venerdì 3 ottobre 2008

La Mafia punta ai Municipi Pugliesi

Ma davvero la «piovra» pugliese sta stendendo i tentacoli fin dentro il Palazzo? Quegli amministratori finiti nel mirino del crimine, gli intrecci, gli affari che si leggono in controluce, nella nuova storia di inquietudine della Puglia, sono la spia di una criminalità che ha alzato il tiro, che va infiltrandosi?
«Non sono in grado di dire se sia così. Non parlerei già di un “fenomeno”. Per questo voglio ascoltare gli amministratori. Voglio capire».
Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, dopo il vertice presieduto a Foggia ieri sera, sarà oggi pomeriggio a Bari, per la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, convocata per l'esame della situazione della criminalità in Puglia, dopo il sangue che è tornato a sporcare le strade di Foggia e dei centri del Salento.
Onorevole, non crede che vi sia anche un’emergenza legata alla pubblica amministrazione, se pensiamo, ad esempio al doppio agguato subìto dal sindaco di Lucera, come ad altri episodi che si stanno susseguendo nel Salento?
«Domani (oggi pomeriggio, ndr) ascolterò i rappresentanti dell’Anci. Voglio farmi descrivere come stanno davvero le cose perché ogni situazione va approfondita. Bisogna capire, caso per caso, episodio per episodio prima di dire qualsiasi cosa. Ecco perché intendo prima ascoltare gli addetti ai lavori».
In Capitanata, in questo periodo, sembra registrarsi la situazione più allarmante sul piano dell’ordine pubblico.
«Qui non siamo di fronte a una novità. Che a Foggia e in Capitanata ci sia un dato strutturale preoccupante, lo sappiamo. Situazioni del genere si cronicizzano, come un malato a cui ogni tanto viene la febbre alta: la febbre non è l’emergenza, è soltanto la manifestazione di una malattia. A Foggia siamo in presenza di una situazione patologica strutturale. Dunque non è oggi che cominciamo un lavoro su questo territorio. Il lavoro è in corso da tempo e abbiamo avuto risultati importanti soprattutto sul piano investigativo».
Sulla turbolenza della Capitanata e del Gargano in particolar modo, aveva già coordinato un incontro a luglio: cosa è cambiato in questi mesi?
«In quell’occasione dedicammo un approfondimento specifico all’area garganica. E da allora ad oggi si sono mosse molte cose, a cominciare dalla presenza costante del prefetto Gratteri che torna sul Gargano per coordinare le autorità di sicurezza. Ma oggi l’oggetto dell’attenzione è soprattutto la città di Foggia».
Perché, cosa sta succedendo?
«È in atto il tentativo reciproco delle bande di avere un predominio specifico sul territorio, e nel far questo utilizza anche questi strumenti di morte».
Per Foggia è stato deciso il potenziamento delle forze di polizia, saranno impegnati il Ros e il Gico: un potenziamento sul piano investigativo?
«Il quadro investigativo in realtà è già chiaro, le indagini sono in corso ci saranno degli sviluppi e ci sono aiuti anche da questo punto di vista. Ma io continuo a dire che la vera arma contro il crimine sono le misure di prevenzione».
Colpire i portafogli mafiosi.
«Appunto. Anche nel corso del vertice di Foggia ho raccomandato la massima attenzione alle misure di prevenzione patrimoniale, utilizzando anche i nuovi strumenti introdotti dal parlamento qualche settimana fa. Poi ho chiesto al prefetto di Foggia di raccordarsi con il sindaco e il presidente della Provincia per arrivare alla stipula di un patto per la sicurezza a Foggia».
Quando?
«Credo che già in ottobre potrò tornare a Foggia per aggiungere la mia firma al Patto».
In che cosa si concretizza questo Patto?
«Prevede ad esempio un miglior utilizzo sul territorio delle forze dell’ordine. Se i vigili urbani si dedicano agli incidenti stradali 24 ore su 24 vuol dire che polizia, carabinieri e finanza possono dedicarsi ad altro».
Onorevole Mantovano , ma qual è lo spessore attuale della mafia in Puglia. Quali le forme, i metodi, la virulenza?
«È una situazione completamente diversa rispetto a quella di 15 anni fa, sia a Foggia che a Bari che nel Salento. Non esistono più le grosse organizzazioni organizzate in termini verticistici con ampie ramificazioni».
Una mafia che ha cambiato volto.
«Sì, oggi esistono tante organizzazioni, più piccole, che agiscono su territori circoscritti e si dedicano sostanzialmente agli stupefacenti e alle estorsioni, in certi casi anche alle rapine»
Meno pericolose?
«Per certi versi sì. Ma non va sottovalutato che proprio perché si tratta di realtà circoscritte vi è una tendenza a risolvere i conflitti anche con la violenza, perché è più facile lo sconfinamento nell’area di pertinenza di un’altra organizzazione».
I clan non fanno più paura?
«Sono più deboli, ma ciò non vuol dire che non possano compiere gesti efferati».
3/10/2008 - di CARMELA FORMICOLA – www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Taranto è penultima

TARANTO - Dicono che Tremonti ce l’abbia messa tutta per fermare i soldi prima che varcassero lo Stretto. Ma non ce l’ha fatta. Il Cavaliere l’ha spuntata. A modo suo il ponte l’ha già costruito. Quello grazie al quale 140 milioni di euro sono scivolati direttamente da Roma a Catania. Meglio di qualsiasi esperimento di Alta Velocità. Una autostrada finanziaria per far arrivare in Sicilia questa bombola d’ossigeno che potrebbe riani-mare un Comune sull’orlo del dissesto. Sembra che il crac catanese sfondi i 700 milioni di euro. A Taranto eravamo intorno ai mille. Ma qui i soldi (circa 130 milioni griffati Prodi) sono arrivati solo post mortem, a funerale già celebrato. Lì invece si cerca di uscire dal coma profondo. Situazioni analoghe quelle tra Catania e Taranto: scandali, scandaletti, spendaccionerie, conti lasciati scoperti, finanza creativa o forse meglio dire allegra.

