TARANTO - Nuovi traguardi per il Consorzio Trasporti. Lunedì prossimo il presidente Giovanni D’Auria presenterà gli obiettivi aziendali per il 2009, non senza aver trac-ciato un bilancio dell’attivi-tà svolta nel 2008. «E’ stato un bilancio più che positivo – afferma il presidente D’Auria – ma adesso vogliamo concentrare le nostre attenzioni soprattutto sulle azioni che saranno messe a punto nell’esercizio che ci apprestiamo ad inaugurare, come ad esempio il nuovo concorso per autisti e le 12 schede progetto inserite nel Piano Urbanistico della Mobilità del territorio provinciale». Nel 2008 il Ctp si è distinto per il lodevole tentativo di promuovere una nuova cultura della mobilità. Un esempio su tutti: il servizio discobus. Chi avrebbe mai detto che i ragazzi avrebbero preferito prendere il pullman per andare in discoteca? L’esperimento è sostanzialmente riuscito, grazie anche ai messaggi persuasivi in questa direzione partiti proprio dai dee jay con l’obiettivo di superare quella cultura dello “sballo”, che troppe volte si traduce in un bagno di sangue sulle strade nelle notti dei week end. Altra iniziativa di particolare valore sociale è stata quella del trasporto dei braccianti nei campi. Un modo concreto per combattere la piaga del caporalato, grazie al progetto della Provincia. Insieme a D’Auria lunedì ci saranno il vice presidente D’Andria, il direttore generale Rochira e il direttore d’esercizio Ciccimarra.venerdì 16 gennaio 2009
Consorzio Trasporti:progetti e assunzioni
TARANTO - Nuovi traguardi per il Consorzio Trasporti. Lunedì prossimo il presidente Giovanni D’Auria presenterà gli obiettivi aziendali per il 2009, non senza aver trac-ciato un bilancio dell’attivi-tà svolta nel 2008. «E’ stato un bilancio più che positivo – afferma il presidente D’Auria – ma adesso vogliamo concentrare le nostre attenzioni soprattutto sulle azioni che saranno messe a punto nell’esercizio che ci apprestiamo ad inaugurare, come ad esempio il nuovo concorso per autisti e le 12 schede progetto inserite nel Piano Urbanistico della Mobilità del territorio provinciale». Nel 2008 il Ctp si è distinto per il lodevole tentativo di promuovere una nuova cultura della mobilità. Un esempio su tutti: il servizio discobus. Chi avrebbe mai detto che i ragazzi avrebbero preferito prendere il pullman per andare in discoteca? L’esperimento è sostanzialmente riuscito, grazie anche ai messaggi persuasivi in questa direzione partiti proprio dai dee jay con l’obiettivo di superare quella cultura dello “sballo”, che troppe volte si traduce in un bagno di sangue sulle strade nelle notti dei week end. Altra iniziativa di particolare valore sociale è stata quella del trasporto dei braccianti nei campi. Un modo concreto per combattere la piaga del caporalato, grazie al progetto della Provincia. Insieme a D’Auria lunedì ci saranno il vice presidente D’Andria, il direttore generale Rochira e il direttore d’esercizio Ciccimarra.mercoledì 14 gennaio 2009
La Comunità montana annuncia altre chiusure?
L'illacrimata sepoltura. Dicevano i “patres”: “de mortuis nisi bene” (dei morti non si dica che bene) e aggiungevano: “Parce sepulto” (risparmia il sepolto). Il lettore si domanderà stupito: ma perché il “Corriere” parla latino?E come parlare di un ente pubblico che affidava i campi a chi nei campi non era mai stato, per 27 mila euro, dicendo di farlo per “intuitu personae” (personale percezione)?La celia, ma anche il “parce”, deriva dal senso di sollievo per la chiusura di un ente inutile a furor di popolo, la Comunità montana di Mottola, che cominciava dai 39 metri di Palagiano, un campanile, e finiva ai 363 di Laterza. Non era inutile solo questa comunità montana, ma lo sono tutte, anche quelle dei Comuni appollaiati su monti veri. Le comunità montane sono reperti di un'archeologia amministrativa divenuta poi metastasi partitocratica: dall'essere centri propulsivi di piccolissimi comuni, son diventate dispensatrici di poltrone e patacche. E con le comunità montane l'Italia è piena di enti utili solo a chi li occupa, dalle Province alla gramignosa pletora di consorzi, il cui costo, usato per altri scopi, sarebbe benefico a molti. Si pensi, per fare una cifra, che le province costano 16 miliardi l'anno: una finanziaria. Ma nessun partito le vuol chiudere, perché in questi enti inutili