RIUNIONE DEL COORDINAMENTO PD DI LATERZA

- Assemblea Provinciale PD
- Analisi Consiglio Comunale
- Prossime iniziative pubbliche

«Il 30 aprile scorso in agro di Castellaneta contrada “Le grotte” è stata segnalata la presenza di rifiuti: si tratta probabilmente di fanghi industriali contenuti in sacchi di yuta da 1000 kg». La denuncia arriva dai consiglieri comunali del Pd, Angelo Loreto e Luigi Notarfrancesco, i quali fanno presente che «la segnalazione è stata effettuata sia presso il Corpo Forestale dello Stato sia ai Vigili Urbani di Castellaneta».«La probabile natura dei rifiuti - secondo i due consiglieri - rende urgente un intervento celere per la bonifica del sito. A oggi questo non è ancora avvenuto. La competenza nella fattispecie è del sindaco e dell’ufficio tecnico comunale. Appare quantomeno doveroso sollecitare l’urgenza della bonifica vista la caratteristica geologica del sito che presenta sorgenti superficiali e fenomeni carsici in rilievo. In caso di pioggia, infatti, si rischia un’espansione della superficie inquinata e cosa di non secondaria importanza l’inquinamento della stessa falda acquifera». «Ciò comporterebbe - continua la nota - un aumento dei costi per la bonifica ma soprattutto un pericolo in termini sanitari e sociali. Si fa presente, infatti, che nel raggio di 200 metri insistono 6 pozzi dell’acquedotto pugliese che immettono acqua direttamente in rete per uso domestico. Non vorremmo che questa amministrazione riproduca gli stessi atteggiamenti visti mesi fa rispetto ad un altro caso di discarica abusiva a cielo aperto, al confine con il comune di Laterza, sito che ad oggi non è stato ancora bonificato».«La tutela del nostro territorio e degli interessi su di esso presenti - puntualizzano Loreto e Notarfrancesco - deve essere soddisfatta a pieno; non possiamo lasciare che scempi ambientali del genere accadano, ma soprattutto che ad essi non si ponga rimedio immediato. Non c’è giustificazione valida che possa impedire questo. Tanto meno la mancanza di fondi. Se fosse questa la ragione saremmo di fronte ad un ente che irresponsabilmente non si cura di prevedere somme per la “tutela di se stesso”. Auspichiamo che celermente vengano osservate tutte le procedure di accertamento da parte degli enti preposti e con esse la piena responsabilità dell’ente»
La Commissione approva la proposta di Almunia: i conti del nostro Paese sono in ordine: «il deficit è stato portato sotto il tetto del 3% del Pil in maniera credibile e sostenibile»BRUXELLES (BELGIO) - Tutto confermato. Disco verde della Commissione Ue sull'abrogazione della procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2005. Spetta ora al Consiglio Ecofin dare il via libera definitivo.
L'OK DELLA COMMISSIONE - L'esecutivo europeo ha approvato la proposta del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia - che oggi incontrerà il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa - secondo la quale in Italia «il deficit è stato portato sotto il tetto del 3% del Pil in maniera credibile e sostenibile». Il rapporto deficit Pil - conferma la Commissione Ue - si è attestato all'1,9% nel 2007 ed è previsto risalire al 2,3% nel 2008 e al 2,4% nel 2009. Il debito pubblico continuerà a calare «solo leggermente» per attestarsi intorno al 102,5% nel 2009.
Corriere della Sera
07/05/2008


da

Nel febbraio 2008, i tecnici di ARPA Puglia, in collaborazione con il Consorzio INCA, hanno effettuato una seconda campagna di rilevazioni dei fumi emessi dal camino dell’impianto di agglomerazione dello stabilimento siderurgico di Taranto, per la determinazione di policloro dibenzo diossine e furani nel flusso convogliato.
Un nuovo commento di akerfeldt mette in relazione la cattiva informazione con i disastri ambientali. Pubblichiamo integralmente il suo commento ed in particolare vi invitiamo a sottoscrivere l’appello di articolo 21 per una libera informazione.
