lunedì 11 agosto 2008

Pentassuglia e i fantasmi del passato

Pentassuglia, si sente sotto attacco?
«Perché? Lei sa che sono sempre sincero. Allora da segretario provinciale del Pd dico: tra un mese, se non ci saranno le condizioni per l’unità di tutte le forze del centrosinistra, comprese le liste civiche, ognuno andrà per la sua strada. Il Partito democratico è pronto a correre con chi ci sta, candidando il presidente della Provincia uscente, Gianni Florido».
E le primarie?

«Anche su questo voglio esser chiaro: alle primarie il Pd sta lavorando. C’è un tavolo della coalizione. C’è una bozza di regolamento in fase di preparazione. Entro fine mese questa bozza sarà completata. A settembre verranno presentate le candidature e ad ottobre il popolo del centrosinistra sarà chiamato a pronunciarsi. Chi vuole potrà fare le sue proposte, candidarsi. Siamo aperti soprattutto al contributo della società. L’idea di un gruppo dirigente immobile è assolutamente falsa. Però se salta il progetto al quale lavoriamo in questo momento, cioè il ricompattamento della coalizione, non escludo che si possa andare al voto con i propri candidati senza primarie».
Mette le mani avanti?
«No, difendo l’unico obiettivo sensato per il centrosinistra: l’unità delle forze politiche vincitrici delle provinciali 2004. Certo, rispetto a quattro anni fa lo scenario è mutato. La coalizione ha vissuto una fase difficile, con strappi laceranti. Ma io credo in quel progetto, riveduto e corretto. Perciò incontrerò prossimamente la lista Stefàno e gli Sds. Perciò lavoro all’ingresso del Pd nella maggioranza al Comune e sono, da questo punto di vista, fiducioso. Ci chiariremo e troveremo l’intesa con il sindaco e le forze della maggioranza. Per affrontare al meglio le difficoltà di questa fase amministrativa a Taranto. Per rilanciare e rinnovare la Provincia, pensando a vincere le elezioni, a sconfiggere la destra, a dare una nuova prospettiva di governo al territorio ionico. Nella consapevolezza, ripeto, che tanto è cambiato rispetto al passato e che, se una lezione c’è da trarre dal voto comunale del 2007, questa implica l’allargamento della coalizione alle liste civiche e a tutte le istanze della società, soprattutto quelle che si ritengono rappresentate al meglio da soggetti non partitici. Ecco la mia linea politica, ecco la linea politica del Pd. Ripeto: sono sempre pronto a discuterla, ma non accetto chi parla di “gravi insulti” subiti dai consiglieri comunali tarantini del Pd, chi parla di mancanza di chiarezza sulla linea politica, chi, resosi responsabile dello sfascio di questi anni, continua a berciare di una linea politica inesistente. Voglio ricordare che poche settimane fa anche il circolo di Palagiano del Pd, paese del sindaco Ressa oggi critico col partito, votò all’unanimità, con me e con il segretario regionale Michele Emiliano, un documento nel quale si condivideva la linea del Pd sull’unità del centrosinistra.
E con il rimpasto alla Regione come la mettiamo?

«Io continuo a non dar nulla per scontato. Ho ritirato le dimissioni, credendo in una rapida soluzione della crisi e in una più larga rappresentanza tarantina nella giunta Vendola. E sono convinto che il Pd troverà un accordo con il presidente. Monitoriamo, comunque, la situazione».
Tornando alle provinciali, qualcuno sostiene che una lista trasversale, di disturbo al centrosinistra e al centrodestra, potrebbe nascere. E che potrebbe avere sponsor eccellenti: Stefàno, Cito, Carrozzo, Ostillio...

«Il rischio di pateracchi stile comunali 2007 a Taranto sussiste. Per questo lavoriamo alla semplificazione del quadro politico, sperimentando la coalizione allargata: la politica deve aprire le porte ai cittadini. Io ho grande rispetto della storia politica di persone come Stefàno e Carrozzo, ma bisogna guardare avanti».

Fulvio Colucci – Gazzetta del Mezzogiorno – 11 agosto 08

Articolo Imperdibile!

UNA MANOVRA SENZA SPERANZA

di Tito Boeri* 06.08.2008

Il Parlamento approva la manovra economica depressiva del Governo, che prevede un ulteriore incremento della pressione fiscale, mentre ci sarebbe bisogno di ridurre le tasse sul lavoro per allontanare lo spettro di una recessione. L'unica novità di rilievo introdotta dal Parlamento è la misura sui precari che applica al mercato del lavoro il metodo seguito dal Presidente del Consiglio nell'affrontare i suoi problemi con la giustizia: si interviene sui processi in corso. Una manovra insomma che non da speranza. Mentre non si perde occasione per predicare la paura.

