domenica 20 gennaio 2008

La notte della Repubblica di Ilvo Diamanti

SETTIMANE come questa lasciano un sentimento di sconcerto di rara intensità. Un giorno dopo l'altro, una cattiva notizia. Un'emergenza. Senza soluzione di continuità. I rifiuti di Napoli e le polemiche sulla lezione di Benedetto XVI alla Sapienza, annunziata e successivamente annullata. Le accuse dei magistrati a Sandra Lonardo e al marito, Clemente Mastella; e le dimissioni del ministro Guardasigilli. L'appoggio esterno dell'Udeur al governo (un paradosso) e la possibile crisi. L'inchiesta sulle segnalazioni di Berlusconi a Saccà e la condanna del governatore siciliano Cuffaro per favoreggiamento. E ancora: i contrasti fra Confindustria e sindacato, le proteste dei metalmeccanici. Fino alla nuova tragedia sul lavoro, a Marghera. Non manca proprio nulla al catalogo dei mali italiani - antichi e nuovi. Per cui cresce la tentazione popolare (non di rado praticata) di star lontani dai giornali e dai telegiornali. Oppure, di girare pagina e canale ogni volta che incontriamo la politica, ma anche la cronaca.
L'inverno civile che stiamo attraversando non accenna a chiudersi, tanto meno a intiepidirsi. Non deve sorprende, allora, se, da molte parti, si evocano i primi anni Novanta. La fine della prima Repubblica. L'avvio di una transizione patologica che non transita mai, ma diventa sempre più indecifrabile.Molti segni, d'altronde, suggeriscono questo accostamento. Gli (esorbitanti) indici di sfiducia nelle istituzioni e negli attori politici; il ricorso al referendum sulla legge elettorale; gli scontri fra magistrati e politici. Il copione di questa stagione rammenta da vicino quello di quindici anni fa. C'è, per questo, chi invoca il '92; una nuova frattura. Per ritentare l'impresa avviata allora, senza fortuna. Voltare pagina, andare oltre "l'anomalia italiana".Come la chiamavano gli osservatori stranieri. Come la percepivano, con fastidio, gli stessi italiani. I quali, però, oggi assistono spaesati alla catena senza fine delle cattive notizie. Quasi rassegnati. Perché molto è cambiato dal '92. A differenza di allora, non hanno ganci a cui attaccarsi, né reti che li tengano insieme. Ma, soprattutto, non riescono a guardare avanti. A sperare!
1. Agli inizi degli anni Novanta, gli italiani, di fronte alla dissoluzione dei partiti e alla delegittimazione della classe politica, potevano aggrapparsi ad alcuni appigli. I magistrati, considerati i "giustizieri". I tribuni del popolo indignato, che "non ne poteva più". I nuovi soggetti politici, emersi nel vuoto prodotto dallo sbriciolarsi della prima Repubblica. Partiti: la Lega, la Rete. In seguito, Berlusconi e Forza Italia. An, cresciuta sulle radici del Msi. Mariotto Segni e i referendari. L'Ulivo nascente. Inoltre, i sindaci, che colmavano la distanza fra istituzioni e società "personalizzando" il rapporto con i cittadini su base locale.La "questione settentrionale", agitata dalle piccole imprese e dai movimenti autonomisti, non marcava solo distacco, ma anche domanda di riforme profonde. E alimentava il disordinato dinamismo del Mezzogiorno. Sotto il profilo economico, dell'associazionismo, delle città.
Poi, ci rassicurava il vincolo esterno imposto dall'Unione Europea. Che ci costringeva a comportamenti finanziari ed economici virtuosi. In fondo, la grande fiducia riscossa dall'Unione Europea in quegli anni rifletteva la grande sfiducia nello Stato e nella classe politica del nostro Paese.
