martedì 2 settembre 2008

IL BLOG CENSURATO

Riportiamo un post che commenta una sentenza sulla censura di un blog. Probabilmente questa sentenza influenzerà l'impostazione del nostro blog a partire dai prossimi giorni.
Cosa ne pensate?
Nel blog http://pdobama.wordpress.com
ci sono alcuni commenti condivisibili.

La vicenda di Carlo Ruta è oltremodo interessante. Il giornalista e storico ragusano aveva visto chiudere il suo sito accadeinsicilia.net nel lontano 2004. Il sito che portava avanti con coraggio una serie di inchieste sulla mafia in Sicilia era stato oscurato con un’ordinanza del giudice di Ragusa Vincenzo Saito. La ragione per raccontare questa vicenda, ignorata dalla stampa, non è soltanto ricordare le battaglie di Ruta contro il sistema di potere in Sicilia per cui si rimanda a questa intervista a “reporter associati”.

La storia di questo sito e del suo autore parla a tutti noi. Nel maggio 2008 infatti, a quasi quattro anni dall’inizio dell’inchiesta, è giunta la condanna di Ruta ad una sanzione pecuniaria per “la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia” e diffuso sul sito internet www.accadcinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica”. Ruta è stato condannato per il reato previsto dagli artt.5 e 16 della L. 08.02.1948, sulla base dell’estensione della definizione di prodotto editoriale data dal comma 1 dell’art. 1 della Legge. n. 62/2001.

Sono appena state pubblicate le motivazioni della sentenza, disponibili sul Blog di Minotti. Su queste motivazioni dovremmo riflettere tutti, visto che si tenta una prima possibile definizione di Blog.

Ruta aveva infatti dichiarato di fronte al magistrato che il sito non doveva essere inteso come un vero e proprio giornale, quanto invece come un blog, nelle sue parole “un diario di informazione civile.” Bene, la dr.ssa Patricia Di Marco tenta nelle motivazioni alla sentenza di delineare le caratteristiche di un Blog:

Al riguardo giova innanzitutto evidenziare che il “blog” è principalmente uno strumento di comunicazione ove chiunque può scrivere ciò che vuole e come tale può anche essere usato per pubblicare un giornale.

Infatti un “blog” può anche essere utilizzato come metodo di presentazione di un giornale, cioè di una testata registrata con una sua linea editoriale, per coinvolgere il pubblico.

Pertanto diverso può essere l’uso che si fa del blog nel senso che lo si può utilizzare semplicemente come strumento di comunicazione ove tutti indistintamente possono esprimere le proprie opinioni sui i più svariati argomenti ed in tal caso non ricorre certamente l’obbligo di registrazione, ovvero come strumento tramite il quale fare informazione.

Nella fattispecie de qua, come risulta dalle pagine acquisite agli atti e come ha riferito il teste La Tora, per pubblicare degli articoli sul sito creato dal Ruta era necessario contattare costui e sottoporre alla sua preventiva valutazione l’articolo che si intendeva pubblicare.

Proprio quest’ultima osservazione deve far riflettere, perché mentre alcuni Blog sono, come questo, completamente aperti ai commenti, in altri viene usato una forma di moderazione, in altri ancora non è prevista la possibilità di intervento. In nessun caso però e possibile scrivere un articolo “post” senza esserne autori.

Non solo, il sito di Ruta non poteva essere considerato un Blog visto che “il sito internet creato dall’imputato presentava le caratteristiche di un periodico per la sistematicità con cui veniva aggiornato” e “che gli articoli venivano pubblicati con cadenza giornaliera”.

Se seguiamo questo ragionamento, nessuno dei “siti” che trovate nel nostro BlogRoll o che appartengono agli iscritti al nostro circolo è un Blog, tornati tutti dalle ferie il mio reader sta impazzendo.

Dunque se non è possibile inserire un post nel vostro sito senza esserne gli autori o senza la vostra valutazione preventiva, se lo aggiornate con frequenza periodica, il vostro non è un Blog.
dell’autore.

La ricostituente

Ora d'arial'Unità, 30 agosto 2008“
Cari ragazzi,
da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra dell’Istruzione (un bell’applauso all’on. prof. Mariastella Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esamineremo articolo per articolo. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce il dovere della solidarietà.

La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno può eleggersi da solo.

Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche, condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o potenti che siano.

Se uno viola la legge, ne risponde alla Giustizia, foss'anche il capo del Governo. La Repubblica è una e indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o secessioni.
Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l’arte e la scienza sono libere.
Lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al Governo o al Parlamento.
La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di asilo.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per dire, non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Irak o Afghanistan.
La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai ministri.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente precariato.
Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con disciplina e onore (il che esclude imputati, condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali. E' lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Dunque se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della carica, la responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla Giustizia ordinaria: cioè devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per concorso pubblico. Vietate le lottizzazioni, i favoritismi e soprattutto i conflitti d’interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale (che dunque è obbligatoria, non discrezionale). E gode delle garanzie stabilite dall’ordinamento giudiziario, che è unico per tutti i magistrati. La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso il Csm: oltre al capo dello Stato che lo presiede e al primo presidente e al procuratore generale della Cassazione, gli altri membri sono eletti per due terzi dai magistrati e per un terzo dal Parlamento. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non ottengono i due terzi dei voti, sono sottoposte al referendum popolare confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto partito fascista… Tutto chiaro, ragazzi? Domande?”. Voce dal fondo dell’aula: “Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando? Perché per un attimo ho avuto l’impressione che si riferisse all’Italia. Nel qual caso, mi scusi, ma non è che niente niente ci stava prendendo un tantino per il culo?”.

