martedì 2 dicembre 2008

Devozione, onestà e competenza

Di qua e di là dall'Oceano rimbalzano parole magiche: recessione, ambiente, New Deal. Il New Deal è stato il patto, la promessa di un nuovo corso, che Franklin Delano Roosevelt, divenuto presidente degli Stati Uniti nel marzo 1933, promise ai cittadini americani per uscire dalla crisi che era, come l'attuale, crisi di soldi, ma soprattutto di fiducia, di scoramento, di corruzione e violenza criminale, e poi di erosione del suolo e di eccedenze agricole invendute.
Roosevelt capì che la salvezza dell'America dipendeva anche dalla regolazione del corso dei fiumi e dalla lotta all'erosione, alle frane e alle alluvioni, alla sete, dalla ricostruzione della fertilità dei suoli agricoli e dei pascoli, dalla salvaguardia delle foreste.
La nuova amministrazione affrontò subito il problema della razionale utilizzazione delle risorse idriche e della difesa del suolo, cominciando dai grandi bacini idrografici. Uno dei più grandi fiumi e bacini idrografici del Nord America è il Tennessee che scorre dalle montagne innevate ai campi fertili, fino a immettersi nel fiume Ohio poco prima che questo si getti nel Mississippi. Subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca Roosevelt creò una speciale agenzia, la Tennessee Valley Authority, il più noto esempio di pianificazione territoriale e industriale del New Deal, col compito di costruire una serie di dighe e di centrali idroelettriche, realizzando la prima industria elettrica di proprietà del governo federale (le precedenti erano tutte private). La costruzione delle dighe attirò nella zona lavoratori disoccupati da tutta l'America; fu rettificato il corso del fiume, furono fatte opere per fermare l'erosione del suolo e per il rimboschimento delle valli. Il film "Fango sulle stelle" di Elia Kazan, racconta l'epopea della costruzione di una diga sul Tennessee e il conflitto con la popolazione locale che deve abbandonare le proprie case.
Roosevelt aveva sottolineato, fin dalla campagna elettorale, l'importanza delle foreste. "Gli alberi --- disse --- trattengono la terra fertile sui declivi e l'umidità del suolo, regolano il fluire delle acque nei ruscelli, moderano i grandi freddi e i grandi caldi, purificano l'aria, sono i `polmoni' dell'America". Il 14 marzo 1933, dieci giorni dopo la sua nomina a presidente degli Stati Uniti, Roosevelt predispose un grande progetto per impiegare un esercito di giovani disoccupati al lavoro nelle foreste. Nell'estate del 1933 300.000 americani, celibi, dai 18 ai 25 anni, figli di famiglie assistite, erano nei boschi, impegnati nei lavori di difesa del suolo che da molti anni erano stati trascurati. Negli anni successivi, in varie campagne, due milioni di giovani lavoratori, complessivamente, piantarono 200 milioni di alberi, ripulirono il greto dei torrenti, prepararono laghetti artificiali per la pesca, costruirono dighe, scavarono canali per l'irrigazione, costruirono ponti e torri antincendio, combatterono le malattie dei pini e degli olmi, ripulirono spiagge e terreni per campeggi. Nell'aprile 1935 fu creato il Soil Conservation Service col compito di difendere contro l'erosione il suolo, anche se era di proprietà privata, a spese dello stato.
Nel 1933 il governo decise di far pagare un affitto a coloro che usavano risorse naturali --- pascoli o miniere --- demaniali e di fermare la svendita dei terreni statali. Nell'America della grande crisi c'era sovrabbondanza di raccolti ma prezzi così bassi che gli agricoltori soffrivano la fame. L'erosione del suolo dovuta alle acque e al vento aveva spinto milioni di piccoli proprietari o affittuari ad abbandonare le proprie terre per andare a lavorare come miserabili salariati nelle terre ancora fertili. Le grandi compagnie finanziarie compravano a prezzi stracciati i terreni dei piccoli coltivatori soffocati dai debiti. La drammatica situazione è descritta, fra l'altro, nel libro "Furore" di Steinbeck, del 1939, da cui l'anno dopo fu tratto un celebre film diretto da John Ford.
Furono create strutture governative per assistere i lavoratori costretti a migrare nelle nuove terre e furono stanziati incentivi finanziari per trattenere nei campi i piccoli coltivatori e per sostenere i prezzi dei prodotti agricoli; fu organizzata la distribuzione alle classi meno abbienti delle eccedenze agricole e furono avviate iniziative per l'utilizzazione industriale dei prodotti non alimentari. La chimica avrebbe avuto un ruolo fondamentale e il biochimico William Hale coniò il termine "chemiurgia" per indicare le tecniche capaci di trasformare le materie di origine agricola, zootecnica e forestale in merci: dall'alcol etilico, da usare come carburante e come materia prima per la gomma sintetica, alla cellulosa e alle proteine per ottenere fibre artificiali, dall'amido alle materie plastiche, dalle cere ricavate dalla jojoba, alla gomma guayule, dalle fibre tessili cellulosiche naturali ottenute da ginestra, canapa, yucca, a nuove materie cellulosiche industriali, eccetera

Sotto tanti aspetti i problemi dell'età di Roosevelt si trovano in Italia oggi: frane e alluvioni, mancanza di acqua, eccedenze agricole, rifiuti, alto costo dell'energia, ma nelle varie proposte del "nuovo New Deal" non vedo indicati progetti per affrontarli seriamente e in modo unitario; eppure la soluzione va cercata, a mio parere, proprio nel recupero e trasformazione di eccedenze, scarti e sottoprodotti a fini produttivi e energetici, nel rimboschimento, nella lotta all'erosione e alle conseguenti frane e alluvioni, nell'aumento delle risorse idriche e idroelettriche, nelle fonti di energia e nelle materie prime rinnovabili.

