giovedì 13 marzo 2008

il programma copiato e stracciato

Nel Pdl, Silvio Berlusconi riunisce invece i candidati per fare il punto sulla campagna elettorale. E non manca di lanciare qualche stoccata agli avversari: «Il programma del Pd è copiato dal nostro, e quando dico che è carta straccia voglio dire che poi loro, una volta al governo, lo considerano carta straccia e lo buttano via».
Poi il Cavaliere torna però a ribadire la necessità del voto utile: «Le uniche due forze politiche in grado di ottenere la maggioranza sono Pd e Pdl: per impedire la vittoria di Veltroni bisogna votare Pdl. Disperdere il voto significa favorire la vittoria di Veltroni». Anche se, precisa, nei sondaggi «siamo 10 punti avanti». L'ex premier non risparmia consigli ai suoi: «Usate i camper, andate porta a porta, cercate il contatto diretto con la gente. Andate a parlare con il prete, col farmacista, col medico... io ho ottimi rapporti con i farmacisti e non certo perché compro da loro il Viagra» scherza Berlusconi. «Insistete sul nostro programma - aggiunge - sulle sette missioni per il futuro dell'Italia, ma soprattutto insistete su quello che il governo Prodi non ha fatto». Il Cavaliere è anche tornato a denunciare i presunti brogli alle precedenti elezioni: «Mobilitatevi tutti per evitare che non ci vengano sottratti i voti come nel 2006, quando ce ne sottrassero un milione. Dobbiamo evitare che il voto venga manomesso». Anche alla luce del caso Ciarrapico, il leader del Pdl lancia un altro avvertimento: «Con i giornali dovete stare attenti, è un vostro diritto controllare le risposte alle interviste». Infine Berlusconi rassicura l'Europa («diminuiremo il debito pubblico, pur in presenza di una situazione difficile») e conferma l'intenzione di effettuare ingenti investimenti per il rilancio delle infrastrutture.

1 voto e 21 modi di calcolarlo

Dopo la presentazione delle liste il quadro di riferimento è un po’ più chiaro. La legge 270/2005 è comunque un rebus indecifrabile per i cittadini comuni (che già non possono votare il loro parlamentari) in difficoltà a capire come il loro voto conta o meno. In sintesi il porcellum è un sistema proporzionale, che ha abolito i collegi territoriali, con i seggi attribuiti in due differenti modi tra Camera e Senato.

Alla Camera è previsto il premio di maggioranza su base nazionale. La ripartizione dei seggi riguarderà solo le coalizioni (PD e PDL) che abbiano superato il 10% dei voti validi sul piano nazionale ed al loro interno i partiti che abbiano superato il 2% (Lega Nord e Italia dei Valori), nonché la migliore lista sotto soglia, cioè quella che abbia ottenuto più voti tra le liste che non sono arrivate al 2%. I partiti che si presentano al di fuori di una coalizione (Sinistra Arcobaleno e Unione di Centro) devono conseguire almeno il 4% per poter essere rappresentati alla Camera. Alla coalizione (o alla singola lista) che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale viene attribuito un premio di maggioranza affinché raggiunga la quota di 340 deputati.
Al Senato, le soglie di sbarramento (20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate; 8% per le liste non coalizzate) ed i premi di maggioranza sono applicati Regione per Regione. Il meccanismo del Senato è assolutamente imprevedibile perché le variabili sono tantissime. Le Regioni sono tante e diverse una dalle altre, per cui in alcuni casi i seggi attribuiti sono il doppio o il triplo che in altre (Sicilia, Emilia, Toscana, Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte, Puglia, Campania). I seggi si calcolano su base regionale e in ogni regione può accadere qualcosa di diverso che premia (o punisce) uno o l’altra coalizione (Pd o Pdl) in conseguenza del raggiungimento o meno della soglia dell’8% da parte della Sinistra Arcobaleno e dell’Unione di Centro.
Infine, 6 senatori e 12 deputati saranno eletti, con il sistema proporzionale fra liste concorrenti non bloccate, nella Circoscrizione Estero, suddivisa in quattro ripartizioni continentali.

