giovedì 22 gennaio 2009

COSTANTINO (PD) : PETRUZZELLI BLOCCATO, SCUOLA INAUGURATA

A Bari si ferma l’inaugurazione del Teatro, a Laterza Fitto inaugura una scuola senza collaudi

BARI – Dal 1991 si aspettava la riapertura del Teatro. Un evento simbolico per la Puglia. Bene, come tutti sanno l’Amministrazione Comunale di Bari, responsabilmente, ha rinunciato ad una inaugurazione che era prova della sua efficienza. Perché è riuscita laddove altri hanno fallito. Cioè consentire la ricostruzione del Petruzzelli nei termini che si era data, vale a dire il 6 Dicembre 2008. La stessa cosa non è accaduta a Laterza, in Provincia di Taranto laddove il ministro Raffaele Fitto ha inaugurato una Scuola per l’Infanzia sprovvista del collaudo tecnico-amministrativo. Un collaudo che è stato affidato solo dopo l’inaugurazione ma che ancora manca. Difatti i bambini in quella scuola ancora non ci vanno per espressa volontà del Dirigente Scolastico che aspetta naturalmente tutti i crismi legali per iniziare il trasferimento. Non a caso la stampa riporta che il dirigente pone l’accento sulle certificazioni, d’agibilità e antincendio e dice : “Alla consegna ne chiederemo copia all’amministrazione”. Nel caso di Laterza però sarebbe stato troppo grave rinunciare ad una passerella pre-natalizia. Il Ministro perdifondi Fitto infatti deve insufflare una spessa cortina fumogena per far dimenticare lo scippo dei fondi per il Sud a favore del Nord, vedi uno per tutto caso dei F.A.S., Fondi per le aree sottoutilizzate, utilizzate come un bancomat per finanziare gli assurdi decreti di questo Governo. Non a caso Fitto, durante una trasmissione televisiva non ha saputo replicare per nulla alle accuse di Bersani che candidamente ha ammesso: “potevamo certo far di più per il Sud ma mai avremmo pensare di azzerare tutto come voi del Partito delle Libertà”.
Per i bambini di Laterza quindi trattamento differenziato rispetto ai fruitori della grande arte del Petruzzelli, ci sembra di capire. Soprattutto se l’inaugurazione è funzionale agli interessi più mediatici che politici del centrodestra. Della sostanza degli atti del Governo Nazionale e delle amministrazioni di centrodestra pochi ormai si preoccupano. Se sono in maggioranza gli stakanovisti delle dichiarazioni, spesso privi di qualsiasi competenza, tutto è perfetto. Anche i vistosi fallimenti tipo quello sull’Alitalia o sullo stesso Petruzzelli, inattivo e bruciato da 17 anni! Salvo spaccare il capello in quattro quando è il centrosinistra ad essere al governo. La vicenda concatenata Petruzzelli di Bari-Collodi di Laterza dà la misura di come al centrosinistra siano richiesti standard ben più alti di quanto si richieda al centrodestra. Per tutti i pugliesi è arrivato il tempo di meditare seriamente sulle opportunità politiche rappresentate dal centrodestra sostenuto alle scorse Politiche del 13 e 14 Aprile 2008. Al di là di qualche bella testa e di una derivante propensione mediatica c’è l’inchinarsi al Partito del Nord. Lo stesso che ricostruisce e mette in funzione dopo 7 anni la Fenice di Venezia, (com’era dov’era) e lascia chiuso il tempio della cultura pugliese. Nel contempo inaugura scuole che rimangono vuote.
Bari, 21 Gennaio 2008

Il Consigliere Regionale del PD
Paolo Costantino

martedì 20 gennaio 2009

SVOLTA POSITIVA PER LA MIROGLIO


COSTANTINO (PD) : SVOLTA POSITIVA PER LA MIROGLIO, DALLA REGIONE PUGLIE RISORSE ECOMICHE PER LA RIOCCUPAZIONE

BARI – Ci conforta molto il risultato di ieri, 19 Gennaio, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. Addirittura 5 manifestazioni di intenti sono arrivate al Ministero dello Sviluppo Economico. Nostro obiettivo la piena occupabilità dei 234 dipendenti della Filatura e Tessitura di Puglia del Gruppo Miroglio. L’azienda di Alba (Cn) dal canto suo, ha confermato la volontà di ritirare la procedura di mobilità. Una svolta importante cui seguirà un passaggio giovedì 22 Gennaio a Taranto presso la Direzione Provinciale del Lavoro per l’ok dei Sindacati e poi a Roma per la richiesta di CIGS, la cassa integrazione guadagni straordinaria. Intanto entro una settimana la Miroglio si impegna a giungere ad un accordo di massima con il Gruppo acquirente, il quale dovrà presentare un piano industriale. Ovviamente i tempi stringono poiché i soldi per le CIGS sono pochi ed il Bando Regionale P.O.R. ha tempi limitati. I Bandi P.O.R. 2007-2013 sono partiti proprio il 19 Gennaio e sono una straordinaria misura contro la crisi. I fondi della Regione saranno preziosi per l’acquisto delle nuove attrezzature e l’obbligatoria riqualificazione professionale dei 234 dipendenti, che sarà svolta dalla Provincia. Questa posizione l’abbiamo ribadita di concerto con l’Assessorato al Lavoro (Marco Barbieri) e Attività Produttive della Regione Puglia (Sandro Frisullo). Quindi la metà del lavoro è stata fatta per giungere alla soluzione di questa crisi. Ora viene la parte più difficile, oltre al riconoscimento della CIGS, la concreta fattibilità del piano industriale e i tempi di rioccupazione. In questo quadro idilliaco stona solo l’inutile protagonismo di qualche individuo. La soluzione positiva sta tutta in mano agli imprenditori, alla riconosciuta professionalità dei dipendenti e delle OO.SS., ai fondi P.O.R 2007-2013 garantiti dalla Regione, attraverso la rigida regolamentazione europea. Perché sia ben chiaro che in questo momento l’unico Ente che garantisce risorse economiche è la Regione Puglia. Non beneficenza per le aziende, ma strumenti per chi si assume l’onere di assumere. Un cenno finale va fatto proprio alla responsabilità dei dipendenti per il modo civile con cui hanno condotto la propria protesta ed ai Sindacati che rinunciando ad ogni forma di contrapposizione e massimalismo stanno per facilitare gli accordi che saranno presi. Non a caso l’azienda ha ribadito che rinuncia alla messa in mobilità solo dopo il raggiungimento dell’accordo con i Sindacati. Alle altre aziende che hanno manifestato interesse qualora escluse sono a disposizione altre risorse economiche per favorire i loro piani industriali. I Fondi P.O.R. 2007-2013 potrebbero dare concreti incentivi anche a chi rimarrà fuori dalla scelta di Miroglio. Una chiusura dunque che paradossalmente potrebbe portare ad una occupazione maggiore in Puglia. Una Regione che finora ha reagito brillantemente al desolante quadro economico venuto fuori dalla crisi.
Bari, 20 Gennaio 2008


