venerdì 4 aprile 2008

Eolico, il grande affare. Dossier del centrosinistra di Castellaneta

Affaire eolico, Via col vento, corsa alle pale. C'è chi lo chiama con nomi differenti. Città Nuova, il giornalino di informazione del centrosinistra castellanetano che furoreggiò negli anni '90 e che è tornato in distribuzione da qualche settimana, ha scelto il titolo del classico del cinema di Victor Fleming. Un titolo ad effetto che si adatta al tema e che, nelle intenzioni e negli auspici dell’attuale opposizione in Consiglio comunale, potrebbe tramutarsi in una cassandra. Con una clamorosa conclusione: lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Un avvenimento già accaduto in un’altra parte d’Italia, con lo stesso protagonista e con le medesime modalità della vicenda che raccontiamo.

UNA FORESTA D’ACCIAIO - Nelle scorse settimane l’Enel ha investito 100 milioni di euro in Texas per costruire, in aree sterminate, ventose e disabitate, pale eoliche dell’altezza di 110 metri, 28 mega-turbine che produrranno 3 MegaWatt di elettricità ciascuna, tanto da soddisfare il fabbisogno di 12mila famiglie americane. Nella zona di Castellaneta, che non è certo disabitata come i canyon dei film sui cowboys e che ricade nel Parco nazionale dell’alta murgia e nel Parco delle gravine, è giunta una richiesta di installazione di 450 mega-turbine, oltre dieci volte di più di quante l’Enel ne sta realizzando in Texas: un totale di ben 262 pale eoliche. Nei territori dei Comuni di Castellaneta e Laterza sono giunte richieste pari al 65 per cento di quanto è stato realizzato nell’intera Puglia (stando ai dati riportati dal quotidiano “La Repubblica”). Una foresta d’acciaio, è il caso di dire. Pale alte quanto uno stadio di calcio posto in verticale e dalla larghezza di novanta metri a due passi dalle gravine. Già questo basta a far rizzare le orecchie non solo agli ambientalisti, ma anche a quanti non vorrebbero vedere il panorama deturpato ma che invece vorrebbero puntare seriamente, e in maniera legislativamente corretta, sull'energia pulita prodotta dal vento. Perché le modalità con cui si è giunti alla formulazione delle proposte delle ditte interessate all’istallazione di aerogeneratori, e i precedenti in particolare di una di queste ditte, lanciano ombre sull'intera vicenda.

DUE I PUNTI OSCURI - I dubbi riguardano più avvenimenti e più livelli. A campagna elettorale per le elezioni comunali della scorsa primavera ancora in corso, il centrosinistra denunciò la corsa di “un gruppetto di soggetti” (vengono così dipinti) ad assicurarsi la disponibilità di terreni, tramite contratti di fitto con agricoltori e allevatori, di parti di territorio della Murgia. Questa denuncia troverà una conferma più avanti, quando l’inchiesta rivelerà i canoni richiesti dal Comune di Castellaneta per concedere l’assenso o il parere favorevole alle proposte progettuali. Il centrosinistra castellanetano sin dal primo momento ha parlato di un “noto imprenditore laertino” e di un “noto imprenditore di Ottaviano (Na)” (la città nativa dello storico boss della Camorra Raffaele Cutolo). Con loro si parlava anche di “un noto agronomo locale”. I nomi dei primi due verranno fuori ufficialmente una volta presentate le proposte progettuali per la costruzione delle pale eoliche. La seconda parte della denuncia dei partiti di centrosinistra in Consiglio comunale riguarda gli Uffici, in particolare quello tecnico, del Comune che negherebbero ai consiglieri comunali le carte riguardanti quello che è stato soprannominato “l'affaire eolico”. Sempre secondo le opposizioni, già dai primi tempi della vicenda le modalità del meccanismo avrebbero tagliato fuori dall’aggiudicazione delle “licenze” due ditte che da tempo operano nel campo dell’eolico, la Hydroser di Padova e la Inergia di Ascoli Piceno. Sono invece rimaste in ballo alcune ditte locali e una con sede a Napoli. Quali siano, in che modo stiano avendo il via libera a costruire gli impianti e in che modo la ditta napoletana abbia già portato allo scioglimento di un Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose verrà illustrato nella prossima puntata della vicenda sull'eolico a Castellaneta.

» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
» Autore: Angelo Loreto

Scuola e Lavoro. Un Ponte per Costruire il Domani.

Il Partito Democratico di Laterza ringrazia la D.ssa Anna Cammalleri, dirigente dell’ ufficio scolastico provinciale e candidata al Senato del Partito Democratico di Laterza, per la sua partecipazione all’ evento “ Scuola e Lavoro. Un ponte per costruire il domani“ e per aver risolto il problema del taglio della prima classe dell’Istituto d’Arte, salvaguardando non solo posti di lavoro, ma anche la tradizione ceramista laertina, che in quella scuola viene portata avanti.
La scelta della D.ssa Cammalleri come candidata del PD al Senato dimostra la volonta’ del PD di investire sulla scuola ed e’ proprio la scuola uno dei cardini principali del programma del PD, perche’ e’ nella scuola che si innestano le radici della cultura democratica e civile indispensabile ad una convivenza sempre più multiculturale. dove si previene il teppismo, la violenza e il razzismo.
Nel dibattito si e’ ribadita la necessita’ di dover rafforzare e sviluppare un forte sistema pubblico di Università e centri di ricerca di eccellenza, affermando il principio dell’autonomia, della competizione tra le strutture sulla base di una valutazione rigorosa dei risultati, del rinnovamento generazionale su basi meritocratiche del corpo docente. E’ maturata l’idea di formare in una scuola inclusiva, sempre più integrata in un sistema europeo della formazione, che garantisca effettivamente le pari opportunità, che valorizzi le differenze e che contribuisca a costruire un’etica pubblica condivisa intorno ai principi della Costituzione
E’ necessario comunque restituire prestigio agli insegnanti, sostenere un sistema scolastico pubblico integrato (statale e non statale) che garantisca una elevata soglia di qualità ai percorsi formativi ed escluda i diplomifici.
E’ inconcepibile non investire nella scuola in un Paese come il nostro che, povero di spazi e risorse energetiche, dovrebbe puntare tutto sulle intelligenze. Su quella che Carlo Carboni in «Elite e classi dirigenti in Italia» chiama la «manutenzione del capitale umano».
Un paese che non investe sulla scuola e’ un paese che non investe su se stesso.
Davide Bellini

mercoledì 2 aprile 2008

Su Rai2 Veltroni vince il duello degli ascolti

Archiviato il confronto a distanza tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, andato in onda su "Conferenza stampa", Rai2, si tirano le somme delle performance dei due candidati premier. Lo strumento più indicativo, ossia gli ascolti del pubblico, premiano, in modo inequivocabile, il segretario del PD.

