venerdì 14 novembre 2008

Comuni, nel libro dei sogni c’è una montagna di idee


Nel pacchetto gli Enti locali puntano su agricoltura, ambiente, energia, urbanistica, trasporti e turismo.


Un po' libro dei sogni, un po' fotografia della realtà. L'Area Vasta per i Comuni ionici che vi partecipano, in forma singola o associata, rischia di fare il pendolo tra questi due poli. A confermare l'impressione c'è la mole immensa di progetti e progettini, carte e bozze (talvolta solo... idee) ammassate sul tavolo comune dalle Amministrazioni locali.Il principio, valido per tutti, sta nella lettura ed interpretazione del territorio attraverso la lente d'ingrandimento dell'Area Vasta, che in fondo riflette il concetto di "rete di relazioni". Da una parte si tratta del superamento della dimensione locale, dall'altra è la ricerca di una dimensione della programmazione che raggiunge l'ambito amministrativo provinciale ma senza debordare sino al livello regionale.L'Area Vasta, insomma, guarda alla programmazione strategica del territorio: è un po' come aprire una finestra sul futuro. Con una traccia segnata su assi precostituiti: agricoltura, ambiente, energia, urbanistica e trasporti, ma anche riqualificazione e risorsa mare.La torta da dividere, al termine di un percorso d'ascolto e confronto durato oltre un anno, è enorme: circa un miliardo di euro.Fondi che “mamma Ue” mette sulla bilancia della programmazione regionale per il 2007-2013. Denaro sufficiente per accendere la fantasia di tutti i comuni ionici entrati - eccetto Martina Franca, finita nell'Area Vasta targata Valle D'Itria - in quello che, al momento, è un grande Barnum; un “circo” che ha seminato idee e raccolto buone intenzioni trasformandole in progetti più o meno virtuali (e virtuosi), ma pronti a trasformarsi in opportunità di sviluppo. Ovviamente se verranno ammessi a finanziamento.In questa prima tranche passiamo in rassegna i progetti di Avetrana, Castellaneta, Crispiano, Fragagnano, Ginosa, Grottaglie, Laterza, Leporano e Lizzano, che hanno inanellato una serie di iniziative di diverso segno. Grandi infrastrutture e interventi minori: ce n'è per tutti gusti e per tutte le tasche. In totale questi primi nove Comuni (sui 21 che hanno manifestato concreto interesse, oltre alle quattro iniziative intercomunali) hanno messo in preventivo qualcosa come 528milioni di euro.A sfogliare il grande libro dei progetti, ci si trova davvero di tutto. C'è chi pensa in piccolo, come il comune di Avetrana che spera semplicemente di recuperare un fabbricato attiguo alla Cappella di Madonna del Ponte con una spesa modica: 125.000 euro. Ma, soprattutto, c'è chi sogna in grande. Castellaneta, ad esempio, mette in conto 32 milioni per la depurazione e affinazione delle acque reflue sia in città, sia nel borgo marino.Crispiano immagina di realizzare il Cemà Museum - Museo-territorio delle Cento Masserie - spendendo oltre 3,6 milioni. E Ginosa, per la sua marina, prova ad osare infilando nel “pacchetto” l'agognato Porto turistico da 18 milioni. Oppure c'è Grottaglie che in quattro mosse vorrebbe sistemare viabilità e logistica aeroportuale, assetto idrogeologico e promozione turistica: il tutto per un totale di oltre 82 milioni. Singolare, infine, la proposta del Comune di Laterza, pronto a scommettere sulle “cittadelle delle Gravine”: quasi 46 milioni in un colpo solo. Ma che saranno?


LATERZA

Casa famiglia - casa di riposo per anziani. Importo: 924.000


Recupero Masseria Cangiulli per la creazione di un centro di documentazione informazione e conferenze con annessa area attrezzata per la ricezione e svago per turisti. Importo: 1.026.000
Percorso naturalistico e storico (Oasi Lipu- fondo gravina- centro storico- fontana medioevalecantina spagnola- santuario Mater Domini). Importo: 750.000


Percorso Vita in bicicletta- pista ciclabile (S.p 19 -S.c Varche- S.c cisterna Vado Carpino- Pineta Comunale). Importo: 273.000


Riconversione nuovo macello comunale per realizzazione Centro benessere con parcheggio Caravan e strada di collegamento. Importo: 2.000.000


Centro diurno per anziani. Importo: 600.000


Completamento area PIP esistente. Importo: 3.600.000


Sistemazione nuova area PIP con infrastrutture e servizi. Importo: 5.000.000


Completamento lavori di restauro Palazzo Marchesale. Importo: 3.600.000


Le cittadelle delle Gravine. Spesa: Importo: 45.922.500


Sistemazione Ambientale Zona Cappuccini- Ciglio Gravina con recupero di chiesa S. Croce fuori le mura- Convento. Importo: 800.000


Gravina di Laterza interventi di Bonifica e sistemazione ambientale per la salvaguardia, tutela e valorizzazione della gravina di Laterza e zone prospicienti- sito di elevato interesse naturalistico paesaggistico e ambientale. Importo: 1.650.000


Uso degli antiossidanti nella razione animale per il miglioramento della salute umana. Importo: 575.000


Completamento e realizzazione progetti PIS 13 già compatibili Programma POR Puglia 2000- 06. Spesa: non disponibile.


Riqualificazione urbana Area Scuola Media Dante. Importo: 3.900.000


Realizzazione di una piscina comunale. Importo: 2.859.000


P.I.R.P. Importo: 1.950.000Recupero e sistemazione siti centro storico. Importo: 3.500.000


Progetto preliminare area servizi sociale per la realizzazione di un centro ludico prima infanzia ed ampliamento del centro socio educativo per diversamente abili nel plesso scolastico A. Diaz. Importo: 490.000Lavori di Sistemazione/Ammodernamento strade rurali comunali: S.C N.10 SAN FALCO (compl. Parz.) e S.C N.7 "Lamacupa- Lamasapia" -S.C N. 1 "Cacapentima - Candile (compl. Parz.) - S.C. N. 21 "Fontanelle e S.C. "Masserie Ciccio". Importo: 700.000


Cittadella "Gaudium et spes" semplicemente abili. Importo: 22.636.445

Importo totale: 105.039.945


dal Corriere del Giorno di Massimo D’Onofrio

giovedì 13 novembre 2008

La scuola dei tagli senza un progetto

Il PD Laterza Vi invta a partecipare alla manifestazione :

"La scuola dei tagli senza un progetto"

presso la Cittadella della Cultura a Laterza il 14 Novembre alle ore 19:30.



Abbiamo organizzato questa iniziativa di approfondimento sul Decreto Gelmini, un colpo durissimo per la qualità del sistema Italia che pone una inaccettabile ipoteca sul futuro dei giovani.

