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mercoledì 29 ottobre 2008

Perche' a Laterza non succede?

Gioia del colle, bimbi record nel riciclo della carta

GIOIA DEL COLLE (BARI) - «Per fare una tonnellata di carta bisogna abbattere 203 alberi alti 20 metri e noi a Gioia, grazie ai ragazzi, abbiamo virtualmente già salvato 1800 alberi». Lo afferma in una nota il sindaco di Gioia del Colle, Piero Longo, in riferimento è all’iniziativa “incarta la carta” nata dall’idea del primo cittadino di regalare, all’inizio dell’anno scolastico, quaderni di carta riciclata a bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, per sensibilizzarli al problema difesa-ambiente e per invitarli a raccogliere carta, in cambio di un premio simbolico.

Su invito del sindaco, domenica scorsa, 175 studenti di elementari e medie (accompagnati dai genitori) hanno consegnato alla Società gioiese per la raccolta rifiuti 8.865 chili di carta, tutti rigorosamente pesati e controllati. La media è di 50,6 kg. a testa, recuperati da settembre ad oggi, con risultati individuali dei primi tre classificati del mese rispettivamente di 396, 280 e 197 kg. raccolti. Sono i record di Giorgia Buttiglione (classe 4/d della scuola elementare San Filippo Neri) prima classificata ed oggi “maglia rosa” in questa gara a tappe che porterà alla vincita finale di una bicicletta, Patrizia Castellaneta (3/g Scuola Media Losapio) arrivata seconda, e Giuseppe Gisotti (4/d S. Filippo Neri) terzo.

da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

venerdì 24 ottobre 2008

I Comuni ricicloni della Puglia

Melpignano, comune salentino di circa 2.300 abitanti, è il Comune Riciclone Puglia 2008 con una percentuale di 39,1%. Al secondo posto della Top Ten si piazza Carpignano Salentino, 29,7%, anch'esso piccolo comune del Salento, seguito da Locorotondo (Ba) col 27%.
Questi i primi tre classificati della prima edizione regionale di Comuni Ricicloni la storica iniziativa di Legambiente, patrocinata a livello nazionale dal Ministero per l'Ambiente, che premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata con una percentuale di riferimento uguale o maggiore del 32%.
Tre i Comuni a cui viene assegnato il riconoscimento di seconda Categoria: Diso (LE), Monteparano (TA) e San Paolo di Civitate (FG) che nei primi otto mesi del 2008 hanno raggiunto la soglia del 32% di RD. Alle due categorie di premi si è aggiunta una menzione speciale, che non costituisce un vero è proprio premio, a quei Comuni che rispondendo al questionario hanno dichiarato di effettuare acquisti verdi con criteri ecologici. Nella menzione speciale rientrano: Candela (FG), Caprarica di Lecce (LE), Cassano Murge (BA), Castro (LE), Locorotondo (BA), Melendugno (LE), Monopoli (LE), Ostuni (BR), Patù (LE), Putignano (BA), Sannicandro di Bari (BA), Turi (BA).
Dall’analisi dei dati emerge che nella Top Ten entrano solo i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti e quindi meritano la “palma d'oro” i Comuni più piccoli. Diverso è il giudizio nei confronti dei capoluoghi di Provincia e dei grandi Comuni a cui sono dedicate due distinte classifiche. Nessun capoluogo di Provincia è Riciclone, solo Brindisi supera la soglia del 20% seguita da Barletta con il 18%. Bari, seppur si conferma la prima in termini assoluti, nonostante gli sforzi, almeno per ora non riesce a raggiungere un risultato soddisfacente fermandosi, nel dato complessivo al 14,7%. Per quanto, riguarda i grandi Comuni, solo due superano il 20%, Gioia del Colle (BA) e Molfetta (BA), mentre tutti gli altri vanno sotto al 16,5% fatto registrare da Corato (BA) che si piazza così al 3° posto in questa categoria. Tuttavia, una buona notizia viene dal dato tendenziale per il 2008 che per molti di questi Comuni fa registrare un incremento.
Per i Comuni di media dimensione ottima la performance di Locorotondo che con il 27% guida questa classifica caratterizzata ancora una volta dai Comuni leccesi che occupano ben otto posizioni su dieci lasciando, oltre alla testa della classifica, anche la coda a San Paolo di Civitate.
La sintesi di questa prima edizione si ricava dalla lettura della classifica delle ATO. Infatti, il Salento si conferma il territorio più virtuoso in tema di RD piazzando nelle prime due posizioni due delle tre ATO Salentine, LE3 e LE2, con LE1 che si piazza subito dopo il podio al 4° anticipato dal buon risultato dell'ATO BA1 che con il suo 12,7% si piazza terzo. Inoltre, la tendenza dei primi otto mesi di 2008 ci dimostra comunque un dato in aumento in tutto il territorio regionale con solo due ATO, il FG4 ed il BR2, che non fanno registrare un incremento attestandosi agli stessi livelli registrati nel 2007.

martedì 14 ottobre 2008

Se lo fanno a Monteparano lo possiamo fare a Laterza

E’ Monteparano il centro, tra tutti quelli facenti parte dell’Ato Ta/3 (ma anche di quelli del bacino Ta/1), che secondo i dati ufficiali dell'Ato Puglia sui primi otto mesi dell'anno risulta avere la percentuale più alta di racconta differenziata effettuata. Un’isola felice tra i tanti comuni del bacino di appartenenza (ben 17), che cercano con affanno, e non sempre ci riescono, di raggiungere la percentuale del 40 percento di differenziata come richiesto dalla legge nazionale, mentre quella regionale prevede addirittura il 55% come traguardo da raggiungere entro il 2010. Un miraggio per molti, una realtà, invece, per il Comune di Monteparano, seguito al secondo posto da Maruggio con il 12,8 percento; segue Sava con il 12,7; Monteiasi e Grottaglie con l’11 percento, Avetrana con il 10,3 percento; Leporano e San Giorgio Jonico con il 4,8 percento; Pulsano con il 4,3 percento; Carosino, 3,5 percento; Lizzano, 1,3 percento; San Marzano di San Giuseppe con lo 0,8 percento; Torricella 0,1 percento. Altri comuni come Manduria, Faggiano, Fragagnano e Roccaforzata, invece, non sono stati inclusi nel calcolo relativo al 29 agosto per dati non trasmessi o perché sono state rilevate alcune anomalie.
Ma come ha fatto il Comune di Monteparano a raggiungere risultati così vicini al quaranta percento?
Lo abbiamo chiesto al sindaco Cosimo Birardi, alla guida di una giunta di centrosinistra.