La differenza, profonda, è una sola. Oltre lo Stretto si sono affidati ad un quotato farmacologo, che la medicina per assicurare Catania sulla linea di galleggiamento l’ha trovata: l’elisir di lunga vita per Silvio Berlusconi. Non c’è patto di stabilità che tenga di fronte alla consapevolezza di essere il medico curante al quale cotanto presidente del consiglio affida la sua preziosissima salute. E anche se Umberto Scapagnini da qualche mese non è più il primo dei cittadini etnei, è proprio in suo soccorso che sono arrivate vagonate di euro dalla Capitale. Perché proprio lui, sindaco dal 2000 al 2008, è il maggiore indiziato per la responsabilità del catastrofico tracollo del Comune. Già nel 2005 Silvio gli confezionò un aiutino su misura: prima di essere disarcionato da Palazzo Chigi, studiò un modo per utilizzare i fondi dell’8 per mille. Catania risultò praticamente l’unica città italiana a poterne usufruire. 18 milioni l’anno, tanto per gradire.
Taranto non ha avuto la stessa fortuna: la biologa prestata alla politica, smarrito il microscopio per osservare attentamente i bilanci, ha finito per accompagnare il Comune alle esequie. E invece che mandarci soldi ci hanno mandato Blonda. Per Catania storia diversa. Berlusconi la coccola con un regalino da 140 milioni, Taranto teme invece che gli vengano strappati persino i 20 milioni che l’Osl non è riuscita ancora a togliersi dalle tasche. Anche questo, se vogliamo, un vestitino su misura confezionato per i tarantini dal sarto Tremonti. Da Catania le buschiamo sempre. E noi le abbiamo lasciato pure Plasmati...

Enzo Ferrari – Taranto Sera – 3 ottobre 2008

DifferenteMente

I rifiuti sono un prodotto della mente e solo la mente può ridurli, differenziarli e valorizzarli.

La campagna di comunicazione Differentemente è promossa e organizzata dall'Assessorato all'Ecologia della Regione Puglia. La campagna "Differentemente" è fondata sul "dogma della collaborazione" che deve alimentarsi dal mondo della scuola, giungendo efficacemente nelle famiglie ed influendo sui comportamenti domestici, fornendo un senso economico al riutilizzo di materia e creando le basi per stabili e duraturi livelli di differenziazione del rifiuto.

Punto centrale della campagna "Differentemente" riguarda la promozione di una circolarità tra Scuola e Territorio, fra imprese impegnate nella gestione dei rifiuti ed istituzioni preposte al governo del territorio.

Ed è proprio con questa logica che è opportuno dare concretezza alla volontà di partecipare attraverso la predisposizione di un strumentario completo ed integrato che prevede l'azione sinergica delle seguenti attività:

Dal mese di ottobre 2008 e nei giorni 13/10/08, 20/10/08, 27/10/08 e 03/11/08 dalle 15,30 alle 19,30 partono in Provincia di Taranto i seminari di 2^ fase per dirigenti scolastici e docenti dal titolo strategie educative per la corretta gestione dei rifiuti

Tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.differentemente.it

giovedì 2 ottobre 2008

Il riequilibrio di Bilancio

LATERZA - Il riequilibrio di Bilancio passa a maggioranza, non senza ombre sul futuro.
Nel Consiglio di lunedì sera la manovra disegnata dall'assessore la Bilancio, Vito Minei, per un totale di 350mila euro tra uscite e applicazione dell'avanzo di amministrazione ha ottenuto, come previsto, il via libera dai banchi di maggioranza di centrodestra. E, altrettanto scontato, è stato il “no” della minoranza di centrosinistra, caratterizzata da qualche sfumatura. Sui primi due debiti fuori bilancio, infatti, la minoranza è uscita dall'aula (meno il consigliere Bruno) perchè li ha ritenuti «viziati da cattiva amministrazione», come ha sentenziato Franco Catapano (Pd); “no” compatto, invece, sul nodo più delicato: il ristoro, 427mila euro, dovuto alla discarica Cisa di Massafra per via della sentenzia del Consiglio di Stato che ha ritoccato la tariffa di smaltimento dei rifiuti da 65 a 83,73 euro a tonnellata. Un conto piuttosto “salato”. «Col nostro voto contrario - ha detto Catapano - perchè il Comune è stato negligente, sia nel contenzioso che ha visto l'Ato soccombre contro la Cisa, sia nel non aver accantonato prima le somme necessarie a coprire il debito». Con una postilla: «Si tratta di 140mila euro per tre anni, senza contare l'aumento corrente della tariffa valutabile in 70-80mila euro annui. C'è il serio rischio - è l'idea di Catapano - che i laertini debbano pagare più tasse, a cominciare proprio dalla Tarsu, nonostante la maggioranza continui ad affermare che siamo un comune virtuoso e con tasse inferiori agli altri municipi ionici».
Di parere opposto l'assessore Minei, che assicura: «Già quest'anno stiamo pagando l'aumento della tariffa, il cui arretrato va dal luglio 2004 ad oggi. Indicativamente posso dire che non ci dovrebbero essere aumenti della Tarsu per il 2009». Come fare per esserne certi anche per il futuro è l'obiettivo ambizioso da perseguire: «Se cresce la raccolta differenziata - è la ricetta di Minei - si eviteranno aumenti. La tendenza è questa, anche per evitare di incappare nell'ecotassa regionale. Noi siamo al 15% (la Regione ha fissato il traguardo al 55% per il 2010, ndr.) e non siamo certo tra gli ultimi, ma bisogna insistere ancora se vogliamo risparmiare e vivere meglio».
La maggioranza, poi, ha approvato le modifiche al regolamento comunale per la riscossione dei tributi (spazi ed aree pubbliche, pubblicità e pubbliche affissioni e Ici); mentre su proposta dell'opposizione è stato rinviato il punto relativo all'alienazione dell'area comunale in contrada Vurgani. Continua, infine, lo scontro dialettico in piazza sul caso Progeva: dopo l'Operazione verità del Pdl, domenica prossima toccherà al Pd raccontare la “Puzza della politica”.
M. D'Onofrio - corriere del giorno

Laterza, un paese sicuro?


