mercoledì 24 settembre 2008

Sequestro area adibita a stoccaggio di rifiuti speciali

Mottola, sotto sequestro area adibita a stoccaggio di rifiuti speciali

A Mottola è stato posto sotto sequestro un terreno adibito a stoccaggio di rifiuti speciali. A porre i sigilli è stata la magistratura, allertata ieri dai funzionari dell’area tecnica e di vigilanza dell’assessorato provinciale all’Ambiente, guidato da Michele Conserva.
Dai controlli effettuati è emerso che la società che gestisce l’impianto non aveva l’autorizzazione per svolgere l’attività di stoccaggio. Di qui la segnalazione all’autorità giudiziaria che ha firmato il provvedimento di sequestro dell’area senza facoltà d’uso.
“E’ l’ennesimo intervento effettuato dai nostri tecnici in collaborazione con gli agenti di Polizia provinciale – commenta l’assessore all’Ambiente, Michele Conserva – nell’ambito delle attività di controllo e verifica programmate dalla nostra Amministrazione su tutto il territorio ionico. Si tratta di un lavoro prezioso, svolto con la massima professionalità e abnegazione, che ci consente di monitorare continuamente la situazione. Quando, come in questo caso, riscontriamo irregolarità o anomalie, scatta immediatamente la segnalazione alla magistratura, ma c’è da dire – conclude Conserva – che puntiamo molto anche sulla prevenzione”.

Nucleare: pronto l’emendamento dell’on. Vico

Il parlamentare PD: “il sito unico nazionale per le scorie radioattive si individui di concerto con i territori e la popolazione. Nessuna decisione dall’alto”

Nucleare: dopo la diffidenza delle Regioni ora anche un emendamento al disegno di Legge in discussione alla Camera a partire da mercoledì prossimo, dell’on. Ludovico Vico.
Sul nucleare non si può accettare nessuna decisione dall’alto – dice il parlamentare del PD - Il sito unico nazionale per le scorie radioattive non dovrà essere individuato senza rispettare i principi fondamentali della concertazione con le istituzioni del territorio e del consenso della maggioranza di cittadini.
Si alleano e si sovrappongono, dunque, le posizioni di Vico e degli assessori all’ambiente ed ecologia delle Regioni italiane, questi ultimi ascoltati dal Ministero dello Sviluppo Economico promotore di una nuova stagione del nucleare in Italia.
Le Regioni hanno espresso perplessità sulle modalità di individuazione del sito che dovrà ospitare le scorie radioattive del passato – commenta Vico – e a giusta ragione visto che il Governo si riserva una decisione che rischia di pesare notevolmente sul futuro di quei territori che saranno interessati allo smaltimento.
Così l’emendamento che nell’Atto della Camera 1441, all’articolo 15 definisce la delega al Governo per la definizione dei criteri di localizzazione dei siti nucleari e delle misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate.
L’emendamento chiede al comma 1 dopo le parole “di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare” di aggiungere le parole “e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano” e dopo le parole “i criteri per la disciplina” l’aggiunta del segmento “della selezione di un sito nazionale dove realizzare il deposito di scorie radioattive prodotte esclusivamente nel passato”.
L’emendamento – dice Vico – tende essenzialmente a porre un punto fermo su due questioni fondamentali: la concertazione e la certezza di uno smaltimento legato soltanto a quello già esistente e non alle scorie che potrebbero essere prodotto ex novo.
L’emendamento è firmato anche dagli onorevoli Lulli, Benamati, Fadda, Froner, Marchioni, Peluffo, Portas, Quartiani, Sanga, Scarpetti, Testa e Zunino.

martedì 23 settembre 2008

Non ci resta che....

Riportiamo qui di seguito un commento di un nostro visitatore che, sebbene contenga diversi elementi a nostro parere non condivisibili, pensiamo possa favorire un dibattito sulla situazione politica laertina.

