sabato 12 aprile 2008

VOLTIAMO PAGINA


Care amiche, cari amici,
siamo in vista del traguardo: con una straordinaria rimonta il PD può conquistare la vittoria “meritata”!
Il PD e' un partito riformista che, con un programma ed obiettivi chiari, sostenuto da un unico gruppo parlamentare alla Camera ed al Senato, può in modo forte ed autorevole governare l'Italia, perchè continui ad essere e a svilupparsi come un grande Paese, tra i più avanzati del mondo.
Un entusiasmo continuo e progressivo, ancora in crescita, ha accompagnato questa bella campagna elettorale. Il calore e la passione di decine di migliaia di persone hanno accolto Walter Veltroni in tutte le piazze toccate dal suo "Giro dell'Italia nuova", da Sud a Nord. Scenario che ha caratterizzato le tantissime iniziative diffuse in ogni comune, con le piazze sempre affollate e, spesso, insufficienti a contenere tutta la gente che ha voluto accogliere e stringersi intorno al PD.
Si può fare, lo stiamo facendo!
A questo punto, a poche ore dal voto, voglio rivolgere un appello a tutti coloro che stanno riflettendo e agli indecisi: un invito non tanto al voto utile (in democrazia tutti i voti lo sono), ma a un voto " per il Governo ".
Votare per Veltroni e per il PD significa compiere un atto di fiducia e di speranza nel futuro. In Veltroni e nel PD sappiamo di trovare passione, intelligenza e una forte determinazione per costruire davvero un'Italia migliore. Senza lasciare indietro nessuno.
Per questo mi sono impegnato, senza riserve, fino all'ultimo minuto utile per il voto. Perchè la prima vittoria sia quella della passione e dell'impegno. E vi chiedo di fare altrettanto: incontrate personalmente tutti quelli che potete e invitateli a votare per Veltroni e per il PD.
Vi ringrazio di cuore.
A presto.
Ludovico Vico

venerdì 11 aprile 2008

UN'ITALIA NUOVA SI PUO' FARE: VOTIAMO PARTITO DEMOCRATICO


Buona sera a tutti, questa sera rappresento con i miei amici, il gruppo dei giovani del Pd di Laterza.
Lo scorso 14 ottobre, con le primarie, ancora prima di nascere, il partito democratico ci ha dato una straordinaria e nuova opportunità, quella di diventare protagonisti della politica italiana dando vita ad un nuovo partito politico, il partito del fare. Una ventata di novità assoluta, dopo anni di assopimento politico, che hanno fatto nascere qualunquismi inutili e forti sentimenti di antipolitica. Oggi il partito democratico ha dato una forte scossa a tutto questo, scompaginando lo scenario politico e rimodernandone i sentimenti. Circa 900 laertini e 3.500.00 di Italiani, hanno dato fiducia a questo nuovo partito del fare, che oggi ci chiede di più, ci chiede di dargli forza, potere e legittimazione per arrivare alla guida del nostro paese. Questo, ci viene chiesto in virtù di un programma politico, innovativo, concreto e rivolto al cambiamento, un programma che di fatto e’ un vero e proprio progetto politico per il buon governo dell’Italia dei prossimi anni.
Bisogna pensare per obiettivi, pensare a quello di cui l’Italia ha bisogno, e decidere velocemente le azioni da intraprendere. La politica deve riappropriarsi del suo ruolo, quello di mettersi al servizio dei cittadini, delle imprese e di tutto il sistema produttivo Italiano, entrando nelle problematiche quotidiane, per comprenderne le difficoltà e studiarne le soluzioni. In questo senso e’ orientato il progetto politico del partito democratico, che non prevede demagogia, ma concretezza sulle questioni che ci riguardano, che riguardano tutti noi da vicino.
Nei 12 punti di questo progetto per l’Italia, il Pd ha previsto una serie di interventi a tutto campo, dal pacchetto sicurezza ad un welfare di stampo più universalistico, da un fisco meno opprimente ad una spesa pubblica più razionale. Ma soprattutto ha una particolare attenzione per la questione dei giovani e del lavoro.
Come negare infatti, cari concittadini che la precarietà sia uno dei grandi drammi del nostro paese? Noi giovani, abbiamo bisogno di poter contare su un’Italia che abbia a cuore i nostri meriti, le nostre potenzialità, i nostri talenti e che sia in grado di metterci nelle condizioni di costruirci un futuro. Non si deve più vedere che un giovane per essere valorizzato nelle sue capacità sia costretto ad andare all’estero, no, non deve più succedere perché questi giovani talentuosi devono rimanere in Italia e qui’ devono dare il loro contributo e devono vedere riconosciuti i loro meriti. Il partito democratico ha previsto per la questione del lavoro alcune misure significative, l’attivazione della sperimentazione del compenso minimo legale, l’incentivazione all’apprendistato, durata massima per i contratti atipici pari a 2 anni, la garanzia della continuità dell’occupazione, la tutela del reddito in caso di disoccupazione. E ancora, la questione del mezzogiorno, che ci riguarda da vicino. Il mezzogiorno, non deve più essere considerato la costola malata di questo paese, ne tantomeno come un dissipatore di risorse, ma anzi come motore e opportunità per la crescita dell’Italia intera.
Dobbiamo rimettere il nostro paese in corsa, al pari degli altri stati europei e del mondo,
Non abbiamo più tempo, dobbiamo riconquistare la voglia di fare e di misurarci ai più alti livelli, lo possiamo fare e lo dobbiamo fare perché ne abbiamo il talento.
Abbiamo bisogno certo di una forte iniezione di fiducia per riconquistare una posizione di forza nel confronto e nella competizione, sempre più serrata in un mondo globale che cambia velocemente.
Per poter fare tutto questo c’e’ bisogno di una politica del fare, di un governo forte e determinato al raggiungimento di questi obiettivi e poter così traghettare l’Italia verso una stagione nuova, di ripresa per la crescita e per l’innovazione.
La politica che vogliamo, e’ quella del partito democratico, quella che scalda il cuore e riempie le piazze.
Qualche giorno fa noi del Pd di Laterza abbiamo avuto una straordinaria occasione, quella di conoscere personalmente il candidato premier Walter Veltroni. Quello che ci ha colpito più di tutto, a parte il grande entusiasmo, il nostro e quello che gravitava intorno al nostro leader, e’ stata la sentita consapevolezza che siamo finalmente sulla strada giusta, un’Italia moderna si può e si deve fare.
Finalmente, abbiamo un leader, che viene riconosciuto da tutto il mondo come moderno, europeista e riformista.

