mercoledì 19 novembre 2008

Tre maestri sono necessari, uno non può essere onnisciente

Al capezzale della scuola.La scuola italiana è da tempo in crisi e debilitata. Non c'era bisogno dell'Ocse-Pisa per conoscerne l'entità, né delle ricerche sociologiche per capire che la demotivazione dei professori discende dallo scarso salario, dalle strutture inadeguate e dalla rivalità delle famiglie: la scuola è in crisi perché è uno degli organi malati di un organismo malato, qual è lo Stato italiano.La riforma del ministro Maria Stella Gelmini ha quanto meno il merito di aver rimesso in primo piano la scuola e la sua crisi.L'altra sera il Pd ha tenuto un'assemblea sul tema con due consiglieri regionali, Donato Pentassuglia e Paolo Costantino e con la preside Vita Surico.Nella sua introduzione il segretario del locale Pd, Davide Bellini, ha detto che la riforma consiste di soli tagli per compensare i mancati introiti dopo il taglio dell'Ici e ha chiesto che la scuola sia pubblica, per non essere causa di separazione sociale, per non accrescere il gap fra Nord e Sud.Vita Surico che ha diretto scuole elementari, medie e, da vice, un istituto professionale, quindi conoscitrice dal di dentro di ogni problema. I tre maestri, ha detto la Surico, si compensano, poiché, dopo i profondi cambiamenti sociali, il maestro unico non può essere onnisciente e bisogna rispondere a molte domande, alcune anche insidiose.Assai grave, soprattutto per il Sud è il tempo ridotto a 24 ore. La Surico lancia un vero e proprio allarme. Dice: da tutti si stima che il deficit dei nostri ragazzi sia in italiano e in matematica. Per stare in classe 24 ore a quali materie si toglieranno le quattro ore, se non è possibile toglierle a inglese e nemmeno a religione, ben due ore?Quanto al tempo pieno, osserva la Surico, esso resterà invariato per chi ce l'ha già; ma chi ne ha poco perderà anche quel poco. Superfluo dire, aggiunge la Surico, che il tempo libero scarseggia al Sud, per l'endemica crisi strutturale delle regioni meridionali.Il bullismo: il ragazzo indisciplinato non teme il basso voto in condotta, anzi talvolta lo ricerca per essere cacciato dalla scuola. Invece il bullismo si combatte efficacemente solo integrando l'alunno irrequieto, non dandogli le possibilità di diventare capo branco e sfidarlo a prove di audacia.La Surico ha fatto anche un breve passaggio sullo stato di salute dell'università: troppe specializzazioni e troppe sofferenze, occorre sostenere la ricerca e favorire il turn over dei docenti.La Surico, infine, ha mostrato che la Puglia non dovrebbe avere alcun motivo di chiusura per nessuna scuola, perché i 642.280 studenti pugliesi, suddivisi per le 926 scuole danno una media di 780 alunni a scuola.Dopo la Surico ha parlato Antonio Losito, maestro elementare sostenendo che è l'attuale organizzazione che va sostenuta e non smantellata. Interpretazione politica anche quella del prof. Domenico Giannico, il quale ha chiesto che cosa abbia proposto il Pd per la scuola.Il consigliere regionale Paolo Costantino, illustrando le iniziative della Regione contro il decreto Gelmini, sia con il ricorso alla Corte costituzionale, sia con il finanziare in proprio gli altri due maestri da affiancare a quello unico.Fra i giovani, ha preso la parola il liceale Giuseppe Cassano per domandare che cosa stia facendo il Pd di Laterza per gli studenti.Il fondatore del volontariato laertino e dell'Associazione La Luce, Basilio Solazzo, ha messo anche in risalto alcuni problemi sanitari e il capogruppo del Pd, Franco Catapano, vicepresidente regionale della Cia, ha raccontato di una sua esperienza statunitense. Gli americani ha detto Catapano apprezzano molto la scuola italiana perché è pubblica e ha lamentato il familismo italiano: in Italia vale ancora la risposta alla domanda: “a ci si figgij”, in America tale domanda non viene proprio posta.Ha concluso con un discorso politico e amministrativo il segretario provinciale del Pd e consigliere regionale e provinciale Donato Pentassuglia.Il Pd, ha detto Pentassuglia è un partito che si sta costruendo, da Roma è apparso chiaro che in Italia esiste una forza riformista ed è il Pd, la riforma della Gelmini è d succubanza ai tagli di Tremonti, incide nella società, nelle famiglie e nel divario Nord-Sud, allargandolo. Infine Pentassuglia ha lamentato la pessima ma immeritata rappresentazione che la sinistra stessa ha fatto del Governo Prodi.Sul rapporto fra Provincia di Taranto, presieduta da Gianni Florido, Pentassuglia ha detto: può bastare un cifra: in questi 4 anni e mezzo la giunta Florido ha speso per la scuola 30 milioni di euro, mettendo la situazione tarantina al passo con i tempi. O quasi, tenendo conto del grave ritardo che aveva.L'assemblea che è stata, non un consulto, ma uno sostare pietosi e preoccupati al capezzale di un malato grave, con timore di agonia, si scioglie, Franco Catapano organizza i festeggiamenti in macelleria, carne arrostita, dei suoi 45 anni e della sua carriera politica in progress e nei capannelli, tipici di ogni post assemblea, aleggiavano i fantasmi delle disfunzioni, dai 65 mila professori universitari, quindi con un bel po' di migliaia in esubero, o guadagnare soldi senza aver diffuso sapere e, sempre nelle università, lo scandalo del nepotismo.E' scritto: è necessario che gli scandali vengano alla luce; ma perché lo scandalo sia motivo di rinsavimento, occorre che ci sia qualche savio, qualcuno che non ne abbia commesso.Ma così non è in Italia.»

da Corriere del Giorno di Michele Cristella

Strade, al via la manutenzione straordinaria

Strade, al via la manutenzione straordinaria nel versante occidentale. Investimento pari a 1 milione e 200mila euro

“Al via il programma di interventi di manutenzione straordinaria per le strade del versante occidentale della provincia ionica”. Ad annunciarlo è l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri. “Gli interventi – spiega l’esponente della giunta Florido – riguarderanno la strada provinciale 19 Laterza-Santeramo, le provinciali 5 e 2 in territorio di Ginosa, le strade provinciali 32, 29 e 53 in agro del comune di Mottola. I lavori consisteranno nella risagomatura della sede stradale e dunque nella risistemazione della segnaletica orizzontale. In alcuni casi saranno installate barriere metalliche per la messa in sicurezza dei tratti stradali interessati. L’affidamento dell’appalto degli interventi previsti è stato approntato con la formula del cosiddetto ‘contratto aperto’ per un importo complessivo di 1 milione e 200mila euro, tra primo e secondo lotto di lavori. I fondi stanziati – specifica ancora Carrieri – derivano dalla ripartizione operata dalla Regione Puglia e destinate alla manutenzione delle strade gestite in passato dall’Anas. La giunta Florido non ha perso tempo ed ha impiegato queste somme per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale. Come spesso ci accade di ripetere, sappiamo che ciò non è sufficiente, non è infatti facile recuperare i ritardi accumulati in decenni di malgoverno. Ma noi ce la stiamo mettendo tutta, investendo in questo settore svariati milioni di euro e promuovendo specifiche campagne di comunicazione”.