lunedì 1 settembre 2008

Lettera aperta dei riformisti socialisti del Partito Democratico di Laterza

Ci siamo domandati più volte la giunta del sindaco Cristella possiede tutti i requisiti morali e politici per essere una buona amministrazione per i cittadini di Laterza?
Leggiamo la gazzetta del mezzogiorno del 19 agosto u.s. in fondo, è un giorno di vacanza, il Sindaco Cristella risponde accompagnato dall’assessore Catucci delegata all’ambiente, agli abitanti di Via della Libertà. Ha detto Licia Catucci:”I cittadini di via Libertà fanno richieste incomprensibili, fuori luogo” il comune ha emesso apposite ordinanze perché i privati proprietari procedessero, nei termini di legge e nei limiti del consentito, alle operazioni di pulizia di cui si parla “.
I cittadini in località “Parco Avvucchiara” il 25 luglio all’improvviso si trovarono però, a fare i conti con il fuoco. E con il fuoco non si scherza. Scoppiò un incendio che metteva in pericolo le loro case costruite con tanto sacrifici. Insorgevano ondate di rabbiosa protesta da parte dei cittadini nei confronti di chi rappresenta le Istituzioni- Comune- forestale- che venivano marginalmente modificati dall’intervento dei vigili del fuoco.
Per i cittadini di una comunità, il Comune è e resta la istituzione di alto livello politico-tecnico-amministrativo-morale di una nazione democratica.
L’assessore Catucci risponde ai cittadini con una conclusione che l’incendio scoppiato il 25 luglio le responsabilità non sono da attribuire all’amministrazione locale perché: “è una piaga che ha dimensioni nazionali”.
Sono parole che segnano atteggiamenti inopportuni,che evidenziano una situazione politica fortemente in crisi di fronte al servizio della verità delle responsabilità istituzionali. La richiesta degli abitanti di via Libertà ritengono invece che le loro richieste sono in buona fede, non hanno chiesto al Sindaco lo scioglimento del consiglio comunale. L’argomento è stato pure discusso in consiglio comunale sulla base di documenti presentati dai cittadini e da consiglieri comunali, un anno fa circa.
Ricordiamo queste cose perché rimanga chiaro che il Comune di Laterza non va esente da nessuna delle responsabilità quando i cittadini pagano un prezzo per ottenere un diritto come quella di avere una casa sicura. Gli stessi cittadini hanno poi pagato un altro prezzo collaterale e non meno importante, ed è stato quello di pagare, anche il condono edilizio, per colpa del sistema politico e dei politici incapaci, di presentare un Piano regolatore generale. Perché?Perchè l’Italia continua ad essere governata da una classe politica senza scrupoli che crea prassi illegali che non si verifica in nessun Paese del mondo. Laterza vive lo stesso processo.
La risposta del Sindaco Cristella diciamo che non è soddisfacente, ha voluto assecondare con ogni mezzo il desiderio di chiarezza che il popolo laertino di via libertà reclama. Questo non è un errore politico, signor sindaco, è una stupidaggine che infetta la vita dei laertini.

L’area riformista socialista del Partito Democratico di Laterza
- Bruno Franco
- Antonio Losito
- Franco Danzi-

Transizione verso la Restaurazione

Le primarie per le provinciali, poi le elezioni europee, il contenuto e i contenitori, l'oligarchia politica, Florido e la sua amministrazione, il supplizio divino .......... e siamo arrivati a Settembre. Vi proponiamo due commenti di Francesco Vasto e Peppe Russi che sintetizzano uno stato d'animo presente nella base del Pd.

Caro G.S. (utente e commentatore del nostro blog) tu ci chiedi che posizione il PD Laterza ha rispetto alle primarie per la scelta dei Parlamentari Europei. Dato che non posso parlare a nome del Partito, ti rispondo a titolo personale, per quanto mi riguarda sono per lo svolgimento delle primarie per ogni consultazione elettorale, ed in special modo per le elezioni di cariche monocratiche e per quelle consultazioni per le quali la legge elettorale preveda il sistema delle liste bloccate.
Poi a qualcuno, può far comodo (dopo aver proposto i più torbidi, nonché fantasiosi scenari) lasciar intendere che la lotta per le primarie sia diretta solo a scalzare il Presidente Florido, ma il punto non è davvero questo. Mi chiedo, cosa dovrei fare per agevolare lo svolgimento delle primarie per le elezioni europee (di solito quando c'è un problema sono abituato a chiedermi cosa posso fare io, invece di criticare gli altri perchè non si stanno dando da fare)?
Scrivere alla segreteria provinciale e regionale? alla nazionale? Devo scrivere un post su questo blog per chiedere a Veltroni ed Emiliano e a Pentassuglia di far svolgere le primarie? A quale scopo?
Il coordinatore provinciale ha praticamente chiuso la questione per le Provinciali, Emiliano, se non sbaglio, ha già espresso la volontà di non fare le primarie per il prossimo mandato di sindaco. A tutto questo aggiungete la valanga di critiche che mi/ci siamo presi fin ora, da ambienti "istituzionali" e da anonimi commentatori. Mai una parola di incoraggiamento. Niente. Adesso questo sciagurato governo, cambierà la legge elettorale, bloccherà le liste, e qualche funzionario di partito deciderà chi è dentro e chi è fuori.
Scommettiamo che nessuno si lamenterà?
Francesco Vasto
Concordo al 100% con le osservazioni che ha esplicitato Francesco.
Credo che con il passare del tempo la "restaurazione" rischia di diventare una realtà, anche nel nostro Partito. Voglio ancora credere che qualche possibilità di cambiamento sia ancora possibile. Almeno nel nostro piccolo. Non condivido la scelta scontata del segretario Pentassuglia non perché, in linea di principio, sia contrario a Florido o checchessia, ma solo per il modo con cui nasce. Calata dall’alto. Eppure l’apertura che il Presidente aveva fatto ad inizio estate sulla sua disponibilità aveva lasciato ben sperare che a determinare il candidato presidente sarebbero state le primarie. Ovviamente, non primarie ad ogni costo. E’ chiaro che in assenza di altri candidati lo svolgimento delle primarie sarebbe stato inutile. MA SOLO DOPO QUESTA EVENTUALITA’. Ecco perché la scelta annunciata l’altro giorno in un’intervista dal segretario provinciale, a mio parere, è stata inopportuna.
Le Europee? Difficile dire cosa accadrà. Certo che se quel che si vocifera diventerà realtà (liste bloccate e via a seguire...) assisteremo al "riposizionamento" utile dei soliti noti (segretari ed ex-segretari, onorevoli ed ex onorevoli...) da parte di TUTTI i partiti. Mi auguro che Veltroni abbia il coraggio di scrollarsi di dosso tutti questi luoghi comuni e che inizi veramente a dirigere questo NUOVO Partito. Altrimenti avranno avuto ragione tutti i detrattori, che ancora aspettano sulla riva del fiume, a dubitare di questa novità. E allora si rischia l'implosione e il ritorno al passato (se mai ce siamo distaccati).

Giuseppe Russi

Onore al merito: la Progeva e' arrivata grazie al Sindaco!

Come al solito, bisogna fare un pò di chiarezza partendo dalla premessa che tutti gli atti citati sono a disposizione di chiunque voglia prenderne visione.