LA CRISI E L'ITALIA

Sono tempi difficili. L'inflazione non accenna a diminuire. L’economia più forte del mondo, quella degli Stati Uniti, è stata colpita da tre shock simultanei – il nuovo shock petrolifero, il crollo della Borsa e lo scoppio della bolla immobiliare – e una recessione oltreoceano appare a questo punto inevitabile. Sarà così stagflazione 30 anni dopo. L'Europa si trova in una posizione leggermente migliore degli Stati Uniti perché l'apprezzamento dell'Euro rispetto alla divisa statunitense (grazie Euro!) mitiga gli effetti del caro petrolio. Tuttavia l'Italia è molto più vulnerabile degli altri paesi del Vecchio Continente perché proviene da 15 anni di stagnazione in cui il reddito pro-capite è sceso sotto non solo la media dell’Unione europea a 15, ma anche dell’UE19, che include Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. I salari reali degli italiani in questo periodo sono rimasti piatti come le lande dei Paesi Bassi e sono ora del 30-40 per cento inferiori a quelli pagati in Francia e Germania. E il nostro paese continua a non avere un paracadute, una rete di protezione sociale di base che tuteli chi perde il posto di lavoro e cade in condizioni di povertà estrema.

COSA DOVREBBE FARE IL GOVERNO

In queste condizioni il compito primario di chi ha in mano le leve della politica economica dovrebbe essere quello di attivare tutti gli strumenti a sua disposizione utili per evitare una recessione. Date le dimensioni del nostro debito pubblico, non c'è molto spazio per politiche fiscali anticicliche. Tuttavia, grazie all’opera di contrasto all’evasione condotta nella passata legislatura, le entrate fiscali sono molto cresciute negli ultimi tre anni. Inoltre, la forte inflazione fa arrivare all’erario i proventi di una tassa, il cosiddetto fiscal drag, che i cittadini pagano quando il loro reddito reale non cambia, ma addirittura diminuisce, mentre il loro reddito nominale, gonfiato dall’inflazione, fa scattare una aliquota più alta. Con un'inflazione al 4 per cento, questa tassa da inflazione potrebbe ammontare a non meno di 4 miliardi di Euro.

La cosa più giusta da fare in questo momento sarebbe quella di utilizzare tutti questi proventi straordinari per abbassare la pressione fiscale sul lavoro. Questo avrebbe effetti espansivi sia sulla domanda – che è addirittura diminuita in termini reali nell’ultimo anno – che sull’offerta. Infatti i salari netti aumenterebbero e parte della riduzione delle tasse porterebbe a una riduzione del costo del lavoro man mano che i contratti vengono rinnovati (il che favorirebbe anche una conclusione più rapida delle molte vertenze in corso), favorendo così l'assorbimento del nostro immenso bacino di persone in età lavorativa che non hanno un impiego. Un modo per fare tutto questo senza complicare ulteriormente la nostra struttura fiscale consiste nell'aumentare le detrazioni fiscali per chi lavora, il che è legittimato anche dall'aumento dei costi per la produzione di reddito (dato il caro trasporti).

COSA FA INVECE

Ma invece di fare tutto questo, il Parlamento ha appena approvato una manovra triennale che non concede alcuno spazio a riduzioni della pressione fiscale. Come previsto dal DPEF (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2009-2013) la pressione fiscale addirittura aumenterà dal 43 al 43.2 per cento. Oltre a tradire gli elettori – cui era stata promessa una riduzione della pressione fiscale al di sotto della soglia del 40 per cento – questo scenario di politica economica sembra non concederci alcuna speranza di evitare una recessione. Il passaggio parlamentare ha peraltro solo peggiorato i piani iniziali dell'esecutivo, addirittura aggiungendo una norma, quella sui precari, che adotta al mercato del lavoro il metodo seguito dal nostro Primo Ministro nel risolvere i suoi problemi personali con la giustizia: si interviene sui processi in corso.
Invece di rassicurare gli italiani che hanno cominciato a risparmiare anche sui consumi di pane e pasta, il nostro Ministro dell'Economia sembra non voler perdere occasione per lanciare messaggi allarmistici alla televisione e sui giornali. Secondo Giulio Tremonti, siamo alla vigilia di una nuova Grande Depressione come quella del 1929. Singolare che ci sia solo questo messaggio di paura. Manca nei messaggi e, soprattutto, nelle scelte dell'esecutivo la speranza. Così la recessione rischia di diventare una profezia che si autoalimenta. Ma non diamone la colpa alla Cina. Le responsabilità sarebbero molto più vicine a noi.

*
Ph.D. in Economia alla New York University, per 10 anni è stato senior economist all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, poi consulente del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, della Commissione Europea e dell'Ufficio Internazionale del Lavoro. Oggi è professore ordinario all'Economia Bocconi, dove ha progettato e diretto il primo corso di laurea interamente in lingua inglese. E' Direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti, responsabile scientifico del festival dell'economia di Trento e collabora con La Stampa.

domenica 10 agosto 2008

Supplizio divino o condanna democratica?

