Non è la prima volta e nemmeno l'ultima che mio malgrado sono costretto ad intervenire sulle vicende del bilancio comunale. Ritengo perciò doveroso chiarire alcune questioni tecniche e veritiere.
Per il 2008 Laterza non ha diritto a partecipare all'incremento del gettito sulla compartecipazione comunale dell'Irpef come potete verificare direttamente sul sito del ministero degli interni al seguente indirizzo:
www.finanzalocale.interno.it/ser/compartecipazione/2008/tabreg.html
Noterete che Laterza è uno dei 50 comuni pugliesi (su un totale di 258 comuni) che nel 2006 non ha rispettato il patto di stabilità e pertanto non ha potuto partecipare alla suddivisione dei fondi (51milioni di euro) destinati alla Puglia e riferiti all'IRPEF del 2006. Mentre gli altri comuni per esempio: MASSAFRA: euro 69.639,65; GINOSA: euro 45.988,28; CASTELLANETA: euro 23.350,37; PALAGIANO: euro 36.168,06 hanno partecipato alla ripartizione.
Nel 2007 la maggioranza di centrodestra decise, per rientrare nel patto di stabilità, di aumentare iniquamente le tasse dei laertini (Tarsu e addizionale Irpef), in particolare aumentò al massimo l'addizionale IRPEF dal 2 al 8 per mille. Laterza divenne perciò uno dei comuni più tassati della provincia di Taranto e della Puglia (in Italia solo 460 comuni su 8.101 aumentarono l'Irpef al massimo).
Per il 2008 Laterza non ha diritto a partecipare all'incremento del gettito sulla compartecipazione comunale dell'Irpef come potete verificare direttamente sul sito del ministero degli interni al seguente indirizzo:
www.finanzalocale.interno.it/ser/compartecipazione/2008/tabreg.html
Noterete che Laterza è uno dei 50 comuni pugliesi (su un totale di 258 comuni) che nel 2006 non ha rispettato il patto di stabilità e pertanto non ha potuto partecipare alla suddivisione dei fondi (51milioni di euro) destinati alla Puglia e riferiti all'IRPEF del 2006. Mentre gli altri comuni per esempio: MASSAFRA: euro 69.639,65; GINOSA: euro 45.988,28; CASTELLANETA: euro 23.350,37; PALAGIANO: euro 36.168,06 hanno partecipato alla ripartizione.
Nel 2007 la maggioranza di centrodestra decise, per rientrare nel patto di stabilità, di aumentare iniquamente le tasse dei laertini (Tarsu e addizionale Irpef), in particolare aumentò al massimo l'addizionale IRPEF dal 2 al 8 per mille. Laterza divenne perciò uno dei comuni più tassati della provincia di Taranto e della Puglia (in Italia solo 460 comuni su 8.101 aumentarono l'Irpef al massimo).
I dati trionfalistici (di Minei e del sindaco) si riferiscono ad uno studio e delle proiezioni che riguardano la manovra finanziaria 2008 ed i bilanci di previsione comunali per il 2009. Naturalmente le proiezioni non tengono conto di quello che potrà accadere con la prossima finanziaria (ridimensionamento dell'ICI e blocco delle aliquote) e "la variabile Tremonti" così come si evince leggendo il rapporto. Inoltre i 77.000 euro di premialità, citati nelle note stampe, sono strettamente legati al gettito dell'Irpef (ovvero rischiamo di prendere di più perchè già paghiamo di più).
Il resto è propaganda, tra l'altro di bassa "lega".
Franco Catapano - Pd Laterza
23 commenti:
Certo che noi laertini siamo proprio dei cretini per farci amministrare da questi qui.
G.S.
Perchè il Pd non prova a spiegarci il bilancio in modo semplice e comprensibile? forse non siamo così cretini
Fabrizio
ci prendono in giro su tutto: bilancio, dati raccolta differenziata, pale eoliche .....
è evidente che ci considerano dei cretini, così come considerano stupidi i giornalisti che pubblicano tutte le loro bufale senza nemmeno accertarsi di quello che pubblicano.
G.S.
cmq se domani il sindaco dice che c'è un avanzo di mille miliardi di euro, ci sarà un giornalista che lo pubblicherà, come è successo con i 300 mila euro.
A questo punto direi che c'è qualche problema.
Forse qualcuno dimentica o non è a conoscenza di tutte le malefatte contro la stampa da parte della giunta cristella: offese e minacce lanciate dai palchi, intimidazioni telefoniche, querele, .....
ai poveri giornalisti non rimane che assecondare le bufale, il problema è la maggioranza dei cittadini che continua a votarli
G.S.