Il Consigliere Regionale del PD
Paolo Costantino

lunedì 19 gennaio 2009

Enti Inutili e la Satira Amara di Lucifero

Apprezzo moltissimo e condivido largamente l’articolo di Michele CRISTELLA sul “Corriere del giorno”, riguardante la chiusura delle Comunità Montane e degli enti inutili.

Con Michele CRISTELLA non sono d’accordo con quel “pessimismo dell’intelligenza” che traspare nell’articolo, per cui la chiusura delle comunità montane “è la classica solitaria rondine che non fa primavera”.

Credo che bisogna andare oltre e unire al “pessimismo dell’intelligenza” l’ottimismo della ragione, dell’azione, invitare i cittadini ad agire per determinare il futuro come essi lo considerano giusto e necessario, impedendo che sia voluto dagli altri, in modo che alla “illacrimata sepoltura” delle Comunità Montane possono seguire altre “illacrimate sepolture”.

Se è vero, come si evince, in modo trasversale, da sondaggi, interviste, che la stragrande maggioranza dei cittadini è d’accordo all’eliminazione degli sprechi, degli enti inutili, delle province, che solo per la politica costano 190miloni di euro all'anno e le cui funzioni possono essere svolte dai comuni, MANDIAMO A FARE IN CULO i partiti e quelli che chiederanno il voto per il rinnovo dei consigli provinciali.

Lanciamo una campagna di astensione in tutto il Paese.

I “lor signori”, di qualsiasi coalizione, tacceranno che è una campagna qualunquista e così facendo si avvantaggia l’avversario.

Sono scuse, non vogliono mollare l’osso.

Questo è l’unica via “democratica” per mettere in crisi la loro credibilità, la loro rappresentatività, visto che loro se la cantano e loro se la suonano.

http://lucifero.bloog.it

Situazione edifici scolastici comunali

OGGETTO: Interrogazione con risposta scritta e orale riguardante la situazione degli edifici scolastici di competenza comunale – Scuole Media Dante e Michelangelo, Scuole Elementari Diaz, Marconi, Manzoni, Scuole dell’Infanzia. S.Francesco, Collodi, Rodari

I sottoscritti Consiglieri Comunali, gruppo consiliare Pd Laterza, in riferimento all’argomento in oggetto interrogano il signor Sindaco al fine di sapere quanto segue:

1. conoscere la situazione degli edifici scolastici con particolare riferimento alla presenza segnalata di problemi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria (infiltrazioni di acqua, distacchi di materiale da cornicioni e/o architravi e/o solai);

2. conoscere se gli edifici scolastici sono dotati delle certificazioni di legge, con particolare riferimento a:
  • Documentazione relativa alla staticità degli immobili;b. Documentazione relativa alla conformità degli impianti (elettrico, idrico-fognario, antincendio) alle norme vigenti;
  • Documentazione relativa alle certificazioni prevenzione incendi; e, in caso di risposta negativa, a che punto è l’acquisizione dei relativi certificati previsti dalle vigenti normative;
3. conoscere se le certificazioni esistenti sono in corso di validità o necessitano di rinnovi e/o verifiche periodiche per confermarne la validità;

4. conoscere la situazione attuale dell’iter che prevede la verifica di idoneità sismica prevista dall’ordinanza OPCM 3274/2003 e ss.mm.ii. e la tempistica di attuazione della predetta fase; in caso di risposta negativa specificare i motivi dell’inadempimento;

Ringraziandola anticipatamente per la sua pronta risposta, le porgiamo i nostri distinti saluti.
I Consiglieri Comunali
Stano Giuseppe
Serafini Giovanni
Catapano Francesco

Florido al Vico: «Manutenzione in tempi rapidi»