1) NON E' ASSOLUTAMENTE VERO CHE LA PROGEVA VIENE A LATERZA NEL 1999. Come poteva se la società a r.l. si è costituita solo il 25 MAGGIO 2000 in quel di Castellana Grotte, notaio Giuseppe Ladisa? Forse il Sindaco si riferiva a qualche altra attività che all’epoca richiamata aveva fatto richiesta di realizzare uno stabilimento per la produzione di salotti. Ed allora il conto torna. Ed in effetti, con Cassano Sindaco, una variante urbanistica, esecutiva, era stata approvata con la deliberazione di C.C. n.7 del 06 marzo 2001 per un’area che in quota parte oggi è interessato dallo stabilimento Progeva. L’approvazione della variante che interessa la Progeva avviene con deliberazione di C.C. n. 69 del 5 dicembre 2002, Cristella Sindaco.
Onore al merito. Quindi non è assolutamente vero che “al primo appuntamento negativo, naturalmente si cerca di scaricare al Sindaco il problema”. E’ IL SINDACO CRISTELLA E LA SUA GIUNTA CHE HANNO FATTO LA LORO SCELTA POLITICA e se ne devono assumere per intero le responsabilità.

2) PROGEVA, STATO, VENDOLA E CO.. E’ appena il caso di ricordare al Sindaco che il governo (lo Stato…) era il Governo Berlusconi, che la giunta regionale era la Giunta Fitto e che la giunta provinciale era presieduta da Rana: con l’affermazione a Laterza del centro destra si completò il “filo conduttore” che avrebbe risolto miracolosamente tutti i problemi. Ma si sa. Le promesse fatte sull’effimero durano lo spazio di un mattino e alla fine resta solo il ricordo.

3) MANIFESTAZIONI E DINTORNI. Un dubbio m’assale. Ma questo è lo stesso Sindaco che per le scorie di Scanzano, come riferisce lui stesso, è sceso in piazza CON LA GENTE?! Ed è lo stesso Sindaco che in svariate occasioni ha dichiarato che, se lui NON SBATTEVA I PUGNI SUL TAVOLO non ne avrebbe ricavato nulla per il paese. E allora, perché oggi criticare una manifestazione che ha come solo ed unico scopo richiedere a chi di dovere di intervenire per eliminare i cattivi odori. Forse che quelle 50 persone (SE MAI FOSSERO SOLO CINQUANTA…) non meritano l’attenzione delle istituzioni… Mah.

4) I FATTI. “… Siccome io (il Sindaco) non faccio dietrologia, non do responsabilità agli altri, sono abituato ad affrontare i problemi, tanto è vero che ho fatto una ordinanza, mi sono recato più volte con la Commissione e senza Commissione, abbiamo convocato al Comune Commissioni e altre cose per poter parlare e affrontare il problema, per risolvere il problema di quei cittadini e nostro, perché anche noi siamo cittadini e sicuramente non vogliamo sentire il cattivo odore…” . E’ vero. C’è l’ordinanza di bloccare l’impianto fatta il 25 GIUGNO. Ma è anche vero che è stata sufficiente una semplice comunicazione della proprietà il giorno 30 GIUGNO, nella quale si affermava - Che “nessuna variazione è intervenuta circa le portate d’aria trattata nei giorni segnalati; … non vi è stata alcuna interruzione del trattamento dell’effluente gassoso immesso in atmosfera e conseguentemente nessuna comunicazione si è ritenuto dovesse essere fatta circa il blocco dell’impianto alla Provincia di Taranto, al Comune di Laterza e all’ARPA Puglia DAP di Taranto” - di “AVER SODDISFATTO LE RICHIESTE DI CUI AL PUNTO 2 DELL’ORDINANZA”,- che avrebbero ripreso a far data dal 01 LUGLIO le normali attività dell’impianto di compostaggio di proprietà della Progeva Srl.Ed è ancora un fatto che ciò è stato sufficiente al Sindaco per revocare, con Ordinanza n. 27 del 30 GIUGNO, la precedente,” ESSENDO STATO RIPRISTINATO IL FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO PROGEVA SRL DI LATERZA PER LE EMISSIONI

MALEODORANTI”.Ovviamente l’olfatto dei laertini (in alcuni casi anche lo stomaco…) non è dello stesso parere, vero com’è che la puzza continua a sentirsi, soprattutto in alcune ore del giorno (all’alba, in particolare), e che le ricadute sull’intera cittadinanza iniziano a sentirsi con maggiore frequenza.
Giuseppe Russi

venerdì 29 agosto 2008

Senza Vergogna!

Presidente FRIGIOLA
Grazie Sindaco, grazie Consigliere Catapano. La seconda interrogazione riguarda la gestione l'area a parcheggio pubblico sita sull'ex strada 580, adiacente al complesso turistico ricettivo "Villa dei Principi". L'interrogante è il Consigliere Cirielli. Prego, Consigliere.

Consigliere CIRIELLI

Noi, con questa interrogazione, poniamo dei quesiti all'Ammi- nistrazione Comunale e, in particolare, l'utilità dal punto di vista politico, in effetti, di fare degli scomputi di urbanizzazione con la delibera 247 del 23.12.05 al complesso Villa dei Principi, facendo un parcheggio... dando la possibilità di fare un parcheggio comunale. Io non so quale Comune avrebbe fatto un parcheggio comunale più vicino - probabilmente - un altro poco al Comune di Ginosa che non al Comune di Laterza, perché è a circa 3 chilometri di distanza dal Comune. Cioè un cittadino che deve andare a parcheggiare a Laterza, dovrebbe andare a parcheggiare a 3 chilometri dal Comune di Laterza e poi con una navetta magari spostarsi al centro. Penso che sia assurdo!
Quindi l'utilità dal punto di vista politico.
L'interrogazione non c'è bisogno di leggerla: in effetti dice le stesse cose che sto dicendo io.
Anche perché tanto è inutile, in effetti, questo parcheggio per i cittadini di Laterza che lo stesso complesso Villa dei Principi ci ha fatto per pervenire, in data 4 dicembre 2007, una richiesta di utilizzare in modo oneroso il parcheggio, perché tanto dice: "Del Comune di Laterza... non abbiamo visto mai parcheggiare una macchina dei cittadini di Laterza su questo parcheggio, quindi è inutile. Quindi, pertanto - dicono - chiediamo di utilizzare noi a livello oneroso questo parcheggio".
Ma la cosa più grave è che nella risposta scritta che ci è stata formulata da parte degli Organi competenti, quindi dai funzionari, è che in effetti ancora non è stato fatto un sopralluogo congiunto di conformità. Questo è molto strano! Cioè: a distanza di due anni e mezzo non è stato fatto, da parte degli Organi competenti, quindi degli Uffici Tecnici..., quindi non è stato dato mandato a nessuno di fare un sopralluogo per la conformità, per vedere se effettivamente questo parcheggio che è stato realizzato è conforme o meno a quello che in effetti il progetto riportava.
Poi, ancora più strano, è il fatto che comunque, siccome è un parcheggio pubblico - e ci sta pure "parcheggio pubblico" - da circa un anno/un anno e mezzo probabilmente, c'è una barriera che puntualmente è bloccata con un lucchetto e, quindi, probabilmente il Comune di Laterza avrà a disposizione qualcuno che quando uno deve andare a parcheggiare, deve aprire la barriera, far parcheggiare e poi chiudere!
Cioè vorremmo capire a che cosa serve questa barriera. Se è questo, perché c'è questa barriera che impedisce eventualmente al cittadino che non andrà mai là a parcheggiare...?
Quindi queste sono le interrogazioni!
Dal punto di vista politico, qual è la convenienza? Fare un parcheggio a 3 chilometri dal paese: è assurdo! In nessun Comune d'Italia probabilmente c'è questo, fatto con lo scomputo degli oneri di urbanizzazione.
Presidente FRIGIOLA
Grazie, Consigliere Cirielli.
La parola al Sindaco.


