martedì 19 febbraio 2008

Eolico, scempio annunciato?

In attesa di capire - e forse basterà solo qualche altro giorno - se dietro la pioggia di progetti presentati per realizzare tra gravine, agrumeti e pascoli il più grande parco eolico della Puglia, quella che sulla Gazzetta abbiamo definito una vera e propria foresta d’acciaio, ci siano interessi poco chiari e molto particolari, sono le prese di posizione degli ambientalisti a tenere banco, a far discutere.
Perché se è vero che quella prodotta con il vento è energia pulita, è anche vero che l’eccessiva concentrazione di impianti può creare problemi ambientali tutt’altro che trascurabili.
I numeri, d’altronde, lasciano poco spazio alla fantasia: tra Castellaneta e Laterza si vogliono realizzare, stando alle domande presentate dalla Regione, 486 torri, alte oltre 100 metri (e basta poco per immaginare l’effetto visivo che fanno quasi 500 campi di calcio che ruotano o stanno fermi in attesa del vento), per produrre oltre 1400 megawatt, più del 37% del totale pugliese (sempre tenendo conto le richieste inoltrate alla Giunta Vendola).
Un business irresistibile che dalla seconda metà del 2006 coinvolge politici, amministratori, istituzioni, affaristi in servizio permanente effettivo, faccendieri, oltre a coltivatori e allevatori che, terrorizzati dall’appena istituito Parco delle Gravine, cedono o affittano volentieri i loro terreni ai rappresentanti di società dalla complessa storia giuridica e finanziaria.
Secondo un dossier istruttorio sulla reale dinamica della proliferazione di impianti eolici in Italia realizzato da Altura, Cnp, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Lipu Puglia con il contributo ed il sostegno di comitati e associazioni ambientaliste territoriali «gravissima è la situazione dell’area di Laterza e Castellaneta che si inframezza tra l’area Sic-Zps-Iba-Parco nazionale dell’Alta Murgia, l’area Sic-Zps-Iba-Parco regionale delle Gravine e l’area Sic-Zps-Iba-Parco regionale delle Gravine di Matera: Ben 450 torri eoliche in gran parte da 3 megawatt!! Di estrema gravità i rischi per avvoltoio Capovaccaio, Lanario, Grillaio, Gufo reale, Biancone, Nibbio reale ed altre specie rare. Estesi paesaggi rurali ancora privi di antropizzazione diffusa verrebbero irrimediabilmente sconvolti».
Le domande riguardanti Castellaneta e Laterza da oltre un anno sono all’attenzione della Regione Puglia per il rilascio dell’autorizzazione, previa convocazione della conferenza di servizio e quindi non è detto che poi la foresta d’acciaio si materializzi per davvero.
Intanto, però, sono scappate via le uniche due aziende, la Hydrose di Padova e la Inergia di Ascoli Piceno, che avevano proposto al Comune di Castellaneta un contributo in cambio dell’installazione degli impianti eolici. Una «fuga» forse dovuta al provvedimento con il quale il 27 novembre del 2006 il commissario straordinario, allora alla guida del Comune, decise di regolamentare «il procedimento per la presentazione delle proposte progettuali da parte delle ditte interessate all’installazione di aerogeneratori sul territorio comunale », disponendo che l’assenso, o meglio il parere favorevole del Comune, sarebbe stato dato soltanto alle proposte progettuali corredate da documentazione comprovante il possesso della disponibilità delle aree interessate al progetto da realizzare». Un criterio da alcuni ritenuto illegittimo, stante la liberalizzazione del settore energetico decisa dall’Unione Europea e recepita dal Governo, ma da altri, recepito, come dire, di buon grado. La storia continua.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno» Autore: Mimmo Mazza

Sarà Bellini a guidare il nuovo Pd di Laterza

Ventinove voti favorevoli, tre astensioni: Davide Bellini, 29 anni, laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni è il primo segretario politico del Partito democratico di Laterza. Lo ha eletto nella tarda serata di venerdì il Coordinamento cittadino insediatosi una settimana fa, a guida del «partito nuovo».

Scelta «giovane». Si presenta così: «Lavoro da circa cinque anni presso un´importante società informatica del nostro territorio, che si occupa di sviluppare sistemi software avanzati per lo spazio e la difesa. Ho aderito al Partito democratico, perché luogo politico nuovo dove progettare e decidere insieme il nostro futuro, alla luce dei nostri ideali e delle nostre reali necessità di cittadini e di persone». Motivazioni forti, obiettivi ambiziosi: «Fare politica costruttiva, lontana dalle vecchie e sterili logiche partitiche». E ancora: «Nel Pd per contribuire alla crescita economica e culturale».
Le direttrici: «Costruire ponti anziché muri, incontrarsi anziché occupare».

» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

» Autore: Francesco Romano

lunedì 18 febbraio 2008

Si può fare anche a Laterza

Quello che dobbiamo fare è ¨dare continuità ad un processo di rinnovamento culturale e sociale del modo di fare politica, in particolare LATERZA ha bisogno come l'ossigeno per i malati terminali di una ventata di novità nella rappresentanza e nei soggetti protagonisti.
Il PD a LATERZA ha avviato questo processo a tutti quanti noi, in particolare a quelli che vengono da lontano,che hanno vissuto altre stagioni indimenticabili di "RISCATTO" della comunità laertina, vedi stagioni della mia amministrazione, che nei numeri delle opere realizzate ( 64 MILIARDI) e nelle varie attività socio-culturali e produttivi varie, sono stati rivoluzionari.
Il mio augurio e il mio impegno è¨ rivolto al conseguire nei prossimi anni di nuovo sviluppo, legalità e cultura per la mia LATERZA.
VITO CASSANO

Davide Bellini eletto 1º coordinatore del PD Laterza

Nel corso della riunione del circolo del PD di Laterza, tenutasi venerdì 15 2008, si è provveduto all'elezione del primo coordinatore della sede laertina del nostro partito. Con 29 voti favorevoli e 3 astenuti si è insediato il nuovo coordinatore (già portavoce del coordinamento provvisorio del Pd Laterza) che nel prossimo

Pubblichiamo qui di seguito una breve presentazione di Davide:

Mi chiamo Davide Filippo Bellini, ho 29 anni e sono laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavoro da circa cinque anni presso un’importante società informatica del nostro territorio , che si occupa di sviluppare sistemi software avanzati per lo spazio e la difesa.
Ho aderito al Partito Democratico, perché è un partito nuovo, dove progettare e decidere insieme il nostro futuro alla luce dei nostri ideali e delle nostre reali necessità.
Insieme ad altri giovani stiamo costruendo il PD a Laterza, facendo una politica costruttiva, lontana dalle vecchie e sterili logiche partitiche. Siamo uniti nel Partito Democratico per contribuire alla crescita economica e culturale, perché ...
“Bisogna costruire insieme ponti anziché muri, incontrarsi anziché occupare…”

Feed Twitter di Walter Veltroni

Cos'è Twitter?

Twitter è un network e un servizio di micro-blog che permette agli utenti di mandare aggiornamenti (messaggi di testo, lunghi non più di 140 caratteri) via SMS, messaggeria istantanea, email, il sito di Twitter, o un'applicazione come Twitterrific. Twitter è stato creato nel Marzo 2006 da una società di San Francisco, l'Obvious Corp.

I messaggi pubblicati hanno l'intenzione di informare sul proprio status ovvero come ci si sente oppure cosa si sta facendo in quel momento. Ad esempio "Utente sta bevendo una tisana alla vaniglia". Essendo un formato molto simile a quello degli SMS, il servizio si rivolge prevalentemente ad un pubblico giovane. Questo tipo di feed, poco conosciuto in Italia, è un fenomeno che negli USA sta riscuotendo grande attenzione.

Gli aggiornamenti sono mostrati nella pagina di profilo dell'utente e sono anche mandati istantaneamente agli altri utenti che si sono registrati per riceverli. Chi li manda può scegliere se inviarli solamente ad una ristretta cerchia di amici, mentre la procedura normale prevede che siano mandati a chiunque. Gli utenti possono ricevere gli aggiornamenti tramite il sito di Twitter, la messaggeria istantanea, gli SMS, gli RSS, le email e mediante un'applicazione. Per gli SMS sono disponibili attualmente tre tipi di modalità: brevi codici per gli USA e il Canada, e un numero UK per l'utilizzo internazionale.

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Il desiderio del Paese

"Il Pd sta risalendo a velocità impressionante. Ora la distanza che ci divide dal Pdl è di appena 6 punti. Un po’ più di due, li abbiamo recuperati nell'ultima settimana”. Prima tappa del tour elettorale di Walter Veltroni, primo bagno di folla per il leader del Partito democratico. Parte da Pescara il viaggio nelle 110 province italiane che il candidato premier ha deciso di affrontare per portare il suo messaggio di novità, di speranza, di amore per l’Italia.

Una folla, quella radunata a Pescara, a cui Veltroni rivolge le sue parole, le parole di chi ha deciso di cambiare lo schema politico nazionale, di chi ha mutato il registro delle ultime campagne elettorali. “La competizione è tra noi e una forza di destra, il Pdl, la scelta che i cittadini dovranno fare è se tornare al già visto, a chi si è già candidato cinque volte e che ha già governato per sette anni, sapendo che così si continuerà come in questi quindici anni o votare per noi facendo una scelta nuova, un partito nuovo, una leadership nuova e liste nuove”.

