I Socialisti autonomisti sollecitano un chiarimento. Nel mirino il futuro dell’opposizione e la nomina di un dipietrista nella Comunità montanaLa Gazzetta del Mezzogiorno di Francesco Romano
I Socialisti autonomisti sollecitano un chiarimento. Nel mirino il futuro dell’opposizione e la nomina di un dipietrista nella Comunità montanaLa Gazzetta del Mezzogiorno di Francesco Romano
Non solo Carlo Frigerio (vero nome Gianstefano), eletto in Parlamento proprio in Puglia e pluricondannato, ma anche altri personaggi noti e meno noti della politica, come Franco Alba, ex sindaco della DC di Monopoli (BA), condannato a cinque anni in primo grado per corruzione relativamente al rinnovo di un appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E ancora, sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 3 luglio leggiamo del processo per calunnia a carico dell'attuale assessore regionale al Personale ed ex sindaco di Monopoli Giovanni Copertino (Ccd), ex Presidente del Consiglio Regionale della Puglia e candidato nel proporzionale per il CCD alle elezioni politiche del 13 maggio. Secondo il pm Giovanni Giorgio, vittime della calunnia sarebbero il pentito Luigi Svezia, ex boss, e un altro pregiudicato. Il pm ha chiesto di acquisire le intercettazioni fatte dalla Direzione antimafia in varie indagini a carico del boss Giuseppe Muolo, dalle quali emergerebbe una richiesta di denaro fatta a Copertino per finanziare la latitanza di Muolo, ma il giudice non ha ammesso le prove dato che per il reato di calunnia non è possibile disporre intercettazioni. Copertino è a giudizio perchè in due lettere inviate alla procura - il 28 maggio e il 13 luglio del '98 - aveva accusato i due pentiti di avere rilasciato durante un altro processo dichiarazioni lesive della sua reputazione, qurelandoli per falsa testimonianza e diffamazione. Due fotografie scattategli in casa del boss dimostrerebbero invece il tenore dei rapporti fra i due. Copertino ha comunque sempre affermato di non sapere chi fosse e che cosa facesse Muolo, ritenuto dalla Dda un criminale di primo piano. Sulla citta' di Monopoli pende tuttora un decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica Scalfaro emesso nel 1992 per infiltrazioni mafiose, costato due anni di commissariamento. Sulla vicenda che ha originato il provvedimento ancora non è stata fatta completa luce.
LE IDEE di rifondazione della Repubblica, nelle parole di Berlusconi, affiorano sempre in modo graduale, ma assolutamente esplicite e manifeste. Arrestano il governatore della Regione Abruzzo, e molti dei suoi, per corruzione. Il processo ci dirà se con fonti di prova solide o dubbie. Il mago di Arcore non si cura di attenderne l'esito. Non ha alcuna prudenza. Sa di che cosa si tratta, nella sua chiaroveggenza. Due sole parole - corruzione (il reato contestato), politici (gli indagati) - gli sono sufficienti per sentenziare che si tratta di un "teorema". Che poi in matematica vuol dire "proposizione dimostrabile", ma nelle parole del mago di Arcore il significato si capovolge nel suo opposto e "teorema" diventa una costruzione artificiosa, infondata, priva di fatti e prove. E' ai "teoremi" della magistratura che bisogna tagliare definitivamente la strada modificando radicalmente la magistratura ab imis fundamentis, dice, dalle più profonde fondamenta. Chi governa, di qualsiasi area politica sia (la giunta regionale abruzzese è di centro-sinistra), non deve più temere l'intervento della magistratura. Bisogna allora separare le carriere?, gli chiedono. "Di più, molto di più" risponde.
O servizio o impotenza.
Il 21 luglio si discute del Piano di gestione delle Sic-Zps "Area delle Gravine"
DICHIARAZIONE DI VOTO DEL DEPUTATO LUDOVICO VICO SULLE MOZIONI VICO ED ALTRI
Quando nacque il partito democratico i Riformisti per Veltroni (socialisti autonomisti pugliesi di Alberto Tedesco) parteciparono con coraggio e passione per la costruzione del nuovo soggetto politico che avrebbe seguito alla fine di una sinistra sempre in rissa, in crisi, divisa e tormentata. Una nuova via quella del partito democratico che fa fatica a gettare le basi di un equilibrio politico che, nelle sue linee generali trova dure resistenze striscianti ed occulte.
La questione dei debiti del nostro comune è una querelle che si ripete ciclicamente (almeno in occasione della discussione dei bilanci di previsione o del rendiconto). Come volevasi dimostrare l'articolo di Romano e alcuni commenti subito dopo il consiglio comunale hanno riacceso l'interesse sui debiti del nostro comune.
Carissimi, il radicamento del Partito, l’avvio della Campagna di Tesseramento, le feste estive, l’organizzazione delle “Summer School”, le elezioni Amministrative della prossima primavera sono i futuri impegni a cui TUTTI siamo chiamati a partecipare a partire da subito.
Riteniamo utile approfondire una discussione su questi temi ed anche su altre questioni di carattere più locale in un’ASSEMBLEA Regionale dei Coordinatori di Circolo convocata per VENERDI’ 18 luglio alle ore 15.30 in Bari presso l’Hotel EXCELSIOR.