I dati sono addirittura sorprendenti: Berlusconi ha totalizzato 3,1 milioni di spettatori con uno share dell'11,02%. Per la conferenza stampa di Veltroni, che tra l'altro è andata in onda in una fascia oraria meno vantaggiosa, gli spettatori sono stati 3 milioni 836mila, lo share 13,91%.

Per il leader del PD, questi numeri testimoniano ancora una volta che "il Paese è stanco di sentir dire le stesse cose da quindici anni, di sentir usare gli stessi toni. E probabilmente è più incuriosito di sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato. Questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa".

Tornando ai contenuti della tribuna elettorale andata in onda su Rai2, Veltroni, rispondendo alle domande di Stefano Folli, Gianni Riotta, Marcello Sorgi e Mauro Mazza, ha spiegato la sua idea di Italia:0 "Noi vogliamo vincere per dare una terapia di innovazione di cui l'Italia ha bisogno. Per noi vincere non è un fine ma un mezzo".

1 aprile con il rialzo sulla sedia

Ieri, 1 aprile giornata di scherzi e prese in giro, si è tenuto il confronto parallelo tra Berlusconi e Veltroni. Mi è capitato di vederlo per intero insieme ai miei figli. Naturalmente sono stato oggetto, durante la visione televisiva, delle burle dei miei figli che non perdevano occasione per distrarmi. Per certi versi facevo la parte del finto tonto e stavo ai loro giochetti. Forse per questo non mi sono accorto della magistrale presa in giro del cavaliere. Infatti per apparire più alto ai telespettatori, si e' fatto piazzare un cuscino sopra la sedia (clicca qui per vedere il filmato).
L’ennesima finzione, quasi patetica, di un personaggio pubblico che usa tutti gli strumenti per ingannarci.
Scarpe con tacco interno per guadagnare qualche centimetro di altezza, capelli trapiantati per non apparire calvo, lifting a volontà e plastica facciale per sembrare meno vecchio. Una persona “taroccata” che vuole apparire diverso da quello che è. Insomma non si accetta così com’è. E’ perché dovremmo accettarlo, e votarlo, noi se lui non si accetta e non si piace?

Approfitto del post per rispondere al commento critico sul sondaggio dei video. Questa campagna elettorale tremendamente fredda e massmediatica è la conseguenza di una legge elettorale mal digerita dai cittadini. La mancanza della preferenza e l'annullamento dei collegi territoriali ha generato parlamentari nominati e insignificanti spostando l'attenzione sui leader delle coalizioni. Per cui niente preferenze, niente confronti diretti, pochi comizi (visto anche il tempo), non ci rimane che internet e i suoi strumenti per creare un minimo di partecipazione e interesse. Tra l'altro i video sono stati visti da un numero consistente di visitatori del nostro blog.

Franco Catapano

Internet e Pd

Mai come in queste elezioni, internet è di sinistra. Il Partito Democratico ha fatto della mobilitazione sul web un punto di forza della sua campagna elettorale: un sito che viaggia ad una media superiore ai 100mila contatti giornalieri, un network che raccoglie ormai 19235 iscritti, un blog per i Wolontari ed uno per seguire (e finanziare) il "Giro dell’Italia nuova di Veltroni". Ma anche la Sinistra Arcobaleno di Fausto Bertinotti risponde da par suo. Per il presidente della Camera ecco una videochat sperimentale, tutta basata sulla tecnologia peer-to-peer. Berti.net: la dimensione assembleare della Rete.

Qualcosa di simile aveva fatto nei giorni scorsi anche Walter Veltroni che, pur senza sperimentare nuove tecnologie, si era collegato su internet con i suoi elettori per una "notte bianca del web". Un viaggio nella "111ma provincia italiana", lo aveva definito. Certo, fra i due leader qualche differenza c’è. Il democratico Veltroni, si definisce "un vecchio navigatore" e vanta la sua passione per ogni forma innovativa di comunicazione. Bertinotti, invece, non nasconde il suo imbarazzo di fronte a quelle che definisce "diavolerie elettroniche". "Sono relativamente impedito – ammette - Uso ancora la penna stilografica e la matita". Però nell’utilizzo di internet vede "una chance in più". E ci si butta.

È questa, d’altronde, la vera novità. Ed è questa la grande differenza fra destra e sinistra nella Rete. È finito il tempo dei siti vetrina, fatti per poter ostentare un indirizzo web sui manifesti elettorali. È finito il tempo di un rapporto passivo con Internet, limitato alla ricezione di notizie, informazioni pratiche, propaganda. Quello che stanno facendo il Pd e, in parte, anche la Sinistra Arcobaleno è completamente diverso. In queste elezioni la parola d’ordine è partecipazione. Rendere i navigatori protagonisti attivi della campagna sul web, mobilitare, lasciare campo libero alla creatività dei singoli.

Il risultato potrebbe essere ricondotto ad una definizione dal suono sinistro: marketing virale. Non una malattia, ovviamente, né un’infezione informatica, ma la versione moderna del classico "passaparola" unito alla logica imprevedibile ed intuitiva del "tormentone". È la comunicazione che, come un virus, si propaga nel web da computer a computer, da elettore ad elettore. Una tecnica di propaganda che sfrutta la dimensione orizzontale e democratica della Rete per trasmettere un messaggio da un numero limitato di soggetti promotori ad un numero esponenziale di destinatari che a loro volta continuano a diffonderlo ad altri utenti. Tutto sta ad innescare il contagio. I mezzi: blog, pagine personali, Twitter, piattaforme per la condivisione di video e foto come Flickr o YouTube.

Prendete ad esempio il video tormentone I’m Pd, la dance veltroniana ricalcata sulla celebre Y.M.C.A. dei Village People. Realizzato con un budget di soli 65 euro dal circolo 02PD di Milano, ha ottenuto decine di migliaia di contatti in poche ore. E nonostante la band americana abbia intimato al sito ufficiale dei democratici di ritirarlo, resta facilmente scaricabile su YouTube e in un’infinità di blog. Ulteriore effetto "virale" e sintomo della libertà della Rete: quando il contagio parte, fermarlo diventa quasi impossibile.