Franco Catapano

mercoledì 12 marzo 2008

Uno dei tanti di Giovanni Forte

Giovedì 13 marzo 2008, alle ore 19.00 - Auditorium comunale "M.Giannico" Ex Chiesa del Purgatorio, il Comune di Laterza ha organizzato la presentazione del libro di Gianni Forte (ex segretario provinciale della Cgil) dal titolo uno dei tanti.
Interverranno:
Giuseppe Cristella - Sindaco di Laterza
Licia Catucci - Assessore alla Cultura
Lorenzo Caldaralo - CGIL Laterza
Nunzio Tria - Poeta

Parla di lavoro l'ultima opera letteraria di Giovanni Forte, classe 1956, nato e residente a Castellaneta, in provincia di Taranto. Sindacalista nella CGIL sin dalla giovane età, dal 2000 al 2007 è stato segretario generale della Cgil di Taranto e attualmente è componente della segreteria regionale pugliese. Dopo il saggio Storie di Braccianti, pubblicato nel 1995 insieme a Francesco Granile per la Levante Editore di Bari, è ora la volta di un romanzo nel quale la storia italiana del Novecento viene ripercorsa tramite la storia di un bambino e di un uomo: il titolo è Uno dei tanti ed è pubblicato da Palomar (pp. 374, euro 15, collana Spiragli).

Così recita la quarta di copertina: «Nicola Annese è un bimbo che alla fine degli anni venti abbandona la scuola per seguire la famiglia al lavoro in una delle tante masserie pugliesi. Condannato ad un’esistenza di fatica e di stenti, la svolta coinciderà con lo sbocciare di amori impossibili e con una fervida opposizione al regime fascista, alimentata dalla lettura clandestina di testi filomarxisti. Le sue vicende personali finiranno per intrecciarsi con i grandi eventi del secolo scorso: l’emigrazione, il boom economico, il ’68, il terrorismo, tangentopoli, il leghismo».

A Palazzo Madama non vincerà nessuno

Per spiegare i disastrosi esiti che la legge elettorale potrebbe avere nella composizione del Senato, mettendo a rischio, per la seconda tornata consecutiva, la presenza di una maggioranza politica, il professor Roberto D’Alimonte usa due metafore: la lotteria e il totocalcio. «Nella misura in cui la Sinistra Arcobaleno e l’Udc - riflette - superano la soglia dell’8% al Senato, la lotteria diventa più imprevedibile. Potrebbe anche finire senza vincitore».

Perché indica la cifra dell’8%?
«Perché l’8% è la soglia per cui al Senato, in ogni regione, scatta l’attribuzione del seggio».
Quindi un partito come l’Udc che negli ultimi sondaggi è dato vicino all’8% al livello nazionale...

«Prende seggi nelle regioni dove supera questa cifra. Questo riduce il plafond di seggi dei due partiti maggiori. In particolare del partito atteso come vincitore, il Pdl con i suoi alleati».

Prende seggi sia al vincitore che al perdente...

«Sono due i meccanismi all’opera. Il primo avviene nelle regioni dove Berlusconi perde: i seggi destinati al perdente, invece di prenderseli tutti lui, come è successo due anni fa con la Cdl, deve dividerli con quei partiti che superano la soglia dell’8%. Questo riduce, ovviamente, il suo totale nazionale».

Nel caso di vittoria scatta il secondo meccanismo...

«Facciamo il caso del Veneto in cui Berlusconi dovrebbe vincere. Nel Veneto dovrebbe prendere, a mio avviso, 15 seggi. Il premio sono quattordici, più uno. Ma se l’Udc supera l’8% è molto probabile che il quindicesimo seggio non scatti, e lo prenda l’Udc».

Secondo il suo scenario Berlusconi per ottenere una maggioranza di 10 senatori dovrebbe lasciare al centrosinistra solo Emilia, Toscana, Umbria e Basilicata...

«...E prendere un seggio in più del premio in Veneto, Sicilia e Lombardia. Ma per fare un esempio, se Liguria e Marche, assieme alle regioni storicamente a sinistra come Emilia, Toscana, Umbria e Basilicata, andassero al Pd, Berlusconi avrebbe un solo seggio di vantaggio».

Lotteria sembra la parola più adatta per questa legge elettorale...

«Così come è congegnata, con 17 premi di maggioranza su 20 regioni, o c’è una tendenza molto forte a favore dell’uno e dell’altro, oppure entriamo in una giostra che può dare solo esiti precari. Avere 17 premi regionali significa che per ottenere il 55% dei seggi (a tanto ammonta la somma di tutti i premi), una coalizione dovrebbe vincere in tutte e 17 le regioni. Basta che perda in una regione e la soglia scende».

Pensando che i partiti conservano le proprie roccaforti si va verso maggioranze risicate...

«Non è molto difficile immaginare come andrà a finire anche questa volta. In definitiva è come il totocalcio».