Il successo "ambientale" del New Deal fu dovuto al fatto che Roosevelt concentrò tutte le competenze nel campo delle risorse naturali --- acqua, foreste, difesa del suolo, opere idrauliche, urbanistica, parchi, miniere, rifiuti, eccetera --- in due ministeri, quello dell'agricoltura e quello dell'interno, affidati a due persone, Henry Wallace e Harold Ickes, eccezionali per la devozione al loro mandato, onestà e competenze.
Che siano queste tre le parole chiave per uscire dalla crisi del 2008 ?
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it
La Gazzetta del Mezzogiorno,
martedì 25 novembre 2008

lunedì 1 dicembre 2008

Sono miopi e incapaci di governare

ROMA - Il decreto anticrisi approvato dal governo renderà più difficile (e in certi casi impossibile) ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia (come previsto dalla legge 296/2006), in pratica rendendo poco o per nulla economico installare impianti a energia solare o caldaie a basso consumo.
DECRETO - Il decreto, pubblicato domenica mattina sulla Gazzetta ufficiale e quindi in operativo dal 30 novembre, rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni fiscali del 55% delle spese sostenute per installare un pannello solare, sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Il decreto prevede infatti che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle entrate, solo per via telematica, «un'apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi». L'Agenzia delle entrate esamina le domande secondo l'ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento «l'assenso si intende non fornito» e il cittadino non potrà usufruire della detrazione. Per le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia delle entrate, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino a un massimo di 48 mila euro da ripartire in dieci rate annuali.
LEGAMBIENTE - Negativo il commento sul provvedimento da parte di Legambiente. «Altro che rilancio dello sviluppo: il governo va contro le famiglie e le aziende. Incentivi semplici, trasparenti e sicuri diventano ora complicati, discrezionali e limitati», ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente. Perché si è cambiato un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica?». Secondo Legambiente verranno prese in considerazione solo le prime proposte presentate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio e solo fino al raggiungimento di un tetto di spesa prevista dal governo.
BERSANI: «GOVERNO IMBROGLIONE» - Dura presa di posizione di Pier Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd: «Leggendo il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo imbroglione si è dimenticato di dire in conferenza stampa. Sono decisioni senza senso, spiegabili solo con la volontà ideologica di cancellare ogni traccia delle novità introdotte dal governo Prodi. Spicca il colpo mortale con effetti retroattivi dato alle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Lo sconto fiscale del 55% era a sostegno all'economia e all'ambiente secondo priorità universalmente riconosciute da Kyoto in poi. Chi ha realizzato l'intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15 mila euro». Aggiunge Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Pd: «Lo sgravio fiscale del 55% è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro».

La Deflazione si combatte difendendo i posti di lavoro non le banche.

Il provvedimento definito "Salva Banche" altro non è che il "passepartout" di Tremonti per entrare negli assetti del sistema bancario italiano.
Anche il piano dei cosiddetti 80 Miliardi di Euro (che in realtà non ci sono) che il Governo ha annunciato nelle scorse ore per fronteggiare la crisi è ha licenziato in Consiglio dei Ministri è sbagliato per due motivi: contiene misure una tantum ed è ciò che non si deve fare quando occorre dare una scossa economica duratura; e poi perché ai soggetti deboli regala un pò di contanti, invece che sgravi fiscali in grado di generare reddito strutturale e quindi consumi.
Ringrazio il premier Berlusconi e il Ministro Tremonti per la richiesta di collaborazione collettiva in una situazione di tale gravità, ma non si offenderanno se ricordo loro che le manovra con le "una tantum" erano la specialità dei Governi della prima Repubblcia e non possono essere il mezzo di contrasto di una crisi che non ha eguali nella storia moderna, giacchè per la prima volta dagli anni trenta, la debolezza della domanda di beni e servizi ci sta portando direttamente nel tunnel della deflazione. Tunnel che non conosciamo e che nessuno ha mai affrontato.
Mi sarei aspettato dal Governo poche cose e molto semplici: la tutela dei posti di lavoro con un rafforzamento degli ammortizzatori sociali anche per i disoccupati, sul modello inglese "dell'Income support"; la spinta delle banche ad ancorare i mutui per le abitazioni non più al tasso euribor ma a quello Bce e una sorta di quoziente familiare, più intensivo ovviamente per i redditi bassi, ma generalizzato in modo da creare dal prossimo mese consistenti sgravi fiscali per le famiglie con figli le quali sono le uniche in grado di far ripartire i consumi.
Tra le principali cause di deflazione vi è la scarsità di moneta. E l'effetto non è la riduzione del prezzo del pane o della pasta come qualcuno dice in giro. No, la deflazione ci porta alla riduzione di tutti i prezzi, compreso quello del lavoro; e a tutto questo il nostro sistema politico e quello delle relazioni industriali non è affatto preparato.
Per questi motivi, il Ministro Tremonti anzichè chiedere disponibilità al buio, mostri attenzione alla difesa dei posti di lavoro e al rafforzamento degli ammortizzatori sociali e otterrà disponibilità da tutti coloro che hanno a cuore il Paese.