E' un provvedimento che riduce pesantemente gli organici scolastici e le ore di lezione, taglia le retribuzioni, taglia gli stanziamenti, immagina classi di 30 alunni e classi separate per immigrati, privatizza l'università ( cosa che esaspererà le logiche baronali ), taglia la ricerca creando precari a vita e rendendo dipendente la didattica dai capitali privati, instaura la logica classista dei centri di eccellenza ovvero le università per i ricchi: il tutto nell'interesse dei più privilegiati e a scapito della democrazia, che si basa sull'istruzione, ovvero sulla cultura e sulla critica.
Per questo siamo contrari :
Ai tagli di 7,8 miliardi di euro in 3 anni sull'istruzione.
Al taglio di 87.400 docenti e 44.500 non di ruolo (precari).
Alla chiusura delle autonomie scolastiche con meno di 500 alunni e degli edifici scolastici con meno di 50 alunni.
Ad un insegnante unico nella scuola dell'infanzia e al ritorno all'anticipo per i bambini di due anni e mezzo.
Al maestro unico e alla riduzione dell'orario settimanale a 24 ore. Alla riduzione del tempo scuola nell'infanzia, nelle elementari e nelle medie.
A ridurre di 2 anni il percorso di istruzione obbligatoria, ritornando all'obbligo a 14 anni. Alle "classi di inserimento" per i bambini stranieri.
All'indebolimento dell'istruzione tecnica e professionale, con la riduzione delle ore di laboratorio e degli insegnanti tecnico-pratici.
Il PD è contro queste scelte del Governo Berlusconi perchè indicano percorsi e un'idea di scuola totalmente contraddittori rispetto alla scuola che vogliamo e di cui oggi il Paese ha estremamente bisogno:
una scuola pubblica, di qualità, inclusiva, radicata nel territorio, che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno.

Noi voglamo l 'innovazione della scuola, perchè conosce i limiti, oltre alle straordinarie qualità, della scuola che c'è.
Il PD propone norme e indirizzi per sostenere insegnanti e dirigenti nell'azione del cambiamento e realizzare una scuola più seria e rigorosa, che valorizzi maggiormente il merito e conduca tutti i ragazzi - tutti e non uno di meno - ai livelli di sapere e di competenze essenziali per affrontare la vita e il lavoro. Per questo l'obbligo di istruzione deve essere riportato a 16 anni e devono essere reintrodotti gli obiettivi di apprendimento nelle aree fondamentali che i ragazzi devono conseguire dopo 10 anni di istruzione obbligatoria.
Aumentare i posti negli asili nido, per avvicinarsi all'obiettivo europeo del 30% rispetto ai bambini 0-3 anni.
Diffondere l'esperienza delle "sezioni primavera" per i bambini dai 2 ai 3 anni, in alternativa all'anticipo e per diffondere l'offerta educativa anche in quelle realtà dove non c'è il nido.
Generalizzare la scuola dell'infanzia a tempo pieno, con due insegnanti.
Diffondere il tempo pieno alla scuola elementare e il tempo prolungato nella scuola media. Applicare le nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo(scuola dell'infanzia, elementare e media) e per i due anni dell'istruzione superiore obbligatoria. Potenziare il diritto allo studio (borse di studio, libri di testo anche nella scuola superiore dell'obbligo).
Valorizzare la cultura tecnica e scientifica con adeguate modifiche dei piani di studio della scuola superiore.
Rafforzare l'istruzione tecnica e professionale, anche con l'ampliamento dei laboratori e delle esperienze di stages e di alternanza scuola-lavoro. Portare tutti i ragazzi - tutti e non uno di meno - ad una qualifica professionale e almeno l'85% a un diploma di scuola superiore. Ciò significa ridurre decisamente la dispersione scolastica che ancora oggi è intorno al 22%.
Garantire l'apprendimento per tutto l'arco della vita, come diritto di ogni cittadino. Supportare i processi di integrazione degli alunni stranieri e dei disabili. Realizzare una scuola più sicura e di qualità. Valorizzare la professionalità dei docenti. Valorizzare le autonomie scolastiche. Innovare gli organi di governo delle autonomie scolastiche e la partecipazione degli studenti e l'attuazione del "patto educativo" tra scuola, studenti e famiglie. Attivare un sistema di valutazione, gestito da una "autorità esterna", relativo al funzionamento delle autonomie scolastiche e ai risultati di apprendimento, in termini di crescita relativa, conseguiti dai ragazzi; la valutazione deve, inoltre, riguardare docenti e dirigenti scolastici.
Sì al miglior utilizzo delle risorse. No ai tagli indiscriminati.

E' essenziale, allora, che ogni risorsa per l'istruzione venga utilizzata al meglio, perchè i bisogni e le necessità di qualificazione sono tante e le risorse ad essi destinate non sono adeguate. Crediamo,invece, che l'obiettivo del Governo non è migliorare la scuola, ma impoverirla e destrutturarla con tagli insostenibili!
La scuola non è un costo, e la povertà del sapere è causa di reale separatezza sociale, di democrazia strozzata, di secessione effettiva.


In questa riforma sono concentrati tutte le prerogative del Governo Berlusconi : privatizzazione, regionalizzazione, c'è un "Rubicone che divide e discrimina, e la diversità della vita di fatto rende separata l'Italia".
C'e' la volontà di abbattare la democrazia , cominciando dalla scuola , che è proprio il "baluardo di democrazia".
"Il giorno in cui dovesse cambiare la scuola, cambierà anche la Costituzione" disse un anno fa la Dott.ssa Anna Cammalleri a Laterza in campagna elettorale.Oggi quella paura e' diventata un pericolo reale, che ha colpito anche la dignita' di quei lavotatori.Per questo la nostra protesta si rivolge a sostegno gli insegnanti , del personale scolastico e dei ricercatori, che vedono tagliato il proprio futuro.

Davide
SEGNALAZIONI:
Gelmini nel giorno dei cortei"Li capisco, ma non cedo"LA DIRETTA. Intervista al ministro: "Tagli inevitabili. Sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo". Oggi gli universitari a Roma da tutta Italia. Ieri tensione alla stazione di Milano (video). La manifestazione in diretta su Repubblica.it e Repubblica tv di L. CONTU e M. REGGIO
E l'Onda si diffonde nelle capitali europee di M. MUNAFO'MAPPA DELLA PROTESTA - CITTA' PER CITTA'
Dario Fo: criminale distruggere l'università pubblica a vantaggiodi quella privata
Giovedì 13 novembreVIDEO L'intervento del premio Nobel all'Università Valle Giulia di Roma
BLOG Angelo d'Orsi La paura e la speranza Gaia Benzi Il problema politico
DAL MOVIMENTO L'Onda prepara la grande mareggiata - Appello della Sapienza Occupata in vista dell’assemblea nazionale del 15 e 16 novembreE noi disobbediamo - Enti locali e associazioni a sostegno della protesta
LETTERA Un Paese che non investe sul proprio futuro è un Paese condannato al declino. Il Consiglio di Facoltà di Ingegneria de La Sapienza scrive alle famiglieFORUM Dì la tua ARCHIVIO Lo speciale di MicroMega

mercoledì 12 novembre 2008

Se la Gelmini ha coraggio e vuole riforme vere si dedichi a studenti e ricercatori