QUERELA? CHI E' STATO QUERELATO NON MI RISULTA NESSUNA DENUNCIA FATTA DAL LA MAGGIORANZA. CI SONO INVECE ESPOSTI FATTI PROPRIO DA VOI.
SIETE DEI MISTIFICATORI
i giornalisti devono assecondare le bufale??? ma stai scherzando?
E' UNO SCHIFO! LA STAMPA è PILOTATA! SVEGLIAMOCI!!!
Siamo proprio ridotti male, povera italia.
Io parlo dei giornalisti locali, redattori semi-volontari e volontari di Agorà, che se chiamati o riceventi di comunicati, dichiarazioni, resoconti non possono far altro che scrivere ciò che gli viene detto.
Nel caso dei 300milioni di euro di avanzo di bilancio hanno sbagliato (dovevano almeno controllare il titolo). Il nostro è un piccolo paese e fare il cronista con questa maggioranza antidemocratica e incivile è difficile.
G.S.
cioè fammi capire. La redazione di agorà riceve una qualsiasi comunicazione e che fa? pubblica tutto senza verificare niente?
Mitico, allora da domani faccio anche io il giornalista.
Magari ti metessi a fare il giornalista così finalmente capiresti quello che dico.
Nei piccoli giornali spesso si pubblica quello che arriva. Più o meno quello che accade in televisione dove Berlusconi spara cazzate e la televisione lo manda in onda. Non capisco di cosa ti meravigli....
G.S.
ma ti sembra normale che venga pubblicato di tutto?
MINEI OLTRE AD ESSERE ASSESSORE AL BILANCIO E' COMMERCIALISTA ED ECONOMISTA COMPETENZE CHE VOI NON AVETE PER DISCUTERE DI BIALNCIO. PER ME QUELLO CHE DICE MINEI E' REALTA' CATAPANO SCRIVE SOLO MALIGNITA'
Preferirei che i giornalisti fossero più attenti e si documentassero maggiormente, le pagine però si devono riempire .... e non sempre è possibile controllare tutto.
G.S.
scusa ma perchè non lasci le tue iniziali?
no!!! non te ne puoi uscire con "le pagine devono essere riempite". Allora non è informazione questa, così si prendono in giro i cittadini.
Riempiono le pagine giusto per comletare il giornale e vendere? Allora per me possono pure chiudere.
E' uno schifo, scusa il termine ma a me sembra così.
Le iniziali? eccole:
G.C.
p.s. domani creo un account, ora non ho voglia...
Giornali, Giornalisti e Informazione senza lettori attenti e vogliosi di informarsi non servono a niente.
Questo sito può andar bene solo se approfondisce le notizie di laterza e se qualche decina di laertini lo visitano, partecipano, discutono e lascino opinioni e commenti in caso contrario non serve.
G.C. non puoi scaricare le responsabilità solo su una parte.
G.S.
Buongiorno. L'informazione politica non interessa e pochi si impegnano anche un minimo per sapere com'è la situazione del paese o del mondo.
Si preferisce vedere la televisione che descrive un mondo irreale e ci sballa la vita quotidiana.
quindi tu dici che la colpa è dei laertini che non sono interessati e di?
G.C.
Fatti un giro nelle edicole di laterza e prova a chiedere quanti giornali si vendono, siamo disinteressati e non leggiamo questo è il problema. L'ignoranza è una brutta bestia.
G.S.
allora perchè continurare a pubbliacare un giornale locale che, per quello che mi dici tu, è inutile, visto che la gente non legge?
G.C.
Non è inutile ma è secondario rispetto al problema.
G.S.
Se la gente non è interessata al giornale allora il giornale non ha motivo di esistere.
Ma io penso che non del tutto vero che alla gente non interessa il giornale.
G.C.
Non è vero che i giornali a Laterza non si vendono. Il Quotidiano viene venduto perchè ci sono gli annunci delle puttane. Vedete, si vende....