Il 13 e 14 aprile facciamoci nuovamente protagonisti del nostro futuro, cambiamo il volto e l’anima di questo nostro paese,
Votiamo partito democratico,
Votiamo per Veltroni presidente.
(Laterza, Comizio 11 Aprile 2008)


Wanda Pucci

Mangano, Maroni con Veltroni: gli eroi sono Falcone e Borsellino

Almeno uno si vergogna. Il leghista Roberto Maroni attacca duramente l’alleato Marcello Dell’Utri. Non è possibile chiamare «eroe» Vittorio Mangano, ex tuttofare di Berlusconi, stalliere di Arcore, condannato all’ergastolo per mafia: «Io condivido le parole di Veltroni – commenta secco l’ex ministro del Carroccio - gli eroi per me sono Falcone e Borsellino».

Ma Maroni boccia Dell’Utri anche su un’altra questione: le polemiche sulla «retorica della Resistenza», la minaccia di «riscrivere i libri di storia» delle scuole italiane. «La resistenza è un capitolo essenziale nella vita delle istituzioni repubblicane e democratiche – replica Maroni - Io non la rimuoverei mai»

Segnali di civiltà molto isolati. Di tutt’altro avviso è il leader di An Gianfranco Fini, che liquida le polemiche di questi giorni con evidente fastidio: «Alla gente normale non gliene può fregare di meno di quello che è scritto sulle prime pagine dei giornali»

Nel Partito Democratico c’è chi, come Rosa Calipari, trova «una buona notizia per il paese sapere che nella Lega non vi è solo chi invoca i fucili o sbeffeggia la bandiera italiana». Ma il vicesegretario del Partito, Dario Franceschini, è molto meno ottimista: «Tutto già visto. Hanno già cominciato i litigi, gli scontri, le dissociazioni e le smentite. Cose che gli italiani vedono ed ascoltano oramai da 15 anni. Berlusconi e Bossi, i veri capi della coalizione, attaccano ogni giorno tutto e tutti, anche il Presidente della Repubblica. E Fini tace, tace, tace».

Tratto da "L'Unità"

ANCHE UN’AGRICOLTURA MODERNA SI PUO’ FARE…

Noi del PD di Laterza, amiamo andare sempre in controtendenza, qualche tempo fa, in un convegno abbiamo osato parlare delle cose buone della politica, questa sera, parliamo di vittoria e sviluppo, legando questi concetti al mondo dell’agricoltura.
E’ vero, ultimamente in Italia, dal mondo agricolo arrivano quasi sempre notizie non positive, imprese agricole in forte difficoltà, costi in continuo aumento, dal prezzo del gasolio a quello dei concimi e dei mangimi, ed una burocrazia sempre più complicata e stressante che sottrae energia al lavoro nei campi, tutti elementi che si riflettono negativamente sul reddito degli agricoltori e sono di forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con una incidenza notevolmente negativa sull’occupazione e sulla competitività.

Questa sera, grazie anche alla presenza del Ministro De Castro, vogliamo rimarcare la necessità di una nuova attenzione politica al settore agricolo ed in particolar modo al suo sviluppo. Come più volte ha sottolineato Veltroni, “far crescere l’agricoltura è una scelta strategica per il paese, dobbiamo cominciare a pensare che per la modernità, l’agricoltura è un fattore essenziale.” Per noi del Pd, è necessario rivalutare l’importanza produttiva dell’agricoltura italiana, che deve diventare un punto di forza del nostro Paese, per questo è necessario:

  1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti diretti al mercato, verso le Politiche di Sviluppo rurale, in coerenza con lo spirito della Politica Agricola Comune, che è stato sostanzialmente tradito nella sua applicazione;
  2. Avviare un intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo.
  3. Porre un efficace freno al processo di continua erosione delle superfici destinate all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo.
Anche un’agricoltura più moderna, si può fare…

Wanda Pucci
Delegata Provinciale PD Laterza

Berlusconi: «Totti è fuori di testa», mentre lui invece ....

IL QUINTO Berlusconi ha chiuso con un finale alla Dorando Petri. In linea con una campagna elettorale che non aveva molta voglia di fare e che ha fatto senza voglia né sogni né miracoli e alla fine anche senza voce. E' arrivato all'ultimo traguardo del Colosseo trafelato, reduce dagli studi di Porta a Porta e dal restauro del trucco, con un'ora di ritardo sulla tabella di marcia, inciampando fra i cavi e le parole.