Un nuovo assetto, una svolta, insomma, che stabilisca come una delle sue priorità l’obiettivo di fare innanzitutto il bene del Paese. “Se continuiamo a dividere tutti – dice Veltroni – imprenditori contro lavoratori, Nord contro Sud, giovani contro vecchi e se continuiamo ciascuno a difendere il proprio privilegio il Paese andrà a pezzi. Oggi noi vogliamo riunire l'Italia. A forza di seminare cattivi sentimenti, egoismo, antagonismo, a forza di cancellare lo spirito solidale, in Occidente la società ha perso il senso di sé - ha detto Veltroni - c'è più infelicità e paura che speranza”.

Ridare la speranza. Concetto chiave attorno alla quale sta ruotando il nuovo modo di intendere la società e la politica del Pd. Un concetto che la gente comune sta cominciando a recepire, e a dimostrazione di ciò, giungono i numeri, che parlano di un’inversione di rotta nelle ultime settimane. La distanza – “lo dicono i giornali, io non faccio sondaggi” sottolinea Veltroni – tra Pd e Pdl è ormai solo di 6 punti, più di due sono stati recuperati nell’ultima settimana. “La nostra rimonta – afferma – è il desiderio del Paese”.

Sicuramente, un fattore determinante che sta alla base di questi numeri è la forte disgregazione e confusione che regna nel centrodestra. E’ a causa del tentativo delle altre forze politiche di dare una risposta all’altezza della novità rappresentata dal Pd che si è giunti a questa situazione. “Prima – dice Veltroni rivolto alla gente di Pescara – c'era un centrodestra, poi con la decisione di rompere con il centro, con la componente più moderata e appartenente al Ppe, si è fatta un'alleanza con An e la Mussolini”.

Questa è la novità politica, osserva Veltroni “non la commento ma registro che ora c'è una destra, il Pdl, un centrodestra con Casini, la Rosa Bianca al centro e poi il centrosinistra con il Pd e la sinistra radicale”. In questo senso, riconosce il segretario del Pd, la scelta di Pier Ferdinando Casini di "chiamarsi fuori" dal Pdl "é stata coraggiosa. Hanno capito che l'idea di andare con un caravanserraglio non era possibile e così tutti si sono chiamati fuori, l'ultimo è stato Casini facendo una scelta coraggiosa”.

Un centrodestra in fase confusionale, quindi. Un partito – forse meglio definibile come un cartello elettrorale – il Pdl, in evidente difficoltà. “Qualche giorno fa – sottolinea Veltroni, riferendosi all’intervento di Silvio Berlusconi a “Porta a Porta” – abbiamo visto il leader dello schieramento a noi opposto dietro una scrivania in Tv, la stessa scrivania di 7-9-11 anni fa, in visibile imbarazzo perché sapeva che le cose che aveva detto anni prima seduto a quella scrivania non si erano realizzate”.

Promesse non mantenute, “non solo per una responsabilità personale ma perché questo sistema non lo consente”. Ben diversa è la novità politica rappresentata dal Pd. Per la prima volta dopo tanti anni, un grande partito si presenta alle elezioni con un suo programma condiviso, una squadra coesa e una leadership forte e riconosciuta. E le cose da fare sono tante, come anticipato ieri dallo stesso Veltroni nel corso del suo intervento davanti all’Assemblea costituente. "Le dodici proposte che abbiamo presentato ieri sono in primo luogo aumento dei salari e aiuto alle donne e ai figli, perchè oggi gli italiani fanno fatica ad arrivare a fine mese. Dobbiamo e possiamo farlo, non è una proposta demagogica".

"Il fisco – spiega ad esempio Veltroni – può calare, riducendo la spesa pubblica è possibile farlo, ma non la spesa sociale piuttosto le sacche di inefficienza delle istituzioni e gli sprechi tra cui l'assurdo costo della politica italiana". Il leader del Pd ribadisce così uno dei punti del suo programma elettorale. "Non abbiamo bisogno di mille parlamentari con certi stipendi, serve una politica più sobria e più forte".