Il Sindaco riesce s
empre a trovare il modo di aggirare le persone e l'attenzione dei laertini. Non sono tanto sicuro che qualcosa si stia muovendo dall'opposizione. L'opposizione è stata massacrata dal comizio di Cristella. Lui adotta un metodo molto semplice, la reazione e per questo la gente crede che ha un sindaco capace di affrontare i problemi. Abbiamo una classe politica, incapace di affrontare i tempi moderni! Negli ultimi 15 anni a Laterza c'è stato lo schifo dello schifo, non ci dobbiamo dimenticare che Cristella nasce e prospera nella giunta Cassano, era il fiore all'occhiello, e guai a chi lo toccava, ricordo che sulle pagine di Agorà si elogiavano le parole di Cristella: "Lo voglio bene al paese". La campagna elettorale del 2001 è stata caretterizzata dalla lotta tra Cristella e Cassano su chi avesse portato le varie aziende straniere sul nostro territorio . Noi laertini abbiamo focalizzato l'attenzione su questo tipo di sviluppo, anche se qualcuno in quella campagna elettorale ricordava che non ci sarebbe stato sviluppo percorrendo questa strada, ma è il clientelismo che prospera tra di noi e non un idea di sviluppo capace di durare nel tempo e di non intaccare il nostro territorio. C'erano due liste quell'anno che proponevano la stessa cosa , così come il centro-destra e il centro-sinistra nazionale, si contrappongono solo per chi sa meglio gestisce lo schifo di questo sviluppo economico. Oggi a Laterza gli stessi personaggi discutono e si danno battaglia su chi è stato il colpevole della presenza di queste aziende sul nostro territorio. C'era da aspettarselo che saremmoi arrivati a questo punto. Il centro-sinistra deve smetterla di offendere i cittadini sulla incapacità di valutare i fatti. Probabilmente noi cittadini sbagliamo a valutare certe cose e siamo trascinati dai bisogni quotidiani a fare scelte politiche sbagliate , ma questi politici arroganti non riescono a fare autocritica su gli orrori che commettono. La colpa principale è la loro! Questo è il punto avere il coraggio di fare dei passi indietro e dedicarsi ad altro visto che non sono capaci di fare politica. A destra, ci sono personaggi, sindaco in primis che hanno scelto la carriera politica per realizzarsi nella vita, cioè per avere un reddito, ma questo succede anche a sinistra tutti i personaggi in politica usano questo spazio per realizzare loro e i loro familiari. Abbiamo persone nel centro-sinitra che non sono capaci di affrontare i temi di questi tempi e i giovani che si avvicinano non hanno la possibilità di esprimersi. Questa è la realtà! Dopo il comizio scellerato, come al solito, del Sindaco, voglio proprio vedere la reazione dell'opposizione. E' in questi momenti che si contano le vittime! E non ci si deve meravigliare quando a Laterza come in Italia il centro-sinistra perde le elezioni, non si è capaci di affronatre di petto queste situazioni, ed è inutile prendersela con la gente, siete voi che sbagliate, o siete sbagliati o siete complici. Nelle ultime elezioni comunali ho avuto dei bvrividi di paura quando ho ascoltato i comizi del centro-destra, ed ora capisco perchè, perchè non ho nessuno che mi possa difendere e non sono capace di farlo io di fronte alla violenza della destra, il centro-sinitra non esiste politicamente, lo si vede anche a livello nazionale, Berlusconi vince perchè non esiste l'alternativa.
Svegliatevi o andate via!!!

Vogliamo una risposta alla violenza della destra!!!!!!!!!!!!!!!

Camillo

lunedì 22 settembre 2008

Aderisci a Primarie Sempre

Care democratiche, cari democratici,
Berlusconi sembra deciso ad eliminare le preferenze anche dalle elezioni europee.
Il Partito Democratico si è già detto contrario, e si prepara ad opporsi, ma abbiamo già verificato che questa destra non si fa scrupoli a cambiare le regole del gioco a colpi di maggioranza: maggioranza che è molto netta, alla Camera e al Senato.
Di fronte a questa probabile, ennesima riduzione degli spazi della democrazia, noi crediamo che il PD debba rispondere rilanciando le primarie anche per scegliere i candidati per le Europee. Se il nostro partito rendesse noto da subito che, in caso di liste bloccate, queste saranno decise dagli elettori e non dalle segreterie, allontanerebbe qualunque sospetto che, sotto sotto, quella soluzione non gli dispiace.
La nostra campagna Primarie vere, primarie sempre - http://www.primariesempre.org/ - raccoglie adesioni per assicurare le primarie anche alle europee. Ci siamo posti l'obiettivo di arrivare a mille firme entro la fine di settembre, e questo obiettivo è alla portata: ne mancano meno di 150. Però ci serve la collaborazione di tutti. Per chi non ha ancora aderito, questo è il momento giusto per farlo; per tutti, è il momento di far conoscere l'iniziativa e trovare nuove adesioni.
Vi chiediamo solo due cose: fate girare questo messaggio fra tutti i vostri amici, conoscenti, fra tutti quelli che hanno a cuore la democrazia. E, se non lo avete ancora fatto, aderite! Basta andare sul sito della campagna, oppure mandare un'email con nome, cognome e città a primariesempre@gmail.comDiamoci da fare, facciamo capire agli italiani chi sono i veri democratici!
Il gruppo di Primarie vere, primarie sempre

giovedì 18 settembre 2008

FEDERALISMO

Dopo due bozze e un testo ufficiale pre-adottato dal Consiglio dei Ministri si continua ad escludere il Parlamento, le Regioni e le Autonomie Locali. Nel Testo la normativa non è chiara e soprattutto non si evincono le quantità di risorse finanziarie da spostare, i diritti dei cittadini e le opportunità.A questo punto rivolgo al Ministro Fitto le seguenti domande:
· il Ministro dell'Economia, Tremonti, ha fornito a qualcuno i dati, le cifre precise sui costi standard dei servizi e sui livelli essenziali delle prestazioni?
· cosa intende il Governo per "livelli uniformi delle prestazioni" nello Stato Unitario?
· come saranno definiti gli standard (esempio nella sanità)?
· come avverrà la "misurazione fiscale" nelle regioni meridionali dal momento che le "sedi legali" delle aziende industriali, dei servizi e delle finanziarie risiedono quasi tutte al nord? che è cosa diversa dalla territorializzazione prevista dall'art. 2 e 5 del ddl;
· cosa si intende mettere al centro del Federalismo: il "delta" tra entrate ed uscite o la spesa pro capite per abitante?
· nelle regioni a statuto ordinario come la Puglia cosa accardà per le "Accise" (solo a Taranto lo Stato ricava ogni anno dalla Raffineria 3 Miliardi di Euro).