Data: 18/11/2008
da http://www.provincia.taranto.it/

SEGNALAZIONI:

http://www.provincia.ta.it/index.php?selected=17
http://www.provincia.ta.it/index.php?selected=2


La sezione del PD di LATERZA

RICHIEDE

anche la sistemazione delle disastrate strade provinciali numero 17 (per Altamura) e 23 (per Gioia del Colle).

martedì 18 novembre 2008

Riforma Gelmini e elezioni provinciali. Il Pd scalda i motori

LATERZA - La scuola, ma non solo. Al secondo appuntamento di “Attìvati e partecipa”, iniziativa a tappe del Pd di Laterza per rilanciare il partito e la politica dal basso, via “primarie”, il segretario provinciale Donato Pentassuglia l’altra sera ha fatto “mix”. Ha toccato Ilva e ambiente, fondi Fas e sviluppo, piano sanitario e territorio. E, appunto, scuola. E’ partito dai giovani, dal loro “diritto di cittadinanza” e dal Pd laertino, circolo «che più di altri, in provincia, ha sostenuto in questi ultimi mesi la partecipazione diretta dei cittadini alla politica del territorio, per il territorio». «Stare insieme è complicato e complesso, ma stare nel progetto-Pd con orgoglio e passione, dentro le cose e fuori dal trambusto quotidiano di una certa politica, è necessario» ha spiegato Pentassuglia. Prima di ricordare ai presenti, insieme al consigliere regionale Paolo Costantino, il ricorso presentato dalla Regione Puglia all’Alta corte che ha portato al congelamento di un anno del ridimensionamento scolastico previsto dalla Gelmini. «Non solo: approveremo, provocatoriamente, una legge che il presidente Vendola porterà poi in sede di conferenza Stato-Regioni: in Puglia il maestro unico non ci sarà mai» ha aggiunto Costantino.
La scuola era emersa, con tutti i suoi affanni, negli interventi di Vita Surico, battagliera dirigente scolastica, e Antonio Losito, maestro unico potenziale quanto reale sostenitore del “modulo” che fa team. Sollevati contraddizioni e paradossi: «Ci ritengono ignoranti tanto da proporci corsi di formazione di italiano e matematica, e poi tagliano ore di italiano e matematica: qualcosa non va e sappiamo cosa» indica la professoressa Surico. Il “cosa” è nel «colpo di mano, incredibile, di inizio estate: la sedicente riforma è appena un trafiletto nel decreto sanitario del ministro Tremonti», sostiene dal pubblico Domenico Giannico, professore. Moderato da Michele Cristella, il dibattito fa la spola fra tavolo e platea. «Vogliono cancellare il bambino della conoscenza e della socialità» mette in guardia l’insegnante Losito. E
Franco Catapano, consigliere comunale Pd, prova a volgere in positivo la “iattura” della nuova legge: «E’ il momento di riflettere seriamente sui problemi della scuola, che pure ci sono».
Partecipazione e politica attiva, parole-chiave: le rilancia in chiusura di serata Donato Pentassuglia, le aveva pronunciate in apertura Davide Bellini, coordinatore del Pd locale. Per il quale «la scuola non è un costo, e la povertà del sapere è causa di separatezza sociale».


Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
17 novembre 2008

RIDICOLI. E PATETICI.

Il desiderio maniacale che sta attanagliando quest’ultimo periodo l’Amministrazione Cristella è sbalorditivo.
Ultima performance è fornita dalla nuovissima affissione della “Lista Cristella”. Il manifesto manifesto (esplicito) manifesta una maniacale maniera di manipolare la realtà riportandola ad un manicheismo esasperato: “i buoni (loro), i cattivi (noi e… tutti quelli che la pensano differentemente da loro); il manierista ( scrittore privo di originalità) che ha scritto il testo spero (per lui) abbia avuto poca maniera di documentarsi. Prova ne è il fatto che, a meno di un inspiegabile fenomeno di autodistruzione, il manifesto è stato rimosso. Letteralmente.
Veniamo ai fatti. Nell’avviso la “Lista” vantava di aver ottenuto, oggi, dalla Provincia di Taranto, la riqualificazione della Strada Provinciale 19 Laterza-Santeramo. Almeno questo credo fosse il senso di quelle sgrammaticate quanto incomprensibili dichiarazioni. L’autoincensarsi a tutti i costi, di chiaro stampo berlusconiano, evidenzia le discutibili qualità di “animale politico” del nostro. E soprattutto crea dei dubbi su quanto realmente abbia appreso salendo e scendendo le scale del Municipio in materia di pianificazione delle opere pubbliche.
Per i non addetti ai lavori proverò a riassumere brevemente l’iter di realizzazione di un’opera pubblica, anche per rispondere ad Angelo, che evidentemente ignorando il procedimento, ha collegato alla imminente campagna elettorale l’esecuzione del lavoro.
Intanto, la programmazione delle opere pubbliche è normata nel nuovo Codice dei contratti (D.L.vo 12 aprile 2006, n. 163) dove sono descritte procedure, adempimenti e soggetti coinvolti.
Il procedimento della realizzazione delle opere pubbliche si svolge in varie fasi. Le principali sono:
- programmazione;
- progettazione;
- affidamento;
- esecuzione;
- collaudo.
La programmazione assolve al delicato compito di conferire razionalità alla spesa pubblica, eliminando o quanto meno cercando di limitare il malcostume diffuso relativamente al mancato completamento delle opere per mancanza di fondi e trovare un punto di sintesi per interventi di una certa complessità quali, per esempio, le infrastrutture a rete.
Le disposizioni in merito alla programmazione delle opere pubbliche sono dettate all’art. 126 del D.L.vo 163/2006 e dal DM Infrastrutture e Trasporti 9 giugno 2005 “Procedura e schemi tipo per la redazione del programma triennale, dei suoi aggiornamenti annuali e dell’elenco annuale dei lavori pubblici”.
La programmazione avviene per passi successivi, caratterizzati da un crescente livello di approfondimento. Il primo adempimento consiste nella redazione di uno Studio dei bisogni e delle necessità dell’Amministrazione. Per redigere lo Studio in questione, l’Amministrazione deve avviare una attività ricognitiva sullo stato delle strutture ad essa in carico, quindi valutare, in base alla domanda sociale, alle esigenze urbanistiche, alla promozione immobiliare privata ed in base anche alla disponibilità dei bilanci dell’Ente, quali eventuali istanze soddisfare.
La programmazione diventa quindi il più spiccato atto politico di una Amministrazione.
Dopo questo studio, l’Amministrazione provvede ad impostare il programma triennale, solamente per gli interventi il cui importo sia maggiore di 100.000 euro, all’interno del quale deve decidere quali bisogni e necessità soddisfare e tra queste deve stabilire un ordine di priorità secondo i criteri dettati dalla Legge (manutenzione e recupero del patrimonio esistente, completamento dei lavori già iniziati, lavori relativi a progetti esecutivi approvati ed interventi per i quali ricorra la possibilità di finanziamento da capitale privato).
Il Programma Triennale è suddiviso per annualità di attuazione ed all’interno delle annualità per priorità.
Contemporaneamente alla redazione di tale bozza l’Amministrazione provvede alla redazione di Studi di Fattibilità per interventi di importo inferiore a 1.000.000 € e di progetti preliminari per gli interventi di importo pari o superiore a 1.000.000 €.
Prendendo a riferimento il caso di una Amministrazione Comunale, si dovrà innanzitutto valutare lo stato di conservazione delle strade sia dal punto di vista strutturale che impiantistico, si dovranno ispezionare gli edifici pubblici, avendo cura di verificare la buona conservazione e contemporaneamente l’aderenza degli stessi ad eventuali nuove disposizioni di legge, si dovrà valutare lo stato di conservazione ed efficienza della rete fognaria e degli eventuali impianti depurativi, ecc.
Ricevuti gli Studi di Fattibilità/Progetti Preliminari è possibile completare secondo le priorità citate il Programma Triennale, conoscendo, a questo punto, sia la natura delle lavorazioni da effettuare che il relativo importo.
Sulla base del Programma Triennale viene redatto l’Elenco Annuale dei lavori da eseguire, dove sono inseriti soltanto le opere per le quali l’Amministrazione ha approvato i documenti progettuali propedeutici (Studi di Fattibilità e Progetti Preliminari).
Definiti il Programma Triennale e l’Elenco Annuale, l’Amministrazione deve stilare un atto formale di adozione dei due documenti e provvedere alla pubblicità prevista, ovvero pubblicazione per 60 giorni consecutivi anche mediante affissione presso la sede.
L’elenco annuale dei lavori viene infine approvato dall’Amministrazione unitamente al bilancio di previsione di cui costituisce parte integrante.
E ritorniamo alle vicende di casa nostra. La Provincia di Taranto ha inserito nell’elenco annuale 2007 i “Lavori di manutenzione straordinaria della SP 19” con atto deliberativo n. 146 del 26 luglio 2007 e ha istituito il capitolo 581045 “Opere finanziate dalla Regione Puglia” Bilancio 2007 per far fronte alla realizzazione dei lavori. Quindi, dopo che il Settore Manutenzione Strade e Segnaletica ha prodotto il progetto esecutivo, con Delibera di Giunta Provinciale n. 49 del 9 Aprile 2008 ha approvato il progetto esecutivo dei lavori, con presa d’atto che il finanziamento è sul Capitolo 501090 Bilancio 2007 della Regione Puglia. Infine, il Settore Appalti e Contratti, dopo aver espletato la gara d’appalto con procedura aperta (pubblico incanto), ha aggiudicato i lavori alla Ditta DIELLE S.r.l. in data 4 Agosto 2008. I tempi tecnici per eventuali ricorsi, per la stipula, registrazione ed eccoci arrivati ad oggi.