2. Il Paese, per quanto diviso e attraversato da tensioni profonde, nei primi anni Novanta era tenuto insieme da alcune grandi organizzazioni di rappresentanza economica, dalle associazioni volontarie. La "concertazione", promossa da Ciampi (al tempo presidente del Consiglio) insieme a sindacati, Confindustria e, in seguito, ad altre organizzazioni di categoria, costituì un metodo per affrontare la crisi economica del Paese. Ma anche per ridurre il deficit di consenso e di fiducia nelle istituzioni. D'altronde, insieme al "muro" erano crollate anche le ideologie. Mentre, dopo la fine della Dc, i cattolici si erano "sparsi" in tutte le direzioni, in tutti i principali partiti. L'Italia, quindici anni fa, nonostante le tensioni e le fratture, appariva un Paese accomunato dalle particolarità; per questo flessibile, capace di adattarsi, di "arrangiarsi" nelle occasioni più difficili. Di reagire alle emergenze. Anzi: di reggere alle fratture (come quella Nord/Sud) e di trasformare le emergenze in motivo di unità e rilancio. Oggi, invece, i colpi e i contraccolpi che scuotono il sistema non suscitano speranza. Solo spaesamento.
3. I ganci si sono sganciati. Rispetto ai primi anni Novanta è cresciuta ulteriormente la sfiducia nei confronti dei "partiti" e dei "politici". La "casta" dei privilegiati (per riprendere il titolo del fortunato libro di Stella e Rizzo). Contro cui si è mobilitata una protesta "antipolitica" molto ampia. Il cui esponente più significativo è Beppe Grillo.I sindaci, soprattutto al Sud, non fanno più miracoli. Anzi. I cittadini li sentono lontani, quanto e più degli altri politici. Il Paese si è spezzato. Il Mezzogiorno: rientrato nella spirale del sottosviluppo, ricacciato negli stereotipi del passato. Il Nord - e il Nordest, in particolare - impegnato a marcare le distanze da Roma e dal Sud. L'Unione Europea non è percepita più come un'ancora, ma, da una quota crescente di cittadini, come un vincolo, un freno. Il Paese più eurottimista d'Europa, infine, è divenuto euroscettico. Insofferente verso l'euro, considerato responsabile dell'inflazione crescente. Per alcuni attori politici, come la Lega, Bruxelles è, da tempo, come Roma. Entrambe capitali di Stati nemici. I magistrati non godono più del consenso popolare. La fiducia nei loro confronti si è quasi dimezzata, rispetto a quindici anni fa. Ma è calata anche rispetto a pochi anni addietro. Sono percepiti non più come "garanti" della democrazia, ma come "un" potere in conflitto con gli altri. 4. Non c'è più colla a tenere insieme i pezzi della società e del Paese. Le organizzazioni economiche e sociali - Confindustria e sindacati in primo luogo - appaiono anch'esse largamente "sfiduciate" dai cittadini. Non "concertano" più. Confliggono, si dividono e dividono. La stessa presenza di grandi associazioni oggi appare un po' sbiadita. Le Onlus si stanno trasformando in grandi imprese, per quanto dedite a finalità benefiche. Parte del volontariato si è, anch'esso, aziendalizzato. La compassione e la solidarietà si sono mediatizzate. Praticate a distanza. Un Sms, un'offerta sul proprio conto. Un clic e via. Siamo più buoni.Cattolici e laici: non definiscono più identità compatibili. Ma sempre più alternative. Solchi di una comunità che non è più tale. Divisa dall'etica e nella politica. 5. Così, anche i rimedi e le terapie non hanno più la stessa presa di un tempo. Lo stesso referendum è accolto dai più (che lo sostengono) come il male minore. Una pistola puntata alla tempia, per costringere il legislatore a legiferare. Ma dopo vent'anni di referendum elettorali, affidare loro una missione salvifica pare davvero troppo. Anche la minaccia di nuove elezioni. Magari, anzi, probabilmente si avvia a diventare un destino ineluttabile. Ma è difficile immaginare che un nuovo terremoto, uno strappo violento, possa sottrarci a questa condizione miserevole. Perché, quindici anni dopo, è svanita la speranza che aveva accompagnato il "crollo" del sistema. Quasi come un evento liberatorio. Una palingenesi che avrebbe fatto sorgere un ordine nuovo. Uomini nuovi. Per questo, ora che è quasi buio, affrontare la notte di una lunga campagna elettorale fa correre un brivido. Senza ganci, senza colla, senza cornici. Ma con queste regole, queste divisioni, questi partiti e questi leader, in gran parte responsabili della lunga e improduttiva transizione italiana. Qualcuno è disposto a sperare ancora in un big-bang che riunisca i pezzi di questo Paese a pezzi? E che, per caso (o per caos), ricomponga il complesso mosaico italiano?
(20 gennaio 2008)