sono al lavoro i valvassini di “lor signori”, coloro che dovrebbero nutrire il collegamento fra politica e popolazione, l'incarnazione della democrazia, e che invece sono un altra causa del distacco fra la politica e la popolazione, altra lesione della democrazia.Per tornare ai “patres”, costoro solevano dire: “Senatori probi viri, senatus mala bestia” (i senatori sono brave persone, è il senato che è una mala bestia). A sentire i dirigenti di questi enti, tutti sono autori di encomiabili opere; e alcune opere avevano bisogno di tutor, anche la comunità montana mottolese ha al suo attivo alcune pregevolezze: l'ultima presidenza s'è occupata di Lsu, di piani eolici, ha pensato a molte altre cose necessarie; però tutte cose che, per essere fatte non avevano bisogno di una corte celeste, o dei miracoli, ma di un semplice assessore comunale.La chiusura delle comunità montane di pianura è la classica solitaria “rondine che non fa primavera”; ma la sua “illacrimata sepoltura” (Foscolo, A Zacinto), fa sperare che annunci la chiusura di altri enti inutili.Boccia (Pd): un patto per Taranto con Riva
Professor Boccia, ora è l’industria dell’acciaio in grave difficoltà per la crisi. A quasi tre anni dal dissesto sembra che gli incubi per Taranto non finiscano mai.Lavori allo stadio chiesto il processo
Il Partito Democratico sollecita le dimissioni del sindaco Cristella e di tre assessori.«La richiesta di giudizio avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino sulla vicenda dell'affidamento diretto dei lavori di completamento del campo sportivo in contrada Madonna delle Grazie realizzati dalla società Mondo conferma le nostre valutazioni sull'operato spregiudicato delle amministrazioni Cristella I e II». A sostenerlo in una nota inviata agli organi di informazione è il circolo laertino del Partito Democratico. «Gli affidamenti diretti – ad esempio Palazzo Marchesale e vicenda Eureco (risparmio energetico nella pubblica illuminazione bloccato dalla opposizione) – e l'esagerato ricorso allo scomputo degli oneri concessori delineano una gestione opaca nella esecuzione di lavori pubblici. Tale gestione evidenzia la continua confusione e prevaricazione del ruolo politico su quello tecnico-amministrativo. Più volte abbiamo denunciato la parzialità e la discrezionalità nell'assunzione di atti e delibere che alimentano un clima di clientelismo e illegalità diffusa da cui deriva un danno economico ma soprattutto d'immagine per l'intera comunità laertina. Attesa la gravità dei reati contestati il Pd chiede la costituzione di parte civile del Comune di Laterza da far valere dinnanzi al giudice delle udienze premilinari». «Ci rendiamo altresì conto - si legge nel comunicato del Pd - della difficoltà oggettiva da parte dell'attuale Giunta ad ottemperare a questa legittima richiesta, visto che quattro degli otto attuali componenti di Giunta sono essi stessi indagati ed il vice sindaco Pugliese è difensore di alcuni di essi. Prevarrà l'interesse personale o quello della comunità laertina? Per risolvere questo conflitto d'interessi servirebbe da parte del sindaco Cristella e degli assessori Saccomanni, Minei e Colacicco un gesto di responsabilità istituzionale e di rispetto dei cittadini (nonché di "veri uomini"), che non può che prescindere dalle immediate dimissioni».
martedì 13 gennaio 2009
Quel campo caduto... in disgrazia
LATERZA – Il “modello Laterza” è inciampato su una zolla sintetica. Il terreno di gioco dello stadio, appunto, è la pietra dello scandalo in cui sono incappati il sindaco Giuseppe Cristella e i componenti della sua prima giunta. Una richiesta di rinvio a giudizio non è una sentenza ma di sicuro rappresenta un “sassolino” fastidioso, soprattutto per chi amministra denaro pubblico, si tratti di un politico o di un tecnico. È per questo che da ieri a Laterza molti si chiedono: «E ora che succede?». La risposta più chiara e netta la offre a caldo un leader del Pd: «Chiederemo le dimissioni del sindaco». E dunque stiamo a vedere che succede...La botta, comunque, è forte. Ancora di più, se si vuole, del “botto” che a febbraio 2007 squarciò il portone del Municipio in una notte buia che, ancora, non ha responsabili. Era un segnale del fatto che là sopra qualcuno voleva metterci piedi e mani e giocare sporco: il Comune, però, era la “vittima”.