Ad aspettarlo poche migliaia di persone. Ha subito congedato il principale alleato Fini come fosse un riempitivo ("Ringrazio Gianfranco per avervi tenuti occupati per più di un'ora") e in capo a due minuti aveva già smarrito il discorso ("Ho perso il filo, che cosa stavo dicendo?"). Poi è andato di repertorio, ma soprattutto ha fatto una lunga cronaca della puntata da Vespa appena registrata, vantandosi molto di aver "sbugiardato" per ore il Veltroni della sera precedente.

In pratica si è gloriato d'aver sfruttato in maniera piuttosto ignobile, per quanto efficace, il vantaggio di aver parlato per ultimo, grazie al sorteggio pilotato delle tv. La cosa però alla sua gente è piaciuta parecchio. Nella demonizzazione dell'avversario, che rimane la specialità del Cavaliere, è stato anche brillante, a tratti spiritoso. Il picco esilarante del comizio conclusivo è stato tuttavia un altro, involontario. Quando un Berlusconi al colmo della felicità ha comunicato con un crescendo della (poca) voce la notizia bomba del probabile arrivo di Ronaldinho al Milan. A una folla di romanisti e laziali, muta, perplessa, con una salve di fischi, oltre l'appartenenza politica.

E' la prima volta, in quindici anni, che capitava di vedere Berlusconi fischiato dai suoi fans. E chissà cosa hanno pensato i tifosi romanisti quando poco dopo ha attaccato il loro idolo, il capitano della Roma, Francesco Totti. "Se per la corsa al Campidoglio appoggia Rutelli non ci sta con la testa. Quando uno non ci sta, non ci sta". Apriti cielo, stupore tra i militanti che se ne stavano andando mentre la notizia, attraverso le radio private, faceva subito il giro della città.

L'attacco a Veltroni costituiva almeno la parte nuova, fresca, del discorso berlusconiano, poi scivolato nella seconda parte su slogan ormai logori, vecchie storie di comunismo, il Ponte sullo Stretto, le tre "i", l'abolizione dell'Ici, insomma il riassunto delle puntate precedenti. Tanto che alle prime timide gocce dal cielo, lo stesso popol suo ha cominciato a urlargli: "Silvio, piove!". E lui, allargando le braccia: "Eh, ho capito che piove. Cosa devo fare? Cantare la canzone di Modugno? Se avete pazienza, ora finisco". E ha finito per davvero con un vecchio numero, chiamando sul palco "una bella tosa", Alessandra Mussolini. Questo di tanta speme oggi gli resta.

Tutta la quinta campagna di Berlusconi è vissuta su questo esibire la fatica, quasi il dolore di dover ancora correre per Palazzo Chigi: il "sacrificio", la "grave responsabilità sulle spalle". E' vero che l'ha sempre detto, fin dalla discesa in campo ("Ho deciso di bere l'amaro calice"), ma col sorriso sulle labbra. Stavolta il Cavaliere ha invece la faccia di chi ci crede davvero.

Non stiamo a far questioni sull'implicita offesa arrecata al popolo italiano da un candidato premier che, al posto di essere onorato, si sente avviato a una condanna. Non è il nostro un paese da cogliere tali sfumature. Per una volta vale la pena di considerare piuttosto il suo punto di vista. Da lunedì sera, se si inverano i sondaggi, Berlusconi potrà contare su una maggioranza solida alla Camera e assai incerta, forse addirittura inesistente, al Senato. Da martedì dunque dovrà trovare un cassetto per il programma elettorale e cominciare a trattare con chiunque, dalla Mussolini a Calderoli, per fare qualsiasi cosa.

Al primo consiglio dei ministri dovrà rivelare che non esiste nessuna cordata per Alitalia, nominare un commissario fallimentare e raccontare qualcosa di molto convincente a ventimila persone senza più un posto di lavoro. Lo scenario dell'economia nazionale per i prossimi anni è assai fosco. Il fondo monetario internazionale prevede crescita zero per l'Italia nel quinquennio. Altre fonti autorevoli parlano già di recessione. L'Economist da settimane segnala il rischio che le grandi agenzie di rating declassino il debito pubblico italiano. Un genere di decisione che viene preso una mattina in due salotti della finanza internazionale, dove la considerazione per Berlusconi è zero, e si traduce dal giorno dopo in una strage sociale.

In queste condizioni o arriva una mano santa da sinistra per salvarlo con un qualche inciucio, da giustificare con estrema attenzione, oppure si schiude davvero una specie di "via crucis" per l'inquilino di Palazzo Chigi. Non è una prospettiva esaltante. Per la verità, lo è ancora meno per gli altri sessanta milioni d'italiani. Ma si spera per l'epoca d'essere tutti noi talmente rimbecilliti dalle televisioni da non farvi più caso.

Chi potrà aiutare il settantaduenne premier? Se Berlusconi si guarda intorno, raccoglie davvero poca roba. Le ottocentesche ricette di Tremonti sui dazi doganali. Il federalismo fiscale della Lega, che significa la secessione applicata in economia. Ma la Lega neppure è venuta al comizio conclusivo al Colosseo, ripugnante (per i leghisti) simbolo di romanità. Sul palco Berlusconi ha accanto solo un Fini ormai spento, reduce da una mesta campagna elettorale, tutta vissuta all'ombra dei fratelli maggiori, Berlusconi e Bossi. E' un leader con un grande futuro alle spalle, ormai rassegnato al ruolo di delfino, da giovane di Almirante e ora, cinquantenne, delfino a vita di Berlusconi. Aveva forse i numeri per diventare lo "Chirac italiano" ma non ne ha avuto il coraggio, la forza, l'autonomia.