Ieri al Liceo sopralluogo assieme al sindaco
Ultimamente il Liceo Vico è la scuola più visitata della Provincia. Un giorno il sindaco Cristella, l'altro Florido, ieri tutti e due in un colpo.Il motivo non è nuovo, anzi: il Liceo Scientifico, 25 anni portati come fossero 40, non se la passa benissimo. Piove nella palestra, la dependance (modo elegante per indicare il plesso distaccato, che poi è l'ex casa del custode) soffre l'umidità, i bagni vanno rifatti, mancano diverse porte anti-panico, gli infissi vanno rinnovati e ci sarebbe una serie di interventi di manutenzione ordinaria, oltre che straordinaria, da realizzare con una certa urgenza all'interno della struttura principale.Per questo la dirigente scolastica, Rosa Roberto, nei giorni scorsi ha preso carta e penna - sulla scia delle missive di almeno un paio di suoi predecessori - per segnalare alla Provincia di Taranto che i problemi stanno diventando seri. Soprattutto a causa delle piogge insistenti di novembre, che hanno ridotto la palestra ad una piscina, oltre a costringere la dirigente a dirottare due delle quattro classi della d e p e ndance verso i laboratori, sfruttando ogni spazio possibile. «Il rispetto del testo unico sulla sicurezza - ha detto ieri mattina la stessa dirigente - ci impone d'intervenire, oltre al fatto che non ci sentiamo di lasciare i nostri ragazzi a studiare in condizioni simili». Del resto, i fatti recenti di cronaca (il 17enne morto di "mala-scuola" a Rivoli) devono indurre ad agire le istituzioni, oltre che sensibilizzare le famiglie dei 730 studenti che ogni giorno "vivono" nelle 30 classi del Liceo.Di qui il sopralluogo del presidente della Provincia, peraltro sollecitato anche dal primo cittadino, assieme alla dirigente.E alla fine Florido non s'è nascosto dietro a un dito: «Esistono problemi di ordinaria amministrazione, dalla pitturazione agli infissi, per i quali vedremo d'intervenire subito.Le questioni strutturali, invece, vanno viste a medio termine.In ogni caso, ringrazio il sindaco perchè su questi temi, oltre ad essere molto sensibile, non ha fatto ricorso a strumentalizzazioni ». Cristella, di fianco, annuisce: «Le ultime piogge hanno creato problemi dappertutto ». Chissà, forse il suo pensiero corre alle buche aperte nelle strade laertine: mal comune...Florido, comunque, va oltre: «La Provincia è responsabile di circa 65 plessi scolastici e ha pochi soldi: gestire tutto questo è complicato. L'ordinaria manutenzione, soprattutto, è costosa ed ha bisogno di programmazione, mentre sull'emergenza s'interviene quando si presenta». Alla fine, basta una stretta di mano per suggellare la tregua armata tra Florido e Cristella: «Per noi - commenta il sindaco - è importante che il presidente sia venuto e si sia impegnato, come ho fatto io, per la sicurezza dei ragazzi.Spero, però, che non ci si fermi alle pitturazioni di facciata, visto che servono soldi e programmazione: con la manutenzione ordinaria i piccoli problemi si risolvono. Non solo per il Liceo ma anche per l'Istituto d'Arte, scuole che vorrei fossero al primo posto delle priorità della Provincia, almeno per la prossima legislatura».Florido sorride e saluta con un sondaggio volante: «Spero di non trovati come avversario alle provinciali». Pronta la replica: «No grazie, i sindaci hanno troppe cose da fare...». Salvo, ovviamente, cambiamenti in corsa.
da Corriere del Giorno di Michele Cristella

Tutte le richieste del PD di Laterza alla Provincia :

Manutenzione delle Strade Provinciali per Santeramo in Colle, Gioia del Colle e Altamura, Parco delle Gravine e Manutenzione "G.B. Vico"


per non dimenticare ....

domenica 18 gennaio 2009

CONDIVISIONE E FUTURO: dalla Pubblica Amministrazione scintille per lo sviluppo

Universus e l’Associazione Learning Cities Italia organizzano il Meeting Internazionale “CONDIVISIONE E FUTURO: dalla Pubblica Amministrazione scintille per lo sviluppo” il giorno 24 gennaio 2009 ore 9:00 a Bari, presso la sede di Universus, viale Japigia n. 188.

Il 24 gennaio 2009 a Bari verrà celebrato il secondo evento internazionale sulle Learning Cities in Puglia.
Lo scorso anno l’attenzione è stata focalizzata sulla visione di una città che apprende come essere migliore in tutti i “settori” vitali, quest’anno l’incontro è incentrato sul ruolo della Pubblica Amministrazione Locale come motore del processo di cambiamento della comunità e di attivatore di politiche per l’apprendimento continuo.
Insieme ad amministratori, imprenditori, cittadini comuni, docenti e professionisti, verranno condivise buone pratiche per governare bene e coniugare l’esigenza di consenso immediato a quella di realizzare una visione di sostenibilità per il bene comune nel lungo periodo.

Scarica la brochure e la scheda di partecipazione da inviare entro il 20 gennaio prossimo.


Vicenda stadio, il Pdl si difende: ”No dimissioni”

LATERZA - La vicenda-stadio sta infuocando il dibattito politico. Dopo la richiesta di dimissioni avanzata dal Pd per il sindaco Cristella e per gli attuali assessori che facevano parte della sua prima giunta (sui quali pende una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d'ufficio, falso e truffa), il Pdl laertino risponde respingendo al mittente la proposta, ritenuta irricevibile. «Ancora una volta – replicano dal Pdl - siamo obbligati a replicare alle fantasiose dichiarazioni del Pd laertino che per bocca di un suo fantomatico leader ha rovesciato fango addosso all'Amministrazione comunale di Laterza riguardo alla questione campo sportivo. Come nella migliore tradizione della zona occidentale di Taranto (scuola castellanetana) ove vige la regola che si attacca l’avversario attraverso esposti anonimi e non con la lotta politica affrontata a viso aperto (come fanno “i veri uomini”) nelle sedi opportune ed anche in pubblico ove non ci siamo mai sottratti, anzi dove vogliamo essere sfidati per spiegare e dar conto ai cittadini, come abbiamo sempre fatto, del nostro operato, si cerca di insinuare il germe della malafede nel costruire provvedimenti amministrativi a danno della comunità laertina».