Tornando al caso-stadio, il sindaco Cristella getta acqua sul fuoco: «La richiesta del p.m. era prevedibile, anzi me l'aspettavo. Ora aspetto sereno e tranquillo il giudizio del Gup». Lo scivolone, previsto sinchè si vuole, rischia però di azzoppare politicamente proprio il sindaco che bada “ai fatti e non alle parole”. Certo, bisognerà aspettare la fine della fiera per conoscere se esistono e quali sono le responsabilità personali, ma gli addebiti sono comunque pesanti: falso, abuso d'ufficio e truffa.
E allora torna alla mente quel 23 ottobre 2004 in cui lo stadio Madonna delle Grazie – il corpo del reato – fu inaugurato in pompa magna. Gradinate stracolme di gente per un fine benefico, i vip dello spettacolo in campo contro la nazionale dei sindaci rinforzata dal futuro ministro Fitto, flash e telecamere a riprendere il grande evento. C’era anche un arbitro d’eccezione, l’ingegner Carlo Longhi detto “er moviola” (finito pure lui nella delibera incriminata, ma estraneo alla vicenda giudiziaria) a sancire la regolarità del gol del sindaco Cristella che, oggi, per uno strano contrappas
so è finito “fuori gioco” proprio per colpa del suo gioiello (non il gol, ma lo stadio) o, forse, per via della sua voglia strabordante di lasciare ai posteri «qualcosa che si può toccare». Magari senza badare troppo ai particolari. Che, tuttavia, come dimostra il caso dello stadio possono assumere traiettorie impreviste sino a diventare un macigno. Quello giudiziario il sindaco e i suoi compagni di strada dovranno affrontarlo con i tempi della giustizia, più lunghi di quelli della politica. E il dubbio, Cristella non lo nasconde: «Strano che queste cose capitino sempre in periodo pre-elettorale». Già, le scadenze incombono: le provinciali nel giugno 2009 e un anno dopo le regionali. Traguardo, quest’ultimo, per cui Cristella si sente già pronto e con le carte in regola - cioè i voti di più della metà dei laertini, visto che alle ultime comunali ha vinto col 56% - per strappare una candidatura al grande capo provinciale Pietro Franzoso che, di quel sindaco umorale ma d’impatto, ha quasi fatto un front-man. Uno da portare in giro come una “madonna pellegrina” per dimostrare che FI-Pdl sforna amministratori in gamba.Peccato che per un altro strano gioco della sorte proprio venerdì, il giorno infausto della richiesta di rinvio a giudizio per la prima giunta Cristella, sia passato da Taranto l'on Fabrizio Cicchitto a parlare di morale e politica: «Nessuno può cavalcare la questione morale, restiamo garantisti». Cavalcarla no, ma affrontarla magari sì.
Cristella, comunque, non indietreggia: «Le carte e lo stadio - spiega al Corriere - sono lì. Se c'è stato un errore tecnico sarà verificato, perchè noi politici non abbiamo sbagliato. Abbiamo avallato un parere tecnico che era favorevole e diceva che quel manto era brevettato e poteva realizzarlo una sola azienda. Tutto è partito da una denuncia anonima e io non posso far altro che aspettare i passaggi che la Magistratura deve fare: ma senza nessuna preoccupazione, perchè nessuno di noi ha preso un euro».
I suoi avversari, però, non fanno sconti: «La richiesta di rinvio a giudizio - è la linea del Pd espressa più a freddo in una nota - avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino conferma le nostre valutazioni sull'operato spregiudicato delle Amministrazioni Cristella I e II. Gli affidamenti diretti e l'esagerato ricorso allo scomputo degli oneri concessori delineano una gestione opaca nella esecuzione di lavori pubblici, con la continua confusione e prevaricazione del ruolo politico su quello tecnico-amministrativo». «Più volte - insistono dal Pd - abbiamo denunciato la parzialità e la discrezionalità nell'assunzione di atti e delibere che alimentano un clima di clientelismo e illegalità diffusa da cui deriva un danno economico ma soprattutto d'immagine per l'intera comunità laertina. Attesa la gravità dei reati contestati il Pd chiede la costituzione di parte civile del Comune di Laterza da far valere dinnanzi al Giudice delle Udienze Preliminari. Ci rendiamo altresì conto della difficoltà oggettiva da parte dell'attuale Giunta ad ottemperare a questa legittima richiesta, visto che quattro degli otto attuali componenti di Giunta sono essi stessi indagati ed il vicesindaco Pugliese è difensore di alcuni di essi. Per risolvere questo conflitto d'interessi servirebbe da parte del sindaco Cristella e degli assessori Saccomanni, Minei e Colacicco un gesto di responsabilità istituzionale e di rispetto dei cittadini (nonché di "veri uomini"): le immediate dimissioni».
Destino beffardo, comunque, per lo stadio intitolato alla Madonna delle Grazie: finito in disgrazia per colpa di un tappeto verde.