Veltroni, da Pescara, annuncia poi un’altra candidatura molto significativa, quella dell’ex prefetto e attuale vicecapo della Polizia Luigi De Sena come capolista al Senato in Calabria. “E’ una regione molto importante – sottolinea Veltroni – dive il Pd vuole essere il partito della legalità e della moralità pubblica”. La Calabria una regione importante, come l’Abruzzo del resto, a cui il leader del Pd rivolge il suo appello. “Il 13 aprile l’Italia sceglierà il nuovo e il futuro. L'Abruzzo secondo i sondaggi pubblicati dai giornali di oggi è una delle regioni in bilico: fate voi...”. A giudicare dall’affetto e dalla passione dimostrate dal popolo di Pescara, c’è da fidarsi…


Veltroni ricorda il giudice Emilio Alessandrini
Nella sala della biblioteca provinciale Veltroni, incontradno il figlio Massimo e l'associazione che porta il nome del magistrato, ricorda così il giudice ucciso nel 1979 dai terroristi di prima linea mentre indagava sulla strage di piazza Fontana.

"In quegli anni di odio e violenza tanti uomini sono stati l’espressione straoridinaria di un paese fantastico, hanno sacrificato la propria vita per continuare a fare fino in fondo il loro dovere. Dobbiamo coltivarne la memoria per poter costruire un futuro migliore. Dobbiamo avere piena consapevolezza degli errori che hanno insanguinato il passato del nostro paese. La follia del terrorismo, una follia ideologica che ha mietuto vittime tra i servitori dello Stato e che ha ucciso molti ragazzi che follemente si sono fatti prendere da quella spirale. Il terrorismo è stata la pagina più scura del nostro dopoguerra. Ricordiamo quella pagina stando, oggi come alora, dalla parte di chi difende le istituzioni e la democrazia. Se non vogliamo che quel fenomeno riemerga, dobbiamo dire con la massima determinazione che ogni violenza deve essere condannata. Mai nessuna forma di violenza può essere giustificata".

sabato 16 febbraio 2008

Il programma del Pd

Gli impegni programmatici annunciati dal candidato premier
ROMA
Dalla Fiera di Roma Walter Veltroni lancia le dodici proposte innovative per cambiare l’Italia. Il candidato premier del Pd le ha esposte alla platea dell’assemblea costituente del Pd.

Primo punto: infrastrutture
«Modernizzare l’Italia significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale - ha detto Veltroni - per colmare il ritardo che l’Italia ha accumulato. Diciamo no alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e all’Alta Velocità e al completamento della Tav».

Secondo: innovazione del Mezzogiorno
Veltroni dice no ad una «politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei».

Terzo: il controllo della spesa pubblica
Negli anni di governo della destra per Veltroni è aumentata la spesa primaria corrente, «mentre - spiega Veltroni - il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno».

Quarto: ridurre le tasse ai contribuenti leali
Un obiettivo che si traduce nello slogan «pagare meno, pagare tutti».

Quinto: investire sul lavoro delle donne
Veltroni :«Oggi in Italia ci sono tre patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. E noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo».

Sesto: il problema della casa
Veltroni vuole aumentare le case in affitto e la «costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro».

Settimo: invertire il trend demografico
Invertire il trend mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido. Veltroni all’interno del settimo obiettivo ha quindi rimarcato la grande lotta alla pedofilia perchè «per me la pedofilia è il più orrendo dei crimini».

Ottavo: università
«Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010 «perchè la società dovrà contare sul talento e sul merito dei ragazzi italiani».

Nono: la lotta alla precarietà, la qualità del lavoro e la sua sicurezza.
Per Veltroni la «sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale della persona umana, che non può essere comprato e venduto a nessun prezzo». Quanto ai giovani precari dovranno per Veltroni raggiungere il minimo di 1.000 euro mensili «perchè i giovani oggi sono troppo a lungo intrappolati in rapporti di lavoro precari».

Decimo: la sicurezza
Il segretario del Pd vuole maggiori fondi per le forze dell’ordine e poi ribadisce la certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra.

Undicesimo: giustizia e legalità
Ricordando le importanti parole di Napoletano Veltroni dice «che da troppi anni c’è uno scontro nel Paese sulla giustizia e tra politica e magistratura». Per quanto riguarda il Pd Veltroni dice: «Proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Nel nostro ordinamento inseriremo il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione».

Dodicesimo: l’innovazione
Veltroni dice: «vogliamo portare la banda larga in tutta l’Italia e garantire a tutti una tv di qualità». Il segretario del Pd dice che è necessario superare il duopolio tv «e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il pluralismo e la libertà del sistema».

La Stampa 16/02/2008

Le linee guida del PD

Mentre AN sparisce nel calderone di "Forza Italia", dopo aver denigrato tale ipotesi, rivendicando un'indentità forse mai esistita, Veltroni sottolinea nell'assemblea le linee guida del Partito Democratico :



"Basta con l'ambientalismo che cavalca ogni potresta e impedisce di fare le infrastrutture - dice Veltroni - Una volta assunta la decisione o divieto di revoca o sanzioni"

"Più ricchezza, crescita e uguaglianza" sono i tre obiettivi che Veltroni indica al Pd.