«Tutto ciò è assurdo –insiste il Pdl - e non corrisponde alla verità, saranno le sedi preposte, casomai ci arriveremo, a chiarire l’accaduto e ad accertare la verità. Quello che ci addolora» è che le dichiarazioni di chi «attraverso la stampa vuole nascondere i propri “fallimenti” politici locali possa scuotere l’opinione pubblica laertina».

«Le decine di opere pubbliche - sottolinea il Pdl laertino - le centinaia di provvedimenti amministrativi adottati sono lì a testimoniare quanto è stato fatto in questi anni e sono a disposizione di tutti i cittadini affinché si possa dimostrare ancora una volta la buona fede e l’onestà dei nostri amministratori.

La questione campo sportivo ne è la prova. L’aver dato in tempi brevissimi ai giovani di Laterza e alle società sportive un impianto nuovo, efficiente, polifunzionale e dotato dei migliori servizi, persino utilizzato per gare di campionato di altre società di Comuni limitrofi e per manifestazioni di livello nazionale, può aver creato in qualche oppositore invidia e rabbia al punto da richiedere attraverso la stampa cose assurde, ipotizzando un danno per la comunità».

«Quale Pd laertino - attacca il Pdl - ha pensato e scritto cose del genere? Quello delle sedi chiuse durante le primarie e durante la visita del presidente della Provincia... Aver messo la testa sotto la sabbia in questi giorni per non vedere e non sentire quello che accade in Campania, Toscana, Basilicata, Abruzzo, Marche è il tipico atteggiamento degli struzzi».

«Noi siamo stati abituati - conclude la nota del partito di maggioranza - per una questione di etica politica e di stile, a non commentare quanto accade nel campo avversario».

Corriere del Giorno


venerdì 16 gennaio 2009

Il governo ci porta nel baratro della crisi sociale

Lunedì 19 gennaio l'on. Pier Luigi BERSANI, Ministro dell'economia del governo ombra del PD sarà a Taranto dove avrà una fitta serie di appuntamenti.
Alle ore 15.30 l'on. Bersani incontrerà i lavoratori e i delegati, accompagnato dall'on. Ludovico Vico e alla presenza delle segreterie di FIOM, FIM e UILM, all'interno dello stabilimento ILVA.
Successivamente, alle ore 18.00 parteciperà alla manifestazione provinciale del PD sul tema: "Le proposte del PD per uscire dalla crisi" che si terrà presso il salone degli Stemmi della Provincia in via Anfiteatro a Taranto. L'iniziativa sarà coordinata da Donato Pentassuglia, Segretario provinciale del PD, interveranno l'on. Ludovico Vico e Gianni Florido, Presidente della Provincia, le conclusioni saranno tratte dall'on. Pierluigi Bersani.


Dall'attuale crisi economica rischia di uscire "una società più divisa e più ingiusta". Lo ha detto Pier Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd, intervenendo in aula alla Camera per le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto anti crisi."Mi pare che siamo sulla cattiva strada", ha aggiunto Bersani accusando l'esecutivo di non aver ancora affrontato il nodo della crisi. "Cerchiamo di capire che la crisi c'è - ha sottolineato - mentre fra l'ottimismo un po' vacuo del presidente Berlusconi e il pessimismo immaginifico del ministro Tremonti, siamo fermi all'idea che qualcun altro provvederà".

Scarica il : Documento manovra

Consorzio Trasporti:progetti e assunzioni

TARANTO - Nuovi traguardi per il Consorzio Trasporti. Lunedì prossimo il presidente Giovanni D’Auria presenterà gli obiettivi aziendali per il 2009, non senza aver trac-ciato un bilancio dell’attivi-tà svolta nel 2008. «E’ stato un bilancio più che positivo – afferma il presidente D’Auria – ma adesso vogliamo concentrare le nostre attenzioni soprattutto sulle azioni che saranno messe a punto nell’esercizio che ci apprestiamo ad inaugurare, come ad esempio il nuovo concorso per autisti e le 12 schede progetto inserite nel Piano Urbanistico della Mobilità del territorio provinciale». Nel 2008 il Ctp si è distinto per il lodevole tentativo di promuovere una nuova cultura della mobilità. Un esempio su tutti: il servizio discobus. Chi avrebbe mai detto che i ragazzi avrebbero preferito prendere il pullman per andare in discoteca? L’esperimento è sostanzialmente riuscito, grazie anche ai messaggi persuasivi in questa direzione partiti proprio dai dee jay con l’obiettivo di superare quella cultura dello “sballo”, che troppe volte si traduce in un bagno di sangue sulle strade nelle notti dei week end. Altra iniziativa di particolare valore sociale è stata quella del trasporto dei braccianti nei campi. Un modo concreto per combattere la piaga del caporalato, grazie al progetto della Provincia. Insieme a D’Auria lunedì ci saranno il vice presidente D’Andria, il direttore generale Rochira e il direttore d’esercizio Ciccimarra.

mercoledì 14 gennaio 2009

La Comunità montana annuncia altre chiusure?