Quante resistenze, quanta fatica per essere un partito democratico capace di cambiare la politica.
Poco più di un anno fa di fronte alla crisi di consenso del governo Prodi e travolti dallo scandalo Unipol gli attuali capicorrenti (o capi fondazione) decisero di andare in processione da Veltroni per chiedergli di accelerare il processo costituente del partito democratico e di assumere la leadership. Dopo il discorso al lingotto di Torino e la manifestata volontà di Veltroni si acquietarono felici dietro di lui (D'Alema, Marini, Fioroni, Fassino, Rutelli, Latorre ....) convinti che era meglio, per il momento, nascondersi. Si decise di dar vita al processo costituente del PD attraverso lo strumento fondativo popolare: LE PRIMARIE!
Già verso fine luglio 2007, durante la composizione del regolamento, iniziarono a mettere i paletti per imprigionare il futuro leader democratico: liste chiuse senza preferenze ed una sola lista a supporto del candidato. Un chiaro tentativo di egemonizzare il processo tenendosi nascosti e nel contempo controllando il nuovo leader. Veltroni riuscì ad allargare la competizione pretendendo e ottenendo almeno che vi fossero più liste a supporto del candidato. Ciò permise, quantomeno, di fare delle primarie vere (ricordo quante difficoltà fummo costretti a superare per partecipare alle primarie senza sottometterci ai padroni del listone) e di competere nei diversi collegi. Eravamo convinti che si poteva partecipare alle primarie e sostenere Veltroni ed Emiliano, senza necessariamente genuflettersi ai capibastone regionali o provinciali. Le primarie in Italia ed in Puglia furono un successo, oltre qualsiasi previsione, grazie alla competizione tra le liste.
Le tappe successive al 14 ottobre, ovvero la fase della COSTRUZIONE DEL PD, è stata una "escalation depressiva" prima il commissariamento Mazzarano e poi l'investitura Pentassuglia hanno alimentato "l'oligarchia democratica". Un partito senza regole, senza merito (devi essere amico di qualcuno e dire con chi stai) comandato da "Generali senza esercito", senza una linea politica, alla ricerca solo di posti di "potere" alla Regione e al Comune. Dove la ricerca, l'elaborazione, i contenuti contano quanto al "2 di bastone quando la briscola è a coppe", mentre si assiste all'esaltazione del potere e alla distorsione dei processi democratici.
Come è bello essere liberi di dire quello che si pensa, senza preoccuparsi di dispiacere ai potenti di turno. Libero di pensare, di esprimersi senza subalternità e timori reverenziali, di non accettare contentini, di votare contro anche quando tutti svogliatamente votano a favore. Libero senza avere nulla da perdere perchè con la politica hai solo messo il resto, libero di essere riformista senza essere RED.
Senza le primarie è difficile essere liberi nel Pd, senza le primarie si commettono di nuovo gli stessi errori, senza le primarie "vere" il centrosinistra e il Pd perdono. Senza le primarie i mediocri e gli YesMan vincono. Senza le primarie non ci sono nuove idee perchè non c'è partecipazione altro che supplizio divino.

Franco Catapano - democraticamente libero

Patto Jonico per le primarie

Lo svolgimento delle primarie per l’individuazione del candidato presidente per le prossime provinciali è il nodo principale da sciogliere per il neonato “Patto Ionico”. Un patto stretto per fare chiarezza all’interno del Pd e nella coalizione di centrosinistra.
Ieri mattina, nella sede pd di via Capotagliata, il sindaco di Palagiano, Rocco Ressa, Franco Catapano (consigliere comunale Laterza) e Vito Mario Laruccia (consigliere comunale Pd nel Consiglio comunale tarantino) hanno chiesto primarie aperte. Quelli del Patto ritengono che si possa e si debba arrivare alle primarie dopo aver fatto chiarezza sulla linea politica e soprattutto dopo aver risolto tre questioni fondamentali. La prima è relativa allo svolgimento delle stesse primarie, «che dovrebbero essere aperte a tutti, anche ai non iscritti». In secondo luogo, «le alternative devono stare dentro una linea politica chiara e condivisa che presuppone il primato dei programmi, la conseguente limpida azione di opposizione al Comune di Taranto».

Terza ed ultima questione, «la collocazione del Pd all’interno dell’Amministrazione Stefàno. E, per adesso, capire se si tratti o meno di vera opposizione». I sottoscrittori del Patto Ionico denunciano con grande preoccupazione un vuoto di direzione politica nel partito di terra ionica. “La collocazione politica del nostro partito al Comune di Taranto, gestita a prescindere da ogni riferimento a concreti contenuti – ha detto Ressa - sta diventando una tragicommedia senza nè capo né coda. Ad un voto negativo del gruppo consiliare (assente Florido) su un Bilancio impresentabile ha corrisposto il voto favorevole di un unico consigliere. Il segretario provinciale ha dichiarato a posteriori che sarebbe stato meglio astenersi evidentemente ignaro dei profili di presunta illegittimità che il bilancio presenta e dei livelli di malcontento della popolazione del capoluogo ionico nei confronti dell’Amministrazione demo-populista. È inaudito - dice ancora Ressa - che dopo avere votato contro il bilancio, si torni a chiedere di entrare in maggioranza, continuando a ricevere schiaffi in faccia dal Sindaco.

