Il magistrato, e il politico che verrà, raccontati dallo scrittore: l’altra sera, a Laterza, Gianrico Carofiglio ha tenuto inchiodati tutti i convenuti (tanti) all’apertura della campagna elettorale Pd per le urne di aprile. «Politica e giustizia, non c’è sviluppo senza legalità» il tema dell’incontro. Tutte presenze “consapevoli”, a giudicare dalla vivacità del dibattito, alla Cittadella della Cultura. Filo conduttore, la «Teoria delle finestre rotte»: titolo suggestivo ed efficace, in perfetta sintonia con il personaggio, giudice e “giallista”, e con la serata, in equilibrato contagio fra attesa e curiosità.Introduce Davide Filippo Bellini, coordinatore cittadino Pd, intervengono il rappresentante provinciale Franco Catapano e il consigliere regionale Paolo Costantino. C’è aria da “we can”, e le parole di Gianrico Carofiglio, candidato al senato per il Partito democratico di Veltroni, aggiungono respiro.
Al centro del suo intervento, il «valore economico» del rispetto delle regole: il futuro sostenibile, sottolinea lo scrittore, passa dalla legalità, e l’illegalità parte dall’inosservanza delle «regole spicciole». Dalle «finestre rotte», appunto. Dalla teoria secondo cui una finestra rotta porta a pensare ad assenza di regole e induce i passanti a romperne altre, innescando meccanismi vandalici che poi portano al grande crimine. Parla di William Bratton, Gianrico Carofiglio. Del capo della polizia metropolitana di New York chiamato dal sindaco Giuliani a contrastare la crescita esponenziale di violenza nella metropoli statunitense, all’inizio degli anni ’90, e della teoria della regola spicciola (poliziotti impegnati, tra la diffidenza generale, a controllare l’abusivismo dei viaggiatori senza biglietto, in metropolitana) applicata con successo: «Nel ’94 - racconta Carofiglio - l’abusivismo è praticamente scomparso, i reati gravi sono al minimo storico e Bratton è nominato capo della polizia di superficie». La sintesi-metafora passa: è il rispetto delle “regole quotidiane” la chiave di tutto.
Il candidato Pd cita Veltroni e
Francesco Romano
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