"Italia deve muoversi, fare appello alle risorse migliori se vuole giocare da protagonista in un mondo che cambia. E' l'appello che il leader del Pd Walter Veltroni - Bisogna lasciare alla spalle il passato e puntare al nuovo. Meno divisioni e steccati ideologici, meno furbizie e più merito"

"L'Italia deve smettere di accontentarsi, non deve avere paura del nuovo. Si può fare - dice Veltroni da palco - Senza crescita e ricchezza non c'è giustizia sociale"

La prima parte del discorso di Veltroni riguarda le scelte di politica estera. Ed è una difesa delle missioni italiane in Afghanistan, Libano e Balcani: "Lavorare per una soluzione politica in quei Paesi non vuol dire ritirarsi come ha sostenuto la Sinistra Arcobaleno. Noi riteniamo quella posizione un grave errore".

venerdì 15 febbraio 2008

Duello in tv, Walter vince di misura

ROMA - Walter Veltroni è apparso più credibile, più convincente, più sincero, più competente, più affidabile, più vicino alla gente e più capace di migliorare il prestigio italiano all'estero. Silvio Berlusconi, invece, si è mostrato più sicuro di sè, più certo di vincere, più autorevole, più capace di comunicare e di trasmettere ottimismo e felicità. L'Ipr Marketing ha sondato per Repubblica.it gli spettatori di "Porta a Porta" - la versione integrale della rilevazione è sul sito online - e il risultato del macht a distanza nel salotto di Bruno Vespa dice che il leader del Pd è andato molto bene.

Perché alla fine il 34 per cento degli intervistati, dopo aver ascoltato il leader del Pd, è più propenso a votarlo, mentre il 17 per cento ha cambiato idea in senso contrario. Invece, il 22 per cento dopo avere ascoltato Berlusconi non vuole più votarlo, mentre solo il 16 per centro si è fatto convincere dal Cavaliere.
Dati confermati dalla crescita di fiducia in Veltroni. Il 42 per cento adesso ne ha di più nell'ex sindaco di Roma, mentre il 6 per cento l'ha persa. Berlusconi invece ha fatto colpo sul 15 per cento, mentre il 13 per cento non gli concede più i suoi consensi. Alla fine il 53 per cento del campione da un voto fra il 7 e l'8 a Veltroni. Il Cavaliere ottiene invece il 35 per cento di voti "eccellenti".

L'Ipr ha corredato il sondaggio con il test dell'auto usata, domandando agli intervistati se l'acquisterebbero o no dai due contendenti. Risultato: il 55 per cento la comprerebbe da Veltroni, il 46 per cento da Berlusconi. Quelli che non lo farebbero con Berlusconi sono il 45 per cento contro il 33 per cento di Veltroni. Il Cavaliere, invece, è considerato più simpatico: il 50 per cento partirebbe in vacanza con lui, il 46 sceglierebbe Veltroni.
dal sito di repubblica.it

giovedì 14 febbraio 2008

L’uomo dal passo tranquillo, «Presi due punti in sette giorni...»

La prima volta di Walter. L’ultima volta di Walter.
Nella stessa giornata al mattino l’addio commosso al Campidoglio, che è stata la sua "casa" per sette anni e, in serata, l’esordio a "Porta a Porta" da candidato premier. Nel salotto buono della Rai, quello capace di spostare simpatie e condizionare opinioni, la cosiddetta terza Camera della repubblica, Veltroni si è accomodato sulla poltrona bianca con la sicurezza mista ad emozione del politico convinto di quanto propone ma consapevole che la strada su cui ha scelto di avviarsi è dura, accidentata, difficile. Resa tale anche da un concorrente agguerrito che parte in vantaggio. Ma il traguardo è lì, per tutti. E questo bisogna averlo ben chiaro.

"Responsabilità e decisione". Questa deve essere la politica. Non "la marmellata e la gelatina" che è attualmente anche quando gestisce le nomine. "Tutti fanno finta di non partecipare" ma poi non è così. Tutti "stanno attaccati al sipario come Francesca Bertini e non se ne vogliono mai andare" mentre "Prodi è un vero signore, ha governato al meglio possibile data la sua coalizione impegnata più a segare l’albero su cui era seduta che a governare, e ora non si ricandida". Ha compiuto degli errori il premier uscente, a cominciare da quello di non aver collaborato con l’opposizione all’indomani del sostanziale pareggio elettorale. Abito scuro, cravatta sui toni dell’azzurro, capelli tagliati di fresco Walter Veltroni ha trasmesso la sua voglia tranquilla di riuscire a cambiare il Paese. Un po’ rigido all’inizio poi si è sciolto. Ha fatto tutto da solo perché il padrone di casa ha collaborato davvero poco.