In che senso?

«Ci sono delle fisse per gli uni e per gli altri. Berlusconi ha delle fisse su Veneto, Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia. Poi ci sono delle fisse per il centrosinistra: Emilia, Toscana, Umbria, Basilicata. Il resto è fatto di scenari».

Il discorso è ulteriormente complicato dal fatto che non ci sono più due poli ma almeno quattro soggetti di media stazza...

«Esatto. Ci sono altri due contendenti per i seggi che vanno ai perdenti».

Difficile anche superare la soglia per i seggi premio, viste le forze in campo...

«Superare i seggi premio sarà possibile solo se gli altri competitor staranno sotto l’8%».

Un partito di centro potrebbe recuperare voti in Veneto...

«Se l’Udc va sopra l’8% in Veneto Berlusconi non avrà il seggio in più rispetto al premio. Se non prende il seggio in più in Veneto, e prende dei seggi in meno in Emilia e Toscana (a vantaggio della Sinistra Arcobaleno), alla fine si ritrova in una situazione precaria».

Sembra però che l’Udc sia in salita.

«Quando Berlusconi aveva messo l’Udc con le spalle al muro, credo avesse dei sondaggi che davano il partito di Casini basso». «Questo sicuramente mette Berlusconi in difficoltà. L’Udc all’8% diventa un fattore rilevante nella competizione elettorale».

Eduardo Di Blasi - L'Unità

martedì 11 marzo 2008

Bankitalia certifica: conti pubblici in salute. Debito diminuito di due punti rispetto a 2006

L'Italia senza governo, in attesa delle elezioni, ha fatto un altro passo avanti verso il risanamento dei conti pubblici. A sancire il miglioramento dello stato di salute dei nostri conti pubblici è stata questa mattina la Banca d'Italia, che ha diffuso i dati relativi al debito e al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche per il 2007.

Dai riscontri di Palazzo Koch emerge che al 31 dicembre dello scorso anno, il debito delle amministrazioni pubbliche è risultato pari a 1.596.762 milioni - il 104% del Pil - rispetto al dato di 1.575.636 milioni riscontrato nel 2006, pari al 106,5% del Pil. Una differenza sostanziale di due punti e mezzo percentuali che trova riflesso anche nel fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche, che nel 2007 è stato pari a 30.534 milioni, il 2% del Pil, contro il dato del 2006 che parlava di un fabbisogno di 54.380 milioni, equivalente al 3,7% del Pil.

Nei due anni il fabbisogno al netto delle dismissioni mobiliari - spiega Bankitalia - è stato pari, rispettivamente, al 2,2 e al 3,7 per cento del prodotto interno lordo. Le notizie che arrivano dall'Istituto centrale non potevano non lasciare il sorriso sulla bocca del ministro dell'Economia uscente Tommaso Padoa-Schioppa.

“Il dato diffuso oggi dalla Banca d'Italia - ha detto il titolare del Tesoro - sull'andamento del debito pubblico nel 2007, diminuito di 2 punti e mezzo di Pil rispetto al 2006, è migliore delle stime del governo e costituisce una conferma altamente positiva della validità dell'azione di risanamento dei conti pubblici realizzata dal governo Prodi”.

Positivo il commento del responsabile Economia del Partito democratico. “Il rapporto di Bankitalia registra, con l’autorevolezza che lo contraddistingue, un risultato storico per la finanza pubblica italiana: il calo del debito di 2 punti e mezzo sul Prodotto interno lordo, il calo del fabbisogno da crica il 4% al 2% del Pil e il confortante sulle entrate tributarie del 2008, in aumento di più del 10% rispetto all’anno precedente, in gran parte grazie ai risultati della lotta all’evasione fiscale”.

Secondo Tonini, “si tratta di risultati straordinariamente positivi, ottenuti grazie all’azione del governo Prodi e costituiscono la migliore eredità per la prossima legislatura. L’andamento positivo dei conti pubblici consente ora di portare avanti una strategia di riduzione della pressione fiscale, in particolare sui redditi medio bassi, che consenta quel sostegno alla domanda interna che è indispensabile per affrontare il nodo fondamentale dell’economia italiana, che è e resta il livello troppo basso della crescita”.