on. Francesco Boccia

Segnalazioni :
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Nuovo piano sanitarioAumentano i posti letto
Il piano di riordino ospedaliero per la provincia di Bari non prevede la chiusura di alcuna struttura. Gli ospedali di Noci, Rutigliano e Ruvo si trasformeranno in strutture di riabilitazione. I posti letto aumenteranno
Il piano completo (pdf)

domenica 30 novembre 2008

Babbo Natale in anticipo a Laterza

A causa della crisi dell’ILVA, il cassintegrato BABBO NATALE quest’anno è arrivato in anticipo a "Lo voglio bene al mio paese".
Avanti ieri Gisella KRISTALLIN, con un senso di colpa, pensando ai poveri del mondo, si è presentato al Centro per l'impiego di Ginosa, portando in dono una risma di carta.
Notoriamente megalomane, Gisella KRISTALLIN chiama tutte le testate giornalistiche, le televisioni, il satellite terreste e digitale, si collega in videoconferenza con Monteciborio, dove sta AL TAPPONE, per denunciare la provincia, la Regione, il comune di Palagiano, la regione Toscana, l'Emilia Romagna che hanno tagliato dalla finanziaria risorse per i servizi.
Strappa al psiconano la promessa di aprire un altro centro per l’impiego a "Lo voglio bene al mio paese", in deroga alla legge che assegna un ufficio per ogni centomila abitanti e, da sobillatore popolare, con la sua oratoria inconcludente, chiede di assegnare per ognuno dei lavoratori presenti una social-card.
Mezzocoglione gli risponde che gli italiani, fingendosi poveri, non consumano e per consentire di fare la spesa da lui, che con un misero miliardo di euro al mese non riesce ad arrivare alla fine della seconda settimana, ha deciso di dare una social-card a tutti gli italiani, in modo che possa incrementare i suoi utili.
Dopo la tappa a Ginosa e il colloquio col Tappo, Gisella KRISTALLIN è rientrato a Lo voglio bene al mio paese per preparare l’albero di Natale e il presepe.
Ha fatto il giro dei negozi convenzionati con le aziende Mediasette per comprare le palle suggeritogli dal nano di Arcore; poi si è recato al comune per svolgere una giunta urgente per decidere i personaggi da mettere nel presepe rispettando gli equilibri di coalizione.
Dopo una approfondita valutazione tra ‘O ZAPPATORE e DAVINCI azzeccagarbugli, si è deciso che il posto del bue lo prendesse quest’ultimo; per il posto della Madonna c’è un ballottaggio tra un’altra sorella CARLUCCI, assessore e ‘U PRFSSOR rappresentante del partito che centra; all’unanimità, anche con i voti dell’opposizione, il posto dell’asinello è stato assegnato a SCACCO MATTO.
Il posto di Giuseppe, del bambinello e di Babbo Natale è stato assegnato ad interim a Gisella KRISTALLIN che augura a Lo voglio bene al mio paese un Natale a casa 'du nanett.


sabato 29 novembre 2008

Dibattito del Pd sulla sanità e il nuovo Piano regionale della salute

LATERZA - Centodiciotto da medicalizzare a Laterza, ennesimo (e non ultimo) capitolo. «E' pronto il nuovo bando per reclutare medici già in possesso di patentino, l'auspicio è che arrivino domande, intanto parte il terzo corso regionale per formarne di nuovi»: lo ha detto il consigliere regionale Paolo Costantino all'ultimo dei tre appuntamenti organizzati fra "politica attiva e primarie" dal Pd cittadino. Dallo stesso tavolo, la voce discordante di Mario Fanelli, medico, sindacalista: «Basta illusioni, non creiamo altre aspettative: con le risorse oggi disponibili - 32 medici sui 70 in pianta organica -, destinate ad assottigliarsi ancora di più piuttosto che a crescere, a Laterza il medico non arriverà mai». Quindi «il 118 sul territorio va rimodulato partendo dall'esistente, puntando sulla mobilità delle auto mediche, sul rispetto dei tempi di intervento, consapevoli del fatto che mai tutte le postazioni potranno essere medicalizzate; e va migliorato il trattamento economico dei medici, decisamente malpagati a fronte di un lavoro massacrante, di grande responsabilità». Un contributo in merito potrebbe arrivare, per Fanelli, dall'istituzione del "codice bianco": medici di famiglia chiamati cioè a fare da "filtro" per 12 ore al giorno. Rassegnarsi, dunque? Tutt'altro. Per Costantino la strada intrapresa va percorsa fino in fondo, dopo «la delibera del direttore generale Asl Domenico Colasanto che nel maggio scorso ha ridato a Laterza ciò che quattro anni fa le fu prima assegnato e poi sottratto, e la deroga concessa a seguire dal presidente Vendola». E dopo gli intoppi di percorso: il bando per l'assunzione dei medici bloccato dal ricorso della Fimmg e poi sbloccato dal Tar di Lecce, quando però gli otto medici che si erano segnalati avevano trovato altra sistemazione. Quindi, la decisione di rifare il bando e, nel frattempo, di formare nuovi medici: «Siamo fiduciosi, gli interventi in atto possono dare una risposta positiva al problema, in attesa che la mobilità già riscontrata tra gli infermieri - in Puglia ne sono tornati circa un migliaio - si verifichi anche per i medici». Sullo sfondo, in una serata che aveva perso per strada il direttore Colasanto (impegnato in Regione, in summit con Vendola) e l'assessore regionale Alberto Tedesco (idem), il nuovo Piano regionale della salute. Approvato «in chiara discontinuità con il precedente» ha spiegato Costantino, «espresso da una legge e non da una delibera di giunta, frutto di copiosi incontri con associazioni, operatori, amministrazioni pubbliche, sindacati: abbiamo ascoltato tutti e tutti sono stati ascoltati, nei fatti» ha rimarcato il consigliere Pd. Un piano, in definitiva, che «modernizza gli ospedali e crea la medicina distrettuale, mai esistita». Il tutto verso «una sanità davvero al servizio dei cittadini, non più strumentalizzata dalla politica», come hanno auspicato in apertura Davide Bellini, segretario del Pd cittadino, e Franco Bruno del coordinamento sezionale del partito. Intanto questa sera (18,30), alla Cittadella, convegno in tema di Forza Italia, presenti il sindaco Giuseppe Cristella e il consigliere regionale Gianmarco Surico: "Lo sfascio della sanità in Puglia". Altro capitolo.

Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
28 novembre 2008

51 MILIONI DI EURO PER LA DIFESA DEL SUOLO

BARI – L’importanza di queste misure appare solo con il verificarsi di eventi calamitosi, tipo alluvioni e frane. Ma anche l’ambiente deve essere protetto dai guasti relativi ad eccessivo popolamento o deforestazione. In questo quadro rientrano i corposi interventi previsti con due Delibere CIPE del Governo Prodi. La n°35 del 2005 e la n°3 del 2006. Un Governo che se seppur tra mille polemiche i soldi al Sud non li toglieva. Così con la D.G.R. n°2301 del 26/11/2008 si sono rimodulate le risorse, in accordo al II° e III° Atto integrativo dell’Accordo di Programma Quadro che finanzia gli interventi per la Difesa del Suolo con l’Autorità di Bacino. Un Ente Tecnico che deve valutare in fase di approvazione dei progetti preliminari e definitivi la congruità economica generale e l’efficacia di ogni intervento in termini di effettiva mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico. La rimodulazione delle risorse su prescrizione dell’Autorità di Bacino ha due obiettivi prioritari: 1) la mitigazione del rischio idraulico nelle aree soggette ad alluvionamento a scala di bacino 2) la protezione delle coste alte ai fini della salvaguardia della vita umana. Tra gli interventi più corposi quello denominato Agrfor01, un programma triennale seguito dal Dirigente del Settore Foreste della Regione Puglia che impegna anche risorse regionali per 9 milioni di euro. Sono 38 gli interventi previsti in tutta la Puglia. Spiccano tra questi la ricostruzione del ponte sul Torrente Candelaro (S.P.74) e Carapelle (S.P.69) per complessivi 7,2 milioni di euro. I 12 milioni di euro previsti per il ripristino dell’efficienza idraulica lungo l’asta principale del Fiume Fortore a valle della Diga di Occhito. I 3 milioni di euro per la mitigazione dell’aveo Canale Valenzano a Bari nel tratto compreso tra Via Amendola e la Ferrovia. Gli 1,6 milioni di euro destinati al Consorzio Arneo per la mitigazione del rischio idraulico nell’abitato di Nardò. Tre gli interventi previsti in Provincia di Taranto. Si segnala quello urgentissimo relativo a Palagiano, la ricordiamo ancora sommersa dall’alluvione del 2005. Due milioni di euro destinati alla sistemazione idrogeologica dei versanti e degli impluvi denominati Gravina di Petruscio, Capo Gavito, Lama d’Uva. Un intervento per 4,5 milioni di euro a Grottaglie relativo al ripristino della funzionalità idraulica del reticolo minore afferente al Vallone Aiedda. Infine 1 milione di euro per la salvaguardia della Torre Costiera di Torre dell’Ovo a Maruggio. Assieme al consolidamento statico di Polignano a Mare nel tratto compreso tra Bastione Santo Stefano e Grotta Palazzese, interventi che mirano non solo alla sicurezza delle persone e alla difesa del suolo ma anche alla conservazione di importanti tesori paesaggistici. Un asset fondamentale su cui consolidare il turismo in Puglia.