La posizione del Pd risulta incomprensibile, tanto da consentire ai settori più oltranzisti dalle maggioranza di lanciare gravi attacchi in Consiglio comunale ai consiglieri del Pd». Nel corso dell’incontro di ieri è emerso che la strategia portata dal Pd condiziona pesantemente la fase preparatoria delle elezioni provinciali.

Hanno sottoscritto il “patto jonico” Rocco Ressa, Franco Catapano, Massimo Mancini, Vito Mario Laruccia, Rocco Loreto, Veneranda Carrino, Gaetano Carrozzo, Benedetto Giannuzzi, Patrizia Zodiaco, Giovanni Monteleone, Dino D’Onofrio, Ervige Polidori, Nino Fedele, Donato Lasigna, Giuseppe Russi, Francesco Vasto, Giuseppe Stano, Arcangelo Mastrodomenico, Rita Russi, Antonio Labalestra, Mimmo Forleo, Nunzia Elisabeta Schiavone, Piero Cifone, Donato Maria Piccoli, Rachele Pellegrino, Rocco Infante, Salvatore Rotolo, Vincenzo Loreto, Gaetano Gaudiomonte, Cosmo Salemme, Domenico Semeraro, Cosimo Ronaldo, Stefano Ignazzi, Giovanni Gigante, Franco Passeri, Roberto Leone e Vito Surico.

Corriere del Giorno – 9 agosto 08 – T. M.

sabato 9 agosto 2008

Nasce patto Jonico 2009

TARANTO - Un patto per fare chiarezza all’interno del Pd e nella coalizione di centrosinistra sulla questione “Taranto” e sulla svolgimento delle primarie per l’individuazione del candidato presidente per le prossime provinciali.
E’ così che è stato presentato stamattina nella sede di via Capotagliata il Patto jonico 2009 dal sindaco di Palagiano Rocco Ressa e da Franco Catapano, che è consigliere al Comune di Laterza. “Il patto jonico - ha spiegato Catapano - è un gruppo nato all’interno del Pd, la maggioranza degli esponenti è del partito democratico ma ci sono anche altre adesioni”. Tre le questioni poste, la definizione di un modello di sviluppo della Provincia.
Il nodo fondamentale, le primarie. “Chiediamo lo svolgimento delle primarie aperte a tutti (anche ai non iscritti, ndr). Che siano delle primarie serie. Bisogna partire dal regolamento”. “Alle primarie possono confrontarsi proposte di programma e di candidature alternative - è la linea del Patto Jonico. Ma tutte le alternative devono stare dentro una linea politica chiara e condivisa che presuppone il primato dei programmi, la conseguente limpida azione di opposizione al Comune di Taranto”. E’ un’altra delle questioni sollevate. “Bisogna capire come si colloca il Pd all’interno dell’amministrazione comunale di Taranto. Se fa o meno opposizione. Finora non è stato chiaro, esempio ne è la votazione sul bilancio”.
Chiedono la convocazione degli organismi dirigenti, per decidere sulla linea politica e, solo conseguentemente organizzare le primarie.
TarantoSera - 8 agosto 2008 -

venerdì 8 agosto 2008

un MITO tipico

Abbiamo nel nostro paese un DIO GRECO: è GISELLA KRISTALLIN,
sindaco che “Lo vuole bene al mio paese”.

La vera forza di questo dio e sindaco del nostro paese non sta nella finezza delle sue intuizioni politiche, né nell’autorità che contraddistingue ogni suo gesto di primo cittadino, né nella (s)cortese ma irremovibile capacità di respingere consigli difformi ai suoi personali propositi, né nella sua non da tutti avvertita capacità di comando (vero Peppino dell'ASL?, confermi Fefè,che chiude gli ospedali?).

Invece Gisella KRISTALLINA ha una sua forza invincibile che nessuno sospettava: la fantasia, l’invenzione, l’estro, il ghiribizzo.

Quando l’opposizione sembra avere il sopravvento, quando tutti gli assessori, anche Davinci, noto azzeccagarbugli, famoso per l’ottimismo con cui esercita la sua professione, sono rassegnati al cedimento, alla sconfitta, il volto di Gisella si illumina e propone un marchingegno: "convochiamo una conferenza stampa, comunichiamo alla cittadinanza che io Gisella KRISTALLIN, che lo voglio bene al mio paese, “HO FATTO”, “HO GIA’ FATTO” e ciò che dice l’opposizione “E’ FALSO per cui io sono la VERITA’ ”.

Tutti i suoi assessori rimangono sbalorditi, meravigliati e, anche con una punta di invidia, si chiedono come abbia potuto venirgli in mente un’invenzione tanto geniale, nonostante la sua aria da tanica vuota.