Sindaco CRISTELLA

Volevo sapere solo chi sono i tre Consiglieri, perché non riesco a leggere la calligrafia. Perché dell'opposizione sono sette, se non sbaglio: era giusto per sapere da chi viene l'interrogazione.

Consigliere CIRIELLI

Uno sono io, poi Catapano e Stano.


Sindaco CRISTELLA

Solo questo!


Consigliere CIRIELLI

Perché: c'è problema?


Sindaco CRISTELLA

No! Sto chiedendo. Siccome siete sette e qui siete tre, non riuscivo a... e ho chiesto.


Consigliere CIRIELLI

Un singolo Consigliere, Sindaco, non può fare un'interrogazione, non può chiedere?


Sindaco CRISTELLA

Non sto dicendo niente!


Presidente FRIGIOLA

Consigliere Cirielli: è legittimato a chiederlo anche!

Sindaco CRISTELLA

Stai arrabbiato?
Stai tranquillo, stai calmo che già fa caldo oggi!
«Risposta all'interrogazione riguardante la gestione dell'area a parcheggio pubblico sito sulla ex SS. 580 adiacente al complesso turistico ricettivo "Villa dei Principi".
Sull'argomento si precisa che l'intervento edilizio per la realizzazione del complesso denominato "Villa dei Principi" imponeva la cessione gratuita di aree a favore dell'Ente per la realizzazione di standard urbanistici da adibire a verde o a parcheggi pubblici.

E` tale l'intendimento previsto dal D.P.R. 447/98 e dal D.P.R. 440/2000.

La Giunta Comunale ha poi ritenuto, in maniera del tutto trasparente, la convenienza per l'Ente della realizzazione delle sistemazioni e dello standard ceduto alla ditta proponente mediante scomputo degli oneri, piuttosto che l'impiego diretto in risorse pubblico, con un risparmio di circa 34.000 euro di fondi comunali.

Si precisa che, alla data odierna, non vi è ancora stata la consegna al Comune dell'opera realizzata a scomputo, che dovrà avvenire previo sopralluogo congiunto di conformità. Solo da quel momento l'area entrerà nella piena disponibilità del Comune.

Non esiste alcuna convenzione che fissi le modalità di gestione dell'area a parcheggio pubblico in parola. In ultimo, si precisa inoltre che nella relazione del Bilancio 2007 il Consiglio Comunale ha deciso di non consentire ulteriori scomputi a disposizione che è stata da quel momento ottemperata dalla Giunta Comunale.

Si evidenza che in data 04.12.2007 al protocollo comunale n. 17.489 è stata presentata istanza per il comodato oneroso di tale area».

Ultima cosa - giusto così - in quell'area ogni giorno, quando la sala lavora, parcheggiano i dipendenti, che sono per la maggior parte cittadini di Laterza, in attesa che l'Amministrazione deciderà il da farsi in futuro.
Credo di aver risposto.

Presidente FRIGIOLA

Grazie, Sindaco.
Se è soddisfatto Cirielli della risposta... Prego.

Consigliere CIRIELLI

Per niente! Perché, in effetti, non è stato risposto a nessuno dei quesiti.

Cioè noi vogliamo sapere l'opportunità politica da parte di questa Amministrazione di fare un parcheggio a circa 3 chilometri.

Poi non sappiamo ancora se effettivamente... cioè il fatto che non è stato ancora dato il visto di conformità è gravissimo perché sono passati già due anni e mezzo; poi non sappiamo ancora (cioè dagli atti non si evince) se effettivamente è stata fatta cessione del terreno adibito a parcheggio pubblico; e, ancora, il fatto della sbarra. Cioè per questa sbarra c'è qualcuno... come viene gestito questo discorso della sbarra? C'è qualcuno che lo gestisce?

Non c'è stata risposta a nessuno dei quesiti in oggetto. Quindi ci sentiamo insoddisfatti!

Presidente FRIGIOLA
Grazie, Consigliere Cirielli.

Per Luca e Davide

Ora d'arial'Unità, 27 agosto 2008
Gentili presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio, vorrei sottoporvi un piccolo caso che mi è stato segnalato da un gruppo di giovani di Santarcangelo di Romagna (il loro gruppo si chiama come questa rubrica: Ora d'aria) e che dovrebbe forse suscitare la vostra attenzione, visto che le vostre auguste persone sono da un mese immuni da procedimenti penali in virtù del celebre Lodo Alfano. Il caso riguarda Luca Zanotti e Davide d’Orsi, rispettivamente di 24 e 28 anni ed è raccontato dettagliatamente nel blog