On. Ludovico Vico

SOLO DALLA REGIONE PUGLIA UN IMPEGNO CONCRETO PER MIROGLIO E NATUZZI IN CRISI

ROMA - Un dovere essere presenti a Roma, lunedì 15 Settembre nella vertenza Filatura e Tessitura di Puglia. Uno dei tanti stabilimenti del Gruppo Miroglio, big del tessile italiano ora lanciato nella commercializzazione capillare dei marchi Caractère, Motivi, Elena Mirò, Vestebene, Oltre e altri.
238 lavoratori e corrispondenti famiglie rischiano il licenziamento alla fine del periodo di mobilità. L’azienda nell’incontro a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico ha ribadito il suo secco no al mantenimento degli impegni produttivi motivandolo con gli alti costi del filo prodotto, ma fino a poco tempo fa lo stabilimento di Ginosa era la punta di diamante del gruppo. Un gioiello per dimensioni e produttività, ora le cose sono improvvisamente cambiate. Peccato che nessun parlamentare del centrodestra e referente del Governo era presente, ma solo un funzionario del Ministero il dr. Giampietro Càstano. Per la Regione Puglia, completa invece la rappresentanza politica.
Le parti, azienda e sindacati si sono aggiornate al 30 Settembre ore 15:00 sempre presso la sede del Ministero a Roma ma prevedibilmente la partita si sposta altrove, in particolare a Bari e a Thiene, sede del Gruppo Estel che potrebbe essere interessato ad insediarsi a Ginosa.
La Regione Puglia, come già anticipato nel corso del consiglio comunale monotematico dell’8 Settembre scorso tenutosi a Ginosa (assenti anche allora i parlamentari del centrodestra) mette sul piatto i fondi rivenienti dai POR 2007-2013 a fronte di un serio piano industriale.
La recente legge sui distretti produttivi (2007) con il riconoscimento del Distretto Aerospaziale e Legno Arredo potrebbe essere una ulteriore chiave incentivante per il ridotto costo dell’energia applicato all’interno dei distretti.
E’ auspicabile quindi che, in nome dei lavoratori e dello sviluppo produttivo dell’area jonica occidentale, si metta il freno a polemiche ed indiscrezioni di stampa.
L’importante è ora agire per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Anche perché le beghe ed i colori politici ad una famiglia senza reddito e con un mutuo da pagare interessano ben poco.
In ogni caso è opportuno che il Ministero del Welfare (Sacconi) ed i sindacati indichino chiaramente le condizioni di uscita dal ciclo produttivo dei lavoratori della Miroglio, con particolare attenzione all’inizio e alla durata della procedura di mobilità e alle procedure per il reimpiego di questi lavoratori.
Roma, 15 Settembre 2008