E’ questa la vera forza di Gisella KRISTALLIN; egli come un dio greco si ricrea, si partorisce ogni giorno, è diventato per tutto il paese "UN MITO": ma si sa che mythos in greco significa “PAROLE SENZA FATTI”.

http://lucifero.bloog.it/ - chi si offende è un fetente

giovedì 7 agosto 2008

Bilancio: il sindaco risponde a Catapano

Botte, risposte e repliche. In cifre.
Prima quelle «virtuose» dell’assessore alla Programmazione economica Vito Minei: patto di stabilità rispettato, rigore e sviluppo coniugati con oculata competenza, 77mila euro di premialità per il Comune in vista dell’esercizio 2009, per una fetta procapite di torta da 5,12 euro.
Poi quelle «critiche» di Franco Catapano, consigliere Pd: lo «sforamento» del 2006 ha impedito al Comune di «partecipare alla suddivisione dei fondi (51 milioni di euro) destinati alla Puglia, riferiti all’Irpef 2006», e i 77mila euro di premio sono il frutto dell’innalzamento dell’aliquota Irpef all’indice massimo dell’8 per mille.
Adesso, le cifre-non-cifre del sindaco Cristella: «Gli euro in più o in meno, le premialità o i castighi contano relativamente - ribatte Cristella alla Gazzetta -: determinanti sono invece i cantieri che si aprono e le opere che si realizzano, come da noi, ma queste cose evidentemente il consigliere Catapano non le vede, forse perché per lavoro vive più a Bari che a Laterza».
In ogni caso: patto rispettato, ma Irpef all’8 per mille. Due dati incontestabili, osserviamo. Due verità: è pareggio? «Ciò che sconcerta - spiega il sindaco di Laterza - è la politica non costruttiva dell’opposizione: sempre a perdersi in minuzie, mai una proposta, un apprezzamento serio per quello che si fa: perché quando per anni l’Irpef si è mantenuta al 2 per mille il consigliere Catapano non ha riconosciuto gli sforzi e le scelte dell’amministrazione?».
Di numeri, ricordiamo, ha però cominciato a parlare la maggioranza, e l’opposizione ha comunque responsabilità d’opposizione: «I numeri, in eccesso o in difetto - ribadisce Giuseppe Cristella -, lasciano il tempo che trovano, quando si opera: questa amministrazione lo sta facendo pienamente, ma l’opposizione spacca il capello in quattro per non vedere».

Francesco Romano - 7 agosto 2008 - La Gazzetta del Mezzogiorno

mercoledì 6 agosto 2008

25.000 mila turisti alla sagra

Otto quintali di salsicciotti e fegatini «grigliati», cinque e quaranta di focaccia e quattro e mezzo di pane «sfornati», più di due quintali di bocconcini di latte «intrecciati». Sono le cifre rese note, a festa finita, dall’ufficio stampa della quinta Sagra del Pane e dell’Arrosto, che nella lunga serata di domenica 3 agosto ha acceso la gremitissima piazza cittadina tra stand, musica e risate. Raggiante il sindaco Giuseppe Cristella: «Più di venticinquemila presenze» informava il primo cittadino, via sms, a notte inoltrata.
«Una marea di gente, ed è tutto dire» riporta, per metafora, la nota consegnata alla stampa il giorno dopo. Nota che fornisce altre chiavi di lettura dell’evidenziato exploit: «Per avere un quadro realistico di quanti si sono portati a Laterza per degustare le prelibatezze gastronomiche della Sagra - vi si legge -, è da sottolineare che nel giro di un paio d’ore i bar avevano esaurito le scorte di acqua e bibite, le pizzerie hanno dovuto alzare bandiera bianca per mancanza di farina e prodotti per pizze, e così dicasi dei ristoranti rimasti spiazzati per il gran numero di coperti terminati in breve tempo». Insomma, un successo: «Nelle precedenti quattro edizioni - viene evidenziato - erano accorsi soprattutto dalle località vicine, quest’anno il turismo gastronomico ha contagiato anche realtà di altre regioni, soprattutto della confinante Basilicata».
Indicazioni per il futuro: «Probabilmente, per la prossima edizione saranno coinvolti anche bar, pizzerie, ristoranti e caseifici per far fronte comune a valorizzare ulteriormente questa sagra, vera risorsa per incrementare il turismo e l’economia del territorio», è l’auspicio dell’amministrazione comunale laertina che, con l’associazione dei Macellai (erano presenti Scottadito, Varegliano, Mille Idee, Catapano, Tamborrino, Cellaro, Rizzi, Italia, Verdano, Colacicco & Bruno, Atelier della Carne, Parisi), il Consorzio dei Panificatori (Costantino, Moderno, Laerte, Di Fonzo, Tamborrino) e il patrocinio della Provincia, ha promosso l’evento. Affollata la zona palco (cabaret con Diego Parassole, Bruce Ketta, Antonio e Michele da Zelig, e con Laura Leo da La sai l’ultima?), buona l’affluenza anche nelle due sere che hanno preceduto l’appuntamento-clou della tre giorni, con l’arrampicata all’albero della Cuccagna, percussioni e musica folk (La Bandita), ritmi Llanneros (Danzat).
Non era però prevista la degustazione, riservata solo al 3 agosto, e ciò ha un po' deluso quanti, invece, se l’aspettavano.

I miracoli della satira

Nel giardino di casa di Gisella Kristallin c’è stato un miracolo.