Nel 2005, in vacanza in Grecia, vengono trovati con addosso 21 grammi di hashish e incarcerati per quattro giorni. Poi escono su cauzione e rientrano in Italia, senza presenziare alle fasi iniziali del processo, anche perché l’avvocato greco non li avverte dell’impossibilità di essere processati in contumacia (in Italia si può, in Grecia no). Così, nell’aprile scorso, tre anni dopo i fatti, la magistratura greca emette contro di loro un mandato di cattura internazionale, con richiesta di estradizione all’Italia. Le autorità giudiziarie e ministeriali italiane concedono prontamente entrambe. L’ultimo appello presentato dai difensori di Luca è stato respinto il 21 agosto dalla Cassazione. Ora, è chiaro che i due hanno violato il codice penale della Grecia, che pare non faccia distinzione alcuna fra il consumo personale e lo spaccio di droga. Vista l’esigua quantità di hashish sequestrata ai due giovani, è più che ovvio che si trattasse di uso personale. Eppure Luca e Davide sono imputati di “traffico internazionale di stupefacenti”: pena prevista, in Grecia: fino a 10 anni di carcere. E’ molto probabile che, sulla carta, tutto si sia svolto nell’assoluta legalità procedurale, formale e sostanziale. Non sono un giurista, ma un semplice cronista, e dunque posso soltanto domandare come sia possibile che di fronte a una disparità giuridica così spropositata fra i nostri due ordinamenti lo Stato italiano abbia deciso di consegnare i due pericolosi narcotrafficanti alla giustizia greca. Ora i due putribondi figuri, se non accadrà nulla nel frattempo, resteranno in un carcere greco fino al processo e, se condannati (come è altamente probabile), seguiteranno a marcire in cella sino al termine della pena che verrà loro inflitta. La domanda è molto semplice, quasi banale: non si può fare nulla per loro? Non sarebbe il caso di rivolgere un appello alle autorità greche? Se i due fossero terroristi e assassini, potrebbero rifugiarsi in Francia, paese com’è noto molto ospitale con i Toni Negri, i Pietrostefani e i Cesare Battisti (quest’ultimo, avendo assassinato alcune persone inermi, è stato appena gratificato di un certificato di buona condotta formato dal Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga). Se i due fossero corrotti, o corruttori, o concorrenti esterni in mafia, o favoreggiatori di Cosa Nostra o della camorra o della ‘ndrangheta, sarebbero di sicuro parlamentari e dunque immuni dalle manette. Se, puta caso, fossero imputati di corruzione di testimone, appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio, o avessero tentato di comprasi qualche senatore o un dirigente Rai, o avessero elogiato un mafioso sanguinario come “eroe” nazionale, potrebbero legittimamente aspirare alla presidenza del Consiglio. Se avessero, viceversa, avuto una società di brokeraggio insieme a qualche futuro condannato per mafia, siederebbero alla presidenza del Senato. Se avessero malmenato e morsicato alcuni poliziotti durante una perquisizione, sarebbero ministri dell’Interno, pontificherebbero a Cortina sulla “linea dura” contro il crimine (degli altri). Se invece avessero dichiarato di volersi pulire il culo col Tricolore, o intascato 200 milioni della maxitangente Enimont, troneggerebbero al dicastero delle Riforme istituzionali e verrebbero invitati alla grande Festa Democratica. Se magari usassero partecipare a coca party con squillo incorporate, siederebbero alla Camera nei banchi dell’Udc. Ma purtroppo, giovani e sprovveduti come sono, si sono limitati a portarsi qualche canna nello zaino durante un vacanza all’estero. Dunque le alte e medie cariche istituzionali sono a loro giustamente precluse. Si potrebbe varare un emendamento al Lodo Alfano, che estenda a loro l’invulnerabilità penale, magari togliendola al presidente della Repubblica, della Camera e del Senato che non avendo, diversamente dal premier, alcun processo in corso, dell’immunità non sanno che farsene. In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti.

DONAZIONE SANGUE

DONAZIONE SANGUE

DOMENICA 31 Agosto dalle ore 8:30 presso il Poliambulatorio in Via per Matera

Bandierina

La vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. Il piano presentato ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di ‘bandierina’, con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale. Non era davvero questa la nuova Alitalia che si sarebbe dovuta far nascereIl Consiglio dei ministri ha dato via libera al Dl e al Ddl con le modifiche alla legge Marzano per mettere mano alla drammatica situazione di Alitalia. Il dl prevede la possibilità da parte del commissario di procedere a una trattativa privata per la cessione di una parte della compagnia dopo aver effettuato una perizia. Sarà il commissario straordinario a stabilire il prezzo di cessione degli asset. Si prevede inoltre la sospensione delle norme antitrust in relazione alla integrazione con Air One, una mossa che deve passare il vaglio dell’Unione Europea, per la quale non si escludono bocciature. Ma chi si farà carico dei debiti e della svalutazione delle azioni di Alitalia? “Sono mesi che il Pd lancia l’allarme sull’inqualificabile prospettiva di scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti italiani, sugli azionisti e obbligazionisti della società, sui lavoratori dell’azienda e sulle loro famiglie. In questi giorni i più autorevoli commentatori economici italiani hanno ripreso queste osservazioni sollevando anche altri pesanti interrogativi, riguardo ad esempio l’approvazione europea di questo piano”. Da Denver, dove si trova per la Convetion del Partito democratico americano, Walter Veltroni, segretario del PD, esprime tutta la sua profonda preoccupazione per i risvolti di questa faccenda: “La vicenda Alitalia è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza”. Per Veltroni si tratta di una soluzione confusa che non fa gli interessi del Paese. E ribadisce che il governo Berlusconi dovrebbe rispondere nelle sedi parlamentari sul futuro della compagnia di bandiera italiana, rispondere ai mille dubbi che fanno “rimpiangere l’incredibile occasione perduta mesi fa quando la destra respinse scelleratamente, per miopi calcoli elettorali, l’accordo di fatto già raggiunto con Air France”. Per Alitalia si prospetta dunque un “futuro di certo peggiore sotto tutti i punti di vista”. Un piano, che, “alla faccia della tanto decantata difesa dell’italianità, ci consegna una compagnia di bandiera che di fatto diventa di ‘bandierina’, con un inaccettabile ridimensionamento della capacità di espansione internazionale”.Altre bocciature del “Piano Fenice" arrivano anche dai piloti dell'Anpac”, i quali temono che Alitalia si riduca ad un piccolo vettore, a vantaggio della concorrenza. Chiedono, pertanto, l'apertura del confronto per entrare nel merito del piano industriale dell'azienda e che il Governo assuma immediatamente la gestione diretta della vicenda Alitalia. Altrimenti si arriverà ad un conflitto sociale 'pesantissimo'. Anche l'Ugl auspica una convocazione del Governo in merito. Per Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici, "ancor più grave è che, con la revisione della legge Marzano, viene ufficializzato che nessuno paga per le responsabilità nell'amministrazione dell'azienda". Inoltre l’esponente PD denuncia come "il provvedimento, che modifica la disciplina fallimentare, è infatti un vero e proprio salvacondotto per il management e per i commissari che non risponderanno di eventuali illeciti. Si tratta, ripete Filippi del “solito stile Berlusconi: calpestare le regole a danno degli italiani”.