"Nessuno ha ancora mai studiato scientificamente quanti voti vengano orientati da internet", spiega Francesco Verducci, responsabile del sito del Partito Democratico e docente di Sociologia dei Fenomeni politici all’università di Macerata. "È però ormai evidente che per una fascia di elettori, quella compresa nelle statistiche elettorali fra i 18 e i 34 anni, la Rete rappresenta oggi il mezzo di informazione privilegiato". Ed anche il più affidabile: "La possibilità di commentare, partecipare alle discussioni, entrare in un contatto diretto con il proprio interlocutore, aumenta il grado di fiducia nei messaggi che si ricevono. Non a caso gli utenti considerano il web molto più affidabile della televisione". Ed ecco allora l’importanza del Pd Network, il gruppo online che consente di condividere blog, video, foto e twitterate sfruttando gli appositi canali forniti dal Pd. Il meccanismo "virale" anche in questo caso è semplice e non richiede interventi "pesanti" da parte dei gestori: è la campagna elettorale a dettare i temi di copertina e ad orientare l’agenda, i 19mila iscritti al network arricchiscono e rilanciano la discussione, creando un effetto domino nella Rete.

Da questo punto di vista, Berlusconi è alla preistoria. Il sito del candidato del Popolo delle Libertà (www.votaberlusconi.it), realizzato solo a campagna elettorale iniziata, appare statico e arretrato. L’unica verniciata di nuovo è offerta dal video "Meno male che Silvio c’è" (vedere per giudicare) e dai collegamenti a Flickr e YouTube. Ma in sostanza è il vecchio modello del "sito vetrina". D’altronde lo stesso Berlusconi lo ammette candidamente. Ad un giornalista che gli chiedeva un’opinione sull’importanza di blog e informazione on line nella campagna elettorale americana, ha replicato: "Non sono io la persona più adatta a darle una risposta realistica e con una conoscenza del mezzo che francamente non ho. Io uso il computer e internet, ma lo usano soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno".

lunedì 31 marzo 2008

Dedicato a chi non si rassegna ....