Quattro anni di reclusione. E’ la pena richiesta dal pm Raffaele Graziano per i cinque falsari finiti in manette in un blitz messo a segno dai carabinieri, nel luglio scorso, in una masseria di Castellaneta. Alla sbarra Vincenzo De Martino, 25 anni, Tommaso Verrillo, 26 anni, il proprietario della masseria Carmelo Minei, 48 anni di Castellaneta, il 43enne Mario Matera ed Ignazio De Biasi, entrambi di Laterza. Per tutti era stato emesso il provvedimento di custodia cautelare in carcere. Per loro, assistiti dagli avvocati Fabrizio Lamanna, Salvatore Maggio, Raffaele Errico, Pietro Putignano e Leonardo Pugliese, il Tribunale aveva poi respinto il patteggiamento ritenendo la pena troppo esigua. Gli imputati avevano scelto così il rito abbreviato, che si sta celebrando oggi. La vicenda della stamperia di danaro falso è venuta alla ribalta all’inizio del luglio scorso, con un blitz dei militari dell’Arma. Nei due mesi precedenti i militari avevano notato degli strani movimenti nei pressi di una masseria in contrada Gaudella, a Castellaneta. Ad attrarre in particolare l’attenzione dei militari furono gli strani rumori provenienti dall’interno dell’abitazione e la presenza di numerose confezioni di solventi. Quando effettuarono il blitz trovarono nell’abitazione macchinari per stampare, tagliare ed apporre l’ologramma sulle banconote false oltre a grandi quantità di solventi, inchiostri e carta filigranata, un computer e diverse matrici. In un armadio scovarono circa 700mila euro falsificati. A capo della banda c’era un 15enne napoletano, vera mente del gruppo. Il ragazzo venne segnalato all’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore la seconda sezione penale, presieduta dalla dottoressa Bina Santella, emetterà la sentenza.



Giovanni Nicolardi


"TarantoSera"

mercoledì 1 ottobre 2008

Manovra, norma “anti-precari” cade l’obbligo del reintegro

Precari Per Sempre: emendamento finanziaria elimina l’obbligo di assunzione dopo contratti a termine reiterati

La condizione di precario del lavoro, potrebbe diventare ancora più dura, in alcuni casi eterna. Secondo fonti dell’agenzia Agi, nella manovra economica al vaglio del Senato, sarebbe stato inserito un emendamento per impedire al giudice la possibilità di obbligare un datore di lavoro a stabilizzare un dipendente irregolare. La norma, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera e recepita nel maxiemendamento, si applicherà anche ai contenziosi in corso.
Finora il giudice, che riscontrava irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se passerà la nuova legge, il giudice dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). Il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressoché infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.

Salva l'Italia. Contro il carovita


Berlusconi colpisce le famiglie e premia gli interessi forti
Un autunno caldo, anzi caldissimo, attende gli italiani. La manovra economica messa in campo dal governo Berlusconi non è solo altamente depressiva, ma mette seriamente a repentaglio la stabilità delle famiglie italiane, strette nella morsa del pressante aumento del costo della vita. Una manovra non competitiva, che, tra i mille tagli apposti alla spesa pubblica, di fatto costringe gli italiani a mettere continuamente mano al portafogli, rendendoli più poveri. In autunno arriverà la stangata su luce e gas, e gli effetti della montante evasione fiscale si stanno già ripercuotendo sulla tenuta dell'economia.“Agli italiani non interessa che Berlusconi sia presidente del Milan", osserva Veltroni. "La sera a tavola le famiglie si chiedono come pagare le bollette, come comprare pane e pasta, come far bastare i salari”. Invece da parte del governo “c’è una grande sottovalutazione della situazione economica del paese e finora non un euro è andato a chi ne aveva bisogno, nessun provvedimento del governo è stato destinato a sostegno del ceto medio, dei salari e delle pensioni, della domanda interna, per aiutare il Paese a risollevarsi”.