giovedì 28 agosto 2008

Quante Storie

Così è stata sfruttata l' emergenza del 2003 in Campania.
Chiesti 7 anni per il «cervello» del traffico
Da Napoli a Varese, la truffa dei rifiuti

Truccate le carte, l' immondizia poi tornava al Sud. E lo Stato pagavaIn un' intercettazione si parla di super profitti: «Fatturo 30 mila euro al giorno e non devo neppure scaricare i tir»

MILANO - «I profitti? Sono schizzati in aria: fatturo 30 mila euro al giorno e non devo neanche scaricare la roba». Facile, quando la «roba» è l' inesauribile miniera dei rifiuti di Napoli e i quattrini sono quelli che lo Stato paga per l' emergenza. Facile, quando la monnezza - destinata al recupero - approdava prima in provincia di Varese, per un maquillage di facciata e poi riprendeva abusivamente la strada per il Meridione. Con questo giro d' Italia dei rifiuti, Salvatore Accarino, titolare della «Lombarda servizi ecologici» di Olgiate Olona riusciva a fare girare i 30 mila euro al giorno, una montagna di soldi che però ora gli sono valsi una richiesta di condanna a 7 anni da parte del pm di Milano Fabio Napoleone. Il magistrato ha ricostruito un enorme traffico clandestino di rifiuti, in cui quelli di Napoli sono stati la magna pars, ma non gli unici. Tutti però transitavano dall' azienda di Olgiate, una sorta di «ombelico» dell' immondizia di mezza Italia. Adesso il pm Napoleone ha chiesto la condanna di una ventina di persone tra amministratori di società, camionisti o semplici intermediari del lucroso business. Lucroso quanto? Non bastassero le parole intercettate ad Accarino valgano quelle captate in una telefonata di un altro indagato, Pietro Cavallari: «Ho fatturato 3 miliardi (in lire, ndr), guadagno in un mese quello che prima facevo in un anno». La gallina dalle uova d' oro era naturalmente l' emergenza rifiuti di Napoli (l' inchiesta si riferisce al 2003) e ai soldi pubblici stanziati per affrontarla. «E' all' interno di questo appalto che tutti i profitti vengono racchiusi» ha detto Napoleone in aula. Nel 2003 la discarica campana di Giffoni Valle Piana scoppia, ha bisogno di trasferire l' immondizia altrove. Il servizio se lo aggiudica una ditta di Bologna, la Sineco, che però, scrivono gli inquirenti nelle carte processuali, «non ha lo spazio nemmeno per parcheggiare un camion». E' qui che entra in gioco la «Lombarda» di Olgiate Olona: Accarino firma un contratto con la Sineco; Varese dovrebbe recuperare i rifiuti in realtà, sostiene l' accusa, li fa semplicemente sparire (risparmiando enormemente sui costi) e tutti lucrano: basti pensare che la Sineco riceve 335 lire per ogni chilo di rifiuti portati via dal Sud e 205 le gira ad Accarino. I rifiuti di Napoli arrivavano così a Olgiate dove i documenti di accompagnamento venivano cambiati e i carichi potevano avere due destinazioni: o un impianto di Cuneo dove erano fatti passare per «compost» oppure, questa volta come scarti industriali, facevano a ritroso il percorso di andata per finire interrati in una discarica di Grottaglie (Taranto), spesso dopo essere stati mescolati a vernici, idrocarburi e scarti chimici che la «Lombarda» faceva arrivare ad Olgiate. Il meccanismo era talmente collaudato che a volte i camion non arrivavano nemmeno nel Varesotto: i dipendenti di Olgiate andavano fino a Modena in auto con le carte e i timbri per falsificare i documenti. A quel punto gli autisti appena saliti da Napoli giravano il camion a ripartivano per Grottaglie. cdelfrate@corriere.it 0,17 *** euro al chilo: quanto pagava lo Stato a chi doveva smaltire i rifiuti *** 7 *** Gli anni di carcere chiesti dal pm per il «cervello» del traffico * * * Le tappe Campania 2003 Emergenza rifiuti1 *** La discarica di Giffoni Valle Piana (Salerno) non ha più spazio: i rifiuti devono partire per una nuova destinazione *** La prima fermata è a Bologna 2 *** La Sineco di Bologna si aggiudica per affidamento diretto lo smaltimento dei rifiuti di Giffoni: riceverà 0,17 euro al chilo *** Il «maquillage» di Olgiate Olona3 *** Ma la Sineco non può ricevere i rifiuti e stipula un accordo con la «Lombarda» di Olgiate che dovrà far sparire i rifiuti *** La spazzatura ritorna al Sud4 *** Cambiati i documenti la «Lombarda» spedisce i rifiuti a un impianto di Cuneo o in una discarica di Grottaglie (Taranto)