Il consigliere regionale del PD Paolo Costantino

martedì 16 settembre 2008

Puttanate

di Marco Travaglio(Giornalista)
da L’Unità del 13 settembre 2008

Anche questa volta, è bastato l’annuncio della ministra Carfagna (quella che fa i calendari per camionisti e poi prova “orrore per le donne che volontariamente vendono il proprio corpo”) sull’arresto di prostitute e clienti per innescare il consueto dibbbattito tra favorevoli e contrari. Sui giornali, ormai, è un format fisso mutuato dai tg.Tizio è pro, tizio è contro. Così la gente (esclusi gli esperti, e dunque la ministra Carfagna) ne sa esattamente quanto prima.Nessuno pone l’unica domanda che aiuta a capire: la nuova legge è utile o no?Prima di scomodare filosofi, sociologi, vip, sottovip ed ex o aspiranti frequentatori di bordelli, sarebbe il caso di domandarsi se le norme annunciate servano o meno allo scopo che si prefiggono: stroncare la prostituzione di strada.Per qualcuno, l’espressione “arresto delle prostitute e dei clienti” suona bene, per altri suona male.Ma il problema è: davvero prostitute e clienti finiranno in carcere e dunque saranno dissuasi dal praticare le rispettive attività?La risposta, naturalmente, è no.Il carcere, come spesso avviene con queste gride manzoniane, resterà sulla carta (e meno male, visto che Angelino Jolie ha appena lanciato l’allarme sulle carceri sovraffollate).In Italia, com’è noto, la condizionale sospende le condanne fino ai 2 anni. E, anche se viene negata, le pene fino a 3 anni si scontano di solito al servizio sociale. Cioè fuori.Ora, la pena prevista per squillo e clienti va da 5 a 15 giorni di arresto.Il che significa che, per totalizzare più di 3 anni, bisogna farsi prendere sul marciapiede più di 72 volte, semprechè il giudice applichi il massimo della pena e che l’imputata/o confessi.Altrimenti sarà difficilissimo dimostrare che la signora era lì per prostituirsi e non di passaggio per caso; e sarà impossibile provare che il tizio sorpreso a parlare con lei stava contrattando sesso a pagamento e non, invece, chiedendo un’innocente informazione stradale.Il nuovo reato è a prova impossibile.Risultato, in un paese con 70 mila squillo da strada e oltre un milione di clienti: i tribunali saranno intasati da migliaia di nuovi processi (se ne sentiva il bisogno), che si concluderanno perlopiù con pene virtuali o con un nulla di fatto.Salvo lo sputtanamento - è il caso di dirlo - del cliente, che avrà la reputazione e la famiglia rovinate, e magari si sparerà per la vergogna.Si dirà: ma per gli sfruttatori la pena sale a 4-8 anni.Già. Ma il problema è prenderli. Oggi si intercetta il telefono della prostituta e si può risalire al pappone.Ma ancora per poco. La nuova legge sulle intercettazioni licenziata a luglio in fretta e furia dal Consiglio dei ministri vieta di intercettare per reati puniti fino a 10 anni. Inclusi sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.Non è meraviglioso? Dietro l’annuncio, il nulla. Ma chi lo racconta?In Italia si può annunciare qualunque bufala nell’ assoluta certezza che nessuno la smonterà. Pensiamo al fantomatico reato di immigrazione clandestina: tutti si son convinti sia stato istituito col pacchetto sicurezza, ma in realtà non esiste.Quello contenuto nel pacchetto, anzi nel pacco, è il reato di ingresso illegale in Italia.Che non punisce chi si trova in Italia senza permesso (e meno male, altrimenti gli attuali 60 mila detenuti potrebbero pure triplicare), ma chi viene sorpreso a entrarci: siccome è raro che un clandestino, nell’istante in cui entra, incontri un poliziotto che lo coglie sul fatto, tutti i nuovi entrati potranno raccontare di esser arrivati prima che entrare diventasse reato, e verranno tutti assolti.Una superbufala che fa il paio col reato di “mancata esibizione del documento d’identità senza giustificato motivo” creato dalla legge Turco-Napolitano e rimasto nella Bossi-Fini: l’immigrato irregolare che non esibiva il documento agli agenti veniva trascinato in tribunale e lì, alla domanda se avesse un giustificato motivo per non esibirlo, rispondeva: “Sì: non ho il documento”.E, secondo una tesi giuridica tutt’altro che avventata, veniva assolto (poi la Cassazione ha messo ordine in quelle leggi scritte coi piedi).Altra norma-spot: multe salatissime per gli accattoni.Ma se uno chiede l’elemosina, vuol dire che è povero in canna.E allora, di grazia, chi la paga la sua multa?Multare gli accattoni è come accecare i non vedenti, tappare la bocca ai muti, evirare gli eunuchi, prendere le impronte ai monchi.Tutto accade quotidianamente sotto i nostri occhi.Ma non lo vediamo più.


18 Settembre 2008 Sciopero della pagnotta

Tutti uniti in piazza per opporsi al carovita. È questa l'iniziativa lanciata oggi dalle associazioni dei consumatori nella conferenza stampa di presentazione della giornata di protesta che si terrà a Roma, in Piazza Montecitorio, giovedì prossimo. «Uno sciopero della pagnotta - così è stato ribattezzato l'evento - per ricordare al Governo, al Parlamento e alle istituzioni regionali la priorità tutelare il potere d'acquisto degli italiani». E che, per configurarsi come tale, chiedono le associazioni, deve comportare un boicottaggio da parte dei consumatori proprio verso quei «prodotti che hanno registrato i maggiori aumenti». Il pane (+30% rispetto al 2008) appunto, oltre alla pasta (+35% rispetto al 2008) e ai carburanti ( la spesa per la benzina è aumentato nel 2008 di 204 euro, mentre quella per il gasolio di 312 euro).«Speculazione finanziaria e caro-petrolio», hanno rilanciato le sedici sigle a difesa dei consumatori, unitamente a comportamenti irresponsabili di numerosi operatori, sono le cause del forte aumento dell'inflazione e della caduta dei consumi. I dati presentati dall'Istat, sottolinea tra gli altri Codacons, sono allarmanti: il tasso d'inflazione è stato rivisto al rialzo e segna a fine agosto «un +4,1%. Una tendenza che avrà ripercussioni pesantissime sulle tasche dei cittadini, e determinerà a fine anno una maxi-stangata da 1.700 euro a famiglia». Per di più, ribattono le associazioni, gli effetti della delicata situazione economica già si vedono: «una mensilità di lavoratori e pensionati è stata bruciata dagli aumenti già avvenuti e un'altra mezza mensilità sarà bruciata dall'aumento delle tasse a causa dell'inflazione».Una situazione critica, insomma, cui occorre porre rimedio in tempi rapidi. Ecco perché le sigle chiedono un incontro con il presidente del Consiglio per discutere varie proposte su diversi fronti. Sul capitolo prezzi e tariffe la richiesta è quella di «un provvedimento straordinario di moratoria (prezzi e tariffe bloccate) fino al 30 giugno 2009 e una tariffa sociale elettrica estesa anche al gas e Iva sul gas metano al 10% anche per il riscaldamento». Altro tema spinoso è quello della scuola. Per la quale le associazioni chiedono «sanzioni contro chi non rispetta i tetti di spesa per i libri di testo; l'incentivo all'utilizzo dei libri in comodato d'uso e il mercato dell'usato; possibilità di scaricare i libri da internet (e-book), con il solo pagamento dei diritti d'autore». Sul fronte carburanti poi l'obiettivo è quello di un allineamento temporale tra le variazioni dei prezzi dei carburanti ed il costo al barile del petrolio. Quanto ai generi alimentari e ortofrutta, infine, le sedici sigle chiedono la definizione con gli operatori di «panieri regionali o provinciali» a prezzi calmierati.