Il governo della destra non fa altro che stringere l’Italia nella morsa del carovita.Non sostiene i redditi di lavoratori e pensionati, non dà alcuna risposta concreta all’aumento dei prezzi di pane, pasta, latte, verdura, cui si aggiunge l’aumento del 20% di benzina e dell’elettricità. Senza contare che non è stata inserita nessuna voce e quindi nessun sostegno per le famiglie che, oltre al costo giornaliero della vita, sono costrette a sostenere il peso dell’affitto.Sacrifica i diritti dei cittadini, tagliando le risorse destinate ad una scuola di qualità con 8 miliardi di euro in meno nel triennio 2008-2011, e tagli al personale con 87mila docenti e 43mila persone tra personale tecnico e amministrativo, cifre cui bisogna aggiungere anche la chiusura di oltre 4mila istituti dislocati nelle isole e nei piccoli comuni. Ha impoverito la sanità pubblica rendendola di fatto meno efficiente e più povera di servizi che saranno tutti a carico dei cittadini. Con i tagli apportati alle Regioni e ai comuni che con l’abolizione dell’Ici si sono visti portare via preziose entrate, anche il sistema di trasporto è stato seriamente compromesso e di fatto reso meno funzionale.La Robin Tax, oltre ad essere un vero e proprio bluff, non è altro che un’operazione demagogica, un’operazione di aiuti mal celati ai poteri forti, su banche e imprese, che già stanno scaricando gli effetti di questa tassa sui cittadini. Alitalia è un altro pasticcio del governo. La situazione avrebbe potuto risolversi positivamente già sei mesi fa, quando sul tavolo c’era la trattativa con Air France-Klm, disposta ad acquistare la compagnia di bandiera italiana così com’era, ossia con tutti i suoi debiti, un piano vantaggioso con 2100 esuberi. Poi gli annunci spot di Berlusconi, di presunte cordate messe in campo in formato ridotto solo sei mesi dopo, hanno messo in fuga Air France e lasciato sul piatto milioni di debiti. Ora saranno i cittadini italiani a doversi fare carico di tutti i debiti della bad company (la parte fallimentare di Alitalia che si prende carico di debiti ed esuberi) istituita dal governo Berlusconi.La Social card - di cui ancora non c'è traccia - è un altro bluff perché si limita allo sconto del 10% su alcuni prodotti alimentari e bollette, una carta per la spesa solo per pochi prodotti e per importi insufficienti ad arrivare alla quarta settimana, una vera e propria umiliazione per i pensionati, per i quali sarebbe stato meglio invece un aumento delle proprie pensioni.La bufala dei mutui è un inganno per le famiglie in difficoltà: la riduzione della rata oggi determina mediamente un aumento del costo del mutuo di 13.000 euro mentre rende più difficile la portabilità del mutuo, unica soluzione in grado di ridurre i costi per la famiglie, insomma un altro favore alle banche. Un'altra pericolosa manovra messa in campo dal governo, che danneggia particolarmente i consumatori, è stata togliere loro la possibilità di portare avanti cause collettive contro le aziende (class action), la cosiddetta class action che era stata introdotta dai Governo di centrosinistra. Così come il dietro front su tariffe telefoniche, commissione di massimo scoperto, portabilità dei mutui, polizze assicurative auto, distribuzione dei farmaci, tariffe minime dei professionisti, senza contare l’aver fatto decadere l’intervento di riduzione delle accise sulla benzina voluto dal governo Prodi per attenuare gli effetti dell’aumento dei prodotti petroliferi. Aumenti che ricadranno sulle spalle di consumatori e delle imprese. Con i tagli previsti inoltre per gli investimenti nelle infrastrutture e lo svuotamento del credito di imposta per gli investimenti delle imprese private nel Mezzogiorno, il governo dimentica lo sviluppo del Paese determinando ancora una volta un Paese a due velocità Nord e Sud. Il PD invece dice no a tutto questo, e per difendere le risorse delle famiglie ha in mente una serie di proposte volte a tutelarle e a fronteggiare il carovita con:- una riduzione delle tasse di 300 euro l’anno per i lavoratori e i pensionati,- un sostegno di 100 euro al mese alle spese per la cura dei figli, per le donne che lavoro, per sostenere l’occupazione femminile e la qualità della vita delle famiglie;- una riduzione delle imposte sulla retribuzione legata alla produttività e definita nella contrattazione aziendale, di distretto, di territorio;- un sostegno alle famiglie per il pagamento delle rate del mutuo sulla prima casa attraverso l’innalzamento della detrazione fiscale per ulteriori 300 euro l’anno;- radicali semplificazioni degli adempimenti fiscali per le piccole imprese e il lavoro autonomo (potenziamento del “forfettone”) e il ripristino delle misure per un’efficace lotta all’evasione fiscale;- l’applicazione e il potenziamento delle misure per la concorrenza per ridurre i prezzi e migliorare la qualità di prodotti e servizi per le famiglie su: generi alimentari, farmaci, benzina, tariffe telefoniche, mutui, polizze assicurative, commissione di massimo scoperto, tariffe minime dei professionisti.


IMPORTANTE:

"Fascist legacy", il documentario della BBC acquistato e mai trasmesso dalla RAI.

martedì 30 settembre 2008

LA CURA GELMINI PER LA SCUOLA PUGLIESE? TAGLI PER PIÙ DI 5000 UNITà LAVORATIVE

Bari 19 settembre 2008
Comunicato stampa


La FLC CGIL ha elaborato una simulazione delle ricadute che le varie norme approntate dal Governo avranno sia sul personale di ruolo che sui precari provincia per provincia e per i vari ordini di scuola.

Ecco le conseguenze dei provvedimenti del Governo e del Ministro Gelmini sulla scuola pugliese.
La FLC CGIL ha elaborato una simulazione delle ricadute che le varie norme approntate dal Governo avranno sia sul personale di ruolo che sui precari provincia per provincia e per i vari ordini di scuola.

La simulazione dei tagli è stata effettuata applicando ai vari ordini di scuola e al personale ATA le ipotesi contenute nelle prime anticipazioni del piano programmatico del MIUR in applicazione dei tagli previsti dall'Art. 64 del DL 112/08. Il calcolo dei soprannumerari deriva dalla differenza tra i posti che saranno disponibili nel 2009/10 (dopo i tagli) e il personale a tempo indeterminato (comprese le assunzioni di quest'anno e ipotizzando un trend di pensionamenti pari a quello di quest'anno (27.000). In sostanza, come previsto, nessun precario attuale avrà più la possibilità di lavorare.
Per la scuola dell'infanzia in quanto il piano non prevede espliciti tagli, ma l'azzeramento dell'attuale esperienza a tempo normale (8 ore) per trasformarlo in antimeridiano in modo da recuperare risorse per eventuali nuove istituzioni (sempre a tempo parziale): questa operazione, pur non producendo tagli a livello nazionale, perché in diverse regioni del Nord vi sono molte liste di attesa, avrà ripercussioni in Puglia sia sul personale che una forte ricaduta in termini di qualità del servizio e di risposta alle aspettative delle famiglie.
Contro queste misure del Governo la FLC CGIL invita con i lavoratori della scuola, gli studenti e le famiglie a partecipare alle manifestazioni indette dalla CGIL e previste per sabato 27 settembre in tutte le province pugliesi.
Paolo Peluso
Segr. Gen. FLC CGIL Puglia