"E' disponibile a partire da oggi la pagina web http://formazione.regione.puglia.it per informazioni sulle modalità di accesso telematico all' Avviso n. 1/2008 "Ritorno al Futuro" finalizzato alla formazione post laurea. Il progetto, sostenuto dall'assessorato regionale al Lavoro e Formazione Professionale, è finanziato per 40 milioni di euro nell'ambito del POR Puglia per il Fondo Sociale Europeo 2007-2013. L'anno scorso vide 4416 borse erogate.
Così è stato con un finanziamento di 40 milioni di euro a sostegno del desiderio dei ragazzi di proseguire gli studi, accompagnandoli nel percorso. C'è una novità, il vecchio contratto etico diventa "Ritorno al Futuro", con un'idea del viaggio di andata ma anche di ritorno in Puglia, con un lavoro competente nel sistema delle imprese e della PA pugliese". Alcune le novità sostanziali "per evitare – ha precisato l'assessore – casi antipatici come il prof. associato dell'Università che partecipò al bando e lo vinse o iscritti a master di San Marino finanziati come esteri". Abbassata la soglia di reddito da 80mila a 60mila, per agevolare i redditi più bassi. Prosegue il sostegno alle assunzioni pugliesi, con il "biglietto di ritorno" già staccato per 186 studenti del 2007 assunti in Puglia e con i fondi 2007-13 finanzieremo anche la creazione d'impresa. In più, ci si iscriverà al bando solo per via telematica su formazione.regione.puglia.it , sito aperto dal prossimo 22 aprile al 22 maggio, dove ci sarà anche uno spazio per il curriculum vitae in modo da creare una banca dati a disposizione delle imprese pugliesi. Prevalente il punteggio nel bando per i laureati dell'area scientifica, con decrescente punteggio per le aree giuridico-economica e umanistica e come l'anno scorso privilegiate le domande per voto di laurea, anno di conseguimento e coerenza master-titolo di studio. "Vogliamo infatti – dice Barbieri - far fidanzare o sposare i ragazzi con le imprese, senza però prevedere il divorzio". "Mi ha colpito – ha concluso il presidente Vendola – proprio questo meccanismo di domanda-offerta tra imprese e ragazzi, con la banca dati di curriculum, si tratterà di un archivio importante per le nostre competenze giovanili. Ovunque vada, trovo in Italia e Europa i ragazzi di "Bollenti Spiriti, un marchio della buona Puglia che ha deciso di fare un patto con le giovani generazioni: noi paghiamo gli studi, voi vi impegnate a tornare in Puglia a far fruttare le competenze".
La regione Puglia pensa ai giovani come una ricchezza e lo dimostra fornendogli strumenti che possano valorizzare il loro talento ed il loro merito.
Facciamo in modo che queste "opportunità" vengano sfruttate dai noi giovani!!!