Poiche' quella presentata finora non e' una riforma del sistema scolastico e universitario ma semplicemente un taglio di fondi dettato dal ministro Tremonti, riscontriamo finalmente buon senso e saggezza nelle parole del ministro Calderoli sulla necessita' di intervenire insieme sull'Università. Il 'vero anello debole di un sistema formativo universitario che non funziona piu' da almeno vent'anni'. Mi dichiaro sin d'ora disponibile a votare a favore di un provvedimento del ministro Gelmini a patto che non sia un decreto legge e non contenga generiche dichiarazioni di principio, oppure tagli indiscriminati nascosti dietro un'inutile e stucchevole propaganda. Dobbiamo cambiare per migliorare la condizione dei nostri studenti e per garantire certezze nei programmi e nelle selezioni d'ingresso dei ricercatori e nelle modalità di crescita della carriera accademica'. Ci sarebbero spazi per condividere l'azione del Ministro solo se portasse a termine alcune semplici operazioni: immediato blocco dei concorsi, soprattutto per quelli gia' in corso, per docenti universitari, fatti spesso secondo lottizzazioni locali; commissioni esaminatrici nazionali (nominate con sorteggio garantito da pubblici ufficiali) allargate anche a docenti di Universita' Europee; cancellazione con effetto retroattivo del riconoscimento del valore del titolo di laurea conseguito presso le universita' telematiche con l'invio alla magistratura di tutti gli atti riguardanti convenzioni e validazione dei crediti formativi; istituzione di un codice etico valido su tutto il territorio nazionale con l'immediato ritiro dei fondi per quelle universita' che non applichino la norma valida nelle altre nazioni europee secondo la quale all'interno della stessa facolta' non possono esercitare componenti dello stesso nucleo familiare; attribuzione degli assegni di ricerca affidata a commissioni esterne nominate col criterio del sorteggio e anche in questo caso con la presenza di docenti stranieri.

on. Francesco Boccia

Segnalazioni :

Tagli di spesa e concorsi truccaticosì la ricerca soffoca i talenti
INCHIESTA. Viaggio nel paese bloccato/2. Le nostre università sono una miniera di "cervelli" che non vengono valorizzati di ETTORE LIVINI

Il tempo lungo del ricambio di NADIA URBINATI

lunedì 10 novembre 2008

Un comune cerniera

LATERZA - Regole e sanzioni certe. La formula per far convivere sviluppo economico e ambiente, a volerla trovare, esiste e non ha nulla di trascendentale. Lo si è compreso nitidamente nel primo dei tre incontri-dibattito organizzato dal Pd laertino (negli altri si parlerà di Scuola e Sanità), che ha messo insieme un esperto di storia industriale come il professor Federico Pirro - docente all'Università di Bari - e due parlamentari ferrati in economia, Francesco Boccia, e occupazione, Ludovico Vico.
Materie sensibili, soprattutto in tempi di crisi. Tornando alla traccia principale, bastano le parole di Giuseppe Russi per mettere a fuoco il tema: «Sviluppo economico e tutela ambientale devono andare a braccetto per aiutare un territorio che ha sì una vocazione agricola e zootecnica, ma anche un consorzio panificatori e un polo artigianale basato su aziende come Curvet e Natuzzi, che hanno qualche problema, e nuovi arrivi nel campo delicato del compostaggio dei rifiuti».
Il professor Pirro scioglie subito il "nodo", o meglio il dubbio, della possibile convivenza: «Sviluppo e ambiente possono e devono convivere». Con un'avvertenza: «Possono farlo nella misura in cui le nuove tecnologie consentano sia la tutela dell'ambiente sia lo sviluppo industriale». E qui Laterza, secondo il professor Pirro, può giocare un suo ruolo preciso: «Perché il territorio laertino è un'area di raccordo, una cerniera, fra il polo jonico, il Materano e la Murgia Barese, dove riaffiorano o sono in corso percorsi di sviluppo». Tenendo conto, poi, di un suggerimento: «Avere risorse pregiate, come il latte laertino che finisce alla Granarolo, non basta se non si ha la forza di commercializzarle e di aggregare l'offerta». Una strada, questa, che dovrebbe seguire il consorzio panificatori, magari affiancato da soggetti pubblici (Comune, camera di commercio), perché «oltre alla promozione, serve la commercializzazione». Stesso discorso per il Parco delle Gravine e il suo «turismo di nicchia».
Ma il punto centrale resta comunque il rapporto delle istituzioni con le industrie: «Con Natuzzi e Curvet - spiega Pirro - bisogna dialogare e devono farlo anche Comune e Provincia, proprio per spingere verso una valorizzazione dinamica e ambiziosa delle risorse locali». Cioè, allargando il discorso, non esistono soltanto i grandi interlocutori come Ilva, Eni, Cementir e Alenia: «Un'industria come l'Ilva può convivere con la difesa dell'ambiente, a condizione che rispetti le regole e applichi le tecnologie esistenti capaci di abbattere l'impatto con l'ambiente». Una prateria, stando alle cronache quotidiana, ancora tutta da percorrere.
Come lo sono, è lo spunto lanciato dal coordinatore del Pd Davide Bellini, i «miliardi di euro stanziati per i Por Puglia». Pane per i denti dell'on. Boccia, che può segnalare un distinguo non solo lessicale: «Non esiste il Mezzogiorno, ma i Mezzogiorni, perché la Puglia è un'altra cosa rispetto a Sicilia, Calabria e Campania: non ne ha i problemi, la criminalità. E soprattutto non ha avuto una gestione della cosa pubblica pesantemente condizionata dal peso che i flussi finanziari hanno avuto sull'economia locale. Che è poi il motivo della distanze tra Sud e Nord, dove le imprese non si attaccano alla mammella dei soldi pubblici».
Insomma, la Puglia ha un altro problema, questo tutto suo: «La qualità della gestione della cosa pubblica - nota Boccia - che spetta alla politica e che, perciò, non ha alibi». Di qui, dunque, può e deve nascere un rapporto virtuoso con le imprese: «Che hanno bisogno - dice il parlamentare del Pd - di avere certezze dalle pubbliche amministrazioni, innanzitutto sui tempi per ottenere permessi e quindi poter valutare la congruità dell'investimento e l'impatto sulle condizioni ambientali. E le valutazioni, per dirla tutta, non ha senso che siano due, a livello nazionale e regionale: andrebbero unificate». Il tutto inscritto in una formula aurea: «Regole da rispettare tempi certi e, ovviamente, sanzioni adeguate. Non è possibile fare gli esami del sangue alle imprese quando devono aprire e poi, dal giorno dopo, ci dimentichiamo di quello che succede».
Il quadro generale, comunque, non è esaltante: «La situazione economica generale - nota Boccia - è complessa e per certi versi grave. Basta vedere i ragazzi di Miroglio e sapere che l'effetto domino sull'economia reale non è finito: ogni settimana ci sono richieste di cassa integrazione». Nè, fa capire Boccia, il governo dimostra una particolare sensibilità su questo versante: «Abbiamo chiesto di mettere tutte le risorse disponibili, se ci sono, sulle detrazioni a favore del costo del lavoro precario, sulla detassazione delle tredicesime e, in generale, sull'abbassamento delle imposte sul lavoro. La strada giusta, almeno nel breve periodo, è quella di far alzare i redditi medi per far ripartire i consumi, ma il governo non è d'accordo e, anzi, sta lavorando ad allargare il fossato sociale». Il vuoto, per Boccia, è nello Stato: «Perchè siamo ripiegati su noi stessi e quando lo Stato non c'è, non dà protezione». L'esempio è quello del credito d'imposta sugli investimenti al Sud: «Lo abbiamo istituito per due volte e Tremonti lo ha sempre cancellato. Volevamo rendere automatico questo beneficio fiscale per chi investe e invece 'ha vinto la Lega', come ha titolato la Padania, e ha perso il Mezzogiorno, che ci ha rimesso miliardi di euro di soldi suoi». Il contrario, cioè, di quello che servirebbe: «Politiche condivise - scandisce Boccia - in un momento in cui le divisioni territoriali stanno avendo la meglio. Il nostro dovere politico è fare sintesi su strumenti d'intervento che consentano alle nostre aziende di migliorare la propria capacità di riconversione. A Matino, per dirne una, che non è a New York ma a Lecce, c'è un'azienda che produce jeans ed è leader in Europa, oltre ad essere il primo esportatore negli Usa: si può fare, non è fantascienza. L'importante, però, è non lasciare soli gli imprenditori».
Dal pubblico, però, qualcuno prova a vederci rosa, chiedendo lumi "sulle vie dello sviluppo da attivare per far sognare le nuove generazioni". Compito arduo per l'on. Vico, ex sindacalista abituato a guardare in faccia la realtà. Che, spesso, è tutt'altro che bella: «L'attuale situazione economica e politica - nota - non ci permette di pensare al futuro, per creare nuovi posti di lavoro, ma di difendere i posti di lavoro attuali. E' in atto una recessione economica: si abbassano i consumi, circolano meno merci e denari e il Pil decresce. Siamo nel bel mezzo di una bufera e al Governo abbiamo chiesto di rivedere la Finanziaria perchè servono 8 miliardi di euro per aumentare i salari e le pensioni, rafforzare i fondi per la cassa integrazione, mobilità e disoccupazione (ammortizzatori sociali) per arginare le tante crisi che si sono aperte e che si apriranno». Crisi che ci riguardano molto da vicino: «Nella sola provincia di Taranto la cassa integrazione (al netto dell'Ilva) è aumentata del 22% colpendo i settori del manifatturiero, fornitori e subfornitori. Attualmente non ci sono i soldi per coprire difficoltà e il credito chiude le porte alle piccole e medie imprese che non offrono le necessarie garanzie ed è per questo che c'è bisogno di interventi statali».
Tutto grigio? Magari. Vico vede ancora più nero: «Il Governo Berlusconi - sottolinea - di fronte a queste emergenze risponde stornando i fondi dal mezzogiorno (fondi Fas) a favore del Nord, alimentando la conflittualità territoriale e marginalizzando lo sviluppo del Sud. I finanziamenti per le infrastrutture si fermano al Nord (strade e ferrovie) e la politica divide il paese senza occuparsi di rilanciare una grande alleanza tra "Lavoro" e "Impresa". Ed è per questo che si auspica la ripresa dell'unità sindacale tra Cgil, Cisl e Uil)». Ricetta antica, ma non troppo, quella di Vico: «Lo sviluppo può e deve ripartire attraverso la ripresa del dialogo sociale».