Intorno a sé, Berlusconi ha giusto il suo popolo, i milioni d'italiani che lo voteranno comunque, perché ancora s'aspettano un miracolo, un colpo di genio o di bacchetta. Perfino quando è lui stesso ad ammettere che miracoli non se ne potranno fare e la bacchetta magica non ce l'ha. Prigioniero alla fine, Berlusconi, di un pezzo d'Italia che gli ha sempre creduto quando raccontava belle bugie e non gli crede l'unica volta in cui rivela una scomoda verità.

(11 aprile 2008 - di CURZIO MALTESE - Repubblica)

Taranto: chiusura campagna elettorale

Taranto Borgo ore 17.30 presso il Comitato Elettorale cittadino di via Nitti, 57 dibattito pubblico sul tema: “Taranto città del futuro…si può fare” partecipa l’on. Ludovico Vico, Candidato alla Camera.

Massafra a partire dalle ore 18.00 manifestazione di chiusura della campagna elettorale con Michele Mazzarano, Vicesegretario Regionale del PD e concerto di E. Bennato.

Lizzano ore 18.30 comizio con Antonio Corigliano, Candidato Sindaco e l’on. Ludovico Vico.

Roccaforzata ore 18.30 comizio con Luciano Santoro, Vicesegretario Provinciale del PD.

Statte ore 19.00 manifestazione di chiusuradella campagna elettorale presso la sede del Circolo con Angelo Miccoli, Sindaco di Statte.

Avetrana ore 19.05 comizio con Luigi Conte, Candidato al Senato e Michele Emiliano, Segretario Regionale del PD.

Pulsano ore 19.20 comizio con Luciano Mineo, Vicepresidente del Consiglio Regionale.

Maruggio ore 19.30 comizio con Donato Pentassuglia, Segretario Provinciale del PD.

Mottola ore 19.30comizio con Rosanna Tinella, Candidata alla Camera e Michele Emiliano.

Montemesola ore 19.30 comizio con Dilva De Simei, Candidata alla Camera e Chiaramaria Anastasia.

Palagiano ore 19.35 comizio con Elisabetta Di Sarno, Segretaria Cittadina del PD e Rocco Ressa, Sindaco di Palagiano.

Sava ore 19.40comizio con Giovanni Battafarano, Capo della Segreteria del Ministro del Lavoro e Luigi Conte, Candidato al Senato.

Faggiano ore 19.40comizio con Domenico Sgobba, Sindaco di Faggiano e Luciano Santoro.

Marina di Ginosa ore 19.40 comizio con Paolo Costantino, Consigliere Regionale.

S. Giorgio J. ore 20.15comizio con l’on. Ludovico Vico.

Martina Franca ore 20.30comizio con Donato Pentassuglia.

Ginosa ore 20.40 comizio con Teresa Galeota e Paolo Costantino, Consigliere Regionale.

Carosino ore 21.00comizio con Donato Pentassuglia.

Fragagnano ore 21.00comizio con Michele Pelillo, Consigliere Regionale.

Grottaglie ore 21.00comizio con Luciano Santoro e l’on. Ludovico Vico.

S. Marzano ore 21.00 comizio con Giampiero Mancarelli, Candidato Sindaco e Luigi Conte, Candidato al Senato.

Monteiasi ore 21.25 comizio con l’on. Ludovico Vico.

Castellaneta ore 21.3 0comizio con Raffaele Mininni, Segretario Cittadino del PD.

Monteparano ore 21.50 comizio con Donato Pentassuglia.

Laterza ore 23.00 comizio con Davide Bellini, Segretario Cittadino del PD, Wanda Pucci, Delegata Assemblea Provinciale del PD, Luca Virgilio, Coordinamento Cittadino e Giuseppe Stano, Capogruppo Comune del PD.

UNA POLITICA NUOVA

Giovedi’ 10 Aprile 2008, il ministro De Castro ha incontrato la cittadinanza di Laterza sul tema “Con noi vince lo Sviluppo”, che puo’ sembrare solo uno slogan elettorale, ma e’ la constatazione assoluta che ciascuno di noi puo’ avere leggendo le piu’ affermate testate giornalistiche italiane ed estere. Il Sole 24 ore, l’ Economist ci indicano come il partito capace di rendere l’Italia un paese moderno e competitivo.

Il Partito Democratico vuole rendere l’Italia un paese moderno, valorizzando l’iniziativa, i talenti e i meriti, e promuovendo un tessuto sociale solidale, attento al benessere di tutti, in cui nessuno si perda o resti indietro. Il PD vuole investire nella produzione e nella diffusione delle conoscenze sia incentivando l’innovazione e la crescita delle imprese, sia valorizzando i talenti custoditi nelle pieghe del nostro variegato territorio, nel fitto tessuto delle comunità locali che da sempre alimentano la grande tradizione agricola e artigianale italiana e la nascita di nuove piccole e medie imprese.
E’ il sistema delle piccole e medie imprese che deve essere sostenuto per far ripartire il Paese e che gran parte di queste imprese “devono essere sostenute e accompagnate da un punto di vista fiscale”.