C’è un’Italia che non si rassegna, un’Italia che ci crede, l’Italia che ce la può fare. Sono oltre cento le dichiarazioni di voto per il Partito Democratico raccolte dall’Unità. Sono le voci di un Paese che si vuole risollevare, che vuole scommettere sulla forza riformista del Pd, che ha fiducia nel suo leader. Le voci di un’Italia ottimista e fiera che crede nelle grandi risorse di questo Paese.
Mondo della spettacolo, della musica e dell’arte
Jovanotti
Cantante
L’Italia ha bisogno di cambiare. Forse dal dopoguerra a oggi non c’è mai stata un’urgenza di cambiamento e rinnovamento così grande come adesso. Tra le forze in campo mi sembra che quella guidata da Walter Veltroni sia la più adatta a garantire al paese gli strumenti politici per questo possibile cambiamento. Mi sembra che rispetto al resto della scena il Pd sia l’unica possibilità per far entrare uno spiraglio di nuova luce e di entusiasmo verso il futuro dell'Italia. Veltroni non ha mai guidato un governo e credo che abbia i numeri per farlo bene e io ci sto a scommettere su di lui. Penso che lui sia in grado di essere il Presidente del Consiglio di tutti gli Italiani.
Enrico Lucci
“Iena”
Voto partito democratico per 200mila ragioni. Le volete sapere tutte? Diciamo la prima: perché voglio un solo partito al governo e voglio vedere rasi al suolo i mini-partiti italiani di destra e sinistra.
Renzo Arbore
Conduttore Tv
Tutto il mio appoggio al Partito Democratico e a Veltroni. Si può fare.
Salvatore Accardo
Musicista
Voto Pd perché il mio bagaglio culturale mi porta a dare una preferenza verso questo partito. Penso Veltroni sia una delle poche persone politiche alle quali si possa veramente dare fiducia.
Lucio Dalla
Cantante
Voto Pd perché mi trovo sostanzialmente d'accordo con la sua visione. Credo in un cambiamento che mi auguro possa avvenire tramite un sistema di una visione politica ma anche operativo.
Ennio Morricone
Compositore
Voto Pd perché ho grande fiducia in Veltroni, in gran parte della squadra che ha messo insieme e sul progetto politico. Non andare a votare? È un atto di tradimento verso il paese.
Neri Marcorè
Attore
Voto Pd perché Veltroni è una brava persona, capace e onesta. E a differenza di tutti gli altri che hanno già provato a governare l'Italia senza grossi risultati, mi pare, anche se per ragioni e responsabilità diverse, lui è l'unico a non averlo ancora fatto direttamente. E ora, direttamente, ha già impresso alla politica un’accelerazione che fino a pochi mesi fa era impensabile.
Francesco Guccini
Cantautore
Voterò PD sia alla Camera che al Senato. Perché? Qualcuno mi suggerisca una via alternativa e più dotata per tenere questa destra lontana dall'area di governo. La pur breve esperienza recente del centrosinistra ha dimostrato che un altro modo di governare è possibile e che è altrettanto possibile guidare il paese badando agli interessi generali piuttosto che a quelli del presidente del consiglio. Se vi par poco. E c'è un'altra considerazione facile facile: sia da destra che da sinistra risuona da tempo un'eco insistente, "tanto, sono tutti uguali". Ma non è vero che sono tutti uguali, basta guardarsi attorno e valutare alcuni dati reali, anche nel corso di questa campagna elettorale. Ma quell'eco è pericolosa, spinge molta gente a staccare la spina. Voto per creare un argine di responsabilità a questa brutta deriva che cancella le differenze e sottrae ai cittadini il potere di decidere, di scegliere. Ecco perché non avrò dubbi su cosa fare.
Paolo Hendel
Comico
Prima di tutto vorrei dire che si deve andare a votare. Capisco la delusione e capisco anche la rabbia per come vanno le cose in Italia, però non votando non si cambiano certo le cose. Non è vero che è tutto un "magna-magna",. Si dice che la politica è una cosa sporca e anche questo non è vero per tutti; la politica è una cosa sporca, per esempio, quando uno "scende in campo" per risolvere i suoi guai giudiziari e per difendere i suoi interessi privati, senza far nomi ovviamente! Ma c'è anche chi fa politica perché crede nella democrazia e nella possibilità di migliorare la situazione. Voto Pd con la speranza che le cose vadano meglio per l’Italia.
Lucia Poli
Attrice
Voto PD perché spero che questo voto abbia una valenza pratica nel risollevare l’Italia dalla condizione di degrado, in primis culturale, in cui versa. Apprezzo l’impegno di Veltroni e di quanti lo seguono in questo percorso, perché si è finalmente tornati a parlare di etica e di valori, di una politica più accorta e meno “sprecona” e di una rinnovata attenzione alle fasce più deboli e in difficoltà. In questo periodo di grande pessimismo ammiro il coraggio, la speranza e l’energia che Veltroni impiega nel portare avanti questo tentativo di riqualificare la politica italiana. Si è tornati a parlare di etica... questo è semplicemente bellissimo!
Paolo Fresu
Jazzista
Voto Pd perché ci credo fortemente altrimenti non lo farei e mi sembra l'unica alternativa a una svolta politica fondamentale che serve al paese. Il nuovo modo di intendere la politica. Quello che ho professato di fare quando sono stato nominato coordinatore regionale. Voto Pd perché è il partito che fa una politica diversa, più corretta, etica, nuova. Secondo me un giovane dovrebbe votare Pd perché sta nascendo un nuovo partito che fa politica giovane fatta da giovani e dedicata al mondo che sta cambiando. E poi la motivazione è la speranza di un vero cambiamento per avere un governo più efficiente e pluralità di pensiero.
Paolo Virzì
Regista
Voto Pd perché mi auguro che il Partito Democratico metta in moto un grande processo per coinvolgere le tante persone che finora si sono tenute lontano dalla politica. E che così si aprano nuovi accessi attraverso forme più moderne di partecipazione: ad esempio, io sono iscritto al circolo on line del Pd “Barack Obama”. Poco tempo fa è stata organizzata una assemblea in rete, dove sono intervenuti tantissimi giovani che nella loro vita erano sempre rimasti alla larga da qualsiasi militanza politica, ed è venuto fuori un dibattito ricchissimo. In vista delle elezioni politiche, è importanteche non prevalga tra la gente la rassegnazione e la sfiducia, anche perché il Pd è l'ultima speranza per un ricambio della classe politica.
Piera degli Esposti
Attrice
Voterò e voterò partito democratico. Vengo da una famiglia di sinistra, sono stata educata andando alle feste dell'Unità, da un padre sindacalista e dalle manifestazioni con Dalla e altri che erano allora ragazzi. Credo di riconoscere quei volti in quelli di del partito democratico di oggi. Tengo per l'uomo felice e le persone che mi hanno umanamente protetto sono sempre state di sinistra. È per me molto naturale stare a sinistra e votare Partito Democratico.
Gigi Proietti
Attore
Voto Pd e non è un mistero. Mi sembra che sia un progetto, anche culturale, che rispetti in prospettiva certe istanze che vengono da lontano. Soprattutto è stato formato un partito e non più delle coalizioni e questo ne fa un riferimento più serio e riconoscibile per l’elettore comune, quale sono io.
Giobbe Covatta
Attore
Certo che voto Pd: con affetto sfrenato nei confronti di Walter. Un affetto non solo di carattere familiare, legato a una lunga conoscenza - siamo anche stati in Africa insieme -, ma perché ne conosco per certo l’onestà intellettuale, i suoi timori e i suoi sconforti politici. Ho una stima profondissima per lui, sono tra i primi firmatari del suo progetto e gli ho dato carta bianca. Totalmente.
Nicola Piovani
Compositore
Voterò per il PD perché vorrei evitare che l'Italia si ritrovasse governata dai Brambilla, Bossi, Ciarrapico eccetera eccetera. Perché quest'occasione che il PD offre mi sembra un treno da non perdere (perso questo non voglio immaginare quando ne passerà un altro). Perché Walter Veltroni e la maggior parte dei candidati mi sembrano più che degni di fiducia.. Perché l'«antipolitica» ha una grande forza teatrale, e va bene per la figura letteraria dell'«anticittadino». Ma il governo del paesedomanda ben altre capacità e concretezze. E poi perché provare a crederci è meglio dello squallido cinismo sistematico.
Nicoletta Conti
Direttore d’orchestra
Voterò Pd perché mi aspetto attenzione e concretezza in tema di uguaglianza tra i sessi. Un obiettivo che lo stesso Veltroni ha mostrato di ritenere fondamentale. Servono regole certe come nei paesi anglosassoni che tutelino l’accesso delle donne nel mercato del lavoro.
Patrizio Roversi
Conduttore Televiso
Voto Pd perché non è un partito identitario ma è già, di per se’, una piattaforma di mediazione tra punti di vista diversi. Non è più possibile, come una volta, governare con gli slogan rivolti alla «propria gente». Spero anche che il mio voto al Partito democratico serva a ricompattare l’Unione, che è il punto di partenza e l’approdo di un progetto per il quale mi sono speso in tutti questi anni e che sta governando con successo tante amministrazioni locali.