lunedì 29 settembre 2008

Il comizio di Kristallin e ScaccoMatto

Abbiamo assistito la settimana scorsa al comizio di Gisella KRISTALLIN.
E’ stato un grande discorso chiarificatore.
Difficilmente in avvenire succederà di imbatterci in un tale sermone in cui sono presenti tutte le sue parti tradizionali:
l’articolo, il nome, l’aggettivo, il pronome, il verbo, l’avverbio, la preposizione, la congiunzione, l’interiezione.
Mancava solo una cosa l’ ”idea”.
Al nostro Gisella KRISTALLIN non accadrà mai di essere annoverato tra i nostri beni culturali, sebbene “Lo voglio bene al mio Paese” sia diventato meta di turisti sadicamente ansiosi di accertare cosa succederebbe se si sbagliassero.
Gisella Kristallin, permettetemi di chiamarlo confidenzialmente Gis, perché “io lo voglio bene al mio sindaco”, era accompagnato dal suo fido assistente: “SCACCO MATTO”.
“Scacco Matto” è un “repubblichino”, di mentalità, non di età, senza rimedio, vale a dire nato, è un po’ come si dice “nato con la camicia”.
Irruente come un torrente, aggressivo come la bronchite, ha ribaltato tutte le fantasiose accuse, le menzognere affermazioni nei confronti della democratica amministrazione comunale, costituita da galantuomini, avanzate dall’opposizione e ha auspicato, per una corretta gestione del paese, le dimissioni da “uomo” della stessa opposizione.
Cosa ci resta da dire.
“SCACCO MATTO”, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
Personalmente sono sinceramente affezionato a “SCACCO MATTO”, perché modestamente so quanto sia facile e, tutto sommato, rapido essere meglio di lui: basta nascere, ed io “lo nacqui”, direbbe TOTO’
http://lucifero.bloog.it/Blog di satira laertina

Rifiuti a Napoli: Silvio, Cosentino e Gomorra

Abbiamo un governo che si fa merito di aver risolto il problema dei rifiuti a Napoli. E dentro quel governo c'è un uomo (il sottosegretario Nicola Cosentino, coordinatore di Forza Italia in Campania) indagato a Napoli per i suoi rapporti con la camorra proprio in relazione alla gestione dei rifiuti. Lo ha rivelato due settimane fa l'Espresso, ma nessuno l'ha ripreso, né la politica se n'è curata. Solo Roberto Saviano ha rilanciato: "In genere, quando si svelano i meccanismi della corruzione, la prateria prende fuoco da questa scintilla. Ma qui, oltre i titoli sui soliti giornali locali e alle relative pagine di rito, non ne è scaturita nessuna discussione, nessun dibattito, nessun allarme". E sì che, secondo un'inchiesta in corso, Nicola Cosentino, oggi sottosegretario all'Economia, sarebbe stato destinatario di tangenti in cambio di silenzio sul riciclaggio abusivo di rifiuti tossici fatto dalla camorra. Lo ha testimoniato un ottimo conoscitore della vicenda, il boss camorrista Gaetano Vassallo. Non una parola finora sui giornali, se non per raccontare le perquisizioni ai giornalisti dell'Espresso responsabili della "fuga di notizie". Faccia feroce alla mafia che spara, faccia girata dall'altra parte quando la mafia s'intraccia con gli affari e la politica. Intanto oggi un giornale di destra, "Liberal", dimostra che Berlusconi non ha affatto risolto il problema dei rifiuti a Napoli. Guardare per credere: la prima pagina e due pagine interne mostrano cumuli di rifiuti, scomparsi sì dal centro di Napoli, ma non dal resto della regione.

Gianni Barbacetto

sabato 27 settembre 2008

Il no-profit va in reteSito web curato da Orizzonti nuovi

L’associazione Orizzonti Nuovi “Evandro Lupidi” Onlus, in partenariato con la Caritas Diocesana di Castellaneta e grazie ad un finanziamento della Regione Puglia - POR 2000/2006, Misura 5.3, Azioni formative e piccoli sussidi, azione C -, sta promuovendo una ricerca sulle organizzazioni no-profit della Diocesi di Castellaneta, al fine di creare un sito web di coordinamento tra tutte le realtà noprofit presenti sul territorio.Tale sito costituirà un forum permanente per tutte le associazioni desiderose di creare una collaborazione sinergica e nel contempo di sviluppare le proprie attività.Tra i molteplici scopi che si prefigge, sottolineiamo la possibilità di inserire news ed appuntamenti coordinati ed “ufficiali”, i servizi informativi sulla legislazione e sulle possibili linee di finanziamento, nonché la pubblicizzazione delle finalità e delle attività di ciascuna associazione aderente, che potrà autogestire gratuitamente un proprio spazio web, comprendente anche una Galleria Fotografica.Il progetto comprende, oltre alla realizzazione del sito, l’acquisto di apparecchiature tecnologiche ed un corso di formazione sulla normativa e sulla gestione degli enti noprofit, che sta interessando sei operatori della nostra associazione e della Caritas Diocesana, partner di progetto.Dopo l’incontro introduttivo di presentazione del Progetto, tenutosi venerdì 5 settembre - alla presenza di numerose associazioni e documentato da una apposita newsletter associativa - è stata programmata per oggi, alle ore 17:30, presso il centro pastorale Lumen Gentium di Castellaneta, la Conferenza di presentazione del nuovo sito www.7roseassociazioni.org, a cui parteciperanno - oltre ai dirigenti di Orizzonti Nuovi Onlus e della Caritas Diocesana -, il vescovo di Castellaneta, mons. Pietro Maria Fragnelli, il dott. Giacomo Smarrazzo in rappresentanza dell’Organismo Intermediario che gestisce il finanziamento per conto della Regione Puglia ed un responsabile del CSV di Taranto.
» 7 Rose Associazioni
» Fonte: Corriere del Giorno

venerdì 26 settembre 2008

Non mi dimetto, sono solo speculazioni

E' vero sono speculazioni. Speculazioni che riguardano il nostro territorio: dal Piano Eolico al Compostaggio, passando per le aziende di bio-combustibile e bio-gas.
Noi non contestiamo le energie alternative, crediamo, invece, fermamente che siano l'alternativa necessaria per programmare il futuro, vincere la crisi energetica e combattare l'inquinamento.

Noi disprezziamo il modo con cui queste politiche vengono portate avanti.

Al lettore lasciamo il giudizio sul comizio del sindaco sulla base dei fatti e della storia, non delle polemiche....