Massimo D'Onofrio
Corriere del Giorno -10 novembre 2008

domenica 9 novembre 2008

il Sud lo prende a quel posto

Stavo per scrivere alcune considerazioni sull’elezioni del Presidente degli Stati Uniti Obama, e sulle conseguenze che può avere sul mondo. Poi, ieri sera, sono stato ad un dibattito sullo sviluppo economico e ambientale a Laterza (erano presenti gli On. Francesco Boccia, Ludovico Vico e il Prof. Pirro). Contavo, come sempre, di fare un intervento, ma sono rimasto inebetito da alcune cifre che sono state dati dagli Onorevoli. E che mi erano sfuggite, insieme al loro utilizzo. Allora ho mandato all’aria quanto volevo dire su Obama (viene di chiamarlo così, senza fronzoli, tanto è il suo carisma) e rimandarlo a dopo, per scrivere di quanto ho sentito, e ricordo. Cominciamo con ordine.
Il Governo ha un Fondo per le Aree Sottosviluppate (FAS), che è per il 15% destinato al Nord e l’85% destinato al Mezzogiorno. Cosa sta facendo il Governo? Sta prelevando delle risorse dei FAS per destinarle ad altri capitoli di spesa. Miliardi di euro da usare per infrastrutture e per chi ha bisogno, dirottati per lavori in altre aree. Ferrovie? Si fermano a Milano (neanche Bologna)… Il Corridoio V diventa un miraggio. Le autostrade? Si fermano a Roma-Formia, per noi non c’è nulla. La Salerno – Reggio Calabria ce la scordiamo… Io penso che chi vive nelle regioni settentrionali non ami queste ruberie a scapito di chi sta peggio. Ma, francamente, se i nostri concittadini continueranno a votare per un governo che ci leva da sotto il sedere la sedia, vuol dire che da queste parti siamo tutti matti. Per non scrivere un’altra parole forse più veritiera ma che può sembrare offensiva per i vecchi elettori del centro-destra. E che chiunque può immaginare.

Gianni Macchia

Sviluppo e cambiamento a Laterza

Viviamo una recessione economica inquietante che inizia a falcidiare posti di lavoro e angoscia tante famiglie laertine. La Miroglio che chiude, la Natuzzi e l’Ilva che aprono la cassa integrazione, il commercio e l’artigianato che ristagnano, l’agricoltura che non si riprende.

Di fronte a questo scenario abbiamo organizzato una iniziativa di approfondimento, con il prof. Federico Pirro e gli on.li Francesco Boccia e Ludovico Vico, per aprire una fase di approfondimento sullo sviluppo locale del nostro comune.