Carofiglio e la politica, praticamente un best seller

Incontro col magistrato-scrittore che corre per il Pd: «L’illegalità è figlia del disordine»
Ha parlato di regole, efficienza, programmi politici. E ha firmato i libri dei suoi lettori.
Gianrico Carofiglio, già magistrato e ora candidato nelle liste del Partito democratico, non può tacere quella vena narrativa che gli ha assicurato il grande successo di pubblico. Tant’è. Giovedì sera, all’incontro sul tema “Giustizia e Politica - Non c’è sviluppo senza legalità", organizzato dal locale Pd nella Cittadella della Cultura, ha cominciato raccontando.
Ha raccontato di come a New York, negli anni ’90, si riuscì a far calare il numero di crimini. Facendo leva su un semplice assunto: "l’illegalità è figlia del disordine". Quindi, prima di rincorrere i delinquenti nella metropolitana, si cominciò a controllare l’abusivismo sui mezzi pubblici.
Generalizzando: "Un posto in cui le regole funzionano - ha detto Carofiglio - attirano finanziamenti, perché rispetto delle regole ed efficienza sono la chiave dello sviluppo sostenibile".
Di qui al Partito democratico il passo è breve per lo scrittore: "In passato avrei rifiutato la candidatura, - ha confessato - ora l’ho accettata subito, perché ho l’impressione di prendere parte ad un grande cambiamento e ad un’avventura collettiva. Il Partito democratico, infatti, è un’esperienza politica che non ha pari nel mondo".
Su magistratura, lavoro e politica le risposte di Carofiglio alle domande del pubblico. La magistratura è una casta? - gli chiedono. "Non mi sembra giusto definirla così; la giustizia disciplinare della magistratura è quella che colpisce di più, anche se credo che l’intervento debba essere sempre più penetrante" - risponde con l’esperienza del magistrato. Mentre, come futuro politico spiega: "Ci sono riforme a costo zero, che si possono effettuare per migliorare il nostro sistema". Qualche esempio? Nel diritto penale, l’abolizione del processo in contumacia, causa di spese inutili, con la sospensione della prescrizione del reato. Nel diritto del lavoro, una modifica allo Statuto dei lavoratori per garantire l’intervento preventivo del sindacato a maggiore tutela contro gli infortuni. E a chi critica le scelte del Pd, risponde: "Perché non si può mettere insieme l’operaio e l’imprenditore? C’è conflitto sì, ma la politica è la composizione del conflitto".
Intorno al candidato barese, al tavolo dei relatori, i rappresentanti locali del Pd: il segretario Davide Bellini, il consigliere comunale Franco Catapano e il consigliere regionale Paolo Costantino. Che hanno declinato il binomio legalità - politica su esempi concreti della vita cittadina, denunciando un "deficit di legalità che ci interessa direttamente" (Catapano) e una "eclissi della responsabilità" (Costantino). E segnando una via alternativa: "La legalità - ha detto Bellini - è prerogativa del Pd".
E per chi proprio non fosse appassionato alla politica, Carofiglio ha richiamato le parole di Gramsci: "L’indifferenza - ha detto - è la materia bruta che strozza l’intelligenza e la democrazia".
» Fonte: Corriere del Giorno
» Autore: Anna Lisa Carrera

il Pd per il lavoro


Si terrà lunedì 31 marzo alle 17.30 nel salone di rappresentanza della Provincia l'iniziativa del PD dal titolo: "Sicurezza, diritti, salari: il PD per il lavoro".
A questa importante manifestazione interverranno, tra gli altri, Tiziana LO SCIALPO, delegata di una ditta di pulizie dell'appalto comunale, Mimmo GIANNATTASIO, operaio ILVA e Pietro PALMINI, delegato RSU ILVA.
Inoltre, sono previsti gli interventi dell'on. Giovanni BATTAFARANO, Capo della segreteria tecnica del Ministro del Lavoro, di Michele MAZZARANO, Vicesegretario regionale del PD, di Gianni FLORIDO, Presidente della Provincia, dell'on. Ludovico VICO, candiato alla Camera, del sen. Nicola LATORRE, candidato al Senato e, infine, di Pier Paolo BARETTA, già dirigente nazionale della CISL, candidato alla Camera.
La manifestazione sarà coordinata da Luciano SANTORO, Vicesegretario provinciale del PD.

Un'Italia più semplice

Un grande processo riformista e un paese più semplice. E’ questo quello che ha in mente il Partito Democratico di Walter Veltroni per rendere l’Italia uno stato veloce e leggero. Il PD ha presentato la sua proposta di legge sulla delegificazione, uno delle priorità in caso di vittoria.

"Questa è un’occasione importante - ribadisce Veltroni - perché ritengo sia una precondizione: rendere la macchina amministrativa snella, capace di decidere e attuare leggi per ripristinare la relazione fra stato e cittadini, un relazione immediata, è fondamentale per un far crescere un Paese come l’Italia, per liberarlo dalla sua pesante burocrazia".

In Italia ci sono 21.291 leggi, in Germania 4547 e in Francia 9800, significa che, sottolinea il candidato premier, "la nostra legislazione è una macchina lenta e appesantita dal numero di leggi presenti. Sono dati impressionanti che hanno ispirato l’dea di una grande azione riformista, di un testo radicale per l’abbattimento di un numero enorme di leggi che vanno a pesare sulla vita dei cittadini. L’Anci nel suo recente dossier ha ancora un volta evidenziato la lentezza della macchina burocratica italiana, una lentezza spaventosa nelle procedure".

E’ proprio da lì che il PD vuole iniziare per abbattere ritardi e dare vita alla semplificazione e a una grande qualità nella regolazione. "In questo modo lo Stato non ha più diritto di chiedere al cittadino certificati che ha già in suo possesso. Ci sarà una riduzione del front office e il conseguente snellimento delle pubbliche amministrazioni".

Questo grande processo riformista inizierà da subito, infatti già nella prima o nella seconda riunione del Consiglio dei Ministri, il PD presenterà la legge delega, l’approvazione del piano di azione entro la fine del 2008 con i provvedimenti e le decisioni da adottare, con l’indicazione dei tempi di realizzazione, le responsabilità operative di coordinamento, e soprattutto i mezzi, le risorse umane e finanziarie. Inoltre saranno adottati una serie di strumenti innovativi per alleggerire la burocrazia.

L’elemento chiave di questo piano d’azione è che alla base ci sarà un unico responsabile politico che riferirà direttamente al Presidente del Consiglio, e una sola struttura dedicata, che si avvarrà della collaborazione di rappresentanti qualificati dalle organizzazioni delle società civile e dalle categorie produttive.

Essenziale però per attuare queste drastiche trasformazioni è sicuramente un cambiamento radicale della mentalità: prima si proponevano più norme che certificati. Il grande processo riformista, proposto dal PD, prevede invece che ci siano meno norme da rispettare ma che accontentino i cittadini.

Anche Franco Bassanini, ex ministro della Funzione Pubblica, sottolinea la straordinaria operazione che deriverà con l’attuazione di questa Legge Delega.
"5000 le leggi da abrogare entro il 2008, leggi che già sono state identificate nel corso del censimento effettuato dalla Commissione governativa presieduta da Alessandro Pajno. L’immediata abrogazione poterà anche ad un grandissimo risparmio perché non bisognerà più aspettare i tempi previsti dalla Taglia Leggi".