il Pd correrà da solo ...

«Quale che sia il sistema elettorale, o il testo Bianco o il referendum, o l'attuale legge elettorale, voglio dire con chiarezza che il Pd si presenterà con le liste del Partito democratico. E se Forza Italia avesse il coraggio di fare altrettanto sarebbe un’enorme conquista per la democrazia italiana». E' questa la convinzione espressa dal leader del Pd Walter Veltroni, intervenendo ad Orvieto al convegno “Progettare l’innovazione liberamente”, l’assemblea nazionale annuale di “Libertà uguale”, movimento guidato da Enrico Mornado e sostenuto da Michele Salvati.
Il segretario del Pd, nel suo intervento, tocca molti temi di interesse ed attualità politica, a partire naturalmente dal dibattito in corso tra le forze parlamentari sulla riforma della legge elettorale. E in un momento in cui, a livello politico, regna la confusione, il sindaco di Roma sostiene senza mezzi termini che, alla lunga, la chiarezza paga: «Il Pd correrà da solo e auspico che lo faccia anche Forza Italia». Rivolgendosi a Michele Salvati, che dava per certa un’eventuale sconfitta in caso di ritorno al voto in breve tempo, Veltroni ha ribattuto di non essere poi così sicuro che «di fronte a due offerte, una coalizione che va da Storace a Casini e un partito, il Pd, che chiede il consenso agli italiani sulla base di un programma di innovazione, questo non possa avere un effetto premiante».La priorità, comunque, rimane quella di scrivere una nuova legge elettorale prima che si giunga alla consultazione referendaria, che il governo si vedrà obbligato a fissare tra il 15 aprile e il 15 giugno in caso di mancato varo della riforma per vie parlamentari. Anche da questo punto di vista, il segretario del Pd manifesta convinzione. «Sulla questione della legge elettorale – afferma – siamo riusciti ad aprire un dialogo tra le forze politiche, un dialogo con la principale forza dell'opposizione. Non si può pensare di approdare alla legge elettorale a prescindere da ciò. L'esito del dibattito – chiarisce Veltroni – dipenderà dal senso di responsabilità di tutti poiché mai come oggi siamo vicini ad una soluzione. Far saltare oggi il tavolo – ricorda inoltre Veltroni – significa far saltare anche le riforme istituzionali». A questo punto, sostiene il segretario del Pd, «la cosa importante è cominciare, poi maturerà un'intesa che sia in mezzo ai due testi (le due bozze presentate dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Enzo Bianco, ndr) per trovare il consenso più largo possibile».Una nuova legge elettorale, dunque, un nuovo assetto istituzionale. I primi passi per provare ad invertire la tendenza, per tentare di arginare quella crisi che da alcuni anni sta attanagliando il sistema politico italiano. «La crisi della democrazia italiana – spiega Veltroni nel corso del suo intervento – è molto profonda e può portare ad un distacco tra la classe dirigente e i cittadini». Il segretario del Pd porta molti esempi per cercare di esplicitare quanto sostenuto, uno su tutti, quello dell'emergenza rifiuti in Campania, che, secondo il leader del Pd altro non è che «lo specchio di un Paese che non riesce a decidere perchè paralizzato».Crisi delle istituzioni come incapacità della politica di prendere decisioni. Questo il grave dramma che colpisce oggi il sistema Italia. «Si sta verificando – sottolinea Veltroni – una perdita di autorevolezza a fronte di una incapacità di decidere. Veti, condizionamenti, conservatorismi, ideologie vecchie e nuove – ha insistito – impediscono all'Italia di essere un Paese competitivo. Mai come in questo momento la crisi è radicata nel vissuto degli italiani, esempio sono i cittadini di San Giorgio a Cremano che non riescono ad uscire di casa perché sommersi dalla spazzatura a causa dell'incapacità a decidere».Insomma, secondo il sindaco di Roma, «lo scenario è inquieto: la vita politica italiana mi sembra l'orchestrina del Titanic, attenta ad occuparsi della marginalità delle cose e non della sostanza delle vere questioni e dei problemi delle famiglie italiane». Una considerazione «molto cupa» del segretario del Partito democratico, che vede nella distanza tra la dimensione mediatica della politica e quella reale dei cittadini, una delle più drammatiche anomalie della situazione che stiamo vivendo. «Se il Pd sceglierà la prima», ovvero la dimensione mediatica, «verrà meno alla sua vocazione». Secondo Veltroni, l’obbligo della politica deve tornare ad essere quello di occuparsi delle «cose molto preoccupanti che stanno succedendo nel nostro Paese». Nel suo discorso non manca un riferimento al rischio recessione negli Usa, questione «drammaticamente sottovalutata dalla politica e dall'opinione pubblica italiana. La Banca d'Italia ha reso noto che i dati di crescita subiscono contraccolpi, all'1%, e l'Istat ci dice che il 50% delle famiglie ha a disposizione solo 1.900 euro al mese. Queste – insiste il segretario – sono le preoccupazioni della vita italiana».

venerdì 18 gennaio 2008

Semaforo inutile e dannoso

I consiglieri comunali di opposizione (F. Perrone, S. Stano, A. Cirielli, G. Serafini, G. Stano, L. Caldaralo e F. Catapano) hanno presentato richiesta di un punto all'ordine del giorno per il prossimo Consiglio Comunale sul famoso semaforo di Via Roma, di seguito riportata.

A seguito di numerosi solleciti nonchè manifestazioni di dissenso di tanti cittadini giustificate da altrettante considerazioni sulla giusta o meno utilità del semaforo posizionato in via Roma, tanto da manifestarsi in una massiccia petizione popolare, si chiede di inserire il punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale:

- Semaforo a Via Roma: analisi e possibili soluzioni alternative.