- Sindaco, ci può spiegare come ha fatto il suo comune ad essere così vicino all’obiettivo?
«Abbiamo organizzato la raccolta differenziata porta a porta in modo tale da eliminare i cassonetti e da tagliare quello che era il conferimento improprio negli stessi. Poi abbiamo fornito tutta la cittadinanza di bio pattumiere dotate di sistema antirandagismo collocate all’esterno delle abitazione o al piano terra dei condomini. Ogni quattro giorni a settimana passa la raccolta in differenziata di misto, umido e ogni due giorni viene praticata la raccolta porta a porta dei sacchetti per la carta, plastica e alluminio. Da gennaio sarà avviata la differenziata anche per questi materiali. I cittadini che hanno fatto richiesta di compost domestico, sono stati dotati di un apparecchio alto un metro, del diametro di circa 70 centimetri, che consente di conferire l’umido, e poggiandolo nel terreno, di fabbricare fertilizzante. Tutto questo consente di ottenere uno sconto sulla Tarsu pari al 10 percento e un abbattimento del conferimento in discarica pari al 53 percento. La restante parte, della differenziata viene portato nella piattaforma la Rexel, dove ci viene rimborsato il costo della plastica, carta e alluminio. Con la differenziata che partirà a gennaio abbatteremo anche questi costi».
- Come ha fatto ad istruire così bene la cittadinanza?
«La città sta rispondendo molto bene. Prima di avviare il servizio abbiamo svolto un lavoro di sensibilizzazione attraverso l’organizzazione di assemblee ed entrando nelle scuole spiegando l’importanza e quelli che erano costi benefici. Nonostante non ci siano grandi risparmi economici, c’è comunque un contenimento della spesa. Inoltre, abbiamo fornito occupazione a due nuove unità diminuendo il costo della Tarsu. Il nostro è stato l’unico comune nella provincia che ha ridotto il costo di questa tassa da 1,81 a 1,15 per i garage e da 1,81 a 1,15 per le abitazioni. Il discorso comunque è più ambientale, dal momento che la nostra amministrazione è molto sensibile a questa problematica. Cerchiamo di inquinare poco portando il meno possibile in discarica. Forniamo anche il servizio dei rifiuti ingombranti che portiamo alla nostra isola ecologica».
- Secondo lei perché altri non ci sono riusciti ad avviare il servizio o ad ottenere questi risultati?
«E’ solo una questione di volontà amministrativa. La volontà di organizzare un servizio che è diverso da quello espletato normalmente. Va educata soprattutto la gente, modificare il comportamento di ognuno che non sempre è facile. Il cittadino, poi, è stato dotato di un vademecum che chiarisce come e dove debba essere smaltito il rifiuto».
- Il progetto del suo comune come è stato finanziato?
«Con fondi esclusivamente comunali e con i nostri mezzi. Ci tengo a puntualizzarlo Non abbiamo ricevuto un centesimo da nessuno nonostante le promesse fatte dalla Regione, dalla Provincia e dall’Ato 3. Tendo comunque a ringraziare tutti gli operatori ecologici che lavorano molto e bene, ma anche un grazie alla cittadinanza che ha permesso questo ottimo risultato».
Simona Scialpi - corriere del giorno

lunedì 6 ottobre 2008

Sondaggio Raccolta differenziata

Di seguito riportiamo, dopo aver ricevuto molte richieste di intervento sul sistema di raccolta differenziata, il verbale della risposta alla nostra interrogazione presentata nel corso del consiglio comunale del 8 luglio 2008.
Le lamentele dei cittadini sono continuate per tutta l'estate e riguardano soprattutto i bidoncini per la differenziata e i punti gialli. Dopo più di 1 anno dall'inizio del nuovo appalto, dopo il rodaggio e la provvisorietà i cittadini sono stanchi e sfiduciati e molti cominciano ad abbandonare la differenziata. Siamo ad ottobre e il porta-porta (seppur in via sperimentale) non è partito. Nel frattempo la tariffa della Cisa è passata a 83 euro/tonnellata e vi è il rischio dell'ulteriore aumento della tassa sui rifiuti.
La Regione Puglia spinge sulla differenziata, ci sono i soldi ma manca la volontà politica dell'Ato e dei comuni di fare le cose per bene. Ecco perchè lanciamo questo sondaggio per sensibilizzare l'intera comunità laertina sulla raccolta differenziata affinchè si possa svolgere un consiglio comunale monotematico coinvolgendo tutte le scuole.

STRALCIO VERBALE - CONSIGLIO COMUNALE 8 LUGLIO 2008

Presidente FRIGIOLA

L'ultima interrogazione è riguardante la raccolta differenziata e il servizio smaltimento rifiuti. La parola ad un Consigliere di minoranza. Catapano: prego.

Consigliere CATAPANO

Con questa nostra interrogazione, «...noi intendiamo conoscere i motivi per i quali, dopo aver diffuso i dati record della raccolta differenziata per i mesi di gennaio e febbraio 2008, nel mesi di marzo e aprile la differenziata si è fortemente ridotta. Inoltre, intendiamo conoscere quali sono i dati della raccolta differenziata del Comune di Laterza a far data dall'avvio del nuovo appalto con la ditta "Avvenire" di Putignano ad oggi, indicando dettagliatamente la quantità, la tipologia e provenienza dei rifiuti distinguendo in valori separati quelli relativi all'attività economica; conoscere se è stata individuata l'area attrezzata "ecocentro" previsto dal nuovo appalto ed, in caso di risposta negativa, specificare i motivi dell'inadempimento. Infine vogliamo conoscere quali sono gli ulteriori sviluppi ed evoluzioni della raccolta porta a porta della differenziata e dell'umido con conseguente eliminazione dei piccoli raccoglitori e dei provvisori punti di raccolta oggi esistenti».

Presidente FRIGIOLA

Grazie. Risponde all'interrogazione l'Assessore Catucci. Prego, Assessore.

Sindaco CRISTELLA

Presidente: posso capire chi sono gli interroganti? Perché non si capisce mai chi sono gli interroganti!

Presidente FRIGIOLA

Chiedo scusa, è legittimo sapere chi sono i firmatari. Il Sindaco chiede...

Consigliere CATAPANO

Catapano è uno, Stano, Cirielli, Serafini e poi c'è il dottor Perrone e l'altro Consigliere Stano.

Presidente FRIGIOLA

Grazie. Prego, Assessore.

Assessore CATUCCI

«In riferimento all'oggetto - quindi l'interrogazione riguardante la raccolta differenziata - si riferisce quanto segue: i dati cosiddetti "record" sulle raccolte differenziate effettuate nei mesi da dicembre 2007 a febbraio 2008, così come già specificato dalla sottoscritta su alcune testate giornalistiche locali, sono stati sensibilmente più alti rispetto alla media riscontrata negli altri mesi perché comprensivi della percentuale relativa alla raccolta straordinaria di rifiuti effettuata nel territorio comunale secondo un apposito progetto di risanamento e pulizia dei siti carsici finanziato con i fondi "ecotassa" dalla Regione Puglia per l'importo di circa 140.000 euro».

Sostanzialmente è stata fatta una raccolta straordinaria in quei mesi e, quindi, essendo stati raccolti degli inerti (materassi e quant'altro, elettrodomestici) nel territorio urbano, ovviamente questi materiali, essendo stati raccolti nel territorio urbano, sono stati assimilati alla raccolta differenziata nel territorio urbano e, quindi, questo ha portato all'incremento della percentuale della differenziata.