Lo stato di salute dei conti è una buona base da cui partire. Ecco l’eredità del governo Prodi, ben diversa da quella ricevuta dopo i cinque anni di cura Berlusconi-Tremonti. “Gli italiani – afferma Tonini – a poche settimane dal voto, sapranno ricordare come nel quinquennio del governo Berlusconi tutti gli indicatori di cui parla oggi Bankitalia erano al rovescio, con il debito in salita, la spesa pubblica cresciuta di 2 punti sul Pil e l’evasione fiscale arrivata alle stelle, anche grazie alla funesta strategia dei condoni”.

I candidati del Pd di Taranto

Unico eletto sicuro è Ludovico Vico (foto a lato) in nona posizione. Forzando la mano possiamo anche contare sull'elezione di Francesco Boccia, conosciuto a Taranto e anche a Laterza, nella lista per la Camera sono stati inseriti la tarantina e segretaria del circolo Solito-Corvisea, Dilva De Simei (in una posizione che potrebbe valerle l’elezione se il partito in Puglia dovesse registrare un ottimo risultato), la segretaria del Pd di Mottola, Rosaria Tinelli (23esima in lista), la consigliera comunale di Grottaglie nonchè legale dell’associazione “12 giugno”, Chiaramaria Anastasia (28esimo posto), e il consigliere comunale di Martina Franca, Romano Del Gaudio (al numero 36).
Al Senato, invece, per il Pd correranno in decima posizione il dirigente l’Ufficio scolastico provinciale, Anna Cammalleri. Insieme a lei, in 12esima posizione c’è l’exsindaco di Avetrana, Luigi Conte, seguito al 22esimo posto da Lino De Guido, vicesegretario cittadino del partito.

Assemblea Provinciale - Pd Taranto

Cari amici e compagni,
è convocata per giovedì 13 marzo alle 17.30 presso il salone di rappresentanza della Provincia l'Assemblea Provinciale del PD allargata ai segretari di circolo per l'impostazione della campagna elettorale.
L'Assemblea sarà conclusa dal sen. Nicola LATORRE.
Cosimo NUME

lunedì 10 marzo 2008

Candidati Pd in Puglia

Dal sito nazionale abbiamo estratto i candidati del Partito Democratico in Puglia, ecco la lista alla Camera dei Deputati (è presente in lista per la zona occidentale di Taranto la coordinatrice del Pd di Mottola Rosanna Tinella):

1 D’ALEMA MASSIMO
2 MASTROMAURO MARGHERITA
3 GRASSI GEROLAMO detto GERO
4 BORDO MICHELE
5 BELLANOVA TERESA
6 CAPANO CINZIA
7 LOSACCO ALBERTO
8 BOCCIA FRANCESCO
9 VICO LUDOVICO
10 CONCIA ANNA PAOLA
11 GAGLIONE ANTONIO
12 RIA LORENZO EMILIO
13 SERVODIO GIUSEPPINA detta GIUSY
14 GINEFRA DARIO
15 DE SIMEI DILVA
16 BLASI SERGIO
17 PALADINO ANNA
18 SCALERA ANNA MARIA
19 ALTIERI GIUSEPPE
20 MASSA FEDERICO
21 SPENGA ANNA ROSARIA
22 PETROSILLO ANGELO
23 TINELLA ROSANNA
24 PICCINNI GIOVANNI CARLO
25 CUSMAI ANTONELLA
26 GIORDANO SANTE
27 LEGGIERI LOREDANA
28 ANASTASIA CHIARAMARIA
29 DETOMASO VITO
30 CARROZZO MARIA
31 DURANTE LUCA
32 SAPONARO PASQUALE
33 POVIA SERGIO
34 CORDONE MARIARITA
35 MONOPOLI MARIA ANTONIETTA detta MARA
36 DEL GAUDIO ROMANO
37 FRATTOLILLO DANIELA
38 LUSSO ANTONIO
39 VINCENTI ANTONELLA
40 SICILIANI STELLA
41 DICORATO GIUSEPPE
42 LOIZZO MARIO
43 GENTILE ELENA
44 SCANDALE LUCA

Questi invece i candidati al Senato:

1 De Castro Paolo
2 Latorre Nicola
3 Carofiglio Giovanni
4 Mongiello Colomba
5 Procacci Giovanni
6 Poretti Donatella
7 Gaglione Antonio
8 Tomaselli Salvatore
9 Tedesco Alberto
10 Prencipe Gaetano
11 Zaccaria Teresa
12 Conte Luigi
13 Cascarano Mariagrazia
14 Summa Antonello
15 Marchi Marco
16 Di Corato Giuseppe
17 Penna Pina
18 Minervini Guglielmo
19 Massa Federico
20 Conte Luigi
21 Neglia Franco

Se puede hacer

Il PSOE ha vinto le decime elezioni politiche della democrazia spagnola e il suo leader, José Luis Rodriguez è stato promosso con lode nell’esame più difficile. Mariano Rajoy, candidato del Partito Popular, non è riuscito nel suo secondo tentativo di ottenere la presidenza del Governo, ma ha comunque migliorato i risultati delle ultime politiche di quattro anni fa.