lunedì 15 settembre 2008

Replica a FI

La sezione laertina del Partito Democratico prende atto dell'attenzione che, a distanza di oltre un anno, la Giunta Cristella ha posto finalmente nei confronti della questione dei cattivi odori che sta negativamente condizionando la vita dei laertini.Sin ora, infatti, le interpellanze dei consiglieri del PD avevano ricevuto risposte evasive, se non addirittura mirate ad un ridimensionamento del problema.Noi, democratici, siamo oltremodo sconcertati nel vedere che la reazione dell'amministrazione sembra animata più dalla necessità di difendere la propria parte politica e le personalità chiamate in causa dal nostro comunicato stampa (Giunta Cristella, Fitto, Berlusconi), che dall'interesse per le istanze che provengono dalla comunità.Ricordiamo che non più di due mesi fa la il sindaco, invece, di sollecitare una risposta dell'azienda, così come intimato con la sua ordinanza n.25 del 25 giugno 2008, ha invitato il neo-costituito Comitato Cittadini per l'Ambiente ad "evitare di sollevare strumentali e dannosi polveroni", a " lasciare la piazza" e a "scegliere luoghi e atteggiamenti più idonei per esprimere le proprie ragioni" salvo poi revocare la chiusura con l'ordinanza n.27 del 30 giugno 2008 basandosi sulla comunicazione da parte dell'azienda Appare curioso, quindi, che oggi il coordinamento di FI attribuisca all'amministrazione provinciale atteggiamenti di chiusura nei confronti della cittadinanza confondendo peraltro due provvedimenti di carattere amministrativo con scelte politiche.A nostro avviso sembra una chiara dimostrazione di una politica vicina al potere e lontana dalla gente, riproduzione di un triste teatrino autoreferenziale.Una politica che non tutela i cittadini e, come nel caso del Comitato di Via delle Liberta, li invita al silenzio, a rinunciare a un diritto indiscutibile e a un bisogno fondamentale: vivere meglio, senza puzza. I consiglieri del PD, invece, da circa un anno hanno cercato di affrontare e risolvere questo problema, manifestando in piazza insieme ai Comitati, portando interpellanze inascoltate in consiglio comunale, informando la gente, chiedendo interventi alle Istituzioni e lottando in aula consiliare.Se poi vogliamo valutare l' attivita' della Regione e della Provincia e' facile documentarsi sulle politiche sociali per l'inserimento professionale, che vanno da Bollenti Spiriti ai nuovi fondi per la formazione professionale, non ultimo va ricordato anche l'approvazione del Piano Sanitario. Ci dispiace, invece, ricordare l'ondata del federalismo del Governo Berlusconi che ha cancellato gli Eurostar Pugliesi, promesso il taglio di 87.000 insegnanti in tre anni e stimato importanti tagli sulla spesa sociale. Noi non vogliamo fare miracoli, ma ci preme garantire ai cittadini la possibilità di vivere meglio.

La rinegoziazione dei mutui è una favola(e la surroga quasi impossibile)

Le nuove normative dovrebbero combattere gli aumenti dei tassi
Ma non aiutano gli utenti. Spesso sono disapplicate o applicate a favore delle banche
Mutui, la rinegoziazione è una favola(e la surroga quasi impossibile)


Le denunce: "Mi hanno abbassato la rata, ma dovrò pagare per altri 16 anni""Ho chiesto il passaggio gratuito a un altro istituto, ma non ce l'avrei fatta senza l'avvocato"di ROSARIA AMATO
ROMA - "Rinegoziando il mutuo guadagnerei un euro": è l'ironica segnalazione di un lettore di Repubblica all'indomani dell'entrata in vigore dell'accordo Abi-governo sui mutui. Un caso limite (in genere le proposte spedite in questi giorni dalle banche sono più sensate...) ma sintomatico della delusione dei titolari di mutuo, che si aspettavano vantaggi autentici dalla nuova normativa. Adesso cominciano invece a sospettare che abbiano ragione le associazioni dei consumatori, che ne sconsigliano in blocco l'adesione, salvo che "si sia già con l'acqua alla gola". L'accordo è stato presentato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti come un contributo per proteggere il potere d'acquisto delle famiglie. Arriva oltre un anno dopo la surroga, prevista dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni, e avviata tra mille difficoltà. Forse perché agli utenti bancari conviene davvero? La inadempienza delle banche è stata anche stigmatizzata dell'Antitrust, che ha inflitto multe per 10 milioni di euro a 23 istituti di credito che di fatto non applicavano le norme sulla portabilità. Le segnalazioni degli utenti: proposte 'cappio' "Debito attuale - spiega Manlio Fortini in una lettera a Repubblica - euro 225.000 (rata 1500 euro) con 27 anni ancora da pagare su un mutuo variabile trentennale; mi propongono una rata di 1280 euro, inferiore di circa 220 euro, ma con la sorpresina finale di avere tra 27 anni un debito rimanente sul conto accessorio su cui vanno a confluire i "finti risparmi" ancora di euro 165.000, con ulteriore durata di 197 mesi (16 anni e 5 mesi), sempre che non aumentino i tassi".