«Poi, per quanto riguarda il secondo punto, in allegato ho i dati inviati dal nostro ufficio competente divisi per mese dall'avvio dell'appalto con la ditta Avvenire così come richiesto.

Si ricorda che questi dati nel dettaglio sono riportati anche sul portale della Regione Puglia, nell'apposita area di riferimento e suddivisi in base già alle richieste effettuate.

I dati sono riferiti a rifiuti urbani ed assimilati agli urbani sulla base della regolamentazione comunale vigente in materia.

A questi si aggiungono eventuali altri rifiuti di ignota provenienza rinvenuti sul territorio comunale e di cui il Comune, per previsione di Legge, è obbligato a farsi carico e a dichiarare».

Sostanzialmente, quello che voi avete chiesto è già pubblicato nel sito della Regione Puglia nell'apposito sito e sono dati comunque pubblici, quindi non è necessario essere registrati o avere password e, quindi, sono disponibili sia all'Amministrazione che a tutti i cittadini che desiderano avere informazioni in merito.

"L'area dove verrà realizzato l'ecocentro è stata individuata nella zona industriale DIP alle seguenti coordinate geografiche: destinazione..." che potete leggere anche voi.

«La società Avvenire ha presentato apposito progetto per attrezzare detta area allo sportello SUAP competente per territorio. Tuttavia nel frattempo è intervenuto un progetto redatto dall'ATO TA/1 per la realizzazione, fra l'altro, di 18 ecocentri nell'ambito del bacino di competenza, interessando anche il Comune di Laterza.

L'intervento ATO sarà effettuato nell'ambito del finanziamento POR Puglia 2000/2006, misura 1.8 "Miglioramento del sistema gestione rifiuti" ed in parte con i fondi derivanti dalla Provincia per la ripartizione delle entrate della tassa ecologica a seguito di atto di intesa sottoscritto tra Provincia e Ambito di Bacino TA/1.

Gli ecocentri rientranti nelle previsioni ATO saranno di proprietà di quest'ultimo.

I finanziamenti regionali sono stati concepiti per dotare le ATO di infrastrutture medio ed attrezzature a carattere permanente, al fine di far fronte nel tempo ad un più razionale ed efficace sistema di raccolte differenziate.

I Comuni e, di converso, le società che gestiscono l'appalto avranno l'onere di far funzionare le strutture messe a disposizione. E` evidente che in questa prospettiva dovrà essere effettuato un adeguamento del capitolato in essere con la società gestrice in termini di modifica di alcuni servizi attualmente allo studio».

Quindi, sostanzialmente, nel frattempo, avendo l'ATO costituito un consorzio, c'è stato un cambio di competenza, per cui la realizzazione dell'ecocentro viene individuata nell'ambito dell'ATO proprio a far fronte di questa possibilità che ci è pervenuta da questo progetto.

«Per quanto riguarda il punto 4, anche per la raccolta differenziata dell'umido sono state previste innovazioni e diverse modalità nel progetto ATO di cui sopra. Il metodo di raccolta avverrà in maniera differente rispetto a quanto previsto dal nostro progetto e pertanto sicuramente verrà valutata l'ipotesi di continuare secondo le nostre specifiche o rimodulare il capitolato esistente.

Nel frattempo l'Assessorato di riferimento sta già lavorando per avviare in via sperimentale la raccolta dell'umido presso le utenze commerciali (sale ricevimenti, macellerie, ristoranti, etc.).

La raccolta della plastica e della carta presso i punti di raccolta gialli prevede la totale eliminazione dei cassonetti per la plastica e della carta distribuiti sul territorio comunale». Quindi, sostanzialmente, stiamo già lavorando per l'umido che verrà realizzato nell'ambito del progetto ATO in una maniera differente rispetto a quanto previsto dal nostro capitolato.

Presidente FRIGIOLA

Grazie, Assessore. Prego, Catapano.

Consigliere CATAPANO

Noi, come Consiglieri di minoranza, questa interrogazione l'avevamo presentata proprio perché viviamo in un particolare momento, che è quello della raccolta dei rifiuti, e con tutta una serie di problemi che avvengono. Per cui c'è un'elevata sensibilità, soprattutto perché riteniamo che questo, oltre ad essere un problema tecnico, è un problema culturale che lega il discorso dell'ambiente.

Ci siamo molto meravigliati, per cui io sono parzialmente soddisfatto della domanda per le parti successive.

Assessore CATUCCI (fuori microfono)

Grazie per il "parzialmente".

Consigliere CATAPANO

"Parzialmente" perché le ultime due parti andavano nell'ottica di questa cultura, mentre le prime due risposte non sono del tutto veritiere perché l'Assessore all'Ambiente e il Sindaco nel mese di marzo hanno rilasciato interviste dicendo che c'era il boom della differenziata e che questo boom era dovuto ad una campagna di sensibilizzazione, era dovuto al fatto che si era avviato questo nuovo appalto e aveva anche detto solo in questo caso, solo l'Assessore Catucci che vi era anche questo discorso dello smaltimento, per cui era giusto riportare nell'ottica che non c'è stato nessun boom, è qualcosa di molto regolare e che...

(Il Sindaco interviene fuori microfono)

Mi scusi, Sindaco: mi vuol far parlare?

Quando lei parla, nessuno la interrompe.

Presidente FRIGIOLA

Scusate! Consigliere Catapano: lei, nel rispondere, si deve rivolgere alla Presidenza.

Consigliere CATAPANO

Ma io mi sto rivolgendo a lei, Presidente!

Presidente FRIGIOLA

Prego.

(Interventi fuori microfono)

Sindaco, per cortesia: diamo la possibilità di rispondere!

Consigliere CATAPANO

Però non posso stare ad ascoltare queste invettive da parte del Sindaco che continuamente parla sotto. E` un atteggiamento veramente infantile!

Presidente FRIGIOLA

Chiedo scusa. Voglio sottolineare che dobbiamo ristabilire un clima di serenità per andare avanti, altrimenti faccio sospendere il Consiglio Comunale.

Per cui, per cortesia...

Consigliere CATAPANO

Questo è un comportamento...

Presidente FRIGIOLA

...chiedo al Consigliere Catapano di rivolgersi alla Presidenza, al Sindaco di mantenere anche un certo atteggiamento per dare la possibilità al Consigliere anche di parlare e di replicare. Prego.

Consigliere CATAPANO

Per cui dicevo il discorso dei dati: non c'è stato nessun boom. Siamo nella media, anzi siamo al di sotto della media regionale come raccolta differenziata, per cui c'è molto da lavorare in questo senso.

E c'è molto da lavorare perché ritengo che questo discorso della differenziata è un discorso che deve procedere anche gradualmente e deve essere visto non solamente nella differenziazione ma anche in quelle che sono - secondo me - le quattro "R" dell'ambiente e del riciclaggio dei rifiuti o comunque della raccolta dei rifiuti: cioè quello della riduzione, perché abbiamo una quota abbastanza alta di produzione pro-capite di rifiuti; quella della possibilità di riparare, per cui non avere più questa cultura del buttare tutto; l'altra questione è quella del riuso; infine quella del riciclo.