Del Frate Claudio
Pagina 13(16 maggio 2008) - Corriere della Sera

lunedì 25 agosto 2008

La svolta di Veltroni

Parto dalla convinzione che in politica il "quieta non movere" non paga. Se c'è il terremoto, mentre sei in fuga pensi alla ricostruzione. Alla fine le scosse termineranno e solo chi ha le idee chiare vince. Walter è nel pieno del sisma ma non è la sola vittima. I suoi avversari o concorrenti non stanno meglio di lui. La sua sconfitta e la sua fuoriuscita dalla politica lasceranno un segno bruciante sulla pelle dei sopravvissuti. Solo chi lo odia personalmente può augurarsi che si tolga di mezzo senza reazioni. Anche una sconfitta in campo aperto farebbe bene sia a Veltroni sia a chi lo contrasta.
Il consiglio è semplice: dia battaglia. Si può dare battaglia come propongono i fan di Walter chiedendo un plebiscito sul nome del segretario. Sarebbe poca cosa, anche se meglio di niente. Una nuova consultazione con candidati contrapposti, come si fa in America, farebbe bene al Pd. Ma servirebbe a poco. Dare battaglia vuol dire identificare il nemico interno. Ecco le mie idee. Il primo nemico interno è la coalizione giustizialista. Walter preceda Berlusconi e proponga una nuova idea della giustizia. Si faccia dei nemici fra i magistrati ma abbia il coraggio di tagliare i ponti con il peronismo all'italiana come ha fatto col comunismo.
Il secondo fronte lo apra contro i boss locali. Parta, il caro Veltroni, da una valutazione serena. I peones sono nessuno. Vivono perché c'è lui e dopo di lui ci sarà un altro leader. Senza un capo i capi-clientele contano niente. Se a Torino si togliesse di mezzo Chiamparino, i tenaci avversari del sindaco raccoglierebbero gli stessi voti di Boselli. Suggerisco una svolta autoritaria. Una vera rivoluzione contro le mezze calzette.
Infine, rilanci l'idea del partito senza tessere, il partito dei cittadini. D'Alema si sta inoltrando lungo l'unica strada che conosce, il partito delle tessere. È una possibilità. Ma concorrere sul quel terreno è praticamente impossibile. D'Alema ha con sé apparati piccoli ma tenaci, capi-elettori influenti. Vince lui. C'è la strada del partito aperto che si modella combinando una leader limpidamente riformista con una platea di cittadini-militanti non calcificata.
In fondo propongo a Walter di tornare ai suoi primi mesi. Piglio decisionista, riformismo spinto, partito in netta discontinuità con i modelli novecenteschi. In quei mesi e con quegli argomenti Veltroni sedusse la sinistra e la destra. Con questa morta gora odierna stranisce la sinistra e crea disillusioni a destra. Qualcuno dirà che ormai la via del dialogo con Berlusconi è preclusa. Non credo. Penso che al Cavaliere serva ancora un avversario serio, se non vorrà trovarsi di fronte, per tutta la vita, Di Pietro. Alla sinistra serve il Veltroni dei primi cento giorni, non quello millenaristico della lettera alla "Repubblica". Il modello non è né il profetismo tragico di Berlinguer né il sereno declino di Gorbaciov. Guardi alle socialdemocrazie vincenti, il Veltroni, triste y final. Poi se perde, si ritiri. Si ricorderanno di lui e lo rimpiangeranno. Se lascia andare le cose, sarà come Fassino, onesto e dimenticato.
Peppino Caldarola - il tempo - 24/8/2008

venerdì 22 agosto 2008

Taranto, famiglie sempre più indebitate

TARANTO - La tenaglia della crisi si stringe inesorabilmente ai fianchi dei tarantini, delle famiglie soprattutto: da ieri più indebitate oltre che più povere. Un paradosso lacerante se i consumi si riducono drasticamente. L’analisi pubblicata dalla Confartigianato di Mestre offre dati double face, ma non bisogna cadere nell’inganno. Taranto è sì 73esima, quindi tra le città con famiglie meno indebitate nel 2007. Siamo lontani dai livelli di Roma (21mila 949 euro) o di Milano (21mila 321 euro) per accensione di mutui destinati all’acquisto della casa, prestiti per l’acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di immobili.

Ma è il dato relativo alla crescita dell’indebitamento - tra il 2002 e il 2007 - a spaventare in termini percentuali. E a far temere ulteriori impennate. Il debito delle famiglie è lievitato del 102,3 per cento in cinque anni. Taranto è ottava nella classifica delle città italiane; prima in Puglia, quarta al Sud. Numeri che fanno pendent con quelli emersi da una ricerca condotta, alcuni mesi fa, dalla Legacoop e dall’Università di Bari. In quel frangente si scoprì che 14 famiglie tarantine su cento vivono al di sotto della soglia di povertà (meno di mille euro al mese): il tre per cento in più rispetto alla media nazionale (11, 1 per cento). Numeri da abbinare a quelli sulla contrazione dei consumi in tutto il Paese. «Viviamo un momento difficile ». Giuseppe Lenti, vicedirettore della Banca di credito cooperativo di San Marzano, mostra cautela nella lettura dei dati della Cgia di Mestre. «I numeri dicono, in assoluto, che le famiglie tarantine sono più avvedute rispetto a quelle di altre città.

Ma c’è il rischio di una lettura parziale. Chi si indebita, spesso, ha un reddito sufficiente per sostenere la rata. Accade nelle grandi città. A Taranto i dati certificano la presenza di nuclei familiari che, magari, vorrebbero ricorrere al credito, ma non riescono ad accedervi. Lo dico sulla base della scarsa propensione al risparmio evidenziata dalle cifre degli ultimi anni. In provincia va un po’ meglio. Il dato di Taranto deve preoccupare per la forte crescita percentuale e perché ci sono ulteriori margini di indebitamento rispetto ai grandi centri ormai saturi. E’ probabile che la crisi economica, e l’innalzamento del costo del denaro, frenino la corsa ai mutui e ai prestiti. Certamente bisogna vigilare perché il rischio del sommerso, del credito illegale, può innalzarsi». «Le famiglie, di fronte al rischiousura, sono meno tutelate delle imprese», sottolinea Giancarlo De Bartolomeo, presidente dell’Ascom Fimaa, la Federazione che si occupa di mutui per l’acquisto di immobili. «Il rischio è consistente, ripeto, se cresce la necessità del ricorso al credito al consumo. Preoccupa anche il fiorire di una miriade di società per prestiti “facili”. Sui mutui per la casa, invece, tra l’Ici abolita e la rinegoziazione con le banche, le famiglie hanno avuto una boccata d’ossigeno.

Ma è più facile tutelare un imprenditore caduto nella rete degli usurai attraverso, per esempio, la Società di garanzia dei commercianti; più difficile attivare strumenti a difesa delle famiglie. Su questo dobbiamo vigilare anche se non ci sono segnali concreti di un rischio incombente ». Sulla «qualità» del credito insiste anche Luigi D’Oronzo, presidente provinciale di Federconsumatori: «Non c’è un problema mutui; esiste, piuttosto, l’emergenza legata al credito al consumo: viene, artatamente, propinano un tasso zero, ma si sa che non è così. Proposte scorrette, consumi fermi malgrado l’accresciuto indebitamento. Una miscela esplosiva». Alcune voci raccolte in primavera dal progetto sulla lotta alla povertà, curato dall’Amministrazione provinciale di Taranto, scandagliavano il disagio, anticipando classifiche e percentuali. Vale la pena riascoltarle.
«Il mutuo dovevamo finirlo di pagare a giugno, ma siamo indietro di qualche rata. Continuo a pagare lo stesso. Avevo chiesto un altro prestito per pagare piano piano tutto il mutuo, ma le banche non me l’hanno dato. Sai le banche, ti chiudono le porte in faccia». «La mia preoccupazione è che non cambi la situazione. Mi fa rabbia, perché ci sono i bambini».
Fulvio Colucci - Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 21 agosto 2008

Un paese allo sbando

Il Sindaco è davvero "fantastico" è ancora un "ottimo" calciatore; sa benissimo che la miglior difesa è l'attacco si difende da un problema sollevandone un altro; nel caso di Via della Libertà, l'abusivismo...
tuttavia è bene che ognuno davvero faccia il proprio dovere; se ho un terreno non aspetto che prenda fuoco per prendermela con gli altri...
diverso è invece il caso di aree comunali; a Laterza,
Forse mi sbaglierò, ho l'impressione che la manutenzione del verde non ci sia; si aspetta che l'erba si secchi, quindi diventi pericolosa, prima di tagliarla.., Pensate alle aree " a verde" degli incroci alla via di Castellaneta e Ginosa: sono un letto di paglia...
Che peccato !!! Proprio all'ingresso del paese !!!