Bruno Vespa "un alzatore di pallavolo" che spera nella schiacciata a perdere, ama dire che così fa la parte "dell’avvocato del diavolo" ma in realtà le obbiezioni avanzate facevano tutte parte del trito repertorio del centrodestra. Una differenza sostanziale con l’amichevole a ammiccante dialogo con il Cavaliere del giorno prima che in via Teulada era stato ricevuto anche dal direttore della rete, Fabrizio Del Noce che ieri non si è visto o, almeno, lo ha fatto senza esibizioni. Berlusconi è sensibile su questo argomento. Il segretario del Pd, il partito che ha portato un "salutare scossone", ha anticipato tre punti dei dieci, quindici del programma.

Lo sguardo del Pd sarà rivolto alla "traversata del deserto" che i giovani sono costretti a fare con una stagione troppo lunga di precariato; alle donne; a chi potrà avere un sostegno economico per mettere al mondo i cittadini di domani. La battuta sulla "inquietante" bacchetta esibita da Vespa, "lei che è arrivato al massimo ma che altro deve fare", per sottolineare i risultati del sondaggio di Renato Mannheimer. L’allusione non troppo velata a chi ha governato in passato e ora fa "il marziano" davanti ai cumuli di rifiuti della Campania. La conferma che i temi etici non possono essere argomento della campagna elettorale. L’impegno a non andare troppo in tv perché ormai c’è un dibattito su ogni canale e gli italiani già non ne possono più. "Glielo dice lei ai partiti piccoli" ha replicato piccato il conduttore. L’inizio promettente di questa campagna elettorale "in una settimana abbiamo guadagnato due punti, e non è poco".

Toni pacati. Anche ieri Veltroni non li ha mai abbandonati ed è evidente che finora li ha imposti anche a Silvio Berlusconi che, è noto, fosse per lui parlerebbe più alla pancia che alla testa. Così come la riduzione delle liste in campo, grazie alla scelta del Pd di correre da solo. Il candidato Walter, destinato dalle circostanze alla rincorsa, per ora ha messo a segno un punto. Poi si vedrà come andrà a finire.

Guarda al futuro senza dare per conclusa l’attuale legislatura. "Con queste Camere si potrebbe ancora approvare la riforma dei regolamenti parlamentari". Ma dopo il risultato elettorale dovesse toccare a lui decidere "non ci saranno larghe intese". Il che non significa mancanza di rispetto ed invece conferma della necessità di dialogo. "Prodi e Berlusconi neanche si parlavano". Ed invece "bisogna sbloccare questo Paese che deve ricominciare ad avere voglia di futuro". E per questo deve mettere in campo facce nuove, operai ma anche imprenditori: "I ministri saranno dodici e non escludo prima del voto di poter dire i nomi almeno della metà". Barak Obama e il suo "si può fare".

La scelta di Spello, uno sfondo forte e tranquillo. Il lungo viaggio che comincia domenica in tutte le province italiane. Un lavoro lungo, faticoso, un impegno che al candidato che non ha mai perso piacerebbe concludere nel migliore dei modi. A Palazzo Chigi. Aveva un altro progetto Walter Veltroni che ama parlare diretto. "I miei progetti erano altri, poteva sembrare una furbata dire allora non dico andare in Africa ma occuparsi di quel tipo di tematiche. Poi si è fatto il Pd e tutti si sono girati verso di me: che fai? Mi hanno chiesto. Non potevo dire di no. C’è sempre tempo per mantenere quell’impegno".

Marcella Ciarnelli - l'Unità

Senza primarie, ma liste con più donne e società civile

Forte rinnovamento nelle composizione delle liste del Partito Democratico per le prossime elezioni politiche di aprile, a partire da un maggiore spazio alle donne e da un’apertura quanto più ampia possibile ai rappresentanti della società civile.

La brevità della campagna elettorale ha fatto si che si scartasse l’ipotesi di organizzare delle primarie ad hoc per la scelta dei candidati che correranno per Camera e Senato. "E' impossibile – ha infatti spiegato il vicesegretario del Pd Dario Franceschini - fare le primarie come volevamo per una questione di tempi, modalità e condizioni. Aspettiamo l'assemblea costituente di sabato che dovrà votare lo statuto e, se saranno confermate le norme contenute nella Carta, sarà il Coordinamento nazionale del partito mercoledì 20 febbraio a decidere criteri, deroghe e quant’altro necessario per la selezione delle candidature”.