Bari, 29 Novembre 2008

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Luciano Mineo

Il Consigliere Regionale

Paolo Costantino

martedì 25 novembre 2008

LATERZA – Piano della Salute e 118 medicalizzato: la lingua del Pd batte dove il dente duole.
Argomento più sensibile non poteva essere scelto per chiudere, venerdì sera, la triade di dibattiti organizzati dal locale circolo: Ambiente e sviluppo, Scuola e, appunto, Sanità. Peccato per gli assenti, l’assessore regionale Alberto Tedesco e il direttore generale Domenico Colasanto, che avrebbero potuto spiegare i perché delle scelte regionali (che disegnano la cornice della nuova sanità pugliese) e provinciali (con le Asl che in quel quadro collocano i Piani attuativi locali). In ogni caso, il consigliere regionale Paolo Costantino, stimolato dagli interrogativi e dai dubbi posti da Davide Bellini, Franco Bruno e dal dottor Mario Fanelli ha giocato fino in fondo la sua parte, raccontando di un modo nuovo di fare Sanità: quello del centrosinistra di Vendola. “Il nostro Piano della Salute – è la diagnosi di Costantino – arriva dopo due anni di confronto con addetti ai lavori, sindacati, cittadini e comuni ed è stato approvato con una legge regionale, non con una delibera di giunta in una notte di mezza estate”.
Il metodo Fitto, cioè, è finito in soffitta. Con l’auspicio, pronunciato a chiare lettere da Franco Bruno, che con esso siano stati archiviati anche “gli scandali della Sanità degli anni passati, ripulendo gli armadi dell’Asl Ta/1 da cima a fondo dai problemi etici, morali e amministrativi e cancellando le inefficienze, i tempi lunghi per esami e ricoveri, la cattiva assistenza negli ospedali”. Ma il fatto nuovo, stando alle parole di Bellini, assomiglia tanto ad una rivoluzione culturale, prima che politica: “La politica non deve strumentalizzare la sanità, ma essere al suo servizio”. Ecco da dove ripartire per ridare dignità – per dirla con Bruno – “ai buoni ospedali e ai medici capaci che pure ci sono”. Con un occhio di riguardo per la “cenerentola sanitaria” che si chiama Laterza: “Che è e resta il baricentro del sistema Castellaneta-Laterza-Ginosa, ma è anche cerniera tra Puglia e Basilicata”.
In primo piano, però, restano le disfunzioni. Il poliambulatorio di Ginosa “che non decolla”; l’ospedale di Castellaneta, devastato nell’immaginario collettivo (e purtroppo anche nella realtà) dalla tragedia degli otto morti dell’Utic del maggio 2007; ma anche gli strumenti e le tecnologia d’avanguardia che mancano (pet-tac, risonanza nucleare); l’assistenza domiciliare da potenziare. Oppure il totem del “posto fisso”, declinazione tutta laertina per il servizio 118 che doveva essere medicalizzato, poi non lo è stato, successivamente lo è diventato sulla carta e, a tutt’oggi, non riesce ad esserlo per “mancanza di medici idonei”.
Fanelli non nasconde un moto di realismo: “Non alimentiamo altre illusioni – dice -. La verità è che se il 118 di Taranto funziona con 34, anzi 32 medici, su una pianta organica di 70, vuol dire che Laterza la postazione medicalizzata non l’avrà mai. Piuttosto bisogna cambiare il modo di immaginare il 118, non più fisso in una data postazione, ma dotato di auto mediche e di unità mobili”.
Con un’avvertenza da addetto ai lavori: “Se i medici sono mal pagati e poco formati, per cui fuggono dal 118, allora è necessario pagarli e addestrarli meglio. E magari, noi medici di base, potremmo offrire un servizio di 12 ore per filtrare i codici bianchi, le urgenze che non sono emergenze.
Altrimenti l’ambulanza del 118 rischia di trasformarsi in un trasporto malati più che un presidio salva-vita”. Suggerimenti che il Costantino medico prima che politico accoglie e rilancia: “La storia dei quattro medici a disposizione per il 118 laertino è una barzelletta: uno mi risulta incompatibile, visto che un medico di base non ha le caratteristiche adatte per il 118, gli altri non esistono; e se esistono perché non hanno partecipato al bando dell’Asl? In concreto, tuttavia, l’Asl sta già preparando due atti: un nuovo bando pubblico e il 3° corso di formazione regionale per medici del 118. Certo la volontà politica non basta se i medici non rispondono, né servono certe polemiche assurde…”.
Il discorso, poi, si allarga. Ripartendo sempre da Laterza: “Che, assieme a Ginosa, nel nostro Piano avrà il potenziamento delle branche specialistiche”. E giungendo ad una visione d’insieme: “Il modello ospedalocentrico – insiste il consigliere regionale del Pd - non esiste più ed è sostituito dalla modernizzazione delle strutture, attuata attraverso gli ospedali intermedi, e dalla creazione di una medicina distrettuale che da noi non è mai esistita e ha una doppia funzione: decongestionare gli ospedali e avvicinare la Sanità all’utenza, anche perché certe branche specialistiche non ha più senso farle in ospedale. In tre anni la Sanità provinciale può cambiare volto e strutture, con tre nuovi ospedali (a Taranto, Martina e Manduria, ndr.), il potenziamento di Castellaneta (nuova Tac, la Medicina passerà da 30 a 40 posti, l’Utic riaprirà e la Rianimazione, già pronta, sarà attivata, ndr.) e la riapertura di Massafra. Ma anche i 120 posti per la residenza sanitaria assistita all’Osmairm di Laterza e a Marina di Ginosa, le case della salute di Lizzano e Palagianello, nonché l’hospice di Castellaneta”.
Il tutto con una nuova filosofia, che non teme il rapporto pubblico-privato (vedi il futuro San Raffaele del Mediterraneo: ospedale con gestione pubblica al 51%, privata al 49) e non tralascia un impeto di efficientismo: “Per potenziare ciò che funziona – sintetizza Costantino - e chiudere ciò che non funziona”. A conferma che è ora di darsi da fare, la constatazione finale: “Quella tarantina è la sanità più arretrata di Puglia”. E peggio, davvero, non si può fare.