A margine di questa discussione un po’ confusa ma stimolante, vorrei fare alcune considerazioni. La prima: capita a volte ai giornalisti di sbagliare. In sede di redazione, revisione o stampa dell’articolo possono avvenire errori del tutto fortuiti dovuti a distrazione o fretta. Ad esempio si può scrivere Catalano invece di Catapano o 70 feriti invece di 71. Sono errori di poco conto. Si può anche scrivere 30000 € invece di 3000, aggiungendo uno zero. La cosa però cambierebbe non poco. Sarebbe quindi meglio rettificare. Nel caso dell’errore commesso dal Corriere del Giorno tra tremila (3000) e trecentomilioni (300000000) di euro la differenza è abissale. Le cifre sono molto diverse. Il refuso non è spiegabile con un semplice errore di battitura. E’ un errore marchiano derivato forse da una mancata verifica della fonte. Ero presente al consiglio comunale dell’8 luglio e non mi sembra aver visto al momento della presentazione del rendiconto finanziario nessun cronista del Corriere. Qualcuno potrebbe essere giunto dopo, aver chiesto informazioni e, o perché vittima di malinteso o perché informato male, aver appreso e riportato la cifra spropositata. Questa, tuttavia, si poteva correggere per tempo, essendo la cronaca del consiglio uscita sul quotidiano tarantino il 14 o 15 luglio. Non so inoltre se sia avvenuta la rettifica, ma dato il caso, questa era altamente consigliabile. La seconda: purtroppo la stampa locale è particolarmente dipendente dai centri politici (consigli, giunte, sezioni di partito) per tanta parte della materia prima. Può capitare che scorrettamente i fornitori di notizie diffondano dati falsi o imprecisi a inconsapevoli e ingenui cronisti. La regola per un buon giornalista dovrebbe essere quella di fare più domande possibili per smascherare eventuali giochi sporchi dei potenti e verificare i dati ricevuti. Nel caso dell’articolo (tra l’altro non si sa chi l’abbia scritto) del Corriere del Giorno vi è stata negligenza nel non accorgersi di quanto quel dato non potesse essere reale, sia stato esso frutto di un malinteso o di una cattiva informazione data (peraltro paragonabile solo a quella che potrebbe fornire il peggior galoppino di centrodestra). Non bisogna però criminalizzare il Corriere che, ultimamente, non è di certo stato tenero con l’amministrazione laertina. Quindi l’errore, anche se madornale, è, secondo me, stato commesso in buona fede. Non me la sentirei assolutamente di parlare del Corriere, o della stampa locale in genere, come un mero punto vendita delle bufale politiche. Per ciò che concerne il discorso su Agorà, questo non mi è molto chiaro. Da quanto si evince dai commenti riportati, Agorà sarebbe il simbolo di un giornalismo che s’offre solo come cassa di risonanza (per quel che può risuonare) delle notizie di genesi politica, non preoccupandosi affatto di constatarne la veridicità e assumendo un atteggiamento alquanto prono verso i potenti. Ora, non che Agorà sia un campione del giornalismo d’inchiesta (cosa che in Italia riesce solo e in parte alle migliori testate nazionali), ma da qui a dire che sia un giornale che non abbia motivo d’esistere, perché semplice raccoglitore di comunicati e dichiarazioni politiche o perchè non interesserebbe a nessuno, ne passa. Cerca di fare cronaca locale attingendo per quanto possibile notizie di prima mano e conferendo loro un taglio valutativo, condivisibile o meno che esso sia. Infine che il giornalismo italiano non goda di buona salute dal punto di vista commerciale e dal punto di vista qualitativo è indubitabile. Su quest’ultimo punto distinguo e opinabilità trascinerebbero in un discorso troppo ampio. Per quanto riguarda il primo punto cerco di sintetizzare alcuni elementi esplicativi. Le anemiche vendite dei quotidiani sono dovute tra l'altro a uno sviluppo della sfera pubblica italiana, nell’ottocento e nella prima metà del novecento, spiccatamente elitario. La costituzione de facto della nazione italiana, attraverso l’adozione di una lingua comune che sconfiggesse l’uso dei dialetti e la nascita di un vero sentimento nazional-popolare, si ha compiutamente solo con il dopoguerra e l’avvento della televisione negli anni cinquanta. I giornali avevano una diffusione limitata, non di massa, scontando la scarsa alfabetizzazione della popolazione italiana e l’asfissia del mercato pubblicitario, e riferendosi perciò alle intelligenthie italiane, da quelle fautrici dell’unità politico amministrativa dello Stivale fino, quanto meno, a quelle dell’immediato secondo dopoguerra. Ciò ha portato a rapporti sempre più stretti tra lobby di potere politico-economico e quotidiani e spiega anche l’endemica dipendenza da finanziamenti statali del mercato editoriale italiano. La situazione (anche se il numero dei lettori è ovviamente aumentato) si è sostanzialmente evoluta poco, dovendo ormai la stampa rincorrere una cultura di massa dall’impriting marcatamente televisivo difficile da sradicare. Essendosi affermata la televisione come principale consumo culturale di massa, i quotidiani e i periodici hanno tuttora un seguito relativamente basso.
Posta un commento