Veleni a Taranto capi abbattuti

Erba e terreni avvelenati dalla diossina: per questo mille capi daallevamento, compresi i piccoliche stanno nascendo, dovranno essereuccisi. La notizia è arrivata ieri in via definitiva alle setteaziende che da sempre campano di allevamento, a Taranto, avendo comeminaccioso skyline l'impianto Ilva. Più che una minaccia, una realtà.Gli eccessivi valori di diossina che emergono dai suoi camini, da annidenunciati da Peacelink e dalle altre associazioni cittadine, nelsilenzio del resto d'Italia continuano a crescere. Lì si produce il90% della diossina italiana, con valori di 4 volte superiori allamedia nazionale. Maria Fornaro, 39 anni, della Masseria Carmine, èdisperata: «Uccideremo animali innocenti nonché la nostra fonte direddito. L'unica». Già, il reddito. Sono stati predisposti irisarcimenti: 160 mila euro per le 7 aziende. Compresi i costi ditrasporto degli animali, abbattimento e smaltimento delle carcasse. Epoi? «Si potrà allevare soltanto a stabulazione fissa, cioè senza farpascolare gli animali, perché la nostra terra è inquinata e nonpossono mangiare l'erba ». E i tarantini, possono mangiare la lattuga?
Stefania Divertito

venerdì 12 settembre 2008

Miroglio, chiude anche Ginosa

I sindacalisti provinciali e aziendali di Cgil, Cisl e Uil, raccontano al “Corriere” in un’intervista collettiva, il risultato del loro incontro con i rappresentanti dell’azienda nella sede dell’Assindustria


Dev’essere passato Tuthankamon in queste lande.
La Miroglio dopo aver chiuso Castellaneta, vuol chiudere anche Ginosa, in cui lavorano 238 dipendenti. Operai e sindacati sono al lavoro per salvare il loro posto di lavoro e una parte del già magro reddito territoriale.
Ieri ampio tavolo in Assindustria: i lavoratori della Miroglio erano rappresentati dai sindacalisti provinciale e aziendali Giuseppe Massafra e Massimo Gravina (Cgil), Giuseppe Maffucci e Mario Toma (Cisl), Nicola Calabrese e Fulvio Egitto (Uil); l’Assindustria era rappresentata dal direttore Franco Murgino, la Confindustria da Giorgio Meschiari, relazioni industriali della Confindustria e la Miroglio era rappresentata da Giuseppe Bertolino, Nicola Russiello e Michele Leogrande.
I rappresentanti dei lavoratori della Miroglio, accompagnati da Franco Germinario, son venuti al Corriere per raccontare al “Corriere” in un’intervista collettiva, il summit al quale hanno partecipato.
Sono arrivati al giornale quando mancava la corrente, si saliva a piedi, nelle scale la notizia nella sua nudità e asprezza: vogliono chiudere; ci hanno detto a muso duro: chiudiamo.
Comincia il racconto dell’incontro. Dicono: era un incontro importante, programmato da luglio, già periodo di crisi, per fare il punto su: situazione Cigo (cassa integrazione guadagni ordinaria), rilancio dell’azienda verificando le possibilità di un suo inserimento nel distretto regionale e riqualificazione del prodotto.
Ed invece?
Invece l’azienda ha detto che il sito di Ginosa non è più produttivo e che pertanto ha deciso la cessazione dell’attività.
E voi? qual è stata la vostra risposta?
Di stupore e sconcerto, anche per la perentorietà con la quale ci è stata comunicata la loro decisione...
Una decisione che serpeggiava...
Un sospetto lo avevamo; ma anche una speranza che così non dovesse essere.
Che cosa vi insospettiva?
Che al ritorno in azienda dalla Cigo non c’era nessun segno che l’azienda volesse riprendere l’attività, nessun segno di interesse...
Azienda vuota... E le speranze?
Noi, per salvare il nostro lavoro e il nostro reddito avevamo allacciato molte relazioni: con i Comuni di appartenenza dei nostri lavoratori, Ginosa e Laterza, in primis, ma anche Castellaneta, Mottola e Palagianello, avevano interessato Provincia e Regione e, grazie all’interessamento dei sindacati confederali avevamo ottenuto un incontro con il Governo che si terrà lunedì prossimo.
Ma la vostra speranza da queste relazioni qual era?
Che l’incontro di oggi fosse interlocutorio, che la discussione rimanesse, per così dire aperta...
Invece la notizia della cessazione ...
Perentoria e brutale.
In concreto che cosa avete in animo di fare?