Con il 99,8% dei voti scrutinati e una partecipazione del 75,33%, i socialisti raggiungono 169 seggi (cinque in più rispetto alla presente legislatura) con il 43,72% dei voti (un punto in più).

I Popolari hanno guadagnato cinque seggi (da 148 a 153) e due punti in più (40,13%) rispetto al 2004. Si consolida dunque un bipartitismo che occuperà un totale di 350 seggi (contro i precedenti 323) nella camera bassa del Parlamento, per la prima nella storia della democrazia spagnola

"Grazie ai cittadini, che con il loro voto hanno dato una chiara vittoria al Psoe". Ha detto Zapatero, davanti alla folla dei sostenitori che gli ha riservato un'ovazione nella sede del Partito socialista a Madrid.
Il neorieletto premier ha ricordato l'esponente socialista Isaias Carrasco, ucciso in un attentato a Mondragon per mano dell'ETA alla vigilia del voto: "Isaias dovrebbe vivere oggi questo momento insieme alla sua famiglia e tutte le vittime del terrorismo. Ho appena ricevuto le congratulazioni di Mariano Rajoy (leader del Pp) - voglio ringraziarlo pubblicamente ed esprimergli il mio riconoscimento, a lui e a tutti gli altri candidati".

"Governerò per tutti, ma in primo luogo per chi non ha tutto. Non risparmierò nessuno sforzo" per ottenere il massimo consenso con tutte le forze politiche. Zapatero, in difficoltà per il chiassoso entusiasmo dei socialisti, ha ricordato l'aneddoto che caraterizzò la notte della vittoria elettorale del 2004, quando un giovane gli grido' tra la folla: "adesso non ci deludere!". E il leader socialista ha affermato che ha "fatto di tutto per non tradire le aspettative".

Immediatamente dopo la riconferma del popolo spagnolo Zapatero ha voluto esporre il suo manifesto programmatico: "Governerò approfondendo ciò che abbiamo fatto e correggendo gli errori - ha dichiarato il premier socialista - e governerò per tutti, ma in primo luogo per chi non ha tutto".

"Governerò per le aspirazioni delle donne- ha continuato Zapatero tra le grida delle numerose donne presenti - per le speranze dei giovani, perché gli anziani abbiano l'appoggio guadagnatosi durante la vita, perché la Spagna sostenga la cooperazione.". Quindi, ha assicurato che guiderà il governo "con mano ferma, ma protesa" e ha concluso affermando che "insieme, tutti gli spagnoli, possiamo raggiungere un futuro alto come la nostra ambizione".

Veltroni: gli elettori premiano un governo responsabile e innovativo. "Mettendo insieme il voto spagnolo e quello amministrativo francese si può dire, anche con uno sguardo agli Usa, che comincia a spirare un vento nuovo". Walter Veltroni commenta così su SkyTg24 i primi exit poll sulle elezioni politiche in Spagna che danno Zapatero in netto vantaggio sul Partito popolare. Il candidato premier del Pd ricorda che lo stesso clima si registrò "anche negli anni '90. Ci sono dei cicli politici, come questo, in cui i cittadini guardano con più fiducia a chi può tenere insieme crescita ed equità". Parlando del governo spagnolo Veltroni osserva che si tratta di un risultato "importante perchè Zapatero potrà governare con una maggioranza certa, di un partito, il Psoe, se si pensa che in Italia da 15 anni un governo non è mai stato confermato alle elezioni successivo questo dice della differenza dell'Europa da noi". In Spagna gli elettori invece "premiano un governo responsabile e innovativo".