«Non mi dimetto, sono solo speculazioni» ha tuonato il sindaco Giuseppe Cristella. «Lo facciano quelli del Pd, ma da uomini» ha rilanciato l’assessore Nicola Saccomanni. E’ arrivata dal palco, domenica sera, la risposta alla conferenza stampa, con volantino al seguito, del Partito democratico. Partito che aveva chiesto, sulla scia dei cattivi odori della Progeva, le dimissioni del primo cittadino. «Carta straccia, rifiuto per discarica», ha giocato con le parole Saccomanni. «Nel 2002, dopo il parere positivo della conferenza di servizi abbiamo approvato la realizzazione dell’opificio, del capannone, al resto ci ha pensato la Provincia» ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, precisando poi la «quasi unanimità» registrata in occasione del voto consiliare. Precisazione poi ribadita da Cristella: «Ci fu anche il consenso di Cassano, Giannico, Clemente e Giuseppe Stano”. Non solo: per Cristella, già assessore all’agricoltura nella giunta di centrosinistra guidata da Vito Cassano, sarebbero stati, nel 2001, il sindaco diessino uscente, che «credeva di aver già vinto le elezioni», e l’ex assessore all’urbanistica Domenico Giannico a indicare alla Progeva l’area dove l’azienda si sarebbe poi insediata. In ogni caso, ha integrato Cristella, si andò allora in variante urbanistica «così come abbiamo fatto per tanti altri insediamenti». Ce n’è anche per la Progeva: «Deve tornare al progetto originario, o si rischia lo scontro» ha incalzato Saccomanni. Il progetto originario rimanda alla “procedura semplificata” (30mila tonnellate annue, lista “corta” dei rifiuti trattabili) iniziale, praticamente attuata dall’azienda di compostaggio solo per pochi mesi, prima del passaggio alla procedura “ordinaria” (45mila tonnellate, ventaglio di codici più ampio), datata maggio 2007. Saccomanni: «La puzza è partita allora, non prendiamoci in giro”. E comunque: «E’ una battaglia che porteremo avanti e vinceremo da soli, senza l’opposizione, altro che dimissioni» hanno detto in coro il sindaco e l’assessore, a suggello dell’annunciata “operazione-verità”. Immediata la replica dall’altro fronte: «Vere bugie, false verità» titola una nota del Pd: «La dialettica politica - vi si legge - può essere aspra, tesa. Tuttavia non dovrebbe mai valicare i limiti del rispetto che si deve alle persone e alle loro competenze professionali». L’altra sera, invece «l’assessore Saccomanni ha sentenziato che gli esponenti dell’opposizione, dovrebbero dimettersi dall’essere uomini, concetto poi ripreso dal sindaco»: per il Pd si tratta di «un preoccupante imbarbarimento del linguaggio che non può e non deve essere sottovalutato», espressione di un atteggiamento «volto ad intimidire l’avversario politico, ormai sempre più considerato come un nemico», se è vero che l’affermazione di cui si parla segue ad anni di attacchi personali che «a vario titolo hanno raggiunto tutti coloro i quali hanno osato mettere in discussione le scelte politiche di questa amministrazione». «Privare i propri avversari del riconoscimento della dignità che si deve ad ogni essere umano - chiude il Pd -, è scorretto non solo politicamente, ma anche eticamente». Tira proprio una brutta aria.

Francesco Romano

La Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 25 settembre 2008

La politica non può ridursi a barbarie

Il Pd alla maggioranza: «La politica non può ridursi a barbarie»Nota politica

Il comizio della maggioranza di centrodestra “Operazione Verità” ha uno strascico polemico. Secondo il circolo del Pd, il comizio «ha plasticamente rappresentato il modo in cui una parte del centrodestra laertino intende il confronto politico. La dialettica politica può essere aspra, tesa. Tuttavia essa non dovrebbe mai valicare i limiti del rispetto che si deve alle persone e alle loro competenze professionali».«L’altra sera - continua il Pd -si è assistito all’ennesima sceneggiata di una coppia di amministratori che sembravano più accecati dall’odio e dal rancore personale che dal legittimo desiderio di fare chiarezza sulle responsabilità politiche del prodotto Progeva. L’incipit, in questo senso, è stato molto eloquente: l’assessore Saccomanni ha sentenziato che gli esponenti della opposizione, dovrebbero “dimettersi dall’essere uomini”. Concetto poi ripreso dal sindaco. Ci auguriamo che questa opinione sia isolata all’interno della compagine amministrativa. La frase, converrete con noi, è sintomatica di un preoccupante imbarbarimento del linguaggio. Un imbarbarimento che non può e non deve essere sottovalutato. Sarebbe sbagliato pensare che si tratti soltanto di parole: quelle espressioni sottendono un atteggiamento violento, volto ad intimidire l’avversario politico, ormai sempre più, considerato come un nemico».«Privare i propri avversari del riconoscimento della dignità che si deve ad ogni essere umano - puntualizzano dal Pd - è scorretto non solo politicamente, ma anche eticamente e ciò non fa onore a chi queste frasi le pronuncia a prescindere che ciò avvenga per odio o per ignoranza. Ci piacerebbe pensare che si sia trattato di un caso isolato, ma sappiamo bene che questa, ancorché più grave, affermazione segue ad anni di attacchi personali violenti e di eccessi che, a vario titolo, hanno raggiunto tutti coloro i quali hanno osato mettere in discussione le scelte politiche di questa amministrazione».«Speriamo vivamente - conclude la nota del Pd - che dal centrodestra si alzi almeno una voce per condannare e prendere le distanze da quelle frasi. Diversamente quella che doveva essere una operazione verità, verrà ricordata come una bieca “Operazione Vergognosa”».

Corriere del Giorno

Area vasta, d’assenze.