Massimo D'Onofrio
Corriere Del Giorno
11/01/2009
Quiz Mania.
Si è diffuso in tutta Italia il quiz mania.Genitori con l’ansia di avere figli superdotati, dei geni, pagano fino a 300 euro per misurare l'intelligenza degli eredi.
La loro ansia, probabilmente, è dovuta al fatto che hanno il timore di avere un figlio genio: gestire un genio è difficile, mentre è più facile gestire uno “normale”.
A “Lo voglio bene il mio Paese”, il super assessore alla befana, SCACCO MATTO, con i soldi che avrebbe dovuto spendere per le feste natalizie, ha accompagnato il Number ONE del pdl Gisella KRISTALLIN a un test per misurare l’intelligenza.
Gisella KRISTALLIN, considerato iper-dotato, iper-capace, iper-competente, ha affrontato prove difficili, come ad esempio il distacco dal suo primo padre politico, Vito “CHE” Cassano, dal secondo, Peppino, accusato di fare la cresta all’ASL, dal “fratello” FEFE’, che i pugliesi hanno cacciato dopo aver distrutto la sanità.
Attualmente per sollecitare quelle competenze innate, “và a bottega”, come si dice in Toscana, da Pierino, che inneggia all’ inquinamento prodotta dall’ILVA per giustificare gli appalti miliardari che Riva gli passa e ha chiesto, all’apprendista “P”, un testo di intelligenza per poter arruolarlo come porta borsa alle prossime elezioni provinciali.
I due compari, Gisella KRISTALLIN e SCACCO MATTO, si sono recati ad Arcore dove sono stati sottoposto entrambi a un test di intelligenza dallo psiconano in persona.
I cittadini di “Lo voglio bene al mio paese” possono stare tranquilli: l’elettroencefalogramma dei due risulta piatto.
Avranno una vita normale, non saranno sfruttati, ne tantomeno massacrati da mille attività, avranno molto tempo libero per continuare a stare in apnea come hanno messo il paese da oltre sei anni.
lunedì 12 gennaio 2009
L'incoscienza della malattia
Di seguito riportiamo un commento approfondito, serio e di estrema attualità, ci dispiace solo che è anonimo. Non intendo prendere alcuna posizione innocentista o colpevolista con riferimento agli imputati.
E tante leggi amministrative e penali dovrebbero presidiare questi principi.
E’ come la raccomandazione.
Si sa che l’Italia è un Paese dove la raccomandazione è molto praticata.
Oggi il “sistema Paese” (come si usa dire) è alle corde.
Appare evidente che non sopravviverà a questo andazzo.
Qualcuno ha detto: “si può mentire a qualcuno per sempre, a tutti per un certo tempo, ma non a tutti per sempre”.
Dicevo che è in discussione la stessa sopravvivenza degli ultimi presìdi di legalità.
La Procura accende i riflettori su corruzione e reati contro la Pubblica Amministrazione
TARANTO - Riflettori puntati su corruziuone e reati nella pubblica amministrazione, ma anche su usura e racket delle estorsioni. I mali di Taranto si rispecchiano perfettamente nelle sezioni specializzate introdotte dal procuratore capo Franco Sebastio all’indomani del suo insediamento.Il capo della Procura che ha rimpiazzato l’uscente Aldo Petrucci, ha rivisitato le sezioni, introducendone due nuove di zecca.
Di particolare interesse è proprio quella che si occuperà di delitti nella pubblica amministrazione. Un cancro per la nostra città che dal 2000 in poi è stata spazzata da scandali sia nella sanità sia nella gestione del Comune. Vicende che si sono concretizzate in autentici saccheggi di ingenti risorse pubbliche. Sarà lo stesso Sebastio a guidare la sezione nuova di zecca. Così come, il procuratore guiderà quella che affronterà lo spauracchio del racket delle estorsioni e dell’usura. Si tratta di aspetti della criminalità che nelle scorse settimane hanno fatto capolino a Taranto con una serie di attentati di stampo chiaramente intimidatorio. Spie di un qualcosa che certamente cova sotto la cenere e che la procura non intende minimamente sottovalutare.
Rispetto al passato, inoltre, il procuratore tarantino doc ha inteso rafforzare la sezione specializzata sui reati ambientali, altra evidentissima emergenza della città dei due mari.