“Un meccanismo – continua Franceschini - che sarà profondamente diverso da quello di tutti gli altri partiti che faranno le liste chiusi in una stanza”. Un meccanismo, attraverso il quale “tutti i circoli, tutti i livelli provinciali, saranno mobilitati nella selezione delle candidature".

“I criteri con cui sceglieremo le candidature – anticipa il coordinatore della fase costituente Goffredo Bettini - sono il rinnovamento, il riequilibrio della rappresentanza di genere e il coinvolgimento di espressioni rappresentative di pezzi della società italiana”.

Non mancherà neanche con queste modalità la partecipazione: “Le liste – prosegue Bettini - le faremo ascoltando tutti gli iscritti e le varie sensibilità del partito. Senza bilancini di corrente, ma guardando al merito. E questo lavoro deve fondarsi sul coinvolgimento dei segretari regionali eletti direttamente, molti dei quali sono giovani e per me debbono rappresentare il futuro del partito”.

Le proposte di Veltroni

Ecco alcune anticipazione del programma del Pd:

1) Dare un «compenso minimo legale ai precari, che non possono avere meno di 1.000-1.100 euro, attraverso incentivi fiscali dello Stato alle imprese».

2) Per attuare un incremento demografico serve un sostegno alle famiglie, per questo Veltroni pensa a «detrazioni fiscali da 2.500 euro per ogni nuovo nato» non da dare una tantum «ma da portare fino ad una certa età, ad esempio 12 anni».

3) Interventi sul fronte degli asili nido che «in Italia sono un servizio a domanda individuale invece deve diventare un diritto. Si devono aumentare».
4) «Noi proporremo un intervento per le donne che lavorano, ma non perchè mogli o madri, ma perchè lavorano e sono preoccupate della loro collocazione. Proporremo un sostegno con incentivi all'occupazione femminile»
5) Tasse: «Pagare meno, pagare tutti».

mercoledì 13 febbraio 2008

Le acrobazie politiche di Franco Catapano

Incredibile in poche settimane è cambiato tutto.

La scelta del Pd di andare da solo ha scompaginato il quadro politico italiano costringendo tutti a cambiare. Al di là dei tanti che hanno dovuto farlo per “legittima difesa” o per istinto di sopravvivenza, dopo aver goduto nella dittatura delle minoranze, appare invece singolare la posizione di Berlusconi che da “martello è diventato incudine”.

Nel giro di qualche giorno si è improvvisato difensore e affannosamente cerca di rincorrere Veltroni. Ha accelerato mettendo insieme un’unica lista con FI e AN, ma non potrà impedire che si dica che lo fa per imitare e rincorrere il PD.

Il partito, la coalizione, il movimento (non si è capito ancora che cosa è) del “Popolo delle libertà” presenta alcuni limiti evidenti. Esso risponde più da una strategia elettorale frettolosa che non ad una sintesi efficace delle diverse culture e dei diversi valori che caratterizzano i partiti di origine. Prima o poi le differenze sostanziali tra le anime liberalpopulista e quella nazionale verranno fuori in modo stridente e causeranno il parapiglia e la separazione. Immaginate per un attimo l’incompatibilità organizzativa, da una parte la struttura leggera del partito del cavaliere e dall’altra quella militante di AN. Come farà AN ad accettare che il nuovo partito sia un dominio assoluto di Berlusconi? Dovrà rinunciare ad avere organi direttivi, congressi, meccanismi di scelta che FI non ha mai avuto o che sono stati sempre soggetti alle decisioni insindacabili di ultima istanza del leader.

Insomma le acrobazie politiche di Berlusconi rischiano di aggrovigliare l’identità e la politica dei partiti di centrodestra. Vedremo se gli italiani sono così disattenti da non capire l’ennesimo “trucco” del cavaliere.

Nel frattempo vorrei segnalare che Veltroni ha già ottenuto alcuni risultati: 1) l’immagine del Pd è cambiata e sembra definitivamente archiviata la stagione delle divisioni e dei litigi; 2) si è aperta la strada per un’effettiva ristrutturazione del sistema politico dopo 15 anni di transizione; 3) ha costretto il centrodestra a stare sulla difensiva e 4) Veltroni ha conquistato il centro del dibattito politico, recuperando nei sondaggi e diventando il premier più gradito dagli italiani.
Scusate se è poco……

Franco Catapano

Iscriviti al sito www.primarieperilpd.com

al Segretario Nazionale Walter Veltroni,
al Presidente Nazionale Romano Prodi,

ai Segretari Regionali del Partito Democratico,
a tutti gli organismi eletti del Partito Democratico

Tempi nuovi richiedono idee nuove!