Ivano Decataldo

La solidarieta' e un forte senso di cittadinanza sono i valori cardine del Partito Democratico
Per questo ci sentiamo in dovere di promuovere e sottoscrivere anche noi le iniziative riportate di seguito :
Partito Democratico Laterza
Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato Renato Schifani, vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone (“fanno uso politico del loro cognome”, sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati “disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana”: è proprio lui. Non è omonimo dell’autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l’impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui. L’altroieri la sua elezione è stata salutata da un’ovazione bipartisan, da destra a sinistra. Molto apprezzati il suo elogio a Falcone e Borsellino e la sua dichiarazione di guerra alla mafia. Certo, se uno evitasse di mettersi in affari con gente di mafia, la lotta alla mafia riuscirebbe meglio. Già, perché - come raccontano Abbate e Gomez ne “I complici” (ed. Fazi) - trent’anni prima di sedere sul più alto scranno del Parlamento, Schifani sedeva nella Sicula Brokers, una società di brokeraggio fondata col fior fiore di Cosa Nostra e dintorni. Cinque i soci: oltre a Schifani, l’avvocato Nino Mandalà (futuro boss di Villabate, fedelissimo di Provenzano); Benny D’Agostino (costruttore amico del boss Michele Greco, re degli appalti mafiosi, poi condannato per concorso esterno); Giuseppe Lombardo (amministratore delle società dei cugini Nino e Ignazio Salvo, esattori mafiosi e andreottiani di Salemi arrestati da Falcone e Borsellino nel 1984). Completa il quadro Enrico La Loggia, futuro ministro forzista. Nei primi anni 80, Schifani e La Loggia sono ospiti d’onore al matrimonio del boss Mandalà. All’epoca, sono tutti e tre nella Dc. Poi, nel 1994, Mandalà fonda uno dei primi club azzurri a Palermo, seguito a ruota da Schifani e La Loggia. Il boss, a Villabate, fa il bello e il cattivo tempo. Il sindaco Giuseppe Navetta è suo parente: infatti, su richiesta di La Loggia, Schifani diventa “consulente urbanistico” del Comune perché - dirà La Loggia ai pm antimafia - aveva “perso molto tempo” col partito e aveva “avuto dei mancati guadagni”. Il pentito Francesco Campanella, braccio destro di Mandalà e Provenzano, all’epoca presidente del consiglio comunale di Villabate in quota Udeur, aggiunge: “Le 4 varianti al piano regolatore… furono tutte concordate con Schifani”. Che “interloquiva anche con Mandalà. Poi si fece il piano regolatore generale… grandi appetiti dalla famiglia mafiosa di Villabate. Mandalà organizzò tutto in prima persona. Mi disse che aveva fatto una riunione con Schifani e La Loggia e aveva trovato un accordo: i due segnalavano il progettista del Prg, incassando anche una parcella di un certo rilievo. L’accordo che Mandalà aveva definito coi suoi amici Schifani e La Loggia era di manipolare il Prg, affinché tutte le sue istanze - variare i terreni dove c’erano gli affari in corso e penalizzare quelli della famiglia mafiosa avversaria - fossero prese in considerazione dal progettista e da Schifani… Il che avvenne: cominciò la stesura del Prg e io partecipai a tutte le riunioni con Schifani” e “a quelle della famiglia mafiosa, in cui Schifani non c’era”. Domanda del pm: “Schifani era al corrente degli interessi di Mandalà nell’urbanistica di Villabate?”. Campanella: ”Assolutamente sì. Mandalà mi disse che aveva fatto questa riunione con La Loggia e Schifani”. Il tutto avveniva “dopo l’arresto di Mandalà Nicola”, cioè del figlio di Nino, per mafia. Mandalà padre si allontana da FI per un po’, poi rientra alla grande, membro del direttivo provinciale. E incontra Schifani e La Loggia. Lo dice Campanella, contro cui i due forzisti hanno annunciato querela; ma la cosa risulta anche da intercettazioni. Nulla di penalmente rivelante, secondo la Dda di Palermo. Nel ‘98 però anche Mandalà padre finisce dentro: verrà condannato in primo grado a 8 anni per mafia e a 4 per intestazione fittizia di beni. E nel ‘99 il Prg salta perché il Comune viene sciolto per infiltrazioni mafiose nella giunta che ha nominato consulente Schifani. Miccichè insorge: “E’ una vergognosa pulizia etnica”. Ma ormai Schifani è in Senato dal 1996. Prima capogruppo forzista, ora addirittura presidente. Applausi. Viva il dialogo. Viva l’antimafia.Segnalazioni
La politica e la riflessione sul risultato elettorale sono i temi su cui si è aperta la seconda giornata del 23mo congresso delle Acli, che a Roma ha dato appuntamento a tutti i suoi associati fino al 4 maggio. Tanti interventi, tra cui quello particolarmente atteso di Walter Veltroni, leader del Partito Democratico.