Laterza, 17 gennaio 2008

Sanità e tessere, così fan tutti - Gian Antonio Stella

«Cercasi radiologo targato Ds». «AAA. Cercasi pediatra vicino An». «AAA. Cercasi neurochirurgo convintamente Udc».
Dovrebbero avere l'onestà di pubblicare annunci così, i partiti: sarebbero più trasparenti. Perché questo emerge dalle intercettazioni della «Mastella Dynasty»: la conferma che la politica ha allungato le mani sulla sanità. Padiglione per padiglione, reparto per reparto, corsia per corsia. A donna Alessandrina, che oltre a preparare cicatielli con ragù di tracchiole si diletta di spartizione di poltrone, sarebbero servite «due cortesie: una in Neurochirurgia e una in Cardiologia». Il marito invece, a sentire lo sfogo telefonico del consuocero Carlo Camilleri, si sarebbe arrabbiato assai per «l'incarico di primario a ginecologia al fratello di Mino Izzo... Ma ti pare... Proprio il fratello di uno di Forza Italia che è di Benevento ed è contro di me... Ma non teniamo un altro ginecologo a cui dare questo incarico?». Vi chiederete: che se ne fa Clemente d'un ginecologo «suo»? E poi, con nove milioni di processi pendenti e i tagli folli ai bilanci dei tribunali e i giudici che si portano la carta igienica da casa, come faceva il ministro della Giustizia a trovare il tempo di occuparsi della bottega clientelare? Ecco il punto: è in corso da anni, ma diventa sempre più combattuto e feroce, un vero e proprio assalto dei segretari, dei padroni delle tessere, dei capicorrente al mondo della sanità. Visto come un territorio dove distribuire piaceri per raccogliere consensi.
Vale per il Sud, vale per il Nord. Per le regioni d'un colore o di un altro.
Nella Vibo Valentia in mano al centrosinistra ardono le polemiche sulla decisione di distribuire 40 primariati (di cui 38 a compaesani vibonesi: evviva l'apertura alle intelligenze mondiali), 85 «primariati junior» e 153 bollini d'«alta specializzazione» in coincidenza con le primarie del Pd e il consolidamento del Partito Democratico Meridionale di Loiero, capace di folgorare un uomo noto in città come il primario del 118 Antonio Talesa, prima con An. Nel Veneto divampano quelle sull'«arroganza» (parola del capogruppo leghista in Regione Franco Manzato) di Giancarlo Galan. Il quale è messo in croce da un paio di settimane dai suoi stessi alleati del centro-destra per le nomine dei direttori generali nelle Asl. «Poltrone per la Lega, una. Per An, zero. Per l'Udc, zero. Per i fedelissimi del presidente, tutte le altre», ha riassunto un giornale non sinistrorso come Libero. «Un sistema feudale», secondo Raffaele Zanon, di An. In pratica, accusa Stefano Biasioli, il segretario della Cimo, la più antica delle sigle sindacali dei medici ospedalieri, additata come vicina ai moderati, «Galan ha nominato 23 fedelissimi su 24 direttori. Tranne che a Bussolengo (lì ha dovuto cederne uno al sindaco di Verona Tosi) sono tutti suoi. Di Forza Italia...». Ma non diverse sono le accuse, a parti rovesciate, contro la gestione delle Asl «unioniste» toscane, umbre, emiliano-romagnole, «solo che lì il "partito" è così forte che se ne stanno tutti quieti e zitti», rincara Biasioli. Per non dire dei veleni intorno alla distribuzione di cariche nella sanità campana, cuore delle inchieste di oggi. O degli scontri interni alla destra per l'accaparramento dei posti in Sicilia, dove su tutti svetta l'Udc di Totò Cuffaro. Il quale non casualmente è un medico in una terra in cui i medici (compresi quelli legati alla mafia come Michele Navarra o più recentemente Giuseppe Guttadauro) hanno sempre pesato tantissimo. Quanto questo peso sia attuale si è visto, del resto, alle ultime comunali di Messina. Quando tra i candidati c'erano almeno 111 medici. In buona parte ospedalieri. Tra i quali, in particolare, una ventina del «Papardo», la più importante struttura peloritana: il primario di oculistica e quello del laboratorio analisi, il primario di medicina e quello di neurologia, il primario di pneumologia e quelli di chirurgia vascolare, cardiologia, rianimazione. Quasi tutti schierati con An. E indovinate a che partito apparteneva il direttore generale? Esatto: An. «Li hanno militarizzati tutti», accusò indignato Nunzio Romeo, il candidato del Mpa. Peccato che lui stesso fosse medico e presidente dell'Ordine dei Medici e guidasse a nome del medico Raffaele Lombardo una lista con 41 medici. Pietro Marrazzo, il governatore del Lazio, dice che basta, per quanto lo riguarda è ora di finirla: «Se vogliamo marcare una svolta di sistema io ci sto. Sono qui. Disposto a rinunciare già domani mattina alla facoltà di nominare i direttori generali». Ma quanti colleghi lo seguirebbero? E cosa direbbero i partiti che sostengono la sua giunta all'idea di rinunciare alla possibilità di incidere su un settore chiave come questo? E' una tentazione comune a tutti, accusa Carlo Lusenti, segretario dell'Anao: «Se non sempre, la politica mette il naso 9 volte su 10. Per carità, non c'è solo la politica. Ci sono le lobby universitarie, le cordate, i sindacati... Però...». «E' un'intrusione massiccia. Capillare», conferma Biasioli, presidente della Società ligure di chirurgia Edoardo Berti Riboli: «Nel nostro ambiente si procede soltanto grazie al partito. Fra destra o sinistra non faccio differenze. Hanno la stessa voracità, solo che la sinistra è molto più strutturata». Capita nell'«azzurra» Lombardia dove la stessa Padania scatenò due anni fa una campagna contro «lo strapotere di Comunione e Liberazione negli ospedali regionali». Arrivando a pubblicare un elenco di «primari ciellini» e un'indimenticabile lettera di Raffaele Pugliese. Lettera in cui il primario del Niguarda ricordava ai «suoi» pazienti quanto fosse fantastica la sanità lombarda. Quindi? «Mi permetto di suggerirLe di sostenere la rielezione dell'attuale presidente della giunta regionale Roberto Formigoni». E torniamo al tema: alcuni saranno bravi, altri geniali, altri straordinari. Ma perché dovremmo affidare la nostra pelle a un medico scelto per la tessera? E se il «mio» chirurgo fosse un fedelissimo trombone?