Ed in quest’ottica si comprende anche la scelta di puntellare il pool che si occuperà di infortuni sul lavoro. Questa sezione sarà guidata dal nuovo procuratore aggiunto Pietro Argentino che coordinerà anche quella che porterà avanti le indagini sui casi di maltrattamenti in famiglia e reati a sfondo sessuale.
domenica 11 gennaio 2009
Comunicato Stampa - Pd Laterza: Truffa, Falso e Abuso di ufficio
La richiesta di giudizio avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, sulla vicenda dell'affidamento diretto dei lavori di completamento del Campo Sportivo in contrada Madonna delle Grazie alla Società Mondo S.p.A., conferma le nostre valutazioni sull'operato spregiudicato delle Amministrazioni Cristella I e II.Gli affidamenti diretti – es. Palazzo Marchesale e vicenda Eureco (risparmio energetico nella pubblica illuminazione bloccato dalla opposizione) – e l'esagerato ricorso allo scomputo degli oneri concessori delineano una gestione opaca nella esecuzione dei lavori pubblici.
Tale gestione evidenzia la continua confusione e prevaricazione del ruolo politico su quello tecnico-amministrativo.
Più volte abbiamo denunciato la parzialità e la discrezionalità nell'assunzione di atti e delibere che alimentano un clima di clientelismo e illegalità diffusa da cui deriva un danno economico ma soprattutto d'immagine per l'intera comunità laertina.
Attesa la gravità dei reati contestati il Pd chiede la costituzione di parte civile del Comune di Laterza da far valere dinnanzi al Giudice delle Udienze Premilitari.
Ci rendiamo altresì conto della difficoltà oggettiva da parte dell'attuale Giunta ad ottemperare a questa legittima richiesta, visto che quattro degli otto attuali componenti di Giunta sono essi stessi indagati ed il vice-Sindaco Pugliese è difensore di alcuni di essi.
Prevarrà l'interesse personale o quello della comunità laertina?
Per risolvere questo conflitto d'interessi servirebbe da parte del Sindaco Cristella e degli assessori Saccomanni, Minei e Colacicco un gesto di responsabilità istituzionale e di rispetto dei cittadini (nonché da "veri uomini"), che non può che prescindere dalle immediate dimissioni.
sabato 10 gennaio 2009
Lavori allo stadio di Laterza il p.m. chiede il processo
Le memorie difensive e le argomentazioni illustrate in sede di indagine dagli inquisiti non hanno fatto breccia: il procedimento avviato sulla realizzazione del campo di calcio in erba sintetica a Laterza e sui lavori di completamento dello stesso impianto sportivo deliberati cinque anni fa sfocia in una richiesta di rinvio a giudizio. Ad aver preso questa decisione è stato il titolare del fascicolo, il sostituto procuratore dott. Pietro Argentino. Il quale, al termine di un'attività investigativa che ha fatto soprattutto leva sull'esame di una corposa documentazione e sulle consulenze tecniche disposte nel corso delle indagini, ha chiuso il proprio lavoro puntando l'indice contro 10 persone, fra cui amministratori e dirigenti del Comune teatro della vicenda.
I reati ipotizzati vanno dal concorso in abuso in atti d'ufficio, al falso e alla truffa. Le tre contestazioni vedono come destinatari il sindaco Giuseppe Cristella, gli attuali assessori Pietro Colacicco, Vito Minei, Nicola Saccomanni e gli ex componenti la Giunta Arcangelo Rizzi, Michele Leone e Francesco Perrone. Gli stessi rischiano di finire sotto processo per l'adozione della delibera n. 151/2004 riguardante i “lavori di adeguamento a norma e completamento funzionale dell'impianto Polivalente di A. L. e Calcio sito in località Madonna delle Grazie. Realizzazione campo da gioco in erba artificiale. Presa d'atto parere CONI. Approvazione Relazione ing. C. Longhi. Scelta contraente.”
Le ragioni che hanno indotto il magistrato a chiedere il rinvio a giudizio degli inquisiti sono da ricercarsi proprio in ciò che fu sostenuto in quell'atto con riferimento alla società che avrebbe dovuto fornire il materiale, vale a dire la “Mo n d o ” con sede a Gallo D'Alba, in provincia di Cuneo. Stando all'ipotesi formulata dal p.m., nella delibera presa in esame fu attestato che il materiale da impiegare per le opere era fabbricato esclusivamente dall'azienda piemontese, un'indicazione che però è stata confutata dagli esiti di una successiva consulenza tecnica dispostadalla Procura. Secondo l'esperto nominato dal pubblico ministero, ci sarebbero almeno tredici ditte abilitate e certificate alla realizzazione di impianti in erba sintetica, un particolare che si evince pure dal sito della Lega Nazionale Dilettanti della FGCI. Quanto scaturito dalla perizia ha indotto il titolare dell'inchiesta a mettere nero su bianco i reati di concorso in abuso in atti d'ufficio, in falso e in truffa poiché da tutto questo la società a cui furono affidati i lavori avrebbe ricavato un ingiusto profitto proprio a danno del Comune di Laterza. A risultare destinatari delle richieste di processo non sono solo il sindaco e gli assessori che adottarono la delibera in questione.