Che dire poi di Via De Amicis (credo che si chiami così) il marciapiede non si riconosce più.
Con affetto

cittadino "libero e forte"

Prenderlo a quel posto

E’ il terzo dito di Bossi che va in quel posto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprieta’. La prima volta fu contro l’inno nazionale, lui che e’ ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta e’ stato per "supportare" l’Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza e’ per l’emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata.

Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l’ICI, la tassa piu’ odiosa, quella sulla casa di proprieta’, dove si abita.

Se c’era una cosa buona fatta dall’attuale Governo e’ stata proprio l’abolizione dell’ICI, tra l’altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa".

L’allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, gia’ oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali.

Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l’eccessiva tassazione sui redditi.

Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali?

Ricordiamo che la tassa sul macinato porto’ alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

martedì 19 agosto 2008

il Popolo Delle Libertà trascura via Libertà

Un comitato cittadino zonale: è nato in località Parco Avucchiara e chiede all’amministrazione comunale «provvedimenti seri e decisivi» per la messa in sicurezza dell’area adiacente ad alcune abitazioni di via della Libertà. Area che, per mancanza di pulizia e per gli incontrollabili effetti da allagamento a cui sottopone l’intera zona in caso di piogge intense, costituisce un pericolo costante per i residenti.
Una raccolta di firme in giugno 2007, un passaggio in consiglio comunale, su richiesta dell’opposizione, a seguire: «Dopo di ciò», si legge in una nota consegnata alla stampa dal neocomitato, l’assessore all’Ambiente Licia Catucci avviava le procedure del caso, consentendo «un primo, parziale, intervento di pulizia» dell’area in questione. A distanza di un anno si replica: stessa situazione di degrado, stesso pericolo incombente, stessa richiesta in Comune, secondo intervento di pulizia predisposto dall’assessore Catucci. Intervento, sostiene il comitato, lasciato a metà «in quanto - si legge nella nota - tutto quello che era stato tagliato veniva abbandonato sul posto». Il 25 luglio scorso, il fuoco ci mette lo zampino: alberi, sterpaglia ed erbacce bruciano e, alimentate dal vento, le fiamme si avvicinano pericolosamente alle abitazioni «recando panico e paura», fino al provvidenziale intervento dei Vigili del Fuoco. Tutto si può dire, viene rimarcato, tranne che non fosse stato previsto. E allora: «Se non avessimo continuato a sollevare il problema, quali sarebbero stati i danni per i residenti» chiedono adesso i cittadini di via della Libertà, «critici» nei confronti dell’amministrazione comunale per non aver preso di petto la questione, sottovalutandola. Altro interrogativo: «Quando la pioggia scenderà, continuerà a riversarsi nei terreni dei privati, creando ancora infiltrazioni e allagamenti?» Per il comitato di via della Libertà «le alternative e i mezzi per sopperire a tale situazione di malessere e di disagio ambientale ci sono». E rientra nei compiti «delle forze politiche presenti in Consiglio comunale occuparsi del bene pubblico, della tutela dei cittadini e del territorio». A quelle forze tocca, anche in questo caso, «prendere provvedimenti seri e decisivi».

LA STRANA RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE
«Richiesta incomprensibile, fuori luogo»: arriva perentoria e a più voci la risposta dell’Amministrazione comunale al comitato di zona che nei giorni scorsi, dalle colonne della Gazzetta, aveva sollecitato «provvedimenti seri e decisivi» per la messa in sicurezza dell’area adiacente ad alcune abitazioni di Via della Libertà.
«Incomprensibile perché i richiedenti sanno bene che, per quanto concerne gli interventi richiamati, il Comune ha più volte messo in atto le azioni che gli competono» dice l’assessore all’Ambiente Licia Catucci.
E cioè: «Ha emesso apposite ordinanze perché i privati proprietari procedessero, nei termini di legge e nei limiti del consentito, alle operazioni di pulizia di cui si parla: cosa che nel caso di Via della Libertà è puntualmente avvenuto, al contrario di altre zone, dove invece verbali e sanzioni sono stati notificati ai proprietari inadempienti».
La precisazione a seguire dell’assessore Catucci: «Quei cittadini dovrebbero pure essere a conoscenza che i margini di intervento sono, nello specifico, particolarmente ristretti, in quanto la presenza di macchia mediterranea rende l’area in questione zona protetta e vincolata; per questo la loro richiesta, oltre che incomprensibile, è anche fuori luogo».
Insomma «non stiamo a guardare, anzi: le attenzioni riservate al problema da questo assessorato sono ben note ai cittadini di Via della Libertà»” E «l'incendio del 25 luglio scorso è parte, purtroppo, di una piaga che ha dimensioni nazionali».
Sul segnalato rischio-allagamenti, netto è il commento del sindaco Giuseppe Cristella: «Premesso che stiamo parlando di una zona dove intenso ed esteso è stato, in passato, il fenomeno dell’abusivismo edilizio, ricordo al comitato che, fogna bianca e quant'altro, molto è stato fatto in questi anni, per limitare i danni. Forse altro c'è da fare, ma è bene ribadire che tutto è da rapportare agli originari dislivelli altimetrici, davvero notevoli, ben noti ai residenti della zona interessata».
Il sindaco Cristella, per il quale «tutto si può dire tranne che questa amministrazione non sia attenta alla riqualificazione urbana», esprime poi scetticismo su comitati che tendono a manifestare «insoddisfazioni personali, anche politico-partitiche»: ci sono - dice - «forme meno strumentali e più produttive per risolvere i problemi della comunità».
Marca a uomo, Cristella: «Mi risulta che in Via della Libertà molti residenti non si ritrovano sulle posizioni di quei cittadini: che cosa dovrebbero fare, mettere su un contro-comitato?»
Francesco Romano - La Gazzetta del Mezzogiorno