Politiche comunitarie, rilancia con «i contrasti irresponsabili» fra il presidente Florido e il sindaco Stefàno sull'Area vasta tarantina, e con il Pis numero 13: «Abbiamo sfruttato fino all’ultimo centesimo e da tempo - aggiunge -, stiamo chiedendo alla Regione di riassegnare i fondi: rischiano di tornare a Bruxelles cento milioni di euro».
» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
» Autore: Francesco Romano
» Autore: Francesco Romano
martedì 4 marzo 2008
I soldi non per tutti. Patto di stabilità sforato, 9 comuni non avranno i fondi dell’Irpef
Arrivano i soldi. Ma non per tutti. La compartecipazione Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) ha prodotto, per l’annualità 2006, una redistribuzione di fondi, ma per i Comuni non in linea con il patto di stabilità interno, il contributo è zero.Sono nove i Comuni della provincia di Taranto che non avranno nulla, al riguardo: Grottaglie, Laterza, Leporano, Martina Franca, Monteiasi, Mottola, Pulsano, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe.
Il mancato rispetto del patto di stabilità interno deriva essenzialmente dal mancato rispetto di parametri di spesa.
Per alcuni si tratterà di poca cosa, poche migliaia di euro (è il caso del capoluogo) come emerge dalla tabella diffusa dal ministero degli interni (finanza locale).
Vengono prese in considerazioni, oltre al funzionamento della finanza locale, altre caratteristiche, come la media di imponibile Irpef nelle singole realtà rispetto alla media nazionale, e si riequilibrano le condizioni di “sottomedia”.
Due le voci a titolo di stanziamenti: finalità perequative, promozione sviluppo economico, per un totale diviso a metà, da 51 milioni di euro per la nostra regione.
La tabella comprende anche degli interessanti dati anagrafici, come la popolazione nei singoli centri della provincia, oppure i dati riguardanti il numero di contribuenti.
Il mancato rispetto del patto di stabilità interno deriva essenzialmente dal mancato rispetto di parametri di spesa.
Per alcuni si tratterà di poca cosa, poche migliaia di euro (è il caso del capoluogo) come emerge dalla tabella diffusa dal ministero degli interni (finanza locale).
Vengono prese in considerazioni, oltre al funzionamento della finanza locale, altre caratteristiche, come la media di imponibile Irpef nelle singole realtà rispetto alla media nazionale, e si riequilibrano le condizioni di “sottomedia”.
Due le voci a titolo di stanziamenti: finalità perequative, promozione sviluppo economico, per un totale diviso a metà, da 51 milioni di euro per la nostra regione.
La tabella comprende anche degli interessanti dati anagrafici, come la popolazione nei singoli centri della provincia, oppure i dati riguardanti il numero di contribuenti.
Fonte: Agostino Quero - La Gazzetta del Mezzogiorno
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