Massimo D’Onofrio
Corriere del Giorno
Lunedì, 24 novembre 2008




lunedì 24 novembre 2008

“La Scuola delle Tre I”

Siamo alle solite! La Giunta Cristella colpisce ancora.
Sembra che il centro-destra, da Roma giù giù fino a Laterza, abbia nel mirino la scuola. Quella pubblica, ovviamente.
Se la Gelmini, ministra del Governo Berlusconi, ha sferrato un duro colpo alla scuola elementare, facendola ripiombare indietro di almeno vent’anni con la filosofia del maestro unico (= pensiero unico?!), il nostro ha deciso di smantellarla. Fisicamente.
Mi riferisco alla stramberia ed avventatezza di quel progetto che partito qualche anno fa per “abbattere” le mura del plesso Diaz, dopo una forte e decisa presa di posizione delle Istituzioni scolastiche, Dirigente Scolastico e Consiglio di Circolo in testa, è stato trasformato in riqualificazione della corte interna, per subire ulteriori trasformazioni in corso d’opera.
Sicuramente qualcosa che non quadra c’è e nei prossimi giorni cercheremo di fare chiarezza anche su questo. Intanto perché non si può cambiare a proprio piacimento quello che è progettato e che è stato oggetto di gara pubblica. E nel progetto di “Riqualificazione della corte interna Istituto Scolastico Diaz”andato in gara non c’è alcuna menzione né alla realizzazione di “bagni pubblici” né alla demolizione di parte di muro di cinta della scuola per creare un “varco” nel muro di cinta della scuola con annesso cancello. E questo è un aspetto che andrà valutato nelle opportune sedi.
Qui voglio solo evidenziare della inopportunità di queste scelte fatte dall’Amministrazione.
Intanto, sarebbe opportuno che gli spazi della scuola rimanessero alla scuola e non solo per questioni gestionali, ma anche per la responsabilità del controllo sulle aree di pertinenza che investe le Istituzioni Scolastiche. Non è verosimile che la scuola, presidiata durante il giorno dal personale in servizio sia interdetta a tutti, mentre nel pomeriggio diventa “spazio aperto”. Chi controlla l’utilizzo di beni che sono stati acquistati con fondi dedicati alla scuola? Chi potrà prendersi la responsabilità di consentirne o negarne l’accesso? Il rischio è che l’area, dedicata e realizzata per i bambini delle scuole dell’infanzia ed elementare del I Circolo didattico, diventi un porto di mare, con tutti i rischi connessi. Compreso quello di oggetti pericolosi abbandonati che i bambini potrebbero scovare nelle ore dedicate alle attività all’aperto.
Altra grave disattenzione, e mi auguro che se ne occupino immediatamente, è legata alla messa in opera del cancello scorrevole senza le adeguate misure di sicurezza. Realizzare quella tipologia di cancello senza prevedere una rete per evitare che chiunque, bambino o adulto che sia, ci possa infilare un braccio o una gamba, può creare situazioni di pericolo che andrebbero invece evitate.
Infine, il bagno pubblico: veramente qualcosa di inadatto e inopportuno, se realizzato all’interno del sedime dell’edificio Diaz. Inadatto perché le dimensioni sono tali che è praticamente impossibile avere la separazione uomini/donne/diversabili. Inopportuno perché i bambini della scuola materna ed elementare userebbero praticamente quegli stessi spazi.
Purtroppo, come ho già avuto modo di dire già su queste pagine, questa è una politica che si preoccupa dell’effimero, che non riflette sulle conseguenze delle proprie decisioni ed è assillata unicamente di magnificare il proprio operato.
Le priorità di intervento dell’edificio sono altre. La sistemazione del tetto da cui di tanto in tanto ci sono infiltrazioni. La sistemazione delle uscite di emergenza (per esempio, quella vicino all’ufficio del Dirigente Scolastico). Il recupero degli spazi dell’ex casa del custode. Gli interventi conservativi delle strutture (non molto tempo fa c’è stato un distacco di materiale dalla pensilina dell’ingresso principale su via Roma). E la certificazione di idoneità statica, che è rimasta una chimera. E non basta ricordarsi degli “angeli di San Giuliano” solo quando c’è da fare propaganda politica. La programmazione è essenziale e procedere senza un adeguato, anche aspro, confronto con l’opposizione consiliare, con le altre istituzioni presenti sul territorio, gli utenti-cittadini significa ignorare le voci fuori dal coro e fastidiose, non arrendevoli ed inclini ai propri bisogni. Non è demagogia. Quello che si è verificato pochi giorni fa in quell’istituto di Torino, dove un ragazzo di 17 anni ha perso la vita per il crollo di un controsoffitto, è frutto della scarsa attenzione alle esigenze della scuola. Le poche risorse dedicate devono essere impiegate con oculatezza e per le esigenze specifiche della scuola.
Ma a tutto ciò c’è una risposta. Maliziosa e animosa. Il nostro ha avviato la campagna elettorale per le elezioni provinciali e quindi dobbiamo aspettarci di tutto, compreso inaugurazioni Impossibili, Incredibili e Imprevedibili.

Ing. Giuseppe Russi


domenica 23 novembre 2008

Assessore mummia

Domenica mattina la radio “Lo voglio bene al mio paese” emanava un ronzio reboante e, rispondendo agli auspici di Emilio Fido per una radio e per una televisione pedagogica, ospitava una zanzara anofele dal nome SCACCO MATTO che teneva lezioni di socialità e parlava di servizi sociali.