L'illacrimata sepoltura. Dicevano i “patres”: “de mortuis nisi bene” (dei morti non si dica che bene) e aggiungevano: “Parce sepulto” (risparmia il sepolto). Il lettore si domanderà stupito: ma perché il “Corriere” parla latino?E come parlare di un ente pubblico che affidava i campi a chi nei campi non era mai stato, per 27 mila euro, dicendo di farlo per “intuitu personae” (personale percezione)?La celia, ma anche il “parce”, deriva dal senso di sollievo per la chiusura di un ente inutile a furor di popolo, la Comunità montana di Mottola, che cominciava dai 39 metri di Palagiano, un campanile, e finiva ai 363 di Laterza. Non era inutile solo questa comunità montana, ma lo sono tutte, anche quelle dei Comuni appollaiati su monti veri. Le comunità montane sono reperti di un'archeologia amministrativa divenuta poi metastasi partitocratica: dall'essere centri propulsivi di piccolissimi comuni, son diventate dispensatrici di poltrone e patacche. E con le comunità montane l'Italia è piena di enti utili solo a chi li occupa, dalle Province alla gramignosa pletora di consorzi, il cui costo, usato per altri scopi, sarebbe benefico a molti. Si pensi, per fare una cifra, che le province costano 16 miliardi l'anno: una finanziaria. Ma nessun partito le vuol chiudere, perché in questi enti inutili sono al lavoro i valvassini di “lor signori”, coloro che dovrebbero nutrire il collegamento fra politica e popolazione, l'incarnazione della democrazia, e che invece sono un altra causa del distacco fra la politica e la popolazione, altra lesione della democrazia.Per tornare ai “patres”, costoro solevano dire: “Senatori probi viri, senatus mala bestia” (i senatori sono brave persone, è il senato che è una mala bestia). A sentire i dirigenti di questi enti, tutti sono autori di encomiabili opere; e alcune opere avevano bisogno di tutor, anche la comunità montana mottolese ha al suo attivo alcune pregevolezze: l'ultima presidenza s'è occupata di Lsu, di piani eolici, ha pensato a molte altre cose necessarie; però tutte cose che, per essere fatte non avevano bisogno di una corte celeste, o dei miracoli, ma di un semplice assessore comunale.La chiusura delle comunità montane di pianura è la classica solitaria “rondine che non fa primavera”; ma la sua “illacrimata sepoltura” (Foscolo, A Zacinto), fa sperare che annunci la chiusura di altri enti inutili.

da Corriere del Giorno di Michele Cristella

Boccia (Pd): un patto per Taranto con Riva

Professor Boccia, ora è l’industria dell’acciaio in grave difficoltà per la crisi. A quasi tre anni dal dissesto sembra che gli incubi per Taranto non finiscano mai.
«Proprio Riva deve capire che, con la crisi, il tempo del ricatto occupazionale è finito. L’Ilva, le aziende dell’area industriale e la stessa città, in tutti i suoi ceti a partire dalla classe dirigente, devono ascoltare l’appello del presidente Napolitano: non c’è altra strada per superare il momento difficile se non quella di creare una società più giusta. A Taranto questo lo dissi subito dopo il dissesto e mi fa piacere la sintonia col capo dello Stato».


Lei fu già critico con l’Ilva . . .
«Attenzione, perché non mi sono trasformato in un figlio dei fiori, in un antindustrialista. Dico però che la questione ambientale non è lo sfizio di un amministratore. E’ la premessa perché tra 20 anni i nostri figli vivano in una Puglia migliore di quella in cui viviamo oggi. A Riva dico: vuoi restare? Investi sulla città. Penso a un patto per reimpiegare parte degli utili a Taranto. Il Gruppo Riva dice che il siderurgico è centrale nella loro strategia d’impresa. Ma se scaricano su Taranto, sui lavoratori, i costi della crisi non sembra proprio così. Ecco, quindi, che il campo va sgombrato dagli equivoci. Ovvio che gli investimenti cui alludevo dovrebbero riguardare l’ambiente e avere anche altre ricadute benefiche sulla collettività. Sarò un illuso, ma penso ad un modello industriale e sociale come quello di cui fu artefice Adriano Olivetti».


Onorevole sembra un sogno.
«E allora, se nell’impresa, e nella comunità, non penetra il concetto che si perde insieme e si guadagna insieme, soprattutto nei momenti di crisi, rovesciamo il ragionamento chiamando in causa il governo Berlusconi. Visto che è stata elargita ad Alitalia una cassa integrazione di sette anni, pagata ai lavoratori, in gran parte milanesi e romani, con i soldi che spettavano al Mezzogiorno, allora il governo preveda una cassa integrazione di dieci anni all’Ilva: chiudiamo lo stabilimento e così “liberiamo” Taranto. Potremmo estendere la provocazione all’Eni, perché no? Cosa resterebbe? Ah, sì Alenia. Il mercato, si sa, è impietoso se qualcosa non va per il verso giusto. Mi auguro che l’azienda voglia continuare a mantenere la sua presenza forte in provincia di Taranto».


C’è chi teme lo spostamento della direzione di Alenia a Napoli.
«Per carità, risparmiamoci la guerra tra poveri. Puglia e Campania, depurate da criminalità e sommerso, potrebbero essere l’asse che traina il Sud come la Lombardia e il Veneto al Nord».


E la politica? Per far le cose bisogna essere in due.
«Infatti. Parlo di comunità e di politica, perché per me coincidono. A Taranto la classe dirigente sarà sottoposta al giudizio degli elettori a partire dalle provinciali di giugno. Il Pd, e il suo candidato Florido, hanno una chance».