Dicendo questo, noi nella seconda parte della domanda avevamo chiesto quali erano le tipologie. Perché nel sito internet che abbiamo consultato, per il 2007 non è possibile verificare le tipologie legate ai diversi rifiuti che produciamo: ci sono solamente dei dati mensili che riportano tre o quattro voci, per cui non c'è il dettaglio. Per questo avevamo chiesto di conoscere nel dettaglio quella che era la raccolta differenziata.

Infine, per quanto riguarda invece il discorso dell'ecocentro, per noi è importante anche perché era stato oggetto di un nostro emendamento all'appalto sui rifiuti, e anche il discorso dell'umido soprattutto per le note vicende e, comunque, per la necessità che abbiamo sia di ridurre e di abbassare quella che è la tassa di smaltimento, perché più aumentiamo la quota di differenziata e meno paghiamo alla CISA, visto che abbiamo anche dovuto far fronte a maggiori spese in seguito a una sentenza del TAR.

E` fondamentale che questa attività legata soprattutto al discorso della raccolta dell'umido porta a porta avvenga quanto prima e avvenga attraverso una campagna di sensibilizzazione un po' più incisiva e anche attraverso un Consiglio Comunale in cui si parla del discorso dei rifiuti. Si può fare molto di più soprattutto in termini culturali e non sottovalutare il problema. Se voi immaginate che Napoli, che è al centro di tutto il contesto emergenza, ha l'8% della differenziata, vi rendete conto che comunque il problema esiste ed esiste anche da noi.

venerdì 3 ottobre 2008

DifferenteMente

I rifiuti sono un prodotto della mente e solo la mente può ridurli, differenziarli e valorizzarli.

La campagna di comunicazione Differentemente è promossa e organizzata dall'Assessorato all'Ecologia della Regione Puglia. La campagna "Differentemente" è fondata sul "dogma della collaborazione" che deve alimentarsi dal mondo della scuola, giungendo efficacemente nelle famiglie ed influendo sui comportamenti domestici, fornendo un senso economico al riutilizzo di materia e creando le basi per stabili e duraturi livelli di differenziazione del rifiuto.

Punto centrale della campagna "Differentemente" riguarda la promozione di una circolarità tra Scuola e Territorio, fra imprese impegnate nella gestione dei rifiuti ed istituzioni preposte al governo del territorio.

Ed è proprio con questa logica che è opportuno dare concretezza alla volontà di partecipare attraverso la predisposizione di un strumentario completo ed integrato che prevede l'azione sinergica delle seguenti attività:

Dal mese di ottobre 2008 e nei giorni 13/10/08, 20/10/08, 27/10/08 e 03/11/08 dalle 15,30 alle 19,30 partono in Provincia di Taranto i seminari di 2^ fase per dirigenti scolastici e docenti dal titolo strategie educative per la corretta gestione dei rifiuti

Tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.differentemente.it

martedì 29 luglio 2008

La differenziata è sotto la media regionale

Sul sito della Regione Puglia (www.rifiutiebonifica.puglia.it) è possibile verificare i dati della raccolta dei rifiuti urbani dei comuni pugliesi. Laterza, dopo il falso boom, continua ad arrancare sulla raccolta differenziata. Siamo in attesa che alcuni provvedimenti, citati per iscritto nella risposta alla nostra interpellanza, si attuino (ecocentro - porta porta per l'umido - sostituzione raccoglitori per la plastica). Nel frattempo notiamo che la percentuale di raccolta differenziata è sotto la media regionale ed inferiore ai comuni di Castellaneta, Palagianello e Mottola (superiamo la media di Palagiano).
PD Laterza

domenica 15 giugno 2008

L'illusione della differenziata

LATERZA - Laertini, virtuosi ecologisti? Forse solo un’illusione. Sono vertiginosamente calate, infatti, le cifre record della raccolta differenziata di inizio anno: dallo 26,50% di gennaio e 25,14% di febbraio, la percentuale di differenziata è scesa all’11,32% a marzo, allo 10,62% ad aprile, all’11,04% a maggio.

Di questo decremento chiedono conto adesso i consiglieri comunali di opposizione, che hanno presentato una interrogazione con risposta scritta e orale al sindaco Giuseppe Cristella e all’assessore all’Ambiente Licia Catucci.

Nel documento i consiglieri chiedono, innanzitutto, di "conoscere i motivi per i quali dopo aver diffuso i dati record della raccolta differenziata per i mesi di gennaio e febbraio 2008 nei mesi di marzo e aprile la differenziata si è fortemente ridotta".

La risposta, in realtà, si può già ipotizzare spulciando i dati forniti dall’Assessorato regionale all’Ambiente: nei mesi "record" di gennaio e febbraio sono corpose le voci inerenti la raccolta di materiali inerti, rifiuti classificati come urbani misti e residui da pulizia delle strade e suolo pubblico. Che, nei mesi successivi, calano o si azzerano.

A far lievitare la percentuale di differenziata, quindi, sono stati interventi, e conferimenti, eccezionali. Mentre la differenziata "reale", ossia quella dovuta al comportamento virtuoso del cittadino che separa umido, carta, vetro e plastica, si aggira intorno al dieci - undici per cento. Comunque un passo avanti rispetto al 4,25% del giugno 2007.

Per valutare andamento e risultati della raccolta differenziata, però, i consiglieri comunali chiedono ufficialmente a sindaco e assessore "i dati della raccolta differenziata nel comune di Laterza a far data dall’avvio del nuovo appalto - ditta Avvenire di Putignano - ad oggi, indicando dettagliatamente la quantità, tipologia e provenienza dei rifiuti, distinguendo in valori separati quelli relativi ad attività economica", nonché "gli ulteriori sviluppi ed evoluzione della raccolta "porta a porta" della differenziata e dell’umido con conseguente eliminazione dei piccoli raccoglitori e dei provvisori punti di raccolta oggi esistenti". Inoltre, vogliono "conoscere se è stata individuata l’area attrezzata (ecocentro) previsto dal nuovo appalto ed in caso di risposta negativa specificare i motivi dell’inadempimento".

La richiesta, inoltrata il 12 giugno, porta la firma di tutti i consiglieri: Catapano, Stano Giuseppe e Sebastiano, Serafini, Perrone, Cirielli. Al sindaco e all’assessore, adesso, il compito di rispondere nei tempi previsti dal regolamento comunale.