Innanzi tutto abbiamo respinto l’idea che l’azienda di Ginosa sia una della quale dichiarare la cessazione d’attività, anche perché fino a poco tempo fa, qualche mese, la stessa azienda che oggi vuole la cessazione diceva che lo stesso stabilimento di Ginosa fosse strategico...
Si sono accorti in ritardo che si sbagliavano...
Invece, sanno benissimo che l’azienda ginosina per tecnologia e professionalità dei dipendenti è ancora in grado di aprirsi a nuovi mercati, anche internazionali, e di essere competitiva con l’alta qualità. In parole più semplici l’azienda abbandona un tipo di mercato e non ha intenzione di trovare un altro, pur sapendo che potrebbe avervi spazio. L’azienda non vuole mettere a frutto la sua tecnologia e la nostra professionalità.
Un summit risoltosi nel modo peggiore per lavoratori e sindacalisti, che si fa?
Innanzi tutto domani (oggi, ndr) le Rsu hanno organizzato un’assemblea in azienda alla quale parteciperanno anche le segreterie provinciali dei sindacati confederali. Bisogna informare tutti i lavoratori della situazione. Venerdì ci saranno due ore di sciopero per turno. Lunedì e martedì prossimo 8 ore di sciopero. Lunedì manifestazione a Roma...
Ma lunedì non avete l’incontro con il governo?
Sì, lunedì al ministero dello Sviluppo economico, quello di Scajola, si terrà un incontro fra un rappresentante del Governo, qualche Miroglio in persona, un esponente della Regione, il sindaco di Ginosa Luigi Montanaro e noi, con anche i sindacati nazionali. Ma insieme con noi verranno in più pulmann, alcuni messi da noi, altri dai Comuni più interessati a questa vertenza, Ginosa e Laterza, quasi tutti i lavoratori della Miroglio ginosina.
Infine il 16 assemblea generale in azienda per analizzare ciò che sarà successo a Roma.
Avete messo nero su bianco le richieste che farete al Governo?
Al Governo chiediamo che si impegni per tutte le aree del Sud attraversate dalla crisi. Ma soprattutto chiederemo una verifica del rispetto degli impegni che la Miroglio aveva preso con la legge 181 e 488. Infine chiederemo che la Miroglio riprenda ad interessarsi per il sito di Ginosa...
Che fino a qualche mese fa era strategico...
Poi, dopo che avremo saputo dalla Miroglio e dal Governo...
Quale sarà il vostro destino secondo loro...
Abbiamo in agenda un incontro con la Regione.
L’intervista è finita, i sindacalisti di Ginosa e Laterza devono raggiungere le loro case, la giornata è stata lunga e intensa. E sgradevole.
Hanno detto sulle scale, al momento dei saluti, i sindacalisti: diremo al Governo che qui in queste terre, con tutte queste aziende in crisi e in chiusura, siamo all’incubo della desertificazione. Occorre una attenta politica industriale.
Chiudere una fabbrica come se fosse un pollaio è un segno dei tempi: in cui l’utile prevale sul giusto e in cui la contabilità dell’hic et nunc, del qui ed ora, cioè dell’avidità e della miopia, prevale sul senso etico che bisogna fare il possibile per costruire una comunità. Ma se la fabbrica è stata generosa con l’imprenditore, dandogli dedizione ed alta produttività, e se può essere riconvertita e restare competitiva e l’imprenditore nemmeno dubita della giustezza della sua decisione il segno è di imbarbarimento. E se con lo stesso imprenditore è stato anche generoso lo Stato, con aiuti miliardari al suo insediamento in una zona da industrializzare, allora si è dinanzi non all’imprenditore-demiurgo cantato da Schumpeter, ma a finanzieri, a gente che gioca con i soldi, meglio se degli altri.
Ma che cosa provoca questa epidemia aziendale? La Miroglio dopo aver chiuso Castellaneta, tre anni fa, ora vuol chiudere Ginosa, dalle altre aziende dello stesso territorio non giungono notizie di presente stabile e di futuri rosei, un collega ammonisce: ma hai detto a quei sindacalisti che Cristo è ancora fermo ad Eboli? E un altro la mette in ironia: e che qui aleggia il fantasma di Tuthankamon, il faraone egizio la vista della cui mummia porta sventure? Se la si smettesse di allettare imprenditori già paghi con soldi pubblici e si impostasse un’altra politica economica, il fantasma di Tuthankamon se ne tornerebbe nella sua mummia.