Ad esser finiti nei guai sono pure altri tre soggetti, ma solo per il reato di falso. Si tratta dell'ingegner Giuseppe Clemente, inquisito in qualità di dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale di Laterza – Settore Lavori Pubblici; del direttore dei lavori finiti all'attenzione della magistratura, dott. Francesco D'Elia; del responsabile della Direzione tecnica della “Mondo”, il dott. Paolo Longo. Ad aggravare le posizioni dei tre professionisti sono state attestazioni (ritenute false dal p.m.) secondo cui i lavori al campo sportivo erano stati ultimati in tempo utile rispetto “a quanto previsto dal contratto d'appalto, dal capitolato speciale di appalto e della determinazione del Responsabile del servizio dei lavori pubblici del Comune di Laterza n. 479 dell'1 ottobre 2004”.
Corriere del Giorno
10/10/2009
NON COMPRATE IL PANETTONE 2
Se ciò è avvenuto ce ne scusiamo con gli interessati invitandoli ad inviare per la pubblicazione una replica agli sconosciuti redattori del volantino per fare un pò di chiarezza e per illustrare a noi e a tutta la comunità le motivazioni che hanno portato degli sconosciuti a scrivere quel volantino, illustrando magari anche il progetto che il Comune vuole realizzare con la struttura edificata davanti al Comune.
venerdì 9 gennaio 2009
Tagli Alitalia, Pd pugliese chiede incontro col governo

"Stiamo subendo una limitazione della libertà di movimento che è contro la Costituzione – ha dichiarato tra l’altro Emiliano – e contro gli interessi dei cittadini pugliesi. Credo che sindaci, deputati locali ed europei, rappresentanti delle istituzioni debbano chiedere al presidente del Consiglio ed al ministro dei Trasporti di essere ascoltati per questo danno. E’ una battaglia che deve essere fatta stando uniti, dobbiamo lavorare insieme perchè ci interessa costruire una identità Puglia legata a questi servizi essenziali".
Aprendo i lavori, l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, ha precisato che "al momento per mancanza di informazioni certe non siamo in grado di dire esattamente cosa avverrà il 13 gennaio quando partirà la nuova compagnia aerea Cai che è l’unico vettore che ci collega e ci collegherà al network globale". "Sta di fatto però – ha aggiunto – che non possiamo perdere le posizioni raggiunte, dobbiamo risolvere il problema delle licenze provvisorie degli slot (collegamenti) che altre compagnie si sono aggiudicate e mentre arriviamo a fare chiarezza sarebbe auspicabile chiedere allo Stato un fondo di mobilità aerea che ci accompagni durante la situazione di eccezionalità".
Di Paola ha invitato i rappresentanti politici ad un "lavoro comune" supportato, entro due settimane, da una valutazione sulla connettività degli scali pugliesi e sulle tariffe, entro sei settimane da una documentazione contenente i punti di criticità ed entro otto settimane da un documento finale su cui discutere e prendere provvedimenti.
"L'incontro con il Governo è necessario prima delle analisi - ha sottolineato l’assessore regionale ai trasporti, Mario Loizzo – per capire se il piano operativo Cai è in grado di aprire maggiormente ai collegamenti dalla Puglia; inoltre vanno corretti gap evidenti come la mancanza di collegamenti da Brindisi nella prima mattinata e non bisogna perdere di vista la competitività delle tariffe". Per il deputato del Pdl Francesco Paolo Sisto invece, "essendo in una posizione di sicura attesa per i tempi ed il rodaggio di cui Cai ha bisogno, l'approccio ora può essere solo conoscitivo e terapia e diagnosi vanno rimandate ad un nuovo incontro".
"Il 4 febbraio prossimo a Bruxelles nell’incontro con il commissario Taiani – è stata la proposta dell’europarlamentare Pd, Enzo Lavarra – potremmo chiedere l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare la salvaguardia degli slot e la richiesta a Cai di una programmazione certa per la Puglia". "Approfondiremo certo i dati – ha concluso Maritati – ma tutti insieme siamo compatti nel dire che il numero dei voli, il servizio e la qualità non possono subire diminuizioni".