L’Italia non può vincere la sfida più difficile, quella della competitività, se non riesce a superare definitivamente il divario tra nord e sud. Solo un’Italia unita ce la può fare. Bisogna puntare sul Mezzogiorno, come fatto nella Finanziaria 2008, e puntare sulla sue capacita’ produttive legate al turismo, a nuovi progetti industriali sfruttando un capitale umano fatto di giovani laureati, come l’Alenia Aerionautica a Grottaglie, e all’agricoltura.
“Far crescere l’agricoltura e’ leva per lo sviluppo. Fattore essenziale per la Modernita’” ha commentato Veltroni. Per questo il PD e’ convinto che bisogna :

  • “Favorire la filiera corta e il rapporto diretto tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori.”
  • “Difendere i marchi DOP e IGP a livello comunitario e in sede di accordi WTO”
  • “Incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo Piano e prevedendo la creazione di un Marchio per il Biologico italiano”
  • Bisogna rendere l’Italia un Paese Moderno sulla scia della “Semplificazione, Innovazione e Competitivita’”.
  • Un programma credibile, perche’ fonda le basi su una situazione economica resa stabile dal governo di centrosinistra e su un partito che non accetta compromessi e alleanze ballerine.
  • Un programma che mira alla coesione sociale, che cerca di rappresentare e risolvere il distacco sociale tra imprenditore e operaio, perche’ solo attraverso una sana concertazione si puo’ rendere l’Italia un paese moderno.
Davide Filippo Bellini

giovedì 10 aprile 2008

La svolta del Buonsenso

Ripreso dal blog del partito democratico

Ciao a tutti,
premetto che sono un elettore della lega e che dopo tutti questi anni bruciati dalla miopia politica si era allontanato dalla politica.Sono da sempre un ammiratore della società statunitense ,ne elogio i pregi e condanno i difetti , ma sicuramente per l'organizzazione politica , istituzionale e sociale la rende lontano da noi anni luce.
Con quanto premesso voglio esprimere a Walter tutta la mia ammirazione e apprezzamento per la svolta ideale e politica che sta attuando e che oltre ad essere in sintonia con la normalità europea si potrebbe connettere benissimo con quella statunitense.Il conflitto interiore e le riflessioni che stò facendo , seguendo i dibattiti televisivi, mi stanno indirizzando al consenso verso il PD e Walter. Mi consenta,come direbbe il principale esponente...,di dire che la frizzantezza e la freschezza delle idee esposte unite alla fermezza di cambiare sono doti non di poco conto e le sto trovando in questa meravigliosa nuova realtà.
Per chiudere,spero che questa realtà che avanza e può coinvolgere trasversalmente ogni schieramento,non mi deluda e che i vari Prodi, Berlusconi e prime o seconde repubbliche non rifacciano capolino ma che invece restino relegate nel limbo dell'imbecillità che le ha generate e che vengano sostituite da una nuova realtà che si chiama Italia e italiani.
Walter non so se leggerai quanto scritto ma ti auguro il meglio possibile per fare e non parlare.
Saluti
Massimo

Un nuovo stile politico

Mai avrei pensato di dover commentare il “fascino della politica”. Sono così sorpreso che faccio fatica a trovare le parole giuste per descrivere le mie sensazioni a pochi giorni dal voto. Mi è capitato di conoscere direttamente Walter Veltroni e da allora ho la sicurezza, indipendentemente dal risultato del 13 e 14 aprile, che grazie al suo stile politico l’Italia non sarà più come prima.
Non so voi ma io credo molto nella necessità che la politica ritorni ad appassionare i cittadini, soprattutto i giovani, attraverso delle nuove leadership che abbiano modi e atteggiamenti semplici, pacati, comunicativi e puliti. Per troppi anni si è gridato e affermato ideologie vecchie e defunte.
Mi è piaciuto sentir parlare di futuro, della visione della società e del mondo, e di un nuovo processo politico. Veltroni è capace di evocare una proposta che contiene elementi portanti per avviare il cambiamento e la modernizzazione dell’Italia. Il fascino della riconciliazione e del dialogo, la capacità di parlare a tutti (senza dividere ma unendo), la capacità di ammorbidire i cinici, di recuperare i delusi e di far sperare i disillusi è già un “miracolo politico”.
Il “ma anche” veltroniano si fonda su un patto con tutti i cittadini, impegnandosi ad eliminare la politica dello scontro per aprirne una nuova, legittimata dal dialogo. In sintesi punta, per sbloccare il Paese dalla sua stagnazione economica e culturale, sulla riconquista del rapporto tra politica e cittadini offrendo non più propaganda ma programmi, non più politica contro ma politica per, non più conflitti ma cooperazione.
Ve la sentite di rifiutare una proposta politica così vantaggiosa?
Franco Catapano

Giovedì 10: si conclude a LATERZA (Ta) il tour del capolista al Senato Paolo DE CASTRO

L’Onorevole Paolo De Castro, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali giovedì 10 Aprile parteciperà agli incontri:

ore 15,30 a Gravina in Puglia (BA) nella zona P.I.P. con gli operatori del settore agroalimentare all’azienda “Botromagno” e al Frantoio oleario;

ore 17 a Polignano a Mare (BA) incontro con gli operatori del settore agroalimentare in Piazza Garibaldi;

ore 17 a Locorotondo (BA), visita al Centro Sperimentale Polivalente “Basile Caramia” e alle 18,00 visita all’azienda ortofrutticola “Giacovelli” ;

ore 18,15 a Putignano (BA) ci sarà l’incontro con il Sindaco e dirigenti del PD presso la sezione stessa;

ore 19,45 a Noci (BA) parteciperà al comizio in Piazza Plebiscito con l’Onorevole Enzo Lavarra;

ore 20 a Gioia del Colle (BA) interverrà al comizio in Piazza Plebiscito con il Candidato Sindaco Vito Ludovico.

ore 21 a Laterza (TA) presso la cittadella delle cultura incontro sul tema: “Con noi vince lo sviluppo”. Intervengono Davide Filippo Bellini, coordinatore cittadino, Rosanna Tinella, candidata alla Camera, Wanda Pucci delegata Pd Taranto, Franco Catapano vicepresidente Cia Puglia e Paolo Giannico, vicepresidente Coldiretti Laterza.