SKAKKY, Ministro repubblichino ai sevizi sociali di Lo voglio bene al mio paese, spiegava ai cittadini che Lui, nel campo dei sevizi sociali e dell’assistenza, ha interrotto prassi arcaiche e clientelari nel rapporto con chi soffre il disagio e versa nel bisogno, affermando una concezione moderna dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria, approvando il primo Piano Sociale di Zona, creando una rete di servizi integrati socio-sanitari per tutti.

Lui è al servizio della cittadinanza ed è con loro che vuole concertare e programmare servizi nell’interesse di tutti.

La modestia è la sua virtù.

Tra le tante cose annunciava che il 31 novembre saranno pagate le richieste di assegno di cura e di prima dote, da due anni sono bloccate nella scrivania del governatore Vendola, che non “lo vuole bene al mio paese”.

Finita la trasmissione Skakky abbandonava gli studi della radio accompagnato a casa, con la testa fasciata come una mummia, da due collaboratori della radio.

Gisella KRISTALLIN, avvisato dallo staff della radio si è precipitato alla stazione radio ed esercitando i suoi poteri di primo cittadino, a reti riunite, ha tranquillizzato la cittadinanza dello stato di salute di SKAKKY: non era successo niente di grave; l'eroico assessore aveva avuto un offuscamento di cervello dovuto al fumo del sigaro e, inavvertitamente, aveva picchiato violentemente la testa su un termosifone.

Il caso comunque non si chiude qui.

Secondo indiscrezioni pare che la scientifica stia vagliando il QI di SCACCO MATTO.


Bagno pubblico nel cortile della scuola, esplode la polemica

LATERZA - «Ma il vespasiano no»: al consiglio del Primo circolo didattico, aperto anche alla stampa, con all'ordine del giorno la ristrutturazione del cortile dell'edificio scolastico "Diaz", si è alzata unanime, l'altra sera, la protesta degli insegnanti e dei genitori presenti. L'antefatto, ricostruito per l'occasione dal dirigente scolastico Francesco Lopane, è "lungo" due anni: parte dal progetto originario, ritenuto «massiccio e invasivo, portatore di forti criticità», proposto dall'Amministrazione comunale e modificato in corso d'opera sulla scorta di incontri e valutazioni intercorsi successivamente fra il Comune e la scuola, e culmina, appunto, nella "querelle" del mini bagno pubblico la cui realizzazione, prima prevista e poi esclusa, sarebbe adesso ritornata probabile. Di più: l'intervento sarebbe stato confermato al presidente dell'organo collegiale della scuola, Francesco Giannico, con il suo vice Donato Conte investito dal consiglio di «mandato esplorativo» per gli approfondimenti del caso, e ancor più perentoriamente l'avrebbe ribadito l'assessore alla Pubblica istruzione Antonio Laterza allo stesso dirigente scolastico. L'assenza all'incontro di rappresentanti dell'Amministrazione comunale, pure invitata, non ha reso possibile il chiarimento in "diretta". E allora: «Luogo assolutamente incompatibile e pericoloso, situazione incontrollabile e rischiosa, in una scuola che accoglie bambini dai due anni e mezzo ai dieci anni» ha spiegato da parte sua, in consiglio, il prof. Lopane. Che ha poi stigmatizzato anche l'atto che l'ente locale avrebbe "consumato" a fine estate, a scuola chiusa, con il cancello "aperto" nella recinzione in muratura dell'edificio, a nord del prospetto che s'affaccia su via Roma: «Non siamo stati neanche avvisati» ha sottolineato Lopane. L'apertura di cui si parla consentirà di accedere anche dall'esterno allo spazio-giochi già allestito, come da progetto, nell'ala nord del cortile del Diaz . Dove dovrebbe trovar posto, con accesso anche dallo spiazzo antistante l'edificio (frequentato soprattutto da anziani e pensionati la mattina, letteralmente invaso dai più giovani la sera) il contestato "vespasiano". Da qui, dopo approfondito e partecipato dibattito, la decisione, approvata all'unanimità dall'assemblea, di elaborare un documento da sottoporre all'attenzione dell'amministrazione comunale. Documento con finalità doppia: rinnovare il parere fortemente contrario alla realizzazione del bagno pubblico, e subordinare a regolare convenzione (per esempio con la Ludoteca comunale), l'utilizzazione dello spazio-giochi anche durante la chiusura estiva.

Francesco Romano

La Gazzetta del Mezzogiorno

22 novembre 2008


venerdì 21 novembre 2008

Un nuovo contratto per tutti

La disoccupazione è calata negli ultimi dieci anni, magli italiani sono insoddisfatti: i loro salari sono più bassi della media europea ed è sempre più difficile entrare nel mercato del lavoro dalla porta principale. Soltanto uno su dieci riesce a trasformare il contratto a tempo definito in un'assunzione a tempo indeterminato. Se poi perdi il lavoro e non appartieni a una grande impresa nessuno ti aiuta. E allora, cosa fare contro la precarietà? I rimedi ci sono: contratto unico senza scadenza per tutti i lavoratori e con tutele gradualmente crescenti. Occorre anche un salario minimo e riformare gli ammortizzatori sociali. Sarà così possibile rilanciare il lavoro e aiutare i giovani, le donne e i disoccupati di tutte le età, smettendo di sostenere solo chi è dentro il mercato. A costo zero per il contribuente. Ma perché nessun governo finora lo ha fatto? Titolo
Un nuovo contratto per tutti
Autore