In qualità di elettore del PD, convinto sostenitore della novità che il Partito Democratico rappresenta nello scenario politico nazionale, chiedo agli organi dirigenti del Partito, democraticamente eletti, di adoperarsi affinché la definizione delle liste dei candidati alle elezioni politiche 2008 avvenga tramite il consolidato meccanismo delle primarie, in modo da:

• garantire la trasparenza del processo di selezione dei candidati;
• superare a monte l’anomalia di una legge elettorale “antidemocratica” che non prevede il “voto di preferenza”.


Chiedo anche di evitare categoricamente il ricorso alle pluricandidature nelle varie circoscrizioni, pratica antidemocratica, utile solo ad indebolire ulteriormente il rapporto tra eletti ed elettori.

Inoltre, chiedo di sostenere in maniera forte e decisa la candidatura di donne, giovani, lavoratori e persone che vengono dal mondo della cittadinanza attiva.

Pur comprendendo le difficoltà tecniche e temporali, sono infatti convinto che la partecipazione attiva del popolo delle primarie alla scelta dei nostri massimi rappresentanti politici potrà rappresentare un momento di ulteriore rafforzamento del Partito democratico ed un importante volano per il risultato elettorale.

La coerenza è di nuovo una virtù: non esistono più deleghe in bianco.

Voglia di politica - Da Laterza parte un appello «Primarie per le politiche»

Partito democratico, voglia di politica. E di primarie. Nella sede rimessa a nuovo di via Porta Pia (pareti rosso-verdi e soffitto bianco), l’assemblea costituente del Pd di Laterza ha eletto domenica mattina all’unanimità il coordinamento comunale e, a scrutinio segreto, i due delegati (una donna e un uomo: Wanda Pucci e Vito Cassano) chiamati a rappresentare lo stesso coordinamento a livello provinciale.

L’assemblea, presieduta da Franco Catapano, delegato regionale, e affidata nelle conclusioni a Rocco Loreto, già senatore diessino, ha anche approvato all’unisono la mozione, proposta e argomentata da Francesco Vasto, relativa all’esercizio delle primarie per individuare i candidati al Parlamento che verrà. Un documento incisivo, chiaro fin nei dettagli, tutto proteso a smontare dal basso le “liste bloccate” del devastante “Porcellum”.

“Rigettiamo - si legge nel documento - qualsiasi altra scelta di candidature imposte dalle segreterie dei partiti, pratica che ha già determinato delusione nelle passate elezioni politiche e che oggi è inaccettabile». Per il Pd laertino occorre invece «procedere con coraggio lungo il sentiero sinora tracciato, introducendo nel panorama politico un ulteriore elemento di novità e di innovazione che incontrerebbe certamente il favore degli elettori, animerebbe la partecipazione e garantirebbe un vantaggio competitivo in vista delle prossime elezioni». Il circolo cittadino Pd impegna quindi il coordinatore provinciale Mazzarano, il segretario regionale Emiliano e lo stesso Walter Veltroni per «restituire ai cittadini, almeno per il nostro partito, la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, recuperare un rapporto con gli elettori, restando coerenti con quanto sostenuto e realizzato nel recente passato».

Animato il dibattito a seguire. Dalla voglia di passare alla politica attiva espressa, appunto, dai giovani portavoce Wanda Pucci e Davide Bellini, alle posizioni differenziate emerse sulle questioni del momento: la scelta del Pd di far corsa solitaria alle urne di aprile, i risultati messi a segno e quelli rimasti in canna del governo Prodi, le decisioni prossime venture. Le conclusioni di Rocco Loreto hanno parlato di «partito nuovo per una nuova Italia».
Il coordinamento comunale: Pina Pietracito, Maria Solazzo, Maria Magistro, Macri Valeria, Cristiana D’Aprile, Maria Falcone, Tina Adorisio, Rossella Calabrese, Busto Annamaria ed Elisa Tamborrino; Francesco Vasto, Davide Bellini, Massimo Castria, Virgilio Luca, Gianfranco Lopane, Antonio Losito, Giovanni Clemente, Franco Danzi, Franco Bruno, Gianni Serafini, Leonardo Perrone, Mario Fanelli, Vito Massaro, Vittorio Casarola, Pierino Clemente, Arcangelo Mastrodomenico, Loforese Giovanni, Francesco Santantonio e Armando D’Aprile. Membri di diritto sono Wanda Pucci e Vito Cassano, Franco Catapano, Anna Sannelli (delegata nazionale), Giuseppe Russi (coordinamento provinciale) e Giuseppe Stano (capogruppo consiliare).

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 13 febbraio 2008

Autore: Francesco Romano