Veltroni scrive a Berlusconi. Della serie la classe non è acqua.

Caro Berlusconi,
mi rivolgo a lei perché penso si debba condividere, da italiani prima ancora che da candidati alla guida del Paese, una sincera preoccupazione, resa tale da recenti atti e dichiarazioni politiche. E perché credo sia giusto e doveroso assumere, di fronte al popolo italiano, a tutti i cittadini, un impegno di chiarezza su alcune grandi questioni di principio, questioni che chiamerei di lealtà repubblicana.

Non penso ovviamente agli aspetti legati ai nostri programmi di governo. Questi sono, e devono essere, distinti e alternativi, lasciati al libero confronto politico, come avviene nelle grandi democrazie. Saranno gli italiani a giudicare la bontà delle nostre proposte, la loro concretezza, la loro attuabilità. E chi guadagnerà un solo voto in più, è la mia convinzione che voglio ribadire ancora una volta, avrà il compito e l'onore di governare l'Italia, sulla base proprio del suo programma.

L'impegno che le chiedo e che io sono in grado di assumere con assoluta determinazione riguarda altro, riguarda di più, perché ha a che fare con la vita, l'identità e le istituzioni del Paese; con le basi stesse della nostra convivenza civile, con i valori che la presiedono e che in sessant'anni di storia repubblicana hanno permesso all'Italia di diventare la grande nazione che è, uno dei pilastri della nuova Europa.

Le chiedo allora se è disposto a garantire formalmente e in modo vincolante che lo schieramento da lei guidato, quale che sia il suo futuro ruolo, di opposizione o di maggioranza, non verrà mai meno in alcun modo e rispetterà sempre con convinzione questi quattro fondamentali principi: la difesa dell'unità nazionale, che è il bene più prezioso che abbiamo, il legame che ci fa sentire italiani e orgogliosi di esserlo; il rifiuto di ogni forma di violenza, attuata o anche solo predicata, e per questo portatrice di divisione e di odio; la fedeltà ai principi contenuti nella prima parte della nostra Costituzione, fedeltà che non solo non contraddice, ma dovrà guidare, ogni impegno di adeguamento della seconda parte della Carta; il riconoscimento e il rispetto della nostra storia, della nostra identità nazionale e dei suoi simboli, a cominciare dal tricolore e dall'inno di Mameli.

Gli italiani, su tutto questo, hanno il diritto di avere risposte e certezze. E chi, alla guida del governo o dell'opposizione, si appresta ad assumere le più grandi responsabilità, ha il dovere di assicurare tutto il suo impegno per garantirle, sapendo che prima di ogni altra cosa, al di sopra di ogni interesse di parte, c'è il bene comune, ci sono gli interessi nazionali.

mercoledì 9 aprile 2008

Guardare, sapere ..... e poi Votare

Questa breve campagna elettorale è stata affrontata dai due principali contendenti in modo decisamente asimmetrico, il Pd e segnatamente il suo leader Walter Veltroni, l’hanno incentrata sul programma e sul rapporto con i cittadini tentando di chiarire non solo i punti programmatici, ma anche che un futuro diverso per questo Paese è possibile. Il PdL ha invece proseguito lungo il sentiero di questi ultimi 15 anni, continuando ad agitare fantasmi che sopravvivono solo nella mente di chi non ha idee, di chi non ha un modello nuovo d’Italia da proporre, di chi chiede solo di affidarsi alle proprie capacità taumaturgiche. Ecco quindi il ritorno del solito linguaggio, dei soliti riferimenti, dei soliti spauracchi: il Veltroni-Stalin, il Pd ennesima incarnazione del Partito Comunista, la questione delle tasse e della sicurezza (poste in modo falso e strumentale), tutto questo farcito con la solita dose di cattivo gusto e di ottusa arroganza. Come è possibile dimenticare le dichiarazioni shock rese al mattino e smentite la sera stessa. Ovviamente come al solito si è trattato di malintesi, di mistificazioni della stampa comunista. L’arroganza di chi crede di avere la vittoria in tasca, quasi che il passaggio elettorale fosse una realtà totalmente trasparente ai sondaggi, ha portato ad una serie di attacchi che hanno raggiunto persino i Presidenti della Repubblica, passando per la volgarissima battuta sui precari, le buffonate con la mozzarella campana e da ultimo il riferimento ad una presunta diversità antropologica degli avversari e dei loro sostenitori.
Ciò che però appare più preoccupante è l’appiattimento del PdL, nessuno più osa prendere le distanze da nulla, Fini è ormai il fantasma di se stesso, forse troppo riconoscente nei confronti del Cavaliere per avergli dato la chance di entrare nella stanza dei bottoni per riuscire a levarsi quel sorriso di scherno dal viso e finalmente far capire al popolo italiano cosa ha deciso di fare da grande, se il delfino replicante o lo statista. Da lui ci si sarebbe aspettati una presa di distanza dal richiamo di Bossi ai fucili, o dalla odierna celebrazione berlusconiana di un mafioso definito "eroe". L’escalation è preoccupante, oggi si è tornato a parlare della necessità di riscrivere i libri di storia e di predisporre valutazioni psicologiche dei magistrati.
A questo punto non ci resta che attendere con pazienza la fine di questa ennesima campagna elettorale in cui si è persa nuovamente la possibilità di mettere la parola fine a questo quindicennio fatto di tanto odio e di poche riforme.