Nel 2006 il centro-sinistra, durante la campagna elettorale per le amministrative e all’atto dell’insediamento del nuovo consiglio comunale, aveva proposto di organizzare una “conferenza economica comunale” per approfondire, discutere ed individuare le direttrici dello sviluppo di Laterza. Allora come oggi siamo interessati a capire:

1. se lo sviluppo economico risponde ad un unico “modello” o vi sono diverse vie allo sviluppo?

2. se vi sono diverse vie, e quindi è rilevante la dimensione locale dello sviluppo, è necessario pensare anche a politiche locali per ottenerlo?

Ieri sera è iniziato il nostro percorso ed alcune prime risposte sono arrivate. Si tratta ora di continuare su questa strada per analizzare il tessuto imprenditoriale del nostro comune, il tasso di imprenditorialità, i settori e le filiere produttive presenti, le relazioni territoriali con i distretti produttivi pugliesi e lucani, la pianficazione strategica e la nuova programmazione comunitaria 2007-2013. Si tratta di studiare, apprendere e coltivare relazioni per un nuovo protagonismo della politica per attivare uno sviluppo locale capace di generare occupazione e benessere.

Ringraziamo sin da ora il prof. Federico Pirro, dell’Università di Bari, per la disponibilità che ci ha offerto nell’accompagnarci in questa sfida.

Ogni crisi è una grande opportunità per cambiare e crescere.

Franco Catapano

Dramma sfratti. In Puglia a rischio 1.130 famiglie.

“Il Governo respinge tutti gli emendamenti del PD.
Il sottosegretario Mantovani, disinformato”

Dramma sfratti in Puglia. Dei 71 Comuni considerati dalla legge (61 dell´89) «a alta tensione abitativa» (questo era il numero dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE nel 2003) e che finora avevano sempre goduto di tutte le proroghe concesse dai vari governi, adesso ne restano solo 11, quelli dell’area metropolitana di Bari.
Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto drammaticamente con le loro emergenze restano dunque fuori dal Decreto Legge (L. 158/08 - Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari catetegorie sociali) in discussione in queste ore, e che di fatto contiene il rischio di sfratto solo per le aree metropolitane.
A comunicarlo sono i deputati pugliesi del PD, Vico, Mastromauro, Bellanova, Bordo, Ria, Gaglione, Ginefra, Boccia, Capano, Servodio, Grassi e Lo Sacco che denunciano inoltre l’atteggiamento della maggioranza governativa anche in Commissione Territorio.
Come PD avevamo proposta una serie di emendamenti al decreto – sottolinea – ma sono stati tutti respinti.
Ma i dati che i deputati pugliesi del PD propongono attraverso un comunicato alla stampa, annunciano una stagione difficile per gli inquilini pugliesi.
Il decreto – dice – nato per far fronte al disagio abitativo di tante persone, ora per palesi motivi economici è stato ristretto solo alle famiglie chi vivono in grandi città capoluoghi di aree metropolitane. L’ho ha confermato lo stesso sottosegretario agli interni Mantovani mostrando, però, di fatto una scarsa informazione da parte del Governo su un tema di estrema delicatezza e importanza come il diritto alla casa.
E proprio qualche giorno fa lo stesso Mantovani accogliendo gli inviti e le osservazioni critiche rivolte al Governo in ordine alla mancanza di adeguati elementi di conoscenza, informava che, tenendo presente i dati relativi all'attuazione della legge n. 9 del 2007, con la conversione in legge del decreto-legge in esame - e dunque con la riduzione dell'ambito di applicazione della normativa - gli sfratti oggetto di proroga sarebbero passati da 2.689 a 2.458, con un aumento degli appartamenti da liberare che superava di poco le 230 unità.
In via esemplicativa lo stesso sottosegretario esponeva nel dettaglio la situazione in regioni come la Sicilia e la Puglia, fornendo in quest’ultimo caso dati di sfratti bloccati provincia per provincia: 5 sfratti a Bari, 3 a Brindisi, 10 a Foggia, 7 a Taranto e nessuno a Lecce.
Questa è vera disinformazione – commentano i deputati pugliesi del PD- che propongono, invece, dati più aggiornati sull’emergenza sfratti in Puglia (Dati 2007 resi pubblici nel giugno 2008. Fonte: Ministero degli interni - Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie - direz. centrale per la documentazione e la statistica - ufficio II - uff. centrale di statistica – ndr).
Il dato più preoccupante è quello di Taranto con 529 sfratti incombenti su famiglie con evidenti disagi economici o sfrattati dal locatore per finita locazione ma vi sono difficoltà evidenti anche a Lecce (357 sfratti), Foggia (196 sfratti) e Brindisi (50 sfratti).
Una emergenza che in Puglia, malgrado i dati siano fermi al 2007 e non comprendano i dati riferiti alla Legge 431 del ’98 (Legge sull’emergenza sfratti) si attesta già su 1.130 interruzioni di locazione.
E’ evidente – commentano i parlamentari del PD – che proprio al sottosegretario manchino le informazioni di base sulla condizione abitativa di una fascia di popolazione delle regioni meridionali. Così come è evidente che questo Governo smantellando il Piano Casa, voluto nelle precedenti legislature, manda alle ortiche tutti quegli strumenti efficaci studiati per sostenere una politica degli affitti equa indispensabile per quella parte di popolazione che non si può permettere una casa.
Infine l’appello dei deputati pugliesi del PD.
Ci rivolgiamo a tutti i sindaci del Comuni pugliesi ad alta densità abitativa affinché facciano presente questa situazione ai Prefetti e ai responsabili del Ministero degli Interni, segnalando questa drammaticità.

Vico, Mastromauro, Bellanova, Bordo, Ria, Gaglione, Ginefra, Boccia, Capano, Servodio, Grassi e Lo Sacco

sabato 8 novembre 2008

GIOCHI DI PRESTIGIACOMO

Il caso del commissario IPPC Bonaventura Lamacchia.
Ecco il comunicato delle associazioni e la risposta del Ministro
Autorizzazione Integrata Ambientale per la grande industria: rimosso un personaggio impresentabile.
"False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale", rivela l'Espresso. AIL Taranto, Comitato per Taranto e PeaceLink chiedono un intervento del Ministro dell'Ambiente. E il Ministro Prestigiacomo avvia la procedura di sospensione.