Presentazione di Area vasta ai paesi del versante occidentale e al Comune capofila, Taranto. Più gli assenti che i presenti. La base sollecitata a far proposte

Amintore Fanfani, un politico che ad un’acuta intelligenza univa il dono dell’ironia, ironia, la cui mancanza ne fa capire l’indispensabilità, avrebbe definito l’Area vasta come definì il bilancio di previsione del suo tempo, libro dei sogni.E tuttavia se non si sogna non si va da nessuna parte, poiché i sogni son anche desideri, per soddisfare i quali l’uomo è arrivato sulla luna e sulla soglia dell’origine della vita.L’ufficio tarantino dell’Area Vasta presieduto dal presidente dell’Ordine degli architetti ionici, Vincenzo La Gioia, era lunedì sera a Castellaneta per presentare i suoi lavori e raccogliere altre idee tutte riguardanti la parte occidentale della provincia, cioè i sette paesi che vanno da Ginosa a Massafra, più di 100 mila abitanti, un territorio molto omogeneo e di molte potenzialità di sviluppo. Erano presenti l’assessore provinciale al turismo Tommaso Colaninno e i sindaci di Castellaneta, Italo D’Alessandro e di Palagianello, Michele Labalestra; si erano “affacciati” il sindaco di Mottola, Giovanni Quero e il vicesindaco di Laterza Leonardo Pugliese, poi andati a Laterza alla presentazione di un libro di storia locale. Avrebbero dovuto essere presenti anche sindaco e vicesindaco di Taranto, assenti anch’essi. Il pubblico era costituito da uno sparuto gruppo di architetti, ingegneri e geometri, che alla fine degli interventi hanno dato vita a un dibattito educato e di piccole proposte.Per dirla in una battuta, o meglio in un’immagine: l’area era vasta, ma d’assenze.In sé l’idea di Area vasta è lo sviluppo di un’idea che vagava alcuni decenni fa fra le amministrazioni comunali. Si parlava allora di formare consorzi fra Comuni limitrofi per darsi i servizi che ciascun comune da solo non aveva né la forza per costruirli, né la domanda perché fossero efficienti, insomma per evitare sprechi o fallimenti. Oggi l’Area Vasta è il pensatoio che immagina il futuro di una comunità e va raccogliendo idee: a giudicare da quelle raccolte a castellaneta, con scarsa fortuna.D’Alessandro nel prendere per primo la parola come “padrone di casa” ha parlato di un utile scopo dell’ufficio, perché evita lo sviluppo a macchia di leopardo, i campanilismi e la dispersione di risorse. Ha parlato di un costruendo Foro boario, di una piattaforma con Ginosa sulla 106 per il sostegno al turismo e all’agricoltura, della necessità della Bradanico-Salentina e di una pista ciclabile lungo il vecchio tracciato della ferrovia Bari-Taranto.Della stessa pista ciclabile ha parlato Labalestra il quale ha messo in risalto la necessità di valorizzare la specificità di Palagianello, le “case grotte”, cioè le abitazioni, in uso ancora nel primo dopoguerra, incastonate nel ciglio della gravina, e con esse del Parco naturale attrezzato. Labalestra ha esortato a far presto per non perdere i fondi europei.Colaninno ha lamentato che la discussione è lenta e lunga che un miliardo e 700 milioni regionali sono in attesa di essere spesi e che Agriland, a San Basilio, nel diroccato rudere da restaurare s’insedierà Agriland, un ufficio per dare ai turisti in arrivo tutte le informazioni sulla provincia ionica. Lo scopo, ha aggiunto Colaninno è di avere un turismo per tutti i giorni dell’anno. La Gioia ha spiegato che Area Vasta è una pianificazione strategica per una visione della città condivisa da tutte le sue anime, basata sul metodo che la basa dà suggerimenti a un vertice che poi si incaricherà di portarlo a sintesi. Le aree vaste pugliesi sono dieci, quella ionica abbraccia tutta la provincia di Taranto, ad eccezione di Martina Franca che appartiene a quella della Valle d’Itria. Il comune capofila è il capoluogo la qual cosa spiega il ritardo di questa Area vasta perché Taranto ha patito i tempi lenti del dissesto e del commissariamento. L’ufficio, ha continuato Lagioia ha tenuto forum e incontri tematici ed ha elaborato alcune idee di massima: Taranto porta del mediterraneo, cerniera fra Salento, Materano, Casertano e Calabria, forte del porto e della retroportualità e della nuova pista all’aeroporto di Grottaglie per i supercargo. Taranto ha consegnato la sua economia all’Ilva, ma si può pensare a un suo sviluppo alternativo con la Città della conoscenza, il Polo tecnologico-scientifico, il polo museale, a cui recuperare anche i capannoni della stazione torpediniera e aggiungere la Vittorio Veneto la cui trasformazione in museo è già stata finanziata. Della provincia La Gioia ha va valorizzato l’ambiente, con il Parco delle Dune ad est e trasformando la litoranea in grande lungomare; e con il Parco delle Gravine ad Ovest, recuperando il dimesso tracciato della BaTa.Un intento per tutti i entri abitati è di risparmiare le città dalla degenerazione che ne deriva dalla loro espansione e cercare il recupero interno.Fra le proposte dal pubblico: Castellaneta punti di più su Valentino e Taranto dia al piazzale e alla chiesetta della Croce un minimo di decenza e veda di darsi dei parcheggi prima dell’ingresso in città dai paesi della provincia, per esempio togliendo alla ruggine ferroviaria la vastissima Porta Napoli.Finito il convegno un sussurro di esasperata e dotta malinconia: “Dum Romae loqui, Saguntur espugnatur” (mentre a Roma si chiacchiera a vuoto, Sagunto è stata viene espugnata, il paese va in rovina). La celebre frase liviana, fu resa celeberrima e attualizzata dal cardinale Pappalardo nell’omelia in morte del generale Dalla Chiesa.Le grandi idee sono suggestive e danno due visioni: una d’insieme e impossibile e una per visionari ed irrealizzabile.Il Comune capofila, Taranto, senza del quale le carte dell’Area Vasta sono destinate “alla critica roditrice dei topi” è stata snaturata: da città con un potenziale turistico illimitato fu fatta la Sesto S. Giovanni del Sud ed ora è asmatica da inquinamento e macilenta da disoccupazione. Può essere il punto di raccordo e di ispirazione fra e per le due parti del suo territorio?Ieri sera a Castellaneta si parlava del territorio occidentale che, pur di sette paesi, sette dialetti e sette infinità di tradizioni, ha una eccezionale omogeneità: gravina, chiese rupestri, santuari, murge, pinete e querceti, un po’ di boschi cedui, agricoltura da ortofrutta e da pascolo e mare, tutto in un raggio di poco più di venti di chilometri.Potrebbe essere un Eden, questo territorio, se per facilitare l’arrivo dei progetti di Area vasta e in loro attesa, Regione, Provincia e i suoi sette sindaci gli dessero d’insieme, in un comportamento armonico, o anche ognuno per sé, ciò che dicono essere necessario: igiene urbana, da raccolta differenziata e da limitazione d’inquinamento, migliori strade, più boschi, pannelli solari ad ogni edificio pubblico e nuove case, cura dei monumenti storici e religiosi, attenzione alle scuole, rispetto per l’ambiente…La sola ordinaria amministrazione, che per l’imperatore Adriano era già tanto poter assicurare.»