Un editoriale di qualche settimana fa del prof. Giovanni Sartori, poneva l’attenzione su come al di là dei programmi elettorali, il parametro discretivo nella scelta di questo o quel partito-programma sia la credibilità del leader che lo propone. Confezionare un bel programma non è così difficile, realizzarne uno anche ben più modesto pone invece diversi problemi.
La credibilità si diceva, quale può essere un parametro valido per misurare la credibilità? Difficile dirlo. Per me, “antropologicamente diverso”, la vicenda delle presunte cordate che avrebbero rilevato Alitalia ha in sé tutti gli elementi di quello che senz’altro la credibilità non è.

Votate Partito Democratico per cambiare l’Italia e porre fine a questa stagione politica.

Francesco Vasto

Carofiglio conquista il Pd di Laterza

Il magistrato, e il politico che verrà, raccontati dallo scrittore: l’altra sera, a Laterza, Gianrico Carofiglio ha tenuto inchiodati tutti i convenuti (tanti) all’apertura della campagna elettorale Pd per le urne di aprile. «Politica e giustizia, non c’è sviluppo senza legalità» il tema dell’incontro. Tutte presenze “consapevoli”, a giudicare dalla vivacità del dibattito, alla Cittadella della Cultura. Filo conduttore, la «Teoria delle finestre rotte»: titolo suggestivo ed efficace, in perfetta sintonia con il personaggio, giudice e “giallista”, e con la serata, in equilibrato contagio fra attesa e curiosità.

Introduce Davide Filippo Bellini, coordinatore cittadino Pd, intervengono il rappresentante provinciale Franco Catapano e il consigliere regionale Paolo Costantino. C’è aria da “we can”, e le parole di Gianrico Carofiglio, candidato al senato per il Partito democratico di Veltroni, aggiungono respiro.

Al centro del suo intervento, il «valore economico» del rispetto delle regole: il futuro sostenibile, sottolinea lo scrittore, passa dalla legalità, e l’illegalità parte dall’inosservanza delle «regole spicciole». Dalle «finestre rotte», appunto. Dalla teoria secondo cui una finestra rotta porta a pensare ad assenza di regole e induce i passanti a romperne altre, innescando meccanismi vandalici che poi portano al grande crimine. Parla di William Bratton, Gianrico Carofiglio. Del capo della polizia metropolitana di New York chiamato dal sindaco Giuliani a contrastare la crescita esponenziale di violenza nella metropoli statunitense, all’inizio degli anni ’90, e della teoria della regola spicciola (poliziotti impegnati, tra la diffidenza generale, a controllare l’abusivismo dei viaggiatori senza biglietto, in metropolitana) applicata con successo: «Nel ’94 - racconta Carofiglio - l’abusivismo è praticamente scomparso, i reati gravi sono al minimo storico e Bratton è nominato capo della polizia di superficie». La sintesi-metafora passa: è il rispetto delle “regole quotidiane” la chiave di tutto.

Il candidato Pd cita Veltroni e la Spagna, paese «in cui un’impresa può collocarsi nel territorio in due settimane», richiama il dovere di «andare a votare» e invita con Gramsci a combattere l’indifferenza «forza bruta che strozza l’intelligenza e la democrazia», vede «rappresentati e rappresentanti come vasi comunicanti», e con Malraux indica che «non si fa la politica con la morale, ma neanche senza». Il politico che verrà: «Pronti dispositivi legislativi a costo zero» preannuncia, accennando «ai processi in contumacia da eliminare» e, in tema di sicurezza sul posto di lavoro, all’articolo 28 dello statuto dei lavoratori da modificare. Parla della candidatura accettata «con entusiamo»: «Un’avventura collettiva da vivere, in un momento di grandi cambiamenti». Stuzzica la sinistra dell’arcobaleno: «Non vogliamo essere critici, ma colorati sì». Incalza il Pdl: «L’Italia è in piedi, è la politica che deve rialzarsi: è quello che faremo». Riparando finestre.

Francesco Romano
“Gazzetta del Mezzogiorno” del 31 marzo 2008

LA POLITICA DEL FARE

In solo 21 mesi abbiamo:rimesso in ordine la finanza pubblica e favorito lo sviluppo ridotto in modo significativo l’evasione fiscale avviato la redistribuzione della ricchezza. Il giudizio sul Governo Prodi è spaccato in due. Alcuni politici, soprattutto gli esponenti del Centro Destra, dicono che questo Governo ha messo in ginocchio l’Italia; altri,come gli esponenti delle Associazioni economiche-sociali e gli osservatori internazionali, ne danno un giudizio positivo, dicendo che è riuscito a ridare un’immagine di affidabilità e di serietà al sistema Italia nel mondo.Il nostro Paese ha un problema enorme: il debito pubblico.Ogni anno lo Stato paga 70 milioni di interessi sui titoli emessi per far fronte al debito. Inoltre, quando siamo arrivati al Governo la situazione era in via di peggioramento, nel senso che la Comunità Europea aveva ufficialmente richiamato l’Italia perché le politiche del Governo di centro destra avevano fatto aumentare il debito, senza però investire nelle politiche sociali e di sviluppo.Il Governo Prodi, con la prima Finanziaria, si è impegnato per riportare il debito entro i limiti fissati dall’Europa e per costruire condizioni favorevoli allo sviluppo.Con determinazione ha intrapreso la lotta all’evasione fiscale. Oggi il successo di queste scelte ci viene riconosciuto da tutti, tranne che dal centro destra, perché ammetterlo significherebbe ammettere anche gli errori che avevano commesso quando erano al Governo.Con la seconda Finanziaria è stato intrapreso l’impegno per l’equità.Un impegno che vede noi parlamentari del Sud in prima fila verso uno sviluppo equo e dovuto delle esigenze del Mezzogiorno d’Italia.Ed è sul fronte del Meridione che si muove sottilmente questa campagna elettorale. Perché non può esistere sviluppo senza un’azione coordinata di tutto il Parlamento e soprattutto della sua futura maggioranza. Un pericolo,quello di una deriva nordista, che va affrontato qui nella nostra terra e che solo il Partito Democratico può garantire.Taranto e la sua provincia, più di altri territori, hanno bisogno di queste attenzioni. Hanno bisogno di ragionare sull’asse dello sviluppo, sull’asse delle proprie potenzialità.Ma occorre anche saperle rappresentare, gestire e renderle tema e priorità nazionale, così come è già accaduto per il Tavolo Istituzionale istituito alla Presidenza del Consiglio, all’indomani del dissesto, in favore della città di Taranto.In questa direzione si è mosso il mio impegno qui rappresentato in una sintesi degli interventi più rappresentativi per l’Italia, per il Mezzogiorno e per il mio territorio.