Su "L'Espresso nr. 45 datato 13 novembre 2008, nella rubrica "Riservato - Ambiente ed industria" a pag. 19, è pubblicato l'articolo dal titolo "GIOCHI DI PRESTIGIACOMO" a firma S.A..Tale articolo riguarda la nuova Commissione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) recentemente nominata dal Ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. Tale Commissione ha il compito di preparare l'istruttoria tecnica relativa al rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, di competenza statale, a circa 200 tra le maggiori aziende produttive italiane. La legge prevede che le aziende prive di AIA non sono autorizzate a produrre.
Le annotazioni, riportate nell'articolo, su alcuni membri importanti della Commissione sono talmente gravi che il Ministro responsabile delle nomine, da chiunque suggerite, a nostro parere ha solo due possibilità: o smentisce in maniera documentata tali annotazioni o fa dimettere quei personaggi da quell'incarico che richiede doti inequivocabili di competenza, correttezza, irreprensibilità e senza conflitti di interesse più o meno palesi. I cittadini di Taranto, la città più inquinata d'Europa per emissioni industriali, e di tutte le altre città sedi di aziende sottoposte ad AIA statale, hanno il diritto di conoscere chi sono e quali competenze e doti hanno personaggi ai quali sono affidati compiti estremamente complessi e delicati che hanno profondi riflessi non solo sull'economia nazionale ma anche sulla salute dei cittadini.
Paola D'Andria - AIL Taranto


Lea Cifarelli - Comitato per Taranto
Biagio De Marzo - Peacelink


--- RISPOSTA ---


Ministro dell'Ambiente Ufficio stampa
Roma, 7 novembre 2008 COMUNICATO STAMPA
Commissione IPPC, avviata procedura di sospensione per Lamacchia
Il Ministero dell’Ambiente ha avviato la procedura di sospensione dalla Commissione IPPC dell’ing. Bonaventura Lamacchia, già componente della Commissione Via-Vas dall’ottobre 2007 al giugno 2008. La procedura di sospensione è stata avviata nelle more della definizione di accertamenti amministrativi sulla posizione dell’ing. Lamacchia in relazione al suo ruolo di componente della Commissione.
Note:


L'articolo di Sandra Amurri, sull'Espresso 13/11/08 (uscito ieri) http://comitatopertaranto.blogspot.com/2008/11/giochi-di-prestigiacomo.html

venerdì 7 novembre 2008

La via della politica

LATERZA - Tre giorni a tema per avvicinare la gente alla politica e lanciare le primarie per la scelta del candidato provinciale: sono stati presentati nei giorni scorsi, in conferenza stampa, dal Pd di Laterza, sulla scia degli eventi che hanno attraversato la cronaca cittadina di questi ultimi mesi (postazione 118, eolico e compostaggio, fibrillazione scolastica). «Attìvati e partecipa» è la parola d’ordine che accompagna l’iniziativa: «Per noi la politica è cittadinanza attiva, la gente deve essere protagonista del cambiamento» ha spiegato Davide Bellini, coordinatore del Pd locale, citando Goethe. «Il coraggio ha in sé il genio, il potere e la magia» ha riletto Bellini, indicando nel coinvolgimento e nella interazione i punti di forza del «partito nuovo». E se il dialogo, presidente Napolitano docet, è concetto usurato, il confronto è invece possibile cercarlo, a partire dai luoghi istituzionali: «In Consiglio ce n’è poco, logorato com’è da una maggioranza che occupa tutti gli spazi, sottovalutando quanto l’autorevolezza dell’istituzione consiliare e la soluzione di problemi spinosi, vedi Progeva, pale eoliche, vicenda Edileco, siano strettamente legata alla dignità riconosciuta alle forze di opposizione» è il pensiero di Franco Catapano, consigliere comunale che coglie «parallelismi evidenti» fra il nazionale e il locale. «Da mesi - ha aggiunto Catapano - siamo in attesa della riforma del regolamento consiliare perché, ad esempio, alle commissioni siano dati il ruolo e l’importanza che attualmente non hanno». «Così come sono sono inutili e dispendiose» ha spiegato Giuseppe Stano, capogruppo consiliare che ha rivendicato, rilanciando, «diritto di opposizione». Opposizione che a giudizio di Stano e Catapano «è viva e presente, non sappiamo se di qualità o meno: in questo modo la sappiamo fare, e comunque questa giunta non può darci lezioni di sorta». Le iniziative in programma le ha illustrate Davide Bellini (si terranno tutte alla Cittadella della Cultura): «Sviluppo economico e tutela Ambientale», sabato 8 novembre (ore 20), con Francesco Boccia e Federico Pirro, per «rispondere alla crisi di un modello di sviluppo tristemente noto»; «La Scuola del domani: un ritorno al passato per i bambini del futuro», venerdì 14 novembre (ore19), con Donato Pentassuglia e rappresentanti di genitori, insegnanti e alunni, per «rivendicare la centralità della scuola e la dignità dei lavoratori»; «Dal 118 a Laterza al Piano sanitario regionale», venerdì 21 novembre (ore 19), con AlbertoTedesco e Paolo Costantino. Appuntamento, quest’ultimo, di stringente attualità.

Francesco Romano
La Gazzetta del Mezzogiorno
6 novembre 2008

"Risolvo tutto io" ha trovato non 1 ma 4 medici

LATERZA - Forza Italia verso il Pdl. E le Provinciali: l’altra sera, alla Cittadella della Cultura, gli azzurri laertini hanno calato gli assi. Il senso dell’iniziativa, nelle parole di Matteo Iacobellis, coordinatore cittadino e moderatore della serata: «Rendere la politica partecipata». Provincia e Regione nel mirino, tutti d’accordo: «Fallimento totale».
L’attacco frontale è stato portato dall’assessore alle Politiche sociali Nicola Saccomanni, dal capogruppo consiliare (e presidente della Comunità montana tarantina) Arcangelo Rizzi e dal sindaco Giuseppe Cristella; di più ampio respiro, sullo sfondo l’economia in crisi, l’intervento dell’assessore alla Programmazione economica Vito Minei, fra consigli prospettici (consolidare le spese all’interno della comunità, rinunciare al superfluo), direttrici in atto (crescita dei costi stabilizzata, debito locale contenuto: dal 2004 tasso fisso per 30 anni per tutti i mutui) e impegni: «Guarderemo alle nuove povertà, sacrificheremo altre spese, non aumenteremo tasse» ha indicato Minei. Nella consapevolezza che «la crisi reale la vedremo fra un anno», a Laterza però in modo meno evidente perché, privilegio che consola, «il non grande sviluppo economico del passato limiterà conseguenze e danni».
Il «taglio più politico» di Saccomanni, apre il fuoco di fila verso Bari e Taranto. Sotto tiro le consulenze esterne. Regionali: «Trenta in un anno nei servizi sociali, per un costo di 700mila euro». Provinciali: «Incarichi per 556mila euro in ambito legale, nonostante le professionalità disponibili in Provincia». Tutto «a danno delle fragilità» e dei servizi, ha incalzato Saccomanni, prima del colpo finale con appello incorporato: «Noi manterremo i nostri servizi, ma in Provincia e in Regione conta chi è rappresentato, e Laterza non lo è». Sui ritardi nella pubblicazione dei bandi Por 2007-2013, e quindi sulla difficoltà a impegnare le somme assegnate (ultimo treno per il Palazzo marchesale in restauro) si è soffermato Arcangelo Rizzi, che ha pure ricordato come l’ente montano jonico, in intesa con quello della Murgia barese abbia «sostituito» la Regione nel potenziamento dell’acquedotto rurale.
L’affondo finale del sindaco Cristella parte dal 118 senza medico: «Ancora quattro mesi? L’ho appreso dai giornali, grave che un responsabile di un servizio pubblico come Balzanelli abbia dato in una conferenza stampa di partito una notizia mai arrivata in Comune: il solito sgarbo istituzionale dei dirigenti Asl, la solita beffa per la città». In ogni caso «Colasanto in consiglio aveva assicurato il medico per settembre - insiste Cristella -. Il ricorso della Fimmg? C’è sempre un intoppo quando è in ballo Laterza». E comunque «ci sono quattro, cinque medici laertini sparsi per la provincia: perché a Torricella, Crispiano e Avetrana sì e a Laterza no? E che fine hanno fatto i medici delle postazioni estive smantellate?». E ancora, passando per le strade provinciali che restano da «terzo mondo», nonostante le promesse di Florido: «Tre milioni di euro a Ginosa e Massafra dalla Regione per la riqualificazione delle periferie urbane». Per Laterza, dice Cristella, «solo barzellette».