Come i cittadini sanno nel giardino del nostro sindaco ci sono tre statue: la prima è posizionata a destra quando si entra nel giardino.

E’ la statua a cui il romantico KRISTALLIN è più affezionato.

Rappresenta Peppino dell’ASL sottoinchiesta per le pastette, suo primo vero padre politico;

La seconda statua rappresenta Fefè, che chiude gli ospedali e taglia risorse al sud, suo secondo padre-fratello-cugino politico.

In mezzo, tra il bue e l’asinello, pardon, tra Peppino e Fefè, c’è un nano di gesso, portato dalla fabbrica di Arcore, Brontolo.

L’altro giorno Brontolo, dopo un agitato consiglio comunale, ha iniziato a trasformarsi. La faccia si è modificata tre o quattro volte, lasciando, miracolo, sempre invariato l'enorme dentiera da cavallo; il cranio ha incominciato a impelarsi di materiale misterioso, di colore tra il nero e il rosso; il volto si è coperto di una specie di fanghiglia rosea, simile alla faccia di Padre Pio dopo la riesumazione.

Al culmine della trasformazione dal volto del nano si sono viste scendere gocce, tra il sudore umano o lacrime divine.

Un famoso ed esperto esoterico, contattato dal noto azzeccagarbugli Davinci ha sentenziato che si tratta proprio della seconda ipotesi.

Il nano Brontolo piange perché addolorato per l’estremismo con cui il PD del luogo si oppone a Gisella in consiglio comunale e invita i cittadini a stringersi intorno alla sua protesi nel territorio e suo erede a Monteciborio, protettore dei deboli macellai che tutte le sere depurano con il profumato fumo della legna l’aria da scorie e impurità, difensore del "Consorzio del Pane", che, poverini, con grande abnegazione e sacrifici, ogni mese diminuiscono il costo del pane.

http://lucifero.bloog.it/ - chi si offende è un fetente

martedì 5 agosto 2008

Un paese dove è tutto tipico

La sagra del pane, della focaccia e dell’arrosto. Ma anche del fumo. Un po’ ne è stato venduto infatti preannunziando una tre giorni all’insegna dei prodotti tipici che in realtà non c’è stata. La sagra vera e propria si è tenuta solo domenica, nonostante certo battage promozionale l’avesse diluita in tre giorni.
Tanti sono stati i turisti accorsi venerdì sera convinti di trovare banconi allestiti con le tipiche prelibatezze laertine. Attese tradite e non di certo ricompensate dal rito della cuccagna o dall’ossessivo percussionismo degli artisti itineranti che l’altra sera si aggiravano per le vie del centro. Il sabato tanta gente, forse informata che non vi era nessun trittico, ha preferito risparmiare chilometri. Tanto una voce per Sanremo la si può sempre incontrare. Le presenze rispetto a venerdì sono state sicuramente inferiori. Domenica,invece, l’affluenza è stata altissima. La presenza dei comici del fortunatissimo Zelig ha fatto da ottimo traino alla promozione gastronomica. Una scelta azzeccata. Come azzeccata è risultata la data. Dopo due edizioni settembrine, finalmente i fornelli sono usciti d’agosto, mese certamente più a vocazione turistica.
Da segnalare che la sagra non si è potuta svolgere nel tratto della piazza nei pressi della fontana. Precisamente scendendo verso il municipio sulla sinistra. Tale zona è infatti off limits, dato che una folta colonia di volatili, nidificante sugli antistanti frondosissimi alberi, l’ha ormai adibita a propria personale cloaca. Il guano ed il suo odore investono ormai la zona, compresa la panchina divenuta inservibile. Speriamo che i tanti visitatori accorsi, inebriati dal fumo dei fornelli, non v’abbiano fatto caso…
Akerfeldt

zitti, sordi e ciechi - Evviva l'accademia degli indecenti

Esistono nel nostro Paese famose e illustre Accademie: l’Accademia della Crusca, l’Accademia degli Arcadi, l’Accademia del Cimento, l’Accademia dei Georgofili.

Insieme a queste ci sono parecchie che sono veramente bizzarre: l’Accademia degli Illuminati, l’Accademia degli Illusi, l’Accademia degli Umidi.

L’ultima, fortemente caratterizzata, di recente costituzione, è l’ ”Accademia degli Indecenti”, conta 14 iscritti, il cui Presidente, eletto all’unanimità, è Gisella KRISTALLIN (“Lo voglio bene al mio paese io”).

Questa organizzazione si regge finora esclusivamente sulla fama del suo Presidente, bravissimo, parla pacato, risponde con gentilezza, pronuncia parole e frasi, una per una, perfettamente comprensibili, “lo”, “bene”, “al”, “io”, “mio”, “voglio”, “paese”: alla fine, dopo che le parole, le frasi, si adunano tutte insieme, si mischiano l’una all’altra, chi l’ascolta, compiaciuta, si domanda cosa abbia detto quest’uomo così compito e intelligente.