«La maggioranza è assente sui problemi del territorio»
“Il 2008 è stato un anno importante per il Pd, che ha avviato la sua attività politica, ma è anche stato l’anno dei cattivi odori e dell’inerzia politica che caratterizza Laterza”: la nota stampa del Partito democratico laertino taglia in due l’anno appena andato. Arriva dai banchi di opposizione, perentoriamente: il Pd rimarca “l'assenza di una qualsivoglia pianificazione del territorio”, denuncia “una distratta gestione dell’urbanizzazione delle aree di espansione ed una inconsistente manutenzione del patrimonio edilizio esistente” e ritiene priorità assoluta “la mappatura degli edifici scolastici di competenza comunale al fine di verificarne la sicurezza, la funzionalità e l’idoneità sismica”.Stigmatizzata, a seguire, la “disattenzione” per le periferie e per il problema “casa” in generale: “Ci sono zone del paese - scrive il Pd laertino - che ancora attendono la realizzazione di urbanizzazioni primarie e secondarie”. Tematiche, queste, che i democratici di Laterza riproporranno “nell’azione politica del 2009”. Intanto il modello di governo proposto dalla maggioranza di centrodestra, a giudizio del Pd “rende complicato, se non addirittura impossibile, il confronto a causa di una totale assenza di ascolto e di dialogo, in un contesto privo del benché minimo rispetto dei principi di trasparenza e di imparzialità amministrativa”. Voce a sostegno, il “pasticcio sul Regolamento del Consiglio Comunale, dopo due anni di inutili commissioni”, che avrebbe ignorato la bozza di modifica proposta dallo stesso Pd per “rilanciare il ruolo del Consiglio in termini di indirizzo, controllo e rappresentanza dell’intera comunità”. E’ invece la non predisposizione all’ascolto del centrodestra - per il Pd - “la causa principale della vicenda
Progeva, per la quale sono state sottovalutate le preoccupazioni dei consiglieri di opposizione e dei responsabili dei servizi Asl del ter ritorio”. Il tutto, insiste il Pd, mentre “la pressione tributaria è ancora ai massimi consentiti” e mentre si assiste “ad un continuo susseguirsi di spese inutili che sottraggono fondi a interventi ben più urgenti, che però vengono accantonati perché inidonei a garantire ai nostri amministratori utili vetrine propagandistiche. Un solo riferimento alle giostrine che stanno invadendo le nostre piazze”.
EDILECO: polemica al vetriolo fra centrodestra e Pd
“Botti” d’inizio anno. Al veleno. Sullo sfondo, la richiesta della Edileco-Lidl relativa ad un supermercato da realizzare in un’area attigua alla Statale 7 che collega Laterza a Matera. Pratica vecchia di due anni, oggetto di contenzioso: il “rigetto” della richiesta, votato a maggioranza nell’ultimo consiglio comunale, ha scatenato una dura battaglia verbale fra il Popolo della libertà e il Partito democratico.Cinque aziende, due capannoni
Si avvia a conclusione la tenace battaglia degli operai dello stabilimento ginosino.Spiragli, anzi certezze possibili.La grande battaglia combattuta dagli operai della Miroglio ginosina, aiutati da sindacati e politici, si avvia ad una vittoriosa conclusione. Sui tavoli del ministero dello Sviluppo economico e della Regione sono arrivate alcune proposte per rilevare l'azienda o subentrarvi, le possibilità occupazionali vanno da un ventina fino a 180 unità.Si ha però una qual inquietudine: i capannoni sono due, quello di Ginosa (12 mila mq) e quello di Castellaneta (5000 mq) i richiedenti sono più di due: i tempi di magra non è un bello spettacolo veder sfumare altre possibilità di lavoro.Si è dinanzi a boatos, a voci, ma così concrete e dettagliate che non si può non credere. La preoccupazione di tutti ora è usare raziocinio e prudenza perché i capannoni tornino a pulsare di vita e a produrre ricchezza per i singoli e le comunità nelle quali sono insediati.Le richieste che saranno esaminate al ministero e alla Regione sarebbero almeno cinque. Un'azienda veneta del legno, interessata al capannone di Castellaneta; una società di legno per arredamenti, già in trattativa co i Miroglio; un'azienda di Barletta, che amplierebbe e diversificherebbe la sua produzione con il tessile abbigliamento, interessata a rilevare tutto lo stabilimento di Ginosa, cioè capannone, telai e altre macchine e, naturalmente quasi tutti gli operai; un'altra azienda di logistica agroalimentare, filiazione della Coldiretti, anche questa interessata allo stabilimento di Ginosa, per la sua vicinanza alla strada statale 106, questa per una ventina di posti; infine un'azienda modenese per lo smaltimento dei pneumatici, da una cinquantina di posti.Per