Scenderà in campo con una lista?
«Dipende da come si muovono Florido e il partito. Non è da escludere. Certo, il Pd deve coinvolgere la gente, i ceti delle professioni, i giovani, non come elettori, ma come nuova classe dirigente. Parlo dei tanti che finora sono stati tagliati fuori. Chi ha governato per 15 anni ora scriva qualche articolo sul giornale. Occorrono forza e coraggio di cambiare».


di FULVIO COLUCCI da "La Gazzetta del Mezzogiorno"

Lavori allo stadio chiesto il processo

Il Partito Democratico sollecita le dimissioni del sindaco Cristella e di tre assessori.
«La richiesta di giudizio avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino sulla vicenda dell'affidamento diretto dei lavori di completamento del campo sportivo in contrada Madonna delle Grazie realizzati dalla società Mondo conferma le nostre valutazioni sull'operato spregiudicato delle amministrazioni Cristella I e II». A sostenerlo in una nota inviata agli organi di informazione è il circolo laertino del Partito Democratico. «Gli affidamenti diretti – ad esempio Palazzo Marchesale e vicenda Eureco (risparmio energetico nella pubblica illuminazione bloccato dalla opposizione) – e l'esagerato ricorso allo scomputo degli oneri concessori delineano una gestione opaca nella esecuzione di lavori pubblici. Tale gestione evidenzia la continua confusione e prevaricazione del ruolo politico su quello tecnico-amministrativo. Più volte abbiamo denunciato la parzialità e la discrezionalità nell'assunzione di atti e delibere che alimentano un clima di clientelismo e illegalità diffusa da cui deriva un danno economico ma soprattutto d'immagine per l'intera comunità laertina. Attesa la gravità dei reati contestati il Pd chiede la costituzione di parte civile del Comune di Laterza da far valere dinnanzi al giudice delle udienze premilinari». «Ci rendiamo altresì conto - si legge nel comunicato del Pd - della difficoltà oggettiva da parte dell'attuale Giunta ad ottemperare a questa legittima richiesta, visto che quattro degli otto attuali componenti di Giunta sono essi stessi indagati ed il vice sindaco Pugliese è difensore di alcuni di essi. Prevarrà l'interesse personale o quello della comunità laertina? Per risolvere questo conflitto d'interessi servirebbe da parte del sindaco Cristella e degli assessori Saccomanni, Minei e Colacicco un gesto di responsabilità istituzionale e di rispetto dei cittadini (nonché di "veri uomini"), che non può che prescindere dalle immediate dimissioni».

martedì 13 gennaio 2009

Quel campo caduto... in disgrazia

LATERZA – Il “modello Laterza” è inciampato su una zolla sintetica. Il terreno di gioco dello stadio, appunto, è la pietra dello scandalo in cui sono incappati il sindaco Giuseppe Cristella e i componenti della sua prima giunta. Una richiesta di rinvio a giudizio non è una sentenza ma di sicuro rappresenta un “sassolino” fastidioso, soprattutto per chi amministra denaro pubblico, si tratti di un politico o di un tecnico. È per questo che da ieri a Laterza molti si chiedono: «E ora che succede?». La risposta più chiara e netta la offre a caldo un leader del Pd: «Chiederemo le dimissioni del sindaco». E dunque stiamo a vedere che succede...
La botta, comunque, è forte. Ancora di più, se si vuole, del “botto” che a febbraio 2007 squarciò il portone del Municipio in una notte buia che, ancora, non ha responsabili. Era un segnale del fatto che là sopra qualcuno voleva metterci piedi e mani e giocare sporco: il Comune, però, era la “vittima”.
Tornando al caso-stadio, il sindaco Cristella getta acqua sul fuoco: «La richiesta del p.m. era prevedibile, anzi me l'aspettavo. Ora aspetto sereno e tranquillo il giudizio del Gup». Lo scivolone, previsto sinchè si vuole, rischia però di azzoppare politicamente proprio il sindaco che bada “ai fatti e non alle parole”. Certo, bisognerà aspettare la fine della fiera per conoscere se esistono e quali sono le responsabilità personali, ma gli addebiti sono comunque pesanti: falso, abuso d'ufficio e truffa.
E allora torna alla mente quel 23 ottobre 2004 in cui lo stadio Madonna delle Grazie – il corpo del reato – fu inaugurato in pompa magna. Gradinate stracolme di gente per un fine benefico, i vip dello spettacolo in campo contro la nazionale dei sindaci rinforzata dal futuro ministro Fitto, flash e telecamere a riprendere il grande evento. C’era anche un arbitro d’eccezione, l’ingegner Carlo Longhi detto “er moviola” (finito pure lui nella delibera incriminata, ma estraneo alla vicenda giudiziaria) a sancire la regolarità del gol del sindaco Cristella che, oggi, per uno strano contrappasso è finito “fuori gioco” proprio per colpa del suo gioiello (non il gol, ma lo stadio) o, forse, per via della sua voglia strabordante di lasciare ai posteri «qualcosa che si può toccare». Magari senza badare troppo ai particolari. Che, tuttavia, come dimostra il caso dello stadio possono assumere traiettorie impreviste sino a diventare un macigno. Quello giudiziario il sindaco e i suoi compagni di strada dovranno affrontarlo con i tempi della giustizia, più lunghi di quelli della politica. E il dubbio, Cristella non lo nasconde: «Strano che queste cose capitino sempre in periodo pre-elettorale». Già, le scadenze incombono: le provinciali nel giugno 2009 e un anno dopo le regionali. Traguardo, quest’ultimo, per cui Cristella si sente già pronto e con le carte in regola - cioè i voti di più della metà dei laertini, visto che alle ultime comunali ha vinto col 56% - per strappare una candidatura al grande capo provinciale Pietro Franzoso che, di quel sindaco umorale ma d’impatto, ha quasi fatto un front-man. Uno da portare in giro come una “madonna pellegrina” per dimostrare che FI-Pdl sforna amministratori in gamba.
Peccato che per un altro strano gioco della sorte proprio venerdì, il giorno infausto della richiesta di rinvio a giudizio per la prima giunta Cristella, sia passato da Taranto l'on Fabrizio Cicchitto a parlare di morale e politica: «Nessuno può cavalcare la questione morale, restiamo garantisti». Cavalcarla no, ma affrontarla magari sì.
Cristella, comunque, non indietreggia: «Le carte e lo stadio - spiega al Corriere - sono lì. Se c'è stato un errore tecnico sarà verificato, perchè noi politici non abbiamo sbagliato. Abbiamo avallato un parere tecnico che era favorevole e diceva che quel manto era brevettato e poteva realizzarlo una sola azienda. Tutto è partito da una denuncia anonima e io non posso far altro che aspettare i passaggi che la Magistratura deve fare: ma senza nessuna preoccupazione, perchè nessuno di noi ha preso un euro».
I suoi avversari, però, non fanno sconti: «La richiesta di rinvio a giudizio - è la linea del Pd espressa più a freddo in una nota - avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino conferma le nostre valutazioni sull'operato spregiudicato delle Amministrazioni Cristella I e II. Gli affidamenti diretti e l'esagerato ricorso allo scomputo degli oneri concessori delineano una gestione opaca nella esecuzione di lavori pubblici, con la continua confusione e prevaricazione del ruolo politico su quello tecnico-amministrativo». «Più volte - insistono dal Pd - abbiamo denunciato la parzialità e la discrezionalità nell'assunzione di atti e delibere che alimentano un clima di clientelismo e illegalità diffusa da cui deriva un danno economico ma soprattutto d'immagine per l'intera comunità laertina. Attesa la gravità dei reati contestati il Pd chiede la costituzione di parte civile del Comune di Laterza da far valere dinnanzi al Giudice delle Udienze Preliminari. Ci rendiamo altresì conto della difficoltà oggettiva da parte dell'attuale Giunta ad ottemperare a questa legittima richiesta, visto che quattro degli otto attuali componenti di Giunta sono essi stessi indagati ed il vicesindaco Pugliese è difensore di alcuni di essi. Per risolvere questo conflitto d'interessi servirebbe da parte del sindaco Cristella e degli assessori Saccomanni, Minei e Colacicco un gesto di responsabilità istituzionale e di rispetto dei cittadini (nonché di "veri uomini"): le immediate dimissioni».
Destino beffardo, comunque, per lo stadio intitolato alla Madonna delle Grazie: finito in disgrazia per colpa di un tappeto verde.