Tra le ultime imprese del Presidente ricordiamo l’aumento della TARSU, l’incremento dell’addizionale comunale, dallo 0,2% all’0,8%, la positività dimostrata al “Consorzio del pane” quando unilateralmente si sono aumentato il costo del pane di 30 centesimi, giustificato dall’aumento di 5 centesimo al chilo del costo del grano; oggi, con grande coraggio e forza è silente oppositore alla minaccia che i panificatori hanno fatto di diminuire il costo del pane di 50 centesimi, come conseguenza di diminuzione di 15 centesimi al chilo del costo del grano.

E’ grazie alla sua “fattibilità”, al fatto di stare con i più deboli, panificatori, macellai, gente che ha sempre pagato le tasse, a differenza di quei evasori sovversivi di operai e pensionati, che i cittadini del paese di KRISTALLIN. Gli augurano un futuro politico roseo, magari a Roma, insieme a “Fefè” di cui è il delfino, anche se, a malincuore, lascerà la presidenza dell’”Accademia degli Indecenti” e in paese si costituirà un club della buona amministrazione.

Firma per salvare l'Italia

"Salva l'Italia!". S'intitola così la petizione che il Partito Democratico ha promosso e che è partita a Luglio per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito.La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo e la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni.Obiettivo, primario completare la raccolta di firme promossa dal segretario nazionale Walter Veltroni per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni mentre l'Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese .L'itinerario pugliese così come fino ad ora è stato fatto in altre regioni prevederà molti piccoli comuni perché, come dichiara Beppe Fioroni, coordinatore dell'iniziativa "vivere in un centro al di sotto dei 5.000 abitanti diventerà un lusso".
Ad accogliere il pullman in Puglia ci sarà il Segretario Regionale Michele Emiliano e tutti i parlamentari e dirigenti pugliesi .
Riportiamo di seguito le tappe pugliesi:


MARTEDI' 5 Agosto

* ore 14,00 - Marina di LEPORANO (TA).
* ore 15,30 - Marina di PULSANO (TA).
* ore 16,30 - LIZZANO (TA. ore 18,30 - San PIETRO in Bevania (TA).
* ore 20,30 - TREPUZZI (LE)

MERCOLEDI' 6 Agosto

ore 10,30 -CAMERINI - Marina di OSTUNI (BR) c/o Il FARO.
ore 16,00 - Spiaggia PANE e POMODORO, BARI.
ore 20,30 - P.zza CASTELLO, BARLETTA (BA).

GIOVEDI' 7 Agosto

ore 10,30 - Lungomare E. MATTEI - VIESTE (FG).

lunedì 4 agosto 2008

Tassati SI , Creduloni NO!

Non è vero che il mancato rispetto del patto di stabilità relativo all’esercizio finanziario 2006 sia stato indolore per il Comune di Laterza, e il «virtuosismo» del 2007, anno in cui il patto è stato invece «centrato», è frutto dell’aumento dell’aliquota Irpef all’indice massimo.
E’ quanto sostiene, in sintesi, sulle pagine elettroniche del blog ufficiale del Partito democratico laertino, il consigliere comunale Franco Catapano, in relazione e in risposta alle dichiarazioni rilasciate nei giorni corsi alla stampa dall’assessore alla Programmazione economica, Vito Minei.
«Per il 2008 Laterza non ha diritto a partecipare all’incremento del gettito sulla compartecipazione comunale dell’Irpef» scrive il consigliere del Pd, rimandando alla consultazione diretta di un apposito link del sito web del ministero dell’Interno. Dove, chiarisce Catapano, è possibile notare che «Laterza è uno dei 50 comuni pugliesi (su un totale di 258) che nel 2006 non hanno rispettato il patto di stabilità», e per questo non hanno preso parte «alla suddivisione dei fondi (51 milioni di euro) destinati alla Puglia, riferiti all’Irpef 2006». Cosa che altri comuni hanno invece fatto: «Per esempio: Massafra (circa 70mila euro), Ginosa (46mila), Castellaneta (23mila), Palagiano (36mila)». Per rientrare nel patto di stabilità nel 2007, osserva a seguire il consigliere del Pd, «la maggioranza di centrodestra decise di aumentare iniquamente le tasse dei laertini (Tarsu e Irpef), in particolare innalzò l’addizionale Irpef dal 2 all’8 per mille; Laterza divenne perciò uno dei comuni più tassati della provincia di Taranto e della Puglia (in Italia solo 460 comuni su 8.101 aumentarono l’Irpef al massimo)».
Nella sostanza, per Catapano, i dati «trionfalistici» dell’assessore Minei «si riferiscono a studi e proiezioni che riguardano la manovra finanziaria 2008 ed i bilanci di previsione comunali per il 2009» che, peraltro, «non tengono conto di quello che potrà accadere con la prossima finanziaria». E i 77mila euro di premialità disposti per Laterza, nell’esercizio 2007 comune «virtuoso», sono - ribadisce Catapano - «strettamente legati al gettito dell’Irpef (ovvero rischiamo di prendere di più perchè già paghiamo di più)».
Francesco Romano - La Gazzetta del Mezzogiorno