Anna Lisa Carrera – Corriere del Giorno – 15 giugno 08

venerdì 13 giugno 2008

interpellanza 6 - raccolta differenziata

Al Sindaco del Comune di Laterza

Al Presidente del Consiglio Comunale
di Laterza


Interrogazione con risposta scritta e orale riguardante la raccolta differenziata e servizio smaltimento rifiuti


I sottoscritti Consiglieri Comunali, in riferimento all’argomento in oggetto, interrogano il Sindaco e l’assessore competente su quanto segue:

1. conoscere i motivi per i quali dopo aver diffuso i dati “record” della raccolta differenziata per i mesi di gennaio e febbraio 2008 nei mesi di marzo e aprile la differenziata si è fortemente ridotta;

2. conoscere i dati della raccolta differenziata nel comune di Laterza a far data dall’avvio del nuovo appalto -ditta Avvenire di Putignano - ad oggi, indicando dettagliatamente la quantità, tipologia e provenienza dei rifiuti, distinguendo in valori separati quelli relativi ad attività economica;

3. conoscere se è stata individuata l’area attrezzata (eco-centro) previsto dal nuovo appalto ed in caso di risposta negativa specificare i motivi dell’inadempimento ;

4. conoscere gli ulteriori sviluppi ed evoluzione della raccolta “porta a porta” della differenziata e dell’umido con conseguente eliminazione dei piccoli raccoglitori e dei provvisori punti di raccolta oggi esistenti;

Ringraziandola anticipatamente per la sua pronta risposta, le porgiamo i nostri distinti saluti.

Laterza, 12/06/2008
I Consiglieri Comunali
Catapano Francesco
Stano Giuseppe
Serafini Giovanni
Perrone Francesco

Cirielli Arcangelo
Sebastiano Stano

venerdì 30 maggio 2008

Laterza: diminuisce la raccolta differenziata

La raccolta differenziata a Laterza subisce un vero e proprio tracollo (vedi sottostante tabella riferita ai primi 4 mesi del 2008), si passa dal 26,50% di gennaio 2008 al 10,62% di aprile. Che cosa sta succedendo? quali sono i motivi di una riduzione cosi eclatante quasi 1/3 in meno di 4 mesi?
Il gruppo consiliare del Pd di Laterza ha approntato e presenterà un'articolata interrogazione consiliare sulla raccolta dei rifiuti a Laterza.


Rif.Diff.
%

Prod. Procapite
Kg. al Mese

Gennaio

26,50

40,77

Febbraio

25,14

34,04

Marzo

11,32

31,71

Aprile

10,62

32,25

totale

19,007

34,691


In attesa della pubblicazione dell'interpellanza e della risposta dell'amministrazione che sicuramente avrà modo di spiegare i motivi della riduzione della differenziata i commenti sull'argomento sono sospesi.

domenica 25 maggio 2008

Rifiuti, democrazia ed informazinoe

INSERIAMO IL COMUNICATO STAMPA RICEVUTO DAL COORDINAMENTO REGIONALE RIFIUTI DELLA CAMPANIA.

Nel condannare gli atti repressivi delle ultime ore, perpetrati ai danni delle comunità di Chiaiano, Marano e Mugnano, il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, a cui aderiscono comitati civici, associazioni e numerosi esperti ed esponenti del mondo scientifico, ravvisa elementi di incostituzionalità e di violazione di norme comunitarie nel Decreto Legge n. 90 del 23.05.2008. Pertanto annuncia che porterà la materia all’attenzione delle Autorità competenti, in sede nazionale e comunitaria.



Tra i punti contestati, si evidenziano i seguenti:
1) militarizzazione dei siti adibiti a discarica;
2) uso inappropriato di discariche per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati, e legalizzazione dello smaltimento nelle discariche per rifiuti urbani di sostanze pericolose provenienti da trattamenti in impianti industriali;
3) grave limitazione della possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso;
4) costituzione di un tribunale speciale, titolare in via esclusiva dei procedimenti riferiti a:
- reati relativi alla gestione dei rifiuti;
- reati in materia ambientale;
- controversie relative ai diritti costituzionalmente tutelati, in diretto contrasto con i poteri della Corte Costituzionale.

Gli aderenti al Coordinamento, durante questi anni di emergenza, hanno elaborato proposte di gestione del ciclo integrato dei rifiuti che sono state puntualmente presentate alle autorità competenti. Tali proposte si fondano sull’utilizzo di tecniche e tecnologie che, rispetto alle soluzioni tradizionalmente individuate dalle istituzioni, sono a minore impatto ambientale ed hanno positive ricadute sociali ed economiche.

Ad un piano fondato sull’uso di discariche ed inceneritori, il Coordinamento contrappone una soluzione realizzabile in tempi più brevi ed a costi minori, basata sulla separazione della frazione umida da quella secca dei rifiuti, sul riciclo e sul trattamento a freddo della parte residuale, conferendo in discarica i soli materiali inerti. È notizia di questi giorni, come da dispaccio ANSA, che i rifiuti campani inviati tramite treni speciali in Sassonia (Germania) sono stati meccanicamente selezionati e trasformati in materia prima secondaria, cioè in materiali nuovamente utilizzabili, di cui l’Italia è una delle maggiori importatrici d’Europa.

Il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, condividendo le ragioni delle comunità che sono e saranno costrette a difendere i propri diritti e i propri territori, chiede al Governo ed alle istituzioni locali di pronunciarsi sulle motivazioni che spingono ad ignorare le proposte avanzate dai cittadini senza alcun confronto pubblico, provocando così lo scontro con le popolazioni locali.

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Per informazioni e contatti:
www.rifiuticampania.org - Email: contatti (at) rifiuticampania.org
Tel: 3346224313 - 3286817863

martedì 20 maggio 2008

La Cisa pronta a chiudere i cancelli

MASSAFRA - “Non sono più nelle condizioni economiche e finanziarie per reggere il servizio. Non è per volontà che domani chiuderemo i cancelli, ma per difficoltà”. Antonio Albanese, gestore della discarica Cisa di Massafra non ha scelta. Non fa dietro front sulla decisione di bloccare il conferimento dei rifiuti provenienti dai dodici Comuni del versante occidentale (Crispiano, Palagiano, Palagianello, Martina Franca, Mottola, Statte, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Montemesola, Massafra e Taranto).
Il tentativo di mediazione mosso dall’Ato convocando per mercoledì 21 un incontro non smuove la Cisa che da domani non accetterà più i rifiuti solidi urbani. Un provvedimento che Albanese sa di non poter prendere perchè, trattandosi di un servizio pubblico, la legge non glielo consente, ma è pronto ad affrontare il giudizio legale. “Sono scoperto con le banche che mi hanno già chiesto i rientri - spiega - non posso più pagare il personale, l’energia elettrica ed altre spese legate all’attività aziendale. Sono quattro anni che aspetto quei soldi senza dei quali rischio il fallimento”.
I soldi di cui parla sono quelli che i Comuni dovranno versare quale differenza tra la tariffa finora applicata (57 euro) e quella stabilita dal commissario ad acta e accolta dal Consiglio di Stato in una recente sentenza (83,73 euro a tonnellata). Quasi il doppio di quello che molti dei Comuni hanno previsto in bilancio. Si pensa ad una rateizzazione, ma quel che interesse Albanese, per ora, è il pagamento di quelle somme che partono dal 2004 (la sentenza è retroattiva). “Non sono stato io a determinare l’emergenza - commenta - bensì chi avrebbe dovuto valutare la proposta di tariffa che presentai il 16 febbraio 2004. Per due anni l’Ato non è riuscita a riunirsi per risolvere questa questione ed oggi paghiamo tutti le conseguenze”. Il blocco dei conferimenti lascia temere il peggio perché la provincia ionica potrebbe trasformarsi in una seconda Napoli, con rifiuti accatastati sui marciapiedi. Difficile pensare che in poche ore la situazione possa cambiare.
Taranto Sera 19/05/2008 M.D.B.