domenica 9 marzo 2008

Pd Laterza sull'emergenza scolastica

Il Partito Democratico di Laterza inaugura il suo percorso verso la politica del fare, incontrando la gente e prendendo in esame i reali bisogni della comunità laertina.
Con quest’ottica, il giorno 6 marzo ’08, è stato organizzato un dibattito sui temi del mondo della scuola a Laterza. La presenza dei Dirigenti Scolastici delle scuole dell’obbligo e dei rappresentati dei genitori sono le giuste premesse per avviare un rapporto duraturo con il mondo della scuola e per impegnarsi insieme in battaglie importanti per cercare di costruire insieme una scuola migliore.
Il dibattito si è soffermato sulla necessità di dotare di adeguati spazi funzionali tutti gli edifici scolastici di Laterza e, soprattutto, sulla necessità di manutenere strutture che sentono il peso degli anni addosso.
Il Partito Democratico, per affrontare con il buon senso il problema “Dante Alighieri” e di tutte le questioni legate la mondo della scuola, ha costituito due commissioni interne al partito, che avranno il compito di seguire le vicende e le problematiche legate al mondo della scuola e di maturare soluzioni a riguardo.
Invitiamo tutti i cittadini consapevoli delle difficoltà del pianeta scuola a Laterza e che hanno a cuore il futuro della nostra comunità a dare il proprio contributo.

Lotta alla precarietà

Per il governo del PD il primo provvedimento da presentare «per ridare fiducia nel futuro ai nostri ragazzi sarà quello per la lotta alla precarietà, il provvedimento sul compenso minimo legale. È una cosa - ha spiegato oggi Veltroni a Treviso - che deve adeguarsi ai paesi europei: un precario non deve guadagnare meno di 1.100 euro al mese. Poi bisogna aiutare le aziende che stabilizzano".

Contro la precarietà del lavoro, l’idea è quella di attuare la sperimentazione di un compenso minimo legale con 1000, 1100 euro mensili per i collaboratori economicamente dipendenti, l’allungamento del periodo di prova, l’incentivazione dell’apprendistato, forti incentivi a chi assume a tempo indeterminato, durata massima di 2 anni per contratti atipici, l’estensione delle tutele fondamentali a tutti i lavoratori. Deve essere garantita, inoltre, la continuità dell’occupazione facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza, con la tutela del reddito in caso di disoccupazione e con un sistema efficiente di servizi per il reimpiego.

"Sta accadendo qualcosa di nuovo, è caduto un muro grande come una casa. Esisteva un muro tra il Nord Est e il centro-sinistra, costruito per degli errori fatti negli anni, ma anche per il fatto che la coalizione aveva delle contraddizioni che gli impedivano di esprimere il suo riformismo. Andare da soli - ha proseguito il leader del Partito democratico - ci permette di essere liberi".

Sabato, dopo Marghera,dove a proposito della situazione del porto ha ricordato che “si rischiano 5.000 posti di lavoro e il Paese rischia di perdere una parte importante di produttività”. “Questo - ha aggiunto Veltroni - è quello di cui ho parlato anche con il presidente del Consiglio, Prodi: si deve fare in modo di trovare il prima possibile una soluzione perchè non si può perdere l'occasione di un investimento di rilancio”. Affollato il teatro Eden con molti simpatizzanti rimasti fuori che hanno chiesto di tenere il comizio all'aperto. «Dico una cosa che un politico che non dovrebbe dire: non ci basta vincere le elezioni, vogliamo cambiare l'Italia, rendere il nostro Paese nuovo, più aperto», ha detto in chiusura Veltroni.

«Credo che proprio da qui si può riconnettere il rapporto con un'area del Paese che in passato forse aveva ragione di guardarci con una certa diffidenza, perché non c'era l'attenzione giusta». Veltroni era reduce da due ore passate con una «grande famiglia» simbolo dell'operosità, della concretezza e dell'apertura solare del Veneto, quell'area del Paese che più di altre può essere interessata «al cambiamento per produrre e creare ricchezza». Il leader del Pd è stato ospite insieme alla moglie Flavia che lo ha accompagnato in questi ultimi due giorni, la villetta dei Favretto, Michele artigiano, a capo di una piccola impresa idraulica con sei dipendenti, una moglie e tre figli tra gli 8 e i 16 anni.

In avvio l'ex sindaco di Roma ha subito parlato dell'avversario Silvio Berlusconi, che lo ha attaccato dal Palalido di Milano stracciando platealmente il programma del Pd. «Non mi meraviglio, questa è la storia degli ultimi quindici anni. Chi sta da quella parte non può fare altrimenti, non può fare altro che ripercorrere la storia. Ad ogni modo noi non stracciamo i programmi dei nostri avversari, noi li leggiamo, li rispettiamo. E poi la cosa peggiore è stracciare i propri programmi non rispettando le promesse», ha commentato Veltroni.