Il cittadino non si dovrà più muovere nella grande giungla amministrativa perché ci sarà una notevole riduzione di leggi e Testi Unici. Il Pd propone solo 100 Testi Unici e non più di 1000 leggi; in questo modo chiunque potrà orientarsi facilmente evitando di essere schiacciato da norme e quant’altro. L’operazione porterà soprattutto a una notevole riduzione dei costi. Il tutto avverrà attraverso una informatizzazione di tutte le procedure e attraverso l’accesso gratuito online di tutte le norme entro la fine del 2008.

Infine su tutto il territorio saranno immessi sportelli unici cui potranno rivolgersi direttamente cittadini ed imprese, senza troppi passaggi e soprattutto senza lacci e lacciuoli.

La grande rivoluzione amministrativa, prevista dal PD, poterà innanzi tutto ad un incremento delle entrate della crescita del PIL, pari a 25/30 miliardi annui, con la conseguente riduzione della pressione fiscale e un risparmio di spesa pubblica tra i 3/5 miliardi annui.

La Puglia non si Lega

Il 2 marzo scorsola Lega Nord di Bossi, alleata del Partito delle Libertà di Berlusconi e di Fini, di Fitto e Poli Bortone, ha approvato cinque risoluzioni, nel suo cosiddetto Parlamento del Nord. Una di queste risoluzioni chiede la divisione del territorio della Repubblica italiana in tre Euroregioni, che “rappresentano la più funzionale articolazione territoriale sulla quale fondare il nuovo Stato federale”, come si legge nel documento.
La Lega Nord sostiene che il decentramento è fallito e che la riforma dovrà ispirarsi al riconoscimento e all’istituzionalizzazione della ‘diversità’ economica, sociale e culturale tra la Padania e il resto d’Italia. Secondo la Lega di Bossi, le regioni settentrionali pagano inadeguate politiche industriali, sprechi gestionali e tariffari a vantaggio del Centro-Sud che beneficia del PIL prodotto dal Nord.
Per questo, la Lega Nord vuole che le regioni padane abbiano a disposizione, per dieci anni, il 90% del gettito fiscale attribuibile al proprio territorio. Vuole, quindi, la divisione dell’Italia in tre entità distinte e la concentrazione del 90% delle risorse al Nord, che è la parte del Paese che produce più ricchezza.
Votare il Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi e la Lega di Bossi sua alleata significa spalancare le porte del Parlamento italiano a non meno di sessanta ultrà leghisti apertamente schierati contro il Mezzogiorno e contro la Costituzione Repubblicana.
Sulla Padania di ieri, a proposito della visita di Bossi a Verona, si parla del presunto arrivo del nuovo Governo della Lega Nord e del PDL e della voglia delle genti della Padania di dire addio una volta per tutte alle inefficienze dello Stato italiano.
I loro alleati lo sanno. Berlusconi, Fini, Fitto e Poli Bortone ne sono consapevoli, ma hanno scelto comunque di allearsi con chi vuole eliminare il popolo del Sud di questo Paese, privandolo di ogni prospettiva di sviluppo e progresso.
Dopo aver depredato il Sud, per decenni, delle sue risorse, anche intellettuali, ora si vuole allontanarlo definitivamente dall’Europa, sottrargli la sua anima, la sua cultura, le sue speranze.
Raffaele Fitto e Adriana Poli Bortone sono d’accordo con la Lega Nord di Bossi? Stanno tradendo il Sud? Se no, ci dicano come intendono fermarli.
Il Partito Democratico crede sino in fondo alla Costituzione della Repubblica Italiana. La vera differenza tra il Partito Democratico e il Popolo delle Libertà sta nel fatto che noi vogliamo rendere effettiva la carta costituzionale, perché crediamo davvero nel principio di uguaglianza, nella parità di genere, nel diritto alla salute e all’istruzione per tutti, crediamo in una fiscalità equa e progressiva, nell’indipendenza e nell’autonomia della magistratura e, soprattutto, noi crediamo nell’Unità di Italia.
E non accettiamo l’idea di un federalismo che mira solo a distruggere l’identità nazionale e a consegnare il Mezzogiorno al suo destino.
Perché la questione meridionale è una questione nazionale.
A Raffaele Fitto e ad Adriana Poli Bortone chiedo un confronto pubblico su questi temi. Perchè con questa scellerata alleanza con la Lega Nord stanno mettendo a rischio la dignità dei pugliesi e di tutto il Mezzogiorno, di donne e uomini, di imprenditori e lavoratori, di bambini e anziani, che hanno il diritto di sapere a cosa stanno andando incontro.

Questo è in gioco il 13 e 14 aprile.

La Cammalleri a Laterza, giovedì 3 aprile

Anna Cammalleri nasce a Taranto il 13 gennaio 1956. Frequenta le scuole locali fino alla maturità classica e di seguito si laurea in giurisprudenza presso l’Università di Bari, con il massimo dei voti e la lode. Inizia la carriera legale, frequentando uno studio associato in diritto del lavoro, amministrativo e civile e si iscrive, superando il relativo concorso, all’Albo degli Avvocati e Procuratori. A 25 anni diventa, per reclutamento pubblico ordinario nazionale, funzionario direttivo presso il Ministero della Pubblica Istruzione, assegnata al Provveditorato di Genova. L’anno successivo si sposa ed ottiene il trasferimento presso il Provveditorato di Taranto. L’attività professionale si completa con quella personale e familiare, con la nascita di 2 bambini, oggi studenti universitari. La formazione di Anna Cammalleri continua nel campo giuridico, in legislazione comunitaria, in diritto amministrativo, di cui oggi è cultore della materia, fino, in epoca recente (2007) al conseguimento on profitto, di un master di secondo livello presso l’Università statale di Roma Tre in Diritto amministrativo e Scienza dell’amministrazione.
E’ da più anni docente di Psicologia dell’handicap e dell’integrazione presso la SISS, e collabora, a titolo gratuito, con l’Università di Taranto, facoltà di giurisprudenza. E’ stata componente di diverse commissioni anche nazionali per il reclutamento del personale della scuola e dell’amministrazione. E’ dirigente dello Stato dal 1999 per concorso pubblico nazionale. Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (già Provveditore agli Studi) a partire dal 2001. In tale attività si è particolarmente adoperata per una organizzazione trasparente ed efficiente, conseguendo risultati di rilievo a livello nazionale (in particolar modo per il regolare avvio dell’anno scolastico) Molteplici sono le iniziative interistituzionale per la cultura alla legalità,
sicurezza, ambiente, volontariato, integrazione, disagio giovanile, sport. Unisce nella attività professionalità ed attenzione alla persona, consapevole che la qualità della vita è sempre caratterizzata da onestà intellettuale e da serenità d’animo.

domenica 30 marzo 2008

i candidati del Pd presentano il disegno di legge per lo sviluppo del Mezzogiorno

Il Sud non come problema, ma come motore di sviluppo dell’Italia. E’ stato presentato oggi dai candidati pugliesi del Partito Democratico nel porto di Bari il disegno di legge annunciato da Walter Veltroni a Reggio Calabria. Presenti Francesco Boccia, Nicola Latorre, Enzo Lavarra, Gero Grassi, Cinzia Capano, Antonio Gaglione e Ludovico Vico.