Francesco Romano

La Gazzetta del Mezzogiorno

6 novembre 2008

No alla privatizzazione del sistema universitario

No alla privatizzazione del sistema universitario,si al sostegno operativo e finanziario all’attività didattica e di ricerca delle Università statali

Iniziativa parlamentare dell’on. Gero Grassi

La Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ha approvato all’unanimità nell’Assemblea Generale del 23 ottobre 2008, una mozione (Abbassare i toni e puntare alla sostanza) con la quale sollecita un rapido e concreto intervento che crei le condizioni per superare l’attuale gravissima crisi economica e scientifica del sistema universitario
A tal proposito l’on. Gero Grassi , prendendo lo spunto dal coraggioso rifiuto della politica di privatizzazione delle università statali, sostenuta dalla senatrice Maria Pia Garavaglia (Ministro dell’Istruzione, Ricerca ed Università del Governo Ombra), nell’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno del 29 ottobre u.s., ha dichiarato che presenterà mercoledì 29 ottobre una proposta di legge che assicuri un adeguato sostegno operativo e finanziario all’attività didattica e di ricerca delle Università statali
In particolare ritiene necessario superare l’impostazione governativa che con l’art. 16 della legge finanziaria 2009 ha consentito alle Università statali di deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato .Le diseconomie che contraddistinguono le nostre istituzioni accademiche non possono certamente essere superate con una privatizzazione, formalmente facoltativa, ma col ricorso a forme di governance che garantiscano efficienza e funzionalità.
Il riferimento è alle fondazioni universitarie istituite con Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001, n. 254.
Il legislatore, con detto provvedimento, ha voluto creare una struttura capace di assicurare uno strumento di sostegno delle attività didattica e ricerca delle Università pubbliche.
L’esperienza delle 12 fondazioni istituite in base a detta normativa raggruppate nel Coordinamento Nazionale Fondazioni Universitarie (C.N.F.U.) è positiva e pertanto va potenziata e consolidata .

Bari, 27 ottobre 2008

giovedì 6 novembre 2008

INCONTRO A BARI PRESSO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE TRA GLI OPERAI MIROGLIO E L'ASSESSORE MARCO BARBIERI

In data 6 novembre 2008 presso la Presidenza della Regione Puglia si sono incontrati l'assessore regionale al Lavoro, Marco Barbieri, le organizzazioni sindacali Femca
Cisl, nelle persone di Cristina Attila e Mario Torna, Filtea Cgil, nelle persone di Giuseppe Massafra e Massimo Gravina, e Uilta Uil, nelle persone di Nicola Calabrese e Fulvio Egitto, alla presenza del consigliere regionale Paolo Costantino e del Sindaco di Ginosa Luigi Montanaro.
L'assessore ha fornito le informazioni in possesso della Regione Puglia sullo stato delle trattative tra Miroglio e gli investitori interessati e le disponibilità offerte a questi ultimi dalla Regione Puglia per sosteneme l'insediamento nel territorio, con riferimento sia allo stabilimento di Ginosa sia allo stabilimento di Castellaneta.
I presenti convengono, per garantire le informazioni sia ai lavoratori e alle lavoratrici di Miroglio sia alle comunità locali, che la Regione Puglia , tramite gli assessorati competenti e la task force per l'occupazione, convocherà quindicinalmente organizzazioni sindacali e amministrazioni locali onde seguire costantemente
l'andamento della vertenza e valutare le iniziative proposte per la reindustrializzazione del territorio.
L'assessore precisa che la disponibilità dei fondi del POR Puglia FSE 2007/2013
garantisce che l'eventuale riqualificazione dei lavoratori della Miroglio in qualsiasi
settore non graverà sugli investitori che garantiscano loro il posto di lavoro.
Precisa inoltre che a valere sul POR Puglia FESR 2007/2013 sono altresì disponibili
fondi a sostegno degli investimenti in beni capitali, nelle forme differenziate di
contratti di programma per le grandi imprese e di PIA per le piccole e medie imprese.

Le Vie dello Sviluppo Economico e la Tutela Ambientale

La crisi dell’economia reale sta esplodendo: i dati di crescita della disoccupazione, ma soprattutto della cassa integrazione, lo stanno a dimostrare.

Ilva, Miroglio e Natuzzi sono i tristi esempi di un modello economico che si sta frantumando.
Con la nostra manifestazione vogliamo svegliare l'attenzione di tutti verso quei lavoratori, precari non solo nel lavoro, ma ormai anche nella vita.

Solo chi e' ipocrita ignora queste difficolta', perche' non e' facile affrontare la cassa integrazione, soprattutto per chi vive del solo stipendio e deve fronteggiare le spese mensili di una famiglia.

Ignorare i lavoratori e i precari vuol dire semplicemente scegliere di stimolare il conflitto sociale, con tutte le incognite del caso.

Noi, pero', vogliamo andare oltre la denuncia, vogliamo trovare una soluzione che risponda alle esigenze della nostra comunità.
Vogliamo cercare un modello di sviluppo di un economia sostenibile, che riesca a superare le fallimentari esperienze di imprenditori colonialisti e porti al radicamento di una cultura imprenditoriale che rispetti ambiente e territorio.


Lo sviluppo economico deve procedere su un binario parallelo a quello del rispetto della vita, garantendo anche la salute dei cittadini, vedi le tristi vicende legate alle Polveri Sottili dell' Ilva. Diversamente non c'è nessuno sviluppo, ma solo problemi la cui soluzione rimettiamo egoisticamente nelle mani delle future generazioni.
Queste sono le istanze con cui abbiamo pensato all' iniziativa "Sviluppo Economico e Tutela Ambientale", che si terra' a Laterza presso la Cittadella della Cultura alle ore 20:00Sabato 8 Novembre con la partecipazione dell' on. Francesco Boccia, dell' on. Ludovico Vico e del prof. Federico Pirro.