Una nuova discarica di rifiuti inquinanti, un nuovo scempio ambientale consumato nelle campagne di Castellaneta. A poco più di un mese di distanza dalla scoperta di una grossa quantità di fanghi industriali nocivi tra Castellaneta e Laterza, un nuovo ritrovamento è stato effettuato ieri mattina, in zona Le Grotte, a poca distanza dalla contrada Gaudella. Numerosi sacchi contenenti materiale nocivo sono stati riversati lungo una strada sterrata comunale, tra un uliveto e un tendone d’uva. L’area è stata sequestrata dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, ma questa volta al pericolo per i terreni immediatamente a contatto con il materiale velenoso, si aggiunge il ben più grave rischio di un serio danno ambientale.
Mercoledì 7 Maggio 2008 alle ore 19.30 presso la Parrocchia Santa Croce di Laterza si terrà l’ultimo appuntamento della rassegna culturale “Incontri con la Santità” organizzato in collaborazione con l’Azione Cattolica laertina.
L’incontro ha per titolo ALDO MORO: un uomo così .
Una delle sue figlie, la signora AGNESE MORO, racconterà suo padre.
Agnese Moro è sociopsicologa, vicepresidente del Gruppo CERFE – un coordinamento di enti di ricerca sociale non profit – è presidente dell’ASDO, l’Assemblea delle donne per lo sviluppo e la lotta all’esclusione sociale. Al centro dei suoi interessi sociali c’è da sempre il tema delle disuguaglianze. Sia per il CERFE che per l’ASDO si è infatti occupata di progetti e di analisi di temi quali la globalizzazione e la mondializzazione, la nascita di entità internazionali, la crisi degli stati nazionali e dei sistemi di governo, la questione della praticabilità delle politiche di welfare, l’incremento esponenziale dei flussi migratori, i pericoli ambientali, la perdurante minacciosità dei rischi sociali come la povertà di massa e l’esclusione sociale.
Agnese Moro è impegnata anche nell’attività dell’Accademia di studi storici Aldo Moro. E’ proprio al padre, ucciso barbaramente il 9 Maggio 1978 (esattamente trenta anni fa) dalle brigate rosse, ha dedicato il volume UN UOMO COSI’.
Un centinaio di pagine ricche di ricordi personali che presentano Aldo Moro nei suoi panni non ufficiali e non pubblici. Un uomo, semplicemente uomo, padre, marito, nonno che ha messo al primo posto della sua vita, anche nei momenti più crudi e dolorosi, la famiglia, le relazioni personali e umane.
C’è poca politica in questo “album di famiglia”: qualche viaggio, gli onnipresenti giornali, le preoccupazioni del partito. Il Moro stratega, l’ uomo pubblico contornato dal mito del martirio, è sostituito dal ritratto di un padre ricordato nei momenti quotidiani e domestici. Vi sono le struggenti lettere dedicate all’allora nipotino Luca (figlio di Mara Fida), alla sua amata Noretta (la moglie) e proprio ad Agnese.
Con questo capolavoro, gesto di grande generosità e amore da parte della figlia, si vuol far conoscere “l’umanità” di un uomo.
<<>> ha dichiarato la signora Agnese proprio recentemente; perché è facile parlare di Moro come del politico e dello statista per eccellenza ma si dimentica spesso che dietro quella figura di uomo pubblico c’era una PERSONA.
Una persona come lo erano i servitori dello Stato che sono morti ammazzati quella triste mattina del 16 marzo 1978: Il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, l'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, il vice brigadiere di polizia Francesco Zizzi, l’agente di polizia Giulio Rivera, l’agente di polizia Raffaele Iozzino.
Moderatore della serata un altro illustre ospite: il Dott. ANTONIO BIELLA Direttore del Corriere del Giorno. Interverranno anche il Parroco Don Lorenzo Cangiulli, il Presidente parrocchiale di Azione Cattolica il Dott.Giovanni Pietricola.
La serata sarà anche l’occasione per tracciare un bilancio dell’intera rassegna, che ha visto una grande partecipazione, coordinata da Domenico Savino già a lavoro per organizzare la seconda edizione.