Il testo descrive in maniera puntigliosa tutte le azioni da intraprendere: dalle infrastrutture alla valorizzazione delle intelligenze meridionali, il documento riempie di contenuti la pianificazione del Partito Democratico, riportando l’attenzione verso Sud. “Se andiamo noi al governo”, ha detto Francesco Boccia, “diventerà subito legge di Stato e potremo sfruttare i 120 miliardi di dotazione finanziaria programmatica resi certi da Romano Prodi”. “Negli ultimi cinque anni di governo Berlusconi”, ha aggiunto Nicola Latorre, “il Sud ha perso il 2,5% dei finanziamenti, mentre il Nord ha acquistato il 2,1%. Il Mezzogiorno non un problema, come dice il centrodestra, ma la risorsa del nostro Paese”.

Le proposte di Veltroni per il Mezzogiorno prevedono la detassazione totale dei salari minimi per tutti i lavoratori precari del Meridione, l’alta velocità Napoli-Bari, un’autostrada da Taranto a Reggio Calabria, la portualità come asset per investire e puntare a una riorganizzazione del sistema infrastrutturale.

venerdì 28 marzo 2008

Legalità è sviluppo

"Il nostro governo farà della lotta alla mafia, alla camorra, alla 'ndrangheta uno dei suoi obiettivi principali. È una grande questione etica di fronte alla quale fa paura il silenzio della politica nazionale".
Così Walter Veltroni si rivolge a un gruppo di imprenditori, sindacalisti, amministratori di Caltanissetta. Le sue parole, pur pronunciate davanti ad una platea locale nell'ambito del "Giro dell'Italia nuova", hanno una valenza nazionale.
Ad aprire Marco Venturi, della Confindustria locale e presidente della Camera di Commercio, che espone l'impegno contro la mafia: "Sono tre anni che l'imprenditoria forte e sana è in prima linea contro la mafia. L'11 settebre abbiamo chiesto di espellere gli imprenditori che non pagavano stipendi dignitosi. Non si può fare la cresta su stipendi di 1.000 euro, né lucrare sui dipendenti e sui fornitori".
E rinforza: "Il 95% delle nostre aziende ha meno di 10 dipendenti, hanno bisogno di un sistema bancario efficiente, non di finanziamenti a pioggia. In Sicilia ci sono troppi enti inutili, un consorzio autostrade completamente inutile mentre non riusciamo neanche a portare l'acqua nelle province di Messina e Caltanissetta. Vorremmo avere le nuove tecnologie ma anche l'acqua dai rubinetti, le sorgenti ci sono, diamo l'acqua a i cittadini e alle imprese".
Venturi ha scatenato gli applausi ribadendo che "non abbiamo bisogno del ponte ma dell'alta velocità per merci e persone. Perchè non possiamo essere gli svizzeri del sud? I nostri porti sono quelli del dopoguerra".
Poi è stata la volta dell'ing. Manduca, presidente dei giovani con un accorato inno alla legalità: "Giriamo nelle scuole con i magistrati e il binomio è quello giusto. Non legalità e sviluppo ma legalità è sviluppo, spostiamo l'accento. Quel che manca è la certezza di cosa si può fare e cosa no. Dateci legalità e speranza".
Michele Italiano è stato uno dei primi imprenditori agricoli della provincia a rifiutare di pagare il pizzo: "Dirigo l'antiracket ma ci tengo ad amministrare la mia cooperativa. Siamo stati vessati dal racket, poi i politici ci hanno appoggiato. Oggi c'è maturità tra gli imprenditori e le forze dell'ordine che ci ha permesso di venirne fuori. Gela si sta ribellando ma serve un incoraggiamento per chi ancora non denuncia la mafia.
E incoraggia: "Ogni nuova denuncia è simbolo di libertà, quella libertà che permetterà alla nostra regione, che produce il 40%d ei carciofi italiani di essere competitivi, ma ogni modifica che vogliamo fare siamo bloccati da lacci e lacciuoli. Basta pensare che in Olanda i produttori pagano il gasolio 21 cent e noi 60. La Sicilia vuole cambiare".
Veltroni, esprimendo la soddisfazione mista alla rabbia che prova ogni qual volta visita la Sicilia, risponde con queste parole: "Penso che si può fare qui, dove le denunce sono un gesto coraggioso e responsabile anche se questo è un incubo per chi vive sotto la pressione del rack. C'è una Sicilia vera, grande, impotante, coraggiosia, che ha voglia di cambiare, che sta sotto la pelle di una Sicilia che se ne frega".
E continua con un elogio alla terra siciliana. "Qui, dove sono successe cose importanti, le parole di Venturi, Italiano, Lobello sarebbero state difficili da ascoltare dieci anni fa. Libero Grassi era solo nella sua categoria, espellere chi paga è una scelta coraggiosa".
Secondo Veltroni quello che non va in Sicilia "è la politica nei momenti di vischiosità, dove i poteri si scambiano, il voto di scambio è fatto di coincidenze: se tengo la società imbrigliata apro a te, mafia, un'autostrada verso il potere di ciontrolo".
Quindi, secondo il segretario del PD, "è questa la pratica che va rotta ed è la mia ossessione per liberare le potenzialità del Paese. Se oggi i soldi finiscono in mille rivoli, senza programmazione e semplificazione la società smette di essere vitale, è per questo che il gap tra Sicilia e il resto d'Itialia ha numeri allucinanti come il 9% in più di povertà dal 2002 a oggi".
Qui, aggiunge il candidato premier "si può fare una rivoluzione ambientale, la Sicilia può essere il prototipo dell'invenzione di forme di energia ecocompatibile, utilizzando il sole in grado di generare costi minori e maggior competitività. Non esiste sviluppo possibile senza combattere la mafia e viceversa. Il popolo siciliano è onesto, produttivo, deve combattere questo grumo che si è seduto sulle sue gambe e gli impedisce di agire. Facciamo della lotta per la leglòità una questiona nazionale, non regionale. Il merito e la capacità esistono dove esistono le opportunità, la mafia e i concorsi truccati seguono la stessa logia: negare i principi di legalità e trtaspareza e indicare altre vie".
Conclude Veltroni: "Qualcuno dei nostri avversari ha detto: 'Non dobbiamo trasmettere solo le caratteristiche negative della nostra terra come quando si è intitolato l'aeroporto di Palermo (Falcone e Borsellino, ndr)'. Non posso che una persona ragionevole abbbia detto queste cose.La sfida da vincere è quella di un patto tra produttori senza conflitti per tirare tutti dall stessa parte, quella dello Stato. E poi la Sicilia e l'Italia saranno libere".