giovedì 17 gennaio 2008

GUARDATE QUESTO FILM

La pellicola narra gli eventi che avvengono "dietro le quinte" (e che rimangono spesso invisibili) in un'unica giornata per collegare i punti tra loro e rivelare come un ambizioso e potente politico che compie delle scelte rischiose a Washington, una giornalista televisiva che insegue una storia importante sotto grande pressione e due soldati coraggiosi spediti in una pericolosa missione segreta, sono tutti collegati ad un giovane in procinto di comprendere il vero potere della libertà, dell'impegno e dell'importanza delle proprie convinzioni.
La storia si svolge su tre fronti, ugualmente tesi ed emozionanti, ognuno presenta degli importanti ostacoli personali. In un ufficio del Congresso, il Senatore che aspira alla Presidenza Jasper Irving (Tom Cruise) sta per fornire una storia sensazionale su una nuova strategia bellica ad una giornalista televisiva che svolge delle ricerche (Meryl Streep): i due portano avanti un feroce gioco tra gatto e topo utilizzando arguzia, fascino e vari sotterfugi. Alla West Coast University, un professore un tempo idealista, il dottor Malley (Robert Redford) si confronta con uno studente capace e smaliziato (Andrew Garfield), che ha bisogno di una spinta perché rischia di non sfruttare tutto il suo enorme potenziale. Nel frattempo, dall'altra parte del mondo, nel cuore della battaglia in Afghanistan, due ex studenti di Malley, Arian (Derek Luke) ed Ernest (Michael Peña), vivono sulla propria pelle i dibattiti e i discorsi dei mentori e dei politici in un acceso combattimento per la sopravvivenza, con delle conseguenze strazianti che avranno ripercussioni sulle vite di tutti loro.

Riunione direzione nazionale Pd

Il Segretario regionale del Partito Democratico pugliese, Michele Emiliano, ha partecipato a Roma alla riunione della direzione nazionale del Pd, alla presenza del segretario Walter Veltroni e del vice segretario Dario Franceschini - clicca sulla foto per vedere il filmato della conferenza stampa -.
Dalla relazione introduttiva del numero due del partito è emerso che in tutto il territorio nazionale, con eccezione della Campania, entro la seconda settimana di febbraio, il Pd sarà operativo in ogni comune d’Italia. Nonostante questo enorme sforzo organizzativo, il partito non ha fatto mancare il suo sostegno al Governo e ha intensificato la sua azione nella promozione delle riforme istituzionali, con particolare riferimento a quella della legge elettorale.

Franceschini ha precisato che la collaborazione che si è aperta con Forza Italia su quest’ultimo tema costituisce esercizio di un’interlocuzione che nulla ha a che vedere con la quotidiana azione politica nella quale la contrapposizione rimane inalterata. Riscrivere le regole della convivenza democratica rende necessaria una condivisione della prospettiva anche con gli avversari. Il Pd ha, quindi, accettato la prospettiva proporzionale per uscire dal bipolarismo coatto che aveva bloccato la democrazia italiana, consentendo a piccole forze politiche e a pochi partiti parlamentari di influenzare le scelte di un intero paese. La negoziazione prevede un premio di maggioranza, non prevede, le preferenze, quanto piuttosto collegi uninominali, nei quali la scelta del singolo deputato è direttamente connessa all’esercizio de diritto di voto dei cittadini e prevede uno sbarramento la soglia del 5%.

Quanto all’attività politica del partito nei territori, entro gennaio verranno attivati i forum tematici coordinati da grandi personalità, non necessariamente militanti, al fine di costituire quest’ultima struttura del partito quale principale luogo dell’apertura alla società civile e più in generale a coloro che non hanno ancora aderito al Pd.

Sempre entro alla fine di gennaio andrà in linea il portale del partito che comprenderà una web tv e partirà una serie di iniziative politiche che gireranno per l’Italia con la compartecipazione organizzativa e finanziaria dei livelli regionali e provinciali. Di particolare interesse l’evento che si svolgerà a Palermo sul tema della criminalità organizzata, quello promosso da Ermete Realacci sui talenti italiani e così pure le iniziative per il trentennale della morte di Aldo Moro.