Spero di aver cancellato qualche dubbio ad Angelo - la normativa sui contratti pubblici non è di facile digeribilità finanche per gli addetti ai lavori! -.

Per quanto riguarda i nostri Amministratori, se facessero più attenzione alle reali necessità dei cittadini e non corressero dietro alle “inaugurazioni facili” renderebbero un migliore servizio alla collettività e ne trarrebbero certamente un differente apprezzamento.
Con ciò, evitando ai manifestanti di protestare e al manipolo manierato di laceratori di manifesti di esser creduti manigoldi o, ancor peggio, di finire in … manicomio!.

Giuseppe Russi

lunedì 17 novembre 2008

Sotto la griffe, niente


Da Ginosa al centro di Taranto: il volantinaggio degli operai Miroglio davanti ai negozi del gruppo. «Buttati via dopo 12 anni e sostituiti dai cinesi».

I sindacalisti: «Il dramma è che al posto del prodotto e dei lavoratori ora ci sono solo marchi e marketing»



Sfidano la pioggia e il “sistema”. Ieri mattina a Taranto, in via D'Aquino, tra il solito passeggio e l'atteso primo diluvio dopo mesi di siccità, è comparso un gruppo di “miroglini”, volantini in mano e striscioni piazzati davanti ai negozi. Sono una parte di quei 233 lavoratori messi in mobilità da Miroglio, praticamente licenziati da uno dei più grandi gruppi tessili italiani.Vengono soprattutto da Ginosa, lo stabilimento che sta seguendo la strada già riservata tre anni fa all'impianto di Castellaneta: la chiusura, senza se e senza ma. Dalla periferia della provincia ionica al cuore del capoluogo per raccontare le loro storie e provare a cambiarne il finale. Impresa non facile perchè sulle loro teste c'è una pesante spada di Damocle da quando, il 27 ottobre scorso, il Gruppo di Alba ha ufficialmente avviato la procedura. 75 giorni per trovare una soluzione alternativa (ci sono già due aziende disposte a rilevare il pacchetto stabilimento-lavoratori) e giocarsi una chance di sopravvivenza prima sul tavolo provinciale, poi su quello del Ministero del Lavoro, con la Regione pronta a finanziare la riqualificazione professionale. In fondo al tunnel ci sarebbero comunque gli ammortizzatori sociali, ovvero la cassa integrazione straordinaria: ma prendere uno stipendio decurtato standosene a casa non è una consolazione, semmai è una pena accessoria.La realtà di una mattina uggiosa, invece, riporta ad un lampione di via D'Aquino dove c'è appiccicata la fotocopia di un conto corrente: sono i 200mila euro della prima tranche di mobilità anticipati da Miroglio. Il resto (1,6 milioni per nove mensilità) arriverà a spezzoni e per loro, i “miroglini”, sarà un po' come vedersi soffiare il lavoro un po' alla volta. Miroglio, ovviamente, anticipa: il rimborso tocca allo Stato. Come sempre. Come 12 anni fa quando il “sogno” di realizzare un Polo tessile tra la piana di Metaponto e le gravine, da Ginosa a Castellaneta, ha cominciato a prender forma con l'aiuto sostanzioso della mano pubblica che, però, aveva (ed ha) un difetto: finisce col distorcere il mercato cancellando, di fatto, il fattore rischio dal “rischio d'impresa”. E allora resta solo l'impresa, con la sua strategia e i marchi.Per questo ieri mattina sindacalisti e lavoratori si sono piazzati davanti ai negozi Oltre, Elena Mirò e Motivi. «Perchè sono il simbolo - dice Giuseppe Massafra, segretario generale della Filtea Cgil - di quello che sta accadendo e vogliamo che i tarantini lo sappiano e, per fortuna, apprezzano la nostra iniziativa mostrandoci solidarietà».Quei marchi che campeggiano sulle vetrine sono il simbolo di tante cose: lo shopping, la globalizzazione, il marketing, la delocalizzazione. Ma soprattutto di un fatto che, in tempi di crisi, non è un buon segnale: «Sta scomparendo il prodotto - spiega Massafra - da Miroglio, ma più in generale dalle nostre aziende». E con esso, la logica è terribilmente stringente, evapora anche il lavoro. «Ciò che conta è solo il business - spiega Massafra - per cui si compra il prodotto già finito in Cina e lo si rivende nei mille negozi sparsi in tutto il mondo, ovviamente con un prezzo “italiano” e un marchio made in Italy. Oggi, nel settore, sono in tanti a farlo; non c'è solo Miroglio, ma lui ha aperto una strada: prima ha delocalizzato in Bulgaria e ora acquista capi finiti in Cina».A due passi, Massimo Gravina, della rsu aziendale, annuisce: ha 43 anni ed è in Miroglio dalla prima ora. E' uno dei “vecchi”, i lavoratori con i quali Miroglio ha messo su lo stabilimento e lo ha lanciato sino a farlo diventare uno dei più produttivi del gruppo. «Ho cominciato con Miroglio - ricorda - 13 anni fa e dal primo giorno, quando sembrava ci stesse regalando il sogno di un lavoro stabile». Sembra paradossale, ma sta succedendo quello che una giovane lavoratrice racconta ad una passante: «Siamo in mezzo ad una strada dopo aver lavorato 12 anni in uno stabilimento pagato con soldi dei cittadini, vostri e nostri, di tutti».Già ma c'è qualcosa di sinistramente perverso in un'azienda che chiude mentre registra utili: «La verità - nota il sindacalista - è che queste imprese non reagiscono alla crisi migliorando e investendo sul prodotto, ma cercano espedienti per risparmiare sui costi, con tutto ciò che comporta: i licenziamento dei lavoratori, ma anche un problema per chi acquista a prezzo italiano un capo prodotto altrove».Insomma, non si tratta solo di una battaglia sindacale in difesa del lavoro. «No - insiste Massafra - qui ci muoviamo nel campo del sociale, con una visione che va al di là del fatto specifico di Miroglio, ma cerchiamo di render visibile un quadro che è molto più complesso». Il riferimento è presto fatto: «Il polo delle confezioni di Martina è in crisi da un anno ma fa meno rumore rispetto all'impatto che ha Miroglio. Eppure si è passati da 6mila addetti a 3200 in sei anni, con una miriade di piccole e minuscole aziende in crisi: nessuno ne sa nulla, ma il problema è lo stesso di Miroglio. I marchi non danno più lavoro ai contoterzisti perchè acquistano direttamente in Cina: anche da noi, a Martina, è così».Una catastrofe per un mondo che ha ancora molto da dare. I “miroglini”, ad esempio, hanno in media 35 anni: giovani lavoratori, altamente professionalizzati. Vito Ranaldo, 38 anni di Ginosa, è uno di questi. Guarda l'insegna, che è proprio lì davanti, ed esclama: «Ci sentiamo traditi da Miroglio perchè quando abbiamo cominciato eravamo vogliosi di fargli vedere ciò che sapevamo fare e gli abbiamo dato tutto, registrando risultati eccellenti: non lo diciamo noi, ma era lo stesso Miroglio a sostenerlo. Ha puntato tutto sulla nostra voglia di lavorare e adesso se ne frega di noi e va via. Una roba da tagliare le gambe a chiunque. Eppure abbiamo per le mani un mestiere e siamo pronti a impararne un altro se necessario. Quando siamo entrati eravamo ragazzi e ora siamo genitori, abbiamo famiglia e un mutuo da pagare». 12 anni e un lavoro fa: «E pensare - aggiunge - che per i primi sei mesi la formazione ci è stata defalcata dallo stipendio: 400mila lire in meno su un milione. Eppure non ci siamo tirati indietro». Anzi, hanno prodotto tanto e bene: tutti i tipi di tessuto, acrilini, cotone, lino, velluto, lana. Persino Benetton comprava da Ginosa. «Poi ci hanno tolto tutto, prima la produzione ora il lavoro».Nemmeno dieci metri di strada e due anziane signore commentano: «Sentito? Miroglio se ne va di qui per andare a produrre in Cina e così a noi vendono prodotti cinesi: roba da non andarci più in quei negozi...».