UN GRAZIE DI CUORE A CAROFIGLIO

Tema impegnativo ma di estrema attualità, in particolare a Laterza quello di cui si è trattato ieri sera alla cittadella della Cultura: “ Legalità e sviluppo”. Una sala gremita di persone e di ammiratori dell’esordiente politico Carofilglio (candidato al senato del Pd), ma affermato scrittore ed ex-magistrato ha fatto secondo me, della nostra semplice iniziativa, una iniziativa di grande valore. Carofiglio, credo che abbia proprio conquistato l’intera platea. Mi è piaciuto il suo modo di porsi al pubblico, semplice, naturale con un pizzico di leggero distacco, quello sano che consente di mantenere la lucidità e la prontezza di riflessi opportuna per tenere sempre sotto controllo la situazione, quello che ti consente di partecipare senza essere assorbiti, di ascoltare per cogliere i concetti, le attese, le emozioni di persone semplici che, anche se per paura dicono di non volerci “credere”, ma poi alla fine hanno bisogno di “crederci”, perché tutti abbiamo bisogno di “credere” che davvero qualcosa possa cambiare.
Mi è capitato di ascoltare altri nuovi esponenti del Pd, e mi sembra come di percepire un qualcosa che li accomuna tutti, la serietà nella volontà del cambiamento, che è figlio di quel processo doloroso, che ha portato allo scioglimento dei Ds e della Margherita. Due partiti, che sono dovuti morire a loro stessi per far nascere un’entità nuova. E poi, la convinzione che “si può e si deve fare”, facendo tesoro delle esperienze positive passate ma anche mettendo a frutto la grinta e le idee di matricole all’esordio. Dimenticavo…ho molto apprezzato anche la disponibilità e la volontà di Carofiglio nel cercare di rispondere a tutte le domande che gli sono state poste, un fiume in piena! Ecco, vi confesso che tornare a casa con una convinzione positiva, pensando alla politica, ultimamente non è esercizio di facile esecuzione, ma anche grazie a ieri sera, il compito si è un po’ alleggerito.

Wanda Pucci
(delegata provinciale Pd di Laterza)

giovedì 27 marzo 2008

Riceviamo e Pubblichiamo

Di seguito riportiamo il commento anonimo di un nostro visitatore che osserva e giudica l'attività del Pd nella zona occidentale di Taranto. Naturalmente ci riserviamo di rispondere per la nostra realtà. I commenti, i post e gli articoli possono essere anche inviati tramite email: pdlaterza@gmail.com

"Scusatemi se scrivo nei commenti di una notizia, ma non sapevo come fare arrivare il mio messaggio. E' da un po' di tempo che seguo appassionatamente le vicende del Pd per la zona occidentale del tarantino e da questo, ho potuto trarre alcune osservazioni, che vado ad elencarvi:
1) il Pd di Mottola, è indubbiamente il più venerativo del pd ma soprattutto di un suo esponente cittadino...il segretario Rosanna Tinella. L'hanno voluta e sostenuta con tutte le loro forze, sin dall'inizio e precisamente dalla candidatura al secondo posto della lista di Agricoltura e società alle scorse primarie del 14 ottobre, riconfermandola a segretario cittadino ed infine sostenendo la sua candidatura alla camera. Un bel sostegno convinto di cui mi complimento. Questo atteggiamento determinato, nello spingere sempre nella direzione di un proprio candidato, significa credere veramente in una persona, darle vera fiducia tanto da affidarle la leadership incondizionata del partito cittadino. E'così secondo me che si fa crescere la forza e la rappresentanza di un partito, legandolo, anche, perché no ad un territorio. Non significa fare campanilismo, ma affermare la validità di una persona (che merita) tanto da chiedere la convergenza sulla stessa da parte di tutti gli altri paesi dell’area occidentale.
2) il Pd di Laterza invece mi sembra il più fattivo, organizzato, determinato e reattivo, diciamo così...il più trainante in questa campagna elettorale totalmente spenta. Non vi siete però affidati ad una forte leadership. Siete un po' tutti per uno, uno per tutti. Non è che così facendo, finite per sminuire il ruolo di quanti possano essere considerati dirigenti e/o esponenti su cui puntare? insomma, un po’ come un grande minestrone. Perché, come il Pd di Mottola, non avete proposto alla camera, la candidatura di un giovane/una giovane; non credo che non ce ne siano! Osate un po’ di più…prendete esempio da Veltroni, anche la “straordinaria inesperienza, può diventare una straordinaria esperienza”. Comunque complimenti per le belle ed interessanti iniziative che organizzate. Cercherò di esserci questa sera per Carofiglio!
3) il Pd di Ginosa mi sembra totalmente schiacciato dalla onnipresenza della Sig.ra Galeota, che dall’alto della sua delega all’assemblea costituente regionale del Pd, si autocondida, autocelebra, autopromuove etc… Al contrario del Pd di Mottola, la Signora però, non mi sembra così sostenuta dall’entourage ma dà l’impressione di volersi a tutti i costi auto-sostenere. Così, mi chiedo: il coordinamento del Pd a Ginosa esiste oppure no?
4) il Pd di Castellaneta, dov’è? C’è?C’è mai stato?le primarie si sono svolte anche li, vero? Forse è il caso di farsi vedere…"

Ad ogni modo…votate gente, votate!