In Puglia il primo appuntamento sarà quello degli Stati generali che consentirà non solo di individuare la visione strategica del partito nei prossimi anni, ma anche un confronto serrato con i risultati e i limiti dell’azione amministrativa della Regione Puglia.

mercoledì 16 gennaio 2008

17 gennaio, Confererenza dei Capigruppo

Giovedì 17 gennaio alle ore 10,30, presso il Municipio, è stata convocata la conferenza dei capigruppo per discutere il seguente o.d.g. in vista del prossimo consiglio comunale:
1) Pianificazione Edilizia Scolastica;
2) Modifica alla delibera del Consiglio Comunale n. 53 del 6/11/2003 - "somministrazione abbinata all'attività di macelleria";
3) Supermercato Edileco srl - rigetto;
4) Approvazione regolamento referendum consultivo comunale;
5) Cambio denominazione scuola materna da "Collodi" a " Gli Angeli di San Giuliano".

PD Puglia, insediate le commissioni

Lunedì 14 gennaio 2008, dopo l’introduzione del Presidente regionale del Partito Democratico, Loredana Capone -nella foto-, si sono riunite i componenti delle tre commissioni del PD: Statuto, etica e idee. All’affollatissima riunione di insediamento, oltre ai costituenti regionali e alla presidente del partito, Loredana Capone, hanno partecipato il coordinatore del processo costituente, Fabiano Amati, il vicesegretario Michele Mazzarano, nonché molti componenti della Costituente nazionale.

Nello specifico la Commissione "Statuto" dovrà contribuire alla stesura dell'impianto federale dello Statuto nazionale e predisporre una proposta di Statuto regionale, la commissione "Manifesto delle idee”; redigerà una proposta di documento programmatico del Partito Democratico pugliese, mentre la commissione "Codice etico" sarà volta a definire l'universo valoriale di riferimento dei militanti del PD.

L'insediamento delle commissioni, che svolgeranno il loro compito attraverso un confronto aperto e approfondito, costituisce un'ulteriore tappa verso la costituzione del PD pugliese. Nelle sei province pugliesi sono state infatti già fissate le date e le regole per lo svolgimento delle prossime assemblee che condurranno alla nascita dei circoli del PD in ogni comune per l'effettivo radicamento del partito nel territorio. Sono state inoltre lanciate delle grandi iniziative politiche, tra cui quella relativa alla consegna dei certificati di socio fondatore del PD agli elettori alle primarie del 14 ottobre e sono stati previsti dei forum che consentano la più ampia partecipazione possibile dei cittadini e che rappresentino dei momenti di confronto e di dibattito su temi politici ma soprattutto su temi locali di grande interesse per i cittadini, in particolare per i giovani.

Nella commissione “Manifesto delle Idee”, si è svolto un approfondito dibattito per capire quale compito svolgere e in che modo. La mia impressione è che finalmente oltre a parlare di contenitori (organizzazione e incarichi) finalmente si è iniziati a parlare di contenuti. Cercherò di informare e coinvolgere tutti i lettori del nostro blog e gli aderenti del partito democratico di Laterza sui lavori della commissione e sulle diverse posizioni che emergeranno. Martedì 22 gennaio 2008, presso la saletta del gruppo regionale del Pd, alle ore 16 è convocata la seconda riunione della commissione.

Franco Catapano

martedì 15 gennaio 2008

EMILIANO A TARANTO

PER IL FUTURO DI TARANTO


Mercoledì 16 gennaio 2008 ore 17.30
Salone Provincia via Anfiteatro Taranto


ASSEMBLEA PUBBLICA

partecipano:

Michele MAZZARANO

e

Michele EMILIANO

lunedì 14 gennaio 2008

Il Blog del Pd Laterza

A quasi 6 mesi dalla nascita del blog del Pd, è giunto il momento di un bilancio non definitivo dell’ attività svolta in questi mesi alla luce dei risultati che, ben al di là delle nostre aspettative, ci hanno colto di sorpresa.

I numeri parlano chiaro: 8500 pagine visitate attraverso 4300 visite da parte di 1331 visitatori unici assoluti ( cioè il numero dei singoli visitatori che hanno effettuato almeno un accesso ) con una media di permanenza nel blog di 4 minuti per ciascuna visita. Questi risultati non solo ci riempiono di gioia, ma ci incoraggiano a proseguire questo lavoro di informazione che, anche tra alcune difficoltà, abbiamo intrapreso.

Vorremmo a questo punto condividere con voi anche alcuni aspetti emersi dalle vostre visite che ci stanno guidando e continueranno a guidarci nella selezione dei prossimi contenuti e delle prossime iniziative.

Le visite al blog sono state per il 60% visite dirette, quindi si è trattato di visite avvenute attraverso la digitazione nella barra di ricerca del browser dell’indirizzo del sito, per il 15% si è trattato, invece, di visite provenienti dal motore di ricerca google. In quest’ultimo, le parole più ricercate che hanno condotto al blog sono state, Partito Democratico Laterza, Pd Laterza, Franco Catapano, Progeva.