dal Corriere del Giorno di Michele Cristella

Rifiuti, "Così ho avvelenato Napoli"L'Espresso.



Il racconto del boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari di G. DI FEO e E. FITTIPALDI

La scuola, il futuro, il nostro Sud


Come la maggior parte di noi, seguo in questi giorni il dibattito e le problematiche sulla riforma scolastica che il governo in carica vuole farci accettare come utile e migliorativa. Ma così non è perché:i tagli alla spesa scolastica e l’introduzione del “maestro unico” comporteranno· il taglio numerico degli insegnanti italiani nelle scuole pubbliche e dunque crescerà a dismisura il numero degli insegnanti tra i disoccupati;· le famiglie italiane saranno costrette a ritirare i figli da scuola entro le ore 12.30, con conseguente disagio sociale, lavorativo ed economico dei genitori, che avranno meno tempo per lavorare e dunque meno reddito e contemporaneamente più spese da sopportare per le attività istruttive ed educative non fornite più dalla scuola pubblica;· la maggior parte delle famiglie italiane avrà figli poco e male istruiti, perché il maestro unico conoscerà e saprà trasmettere poco di tutto, con una conseguente riduzione di preparazione degli alunni che avrà effetti sul loro futuro scolastico, sociale e lavorativo;· ci sarà una riduzione dell’efficacia della scuola quale strumento di elevazione spirituale dell’uomo e di progresso civile, sociale ed economico di tutta la società;· gli studenti italiani che andranno a scuola per la prima volta con un maestro unico, saranno proiettati indietro nel tempo, con una preparazione non idonea con le esigente sociali e lavorative contemporanee;Ma, naturalmente, ciò non sarà per coloro che potranno permettersi di pagare la scuola privata!Il divario tra la preparazione scolastica dei figli dei ricchi, che potranno pagare per una istruzione di qualità, rispetto ai figli della maggior parte degli italiani crescerà sempre di più, con notevoli danni sociali;il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito, verrà calpestato in danno dei meno abbienti e ciò eliminerà del tutto ogni speranza di funzionamento dell’ascensore sociale, già gravemente compromesso.Il figlio dell’operaio non avrà più la possibilità di avere la stessa istruzione e preparazione del figlio del notaio e dunque sarà destinato a poter svolgere al massimo lo stesso lavoro del padre.i figli degli italiani non saranno messi in condizione di avere tutti le stesse opportunità di partenza per il futuro;non ci si potrà impegnare per essere più bravo e meritevole “ per fare strada nella vita”, perché la differenza tra il bravo ed il meno bravo sarà fatta dalla dichiarazione dei redditi della famiglia di provenienza;E noi del Sud cosa diciamo? Da noi ci sono le famiglie con i redditi più bassi rispetto al nord, ci sono più disoccupati, c’è meno lavoro, lavorano meno le donne e dunque abbiamo più famiglie mono-reddito.Noi non potremo pagarci la scuola privata e rimarremo indietro.Ci stanno negando ogni possibilità di crescita economica e sociale!Non glielo possiamo permettere!Questo il leader leghista non l’aveva capito subito, aveva attaccato la ministra....ma poi.. ha capito ed ha cambiato idea!E’ in ballo il nostro futuro, il futuro del Sud, il futuro dell’Italia tutta, perché l’Italia deve ripartire dal Sud!Nelle nostre città, il 26, 27 e 29 settembre dobbiamo chiedere il rispetto del diritto all’istruzione costituzionalmente garantito e dobbiamo gridare più degli altri contro questa riforma!


Chiaramaria Anastasia

Costituente regionale del PD Puglia

Consigliere comunale del Comune di Grottaglie

giovedì 11 settembre 2008

Progeva e cattivi odori, il Pd chiede chiarezza

Il caso dell’estate in un Consiglio monotematico

Il Partito Democratico di Laterza ritorna sul caso Progeva.L’occasione è data dal prossimo Consiglio comunale monotematico (in programma presso la Cittadella della Cultura, probabilmente il 16 settembre e con l’intervento del presidente della Provincia Florido), che affronterà «il problema dei cattivi odori che sta affliggendo il paese».«La discussione su questa complessa questione - si legge in una nota del Pd - deve a nostro parere svolgersi nel luogo da noi ritenuto più idoneo, il Consiglio comunale, nella speranza che quest’ultimo riacquisti la sua centralità nella vita civile e politica del nostro paese. Noi democratici, denunciamo un mancato rispetto della sensibilità dei nostri concittadini da parte di questa Amministrazione che ha superficialmente bollato come riottosa la spontanea e civile protesta di una parte della cittadinanza attiva e responsabile, organizzata in Comitati».«Il sindaco - continua la nota del Pd - ha chiesto di abbandonare la piazza, bene noi riteniamo che occorra ritornare nei luoghi istituzionali per discutere e approfondire, ma guardiamo comunque con attenzione ed interesse alla sincera mobilitazione di chi legittimamente spera che Laterza torni ad essere un paese rinomato per la freschezza e la salubrità dell’aria. Riteniamo altresì, che le garanzie date sinora siano totalmente insufficienti e pertanto chiediamo alle Istituzioni di effettuare tutti i controlli al fine di predisporre tutte le misure necessarie alla eliminazione delle emissioni maleodoranti».«Cosa ci ha portato a questa situazione? Secondo noi democratici la mancanza di lungimiranza unita ad una totale assenza di una idea di sviluppo per il nostro territorio. Ci chiediamo perché quella azienda doveva sorgere in un comune, come il nostro, che negli anni si è caratterizzato per la valorizzazione delle tipicità gastronomiche? E soprattutto perché doveva sorgere così vicino al centro abitato?».«Inoltre - puntualizza il Pd - ci corre l’obbligo precisare che non è assolutamente vero che la Progeva è “arrivata” a Laterza nel 1999, come affermato dal sindaco nella risposta all’interpellanza della minoranza: infatti la società si è costituita solo il 25 maggio del 2000 in quel di Castellana Grotte. Una variante urbanistica, esecutiva, era stata già approvata dalla giunta Cassano per una quota parte di quell’area ora occupata dalla Progeva, ma quella variante aveva la finalità permettere l’insediamento di uno stabilimento per la produzione di salotti, un’azienda, quindi, sostanzialmente diversa dalla Progeva. L’amministrazione, quindi, che ha fatto questa scelta politica e che pertanto se ne deve assumere le responsabilità è la Giunta Cristella. È appena il caso di ricordare che in quegli anni il governo (lo Stato...) era guidato da Silvio Berlusconi, che la giunta regionale era presieduta da Raffaele Fitto e la giunta provinciale da Rana: con l’affermazione a Laterza del centrodestra si completò il ’filo conduttore’ che avrebbe risolto miracolosamente tutti i problemi. Ma si sa. Le promesse fatte sull’effimero durano lo spazio di un mattino e alla fine resta solo il ricordo».»

dal Corriere del Giorno