All’incontro sul tema “Il PD nei territori” interverrà il Segretario Regionale Michele EMILIANO e parteciperà anche un Dirigente nazionale.
Il piano è evidente. Il centrodestra ha perso in Puglia con Bari, 9 Luglio 2008
Il Consigliere regionale del PD
Paolo Costantino
non fare la fine del grande filosofo: è stato venduto come schiavo, anzi peggio: è stato allontanato come molesto dalla loro vista. Nella parte più triste della sua lettera, quella finale, si legge: “ho interpellato "la politica" che mi ha invitato a rivolgermi ai funzionari e dirigenti di settore”. Per questo genere di venture il dialetto ha un’immagine d’insuperata icasticità: “veniva mandato da Erode a Pilato”: per dire dei potenti incapaci di trovare al Cristo un motivo per toglierlo dai piedi dei poteri forti del posto, scribi e farisei, ma non del capo del mondo, l’imperatore.
Finendo nella rinuncia della responsabilità, Savino è finito nello scherno. Che cosa diceva Savino ai suoi politici, coloro per i quali aveva scritto infinite righe, nelle quali descriveva la speranza come una realtà in fieri?
Elencava il degradarsi di ciò che essi stessi avevano fatto in qualche anno di operosità: un ricordo il risanamento di incroci pericolosi all’ingresso del paese, fontane senz’acqua, erbacce, invece del verde, panchine scrostate, la colonna, una graziosa stele, su cui svetta
Non si chiede Savino da dove derivi questa incuria. Egli è anche uno dei padri di queste opere che stanno andando a male, e il dolore sopraffà la ricerca delle cause. La causa è che si abbandona ciò che non è più utile. Ma la funzionalità e la bellezza di quelle opere sono utili alla popolazione; perché, allora, le si abbandona?
Così è dovunque, così è perché, a Laterza e altrove, le opere non furono fatte per la popolazione, ma per chi le faceva. Un’opera pubblica, infatti, può rendere un servizio alla città, ma può anche essere un grande palcoscenico, su cui appagare la propria vanagloria fino al giorno dell’inaugurazione. Se lo scopo di un’opera è il palcoscenico su cui far sgambettare e sproloquiare il committente, invece di dare un’utilità al popolo, è inevitabile che gli smaniosi di sempre nuovi palcoscenici, lascino alla fatiscenza quelli su cui si sono esibiti.
Vedere che il far politica dei “suoi” non perseguiva il Bene comune, per Savino, cattolico praticante e quindi seguace di questo concetto tomista, è stato il crollo di un mondo. Eppure i segni che così sarebbe stato erano inequivocabili. I cattolici praticanti vedono a occhio nudo i cercatori del Bene comune. Essi sono elencati nelle Beatitudini: i puri di cuore, i miti, i misericordiosi, i cercatori di giustizia, gli operatori di pace. I cattolici dicono anche che gli uomini vanno giudicati dalle loro opere. Ma anche dalle loro omissioni. Chi non si cura della vivibilità della sua gente nelle piccole cose non se ne cura in nessuna cosa.
Laterza è uno dei paesi più inquinati e rumorosi in Italia, proprio nel momento in cui è indispensabile un po’ di silenzio e di pulizia, a sera, senza dar fastidio ad automobilista al lavoro, nessuno ostacola o fa cessare un’interminabile processione di vanesi in macchina con smog e clacson; e magari in casa sta un malato, un vecchio solo, uno che è tornato dal lavoro ed è stanco; o, d’estate, chi vorrebbe sedere sul marciapiede, per un po’ di fresco e due chiacchiere rasserenanti con i vicini. Si potrebbe aggiungere lo scempio che è stato fatto dell’antica chiesa del Purgatorio, togliendole la sacralità e trasformandola in dozzinale auditorium; il trattare da inesistente il centralissimo Monumento ai caduti; la mancata valorizzazione della gravina e delle sue vestigia interne; l’essere diventato un paese le cui case costano un occhio della testa: per dire solo delle cose di più stringente attualità e di maggiore
interesse sociale. Nella storia di Laterza i momenti salienti sono stati quelli dei maiolicari secenteschi, dei briganti ottocenteschi, dei moti bracciantili del secondo dopoguerra e dei tombaroli degli anni ‘70. Poi il tran tran, più o meno chiassoso. Eppure è stato detto, e scritto, che mettere insieme murge e boschi, gravina con i suoi ovili e le sue chiese rupestri, Santuario
mariano con la sua meravigliosa grotta con l’effigie della Madonna, monumenti storici, archeologia, tradizioni contadine e culinarie, sarebbe stato possibile avere una meta culturale, sociale ed economica, innescare un circolo virtuoso. Ma per vedere l’insieme, e volerlo realizzare, occorrono due cose: lungimiranza e passione per il Bene comune, virtù assenti non solo nei politici, ma nell’intera intellighentsia laertina, salvo quale voce urlante nel deserto, alle quali oggi s’è aggiunta quella di Savino: un altro degli intellettuali o profeti che da tremila anni s’affannano invano per far introdurre nella comunità il senso dell’essere ciascuno per tutti: che non l’Universo è fatto per noi, come diceva Platone, ma noi per l’Universo”.
Michele Cristella – Corriere del Giorno – 10 luglio 2008