La collocazione geografica degli utenti è molto varia a dimostrazione del fatto che il blog rappresenta un importante mezzo d’informazione per i laertini e soprattutto per i giovani laertini che vivono fuori Laterza.

In questi 5 mesi il numero dei visitatori è cresciuto vertiginosamente in corrispondenza della pubblicazione di post riguardanti tematiche prettamente locali e soprattutto legate alla attività amministrativa, più nel dettaglio in occasione della pubblicazione degli articoli riguardanti la Progeva e il “parcheggio di Villa dei Principi” (a metà settembre) il sito ha ricevuto una media di oltre 75 visite giornaliere con un picco di 81 visite nel giorno 17/9/2007. Questo risultato è rimasto il migliore di sempre nella pur breve storia del nostro-vostro blog.

Altri picchi di accessi si sono avuti in corrispondenza del post riguardante la vicenda della via intitolata alle Industrie Conte, e poi in prossimità delle Primarie del 14 ottobre che con 800 voti hanno consacrato il Pd come una realtà viva e presente nella nostra comunità ( smentendo di fatto una recente affermazione del sindaco che ha parlato del Pd come di un’accolita di soliti sospetti).

Il numero di accessi è tornato a crescere in corrispondenza della Festa del Pd, tenutasi tra la fine del 2007 e l’inizio di questo nuovo anno.

Grande successo hanno anche avuto in questo periodo i sondaggi riguardanti i provvedimenti “più caldi” realizzati dall’amministrazione Cristella. I sondaggi, ancora una volta, ci hanno permesso di comprendere se avevamo imboccato la strada giusta.

Un auspicio per il 2008? Speriamo di ricevere maggiori segnalazioni da voi visitatori attraverso l’indirizzo di posta o attraverso i commenti ai post per dare innanzitutto voce alle vostre osservazioni e per poter continuare nella nostra opera di informazione e denuncia .

Grazie di cuore a tutti!

Partito Democratico di Laterza

venerdì 11 gennaio 2008

Standard & Poor's elogia l'Italia



Standard and Poor's: «Bene l'Italia,Performance impressionante»

LONDRA
- Secondo Trevor Cullinan, primary analist per il rating italiano di Standard and Poor's, i dati di martedì scorso sul deficit/Pil italiano, sceso nei primi nove mesi del 2007 all'1,3%, il risultato migliore dal 1999, «sono il segnale di una performance impressionante in termini di bilancio generale e sono lodevoli gli sforzi compiuti dal governo nella lotta contro l'evasione fiscale» anche se questa «performance migliore del previsto» è dovuta, in parte, anche «a una componente ciclica non quantificabile».

SODDISFAZIONE DI PALAZZO CHIGI
- Alle osservazioni dell'agenzia di rating Palazzo Chigi ha risposto esprimendo «soddisfazione per le valutazioni lusinghiere sugli ultimi dati relativi al rapporto deficit-pil del nostro paese». Secondo fonti della presidenza del Consiglio, questa valutazione rappresenta un «riconoscimento» del lavoro svolto finora dal governo. Da qui la soddisfazione, nella «consapevolezza di aver conseguito risultati importantissimi». «Mi fa piacere - ha poi detto Prodi - perché penso che il rating verrà corretto fra non molto tempo. S&P ha definito estremamente positivo il dato sul deficit e ha aggiunto che non corregge il rating fino a quando non saranno noti cambiamenti nei dati della spesa». Prodi ricorda che «i movimenti sul lato della spesa sono più lenti che sul lato dell'entrata, ma vanno verso la direzione giusta».

Far diventare le città luoghi di apprendimento

Interessante iniziativa della Scuola di Management & Technology di Universus che apre le porte al confronto sui temi dell'apprendimento attraverso il cooperative learning tra tutti i principali attori del territorio, per lo sviluppo e la crescita di individui, gruppi ed organizzazioni pubbliche e private.
L'appuntamento è il 12 gennaio 2008 presso la sede Universus di Bari, in Viale Japigia 188, dalle ore 8.30 - www.universus.it -.
La maggiore complessità che ormai caratterizza il nostro vissuto quotidiano, rende necessario attivare un capillare processo di apprendimento continuo. Tante realtà europee hanno compreso che la loro economia, un futuro più prospero, dipende dalla crescita del capitale umano e sociale di cui dispongono al loro interno.
Diverse istituzioni locali nel mondo sviluppato ed in via di sviluppo stanno pensando e realizzando piani e strategie per promuovere la crescita personale, la creazione sociale e la creazione sostenibile di ricchezza attraverso lo sviluppo del potenziale umano di tutti i loro cittadini.
Il meeting intende approfondire una visione del territorio nuova per attivare processi virtuosi che porti la Puglia a diventare una “learnig region”, costellata da “learning cities”.
Tratto dal sito dell'Ente Organizzatore - www.universus.it

mercoledì 9 gennaio 2008

Statuto, Idee ed Etica, convocate il 14/1/2008

Alle costituenti e ai costituenti Regionali del PD
componenti della commissione Manifesto delle idee

Al presidente della commissione Manifesto delle idee
Al segretario Regionale
Al coordinatore del processo costituente

Carissimi,
si rende urgente, finite le festività natalizie, insediare le commissioni per inaugurare un proficuo lavoro con il massimo impegno di tutti per un confronto aperto e approfondito.
È per questo che abbiamo fissato la data di lunedì 14 Gennaio alle ore 16,30 presso l’Hotel Excelsior a Bari per insediare le tre commissioni con i rispettivi presidenti, avendo raccolto e seguito le Vostre opzioni e procedendo a norma di regolamento.

