
Un po' libro dei sogni, un po' fotografia della realtà. L'Area Vasta per i Comuni ionici che vi partecipano, in forma singola o associata, rischia di fare il pendolo tra questi due poli. A confermare l'impressione c'è la mole immensa di progetti e progettini, carte e bozze (talvolta solo... idee) ammassate sul tavolo comune dalle Amministrazioni locali.Il principio, valido per tutti, sta nella lettura ed interpretazione del territorio attraverso la lente d'ingrandimento dell'Area Vasta, che in fondo riflette il concetto di "rete di relazioni". Da una parte si tratta del superamento della dimensione locale, dall'altra è la ricerca di una dimensione della programmazione che raggiunge l'ambito amministrativo provinciale ma senza debordare sino al livello regionale.L'Area Vasta, insomma, guarda alla programmazione strategica del territorio: è un po' come aprire una finestra sul futuro. Con una traccia segnata su assi precostituiti: agricoltura, ambiente, energia, urbanistica e trasporti, ma anche riqualificazione e risorsa mare.La torta da dividere, al termine di un percorso d'ascolto e confronto durato oltre un anno, è enorme: circa un miliardo di euro.Fondi che “mamma Ue” mette sulla bilancia della programmazione regionale per il 2007-2013. Denaro sufficiente per accendere la fantasia di tutti i comuni ionici entrati - eccetto Martina Franca, finita nell'Area Vasta targata Valle D'Itria - in quello che, al momento, è un grande Barnum; un “circo” che ha seminato idee e raccolto buone intenzioni trasformandole in progetti più o meno virtuali (e virtuosi), ma pronti a trasformarsi in opportunità di sviluppo. Ovviamente se verranno ammessi a finanziamento.In questa prima tranche passiamo in rassegna i progetti di Avetrana, Castellaneta, Crispiano, Fragagnano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Leporano e Lizzano, che hanno inanellato una serie di iniziative di diverso segno. Grandi infrastrutture e interventi minori: ce n'è per tutti gusti e per tutte le tasche. In totale questi primi nove Comuni (sui 21 che hanno manifestato concreto interesse, oltre alle quattro iniziative intercomunali) hanno messo in preventivo qualcosa come 528milioni di euro.A sfogliare il grande libro dei progetti, ci si trova davvero di tutto. C'è chi pensa in piccolo, come il comune di Avetrana che spera semplicemente di recuperare un fabbricato attiguo alla Cappella di Madonna del Ponte con una spesa modica: 125.000 euro. Ma, soprattutto, c'è chi sogna in grande. Castellaneta, ad esempio, mette in conto 32 milioni per la depurazione e affinazione delle acque reflue sia in città, sia nel borgo marino.Crispiano immagina di realizzare il Cemà Museum - Museo-territorio delle Cento Masserie - spendendo oltre 3,6 milioni. E Ginosa, per la sua marina, prova ad osare infilando nel “pacchetto” l'agognato Porto turistico da 18 milioni. Oppure c'è Grottaglie che in quattro mosse vorrebbe sistemare viabilità e logistica aeroportuale, assetto idrogeologico e promozione turistica: il tutto per un totale di oltre 82 milioni. Singolare, infine, la proposta del Comune di Laterza, pronto a scommettere sulle “cittadelle delle Gravine”: quasi 46 milioni in un colpo solo. Ma che saranno?











