In attesa di capire - e forse basterà solo qualche altro giorno - se dietro la pioggia di progetti presentati per realizzare tra gravine, agrumeti e pascoli il più grande parco eolico della Puglia, quella che sulla Gazzetta abbiamo definito una vera e propria foresta d’acciaio, ci siano interessi poco chiari e molto particolari, sono le prese di posizione degli ambientalisti a tenere banco, a far discutere.I numeri, d’altronde, lasciano poco spazio alla fantasia: tra Castellaneta e Laterza si vogliono realizzare, stando alle domande presentate dalla Regione, 486 torri, alte oltre
Un business irresistibile che dalla seconda metà del 2006 coinvolge politici, amministratori, istituzioni, affaristi in servizio permanente effettivo, faccendieri, oltre a coltivatori e allevatori che, terrorizzati dall’appena istituito Parco delle Gravine, cedono o affittano volentieri i loro terreni ai rappresentanti di società dalla complessa storia giuridica e finanziaria.
Secondo un dossier istruttorio sulla reale dinamica della proliferazione di impianti eolici in Italia realizzato da Altura, Cnp, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Lipu Puglia con il contributo ed il sostegno di comitati e associazioni ambientaliste territoriali «gravissima è la situazione dell’area di Laterza e Castellaneta che si inframezza tra l’area Sic-Zps-Iba-Parco nazionale dell’Alta Murgia, l’area Sic-Zps-Iba-Parco regionale delle Gravine e l’area Sic-Zps-Iba-Parco regionale delle Gravine di Matera: Ben 450 torri eoliche in gran parte da 3 megawatt!! Di estrema gravità i rischi per avvoltoio Capovaccaio, Lanario, Grillaio, Gufo reale, Biancone, Nibbio reale ed altre specie rare. Estesi paesaggi rurali ancora privi di antropizzazione diffusa verrebbero irrimediabilmente sconvolti».
Le domande riguardanti Castellaneta e Laterza da oltre un anno sono all’attenzione della Regione Puglia per il rilascio dell’autorizzazione, previa convocazione della conferenza di servizio e quindi non è detto che poi la foresta d’acciaio si materializzi per davvero.
Intanto, però, sono scappate via le uniche due aziende,
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno» Autore: Mimmo Mazza
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