Boeri Tito; Garibaldi Pietro

Manutenzione delle strade le precisazioni dell'ass.re Carrieri

Carrieri: il nostro impegno per garantire la sicurezza e migliorare la viabilità. Strade, al via la manutenzione straordinaria nel versante occidentale. Investimento pari a 1 milione e 200mila euro.
“Al via il programma di interventi di manutenzione straordinaria per le strade del versante occidentale della provincia ionica”. Ad annunciarlo è l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri.
“Gli interventi – spiega l’esponente della giunta Florido – riguarderanno la strada provinciale 19 Laterza-Santeramo, le provinciali 5 e 2 in territorio di Ginosa, le strade provinciali 32, 29 e 53 in agro del comune di Mottola.
I lavori consisteranno nella risagomatura della sede stradale e dunque nella risistemazione della segnaletica orizzontale. In alcuni casi saranno installate barriere metalliche per la messa in sicurezza dei tratti stradali interessati. L’affidamento dell’appalto degli interventi previsti è stato approntato con la formula del cosiddetto ‘contratto aperto’ per un importo complessivo di 1 milione e 200mila euro, tra primo e secondo lotto di lavori.
I fondi stanziati – specifica ancora Carrieri – derivano dalla ripartizione operata dalla Regione Puglia e destinate alla manutenzione delle strade gestite in passato dall’Anas. La giunta Florido non ha perso tempo ed ha impiegato queste somme per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale. Come spesso ci accade di ripetere, sappiamo che tutto ciò non è sufficiente, non è infatti facile recuperare i ritardi accumulati in decenni di malgoverno. Ma noi ce la stiamo mettendo tutta, investendo in questo settore svariati milioni di euro e promuovendo specifiche campagne di comunicazione”.
Fonte: Corriere del Giorno

Il Gioco del lotto

Venuto a sapere che la locale sezione del Partito Democratico ha lanciato l'appello di sistemare la SP 17 e la 23, Gisella KRISTALLIN ha suggerito ai suoi seguaci di giocare i suddetti numeri al lotto sulla ruota di Altamura e Gioia del Colle.

Sentita la milionesima cazzata giornaliera, il suo tutor gli ha fatto notare che per SP 17 si intende la strada che va verso Altamura, mentre SP 23 è la strada che va verso Gioia del Colle e il PD si è rivolto al reale responsabile istituzionale delle strade provinciale e non al responsabile virtuale.

http://lucifero.bloog.it/

mettere in campo le nostre idee, le idee dei giovani,le idee del futuro

PRIMARIE GIOVANILI

Il 21 novembre presso la sede del PD a Ginosa in Corso Vitt. Emanuele " DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00 E DALLE ORE 16.00 ALLE ORE 21.00"


POTRANNO VOTARE TUTTI I RAGAZZI DAI 14 AI 29 ANNI PRESENTANDO UN DOCUMENTO D'IDENTITA ED ESPRIMENDO LA PREFERENZA PER IL CANDIDATO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE, ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE E ALL'ASSEMBLEA REGIONALE.


Esprimi anche tu la preferenza e partecipa alle attività del Circolo Giovanile nell'interesse della società e delle generazioni future. Diversi sono i motivi per essere fieramente democratico e per agire in favore dei nostri diritti, quei diritti che spesso vengono messi in discussione e solo lavorando insieme possiamo sostenerli poiché rappresentano il centro della nostra vita quotidiana per il futuro, nostro e della comunità tutta.

giovedì 20 novembre 2008

"Dal 118 a Laterza al Piano Sanitario Regionale"

Il PD di Laterza Vi invita alla mainifestazione:
"Dal 118 a Laterza al Piano Sanitario Regionale"

Venerdi' 21 Novembre alle ore 19:00 presso la Cittadella della Cultura a Laterza.

Il PD di Laterza vuole illustrare il Piano Sanitario Regionale del Governo Vendola. Con questo Piano Sanitario, nella provincia di Taranto,si avrà una struttura d'eccellenza (il SS. Annunziata), tre ospedali intermedi (a Manduria, Martina Franca e Castellaneta) e due di base (Massafra e Grottaglie). A Mottola ci sarà il polo riabilitativo d'eccellenza (riabilitazione cardiologia, respiratoria e neuromotoria) . Dopo gli anni degli scandali e delle inchieste legate alla passata Gestione del centro-destra, targata Fitto, possiamo finalmente tornare a parlare anche nel territorio ionico della buona sanità.Lo si deve all'impegno della Giunta Vendola e, soprattutto, dell'assessore Tedesco, che, dopo una ricognizione dei fondi assegnati negli anni scorsi per la realizzazione dei programmi di edilizia ospedaliera, ha rimodulato le risorse non utilizzate investendo sul nostro territorio.Gli impegni assunti nel 2005 da Vendola e dal centrosinistra non sono rimasti parole ma si stanno traducendo in fatti concreti.Il PD di Laterza vuole inoltre definire la strada politica per cercare di risolvere i problemi legati al nostro territorio in ambito sanitario. A tal proposito si fara' chiarezza sulla questione de 118, come il centro-sinistra sta ripristinando un servizio indispensabile , che nel 2003 il Governo Fitto aveva indebitamente strappato alla nostra comunita'. Con la nostra manifestazione vogliamo cancellare quell' immagine pessima di una sanita' che e' stata strumento della politica, perche' la politica, per noi, deve significare impegno per migliorare la sanita'.