Davide Bellini
SEGNALAZIONI: I principali Tagli della Finanziaria 2009

Una Finanziaria che prevede tagli consistenti (rispetto al dato assestato 2008) in tutti i principali interventi
1 Sistemi stradali , autostradali e intermodali (- 1.922,8 milioni)
2 Infrastrutture portuali ed aeroportuali (- 31,4 milioni)
3 Sistemi ferroviari locali (-10 milioni)
4 Sistemi idrici (-5 milioni)
5 Edilizia statale (- 41 milioni)
6 Politiche abitative (- 62,1 milioni)
7 Politiche urbane e territoriali (-161 milioni)

Il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione vede una consistente riduzione pari a 43, 8 milioni rispetto all’anno precedente.

L’ANAS contava per il 2009, in base alla Finanziaria scorsa, su 1.560 miliardi: saranno 1.205.
Una riduzione è prevista anche nel capitolo relativo alle somme da erogare all’Anas a titolo di corrispettivi dovuti per le attività ed i servizi resi 269,8 milioni di euro (-126,7 milioni di euro rispetto al dato 2008)

Per RFI erano previsti 3.500 milioni, saranno invece 2.362.

Le riduzioni previste sul finanziamento al trasporto pubblico locale mettono le Regioni in grave allarme; le regioni saranno chiamate a gestire le numerose deleghe senza le corrispondenti risorse.

Stessa sorte per quanto concerne le principali voci riferite al Ministero dell’Ambiente:

1 Conservazione dell’assetto idrogeologico (- 241 milioni)
2 Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (- 88 milioni)
3 Sviluppo sostenibile (- 41 milioni)
4 Trattamento e smaltimento rifiuti e acque, bonifiche, tutela e gestione delle risorse idriche (-90 milioni) - 32,4 % rispetto al 2008
5 Ricerca e innovazione (-11,4 milioni)

Infine per quanto riguarda gli stanziamenti relativi alla Protezione civile e alle calamità naturali è opportuno segnalare i seguenti tagli:

1 Interventi per pubbliche calamità (-36,6 milioni)
2 Protezione civile (- 431,9 milioni)
Il presidente della Camera: "Se si pone la fiducia situazione anomala e deprecabile, il testo (leggi) non è stato discusso in Commissione". Berlusconi: "E' finito l'assalto alla diligenza, questo dà fastidio alle lobby". D'Alema: "Si calpesta la Costituzione"

«Col FederalismoSud perde 1 miliardo»
Lo afferma la Svimez a proposito del Ddl Calderoli. Con questo, infatti, le regioni più penalizzate sarebbero la Calabria (tra i 384 e i 372 milioni di euro in meno), la Campania (che perderebbe tra i 195 e i 167 milioni di euro) e la Puglia (da -168 milioni di euro a - 149). Pioggia di quattrini, invece, sulla Lombardia: +623/+591 milioni di euro• A Bari convegno Calderoli-Fitto

mercoledì 5 novembre 2008

Obama in visita a “Lo voglio bene al mio Paese”

“Ora Al Qaeda è più contenta” ha commentato l’on. “Chenonconoscelaleggecheglihafirmato” in riferimento all’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti.

La senatrice Finocchiaro ha contestato le dichiarazioni dell’on. “Chenonconoscelaleggecheglihafirmato” affermando che le parole dette sono molto gravi e inaccettabili proprio nel momento in cui il suo padrone di Arcore si è complimentato per l'elezione di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti d'America, offrendosi anche di fargli da maestro.

Dopo essersi consultato con la sua maggioranza l’on, “Chenonconoscelaleggecheglihafirmato” si è scusato con l’intero Parlamento e con lo stesso Barack Obama.

Essendo stato assunto a presidente dei deputati di magnoranza di Monteciborio in base alla legge 482/68, anche volendo, l’on, “Chenonconoscelaleggecheglihafirmato” non può pensare e gli amici non fidandosi di lui, gli scrivono ciò che deve dire.

Gli appunti gli erano stati recapitati il giorno prima, quando il centrodestra non pensava che “il nero ce l’avrebbe fatto” e nessuno di loro era salito ancora sul carro del vincitore.

Incidente diplomatico chiuso.

“YES WE CAN” è stato il grido di Gisella KRISTALLIN a Barack Obana in videoconferenza, felicitandosi con lui.

Approfittando dell’occasione, Gisella ha invitato il nuovo Presidente degli Stati Uniti a trascorrere qualche giorno a “Lo voglio bene al mio Paese”, dal profumo progevo, per riposarsi dopo le fatiche della campagna elettorale. Per l’evento, ha incominciato a costruire parchi giochi dappertutto per far giocare i piccoli figli dell’illustre ospite.

"YES WE CAN” è l’urlo di Gisella a Fefè il ragioniere, a Peppino dell’Asl. a Pierino della diossina: POSSO DIVENTARE PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Vai Gisella, siamo tutti con te. Ti appoggiamo.
http://lucifero.bloog.it/

Obama iè fatt!

Una notte indimenticabile, la notte di Obama, il Presidente degli Stati Uniti che entrerà nei libri di storia come il simbolo dell'orgoglio, della tenacia e della capacità di rinnovamento del popolo americano.
Il sogno che Martin Luther King ha raccontato al mondo in uno dei discorsi più famosi della storia è stato più che esaudito.

Celebrare Obama oggi è fin troppo facile.

Vogliamo quindi riportare alcune frasi che McCain ha pronunciato davanti ai suoi sostenitori quando ormai i risultati parlavano chiaro:

«Ho avuto l'onore di congratularmi con il senatore Obama, che questa notte è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti»

«l'uomo che era il mio avversario e che ora sarà il mio presidente ha raggiunto un grandioso risultato», per se stesso e per il Paese.

McCain ha infine invitato i suoi sostenitori a «mettere da parte le divergenze e a lavorare insieme per rimettere in carreggiata il Paese»-

McCain, al pari di Obama, ha dimostrato di essere una grande persona. Peccato che in Italia uomini politici così sono merce rara.

In memoria ed in onore di Martin Luther King riportiamo una sua bella citazione

Cittadinanza Attiva
“Ho sempre avuto l’impressione che in ultima analisi, nel corso della vita, un individuo deve una buona volta schierarsi, prendere posizione, ed essere disposto ad affrontare le conseguenze quali che siano. E se è invaso dalla paura non può farlo. La mia preghiera più grande è sempre che Dio mi preservi dal terrore che paralizza, perchè quando una persona vive accompagnata dalla paura per le conseguenze dei propri atti sulla sua vita personale, non potrà mai fare niente per contribuire a sollevare l’umanità intera e a risolvere i molti problemi sociali che ci troviamo di fronte in tutte le epoche e a ogni nuova generazione”.

Martin Luther King