dal Corriere del Giorno di Massimo D’Onofrio

domenica 16 novembre 2008

L'ultimo miracolo di Cristella

La giunta Cristella si è sempre contraddistinta per la prodigiosa capacità di sfornare miracoli su tutti i fronti: avanzi di bilancio a sei cifre, crescita del territorio, sviluppo urbanistico, campi sportivi con erbetta naturale miracolosamente trasformata in sintetica e meravigliosi parcheggi comunali, ma l’ultimo in ordine di tempo ha davvero del sensazionale. Come recita il solito sgrammaticato manifesto, infatti, asfalta la sp19 (Laterza – Santeramo).

Quindi, cittadini, ringraziamo il sindaco e la sua giunta per questo ennesimo miracolo.

Peccato, tuttavia, che trattandosi di una strada provinciale (SP), questa verrà asfaltata dalla Provincia di Taranto. Questo "dettaglio" nulla comunque toglie alle miracolose capacità della nostra sensazionale amministrazione.........

sabato 15 novembre 2008

Gol, quasi gol, anzi …..autorete

Finalmente una buona notizia.
Non se ne poteva più di crisi finanziaria, di crisi economica, di inflazione, di recessione, di Pil che segna meno.
“Abbiamo vinto!”, ha gridato Gisella Kristallin.
Saputo che l’ Amministrazione Provinciale ha appaltato i lavori di rifacimento del manto stradale Laterza-Santeramo, Gisella KRISTALLIN, intervistato dal roscio giornalista Bisc-cardi ha detto:
“Abbiamo vinto. La mia squadra ha vinto; io sono stato l’allenatore e il goleador di questa partita.
Devo ringraziare SCACCO MATTO, il regista, che mi ha lanciato il pallone che veniva…veniva e io andavo…andavo, ….. tiro…. rezza!!!
Un abbraccio anche al mio vice capitano azzeccagarbugli DAVINCI, grande cursore delle scale del Municipio, a TESTADICERINO che mette in ordine i punti del dasch, a tutta la squadra, inzomma.
I cittadini di Lo voglio bene al mio paese devono sapere che se le strade sono ridotte a formaggio svizzero, come se fosse passato un bombardiere americano di ritorno dall’Iran che scarica i residui di bombe, è tutta colpa di Nik e Gian, Regione e Provincia.
Io, che la notte, e non solo, sogno di essere Presidente della Provincia, Governatore di Puglia, erede di Mezzocoglione, psiconano di Arcore, prossimo Presidente degli Stati Uniti, successore di Zilvio I al Vaticano, mantengo gli impegni presi con gli elettori.
Mi sono recato in provincia con la squadra e ho appaltato i lavori di manutenzione della strada per Santeramo.
Ho fatto gol, ho vinto.
Sono loro, NiK e Gian che hanno fallito, non hanno mantenuto le promesse elettorali.
Hanno riaperto ospedali chiusi da Fefè,
speriamo che non aprono pure i manicomi, temo per un mio amico che quotidianamente spara cazzate, anch’io sto sulla buona strada, stanno estendendo l’esenzione ticket farmaceutica a quasi tutta la popolazione pugliese, dissipando così, soprattutto all’ASL di Taranto il “tesoretto” accumulato da Peppino.
I due si devono dimettere, è la legge del calcio, lasciatevelo dire da un calciatore mancato solo perché chiamato a svolgere compiti importanti, quasi divini, (il quasi è solo temporaneo, aspetto la notizia da un momento all’altro).
Quando l’allenatore sbaglia, coerentemente si deve dimettere”.

venerdì 14 novembre 2008

Attivati e Partecipa

LATERZA - «La scuola che vogliamo: pubblica, di qualità, inclusiva, radicata nel territorio, che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno»: si tiene questa sera a Laterza (ore 19, Cittadella della Cultura), tagli indiscriminati della legge Gelmini sotto tiro e scenario scolastico nazionale in fermento, il secondo degli appuntamenti programmati dal Pd cittadino nell’ambito della campagna “Attìvati e partecipa”, tre giorni di dibattiti a tema per “avvicinare la gente alla politica e lanciare le primarie”. Due obiettivi in uno, a confermare il concetto, particolarmente caro al Pd di Laterza, circa l’impossibilità di tenere separate le due cose senza compromettere i valori fondanti e il percorso di crescita del “partito nuovo”. Per la cronaca, è la serata di mezzo tra lo sviluppo economico e la tutela ambientale potenzialmente “compatibili” (possono andare a braccetto, sempre che riescano a fare delle nuove tecnologie denominatore comune, e questo è l’auspicio: lo ha detto sabato scorso, nell’incontro di apertura, Federico Pirro, docente di Storia dell’industria all’Università di Bari) e lo stato di salute della sanità nell’area occidentale jonica (con il tormentato 118 laertino da medicalizzare a far da filo rosso tra il Comune, l’Asl e la Regione: se ne parlerà venerdì 21 novembre, presenti l’assessore regionale Alberto Tedesco e il consigliere Pd Paolo Costantino). Questa sera, tra gli interventi di Davide Bellini (coordinatore Pd locale) e Donato Pentassuglia segretario Pd provinciale), parola alla professoressa Vita Surico. Modera il giornalista Michele Cristella.

Francesco Romano

La Gazzetta del Mezzogiorno

14 novembre 2008

Comuni, nel libro dei sogni c’è una montagna di idee


Nel pacchetto gli Enti locali puntano su agricoltura, ambiente, energia, urbanistica, trasporti e turismo.