cronisti, ma anche per gli storici di domani, il “caso Miroglio” può essere assunto ad emblema sia per la tenacia adoperata dagli operai nel mantenere integro il loro diritto al lavoro sia come elaborazione di una politica economica, di piccolo e grande respiro.La battaglia dei “ragazzi” di Ginosa cominciò su queste colonne, con un'intervista corale in cui fu rimproverata una qual inerzia da rassegnazione di sindacati e politica dinanzi alla frenesia fuggitiva dell'azienda, alla quale per il suo arrivo a Castellaneta e Ginosa era stati costruiti ponti d'oro, nel senso letterale del termine, per le agevolazioni finanziarie ottenute. Partì il treno della difesa del lavoro: assemblee, viaggi a Bari, Roma ed Alba, madre patria della Miroglio, nel lontanissimo Piemonte.Ministero, Regione, azienda capirono che quegli operai, scottati dalla chiusura del capannone castellanetano, non avrebbero ceduto e si misero a lavorare con concretezza alla ricerca di soluzioni. Ma la determinazione di quegli operai, il loro attaccamento al lavoro, come diritto, ma anche dome dovere, un tempo elogiati da Miroglio senjor come di altissima produttività, uscì dai confini ginosini e la sua eco giunse in aziende in cerca di occasioni di espansione.Ed eccole qui, le aziende, alcune senza nessuna pretesa d'aiuti statali, in grado di comprare il capannone e le macchine e di cominciare subito a lavorare, anche grazie alla qualità professionale e deontologica di quei “ragazzi”, quasi tutti under 40, i più alla loro prima esperienza lavorativa, sulla quale avevano impostato famiglia e futuro dei figli.Tornando ai boatos, alle aziende che hanno chiesto di lavorare nei capannoni, si sa con precisione di due progetti operativi di imprese pugliesi, entrambe interessate al capannone di Ginosa, come di un polo industriale polifunzionale. Le due proposte fanno capo rispettivamente ad Antonio Battaglia, assistito nello specifico da Paolo De Pace, e alla Op Jonica Fruit del gruppo Coldiretti.Antonio Battaglia, imprenditore di Barletta, attivo da oltre 30 anni nel comparto tessile-calzaturiero, è azionista di riferimento della Bicap srl, leader mondiale nella calzatura per antiinfortunistica, con un fatturato consolidato di circa 30 milioni di euro e export in oltre 26 paesi. Il progetto riguarda l'acquisizione del ramo di azienda costituito da macchinari, strutture immobiliari e rapporti di lavoro dipendente dello stabilimento Miroglio di Ginosa per creazione di una linea produttiva tessile-abbigliamento, con un'occupazione stimata in 120 unità nell'ipotesi minimale e 180 nell'ipotesi di un contratto di continuità con il gruppo Miroglio per la fornitura di tessuti e filati. L'operazione prevede investimenti nel segmento produttivo dell'abbigliamento e del calzaturiero, in quanto la linea di prodotto finale, con marchio proprio e per marchi terzi, sarebbe comprensiva anche dell'accessorio calzatura.Per una definizione completa del piano i tecnici del Battaglia sono in attesa di concordare la data del sopralluogo.Il progetto della Jonica Fruit, che chiude il 2008 con un fatturato prossimo a 10 milioni di euro, prevede invece la creazione di un polo di logistica agroalimentare per la conservazione e lavorazione di prodotto dell'ortofrutta di produzione locale. In questo caso, l'interesse è per una parte delle strutture immobiliari e per l'assunzione di 10-20 unità lavorative, con investimenti concentrati sui sistemi di refrigerazione e smistamento dei prodotti. Il progetto si avvale del potenziale produttivo del territorio e della completata viabilità della ss 106 e successivi collegamenti a livello nazionale.Anche in questo caso, è stato chiesto alla Miroglio, sempre per il tramite del Ministero, di un sopralluogo.Delle altre tre imprese interessate ad insediarsi a Ca stel laneta e Ginosa si hanno notizie generiche sulla loro ragione sociale, ma certe sul loro interessamento.I sindaci di Ginosa e Castellaneta ora sono dinanzi ad una prospettiva: due capannoni per cinque aziende. Che fare? Lasciare che tre vadano via? O trovare posto anche per esse e per altro lavoro in una zona in crisi endemica?I sindaci della zona, Luigi Montanaro, di Ginosa, Giuseppe Cristella di Laterza, Giovanni Quero di Mottola e Michele Labalestra di Palagianello, insieme con i consiglieri regionali di Ginosa, Pietro Lospinuso di An e Paolo Costantino del Pd e con l'on. Ludovico Vico, del Pd, quasi sempre presente nelle manifestazioni in quanto ex segretario provinciale e regionale della Cgil, faranno fronte comune, politica bipartisan, per mantenere in loco tutte e cinque le aziende?»