La Politica in Numeri :

Per l'Italia:

• Taglio dell’IRAP;
• Esclusione degli studi di settore;
• Semplificazione fiscale per i professionisti, per gli artigiani e perle microimprese;
• Approvazione della Legge per la valorizzazione ed il sostegno aiPiccoli Comuni;
• Istituziono del Credito d’Imposta per gli studi associati dei liberiprofessionisti (non inferiore a 4 e non superiore a 10);
• Bonus del 55% per l’acquisto di caldaie ecologiche;
• Programma pluriennale per la costruzione,per l’acquisto e per la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare;
Riduzione dell’ICI per la prima casa.

Per il Sud:

• Decorrenza dal1°gennaio2007 della Visco Sud per il creditod’imposta per gli investimenti;
Credito d’imposta perl’occupazione (333 euro perlavoratore, 416 per l’assunzionedi donne lavoratrici);
Credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato(comprese le aziende agricole) del Sud;
• Rideterminazione delle risorse aggiuntivedestinate al FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate)
• Immissioni delle graduatorie dei dirigentiscolastici.

Per la Puglia:

• Misure per fronteggiare gli incendi verificatisi in Puglia e nel Molise;
Assunzione degli ispettori del lavoro alla regione Puglia;
• Valorizzazione delle professionalità del Gruppo Sviluppo Italia;
• Misure straordinarie per la stabilizzazione degli LSU nel triennio 2008-2010;
Aiuti al settore della produzione agrumicola.

Ludovico Vico

martedì 8 aprile 2008

Giovedì 10 aprile il ministro De Castro a LATERZA

Paolo De Castro è Professore Ordinario di Politica Agraria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Bologna. Si è laureato con 110 e lode in Scienze Agrarie presso la stessa Università nel 1980, è sposato ed è padre di due figli. E' Presidente della Fondazione Qualivita e Direttore Responsabile della Rivista di Politica Agraria Internazionale edita dall'Informatore Agraria di Verona.
Da gennaio 2001 fino a maggio 2004 ha presieduto l’Istituto bolognese di Studi Economici “Nomisma”. Da giugno 2000 a dicembre 2005 è stato Presidente della Società di Servizi di Confcooperative, “Elabora Soc. coop”. È accademico ordinario dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura di Bologna, dell’Accademia Economico Agraria dei Georgofili di Firenze, dell’Accademia Agraria di Pesaro e dell’Accademia Nazionale di Treja (AN).
Dal 1996 al 1998, è stato Consigliere Economico del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e Consigliere Economico del Ministro delle Risorse Agricole e Forestali, Michele Pinto. Dal 1° giugno al 31 dicembre 2000 è stato nominato Consigliere speciale del Presidente della Commissione Europea. Dal 21 ottobre 1998 al 25 aprile 2000 è stato Ministro delle Politiche Agricole e Forestali nei due Governi D’Alema.
Nel novembre 2000 è stato nominato dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi "Cavaliere di Gran Croce Al merito della Repubblica Italiana". Candidato alle Elezioni Politiche del 9-10 aprile 2006 in Puglia nella lista dell'Ulivo, è stato eletto nella XV Legislatura. E' stato nominato Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il 17 maggio 2006 nell'attuale Governo presieduto da Romano Prodi.
E' candidato nella Regione Puglia come capolista al Senato nelle Elezioni Politiche del 13-14 Aprile 2008. Le aree di ricerca di cui si è maggiormente occupato sono: la cooperazione agricola nei Paesi CEE; la politica agricola comunitaria; la dinamica delle strutture agricole; l’applicazione dell’informatica in agricoltura; gli strumenti d’analisi dell’azienda agraria; gli studi di filiera su ortofrutta, vino, olio, pasta e conserve vegetali, pesca; l’analisi del commercio con l’estero; le industrie agroalimentari con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia; gli studi comparati di politica agraria in Europa.
È coordinatore scientifico del Centre International des Hautes Etudes Agronomiques Mediterranéens (C.I.H.E.A.M.) di Parigi, e direttore scientifico della rivista Genio Rurale: rivista di Scienza dell’estimo e del territorio dell’Edagricole. E’, inoltre, socio della Società Italiana degli Economisti Italiani (SIDEA) e della European Agricultural Economics Association (EAEA). È autore di oltre 100 pubblicazioni ed ha partecipato in qualità di relatore a numerosi convegni e seminari di carattere scientifico, sia a livello nazionale che internazionale.