Agli incontri, che, per garantire l’ordinato svolgimento dei lavori, si svolgeranno in tre sale separate del medesimo hotel, parteciperanno, oltre alla sottoscritta, anche il segretario Regionale e il coordinatore del processo costituente. Le successive riunioni di ciascuna commissione saranno convocate da ciascun presidente.

L’occasione mi è gradita per porgerVi sinceri auguri di buon anno.

La Presidente
Loredana Capone

Biglietti vincenti

L'estrazione della lotteria del Partito Democratico abbinato al lotto del 5 gennaio scorso ha determinato le seguenti combinazioni vincenti:
Bari 86-Roma 73-biglietto invenduto
Bari 58-Roma 3 (biglietto venduto da Arcangelo Mastrodomenico) vinceTelevisore Samsung
Bari 42-Roma 34 (biglietto venduto da Scarati) vince Bici 28

martedì 8 gennaio 2008

Laterza, il Pd spiega le cose buone della politica

Parlare delle “cose buone della Politica”: esercizio impossibile? “No, noi ci crediamo” ha detto senza indugiare Wanda Pucci, con Davide Bellini giovane portavoce del Partito democratico, in apertura dell’incontro con cui, porte spalancate sul 2008, il “partito nuovo” si è presentato, nei giorni scorsi, alla città. Con la Finanziaria messa al centro del dibattito, quell’esercizio si caricava di ulteriori difficoltà nell’affollata (cosa buona, a prescindere) Cittadella della Cultura. Assente Michele Emiliano, il sindaco-primavera chiamato, non a caso, ad essere guida della prima stagione del Pd pugliese, la “sfida” in nome della buona politica è passata tutta sulle spalle di Ludovico Vico, parlamentare jonico a cui la pratica del cimento non fa certo difetto, e di Michele Mazzarano segretario del partito veltroniano nella frastagliata provincia tarantina. Il 14 ottobre (ottocento partecipanti alle primarie laertine), il filo rosso della serata. “Far sapere cosa sta accadendo”: è la “conoscenza da divulgare” l’input richiamato da Vico, per dare visibilità e forza alle scelte “non esaustive, ma buone” adottate in Finanziaria dal governo. Per il sociale, a sostegno del “lavoro e dell’impresa , o viceversa, se volete”, e di uno “stile di vita diffuso ed equo”. Perché - argomenta Vico - se è facile sostenerne uno “solo di una parte della società: pochi ricchi, pochi medi, molti poveri”, molto più difficile è il contrario, è assicurare a tutti, “nel modo più equo possibile”, le stesse opportunità. La partita di Prodi, e del governo, è di “legislatura” indica Vico. E cioè: puntellare la difesa (debito pubblico), per preparare l’attacco (sviluppo). Segnali confortanti dalla strategia di gioco: il tesoretto (2miliardi di euro, dall’evasione fiscale da estirpare: chi paga le tasse va rispettato due volte) utilizzato per eliminare l’abusato “scalone” e far crescere “senza clamori” le pensioni sociali. E ancora, la stabilizzazione del lavoro da una parte, la riduzione delle tasse (Irap, Iref) e la riproposizione del credito d’imposta per le imprese dall’altra: asse per la crescita, dice Vico. E per la politica vera. Assist per Michele Mazzarano. L’avvento del partito nuovo è passaggio-chiave per la politica intenta a riformare se stessa, sostiene, nella sostanza, il segretario provinciale del Pd: semplificare, creare strumenti di governabilità eliminando frammentazione e rendite di posizione, creare un bipolarismo che “non subordini i programmi alle alleanze”, sono le cose da fare. Tutti insieme, però: perché “le regole - scandisce Mazzarano - si cambiano con il contributo di tutti, a partire dal proprio”. In mezzo, le domande dell’uditorio, lanciate sull’accidentato, ma stimolante, percorso. I costi della politica e della vita, il conflitto di interessi e quello generazionale, i Dico tradotti in Cus per “dire non dire”, e tant’altro ancora. Le risposte arrivano, fanno dibattito. Cita “La macchina del tempo” di Wells, per fare sintesi, Ludovico Vico. Parla dei Morlocchi, degli Eloi e della sottesa disuguaglianza sociale che, dividendo, disumanizza e abbrutisce. Futuro da scongiurare. Con la buona politica.

Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
5 gennaio 2008