Veltroni ha riportato il discorso sui temi che stanno più a cuore al PD, affermando che «la campagna elettorale non è una soap opera televisiva».

sabato 8 marzo 2008

Le liste e il vuoto dell'ipocrisia

D’Alema ieri a Bari ha affermato che la composizione delle liste elettorali in Puglia :“è stato un grande sforzo, perché abbiamo tante forze da mettere in campo e non tutte possono essere rappresentate ai primi posti per colpa di una legge profondamente antidemocratica”.

Chissà perché questa legge tutti la criticano ma in fondo piace alla “casta”, compresa quella che dirige il Pd. In pochi nel Pd si sono arrogati il diritto di comporre le liste senza nemmeno spiegare i criteri che hanno utilizzato.

Immaginate per un attimo se si fossero svolte le primarie, quanti dei nominati sarebbero in lista ai primi posti? Ma in mancanza delle primarie perché non si sono scelti metodi e criteri condivisi e coinvolgenti?

Ed invece no! Niente primarie, niente primariette e nemmeno consultazioni. Allora qual è stato il metodo usato per comporre le liste? Le correnti, la territorialità, la devozione a qualche “capo bastone”, …… Perché si sottovaluta l’importanza di coinvolgere i territori, di mobilitare sostenitori ed elettori? Eppure solo la mobilitazione e il coinvolgimento avrebbe consentito di completare dignitosamente le liste. Poiché senza un forte coinvolgimento è stato difficile mettere in lista candidati autorevoli disposti a candidarsi senza avere alcuna speranza di concorrere all’elezione.

Nelle negatività brilla, ancora una volta, la nostra provincia che è stata penalizzata con un solo eletto: Ludovico Vico. Non ci sono nemmeno posizioni interessanti, le cosiddette border line. Tralascio, per ovvi motivi, il commento sulla rappresentanza della zona occidentale e sui candidati cittadini del Pd di Taranto. Che amarezza! Si potevano fare scelte importanti e motivanti.. Pensate al clamore e la corsa per candidare operai della Thyssen Krupp e perché non candidare uno dell’Ilva?

Si poteva fare di più e meglio.

Franco Catapano

Taranto penalizzata dal Pd

La fretta - si sa - non è mai una buona consigliera. Se poi alla fretta, causata da tempi strettissimi, si aggiunge il meccanismo perverso di selezione delle candidature della sciagurata legge elettorale voluta dal centrodestra, il rischio che si commettano gravi errori e si mortifichino seriamente intere realtà territoriali è davvero elevato.

E' quello che sembra profilarsi in Puglia, dove pure il PD - così come altrove - ha fatto un serio sforzo di rinnovamento e di apertura nella individuazione delle candidature, ma dove - a mio parere - si rischia che questo lavoro positivo venga vanificato o, quantomeno, seriamente danneggiato nella fase di chiusura delle liste.

Mi riferisco al fatto che, allo stato attuale, sembra prevalere da parte della segreteria regionale del PD una tendenza a privilegiare in maniera eccessiva la presenza nelle liste di candidature espressione della provincia di Bari. Questa presenza preponderante si è già abbondantemente manifestata nelle candidature, sia della Camera che del Senato, che hanno certezza di elezione.

Invece, per altre realtà del territorio pugliese, come quella di Taranto, l'unica candidatura in posizione di elezione è quella del deputato uscente Ludovico Vico. A dimostrazione di quanto sia sottorappresentata la provincia jonica basta rilevare che il numero di parlamentari che il PD prevede di eleggere in Puglia è complessivamente di una ventina circa.

Già questo mi sembra un evidente squilibrio, ma che adesso sembra si debba aggravare ulteriormente nella scelta delle candidature cosiddette “border-line”, dove sembra profilarsi, ancora una volta, una prevalenza di candidature baresi.

E' fin troppo facile ricordare che la Puglia è una regione complessa, all'interno della quale la provincia di Taranto svolge un ruolo di primo piano dal punto di vista economico, sociale, civile e culturale.

Mortificare questa realtà sarebbe un errore politico estremamente grave, che nuocerebbe seriamente alle possibilità di successo del PD in Puglia.