Caro-affitti, 33 mln ai pugliesi bisognosi

BARI - Oltre 33 milioni di euro sono contenuti nella delibera approvata dalla Regione Puglia, su proposta dall’assessore all’Edilizia residenziale pubblica, Angela Barbanente, per il «fondo per il sostegno all’affitto» per l’anno 2007, che individua i Comuni beneficiari dei contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.
Il fondo è costituito da 14.646.758,07 euro della assegnazione fondi in favore della Regione dal ministero delle Infrastrutture e da 18.636.049,79 euro stanziati dalla Regione.
Quest’anno, dunque, la Regione – è detto in una nota dell’ufficio stampa – “per non far gravare proprio sulle persone e le famiglie meno abbienti i tagli statali, ha contribuito con una somma maggiore rispetto a quella degli scorsi anni e per la prima volta superiore persino a quella stanziata dal ministero”.
Anche quest’anno – si spiega nella nota – si è deciso di accantonare una somma, pari a euro 5.000.000, per incentivare i Comuni a concorrere al Fondo con risorse proprie, attribuendo loro una premialità”.
Il meccanismo previsto contiene alcune novità rispetto all’anno scorso. Per essere più incisivi nell’incentivazione dei Comuni, l’attribuzione della premialità avviene secondo due criteri distinti: la prima tiene in maggiore considerazione il fabbisogno, la seconda dà maggiore importanza alla quota di partecipazione comunale.
La somma da concedere come premialità è ripartita in due parti: la prima di importo pari a euro 3.000.000,00 e la seconda a euro 2.000.000,00.
La deliberazione di giunta ribadisce per i Comuni l’obbligo comunale, già previsto dalla legge, di compiere “controlli rigorosi sull'attendibilità delle dichiarazioni dei richiedenti” e “prevede la trasmissione alla Regione di una dettagliata relazione sugli accertamenti effettuati e sui relativi risultati e provvedimenti assunti”.
La documentazione, compresi gli eventuali atti deliberativi riguardanti il cofinanziamento comunale per la premialità, dovrà giungere alla Regione entro il termine perentorio del 19 dicembre 2008.

venerdì 1 agosto 2008

Profumo di pane e di arrosti, a Laterza una Sagra che dura tre giorni

Pane e arrosti di carne, Laterza celebra da oggi due prodotti tipici del territorio con una grande sagra. «Questa sagra è la nostra storia, la nostra cultura - dice il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella -. La gente se l’aspetta perché vengono tutto l’anno a Laterza a mangiare arrosto o focaccia, o a comprare pane e carne. Laterza è la capitale della carne, del pane, della maiolica, delle gravine, nonchè oasi protetta».
La sagra del pane e dell’arrosto è in programma oggi, domani e domenica 3 agosto 2008 nella centralissima piazza Vittorio Emanuele di Laterza con il patrocinio del Comune, della Provincia di Taranto, dell’Associazione macellai di Laterza e del Consorzio pane di Laterza. «Abbiamo fatto uno sforzo notevole per non far mancare questo appuntamento che si ripete da cinque anni - rileva l’assessore al Turismo Licia Catucci -. In questa occasione contiamo di avere il popolo degli estimatori di due prodotti che sono famosi anche oltre i confini pugliesi».
Il programma. Oggi alle 20 ci sarà «La Cuccagna» organizzata dalla Pro Loco di Laterza, con la partecipazione di sei squadre a contendersi il ricco montepremi: agnello, provolone e caciocavallo, pollo, coniglio, salsiccia, salumi sottovuoto e prodotti da forno vanto dei produttori locali. Dalle 22 corteo in musica del gruppo folk di percussioni «Officine del ritmo La Bandita» girerà per le vie principali di Laterza a regalare allegria (evento a cura dell’associazione «Solevante» di Laterza).
«La Sagra del pane e dell’arrosto è la vetrina delle nostre produzioni eccellenti - dichiara l’assessore alle Attività produttive, Agostino Perrone -. Buona parte dell’economia cittadina vive di questi due prodotti, insieme ai latticini e alla maiolica». «Per il futuro mi auguro di coinvolgere le altre attività produttive» aggiunge Leonardo Clemente, presidente dei panificatori.
Ancora il programma. Domani spazio per la musica con il concorso «Una Voce per Sanremo» riservato ad interpreti, cantautori e gruppi musicali che si esibiranno in canzoni edite. Il gruppo folk colombiano «Danzat» proporrà colori e musica e si esibiranno nello Joropo, ballo tradizionale che rappresenta la festa degli Llaneros che coinvolge e diverte i partecipanti attraverso i suoni di arpe, cuatro e maracas. Infine, domenica appuntamento con la «Sagra del pane e dell’arrosto». Il il ticket degustazione darà diritto a pane, salsicciotti e fegatini, nonché focaccia e latticini, fin dalle 20. Non mancheranno gli spettacoli con gli artisti di Zelig Circus, fra cui Diego Parassole, Antonio e Michele, Bruce Ketta, e da «La Sai l’Ultima?» Laura Leo.
Francesco Romano- La Gazzetta del Mezzogiorno