Un po' libro dei sogni, un po' fotografia della realtà. L'Area Vasta per i Comuni ionici che vi partecipano, in forma singola o associata, rischia di fare il pendolo tra questi due poli. A confermare l'impressione c'è la mole immensa di progetti e progettini, carte e bozze (talvolta solo... idee) ammassate sul tavolo comune dalle Amministrazioni locali.Il principio, valido per tutti, sta nella lettura ed interpretazione del territorio attraverso la lente d'ingrandimento dell'Area Vasta, che in fondo riflette il concetto di "rete di relazioni". Da una parte si tratta del superamento della dimensione locale, dall'altra è la ricerca di una dimensione della programmazione che raggiunge l'ambito amministrativo provinciale ma senza debordare sino al livello regionale.L'Area Vasta, insomma, guarda alla programmazione strategica del territorio: è un po' come aprire una finestra sul futuro. Con una traccia segnata su assi precostituiti: agricoltura, ambiente, energia, urbanistica e trasporti, ma anche riqualificazione e risorsa mare.La torta da dividere, al termine di un percorso d'ascolto e confronto durato oltre un anno, è enorme: circa un miliardo di euro.Fondi che “mamma Ue” mette sulla bilancia della programmazione regionale per il 2007-2013. Denaro sufficiente per accendere la fantasia di tutti i comuni ionici entrati - eccetto Martina Franca, finita nell'Area Vasta targata Valle D'Itria - in quello che, al momento, è un grande Barnum; un “circo” che ha seminato idee e raccolto buone intenzioni trasformandole in progetti più o meno virtuali (e virtuosi), ma pronti a trasformarsi in opportunità di sviluppo. Ovviamente se verranno ammessi a finanziamento.In questa prima tranche passiamo in rassegna i progetti di Avetrana, Castellaneta, Crispiano, Fragagnano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Leporano e Lizzano, che hanno inanellato una serie di iniziative di diverso segno. Grandi infrastrutture e interventi minori: ce n'è per tutti gusti e per tutte le tasche. In totale questi primi nove Comuni (sui 21 che hanno manifestato concreto interesse, oltre alle quattro iniziative intercomunali) hanno messo in preventivo qualcosa come 528milioni di euro.A sfogliare il grande libro dei progetti, ci si trova davvero di tutto. C'è chi pensa in piccolo, come il comune di Avetrana che spera semplicemente di recuperare un fabbricato attiguo alla Cappella di Madonna del Ponte con una spesa modica: 125.000 euro. Ma, soprattutto, c'è chi sogna in grande. Castellaneta, ad esempio, mette in conto 32 milioni per la depurazione e affinazione delle acque reflue sia in città, sia nel borgo marino.Crispiano immagina di realizzare il Cemà Museum - Museo-territorio delle Cento Masserie - spendendo oltre 3,6 milioni. E Ginosa, per la sua marina, prova ad osare infilando nel “pacchetto” l'agognato Porto turistico da 18 milioni. Oppure c'è Grottaglie che in quattro mosse vorrebbe sistemare viabilità e logistica aeroportuale, assetto idrogeologico e promozione turistica: il tutto per un totale di oltre 82 milioni. Singolare, infine, la proposta del Comune di Laterza, pronto a scommettere sulle “cittadelle delle Gravine”: quasi 46 milioni in un colpo solo. Ma che saranno?


LATERZA

Casa famiglia - casa di riposo per anziani. Importo: 924.000


Recupero Masseria Cangiulli per la creazione di un centro di documentazione informazione e conferenze con annessa area attrezzata per la ricezione e svago per turisti. Importo: 1.026.000
Percorso naturalistico e storico (Oasi Lipu- fondo gravina- centro storico- fontana medioevalecantina spagnola- santuario Mater Domini). Importo: 750.000


Percorso Vita in bicicletta- pista ciclabile (S.p 19 -S.c Varche- S.c cisterna Vado Carpino- Pineta Comunale). Importo: 273.000


Riconversione nuovo macello comunale per realizzazione Centro benessere con parcheggio Caravan e strada di collegamento. Importo: 2.000.000


Centro diurno per anziani. Importo: 600.000


Completamento area PIP esistente. Importo: 3.600.000


Sistemazione nuova area PIP con infrastrutture e servizi. Importo: 5.000.000


Completamento lavori di restauro Palazzo Marchesale. Importo: 3.600.000


Le cittadelle delle Gravine. Spesa: Importo: 45.922.500


Sistemazione Ambientale Zona Cappuccini- Ciglio Gravina con recupero di chiesa S. Croce fuori le mura- Convento. Importo: 800.000


Gravina di Laterza interventi di Bonifica e sistemazione ambientale per la salvaguardia, tutela e valorizzazione della gravina di Laterza e zone prospicienti- sito di elevato interesse naturalistico paesaggistico e ambientale. Importo: 1.650.000


Uso degli antiossidanti nella razione animale per il miglioramento della salute umana. Importo: 575.000


Completamento e realizzazione progetti PIS 13 già compatibili Programma POR Puglia 2000- 06. Spesa: non disponibile.


Riqualificazione urbana Area Scuola Media Dante. Importo: 3.900.000


Realizzazione di una piscina comunale. Importo: 2.859.000


P.I.R.P. Importo: 1.950.000Recupero e sistemazione siti centro storico. Importo: 3.500.000


Progetto preliminare area servizi sociale per la realizzazione di un centro ludico prima infanzia ed ampliamento del centro socio educativo per diversamente abili nel plesso scolastico A. Diaz. Importo: 490.000Lavori di Sistemazione/Ammodernamento strade rurali comunali: S.C N.10 SAN FALCO (compl. Parz.) e S.C N.7 "Lamacupa- Lamasapia" -S.C N. 1 "Cacapentima - Candile (compl. Parz.) - S.C. N. 21 "Fontanelle e S.C. "Masserie Ciccio". Importo: 700.000


Cittadella "Gaudium et spes" semplicemente abili. Importo: 22.636.445

Importo totale: 105.039.945


dal Corriere del Giorno di Massimo D’Onofrio

giovedì 13 novembre 2008

La scuola dei tagli senza un progetto

Il PD Laterza Vi invta a partecipare alla manifestazione :

"La scuola dei tagli senza un progetto"

presso la Cittadella della Cultura a Laterza il 14 Novembre alle ore 19:30.



Abbiamo organizzato questa iniziativa di approfondimento sul Decreto Gelmini, un colpo durissimo per la qualità del sistema Italia che pone una inaccettabile ipoteca sul futuro dei giovani.

E' un provvedimento che riduce pesantemente gli organici scolastici e le ore di lezione, taglia le retribuzioni, taglia gli stanziamenti, immagina classi di 30 alunni e classi separate per immigrati, privatizza l'università ( cosa che esaspererà le logiche baronali ), taglia la ricerca creando precari a vita e rendendo dipendente la didattica dai capitali privati, instaura la logica classista dei centri di eccellenza ovvero le università per i ricchi: il tutto nell'interesse dei più privilegiati e a scapito della democrazia, che si basa sull'istruzione, ovvero sulla cultura e sulla critica.
Per questo siamo contrari :
Ai tagli di 7,8 miliardi di euro in 3 anni sull'istruzione.
Al taglio di 87.400 docenti e 44.500 non di ruolo (precari).
Alla chiusura delle autonomie scolastiche con meno di 500 alunni e degli edifici scolastici con meno di 50 alunni.
Ad un insegnante unico nella scuola dell'infanzia e al ritorno all'anticipo per i bambini di due anni e mezzo.
Al maestro unico e alla riduzione dell'orario settimanale a 24 ore. Alla riduzione del tempo scuola nell'infanzia, nelle elementari e nelle medie.
A ridurre di 2 anni il percorso di istruzione obbligatoria, ritornando all'obbligo a 14 anni. Alle "classi di inserimento" per i bambini stranieri.
All'indebolimento dell'istruzione tecnica e professionale, con la riduzione delle ore di laboratorio e degli insegnanti tecnico-pratici.
Il PD è contro queste scelte del Governo Berlusconi perchè indicano percorsi e un'idea di scuola totalmente contraddittori rispetto alla scuola che vogliamo e di cui oggi il Paese ha estremamente bisogno:
una scuola pubblica, di qualità, inclusiva, radicata nel territorio, che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno.