Corriere del Giorno


Michele Cristella

mercoledì 24 settembre 2008

Si frantuma un certo modello di sviluppo

Di seguito riportiamo un articolo, lettera aperta al direttore del corriere del giorno, che riassume quello che è accaduto con la Miroglio, Natuzzi, Gruppo Putignano, Curvet ......, l'articolo è sentito e vero perché vissuto sulla pelle del nostro concittadino, per cui vi invitiamo a leggerlo e commentarlo.

Lo diceva, caro Direttore, Don Luigi Sturzo, 50 anni fa che inoltre precisava; «l’economia, essendo fatta da uomini liberi, può essere morale o immorale, come tutti gli atti umani; tuttavia, una vera economia o è morale o, per quanto detto in precedenza, non è neppure economia». Perché ho voluto ricordare queste sagge, quanto lungimiranti considerazioni del sacerdote, e amministratore pubblico, di Caltagirone?
Beh, osservando l’attualità italiana, e locale, non si può non prendere in considerazione il pensiero sturziano. Si tratta del “fallimento” di attività economiche pubbliche e private e dei rocamboleschi tentativi messi in atto, dalla politica-spettacolo, dal sindacato-casta, dall’imprenditoria-parassita. Si vede davvero di tutto: aziende che hanno maturato perdite o che, al contrario, continuano a registrare profitti strepitosi, che di fronte al proprio fallimento o cessazione di attività scappano cercando di speculare ulteriormente; pubblici amministratori, di destra e di sinistra insieme, che da queste vicissitudini cercano di ottenere riconferme consolidando o acquisendo nuove clientele; sindacati che senza nessuna mea culpa, organizzano psudo-mobilitazioni dopo essersi già impegnati con accordi sottobanco e al ribasso; classe operaia che bene o male cerca di garantirsi un posto di lavoro ma anche privilegi e benefici. Alitalia, Miroglio solo per citarne alcune di queste storie.
Migliaia di posti di lavoro a rischio ma anche molto rumore per nulla.
Sì. Perché l’impressione è che al di là di quello che si vede, tutto è già risolto, la strada è già tracciata. Qualcuno in effetti perderà il posto di lavoro e si ritroverà fra qualche mese con un pugno di mosche in mano; magari con un misero incentivo all’esodo sarà costretto a dimettersi e comunque, perché capace e in gamba, troverò un’altra dignitosa e onorevole occupazione. La maggiorparte dei soggetti interessati troveranno “la polpa”, la sostanza.
Le aziende che chiudono, dopo aver sperperato migliaia di denari pubblici ne riceveranno degli altri per la vendita di capannoni e infrastrutture, oltre a beneficiare per l’ennesima volta di ammortizzatori sociali sempre finanziati da “pantalone” cioè tutti noi; gli imprenditori “salvatori della patria” arriveranno e beccheranno altri finanziamenti pubblici “intraprendendo” senza debiti, senza oneri, senza “masse passive”.
In quanto alla classe politica nera, rossa e bianca e al sindacato, senza farsi troppi problemi, in maniera trasversale, si spartiranno la grande torta del consenso e soprattutto del potere. Poi c’è un sottobosco di piccoli e grandi speculatori, i cosiddetti “tecnici”, o i superconsulenti, quelli che non sanno mai niente ma che in fondo sono i primi corrotti e corruttori; continueranno a fare la bella vita, incassando grandi parcelle e forse qualcosa di più. Sono i “già” o i “prossimi pensionati” che invece di lasciare spazio alle nuove generazioni continueranno imperterriti a occupare la scena, a manipolare, a mediare compromessi e malaffare. Cosa c’è dietro questo scenario se non l’immoralità e la non eticità ?
Le aziende che falliscono dovrebbero solo risarcire i danni alle persone e ai territori; quelle che invece vogliono fare e sviluppare l’economia dovrebbero solo investire tempo e risorse proprie; i pubblici poteri e le organizzazioni di rappresentanza e di categoria dovrebbero solo controllare e verificare che i diritti, e i doveri, siano rispettati.
In quanto ai parassiti dovrebbero scomparire, ritirarsi, darsi alla cura dei propri figli e alla crescita dei propri nipoti. Le persone valide, le energie migliori dovrebbero osare, dovrebbero avere il coraggio di uscire allo scoperto, innovarsi, mettere a disposizione della società, del bene comune, la propria capacità, la propria intelligenza. Il territorio nel suo complesso, si dovrebbe organizzare; anziché aprire le porte al nuovo colonizzatore, dovrebbe incentivare, aiutare, il produttore del luogo legato per tradizione, passione, affetti allo stesso. Anziché finanziare e arricchire realtà che hanno la sede legale a mille o seicento km di distanza, si dovrebbero sostenere quelle piccole ma dalle grandi potenzialità e prospettive. Si dovrebbe e si potrebbe fare tutto questo ma solo una vera moralità, solo la consapevolezza dell’etica può portare a questi passi. Nel nostro paese invece sembra prevalere sempre e comunque il tirare a campare, meglio la gallina oggi, l’uovo, domani, vedremo !!!.
Un sentito ringraziamento,
Domenico Savino - corriere giorno 23 settembre 2008