Tariffa smaltimento rifiuti, la posizione del Pd

La consulta dei segretari, dei consiglieri comunali e dei capigruppo consiliari del Partito Democratico, dei Comuni dell’ex collegio elettorale n.18, chiede un incontro urgente con gli assessori provinciale e regionale all’Ambiente, per analizzare insieme la questione rifiuti nel Bacino Ta/1, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, che ha fissato il prezzo del conferimento dei rifiuti nell’impianto di produzione di cdr di Massafra, gestito dalla Cisa Spa, a 83,73 euro. L'obiettivo dell’incontro con Provincia e Regione è quello di individuare un piano strategico, per tentare di trovare una soluzione comune, affinché che gli effetti della sentenza possano ripercuotersi fortemente sui cittadini. È quanto deciso dagli uomini del Pd, nel corso della riunione tenutasi nei giorni scorsi a Castellaneta, al termine di un’accurata analisi politica. Tutti d’accordo di fronte all’ipotesi di fallimento della strategia fin qui seguita dagli uomini del centrodestra.
«Siamo del parere - afferma Vito Miccolis, il segretario della sezione massafrese del Pd - che il centrodestra ha fallito. La maggioranza degli uomini presenti all’interno dell’ Ato Ta/1 sono espressione del centrodestra. Con il loro modo di agire hanno prodotto un danno non indifferente ai dodici Comuni che compongono l’ Ato Ta/1 (Martina Franca, Taranto, Statte, Massafra, Castellaneta, Crispiano, Montemesola, Palagiano, Ginosa, Palagianello, Laterza e Mottola). Una sentenza, quella Consiglio di Stato, evitabilissima, se solo avessero avuto maggiore considerazione di fronte all’istanza relativa alla rideterminazione della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica, presentata all’ Autorità di Bacino, dalla Cisa Spa.
L’ Ato Ta/1, presieduto dal sindaco di Massafra Martino Tamburrano, pur essendosi costituito davanti al Tar affianco del Comune di Ginosa, non ha ritenuto opportuno continuarela sua battaglia, nel grado successivo, al Consiglio di Stato. L’Ato Ta/1 -ricorda Miccolis - nel periodo compreso tra luglio 2004 e settembre 2005, non è mai riuscita a riunirsi. Non è possibile inserire per nove volte nell’ordine del giorno il punto riguardante la determinazione di congruità della richiesta avanzata dalla Cisa Spa, senza poter discuterne a causa della costante mancanza del numero legale in aula. Per il bene della collettività - conclude Miccolis - sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte dei componenti dell’Ato.
Gazzetta del Mezzogiorno, A.Piccolo

mercoledì 14 maggio 2008

FURTI PERPETUATI ALLE FUTURE GENERAZIONI

Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni 

È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi. E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio. Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi. Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni. Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra. Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003. Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione. Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no. Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra. E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi. Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli. Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più. L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa. Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla.




di Roberto Saviano

Non è del cinema che questa Italia deve vergognarsi



Un silenzio impressionato ha accolto, alla prima proiezione destinata alla stampa, Gomorra, il film che Matteo Garrone ha tratto dal libro sulla camorra di Roberto Saviano (venduto in Italia da Mondadori in un milione e 200 mila copie, tradotto in 33 lingue, un successo straordinario). Il film, parlato in napoletano con sottotitoli, esce in 400 sale italiane venerdì e passa in concorso al Festival di Cannes il 18: è magnifico e terribile. All’inizio, un giovane sta nella luce azzurra d’una cabina abbronzante, un altro seduto porge la sinistra alla manicurer, esempi dell’aspirazione all’estetica pubblicitaria dell’ultima generazione camorrista. Dopo un attimo, sono cadaveri; gli spari secchi li colpiscono spietati in fronte, in testa, in faccia. Alla fine, due ragazzini ammazzati sulla spiaggia perché volevano essere indipendenti vengono portati via, piano piano, sotto il cielo plumbeo, da una macchina edile. Toni Servillo, perfetto delinquente in giacca e cravatta, discute con un industriale una commessa di rifiuti tossici: «La nostra azienda è in grado di smaltirne 800 tonnellate». Un ragazzino che si depila le sopracciglia chiama una donna e, quando quella s’affaccia alla porta di casa, viene ammazzata in un baleno. Il paesaggio urbano è angusto, ferroso, in abbandono; nelle piccole stanze delle case il nervosismo sembra condensato dalla mancanza di spazio e d’aria. Il gran film sulla camorra, ambientato senza nomi nelle province di Napoli e di Caserta, recitato da interpreti molto bravi, pare un formicaio attivissimo e furente, sempre in movimento per il potere, i soldi, il sangue, l’affiliazione. Il regista ha girato con «estrema semplicità» e piena efficacia, distribuendo la materia del libro in cinque storie di personaggi: specialmente apprezzabili le storie che illustrano l’uso criminale dei bambini e dei ragazzi, la storia che illustra l’uso criminale del talento (un abile sarto e bravo attore, Salvatore Cantalupo, che lavora grazie agli appalti dell’alta moda, si lascia sedurre dalla concorrenza cinese). Si era detto che Gomorra fosse somigliante ai film di Rosi, di Inarritu, di Sergio Leone, ma non somiglia a nessuno: perché è la prima volta che i personaggi sono così privi di moralità e di aspirazioni. Arricchiscono il film cifre impressionanti: il giro d’affari delle mafie italiane ammonta a 150 miliardi di euro l’anno; la camorra ha ucciso in trent’anni 4 mila persone; gli affiliati delle mafie sono 25 mila, più 200 mila fiancheggiatori. Ogni elemento di Gomorra deriva da fatti realmente accaduti: non è per il film, nel caso, che occorre vergognarsi.