Noi voglamo l 'innovazione della scuola, perchè conosce i limiti, oltre alle straordinarie qualità, della scuola che c'è.
Il PD propone norme e indirizzi per sostenere insegnanti e dirigenti nell'azione del cambiamento e realizzare una scuola più seria e rigorosa, che valorizzi maggiormente il merito e conduca tutti i ragazzi - tutti e non uno di meno - ai livelli di sapere e di competenze essenziali per affrontare la vita e il lavoro. Per questo l'obbligo di istruzione deve essere riportato a 16 anni e devono essere reintrodotti gli obiettivi di apprendimento nelle aree fondamentali che i ragazzi devono conseguire dopo 10 anni di istruzione obbligatoria.
Aumentare i posti negli asili nido, per avvicinarsi all'obiettivo europeo del 30% rispetto ai bambini 0-3 anni.
Diffondere l'esperienza delle "sezioni primavera" per i bambini dai 2 ai 3 anni, in alternativa all'anticipo e per diffondere l'offerta educativa anche in quelle realtà dove non c'è il nido.
Generalizzare la scuola dell'infanzia a tempo pieno, con due insegnanti.
Diffondere il tempo pieno alla scuola elementare e il tempo prolungato nella scuola media. Applicare le nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo(scuola dell'infanzia, elementare e media) e per i due anni dell'istruzione superiore obbligatoria. Potenziare il diritto allo studio (borse di studio, libri di testo anche nella scuola superiore dell'obbligo).
Valorizzare la cultura tecnica e scientifica con adeguate modifiche dei piani di studio della scuola superiore.
Rafforzare l'istruzione tecnica e professionale, anche con l'ampliamento dei laboratori e delle esperienze di stages e di alternanza scuola-lavoro. Portare tutti i ragazzi - tutti e non uno di meno - ad una qualifica professionale e almeno l'85% a un diploma di scuola superiore. Ciò significa ridurre decisamente la dispersione scolastica che ancora oggi è intorno al 22%.
Garantire l'apprendimento per tutto l'arco della vita, come diritto di ogni cittadino. Supportare i processi di integrazione degli alunni stranieri e dei disabili. Realizzare una scuola più sicura e di qualità. Valorizzare la professionalità dei docenti. Valorizzare le autonomie scolastiche. Innovare gli organi di governo delle autonomie scolastiche e la partecipazione degli studenti e l'attuazione del "patto educativo" tra scuola, studenti e famiglie. Attivare un sistema di valutazione, gestito da una "autorità esterna", relativo al funzionamento delle autonomie scolastiche e ai risultati di apprendimento, in termini di crescita relativa, conseguiti dai ragazzi; la valutazione deve, inoltre, riguardare docenti e dirigenti scolastici.
Sì al miglior utilizzo delle risorse. No ai tagli indiscriminati.

E' essenziale, allora, che ogni risorsa per l'istruzione venga utilizzata al meglio, perchè i bisogni e le necessità di qualificazione sono tante e le risorse ad essi destinate non sono adeguate. Crediamo,invece, che l'obiettivo del Governo non è migliorare la scuola, ma impoverirla e destrutturarla con tagli insostenibili!
La scuola non è un costo, e la povertà del sapere è causa di reale separatezza sociale, di democrazia strozzata, di secessione effettiva.


In questa riforma sono concentrati tutte le prerogative del Governo Berlusconi : privatizzazione, regionalizzazione, c'è un "Rubicone che divide e discrimina, e la diversità della vita di fatto rende separata l'Italia".
C'e' la volontà di abbattare la democrazia , cominciando dalla scuola , che è proprio il "baluardo di democrazia".
"Il giorno in cui dovesse cambiare la scuola, cambierà anche la Costituzione" disse un anno fa la Dott.ssa Anna Cammalleri a Laterza in campagna elettorale.Oggi quella paura e' diventata un pericolo reale, che ha colpito anche la dignita' di quei lavotatori.Per questo la nostra protesta si rivolge a sostegno gli insegnanti , del personale scolastico e dei ricercatori, che vedono tagliato il proprio futuro.

Davide
SEGNALAZIONI:
Gelmini nel giorno dei cortei"Li capisco, ma non cedo"LA DIRETTA. Intervista al ministro: "Tagli inevitabili. Sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo". Oggi gli universitari a Roma da tutta Italia. Ieri tensione alla stazione di Milano (video). La manifestazione in diretta su Repubblica.it e Repubblica tv di L. CONTU e M. REGGIO
E l'Onda si diffonde nelle capitali europee di M. MUNAFO'MAPPA DELLA PROTESTA - CITTA' PER CITTA'
Dario Fo: criminale distruggere l'università pubblica a vantaggiodi quella privata
Giovedì 13 novembreVIDEO L'intervento del premio Nobel all'Università Valle Giulia di Roma
BLOG Angelo d'Orsi La paura e la speranza Gaia Benzi Il problema politico
DAL MOVIMENTO L'Onda prepara la grande mareggiata - Appello della Sapienza Occupata in vista dell’assemblea nazionale del 15 e 16 novembreE noi disobbediamo - Enti locali e associazioni a sostegno della protesta
LETTERA Un Paese che non investe sul proprio futuro è un Paese condannato al declino. Il Consiglio di Facoltà di Ingegneria de La Sapienza scrive alle famiglieFORUM Dì la tua ARCHIVIO Lo speciale di MicroMega

mercoledì 12 novembre 2008

Se la Gelmini ha coraggio e vuole riforme vere si dedichi a studenti e ricercatori

Poiche' quella presentata finora non e' una riforma del sistema scolastico e universitario ma semplicemente un taglio di fondi dettato dal ministro Tremonti, riscontriamo finalmente buon senso e saggezza nelle parole del ministro Calderoli sulla necessita' di intervenire insieme sull'Università. Il 'vero anello debole di un sistema formativo universitario che non funziona piu' da almeno vent'anni'. Mi dichiaro sin d'ora disponibile a votare a favore di un provvedimento del ministro Gelmini a patto che non sia un decreto legge e non contenga generiche dichiarazioni di principio, oppure tagli indiscriminati nascosti dietro un'inutile e stucchevole propaganda. Dobbiamo cambiare per migliorare la condizione dei nostri studenti e per garantire certezze nei programmi e nelle selezioni d'ingresso dei ricercatori e nelle modalità di crescita della carriera accademica'. Ci sarebbero spazi per condividere l'azione del Ministro solo se portasse a termine alcune semplici operazioni: immediato blocco dei concorsi, soprattutto per quelli gia' in corso, per docenti universitari, fatti spesso secondo lottizzazioni locali; commissioni esaminatrici nazionali (nominate con sorteggio garantito da pubblici ufficiali) allargate anche a docenti di Universita' Europee; cancellazione con effetto retroattivo del riconoscimento del valore del titolo di laurea conseguito presso le universita' telematiche con l'invio alla magistratura di tutti gli atti riguardanti convenzioni e validazione dei crediti formativi; istituzione di un codice etico valido su tutto il territorio nazionale con l'immediato ritiro dei fondi per quelle universita' che non applichino la norma valida nelle altre nazioni europee secondo la quale all'interno della stessa facolta' non possono esercitare componenti dello stesso nucleo familiare; attribuzione degli assegni di ricerca affidata a commissioni esterne nominate col criterio del sorteggio e anche in questo caso con la presenza di docenti stranieri.

on. Francesco Boccia

Segnalazioni :

Tagli di spesa e concorsi truccaticosì la ricerca soffoca i talenti
INCHIESTA. Viaggio nel paese bloccato/2. Le nostre università sono una miniera di "cervelli" che non vengono valorizzati di ETTORE LIVINI