Massimo D'Onofrio
Corriere Del Giorno
11/01/2009

Quiz Mania.

Si è diffuso in tutta Italia il quiz mania.
Genitori con l’ansia di avere figli superdotati, dei geni, pagano fino a 300 euro per misurare l'intelligenza degli eredi.
La loro ansia, probabilmente, è dovuta al fatto che hanno il timore di avere un figlio genio: gestire un genio è difficile, mentre è più facile gestire uno “normale”.
A “Lo voglio bene il mio Paese”, il super assessore alla befana, SCACCO MATTO, con i soldi che avrebbe dovuto spendere per le feste natalizie, ha accompagnato il Number ONE del pdl Gisella KRISTALLIN a un test per misurare l’intelligenza.
Gisella KRISTALLIN, considerato iper-dotato, iper-capace, iper-competente, ha affrontato prove difficili, come ad esempio il distacco dal suo primo padre politico, Vito “CHE” Cassano, dal secondo, Peppino, accusato di fare la cresta all’ASL, dal “fratello” FEFE’, che i pugliesi hanno cacciato dopo aver distrutto la sanità.
Attualmente per sollecitare quelle competenze innate, “và a bottega”, come si dice in Toscana, da Pierino, che inneggia all’ inquinamento prodotta dall’ILVA per giustificare gli appalti miliardari che Riva gli passa e ha chiesto, all’apprendista “P”, un testo di intelligenza per poter arruolarlo come porta borsa alle prossime elezioni provinciali.
I due compari, Gisella KRISTALLIN e SCACCO MATTO, si sono recati ad Arcore dove sono stati sottoposto entrambi a un test di intelligenza dallo psiconano in persona.
I cittadini di “Lo voglio bene al mio paese” possono stare tranquilli: l’elettroencefalogramma dei due risulta piatto.
Avranno una vita normale, non saranno sfruttati, ne tantomeno massacrati da mille attività, avranno molto tempo libero per continuare a stare in apnea come hanno messo il paese da oltre sei anni.

lunedì 12 gennaio 2009

L'incoscienza della malattia

Di seguito riportiamo un commento approfondito, serio e di estrema attualità, ci dispiace solo che è anonimo.

Non intendo prendere alcuna posizione innocentista o colpevolista con riferimento agli imputati.
Ciò che, però, mi sembra si debba osservare e farne oggetto di riflessione è come la malattia della nostra società e della sua politica sia divenuta così tanto grave da non essere più neppure percepita come malattia.
Il malato ha perso la “coscienza di malattia”, che è il primo requisito per difendersi dalla malattia medesima.

Stabilisce precettivamente l’art. 97 della Costituzione che «i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge».

E tante leggi amministrative e penali dovrebbero presidiare questi principi.

E’ vero che una osservazione di comune esperienza è che tutti gli uffici pubblici di un qualche rilievo sono effettivamente lottizzati dai partiti politici, sicché spesso anche i primari degli ospedali sono scelti secondo l’appartenenza partitica e, dunque, non secondo i criteri di cui all’art. 97 della Costituzione. Ma questo non sta bene ed è criminale. In molti casi integra specifiche fattispecie di reato.

E’ come la raccomandazione.

Si sa che l’Italia è un Paese dove la raccomandazione è molto praticata.

Ma il fatto che sia molto praticata non toglie che sia reato. Se il componente di una commissione di esami – qualunque sia: un concorso universitario, un concorso per l’abilitazione professionale, un concorso per un posto pubblico, ecc. – promuove una persona non perché se lo merita, ma perché gli è stata “segnalata”, questo è puramente e semplicemente un reato. Peraltro, e tanti sembrano non riuscire a capire questa cosa elementare, quando assumi quello che ti è stato “segnalato” e non quello che “se lo merita”, non soltanto favorisci un delinquente; contemporaneamente danneggi una persona capace e – peggio ancora – l’intero Paese, che sprofonda, infatti, nell’incompetenza diffusa e nell’inadeguatezza della sua classe dirigente.