Lietta Tornabuoni 13 May 2008


giovedì 8 maggio 2008

COSTANTINO (PD) : I COMUNI DIFFERENZINO SERIAMENTE, O E’ CAMPANIA

La Regione Puglia, con delibera n°231 del 26 Febbraio 2008 fissa i nuovi obiettivi e gli incentivi


BARI – Diciamolo chiaramente: la differenziata in Puglia, e segnatamente in Provincia di Taranto, non decolla. E questo nonostante 34 milioni di € investiti nello sviluppo della raccolta differenziata tra il 2006 e il 2007. La Regione Puglia ha fatto il possibile e anche l’impossibile per migliorarla, in questo senso non si può che ringraziare l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio per l’equilibrio e la determinazione mostrata in un settore così complesso e delicato. Il Programma operativo approvato dalla Giunta Regionale guidata dal Presidente Vendola ci mette una pezza e fissa gli obiettivi. Primo fra tutti, ridurre quasi alla metà i rifiuti urbani prodotti da ciascun pugliese e smaltiti in discarica. Secondo, aumentare del 40% la raccolta differenziata, che in alcuni casi monstre, come nel mio Comune, Ginosa in provincia di Taranto retto da una maggioranza di centrodestra dal 2001, è al deludentissimo 6%. Terzo, aumentare al 20% la frazione umida (i residui prettamente alimentari e vegetali) trattata in impianti di compostaggio.
La delibera della Regione Puglia n°231/2008 individua sostanzialmente 3 azioni: 1) riduzione dei rifiuti e dotazione di mezzi ed attrezzature, 2) campagne di sensibilizzazione nelle scuole ed istituzionale, 3) azioni di programmazione ed indirizzo in particolar modo con gli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione tesi a premiare negli appalti le imprese che offrono prodotti e servizi sostenibili, tesi al rispetto dell’ambiente nell’intero ciclo di vita. Tutto questo in un quadro di azioni che discende direttamente dall’Unione Europea passando per il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 e l’art.1108 della Legge Finanziaria 2007. Quelli sopra sono standard minimi con verifica intermedia al 2009. Praticamente domani, e rischiamo di arrivare fortemente impreparati. In questo senso la Regione spende ulteriori €660.000 dei POR 2000-2006 di cui 100.000€ di fondi regionali per le campagne di sensibilizzazione. Il programma operativo poi riafferma la centralità degli ambiti territoriali ottimali (A.T.O.) per la efficienza della raccolta e del trasporto dei rifiuti e soprattutto per il raggiungimento dei livelli di autosufficienza nella gestione dei rifiuti solidi urbani. Vedi ad esempio il caso di Fragagnano e Grottaglie su cui siamo intervenuti più volte. Ma anche il problema degli imballaggi che vedrebbe una buona soluzione con i dispenser di detersivi in accordo con lo slogan “il flacone ha un costo, compralo una sola volta”. Nel Piano Operativo si ribadisce che i contributi aggiuntivi su finanziamenti POR saranno legati alla percentuali di raccolta differenziata raggiunte. Insomma una catena di interventi e uno sforzo finanziario senza precedenti ma poco compreso a livello locale.
Citiamo due soli brevi fatti ad esempio.
Non più di sei mesi fa (5 Novembre 2007) un protocollo di intesa fra la Regione Puglia, Provincia di Taranto e l’ATO – ambito territoriale ottimale - TA 1 finanziava con 4,5 milioni di euro un programma di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dei 12 Comuni dell’ATO. L’ATO TA 1 comprende i comuni di Castellaneta - Crispiano - Ginosa - Laterza - Martina Franca - Massafra - Montemesola - Mottola - Palagianello - Palagiano - Statte – Taranto. Il programma puntava sulla raccolta porta a porta in alcune zone come i centri storici dei Comuni più popolosi, all’acquisto di mezzi ed attrezzature, ad una campagna di sensibilizzazione della popolazione. Quindi normale collaborazione interistituzionale fra Enti anche di colore politico divergente. Il progetto era immediatamente operativo. Da allora però questo scatto non si è visto, poiché l’impegno è stato in molti casi fiacco, l’incentivo visivo alla differenziata costituito da isole eco-logiche con punti di raccolta con orari e giorni chiaramente visibili è mancato, si è abbandonata in molti casi la via dei cassonetti di diverso colore sempre pronti etc. etc. In molti di questi Comuni, agli ignari cittadini si aggiungerà al danno la beffa. Poiché la ecotassa aumenterà per i Comuni inadempienti rispetto alla raccolta differenziata, peraltro percettori di fondi appositi.
Due mesi prima, era il settembre 2007, il PD di Ginosa e Marina di Ginosa con il mio pieno coinvolgimento organizzò una manifestazione di protesta in Piazza Indipendenza a Marina di Ginosa. Anche allora l’allarme è rimasto lettera morta. In questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione alla Cisa, il consorzio che gestisce i rifiuti dell’ATO TA/1, fa aumentare fino a 85 euro la tonnellata i costi di conferimento in discarica. Ai ginosini la tassa sugli RSU era stata già aumentata (dal Comune) del 40%, ora si aggiungono ulteriori 1,3 milioni di euro non comprensivi di spese ed interessi legali. Con una buona differenziata i circa 63 euro che ogni abitante dovrà sborsare sarebbero stati probabilmente molto meno.
Bari, 8 Maggio 2008
Il consigliere regionale del PD
Paolo Costantino

venerdì 25 aprile 2008

Caro rifiuti: «I sindaci sapevano»

MASSAFRA - “I sindaci avrebbero dovuto utilizzare il comportamento di buon padre di famiglia e mettere da parte le somme necessarie ad affrontare la maggiore spesa, perchè l’importo della tariffa era conosciuto dal 2004”. A parlare è Antonio Albanese, gestore della società Cisa Spa e della discarica di bacino di Massafra. Il suo monito è rivolto ai sindaci dei dodici Comuni che conferiscono i rifiuti in quell’impianto pubblico: Castellaneta, Martina, Laterza, Palagiano, Palagianello, Montemesola, Mottola, Crispiano, Statte, Ginosa, Massafra e Taranto. Una recente sentenza del Consiglio di Stato a favore della Cisa ha confermato l’importo della tariffa di smaltimento degli rsu in 83,73 euro a tonnellata, contro i 57 euro pattuiti prima del 2004, ovvero prima della costruzione del nuovo impianto.
“Una sentenza poco chiara del Tar - aggiunge Albanese -aveva parzialmente accolto il ricorso del Comune di Ginosa. Ma con questo non significava che la tariffa non sarebbe stata riconosciuta. Alcuni sindaci hanno messo da parte somme del bilancio per affrontare l’eventuale, poi confermata, nuova tariffa. Se poi qualcuno è scellerato perché, con la campagna elettorale, ha preferito non aumentare la Tarsu, allora non è colpa mia”. I sindaci, riuniti nel consorzio Ato Ta/1 stanno cercando ora di fronteggiare questa situazione ed hanno deciso di avanzare istanza di incontro alla Cisa per verificare la possibilità di rateizzare le somme da versare, fin dal 2004, per la differenza tra la vecchia e la nuova tariffa. “Non ho alcun problema ad incontrarli - fa già sapere Albanese - la nostra società si è sempre dimostrata disponibile. Non vogliamo fare guerra a nessuno, l’importante è che si rispetti quanto stabilito nella sentenza”.
La tariffa fa riferimento agli rsu smaltiti e che poi vengono trasformati in cdr, ovvero in combustibile che viene bruciato nel termovalorizzatore dell’Appia Energy, società di cui è partner anche la Cisa. “La titolarità del cdr è dell’Ato - tiene a puntualizzare Albanese - e nessuno impedisce all’ambito di indirizzarlo verso altri impianti disposti a bruciarlo a costi inferiori. Quel che posso garantire è che i sette euro versati sono un prezzo politico che non rispecchia quello di mercato. Un prezzo che consente ai Comuni di risparmiare circa due milioni di euro l’anno. L’Ato può decidere in qualunque momento di portarli altrove”.
Taranto Sera - 25 aprile 2008

giovedì 24 aprile 2008

STANGATA "IMMONDIZIA"

Dalla richiesta d’aumento di Cisa alla sentenza del Consiglio di Stato: ecco come la tariffa dello smaltimento dei rifiuti è diventata un conto salato per i Comuni e un’ipoteca sui loro bilanci. Con la politica assente.