Il tempo lungo del ricambio di NADIA URBINATI

lunedì 10 novembre 2008

Un comune cerniera

LATERZA - Regole e sanzioni certe. La formula per far convivere sviluppo economico e ambiente, a volerla trovare, esiste e non ha nulla di trascendentale. Lo si è compreso nitidamente nel primo dei tre incontri-dibattito organizzato dal Pd laertino (negli altri si parlerà di Scuola e Sanità), che ha messo insieme un esperto di storia industriale come il professor Federico Pirro - docente all'Università di Bari - e due parlamentari ferrati in economia, Francesco Boccia, e occupazione, Ludovico Vico.
Materie sensibili, soprattutto in tempi di crisi. Tornando alla traccia principale, bastano le parole di Giuseppe Russi per mettere a fuoco il tema: «Sviluppo economico e tutela ambientale devono andare a braccetto per aiutare un territorio che ha sì una vocazione agricola e zootecnica, ma anche un consorzio panificatori e un polo artigianale basato su aziende come Curvet e Natuzzi, che hanno qualche problema, e nuovi arrivi nel campo delicato del compostaggio dei rifiuti».
Il professor Pirro scioglie subito il "nodo", o meglio il dubbio, della possibile convivenza: «Sviluppo e ambiente possono e devono convivere». Con un'avvertenza: «Possono farlo nella misura in cui le nuove tecnologie consentano sia la tutela dell'ambiente sia lo sviluppo industriale». E qui Laterza, secondo il professor Pirro, può giocare un suo ruolo preciso: «Perché il territorio laertino è un'area di raccordo, una cerniera, fra il polo jonico, il Materano e la Murgia Barese, dove riaffiorano o sono in corso percorsi di sviluppo». Tenendo conto, poi, di un suggerimento: «Avere risorse pregiate, come il latte laertino che finisce alla Granarolo, non basta se non si ha la forza di commercializzarle e di aggregare l'offerta». Una strada, questa, che dovrebbe seguire il consorzio panificatori, magari affiancato da soggetti pubblici (Comune, camera di commercio), perché «oltre alla promozione, serve la commercializzazione». Stesso discorso per il Parco delle Gravine e il suo «turismo di nicchia».
Ma il punto centrale resta comunque il rapporto delle istituzioni con le industrie: «Con Natuzzi e Curvet - spiega Pirro - bisogna dialogare e devono farlo anche Comune e Provincia, proprio per spingere verso una valorizzazione dinamica e ambiziosa delle risorse locali». Cioè, allargando il discorso, non esistono soltanto i grandi interlocutori come Ilva, Eni, Cementir e Alenia: «Un'industria come l'Ilva può convivere con la difesa dell'ambiente, a condizione che rispetti le regole e applichi le tecnologie esistenti capaci di abbattere l'impatto con l'ambiente». Una prateria, stando alle cronache quotidiana, ancora tutta da percorrere.
Come lo sono, è lo spunto lanciato dal coordinatore del Pd Davide Bellini, i «miliardi di euro stanziati per i Por Puglia». Pane per i denti dell'on. Boccia, che può segnalare un distinguo non solo lessicale: «Non esiste il Mezzogiorno, ma i Mezzogiorni, perché la Puglia è un'altra cosa rispetto a Sicilia, Calabria e Campania: non ne ha i problemi, la criminalità. E soprattutto non ha avuto una gestione della cosa pubblica pesantemente condizionata dal peso che i flussi finanziari hanno avuto sull'economia locale. Che è poi il motivo della distanze tra Sud e Nord, dove le imprese non si attaccano alla mammella dei soldi pubblici».
Insomma, la Puglia ha un altro problema, questo tutto suo: «La qualità della gestione della cosa pubblica - nota Boccia - che spetta alla politica e che, perciò, non ha alibi». Di qui, dunque, può e deve nascere un rapporto virtuoso con le imprese: «Che hanno bisogno - dice il parlamentare del Pd - di avere certezze dalle pubbliche amministrazioni, innanzitutto sui tempi per ottenere permessi e quindi poter valutare la congruità dell'investimento e l'impatto sulle condizioni ambientali. E le valutazioni, per dirla tutta, non ha senso che siano due, a livello nazionale e regionale: andrebbero unificate». Il tutto inscritto in una formula aurea: «Regole da rispettare tempi certi e, ovviamente, sanzioni adeguate. Non è possibile fare gli esami del sangue alle imprese quando devono aprire e poi, dal giorno dopo, ci dimentichiamo di quello che succede».
Il quadro generale, comunque, non è esaltante: «La situazione economica generale - nota Boccia - è complessa e per certi versi grave. Basta vedere i ragazzi di Miroglio e sapere che l'effetto domino sull'economia reale non è finito: ogni settimana ci sono richieste di cassa integrazione». Nè, fa capire Boccia, il governo dimostra una particolare sensibilità su questo versante: «Abbiamo chiesto di mettere tutte le risorse disponibili, se ci sono, sulle detrazioni a favore del costo del lavoro precario, sulla detassazione delle tredicesime e, in generale, sull'abbassamento delle imposte sul lavoro. La strada giusta, almeno nel breve periodo, è quella di far alzare i redditi medi per far ripartire i consumi, ma il governo non è d'accordo e, anzi, sta lavorando ad allargare il fossato sociale». Il vuoto, per Boccia, è nello Stato: «Perchè siamo ripiegati su noi stessi e quando lo Stato non c'è, non dà protezione». L'esempio è quello del credito d'imposta sugli investimenti al Sud: «Lo abbiamo istituito per due volte e Tremonti lo ha sempre cancellato. Volevamo rendere automatico questo beneficio fiscale per chi investe e invece 'ha vinto la Lega', come ha titolato la Padania, e ha perso il Mezzogiorno, che ci ha rimesso miliardi di euro di soldi suoi». Il contrario, cioè, di quello che servirebbe: «Politiche condivise - scandisce Boccia - in un momento in cui le divisioni territoriali stanno avendo la meglio. Il nostro dovere politico è fare sintesi su strumenti d'intervento che consentano alle nostre aziende di migliorare la propria capacità di riconversione. A Matino, per dirne una, che non è a New York ma a Lecce, c'è un'azienda che produce jeans ed è leader in Europa, oltre ad essere il primo esportatore negli Usa: si può fare, non è fantascienza. L'importante, però, è non lasciare soli gli imprenditori».
Dal pubblico, però, qualcuno prova a vederci rosa, chiedendo lumi "sulle vie dello sviluppo da attivare per far sognare le nuove generazioni". Compito arduo per l'on. Vico, ex sindacalista abituato a guardare in faccia la realtà. Che, spesso, è tutt'altro che bella: «L'attuale situazione economica e politica - nota - non ci permette di pensare al futuro, per creare nuovi posti di lavoro, ma di difendere i posti di lavoro attuali. E' in atto una recessione economica: si abbassano i consumi, circolano meno merci e denari e il Pil decresce. Siamo nel bel mezzo di una bufera e al Governo abbiamo chiesto di rivedere la Finanziaria perchè servono 8 miliardi di euro per aumentare i salari e le pensioni, rafforzare i fondi per la cassa integrazione, mobilità e disoccupazione (ammortizzatori sociali) per arginare le tante crisi che si sono aperte e che si apriranno». Crisi che ci riguardano molto da vicino: «Nella sola provincia di Taranto la cassa integrazione (al netto dell'Ilva) è aumentata del 22% colpendo i settori del manifatturiero, fornitori e subfornitori. Attualmente non ci sono i soldi per coprire difficoltà e il credito chiude le porte alle piccole e medie imprese che non offrono le necessarie garanzie ed è per questo che c'è bisogno di interventi statali».
Tutto grigio? Magari. Vico vede ancora più nero: «Il Governo Berlusconi - sottolinea - di fronte a queste emergenze risponde stornando i fondi dal mezzogiorno (fondi Fas) a favore del Nord, alimentando la conflittualità territoriale e marginalizzando lo sviluppo del Sud. I finanziamenti per le infrastrutture si fermano al Nord (strade e ferrovie) e la politica divide il paese senza occuparsi di rilanciare una grande alleanza tra "Lavoro" e "Impresa". Ed è per questo che si auspica la ripresa dell'unità sindacale tra Cgil, Cisl e Uil)». Ricetta antica, ma non troppo, quella di Vico: «Lo sviluppo può e deve ripartire attraverso la ripresa del dialogo sociale».