Quindi, mi ha fatto una certa impressione sentire oggi tante persone che ricoprono cariche politiche importanti dire che non ci sarebbe nulla di illegale nel fatto che persone potenti in un partito facciano “carte false” per piazzare primari, dirigenti di aziende pubbliche e simili a questo o a quel posto. E’ molto grave che di questi reati nel nostro Paese se ne commettano a quintalate, ma ancora più grave mi sembra che ormai si sia arrivati a un punto nel quale non ci si rende neppure più conto che sono reati. Mi sconvolge davvero l’apparente “buona fede” (a mio parere solo apparente) di tanti aggressori dei giudici di questi giorni.
A me pare, anzi, che proprio questa sia la malattia della quale stiamo morendo. Una incapacità ormai cronica di distinguere i fatti leciti dagli illeciti e, soprattutto, di percepire che una società complessa per sopravvivere ha bisogno di rispettare certi “schemi” formali.
Questo, a mio modesto parere, è il problema.
Finora, la stragrande maggioranza della classe dirigente di questo Paese (e nella “classe dirigente” comprendo oltre ai politici anche tutti coloro che, in ruoli molto diversi, hanno la responsabilità delle strutture pubbliche) ha seguito due linee guida: da un lato sopravvivere e fare strada nel sistema, dandogli, dunque, alimento e vita e, per altro verso, nascondere a sé e agli altri le conseguenze che queste condotte avevano sulla “tenuta” dell’intero “sistema”.

Oggi il “sistema Paese” (come si usa dire) è alle corde.

Appare evidente che non sopravviverà a questo andazzo.

Il bivio dinanzi al quale siamo impone di scegliere fra riconoscere la malattia e disporsi a pagare i prezzi inevitabili per una “marcia indietro” e il lento ma concreto recupero di una parvenza di legalità oppure la definitiva distruzione degli ultimi modesti e inefficaci strumenti di controllo della legalità. La seconda delle due opzioni equivarrebbe alla scelta di un malato che, sentendosi diagnosticare dai medici la malattia, li butti tutti fuori di casa e distrugga tutti i termometri. Quindi, quando nulla e nessuno certifica più la sua malattia, sentenzi sorridente: “Vedete, non sono malato”.
In questa direzione vanno con evidenza le richieste di quei molti deputati che ieri hanno invocato addirittura un decreto legge che vieti le intercettazioni telefoniche. Il loro schema logico è: le intercettazioni fanno scoprire i reati, eliminiamo le intercettazioni.
Nessuno ipotizza che la soluzione possa essere smettere di commettere i reati, piuttosto che impedirne l’accertamento. Spiace doverlo dire, ma l’intera vita pubblica del nostro Paese si svolge dentro una enorme colossale e costante menzogna. Tutto è falso. I discorsi dei politici, le motivazioni degli atti amministrativi, i voti nelle assemblee e nei concorsi, i rapporti fra le persone, le alleanze, tutto.
Si finge di affermare dei valori, si promulgano delle leggi, ma ciò che davvero si fa è del tutto diverso da ciò che si dice.
Ma una società non può vivere costantemente nella menzogna.
Qualcuno ha detto: “si può mentire a qualcuno per sempre, a tutti per un certo tempo, ma non a tutti per sempre”.
Dicevo che è in discussione la stessa sopravvivenza degli ultimi presìdi di legalità.
Ma non si deve dimenticare che in una società “sana” i presìdi di legalità sono molti e diffusi.In Italia, invece, è rimasto un solo presidio di legalità: la magistratura. E questo è un male grande, perché è grandemente patologico che una società sia prevalentemente illegale e impegni nella difesa della legalità solo i giudici. Le leggi prevedono molti tipi di controllo di legalità e molti altri li esigono la cultura, la sociologia, la storia. Noi li abbiamo azzerati tutti. Ormai i certificati medici per assentarsi dal lavoro si chiedono per telefono e si ritirano in portineria; i bilanci societari sono falsi con il permesso esplicito della legge; le dichiarazioni dei redditi anche; i collaudi delle opere pubbliche sono "pro forma"; le approvazioni delle note spese scontate; gli straordinari al lavoro "autocertificati".
Poi abbiamo azzerato anche la giustizia, che non funziona più per niente e non funziona più non per caso, ma per una precisa scelta dei centri di potere – politico ed economico – del Paese, che hanno reso via via sempre più inefficiente la giustizia per non essere soggetti al suo controllo. Ogni volta che un potente è finito nelle maglie della giustizia, "la casta" ha fatto una legge che rendesse impossibile che una cosa simile accadesse di nuovo. Oggi tocca alle intercettazioni di dovere essere eliminare dal codice.
Ma se questa linea non viene fermata e non si ritorna indietro, avremo un Paese nel quale la classe dirigente è profondamente corrotta e la corruzione prospera e dilaga ovunque, e i soggetti più deboli, quelli che, non avendo potere, non possono difendere da se i propri diritti, non hanno nessun giudice dinanzi al quale ottenerne tutela, restando così emarginati, mentre le carceri si riempono di emarginati vecchi e nuovi.
Insomma, una situazione ben nota alla storia, che un tempo si sarebbe definita come “sudamericana”. In ogni caso lontanissima dal sogno falso di un Paese moderno usato dai potenti per comprare voti e ottenere consenso.
Oggi anche Laterza partecipa a questo triste teatrino.
Anonimo commentatore