Il minimo comune denominatore sono i rifiuti e la mancanza di una politica che li riguardi. Il risultato è una “stangata” da almeno 10 milioni di euro da dividere tra i Comuni dell’Ato 1 (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagiano, Palagianello, Massafra, Mottola, Statte, Martina Franca, Crispiano, Montemesola), senza tener conto di Taranto. Il resto ci gira intorno: ristoro ambientale, discarica, termovalorizzatore, sindaci e Provincia. La recente sentenza del Consiglio di Stato ha semplicemente scoperto il calderone, portando la tariffa da 57 euro a 83 e spiccioli e fissando la misura dell’arretrato al luglio 2004, cioè da quando la discarica e il termovalorizzatore di Massafra hanno cominciato a funzionare come un sistema complesso e il gestore ha avanzato la sua richiesta: un ritocco sostanzioso (all’incirca del 47%) della tariffa, in virtù del costo ulteriore derivante dall’impianto di produzione di Cdr. Nonostante questo diventi “carburante” per produrre energia elettrica nel termovalorizzatore e quindi, in senso lato, sia comunque una fonte di ulteriore guadagno, peraltro incentivato dallo Stato con i Cip 6 (per fonti energetiche rinnovabili o “assimilate”).
Una vicenda che, dopo 4 anni e diverse tappe, sta per produrre un potenziale quanto devastante buco nei bilanci dei 12 Comuni dell’Ambito ottimale Taranto 1, o almeno in quelli che non si sono premuniti per tempo. Del resto quando il 5 aprile 2005, esattamente il giorno dopo aver perso le elezioni regionali, il commissario straordinario all’emergenza rifiuti Raffaele Fitto rispondeva alla Cisa, sostanzialmente riconoscendo la legittimità dell’aumento chiesto, era ipotizzabile che la “cosa” avrebbe avuto qualche conseguenza. Né, dopo, col cambio di maggioranza, di presidente regionale e dunque di commissario straordinario si è assistito a virate o altro. Vendola ha lasciato che l’inerzia continuasse e che la vicenda finisse nelle mani di un commissario ad acta che, a sua volta, ha certificato “il prezzo giusto”. Giusto per il gestore, ovviamente. Un po’ meno per i Comuni che, però, con la solitaria eccezione di Ginosa e del suo sindaco Gino Montanaro, hanno dormito o - nella migliore delle ipotesi – si sono fatti trascinare dalla corrente. Di qui al ricorso al Tar, vinto da Ginosa, e all’appello in Consiglio di Stato, perso da tutti i Comuni, è stato come fare un giro sulle montagne russe. Si scende con le budella sottosopra e con una pessima notizia: non c’è una seconda possibilità. “Abbiamo perso e bisogna pagare” ha sentenziato salomonicamente il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano, nonchè presidente dell’Ato 1. Già l’Ato. Che per stessa ammissione del suo attuale “numero uno” si è dimostrato un ente inutile, visto che nessuno dei suoi componenti se n’è interessato più di tanto e che dalla sua nascita ad oggi, invece che produrre una corretta gestione integrata del ciclo dei rifiuti, si è riunito praticamente solo per decidere due punti: approvare il suo bilancio e avallare la richiesta di ristoro ambientale (con sei “sì” su 12) a favore del Comune di Massafra, compreso il voto del sindaco-presidente. Per fortuna la legge ha chiarito un particolare costoso: l’indennità per presidente e consiglieri (50 e 12mila euro) non si può sommare con quella da amministratore del proprio Comune. Bisogna scegliere: o l’una o l’altra.Per il resto, l’inerzia dell’Ato – ancora una volta è Tamburrano ad ammetterlo – è la causa prima della mancata decisione dello stesso Ambito (cui “Cisa” si era rivolto) sulla propria tariffa e quindi delle conseguenze economiche che, come un fiume carsico, sono affiorate improvvisamente. Secondo lo stesso presidente, il conto da pagare alla Cisa costerà mediamente 500mila euro per ogni Comune.
Infatti, si può stimare un arretrato intorno ai 2 milioni di euro annui (a fronte di uno smaltimento medio di seimila tonnellate mensili), da moltiplicare per i quasi quattro anni trascorsi dal 2004, più interessi legali: una botta da 10 milioni di euro o giù di lì. Una somma, ovviamente, da suddividere per i Comuni in base alla singola produzione di rifiuti. Chi pagherà questi soldi? Ve lo lasciamo immaginare.Discorso a parte per Taranto, che produce da sola più o meno metà dell’immondizia del bacino (senza tuttavia comunicare dati ufficiali all’Ato Puglia), ma la cui vicenda potrebbe finire nel mare magno del dissesto, quindi nel capitolo finanziario legato alla gestione dell’Organo straordinario di liquidazione e non di quella del Comune. Se così non dovesse essere, la stima andrebbe quanto meno raddoppiata. Va detto, comunque, che il Comune di Massafra con la richiesta di ristoro ambientale è corso ai ripari (o almeno di sta provando) giocando un brutto tiro agli altri 11 comuni. Il 10% sulla tariffa - che non è più fissata a 57 euro ma a 83,73 – vuol dire circa 500mila euro annui (sempre Taranto esclusa) di introito - futuro - per il Comune di Massafra, ma un ulteriore salasso per gli altri municipi.
La tariffa, aumentata e “ristorata”, schizzerebbe oltre i 90 euro a tonnellata, con un impatto devastante anche sui bilanci futuri dei Comuni. Di fronte a questa eventualità il Comune di Martina ha già fatto ricorso al Tar, innescando una nuova guerra a colpi di carte bollate; qualcuno - come i sindaci di Ginosa, Palagiano e Mottola - non ha gradito, gli altri sonnecchiano.
Se può consolare, dal 1° luglio 2008 – com’è scritto nell’ultima Finanziaria Prodi - le competenze degli Ato passeranno alle province. Quella di Taranto, che sino ad oggi sul tema rifiuti non ha certo brillato, ha messo in cantiere un Piano rifiuti che l’Arpa consegnerà tra un anno, cioè a fine mandato. Nel frattempo, i rifiuti del bacino Ato 1 hanno una sola discarica a disposizione con tutto quel che segue, per canoni o royalty pagati oppure no. Amministratori oculati chiederebbero il conto anziché rassegnarsi a pagarlo soltanto. Oppure, in mancanza di libera concorrenza, cercherebbero rifugio nella “mano pubblica”: un impianto di bacino, gestito dal pubblico e con prezzi calmierati. Sarebbe il primo atto di una politica dei rifiuti che, sinora, non s’è mai vista.»

Fonte: Corriere del Giorno»
Autore: Massimo D’Onofrio