Taranto, 4 marzo 2008 Donato PENTASSUGLIA, Segretario provinciale del PD

L'ambientalismo del fare

“Un vero ambientalista contesta le discariche e non i termovalorizzatori; preferisce che i rifiuti producano energia, piuttosto che finire all'interno delle discariche”. A sostenerlo il leader del Pd, Walter Veltroni, che oggi in un tour tutto bolognese ha visitato il termovalorizzatore del Frullo, a Granarolo dell'Emilia.
“Parliamo del Paese, parliamo delle sue esigenze, dell'ambiente e del fatto che mi piacerebbe che si contestassero le discariche più che i termovalorizzatori”, ha detto Veltroni, facendo notare che “in tutti i Paesi europei ci sono circa 388 termovalorizzatori e che qui c’è da 30 anni”.
Il segretario del Pd ha anche spiegato di essersi informato circa le valutazioni sulle conseguenze sulla salute dei cittadini, e ha chiarito qual è la sua idea: “I rifiuti sono un problema perché non si è avuta la capacità da parte di nessuno nel corso di questi anni di prendere una decisione. La linea non può che essere: raccolta differenziata e ciclo moderno di smaltimento dei rifiuti”.
“Qui arrivano rifiuti con cui si produce energia elettrica che potrebbe illuminare una città come Verona”, ha proseguito il candidato premier del Pd, osservando che “non si capisce perché non lo si debba fare. Dopo di che sono assolutamente d’accordo sul fatto di avere, come si sta facendo, tutti i livelli di controllo, di verifica da tutti i punti di vista delle emissioni che vengono fatte. Se ne sono stati fatti 388 in tutta Europa – ha fatto notare – immagino che questo avvenga perché ormai questi livelli di tecnologia riescono a ridurre le emissioni entro i livelli che sono compatibili”.
Dei veri ambientalisti, ha chiosato infine Veltroni "preferiscono avere dei rifiuti che producono energia, piuttosto che avere discariche che sono quelle ecologicamente più pericolose”.
L’intervento del candidato premier al termovalorizzatore del Frullo si innesta perfettamente in quella che è l’idea di ambientalismo del Pd. Idea che è stata tradotta efficacemente con lo slogan “l’ambientalismo del fare”, opposto alle politiche del “no” e dei veti, che tutto hanno fatto fuorché produrre risultati apprezzabili in termini di ecosostenibilità e di sviluppo di fonti alternative di energia.
Il capitolo de “l’ambientalismo del fare”, specie in un momento delicato come questo dal punto di vista sia globale – caratterizzato da forti cambiamenti climatici e dal crescente inquinamento ambientale – sia locale – con l’emergenza legata all’accumulo di rifiuti nelle strade della Campania – ricopre un’importanza decisivo nel programma di governo del Partito democratico.
In uno dei dodici punti basilari del progetto di cambiamento del Paese del Pd, si mette in chiaro che l’obiettivo che si pone il Pd in materia è quello di “rottamare il petrolio” e mettere in atto un piano che in dieci anni realizzi la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici pubblici e privati.
In campo energetico l’auspicio è che si faccia maggiore ricorso al mercato e ai prezzi, mentre proprio per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti, si punta ad un incremento della raccolta differenziata e degli impianti di rigassificazione. In sostanza, basta con l’ambiebntalismo del no: proporre nuove infrastrutture, valutare coinvolgendo tutti, ma quando si è deciso, realizzarle.

Trasporto disabili all’Osmairm di Laterza

Per il trasporto disabili all’Osmairm di Laterza, incontro a Bari fra le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e l’assessore Nicola Tedesco.
Sul “tavolo”, le procedure di mobilità messe in atto dal Centro di via Cappuccini, finalizzate al licenziamento di 49 unità lavorative, e l’organizzazione del servizio da parte dell’Asl jonica, che nel frattempo si è dichiarata indisponibile a corrispondere all’Osmairm i crediti vantati (per legge il costo del servizio è da suddividere fra l’azienda sanitaria e i comuni interessati nella misura, rispettivamente, del 40% e del 60%).
Intanto, sulla vicenda interviene anche il Partito democratico di Laterza che, in una lettera aperta indirizzata all’assessore Tedesco, richiama l’importanza del servizio fin qui assicurato dall’Osmair m, sottolinea che «sarebbe oltremodo antieconomica» una gestione eventualmente effettuata in proprio dagli enti locali e chiede all’assessore regionale di «intervenire a favore della risoluzione della vertenza».
«Tenendo conto - scrive il Pd laertino nella lettera aperta inviata all’assessore alla sanità Tedesco - quanto la nostra politica sia vicina e sensibile alle esigenze dei disabili e al problema occupazionale» e considerando «l'impegno economico» sostenuto dall’Osmairm per «migliorare le condizioni di vita dei pazienti».

» Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
» Autore: Francesco Romano