Massimo D'Onofrio
Corriere del Giorno -10 novembre 2008

domenica 9 novembre 2008

il Sud lo prende a quel posto

Stavo per scrivere alcune considerazioni sull’elezioni del Presidente degli Stati Uniti Obama, e sulle conseguenze che può avere sul mondo. Poi, ieri sera, sono stato ad un dibattito sullo sviluppo economico e ambientale a Laterza (erano presenti gli On. Francesco Boccia, Ludovico Vico e il Prof. Pirro). Contavo, come sempre, di fare un intervento, ma sono rimasto inebetito da alcune cifre che sono state dati dagli Onorevoli. E che mi erano sfuggite, insieme al loro utilizzo. Allora ho mandato all’aria quanto volevo dire su Obama (viene di chiamarlo così, senza fronzoli, tanto è il suo carisma) e rimandarlo a dopo, per scrivere di quanto ho sentito, e ricordo. Cominciamo con ordine.
Il Governo ha un Fondo per le Aree Sottosviluppate (FAS), che è per il 15% destinato al Nord e l’85% destinato al Mezzogiorno. Cosa sta facendo il Governo? Sta prelevando delle risorse dei FAS per destinarle ad altri capitoli di spesa. Miliardi di euro da usare per infrastrutture e per chi ha bisogno, dirottati per lavori in altre aree. Ferrovie? Si fermano a Milano (neanche Bologna)… Il Corridoio V diventa un miraggio. Le autostrade? Si fermano a Roma-Formia, per noi non c’è nulla. La Salerno – Reggio Calabria ce la scordiamo… Io penso che chi vive nelle regioni settentrionali non ami queste ruberie a scapito di chi sta peggio. Ma, francamente, se i nostri concittadini continueranno a votare per un governo che ci leva da sotto il sedere la sedia, vuol dire che da queste parti siamo tutti matti. Per non scrivere un’altra parole forse più veritiera ma che può sembrare offensiva per i vecchi elettori del centro-destra. E che chiunque può immaginare.

Gianni Macchia

Sviluppo e cambiamento a Laterza

Viviamo una recessione economica inquietante che inizia a falcidiare posti di lavoro e angoscia tante famiglie laertine. La Miroglio che chiude, la Natuzzi e l’Ilva che aprono la cassa integrazione, il commercio e l’artigianato che ristagnano, l’agricoltura che non si riprende.

Di fronte a questo scenario abbiamo organizzato una iniziativa di approfondimento, con il prof. Federico Pirro e gli on.li Francesco Boccia e Ludovico Vico, per aprire una fase di approfondimento sullo sviluppo locale del nostro comune.

Nel 2006 il centro-sinistra, durante la campagna elettorale per le amministrative e all’atto dell’insediamento del nuovo consiglio comunale, aveva proposto di organizzare una “conferenza economica comunale” per approfondire, discutere ed individuare le direttrici dello sviluppo di Laterza. Allora come oggi siamo interessati a capire:

1. se lo sviluppo economico risponde ad un unico “modello” o vi sono diverse vie allo sviluppo?

2. se vi sono diverse vie, e quindi è rilevante la dimensione locale dello sviluppo, è necessario pensare anche a politiche locali per ottenerlo?

Ieri sera è iniziato il nostro percorso ed alcune prime risposte sono arrivate. Si tratta ora di continuare su questa strada per analizzare il tessuto imprenditoriale del nostro comune, il tasso di imprenditorialità, i settori e le filiere produttive presenti, le relazioni territoriali con i distretti produttivi pugliesi e lucani, la pianficazione strategica e la nuova programmazione comunitaria 2007-2013. Si tratta di studiare, apprendere e coltivare relazioni per un nuovo protagonismo della politica per attivare uno sviluppo locale capace di generare occupazione e benessere.

Ringraziamo sin da ora il prof. Federico Pirro, dell’Università di Bari, per la disponibilità che ci ha offerto nell’accompagnarci in questa sfida.

Ogni crisi è una grande opportunità per cambiare e crescere.

Franco Catapano

Dramma sfratti. In Puglia a rischio 1.130 famiglie.

“Il Governo respinge tutti gli emendamenti del PD.
Il sottosegretario Mantovani, disinformato”

Dramma sfratti in Puglia. Dei 71 Comuni considerati dalla legge (61 dell´89) «a alta tensione abitativa» (questo era il numero dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE nel 2003) e che finora avevano sempre goduto di tutte le proroghe concesse dai vari governi, adesso ne restano solo 11, quelli dell’area metropolitana di Bari.
Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto drammaticamente con le loro emergenze restano dunque fuori dal Decreto Legge (L. 158/08 - Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari catetegorie sociali) in discussione in queste ore, e che di fatto contiene il rischio di sfratto solo per le aree metropolitane.
A comunicarlo sono i deputati pugliesi del PD, Vico, Mastromauro, Bellanova, Bordo, Ria, Gaglione, Ginefra, Boccia, Capano, Servodio, Grassi e Lo Sacco che denunciano inoltre l’atteggiamento della maggioranza governativa anche in Commissione Territorio.
Come PD avevamo proposta una serie di emendamenti al decreto – sottolinea – ma sono stati tutti respinti.
Ma i dati che i deputati pugliesi del PD propongono attraverso un comunicato alla stampa, annunciano una stagione difficile per gli inquilini pugliesi.
Il decreto – dice – nato per far fronte al disagio abitativo di tante persone, ora per palesi motivi economici è stato ristretto solo alle famiglie chi vivono in grandi città capoluoghi di aree metropolitane. L’ho ha confermato lo stesso sottosegretario agli interni Mantovani mostrando, però, di fatto una scarsa informazione da parte del Governo su un tema di estrema delicatezza e importanza come il diritto alla casa.
E proprio qualche giorno fa lo stesso Mantovani accogliendo gli inviti e le osservazioni critiche rivolte al Governo in ordine alla mancanza di adeguati elementi di conoscenza, informava che, tenendo presente i dati relativi all'attuazione della legge n. 9 del 2007, con la conversione in legge del decreto-legge in esame - e dunque con la riduzione dell'ambito di applicazione della normativa - gli sfratti oggetto di proroga sarebbero passati da 2.689 a 2.458, con un aumento degli appartamenti da liberare che superava di poco le 230 unità.
In via esemplicativa lo stesso sottosegretario esponeva nel dettaglio la situazione in regioni come la Sicilia e la Puglia, fornendo in quest’ultimo caso dati di sfratti bloccati provincia per provincia: 5 sfratti a Bari, 3 a Brindisi, 10 a Foggia, 7 a Taranto e nessuno a Lecce.
Questa è vera disinformazione – commentano i deputati pugliesi del PD- che propongono, invece, dati più aggiornati sull’emergenza sfratti in Puglia (Dati 2007 resi pubblici nel giugno 2008. Fonte: Ministero degli interni - Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie - direz. centrale per la documentazione e la statistica - ufficio II - uff. centrale di statistica – ndr).
Il dato più preoccupante è quello di Taranto con 529 sfratti incombenti su famiglie con evidenti disagi economici o sfrattati dal locatore per finita locazione ma vi sono difficoltà evidenti anche a Lecce (357 sfratti), Foggia (196 sfratti) e Brindisi (50 sfratti).
Una emergenza che in Puglia, malgrado i dati siano fermi al 2007 e non comprendano i dati riferiti alla Legge 431 del ’98 (Legge sull’emergenza sfratti) si attesta già su 1.130 interruzioni di locazione.
E’ evidente – commentano i parlamentari del PD – che proprio al sottosegretario manchino le informazioni di base sulla condizione abitativa di una fascia di popolazione delle regioni meridionali. Così come è evidente che questo Governo smantellando il Piano Casa, voluto nelle precedenti legislature, manda alle ortiche tutti quegli strumenti efficaci studiati per sostenere una politica degli affitti equa indispensabile per quella parte di popolazione che non si può permettere una casa.
Infine l’appello dei deputati pugliesi del PD.
Ci rivolgiamo a tutti i sindaci del Comuni pugliesi ad alta densità abitativa affinché facciano presente questa situazione ai Prefetti e ai responsabili del Ministero degli Interni, segnalando questa drammaticità.

Vico, Mastromauro, Bellanova, Bordo, Ria, Gaglione, Ginefra, Boccia, Capano, Servodio, Grassi e Lo Sacco